Categoria: Salute e Sanità

  • Trauma di interesse chirurgico: la Sicilia al centro dell’innovazione e della collaborazione

    Trauma di interesse chirurgico: la Sicilia al centro dell’innovazione e della collaborazione

    Inizia il conto alla rovescia, mancano solo 10 giorni all’inizio dell’importante appuntamento scientifico a carattere nazionale che è il terzo congresso sulla “Gestione del trauma di interesse chirurgico”. Arriveranno a Caltanissetta e si avvicenderanno nell’aula Papa Giovanni II del Cefpas nomi di spicco della chirurgia italiana, e non solo, come quello del neo eletto presidente dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) Vincenzo Bottino, il presidente uscente Marco Scatizzi e il past presidente Pierluigi Marini e ancora volti noti della televisione come i giornalisti Rai Salvo Toscano e Karina Valeria Marino che, con le loro lectio magistralis, interverranno disquisendo sull’importanza della comunicazione in materia di salute e sanità.

    Il terzo congresso nazionale, che riguarda “L’approccio all’evento trauma del chirurgo giovane”, si pone l’obiettivo di formare e informare coloro che si approcciano a questa importante branca della medicina e cioè i giovani chirurghi (under 35) e gli specializzandi e apre ‘le porte’ a tutti gli altri attori che intervengono all’interno del fenomeno trauma, dagli anestesisti agli infermieri, dagli psicologi agli oss.

    Le due giornate sono così suddivise: la prima giornata, quella dell’8 giugno, vedrà una sessione infermieristica con insert di medici e psicologi, la seconda (9 giugno) sarà dedicata, invece, alla sessione medica con i pareri degli infermieri; un connubio perfetto tra i diversi ruoli che sono parte di una unica grande disciplina che ha come obiettivo la risoluzione dell’evento trauma.

    Presidenti del congresso sono Giovanni Di Lorenzo, dirigente medico di Chirurgia generale e responsabile Unità operativa dipartimentale (Uod) a valenza aziendale “Coordinamento sale operatorie” del presidio ospedaliero S. Elia-Asp2 Caltanissetta e Giovanni Ciaccio (presidente onorario), direttore Unità operativa complessa (Uoc) Chirurgia generale del presidio ospedaliero S. Elia-Asp2 Caltanissetta. Il congresso è patrocinato dalla Regione siciliana, Assessorato alla Salute; Comune di Caltanissetta, Asp2 Caltanissetta, Associazione italiana degli infermieri di camera operatoria (Aico), Surgical training academic forum (Staff), Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi).

  • Donna muore al Policlinico di Palermo dopo incidente, donati i suoi organi

    Donna muore al Policlinico di Palermo dopo incidente, donati i suoi organi

    La generosità di una donna deceduta al Policlinico per le conseguenze di un incidente stradale salveranno quattro pazienti in attesa di trapianto. Sono stati prelevati cuore, reni, fegato e cornee, queste ultime inviate alla Banca degli occhi di Mestre.

    “Voglio esprimere ai familiari della donatrice un pensiero di gratitudine e vicinanza– afferma il Commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari – L’atto di grande generosità della signora ha permesso di salvare diverse vite e ha dato un esempio di altruismo e solidarietà. La donazione di organi è un tema di grande importanza e questa occasione ci ricorda quanto sia cruciale la sensibilizzazione sull’argomento. Ringrazio anche tutta l’equipe, medici, infermieri, tecnici, che hanno svolto un ruolo cruciale nel garantire il processo di donazione”.

    Allertato il Coordinamento operativo del Centro regionale trapianti, è scattato il periodo di sei ore di osservazione di morte cerebrale, al termine del quale sono iniziate le operazioni chirurgiche di prelievo degli organi.

    A gestire il processo di donazione è stato il professore Maurizio Raineri, responsabile dell’unità semplice di Terapia intensiva post-operatoria e Neurorianimazione e Coordinatore locale per i trapianti dell’AOUP, affiancato dall’equipe medica costituita dalle anestesiste Concetta Milazzo e Claudia Marino, il professore Roberto Monastero, neurologo, il medico legale Manfredi Rubino, e dalla psicologa del Centro Regionale Trapianti in servizio presso il Policlinico, Elena Massihnia.

  • Lutto nella sanità siciliana, è morto il medico gastroenterologo Giuseppe Malizia

    Lutto nella sanità siciliana, è morto il medico gastroenterologo Giuseppe Malizia

    Lutto nella sanità siciliana. È morto il dr. Giuseppe Malizia. Il medico guidava l’unità operativa complessa di Gastroenterologia dell’Ospedale Cervello, dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo ed era responsabile del Centro hub dell’Ospedale V. Cervello della rete regionale per l’epatite C, e punto di riferimento per la colangite biliare primitiva e per le malattie metaboliche del fegato NAFLD-NASH.

