Categoria: Salute e Sanità

  • Rivoluzione all’ISMETT, a Palermo il primo trapianto di cuore “Heart in the box”

    Rivoluzione all’ISMETT, a Palermo il primo trapianto di cuore “Heart in the box”

    PALERMO – Presso l’ISMETT di Palermo è stato eseguito il primo trapianto di cuore utilizzando la tecnologia “Heart in the box”, che permette all’organo di continuare a battere anche durante il trasporto verso il centro trapianti. Si tratta di una novità assoluta per il Sud Italia, una tecnica all’avanguardia già utilizzata nei migliori centri trapianti di Europa e Nord America.

    Il cuore del donatore è stato prelevato da un’équipe dell’ISMETT composta da cardiochirurghi, perfusionisti e infermieri. L’organo è stato poi collegato ad uno speciale dispositivo sterile e perfuso con il sangue del donatore, in modo da mantenerlo pulsante durante tutto il viaggio. In pratica il cuore ha continuato a battere per 6 ore, fino all’arrivo in sala operatoria dove è stato trapiantato con successo in un paziente siciliano in attesa da due anni.

    “Con questa tecnica innovativa si riducono i tempi di sofferenza ischemica del cuore, perché durante il trasporto il muscolo cardiaco continua a ricevere sangue ed ossigeno per le sue funzioni metaboliche” spiega il dott. Sergio Sciacca, responsabile del programma trapianti dell’ISMETT.

    È possibile anche eseguire test biochimici e raccogliere dati che assicurino il corretto funzionamento dell’organo una volta trapiantato. “Ringraziamo le istituzioni e il Centro Regionale Trapianti per il supporto che ha permesso tutto questo” dichiara il dott. Michele Pilato, direttore del dipartimento di cardiochirurgia dell’ISMETT.

    «Desidero esprimere le mie più sentite congratulazioni all’Ismett di Palermo per aver eseguito nel Mezzogiorno il primo trapianto con la tecnologia “Heart in the box”. Uno straordinario traguardo che testimonia l’eccellenza e l’innovazione della sanità in Sicilia, ponendo la nostra regione all’avanguardia in campo medico. La tecnologia, sviluppata negli Stati Uniti e adottata dai migliori centri trapianti di Europa e Nord America, apre nuove prospettive per i pazienti in attesa di trapianto di cuore, migliorando significativamente le loro possibilità di vita».
    Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando l’intervento eseguito dal team dell’Ismett di Palermo.
    «Il successo di questo intervento – prosegue il governatore – è anche il frutto di un rapporto di collaborazione costante e proficuo tra la Regione Siciliana e l’Ismett. Una sinergia che ha permesso in questi anni di sviluppare competenze avanzate e di introdurre tecnologie innovative nel nostro sistema sanitario, rendendo possibile il raggiungimento di risultati straordinari come questo. La Sicilia dimostra ancora una volta di essere un polo di eccellenza e innovazione nel campo della sanità, grazie all’impegno congiunto delle istituzioni pubbliche e dei professionisti del settore».

  • Al Policlinico di Palermo asportato grosso tumore benigno all’utero con una tecnica innovativa

    Al Policlinico di Palermo asportato grosso tumore benigno all’utero con una tecnica innovativa

    Presso l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia a indirizzo Oncologico del Policlinico “Paolo Giaccone”, con un intervento innovativo, eseguito in pochissimi centri italiani, è stato asportato per via transvaginale un tumore benigno all’utero di oltre 10 centimetri di diametro.

    L’equipe chirurgica

    L’operazione è stata eseguita dal Professore Antonio Simone Laganà e dalla sua equipe.

