Categoria: Salute e Sanità

  • Bimbo ingoia una pila, salvato da un intervento d’urgenza

    Bimbo ingoia una pila, salvato da un intervento d’urgenza

    Un bambino di sei anni di Gela è stato operato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania dopo aver ingerito accidentalmente una pila “a bottone” al litio con cui stava giocando. L’intervento, eseguito in endoscopia, è riuscito a rimuovere la pila senza conseguenze per il piccolo.

    Dopo aver trascorso una notte in osservazione, il bambino è tornato a casa in piena salute con i genitori. “Queste batterie, sebbene di piccole dimensioni, possono causare danni sia per l’effetto elettrico sia per il rilascio di sostanze corrosive a esofago e stomaco”, spiega la dott.ssa Antonella Di Stefano, direttore dell’Unità operativa complessa di Pediatria e del Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale.

    “Nei casi più gravi si può avere la perforazione esofagea, pertanto è indispensabile intervenire tempestivamente, come ha fatto il nostro personale operando con professionalità e prontezza”, aggiunge. Il ministero della Salute ha osservato un aumento negli ultimi anni di questo tipo di incidenti soprattutto nei bambini più piccoli. La raccomandazione è quella di tenere gli alloggiamenti delle pile ben protetti e, in caso di sospetta ingestione, rivolgersi subito al Pronto Soccorso pediatrico.

  • Alleanza contro il nemico silenzioso: il Policlinico di Palermo in prima linea nella lotta al cancro al seno

    Alleanza contro il nemico silenzioso: il Policlinico di Palermo in prima linea nella lotta al cancro al seno

    PALERMO – L’A.O.U.P. “Paolo Giaccone”, attraverso l’U.O.C. di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori, diretta dal Prof. Francesco Vitale, partecipa al progetto “European Linkage of Initiative from Science to Action in Health (ELISAH)”, finanziato dalla Commissione Europea (Bando EU4H-2022-PJ-3) per promuovere la prevenzione del cancro al seno.

    L’iniziativa, coordinata dall’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, coinvolge un team multidisciplinare di esperti (epidemiologi, medici, statistici, professionisti sanitari, psicologi ed ingegneri) operanti presso 11 partner europei da 4 differenti paesi (Spagna, Grecia, Ucraina, ed Italia) e si articola attorno allo studio della relazione tra i diversi fattori di rischio, quali l’inquinamento ambientale, l’alimentazione, l’attività fisica, nonché il consumo di alcol e tabacco.

    Nell’anno 2020 il cancro al seno è risultato essere il tumore più frequentemente diagnosticato al mondo, con oltre 2,2 milioni di nuovi casi (11,9% del totale), e più di mezzo milione di casi nella sola Europa. Le evidenze scientifiche dimostrano come il 90-95% di tutti i casi di tumore al seno sia associato all’adozione di stili di vita non corretti e a fattori ambientali, mentre il rimanente 5-10% dei casi riconosce una base genetica.

    “Per questo motivo. – spiega il Prof. Walter Mazzucco, dirigente medico responsabile del Progetto ELISAH per l’A.O.U.P. e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) – il Progetto europeo ELISAH, nel corso dei tre anni di attività, produrrà evidenze a supporto dell’adozione di politiche e interventi di sanità pubblica in linea con i principi delineati nel Piano Europeo di Lotta contro il Cancro e dalla Mission Cancer dell’Unione Europea”.

    Il Commissario straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari, commenta: “La partecipazione del Policlinico a questi progetti internazionali è una preziosa occasione di crescita e miglioramento e al contempo conferma l’elevata qualità scientifica dei nostri ricercatori. Il cancro al seno rappresenta, ad oggi, una delle sfide più significative in ambito di prevenzione a livello globale e, dunque, il confronto con altre realtà scientifiche internazionali consente di valorizzare e condividere dati e competenze professionali attraverso la definizione di nuovi strumenti per la prevenzione, la diagnosi e cura o il loro aggiornamento, con l’obiettivo finale di incrementare significativamente la qualità di vita dei pazienti”.

    Mazzucco prosegue: “Nella prima fase del progetto sarà condotta un’analisi approfondita degli indicatori epidemiologici e dei fattori di rischio associati al tumore alla mammella, al fine di valutare la capacità di risposta al bisogno di salute dei piani sanitari nazionali. La seconda fase avrà, invece, come obiettivo quello di progettare interventi e azioni innovative per superare le barriere all’accesso ai percorsi di prevenzione del tumore al seno. A tal fine, verrà creata una piattaforma web attraverso la quale veicolare informazioni per il supporto al cambiamento e per aumentare la conoscenza finalizzata all’adesione ai percorsi di prevenzione primaria e secondaria”.