    “L’azienda Villa Sofia Cervello di Palermo esprime vivo cordoglio per la prematura scomparsa del dr. Giuseppe Malizia. ” A nome di tutti i dipendenti – afferma il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera palermitana Roberto Colletti, congiuntamente a tutta la direzione strategica – manifestiamo sincera vicinanza alla famiglia del dr. Giuseppe Malizia ed esprimiamo vivo cordoglio per la sua scomparsa. Malizia storicamente ha rappresentato un punto di riferimento valente e assai qualificato per la nostra azienda. Lascia un grande vuoto in tutti noi per la sua grande levatura umana e professionale”.

    Aveva conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, nonché la specializzazione in Malattie dell’Apparato Dirigente, presso l’Università degli Studi di Palermo. Oltre a significative esperienze estere, tra cui si ricordano in particolare quella di ricercatore presso la Respiratory & Critical Care Division della Washington University di St. Louis, U.S.A. – dove si era occupato del ruolo dei fattori di crescita nei meccanismi fibrogenetici della cirrosi epatica e della fibrosi polmonare idiopatica – e quella di ricercatore presso il dipartimento di Medicina del ST. James’s University Hospital di Leeds (Gran Bretagna) nel campo dei meccanismi immunologici nella malattia celiaca e nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, oltre che in quello dei sistemi computerizzati di predizione nel sanguinamento digestivo superiore, era stato, altresì, anche responsabile per l’Italia e membro del project management group del COMAC-BME Project on Objective Medical Decision Making in Acute Abdominal Pain (AAP1).

  • Intelligenza artificiale al servizio della salute: la nuova TAC dell’Ospedale Villa Sofia

    Intelligenza artificiale al servizio della salute: la nuova TAC dell’Ospedale Villa Sofia

    L’azienda ospedaliera “Villa Sofia – Cervello” di Palermo si è dotata di una nuova TAC. La stessa è stata installata ed è già attivata presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale Villa Sofia. Si tratta di un’apparecchiatura caratterizzata da una tecnologia fortemente innovativa. La nuova dotazione strumentale è stata resa possibile grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ed evidenzia l’impegno continuo dell’azienda al fine di aggiornare e migliorare le risorse diagnostiche a disposizione dell’utenza.

    “L’apparecchiatura in questione, pienamente operativa, rappresenta un grande passo avanti nella diagnostica per immagini e renderà il processo più rapido, intuitivo e accessibile, fornendo al contempo una significativa qualità delle immagini. La nuova TAC utilizza una soluzione per il flusso di lavoro basata sull’intelligenza artificiale progettata per supportare i clinici consentendo l’ottimizzazione degli esami diagnostici ed una gestione più efficiente delle immagini”.

    Il commissario straordinario Roberto Colletti ha così commentato: “La nuova TAC migliora le capacità diagnostiche e riflette anche il nostro impegno nel fornire cure di eccellenza ai nostri pazienti. Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale integrata siamo fiduciosi che saremo in grado di ottimizzare i nostri servizi e migliorare la qualità assistenziale offerta ai pazienti”.

  • Al Policlinico di Palermo un robot intelligente per impiantare protesi

    Al Policlinico di Palermo un robot intelligente per impiantare protesi

    Palermo – L’unità operativa di Ortopedia del Policlinico eleva l’offerta assistenziale con un una nuova tecnologia, il robot CORI, il sistema più avanzato nel campo della chirurgia ortopedica robot-assistita.

    Dotato di capacità di mappatura in tempo reale del ginocchio e di strumenti per pianificazioni chirurgiche personalizzate, il robot CORI permette ai chirurghi di effettuare interventi di impianto di protesi di ginocchio con un livello di dettaglio e cura precedentemente inimmaginabile. Questo nuovo strumento sostituisce il robot NAVIO, precedentemente in uso, e segna un capitolo rivoluzionario nella cura e nel trattamento dei pazienti ortopedici.

    Il Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, afferma: “L’adozione di CORI dimostra il nostro impegno costante nel migliorare e innovare le cure che offriamo. La chirurgia robotica rappresenta un’importante attività per la nostra Azienda, sia dal punto di vista assistenziale che per la didattica e la ricerca, e conferma l’assistenza sanitaria di eccellenza offerta dal Policlinico”.