    Tecnica chirurgica all’avanguardia

    “La cosa più facile che si sarebbe potuta fare nel caso di un mioma di queste dimensioni, – spiega Laganà – sarebbe stato un intervento di chirurgia tradizionale, indicato per gli uteri in cui sono presenti numerosi fibromi di grandi dimensioni. Grazie alla preziosa collaborazione e disponibilità del nostro personale anestesiologico ed infermieristico (nella foto) abbiamo, invece, eseguito tutto l’intervento in laparoscopia e asportato il mioma con una tecnica di estrazione transvaginale in endobag, eseguita in poche strutture a livello nazionale. Questa tecnica permette di eliminare la necessità di ricorrere all’uso del morcellatore, uno strumento chirurgico utilizzato per rimuovere masse di tessuto durante interventi in laparoscopia, con notevole riduzione dei costi e dei rischi chirurgici”.

    Risultato dell’intervento

    L’operazione (video disponibile su https://vimeo.com/965976450) è perfettamente riuscita e la paziente è stata dimessa dopo pochi giorni.

    Commento della Direttrice generale

    La Direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, sottolinea: “Questo intervento rappresenta un importante traguardo nella nostra missione di fornire cure mediche all’avanguardia e di alta qualità. Il team guidato dal Professore Laganà ha dimostrato grande competenza, garantendo ottimi risultati per la paziente. La ginecologia laparoscopica è un esempio delle numerose innovazioni su cui stiamo puntando per offrire all’utenza le migliori tecniche disponibili”.

    Ringraziamenti e prospettive future

    Laganà aggiunge: “Esprimo massima gratitudine – afferma Laganà – alla nostra infermiera strumentista Graziella Cusimano, a tutti i colleghi con in quali condivido l’attività operatoria, in particolare i dottori Giuseppe Vitrano e Vincenzo Minnella, al Direttore di Unità Operativa, il Professore Renato Venezia, per la possibilità di offrire un tale livello di chirurgia laparoscopica avanzata all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, alla Direttrice Generale, la Dottoressa Maria Grazia Furnari, e al suo Staff per l’attenzione che pone alle attività dell’Area Materno-Infantile. Portare il livello chirurgico costantemente più in alto, in un’ottica di monitoraggio e miglioramento continuo, fa si che anche i nostri medici in formazione specialistica – conclude il ginecologo – possano avere un percorso di eccellenza e maturare gradualmente competenze avanzate, realizzando una reale e proficua integrazione tra Azienda ospedaliera e Università, e confermando il Policlinico come sede principale della loro formazione”.

  • All’Ingrassia la cura delle malattie sessualmente trasmesse: speranza per le coppie infertili

    All’Ingrassia la cura delle malattie sessualmente trasmesse: speranza per le coppie infertili

    Palermo – L’Asp di Palermo ha attivato un nuovo ambulatorio dedicato alla diagnosi e cura delle malattie sessualmente trasmesse che potrebbero portare all’infertilità. La struttura è stata realizzata all’interno dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale Ingrassia di Palermo afferente al Dipartimento Salute della Famiglia, guidata dal ginecologo Michele Gulizzi. Lavora in stretta sinergia con il Dipartimento interaziendale di diagnostica di laboratorio diretto dalla dottoressa Teresa Barone.

    Diagnosi appropriata per coppie sintomatiche o a rischio

    “Ci rivolgiamo – spiega Gulizzi – a quelle coppie sintomatiche o a rischio che necessitano di una diagnostica appropriata di malattie a trasmissione sessuale che hanno influenza sulla eventuale sterilità che noi chiamiamo da ‘fattore tubarico‘ o da ‘fattore pelvico‘. Una tipologia di sterilità che porta all’impossibilità di rimanere gravida, proprio perché le tube della donna vengono irrimediabilmente compromesse”.

    Come accedere all’ambulatorio

    All’ambulatorio, attivo ogni venerdì, si accede con ricetta del Medico di Medicina Generale con diagnosi di “sospetta malattia sessualmente trasmessa”. La prenotazione della prima visita e dell’intero percorso diagnostico avviene attraverso la rete dei CUP dell’Asp di Palermo e pagamento del ticket.

    Infezioni genitali: un importante fattore di rischio nell’infertilità di coppia

    “Le infezioni genitali – sottolinea il professore Antonio Perino, libero professionista esperto del progetto interaziendale attualmente guidato dall’Asp di Palermo sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA, ndr) – rappresentano un importante fattore di rischio nell’infertilità di coppia. Più del 30% di casi può essere collegato a infezioni dell’apparato genitale o a esito delle stesse con impedimento all’unione dei gameti, così come all’impianto o allo sviluppo embrionale, portando così la coppia a rivolgersi a centri per la PMA”.