    Il team di ricerca dell’U.O.C. di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori utilizzerà i dati di incidenza relativi al tumore della mammella raccolti dal Registro Tumori di Palermo e Provincia per comunicare il rischio oncologico alla popolazione, anche attraverso il diretto coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e di volontariato, e studierà, in collaborazione con il network dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) e con gli altri enti afferenti al consorzio ELISAH, l’impatto epidemiologico dei linfomi associati alle protesi mammarie.

    Del team di ricerca fanno parte i dottori Rosalba Amodio, Giorgio Graziano e Rita Mannino, in forza presso l’U.O.C. Epidemiologia Clinica con Registro Tumori. Nelle attività progettuali sono attivamente coinvolti anche i medici in formazione specialistica della Scuola di Specializzazione in Igiene Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Palermo, diretta dalla Prof.ssa Alessandra Casuccio.

  • Al Policlinico nuove frontiere nella cura delle patologie del sangue

    Al Policlinico nuove frontiere nella cura delle patologie del sangue

    L’Ematologia del Policlinico di Palermo ha avviato nuove sperimentazioni cliniche sull’efficacia di innovativi farmaci immunoterapici ed è stata identificata come centro erogatore della terapia genica per i pazienti affetti da Emofilia A congenita. L’unità operativa diretta dal professor Sergio Siragusa si conferma in prima linea nella ricerca per la cura delle patologie del sangue.

    “Tale impegno – spiega Siragusa – ci consente di garantire ai nostri pazienti il massimo delle cure qui in Sicilia. Attualmente stiamo conducendo diversi studi in fase II/III, ossia la fase in cui si determina l’efficacia e il rapporto costo-beneficio del nuovo farmaco rispetto alla terapia standard. Nell’ambito della terapia del Mieloma Multiplo e delle Neoplasie Mieloproliferative siamo tra i pochi centri in Italia e, per gli studi ‘MAGNETISM’ e ‘TRASFORM2’, gli unici nella Sicilia Occidentale a sperimentare le nuove terapie intelligenti che ‘rieducano’ il sistema immunitario a riconoscere come estranea la cellula tumorale”.

    Nel campo delle malattie ematologiche non neoplastiche, gli specialisti del Policlinico conducono la ricerca “PATHFINDER” che pone attenzione allo studio articolare dei pazienti affetti da coagulopatie congenite quali l’Emofilia. Sempre in questo campo, il Policlinico di Palermo è stato identificato dall’assessorato regionale della Salute come centro erogatore della terapia genica per i pazienti affetti da Emofilia A congenita.

    “L’unità operativa di Ematologia – afferma Maria Grazia Furnari, Commissario straordinario del Policlinico ‘Paolo Giaccone’ – segue oltre 1100 pazienti l’anno per terapie oncologiche in Day Hospital e Day Surgery, effettua oltre 8mila visite ambulatoriali e oltre 250 ricoveri in regime ordinario. Tutti numeri, questi, che dimostrano come i nostri specialisti stiano diventando un punto di riferimento importante e confermano la valenza strategica dell’AOUP come punto di raccordo tra didattica, ricerca e assistenza. Per questo ringrazio il grande lavoro del professor Siragusa e di tutto il suo staff che portano avanti una ricerca di elevata qualità da cui nascono i percorsi che portano alla guarigione del paziente”.

    Delle nuove cure si parlerà a partire da domani nell’ambito del 3° Convegno Regionale della Società Italiana di Ematologia (SIE), presieduto da Siragusa.

    Il convegno vedrà la partecipazione di illustri ospiti provenienti da rinomati centri di ricerca nazionali, con l’obiettivo di discutere le più recenti novità nel campo dell’ematologia. “Questo evento – sottolinea il Prof. Siragusa – costituisce un elemento di notevole rilevanza nell’aggiornamento degli ematologi siciliani e nella formazione dei futuri specialisti”.

  • La piccola Adonai del Burundi operata al cuore a Taormina è fuori pericolo

    La piccola Adonai del Burundi operata al cuore a Taormina è fuori pericolo

    La piccola Adonai, la bambina di 1 anno arrivata dal Burundi e operata presso la cardiochirurgia pediatrica di Taormina per correggere una malformazione cardiaca, è uscita dalla terapia intensiva ed è tornata a sorridere con la sua mamma.