    Il Professore Lawrence Camarda, direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia, commenta: “Il robot CORI non è solo un avanzamento tecnologico, ma un salto qualitativo nel modo in cui possiamo operare e curare i nostri pazienti. Questa nuova tecnologia ci consente di aumentare notevolmente l’efficacia delle procedure chirurgiche sul ginocchio, riducendo i tempi chirurgici, al contempo i rischi e i tempi di recupero. CORI presenta miglioramenti significativi anche in termini di predittività, grazie all’evoluzione della tecnologia e del software di intelligenza artificiale che lo supportano. Questi avanzamenti sono focalizzati sulla capacità di prevedere gli esiti degli interventi chirurgici con maggiore accuratezza, fondamentale per la personalizzazione del trattamento ortopedico”.

  • Rivoluzione in sanità a Palermo: prima procedura di Radiologia Interventistica all’Ospedale Ingrassia

    Rivoluzione in sanità a Palermo: prima procedura di Radiologia Interventistica all’Ospedale Ingrassia

    Eseguita all’Ospedale Ingrassia la prima procedura di Radiologia Interventistica all’Asp di Palermo. Il trattamento, effettuato su un paziente critico ricoverato in Rianimazione “con raccolta retroperitoneale”, è stato eseguito da Gioacchino Di Baudo nella seconda sala TAC della UOC di radiodiagnostica diretta da Marco Brancato.

    “L’Azienda – ha detto il Commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – ha l’obbligo professionale e scientifico di innescare un cambio di marcia che vada sempre verso l’innovazione, contribuendo a dare sicurezza e celerità nelle cure, soprattutto, quando le modalità adottate per la loro erogazione sono, già, consolidate in realtà organizzative più evolute rispetto ai nostri ospedali. I cambiamenti e i risultati innovativi devono riguardare anche l’organizzazione territoriale che deve essere capace di soddisfare la domanda di salute più ampia possibile, per lasciare alle Aziende ospedaliere le attività più complesse e più impegnative. Se riusciremo ad ampliare il ventaglio delle offerte, potremo recuperare anche una parte di prestazioni che per essere soddisfatte da altre Regioni ci fanno perdere risorse”.

    In attesa della realizzazione di una nuova Sala dedicata dotata di un angiografo digitale di ultima generazione, le prestazioni all’Asp di Palermo di Radiologia interventistica si effettueranno, in base alla natura delle procedura TAC guidata o con Arco a C in Sala Operatoria, anche negli Ospedali “Civico” di Partinico, “Cimino” di Termini Imerese e “Villa delle Ginestre”.

    “E’ un progetto fortemente voluto dalla Direzione aziendale – ha sottolineato il Direttore della UOC di radiodiagnostica dell’Ospedale Ingrassia, Marco Brancato – l’Azienda ha investito in prospettiva futura nell’ottica della best practice dei pazienti e delle loro patologie. L’obiettivo è di ridurre il rischio clinico, la mobilità dei pazienti ed il ricorso a prestazioni in strutture esterne all’Asp”.

  • 3 mamme, 3 bambini, 3 miracoli: la macchina cuore-polmone salva la vita all’ISMETT

    3 mamme, 3 bambini, 3 miracoli: la macchina cuore-polmone salva la vita all’ISMETT

    Si chiamano Ariel, Giuseppe e Giorgia e sono tre bellissimi bambini tutti e tre nati presso la sala operatoria di ISMETT-UPMC. Sono tre le donne che nelle ultime tre settimane hanno partorito presso l’Istituto Mediterraneo grazie alla piena collaborazione con i ginecologi dell’ARNAS Civico e alla necessità dell’utilizzo di una macchina cuore-polmone.

    Gravidanze ad alto rischio gestite con successo

    Tre casi molto particolari che si sono susseguiti nel giro di pochi giorni. Le pazienti erano già note e seguite per patologie pregresse dal team di Cardiolgia – ed in un caso da quello di Pneumologia – di ISMETT. Tutte e tre le donne erano affette, infatti, da cardiopatie (una cardiopatia ipertrofica nel primo caso, una disfuzione aortica ed una cardiopatia associata ad ipertensione polmonare negli altri due casi, ndr) che per motivi differenti rappresentavano un rischio sia per la mamma che per il nascituro.