    Risultati positivi per le prime coppie in cura

    Nel nuovo ambulatorio dell’Asp lavorano 2 ginecologi ed un biologo. Sono, già, 10 le coppie in cura. “La maggior parte delle prime coppie che si sono rivolte alla nostra struttura – rivela Michele Gulizzi – sono risultate positive a quei germi che consideriamo ‘importanti‘ per la fertilità e la capacità riproduttiva. L’obiettivo del percorso di cura è di interferire nella storia naturale della malattia, soprattutto in quelle da fattore tubarico”.

    Potenziare l’attività della UOSD di Fisiopatologia della Riproduzione

    “L’impegno del Dipartimento Salute della Famiglia dell’Asp – sottolinea il Direttore, Giuseppe Canzone – è di potenziare l’intera attività della UOSD di Fisiopatologia della Riproduzione, sfruttando, pienamente, la rete dei Consultori familiari, presente in maniera capillare su tutto il territorio di città e provincia”.

    Un corretto percorso diagnostico-terapeutico per aumentare le probabilità di successo

    “A fronte di una diagnosi di infertilità – conclude Perino – è necessario mettere in atto un corretto percorso diagnostico-terapeutico condiviso tra gli esperti al fine di aumentare le probabilità di successo e ridurre al massimo il peso psicologico ed economico per la coppia. Questo è anche l’obiettivo che si propone l’Asp di Palermo con l’apertura del nuovo centro per le Infezioni Sessualmente Trasmesse”

  • Nuovo angiografo all’avanguardia per la Cardiologia del Cervello di Palermo: passo avanti nella cura dei pazienti

    Nuovo angiografo all’avanguardia per la Cardiologia del Cervello di Palermo: passo avanti nella cura dei pazienti

    PALERMO – Acquisito nuovo angiografo per il reparto di Cardiologia con Emodinamica del presidio ospedaliero “Cervello” di Palermo. Il sistema è dotato di tecnologia all’avanguardia. “Questo angiografo di ultima generazione – spiega l’Ing. Vincenzo Nicastri direttore UOC Servizio Tecnico dell’AOOR Villa Sofia Cervello di Palermo – grazie ai suoi avanzati algoritmi di acquisizione tridimensionale e alla riduzione della dose radiogena, è in grado di supportare al meglio gli operatori in sala angiografica supportando le procedure di cardiologia interventistica più complesse e garantendo, al contempo, oltre che la massima sicurezza dei pazienti, alta precisione diagnostica e interventistica. La possibilità di aggiornare ulteriormente il sistema in futuro permetterà di adeguarsi costantemente ed in tempo reale all’evoluzione della tecnologia medica”.

    Impegno continuo per migliorare la qualità delle cure

    “L’acquisizione di questo nuovo angiografo – sottolinea Roberto Colletti direttore generale dell’AOOR Villa Sofia Cervello di Palermo – rappresenta un passo fondamentale del nostro impegno, continuo, per migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti. Ciò manifesta, ancora una volta, la nostra capacità di cogliere tutte le opportunità di ammodernamento del parco tecnologico offerte dal PNRR, che permettono di migliorare l’assistenza delle aziende ospedaliere grazie all’implementazione di grandi apparecchiature altamente tecnologiche e, altresì, di sostituire quelle obsolete”.

  • Pollice amputato ricostruito con l’alluce: un incredibile intervento di 12 ore al Policlinico

    Pollice amputato ricostruito con l’alluce: un incredibile intervento di 12 ore al Policlinico

    Nella UOC di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico, diretta dalla Professoressa Adriana Cordova, nel corso di un unico intervento, durato dodici ore, è stato eseguito un intervento di ricostruzione totale del pollice e dell’alluce.

    Incidente stradale causa l’amputazione del pollice

    L’operazione è stata effettuata su un paziente che, in un incidente stradale, aveva riportato l’amputazione del primo dito della mano destra.