    “Grazie a questo intervento, eseguito dal team del dottor Agati, Adonai vivrà. Lei, come tanti piccoli pazienti, continuano ad essere tra noi grazie all’esistenza della Cardiochirurgia di Taormina che, ribadiamo, non può e non deve chiudere, avendo anche un valore internazionale, quale centro di eccellenza, che deve continuare le sue attività garantendo la vita a tanti bambini”. Lo dicono Totò Cuffaro e Stefano Cirillo, presidente e vicepresidente dell’associazione onlus Aiutiamoilburundi.

    “Un ringraziamento alla solidarietà di tanti amici, grazie alla quale, fino ad adesso, siamo riusciti a dare speranze a tanti bambini del Burundi operati al cuore con malformazioni altrimenti incompatibili con la vita. Adonai, appena le condizioni fisiche lo consentiranno, tornerà con la sua mamma in Burundi e potrà tornare a una vita normale. La sfida, insieme al team di Taormina, oltre a quella di continuare il ponte umanitario, è porre le basi per la prima cardiochirurgia pediatrica in Burundi a Bujumbura. Una sfida difficile e complessa, ma già iniziata”, concludono.

  • Palermo, intervento salva la vita a neonata con grave malformazione

    Palermo, intervento salva la vita a neonata con grave malformazione

    Un’operazione delicatissima ha permesso di scongiurare il peggio per una piccola nata con una gravissima malformazione congenita. La neonata, trasferita d’urgenza da un ospedale siciliano fuori provincia a Palermo, è arrivata in condizioni disperate all’Ospedale dei Bambini con la milza e l’intestino posizionati all’interno del torace a causa di una malformazione del diaframma. Uno dei suoi polmoni era compromesso, mettendo a rischio la sua vita.

    Ieri, come racconta Palermo Today, la piccola paziente è stata sottoposta a un intervento salvavita presso la Chirurgia pediatrica dell’Ospedale Di Cristina. Dopo una diagnosi all’Utin (terapia intensiva neonatale) del Civico, diretta dal dottor Marcello Vitaliti, la neonata è stata subito trasferita al nosocomio di via dei Benedettini.

    L’equipe medica, guidata dalla dottoressa Anna Maria Caruso, ha eseguito un delicato intervento chirurgico per riposizionare gli organi all’interno dell’addome, ristabilendo così le normali funzioni respiratorie. In sala operatoria erano presenti anche i chirurghi Vincenza Girgenti e Denisia Bommarito, oltre all’anestesista Leonardo Birriolo.

    Al momento, la piccola paziente è stata trasferita all’Utin del Civico per proseguire le cure post-operatorie. “La Chirurgia pediatrica dell’Ospedale Di Cristina è l’unico centro della Sicilia occidentale in grado di eseguire e garantire, sia in elezione che in urgenza 24 ore su 24, interventi chirurgici complessi con l’utilizzo di tecnologia all’avanguardia come la chirurgia mininvasiva e l’endoscopia digestiva operativa, anche in pazienti al di sotto dei 5 chili,” ha dichiarato il commissario straordinario dell’Arnas Civico-Di Cristina, Walter Messina. “Inoltre, la Chirurgia pediatrica è centro di riferimento regionale per la gestione dell’incontinenza fecale e urinaria in età pediatrica.”

  • Giovane palermitana operata al Rizzoli di Bagheria: intervento eccezionale asporta raro tumore osseo

    Giovane palermitana operata al Rizzoli di Bagheria: intervento eccezionale asporta raro tumore osseo

    Una tedicenne palermitana operata alla schiena al Rizzoli di Bagheria per l’asportazione di un tumore primitivo dell’osso. Un intervento, delicato e complesso, che è stato eseguito in collaborazione con il Civico di Palermo, perfettamente riuscito.

    È stato eseguito al Dipartimento Rizzoli-Sicilia di Bagheria un intervento di asportazione di un tumore primitivo, un sarcoma di Ewing, in una paziente in età pediatrica.“Anna domani, 8 marzo, compirà 14 anni, oggi c’è stata la prima visita di controllo post operatorio e aver potuto dare a lei e alla sua famiglia la notizia dell’intervento andato bene è per noi la più grande gratificazione professionale e umana” dice Toscano.