    La sinergia tra ISMETT e ARNAS Civico

    A causa delle loro condizioni di salute, dunque, le tre donne non avrebbero potuto portare a termine la loro gravidanza senza il circuito di collaborazione avviato da tempo fra ISMETT ed i reparti di Ginecologia e Neonatologia di ARNAS Civico. La presenza in ISMETT di un servizio di Cardiologia – Pneumologia esperto nella gestione di pazienti con grave malattia d’organo e di un servizio di terapia intensiva abituato al quotidiano uso dell’ECMO e la presenza al Civico di un servizio di ginecologia e neonatologa esperti nella gestione di gravidanze a rischio stati fondamentali, dunque, per minimizzare i rischi durante tutto il periodo di gestazione fino al parto.

    Il parto – un cesareo programmato – è avvenuto poi presso ISMETT e tutte e tre le pazienti hanno partorito in stand by ECMO, ovvero grazie all’utilizzo veno-arterioso, una macchina cuore-polmone che consente di ossigenare il sangue, rimuovere l’anidride carbonica e fungere da pompa cardiaca in sostituzione del cuore.

    L’utilizzo dell’ECMO durante il parto

    La complessa procedura ha visto coinvolti sei team di specialisti: gli anestesisti, il team di cardiologi, cardiochirurghi, pneumologi di ISMETT, ostetrici e neonatologi dell’ARNAS Civico. “Si è trattato di tre casi molto particolari – spiega la d.ssa Maria Scarlata, anestesista presso ISMETT che ha seguito in prima persona i tre parti – Erano tre gravidanze molto difficili perchè le tre mamme avevano pregressi motivi di salute. In tutti e tre i casi l’utilizzo dell’ECMO, la cosiddetta macchina cuore polmone, ha permesso alle nostre pazienti di partorire in totale sicurezza, riducendo i rischi legati al parto”.

    Sia le mamme che i bambini stanno bene e sono stati trasferiti presso il reparto di Ginecologia dell’ARNAS Civico a 24 ore dal parto. “La collaborazione clinica con ISMETT – sottolinea Antonio Maiorana, primario del reparto di Ginecologia di ARNAS Civico – ha consentito donne con patologie clinicamente molto complesse di realizzare il loro sogno di diventare mamme. Il monitoraggio intensivo della gravidanza fin dalle prime settimane di gestazione presso gli ambulatori di gravidanza a rischio e di diagnosi prenatale, la disponibilità e l’applicazione di tecnologie all’avanguardia e di protocolli di gestione clinica innovativi, la meticolosa e collaudata organizzazione multidisciplinare tra i vari professionisti ha permesso di raggiungere traguardi prima impensabili e che risultano davvero incoraggianti dal punto di vista professionale ed emozionanti dal punto di vista squisitamente umano”.

  • Turista cade a Palermo, salvato dalla paralisi con intervento di 15 ore al Policlinico

    Turista cade a Palermo, salvato dalla paralisi con intervento di 15 ore al Policlinico

    Un intervento di elevata complessità di Chirurgia Vertebrale, della durata complessiva di 15 ore, eseguito presso l’unità di Neurochirurgia del Policlinico di Palermo, diretta dal Professore Domenico Gerardo Iacopino, ha salvato un turista tedesco di 73 anni dalla tetraplegia.

    In seguito a banale caduta durante la sua vacanza a Palermo, il paziente aveva riportato una severa e grave frattura della settima vertebra cervicale con disallineamento della colonna vertebrale cervico-dorsale. Fortunatamente l’uomo, nell’immediato, non aveva accusato sintomi neurologici, ma era costretto alla totale immobilità poiché anche un minimo movimento del collo avrebbe potuto comportare un severo danno neurologico, quale la tetraplegia.

    “Questo caso – spiega il professore Iacopino – presentava numerose peculiarità. Il paziente era affetto da una patologia reumatologica non ancora diagnosticata: la spondilite anchilosante, condizione che, maggiormente nella regione cervicale e dorsale, comporta una anchilosi vertebrale ossia la formazione di ponti ossei tra più vertebre con compromissione della normale curvatura e motilità del rachide. Un trauma, in determinate condizioni, può comportare delle fratture estremamente complesse da trattare, come quella del caso odierno. Tecnicamente si parla di “frattura di Chance”, ossia di una soluzione di continuo che attraversa tutti piani della vertebra in senso antero posteriore, con scivolamento successivo della colonna cervicale su quella dorsale in una delle regioni più difficilmente accessibili del rachide dal punto di vista chirurgico”.

    L’intervento, eseguito dai Dottori Rosario Maugeri e Maria Angela Pino, è stato suddiviso in tre tempi: riduzione della lussazione cervicale, sostituzione della vertebra lesa con una protesi artificiale e infine la stabilizzazione cervico dorsale con placche e viti, permettendo così il ripristino della normale curvatura e stabilità della colonna.