    Equipe chirurgica esegue la ricostruzione completa del pollice

    A distanza di tre mesi dal trauma, l’equipe guidata dal chirurgo plastico Pierfrancesco Pugliese e composta dalla Dottoressa Mara Franza e dai medici in formazione specialistica Fernando Rosatti, Mariangela Vulpetti, Chiara Canfora e Matilde De Masi, hanno eseguito la ricostruzione completa del pollice mediante l’autotrapianto dell’alluce che, a sua volta, è stato ricostruito (osso e cute) con un’altra procedura microchirurgica, garantendo così all’uomo di mantenere la propria integrità anatomica-estetica del piede.

    Monitoraggio del paziente durante la lunga procedura

    Durante la lunga procedura il paziente è stato monitorato e seguito dagli anestesisti Marta Montalbano e Roberto Cusimano.

    Commenti positivi dalla direzione del Policlinico

    “E un grande successo per tutti noi e per l’AOUP Paolo Giaccone” commenta la professoressa Cordova.

    La Direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, dichiara: “Mi congratulo con la professoressa Cordova, il Dottore Pugliese e tutta l’equipe. Nella nostra Azienda, caratterizzata dall’inscindibilità tra assistenza, formazione e ricerca, la combinazione di competenze chirurgiche avanzate e tecnologie all’avanguardia continua a spingere i confini di ciò che è possibile, offrendo soluzioni sempre più efficaci per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti”.

    L’autotrapianto di dito dal piede: una tecnica diffusa ma poco accettata

    La ricostruzione delle dita mediante autotrapianto dal piede è una tecnica diffusa e consolidata da diversi anni che può restituire la funzionalità della mano.

    “Le protesi – spiega Pugliese – per quanto performanti non posso sostituire un dito vero. L’autotrapianto di dito dal piede è la tecnica più complessa e avanzata che esista in questo ambito ma soprattutto nel nostro paese è difficilmente accettata per via della mutilazione del piede. Aver trovato un modo per ridare l’anatomia del piede nello stesso tempo chirurgico può ridare a tutti quei pazienti “indecisi” la forza per intraprendere un percorso di ripristino della propria anatomia della mano”.

    Dimissioni del paziente dopo 8 giorni dall’intervento

    Pugliese conclude: “Tutto il personale medico e infermieristico della UOC di Chirurgia Plastica ha contribuito in maniera fondamentale per la riuscita della procedura, la cui prognosi normalmente è riservata fino a 7 giorni dopo”.

    Il paziente è stato dimesso a 8 giorni dall’intervento.

  • Stop all’epatite C, entra nel vivo la campagna “Basta pensarci” della Regione siciliana e della Rete HCV Sicilia per eliminare la “malattia silente”

    Stop all’epatite C, entra nel vivo la campagna “Basta pensarci” della Regione siciliana e della Rete HCV Sicilia per eliminare la “malattia silente”

    “Basta pensarci” è lo slogan della campagna, scelto per dire in maniera chiara che oggi esistono cure semplici ed efficaci che permettono di battere questa malattia silente prima che si manifesti e porti a gravi conseguenze. 

    Con un test estremamente semplice e completamente gratuito si può scoprirla e curarla con possibilità di guarigione che arrivano quasi al 100%.

    Con la pubblicazione sui social del video “Lascia in pace il tuo passato” parte il contatto diretto attraverso i social che la campagna vuole creare fra i siciliani e il sistema di prevenzione, diagnosi e approccio alla cura.


    Una campagna di sensibilizzazione, dunque, che parte proprio dal video, nel quale un attore noto e riconoscibile in Sicilia come Sergio Vespertino recita il ruolo della coscienza di ciascuno di noi. Una coscienza che guarda al futuro, alla sicurezza della cura e alla riduzione del rischio, e invita, con la frase “Lascia in pace il tuo passato”, a non rimuginare troppo sul passato e su ciò che si sarebbe potuto fare meglio.