    Tumore aggressivo diagnosticato a 11 anni durante visita di controllo

    Anna (nome di fantasia) è stata visitata la prima volta all’età di 11 anni dal dottor Angelo Toscano, dirigente medico dell’Ortopedia generale del Rizzoli-Sicilia di Bagheria diretto dal dottor Giovanni Pignatti: “Accusava dolore al nervo sciatico, ma un tipo di dolore particolare che mi ha subito insospettito – ricorda Toscano. – Dopo esami di approfondimento presso la Radiologia di Villa Santa Teresa le abbiamo infatti diagnosticato un raro e aggressivo tumore primitivo dell’osso che al Rizzoli conosciamo bene, il sarcoma di Ewing, in una vertebra lombare. Da lì è iniziato il percorso di cura”.

    BAGHERIA (PALERMO) – VILLA SANTA TERESA – DIPARTIMENTO DELL’ISTITUTO ORTOPEDICO RIZZOLI (IOR)

    Anna si è sottoposta subito a cicli di chemioterapia presso l’ARNAS Ospedale Civico di Palermo con il dottor Paolo D’Angelo, direttore dell’Oncoematologia pediatrica, ai quali ha risposto bene. Gli esami post trattamento chemioterapico mostravano un netto miglioramento; dopo qualche tempo però durante una visita di controllo è emersa una recidiva. Dopo gli opportuni trattamenti pre-intervento, venerdì 9 febbraio l’équipe del Dipartimento Rizzoli-Sicilia composta per la circostanza dal direttore della Chirurgia Vertebrale del Rizzoli di Bologna Alessandro Gasbarrini, dal dottor Angelo Toscano e dal dottor Fabrizio Perna dell’Ortopedia generale della sede di Bagheria, dal direttore dell’Anestesia e terapia intensiva Jacopo Frugiuele e da tutto il personale di sala operatoria ha eseguito l’asportazione del tumore.

    Protesi vertebrale in carbonio per permettere radioterapia post-operatoria

    “Per prima cosa abbiamo stabilizzato con viti e successivamente barre la colonna vertebrale e isolati e protetti midollo e radici, poi abbiamo proceduto all’asportazione dei dischi tra i corpi vertebrali, sopra e sotto la vertebra colpita dal sarcoma. Successivamente, attraverso un secondo accesso chirurgico, in questo caso laterale, abbiamo asportato anche una parte di muscolo psoas per avere un margine pulito più ampio – spiega il dottor Toscano. – In sala operatoria era presente insieme a noi l’équipe di chirurgia vascolare del professor Francesco Talarico del Civico di Palermo che si è occupata di isolare i vasi arteriosi e venosi davanti alla vertebra malata. Prima dell’intervento Anna si è sottoposta anche a un’embolizzazione delle arterie lombari, questa volta direttamente al Civico, ospedale col quale il Dipartimento Rizzoli-Sicilia ha da tempo una consolidata collaborazione, presso la Radiologia interventistica diretta dal dottor Mario Vallone. È stato un passaggio fondamentale per controllare e prevenire sanguinamenti di sala operatoria”.
    I dischi tra le vertebre, rimossi insieme alla vertebra malata, sono stati sostituiti dai chirurghi del Rizzoli con una protesi in carbonio modulare affinché fosse possibile eseguire poi un ciclo di radioterapia. “La protesi modulare è come una serie di mattoncini, si assembla fino ad ottenere la misura adeguata a ripristinare in questo caso la corretta lordosi, cioè riproducendo la curva ideale che assomigli il più possibile alla curva nativa della colonna vertebrale” aggiunge Toscano.

    “È la prima volta che eseguiamo al Rizzoli-Sicilia l’asportazione di un tumore primitivo dell’osso in una paziente in età pediatrica – sottolinea il dottor Gasbarrini. – L’intervento si è svolto alla perfezione, al Rizzoli le vertebrectomie che eseguiamo per tumori aggressivi come il sarcoma di Ewing, cordomi, condrosarcomi, osteosarcomi, tumori a cellule giganti, osteoblastomi sono tutte personalizzate. In rapporto all’estensione del tumore infatti noi chirurghi dobbiamo capire quanta parte di osso ed eventualmente tessuti resecare, pianificando inoltre la protesi con la quale poi andremo a sostituire quanto asportato. In questo caso la protesi in carbonio era la scelta più adeguata per permettere ad Anna di completare il suo percorso di cura”.