    Il Commissario straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari commenta: “Grazie alla competenza del professore Iacopino e del suo staff e alla collaborazione con il team multidisciplinare neurochirurgico, anestesiologico e radiologico, il Policlinico universitario di Palermo si conferma, ancora una volta, centro di avanguardia per il trattamento di patologie ad alta complessità. Lo straordinario lavoro d’equipe svolto ha permesso al paziente di poter tornare nel suo paese felice e grato ai medici e a tutto il personale nella consapevolezza di avere ricevuto la migliore possibilità di cura”.

  • Uomo dichiarato morto, prelievo multiorgano all’ospedale Ingrassia

    Uomo dichiarato morto, prelievo multiorgano all’ospedale Ingrassia

    Prelievo multiorgano all’Ospedale Ingrassia di Palermo. Dopo il periodo di osservazione obbligatorio per legge da parte del Collegio medico – costituito dal Direttore sanitario, Antonino Di Benedetto, da Calogero Bellia, e Giacomo Fisco con la collaborazione del Tecnico di Elettroencefalografia, Barbara Laganà – è stato eseguito il prelievo di reni, polmoni, fegato e cornee da un donatore in morte cerebrale.

    Tutte le attività, seguite sin da ieri pomeriggio dal Commissario straordinario dell’Asp, Daniela Faraoni, si sono svolte in sinergia e con la costante collaborazione del CRT, Centro Regionale Trapianti.

    L’intervento è stato effettuato dai chirurghi dell’ISMETT coadiuvati da una equipe di sala operatoria dell’Ospedale Ingrassia composta: dal Direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione Stefano Bellanca, dal Coordinatore locale prelievi d’organo dell’Asp di Palermo, Calogero Bellia, dall’anestesista Luisa Granata e dagli infermieri Calogero Falzone e Samantha La Sala.

    “Gesti d’amore e di altruismo come quelli dei familiari del donatore – ha sottolineato il Commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – sono indispensabili per ridare speranze di vita a pazienti in attesa di trapianto. Un sentito ringraziamento va al personale medico ed infermieristico dell’Ospedale Ingrassia ed all’intera equipe chirurgica che hanno dimostrato professionalità e spirito di integrazione multidisciplinare”.

  • Innovativa tecnica chirurgica al Policlinico per curare il reflusso gastroesofageo

    Innovativa tecnica chirurgica al Policlinico per curare il reflusso gastroesofageo

    Palermo – Risolvere il reflusso gastroesofageo con un semplice intervento chirurgico ora è possibile. Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Laparoscopica del Policlinico di Palermo, diretta dal professor Antonino Agrusa, sono stati eseguiti i primi 3 interventi in Sicilia, e tra i primi in Italia, con una tecnica innovativa che utilizza il dispositivo RefluxStop.

    Si tratta di un apparecchio di nuova concezione, biocompatibile, che mira a migliorare gli esiti funzionali per i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo, riducendo gli effetti collaterali tipici degli interventi tradizionali come la disfagia post-operatoria. Attualmente RefluxStop era utilizzato solo in altri 2 centri di riferimento, in Svizzera e Padova, proprio per la complessità dell’intervento e la multidisciplinarietà necessaria nella gestione di questi pazienti.

    “Abbiamo potuto realizzare tale procedura grazie all’esperienza ventennale del nostro team e alla disponibilità delle migliori tecnologie nelle nostre sale operatorie” dichiara il prof. Agrusa. “RefluxStop rivoluziona il trattamento chirurgico del reflusso gastroesofageo, ottimizzandone gli effetti e migliorando la qualità di vita dei pazienti”.

    Per assistere agli interventi sono giunti al Policlinico ospiti ed esperti da Olanda e Svizzera, come il prof. Jörg Zehetner. L’Unità del prof. Agrusa è centro di riferimento per il Sud Italia nel trattamento laparoscopico dei disturbi dell’apparato digerente, con pazienti che arrivano da tutta la Sicilia e il bacino del Mediterraneo.

    I risultati sono resi possibili dalla collaborazione multidisciplinare con altri professionisti, come spiega lo stesso primario: “Mi avvalgo del supporto del prof. Romano per l’Endoscopia Digestiva e del prof. Bonventre per l’ambulatorio di Motilità Digestiva. Solo con il lavoro di squadra possiamo garantire il meglio ai nostri pazienti”.

    L’utilizzo di RefluxStop rappresenta un importante passo avanti per il trattamento mini-invasivo del reflusso gastroesofageo, con il Policlinico di Palermo ancora una volta all’avanguardia nell’introduzione delle più moderne tecniche chirurgiche.