    Il video prende in esame i comportamenti che in passato sono stati possibili portatori di rischi di contagio e si chiude invitando al test per curarsi rapidamente ed evitare di trasmettere la malattia.

    L’invito, dunque, se sei nato fra il 1969 ed il 1989, è a fare un test completamente gratuito in modo semplice e veloce.  Si tratta di fare un solo prelievo di sangue completamente gratuito che potrà essere effettuato in un qualsiasi laboratorio di analisi pubblico o privato convenzionato, cioè negli ospedali o in uno qualsiasi dei quasi 700 punti di prelievo dei 320 laboratori di analisi convenzionati con il sistema sanitario nella Regione siciliana. Non occorre ricetta o prescrizione. Basta presentarsi e chiedere di sottoporsi allo screening per l’Epatite C. Il risultato del test sarà comunicato all’interessato in modo altrettanto semplice, veloce e discreto attraverso un SMS inviato al numero scelto dalla persona al momento del prelievo.

    Per ogni informazione sui punti di prelievo o qualsivoglia altra notizia è on line anche un sito internet apposito dove è possibile trovare l’elenco dei punti di prelievo dove è possibile sottoporsi al test. Un elenco di facile consultazione per trovare il laboratorio più vicino a casa o al lavoro in qualsiasi parte della Sicilia si risieda, zone montane e isole comprese.

    Basta collegarsi al sito https://bastapensarci.it/it/  per acquisire ogni tipo di informazione.

    E dopo il test? Se scopro di essere affetto da Epatite C senza saperlo? Nessuna preoccupazione. La terapia oggi disponibile è semplice, rapida e completamente indolore, gestibile continuando la propria vita di ogni giorno.

    Si tratta di assumere un farmaco per via orale secondo le indicazioni dei centri di riferimento. Una semplice cura farmacologica che risolverà il problema.

    Basti pensare che tra il 2015 e il 2023 la Rete HCV ha trattato in Sicilia quasi 18000 pazienti con epatite C. La terapia mostra percentuali di successo di quasi il 100%. Insomma, la guarigione totale è praticamente certa grazie al test e alla scoperta fatta prima che la malattia si manifestasse.

    Nessun disagio e nessun rischio, dunque, non ci sono più scuse per dire “E io che ne sapevo” come recita un altro dei messaggi chiave della campagna che continuerà con altri step sempre per invitare al test semplice, veloce, e completamente gratuito per mettersi al sicuro contro l’Epatite C.

  • Rivoluzione all’Ospedale Villa Sofia di Palermo: la Neurologia si rinnova all’insegna dell’Umanizzazione delle Cure

    Rivoluzione all’Ospedale Villa Sofia di Palermo: la Neurologia si rinnova all’insegna dell’Umanizzazione delle Cure

    Sono giunti a conclusione i lavori di manutenzione straordinaria riguardanti i locali dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo” (siti al terzo piano del padiglione geriatrico P.O. Villa Sofia) che hanno consentito una rivisitazione a tutto campo in chiave fortemente innovativa. In particolare il progetto curato dal personale dell’ U.O.C. “Servizio Tecnico”, diretto dall’ing. Vincenzo Nicastri – e per quanto attiene la direzione dei lavori affidato all’ing. Giovanni Tarantino, che è stato coadiuvato dal geometra Vito Soresi, con la supervisione del RUP (responsabile unico progetto) ing. Enrico Fullone – ha reso possibile un intervento di manutenzione straordinaria che ha puntato al macro obiettivo di umanizzazione delle cure mediante un’azione volta al miglioramento degli ambiti di ricovero e cura e ad una rivisitazione degli spazi igienico- sanitari, di degenza e di accesso.

    Interventi di Ristrutturazione e Ammodernamento

    I lavori hanno riguardato principalmente la sostituzione di porte e pavimentazioni, apparecchi igienico sanitari, e relativo ripristino con elementi moderni, ma non hanno trascurato misure di ingegneria edilizia, volte a conferire maggiori standard di sicurezza per pazienti e operatori (riguardo a intonaci, controsoffitti e tramezzi), nonchè misure di adattamento degli impianti.