    Prima volta di un intervento simile su paziente pediatrico in Sicilia

    “Il Rizzoli da sempre è punto di riferimento per bambini e giovani con problemi ortopedici complessi e oncologici. Il primo intervento su tumore delle ossa in Istituto fu fatto esattamente cento anni fa, nel 1924, quando questa malattia estremamente aggressiva era pressoché sconosciuta – spiega il direttore generale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli Anselmo Campagna. – Sono oltre 50mila i pazienti che abbiamo seguito in ambito oncologico e avere la possibilità di farlo anche a Bagheria è per noi un grande risultato. Poter curare le persone con le metodiche cliniche e chirurgiche più all’avanguardia sviluppate grazie alla ricerca, è tra le nostre principali missioni come IRCCS, il nostro profilo di ospedale scientifico di riferimento per l’ortopedia. Per i pazienti siciliani, grazie all’accordo tra le Regioni Emilia-Romagna e Siciliana, si aggiunge la possibilità di farlo vicino al luogo di residenza, e questo significa molto anche per la vita delle famiglie soprattutto quando si tratta di patologie che necessitano lunghi periodi di cura o numerosi controlli”.

    “La fattiva e proficua collaborazione dell’ARNAS Civico con il Dipartimento Rizzoli-Sicilia è attiva da oltre dodici anni – sottolinea il Commissario straordinario Walter Messina. – Aver potuto collaborare e partecipare a questo importante intervento è la conferma di quanto lo scambio di competenze porti a grandi risultati. Continueremo a lavorare insieme ogni qualvolta i casi clinici da trattare necessiteranno di competenze multidisciplinari a beneficio di tutti i pazienti che decideranno di rivolgersi alle nostre strutture”.

    “Ancora una volta la competenza dei nostri professionisti sanitari, insieme ai colleghi siciliani, ha permesso di intervenire in un caso molto complesso, restituendo il sorriso ad Anna, a cui mandiamo un grande abbraccio per il suo compleanno, con un augurio di una vita in cui possa realizzare tutti i suoi sogni – dice l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini. – La sanità pubblica è questa, una sanità in grado di collaborare tra territori, mettere in campo le competenze più alte del Paese e farsi carico delle situazioni più complesse. Ai sanitari che hanno collaborato all’intervento il mio ringraziamento, anche a nome della giunta regionale dell’Emilia-Romagna”.

    “Auguro buon compleanno e un radioso futuro ricco di soddisfazioni e felicità alla piccola Anna – dichiara l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Giovanna Volo. – Voglio esprimere grande compiacimento per come la sinergia collaborativa instaurata ormai da anni con la Regione Emilia-Romagna, l’Istituto Rizzoli e l’ARNAS Civico di Palermo abbia potuto garantire nella nostra Isola un’operazione così importante nella massima sicurezza e dai risultati eccezionali. Auspichiamo che sempre più interventi di grande complessità e standard elevati possano essere garantiti ai cittadini siciliani, anche grazie alla collaborazione tra Regioni e alla dedizione quotidiana dei professionisti coinvolti. L’obiettivo della nostra regione è quello di assicurare ai cittadini siciliani il diritto alla salute e all’assistenza, in piena sicurezza e sul proprio territorio”.

  • All’Ismett incredibile traguardo: bimba è la paziente numero 3000

    All’Ismett incredibile traguardo: bimba è la paziente numero 3000

    PALERMO – Un importante traguardo è stato raggiunto dall’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo, che ha eseguito il suo 3000esimo trapianto. La paziente numero 3000 è stata una bambina di 8 anni, proveniente da Palermo, affetta da deficit di citrullinemia di tipo I, una rara malattia metabolica che può causare insufficienza epatica grave.

    Il trapianto è stato eseguito con successo utilizzando la tecnica innovativa dello “split liver”, che permette di dividere il fegato di un donatore per trapiantarne una parte in un paziente pediatrico e il resto in un paziente adulto, salvando così due vite con un solo organo. Dall’inizio del programma trapianti nel luglio 1999, l’ISMETT ha eseguito complessivamente 3000 trapianti, di cui 2400 da donatore deceduto e 600 da donatore vivente. Nel dettaglio, si tratta di 1628 trapianti di fegato, 854 di rene, 222 di polmone, 234 di cuore, 5 di pancreas e 57 trapianti combinati.

    Significativa anche l’attività pediatrica, con 342 trapianti eseguiti su pazienti in età pediatrica dal 1999 ad oggi. Il 10% dei pazienti giunge da altre regioni italiane e il 5% dall’estero, rendendo l’ISMETT un centro di riferimento sia nazionale che internazionale.

    In 25 anni di attività, l’Istituto siciliano è diventato un punto di riferimento per la cura di patologie che richiedono un trapianto, ponendo fine ai cosiddetti “viaggi della speranza” che i pazienti del Sud Italia erano costretti ad affrontare per poter essere trapiantati altrove.