    Obiettivo: Umanizzazione delle Cure e Benessere del Paziente

    La ratio dei progettisti è stata quella di operare una rifunzionalizzazione degli ambienti declinata all’incremento degli standard di benessere, comfort ambientale, sicurezza ed efficienza operativa delle relative strutture. Indici chiave per misurare l’obiettivo sistemico di umanizzazione delle cure delle aziende di ricovero e cura e, dunque, premessa per consolidare anche il miglioramento della qualità percepita dall’utenza e compensare, così, l’impatto psicologico negativo inevitabilmente connesso al gradiente di “ostilità” insito nei luoghi di assistenza in corso di malattia.

    Progettazione Orientata all’Umanizzazione e al Paziente al Centro

    “Ormai da tempo i tecnici del settore, e nella specie i progettisti – afferma l’ing. Vincenzo Nicastri direttore UOC Servizio Tecnico – sono impegnati a orientare la progettazione verso soluzioni ad elevato grado di umanizzazione, quale utile strumento per sviluppare e diffondere maggior consapevolezza culturale sul valore che essa riveste nei contesti organizzativi socio- sanitari, improntando, conseguenzialmente, la nostra opera a modelli di indirizzo che considerano il paziente al centro, ma che tengono anche conto del cd. profilo esigenziale dello stesso ( e quindi, di riflesso, di quello del familiare/accompagnatore, che spesso è anche caregiver) correlato al tipo di patologia da cui è affetto e alla specifica esperienza di utilizzo di servizi socio-sanitari”.

    Qualità, Sicurezza e Flessibilità: Elementi Chiave della Ristrutturazione

    “Sia per la qualità e la sicurezza dell’utenza, che per la necessaria considerazione del personale, che durante un intervento tecnico occorre sempre tener presente per la peculiare condizione di lavoratore in ambito socio-sanitario, essendo la struttura sanitaria anche ambiente di lavoro – spiega l’ing. Giovanni Tarantino, direttore dei lavori – abbiamo puntato ad assicurare un progressivo aumento degli standard di qualità e sicurezza nelle due direzioni e, progettato, dunque, avendo cura dell’elemento di flessibilità che tecnicamente è un parametro significativo quando si opera nei luoghi di cura anche a fronte delle potenziali esigenze di mutamento a carattere organizzativo, che attengono alla stessa natura dinamica, e non certamente statica, degli spazi, delle superfici operative, tipica di un’azienda ospedaliera, vedi ad esempio ipotesi di necessità di estensioni per ampliamento posti letto, di diverse allocazioni dei reparti e quant’altro “.

    Impegno verso l’Implementazione Qualitativa dei Servizi Sanitari

    “Dall’indice di accoglienza e di ospitalità delle strutture sanitarie e dal comfort dell’ambiente di cura si ricava anche la capacità dell’azienda di adeguarsi ad un’offerta sanitaria competitiva dei servizi, rispetto alla domanda di salute – sottolinea Roberto Colletti direttore generale degli Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo – e questo ulteriore intervento tecnico registra ancora una volta la nostra ferma volontà di potenziare la qualità delle cure oltre che sul piano generale, anche con una precisione mirata allo specifico target di pazienti affetti da patologie neurologiche”.

    “Nella specie – conclude Colletti – è stato apportato un miglioramento alle condizioni fisiche e funzionali dell’unità operativa in oggetto che, consente anche di ottimizzare gli spazi a disposizione, oltre che la sicurezza e dunque, rappresenta un esempio tangibile del nostro impegno verso l’implementazione qualitativa dei servizi dal punto di vista assistenziale, ma anche secondo un’ottica di efficienza, efficacia, sostenibilità e innovazione, tutti elementi necessari per affrontare le sfide future della sanità, oltre che per ottemperare ad una gestione del management congrua, appropriata ed oculata “.

  • Studio del Policlinico sulla terapia per prevenire insufficienza renale pubblicato sul prestigiosa rivista

    Studio del Policlinico sulla terapia per prevenire insufficienza renale pubblicato sul prestigiosa rivista

    Sul New England Journal of Medicine (NEJM), rivista medica tra le più prestigiose al mondo, sono stati pubblicati i risultati di un importante studio clinico internazionale, al quale ha partecipato il Policlinico di Palermo, che ha dimostrato l’efficacia della somministrazione endovenosa di aminoacidi nel prevenire la comparsa di insufficienza renale acuta in pazienti sottoposti ad interventi di cardiochirurgia. (https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2403769)

    Coordinamento dello studio a livello internazionale

    Il centro coordinatore dello studio, che ha arruolato 3511 pazienti sottoposti a intervento di chirurgia cardiaca con bypass cardiopolmonare in 22 centri in 3 paesi diversi, è l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

    Contributo significativo del Policlinico Paolo Giaccone

    L’AOU Policlinico Paolo Giaccone ha apportato un significativo contributo sotto il coordinamento del professore Andrea Cortegiani, investigatore principale locale e autore della pubblicazione, e afferente all’ UOC di Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva, DAI Emergenza Urgenza, diretto dal professore Antonino Giarratano.

    Importanza dei risultati dello studio

    “Questo studio, di elevata qualità metodologica, – spiega Cortegiani – dimostra per la prima volta la possibilità di ridurre significativamente il rischio di insufficienza renale acuta con l’infusione di aminoacidi, nei pazienti sottoposti ad interventi di cardiochirurgia in circolazione extracorporea. I risultati sono importanti perché l’insufficienza renale acuta è una complicanza relativamente frequente e potenzialmente grave. La possibilità di ridurne l’incidenza con una procedura relativamente semplice, l’infusione di aminoacidi, è un risultato del tutto nuovo e significativo, con grandi ricadute sulla sicurezza dei pazienti e sulla ricerca futura in altre popolazioni di pazienti”.

    Collaborazione di un team multidisciplinare

    Allo studio hanno collaborato la professoressa Cesira Palmeri di Villalba, responsabile dell’UOSD Terapia Intensiva Cardio-Toraco-Vascolare, la dottoressa Maria Rosaria Re e un team di anestesisti rianimatori, cardiochirurghi ed infermieri afferenti.

    Riconoscimento di straordinaria importanza per il Policlinico

    Il Commissario Straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari, commenta: “La pubblicazione sul NEJM di uno studio a cui ha partecipato la nostra azienda ospedaliera universitaria rappresenta un riconoscimento di straordinaria importanza ed evidenzia l’impegno verso l’eccellenza nella ricerca e nell’assistenza. Questo lavoro è, infatti, di grande importanza per le importanti ricadute assistenziali che potrà avere per i nostri pazienti”.

  • Via ad una rivoluzionaria terapia per il Parkinson al Policlinico di Palermo

    Via ad una rivoluzionaria terapia per il Parkinson al Policlinico di Palermo

    Presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, è disponibile una nuovissima terapia infusionale, la foslevodopa/foscarbidopa sottocute, per il trattamento della malattia di Parkinson in fase avanzata. L’equipe diretta dal professore Marco D’Amelio, responsabile della struttura che fa parte dell’unità operativa di Neurologia diretta dal professore Giuseppe Salemi, ha iniziato la cura dei primi quattro pazienti.

    Il Policlinico di Palermo si conferma un centro di riferimento nazionale

    Il Centro dell’Azienda Ospedaliera Universitaria si conferma, dunque, tra i principali centri di riferimento in Italia nel trattamento della malattia di Parkinson. La struttura, infatti, è una dei cinque centri nazionali che si occupano del trattamento con ultrasuoni focalizzati dei tremori resistenti alla terapia medica con un’equipe multidisciplinare di cui fanno parte neuroradiologi e neurochirurghi.

    L’impegno del Policlinico nella ricerca e nell’implementazione di nuove cure

    Il Commissario straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari, sottolinea: “Il nostro ospedale continua a essere all’avanguardia nell’offerta delle migliori terapie per i pazienti affetti dalla malattia di Parkinson. Il nostro impegno costante nella ricerca e nell’implementazione di nuove cure riflette la nostra dedizione a migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti. Ringraziamo tutti i nostri professionisti sanitari per il loro impegno e dedizione, e i nostri pazienti e le loro famiglie per la fiducia che ripongono in noi”.