    Programmi innovativi per ridurre le liste d’attesa

    Per ridurre le liste d’attesa e la mortalità dei pazienti in attesa di trapianto, l’ISMETT ha avviato negli anni programmi clinici all’avanguardia, come i trapianti da donatore vivente di rene e fegato, con 289 e 311 interventi eseguiti finora, che rappresentano uno dei volumi più alti in Europa.

    Importante anche il programma di trapianto renale fra pazienti con gruppo sanguigno non compatibile (ABO incompatibile) e quello di “ricondizionamento” degli organi marginali, che consente di utilizzare organi altrimenti scartati.

    Sul fronte del trapianto di polmone, il programma dell’ISMETT detiene il primato di migliore sopravvivenza in Italia, come certificato dal Centro Nazionale Trapianti, grazie all’utilizzo di tecniche innovative come i trapianti doppi, i trapianti in emergenza e i trapianti combinati polmone-fegato. Per i pazienti con insufficienza cardiaca terminale è attivo anche il programma di assistenza meccanica al circolo con dispositivi di supporto cardiaco, in attesa di trapianto. Infine, è stato avviato il programma di trapianto di organi da donatore a cuore fermo, reso possibile dall’utilizzo del sistema ECMO di ossigenazione extracorporea, che consente di “rianimare” organi altrimenti non utilizzabili.

    La soddisfazione della direzione dell’ISMETT

    “Oggi celebriamo un traguardo significativo: abbiamo raggiunto e superato la cifra di 3.000 trapianti eseguiti presso l’IRCCS ISMETT-UPMC”, ha dichiarato Angelo Luca, Direttore dell’Istituto. “Questo successo è il frutto della collaborazione con la Regione Siciliana e dell’impegno costante e della professionalità di tutto il nostro staff, costantemente impegnato nel fornire cure di alta qualità ai nostri pazienti”.

    “In meno di 25 anni, abbiamo portato a termine una vasta gamma di trapianti sia adulti sia pediatrici, introducendo programmi e tecniche innovative per dare risposte ai tanti pazienti in lista di attesa e ampliare le possibilità di trattamento”, ha aggiunto Luca.

    L’innovazione e l’eccellenza hanno reso l’ISMETT un punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo dei trapianti. Il programma di trapianto da donatore vivente, in particolare, continua a crescere, offrendo nuova speranza ai pazienti in lista d’attesa. Il programma di trapianto di fegato da vivente è uno dei più attivi in Europa e anche il programma di trapianto di polmone ha ricevuto il riconoscimento del Centro Nazionale Trapianti. “Il ringraziamento di tutti noi va anche agli operatori sanitari del territorio, Istituzioni, associazioni, donatori sani e famiglie dei pazienti, che ogni giorno contribuiscono a questa impresa collettiva di solidarietà che dà speranza a migliaia di pazienti e alle loro famiglie. Continuiamo a lavorare insieme per un futuro migliore per i nostri pazienti e per la nostra comunità”, ha concluso Luca.

    La donazione di organi priorità del governo regionale

    Anche il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso la propria soddisfazione per questo importante traguardo raggiunto dall’ISMETT, sottolineando come la donazione di organi rappresenti una priorità del suo governo regionale, impegnato a garantire il diritto alla salute dei cittadini siciliani. La piena collaborazione tra assessorato regionale alla salute, Centro regionale trapianti e ISMETT ha portato ad una maggiore efficacia delle attività di promozione e sensibilizzazione sulla donazione, con ricadute positive sul numero di trapianti eseguiti e sulla riduzione delle liste d’attesa.

    I dati degli ultimi anni evidenziano una crescita costante delle donazioni e dei trapianti in Sicilia, merito della ritrovata sinergia tra i diversi attori della rete trapiantologica regionale. Nei primi mesi del 2024 si registra già un incremento del 40% nelle segnalazioni di potenziali donatori e nei donatori effettivi rispetto allo stesso periodo del 2023, con un raddoppio dei trapianti eseguiti.

    La Sicilia è tra le sei regioni autorizzate dal Ministero anche per l’innovativo programma di donazione a cuore fermo. “La crescita rilevata in quest’ultimo anno e nei primi mesi del 2024 evidenzia come tutta la Rete trapiantologica siciliana, insieme con il coordinatore regionale e l’attuale Centro regionale trapianti, stia lavorando in un clima di ritrovata fiducia reciproca, nella giusta direzione e con impegno e dedizione di tutte le figure interessate, garantendo un servizio essenziale per il nostro servizio sanitario regionale”, ha concluso il Presidente Schifani.

  • Sembra una pillola ma è un pacemaker, impiantato il Policlinico il più piccolo del mondo

    Sembra una pillola ma è un pacemaker, impiantato il Policlinico il più piccolo del mondo

    Al Policlinico di Palermo su due pazienti, un uomo e una donna, è stato impiantato il pacemaker più piccolo al mondo. L’intervento è stato eseguito dal dottor Giuseppe Coppola con la collaborazione di tutta l’equipe di Aritmologia e Cardiologia intensiva dell’Azienda ospedaliera universitaria.

    Il dispositivo, comparabile in dimensioni a una compressa di vitamine, è stato impiantato direttamente nella cavità cardiaca attraverso la vena femorale. “Siamo il primo ospedale in Italia – afferma Coppola – ad aver adottato la tecnologia Medtronic Micra™ AV2 e Micra™ VR2, la nuova generazione dei pacemaker più piccoli del mondo. Questi nuovi dispositivi miniaturizzati – spiega il cardiologo – eliminano le potenziali complicanze dei pacemaker tradizionali legate agli elettrocateteri e alla “tasca” chirurgica sotto la pelle e grazie al 40% di estensione della longevità della batteria permettono alla maggior parte dei pazienti di aver bisogno di un solo pacemaker per tutta la vita”.

    Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questa notizia conferma l’elevato standard qualitativo che il “Paolo Giaccone” è in grado di offrire e il valore del lavoro di squadra del personale della Cardiologia.

    Le grandi competenze dei nostri professionisti, abbinate all’ innovazione portano a ottimi risultati come questo, sintesi perfetta tra ricerca, assistenza e tecnologia. Il Policlinico ha in corso diversi progetti sulla modernizzazione dell’assistenza, dai nuovi dispositivi medici alle terapie innovative, dalle apparecchiature di radiodiagnostica e medicina nucleare alle nanotecnologie oltre alla digitalizzazione e la telemedicina, tutti finalizzati a garantire un’assistenza di eccellenza e migliorare la qualità della vita dei pazienti”.

    I pacemaker sono il più comune strumento per trattare i ritmi cardiaci lenti o irregolari (bradicardia) e il blocco atrioventricolare (AV), in cui risultano compromessi i segnali elettrici tra le camere del cuore (gli atri e i ventricoli). Tramite l’invio di impulsi elettrici al cuore, questi dispositivi contribuiscono a ripristinare il ritmo normale del cuore.

    ”Oltre ai vantaggi di dimensioni e longevità – aggiunge la Professoressa Giuseppina Novo, Direttore della UOC di Cardiologia – abbiamo scelto di utilizzare la tecnologia Micra™ in quanto offre gli unici pacemaker leadless con capacità di monitoraggio da remoto. Ciò consente all’ospedale di controllare a distanza il dispositivo impiantato senza la necessità che il paziente si rechi di persona in clinica per una visita, con i relativi vantaggi per i pazienti di riduzione delle ospedalizzazioni e maggiore tranquillità in termini di sicurezza”.

    Micra™ AV2 e Micra™ VR2 hanno ottenuto la marcatura CE il 5 gennaio 2024, dopo l’approvazione FDA negli Stati Uniti nel 2023, e hanno, inoltre, la marcatura CE per la risonanza magnetica a basso campo che consente ai pazienti di potersi sottoporre in modo sicuro all’esame.

    ”L’utilizzo dei nuovi dispositivi è un ulteriore passo in avanti – conclude la Professoressa Egle Corrado, responsabile della UOS di Terapia Intensiva Cardiologica – per il potenziamento dell’ attività aritmologica clinica e interventistica al fine di garantire prestazioni in linea agli standard tecnologici più avanzati e consolidare lo stato di HUB aritmologico della nostra Cardiologia e della nostra Azienda ospedaliera”.

  • Un robot per asportare i tumori, all’Arnas Garibaldi “Da Vinci” a lavoro

    Un robot per asportare i tumori, all’Arnas Garibaldi “Da Vinci” a lavoro

    Un robot per eseguire operazioni anche delicate, è il robot Da Vinci che viene usati all’Arnas Garibaldi Nesima di Catania, centro di eccellenza e di alta specializzazione.

    La tecnica robotica rappresenta l’evoluzione naturale della chirurgia mini invasiva laparoscopica 3D avanzata, metodica recentemente introdotta all’azienda Arnas Garibaldi grazie al prezioso lavoro del Settore Provveditorato, diretto dall’Ing. Valentina Russo, che ha condotto la procedura d’acquisto, e a quello dell’Ingegneria Clinica, diretta dall’Ing. Pasquale Castillo. Lunedì scorso è stato attivata la Tecnologia robotica a Catania anche presso l’Arnas Garibaldi, grazie alla lungimiranza della Direzione Generale e Strategica presieduta dal Dott. Giuseppe Giammanco e alla determinazione del Prof. Giuseppe Ettore Referente Aziendale per la Chirurgia robotica.

    Il primo intervento effettuato è stato realizzato dalla Equipe Urologica del Prof. Mario Falsaperla, direttore dell’unità operativa complessa di Urologia con vasta esperienza alle spalle in chirurgia laparoscopica e robotica avanzata, coadiuvato dalla dottoressa Marinella Finocchiaro e dal Dott. Davide Di Mauro, e dal Team anestesiologico diretto dal Dott. Giuseppe Calabrese, insieme alla Dr.ssa Luciana Raciti e al Dott. Antonio Macri, con il supporto infermieristico essenziale degli Strumentisti Diego Fortunato e Rita Caruso e degli infermieri di Sala Antonio Lundari, Roberta Pagliaro e la organizzazione preliminare effettuata dalla IP Adriana Brandimonte.

    L’intervento effettuato, della durata di circa due ore, è stato una Prostatectomia radicale Robotica in un paziente di sessant’anni, affetto da tumore prostatico. Il robot è in grado di moltiplicare fino a dieci volte la normale visione dell’occhio umano e di utilizzare movimenti naturali simili a quelli delle mani e delle braccia dell’uomo

    Il robot Da Vinci è formato da una console chirurgica, posizionata esternamente al campo sterile. Attraverso la console il chirurgo opera per mezzo di due manipolatori, simili ad un joystick e di pedali che guidano la strumentazione, e osserva il campo operatorio tramite il monitor dell’endoscopio 3D. In sala tre monitor consentono, da ogni angolazione, di proiettare la visione ingrandita del campo operatorio. In console, il primo operatore è messo in condizioni di distinguere le strutture anatomiche più piccole, difficilmente visibili ad occhio nudo.

    Dopo l’Urologia sarà la volta della Ginecologia, diretta dal Prof. Giuseppe Ettore, e della Chirurgia Generale Oncologica, diretta dal Prof. Luigi Piazza. La nuova fase di assistenza al malato oncologico, e non solo, fornirà una migliore risposta terapeutica e una consistente riduzione della migrazione sanitaria, grazie all’adeguamento tecnologico indispensabile nella moderna chirurgia.

  • Una mano amputata ricostruita con successo al Policlinico di Palermo

    Una mano amputata ricostruita con successo al Policlinico di Palermo

    Un intervento d’urgenza, durato 9 ore, ha permesso di salvare la mano sinistra di un operaio 36enne della provincia di Trapani, tragicamente amputata sul lavoro. L’uomo, trasportato d’urgenza in elisoccorso presso il reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico di Palermo, è stato operato per ricostruire l’arto reciso da una lastra di ferro mentre lavorava in fabbrica.

    Lo riporta il Giornale di Sicilia. Ad effettuare l’operazione è stato il team del professoressa Adriana Cordova, direttrice del reparto, coadiuvata dal dottor Giovanni Zabbia e dagli assistenti Giovanni D’Antoni e Mariangela Vulpetti. Determinante anche il supporto anestesiologico fornito dalla dottoressa Salvatrice Tarevella e quello infermieristico di Salvatore Falletta. I chirurghi, in una corsa contro il tempo, sono riusciti a riattaccare la mano amputata verificando la funzionalità dei vasi sanguigni e ricostruendo ossa, tendini e nervi completamente distrutti nell’incidente. Un intervento molto complesso data l’amputazione in corrispondenza del polso.

    Dopo l’operazione, durata dalle 21 alle 6 del mattino, il paziente è stato tenuto in osservazione in terapia intensiva per monitorare l’innesto. Non si sono verificati rigetti e le condizioni dell’uomo sono apparse buone, tanto da permettere le dimissioni dopo soli 15 giorni di ricovero. Ora lo attende un lungo percorso di riabilitazione per recuperare la piena funzionalità della mano.

    Presso il Policlinico di Palermo vengono eseguiti interventi di questo tipo grazie al centro di riferimento Cumi per i traumi della mano e le urgenze microchirurgiche. Un vero fiore all’occhiello per la sanità siciliana. Oltre ai 2 reimpianti di mano, negli ultimi anni sono stati effettuati un reimpianto di braccio e numerose operazioni per riattaccare dita o ricostruire arti danneggiati.