    La disponibilità della Levodopa/carbidopa per infusione sottocutanea riduce la migrazione dei pazienti

    La Levodopa/carbidopa per infusione sottocutanea è disponibile in commercio in Italia solo da poche settimane. “La disponibilità di questi trattamenti innovativi a Palermo – spiega D’Amelio – consentirà di ridurre sempre più la migrazione dei pazienti verso altre regioni”.

    La terapia per la malattia di Parkinson: dalle compresse alle infusioni continue

    La malattia di Parkinson è una patologia degenerativa caratterizzata dal progressivo rallentamento dei movimenti volontari, legato ad una progressiva riduzione di un neurotrasmettitore cerebrale, la dopamina. La terapia attuale si basa principalmente sulla somministrazione di compresse assunte per via orale che ripristinano i livelli cerebrali di dopamina carenti. “Per superare i limiti della terapia orale – continua il neurologo – negli ultimi anni è stata introdotta una metodica che prevede la somministrazione “continua” di farmaci per la cura della malattia di Parkinson per via sottocutanea o direttamente nell’intestino attraverso una pompa di infusione, garantendo in entrambi i casi il controllo stabile dei sintomi”.

    L’esperienza del Professore D’Amelio con il gel di levodopa/carbidopa

    Negli ultimi anni, il Professore D’Amelio, in collaborazione con Professore Francesco D’Arpa, del Servizio di Endoscopia Digestiva del Policlinico, ha selezionato e impiantato quest’ultimo dispositivo in oltre 30 pazienti con risultati eccellenti in termini di miglioramento della qualità della vita del paziente e dei loro caregivers. Tuttavia, per il posizionamento del sistema di somministrazione del gel di levodopa/carbidopa è richiesto un piccolo intervento per via endoscopica e la necessità di controlli periodici. “Il nuovo sistema del farmaco sottocute – continua D’Amelio – si applica invece senza alcun intervento chirurgico, comprende solo una piccola pompa di infusione che può essere legata alla cintura ed è facile da usare, efficace e priva di particolari complicanze”.

    Indicazioni per i trattamenti infusivi e ringraziamenti

    I trattamenti infusivi, che siano sottocute o per via digiunale, sono indicati per la malattia di Parkinson in fase avanzata con gravi fluttuazioni motorie poco controllabili con la terapia farmacologica orale o quella transdermica. “Ringrazio per il prezioso aiuto – conclude D’Amelio – l’equipe infermieristica dell’U.O.C. di Neurologia, e per la collaborazione le dottoresse Concetta La Seta ed Eva De Luca della Farmacia della nostra Azienda ospedaliera universitaria”.

  • Gravidanza a rischio, attivato al Civico di Partinico ambulatorio per diagnosi precoce e non invasiva

    Gravidanza a rischio, attivato al Civico di Partinico ambulatorio per diagnosi precoce e non invasiva

    L’Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Civico di Partinico ha attivato l’ambulatorio di diagnosi mediante tecnologia ultrasonica USCOM (Ultra Sound Cardiac Output Monitor), strumento diagnostico non invasivo e innocuo per la madre e per il feto. Sulla scorta delle ultime evidenze scientifiche per le quali l’assetto emodinamico della gestante svolge un ruolo determinante nello sviluppo di numerose patologie, la tecnologia ulltrasonica consente una precoce diagnosi ed un precoce trattamento.

    Il servizio è indirizzato alle gravide per le quali è indicata una valutazione predittiva del rischio di complicanze materne, tra cui quelle di carattere ipertensivo, preeclamptico o correlate ai difetti della crescita fetale. Il nuovo ambulatorio dell’Ospedale di Partinico è inserito in un percorso che, nella sua organizzazione ed articolazione, coinvolge le strutture di secondo livello dell’Asp di Palermo e, in particolare, l’Unità di Medicina Materno Fetale e l’UTIN dell’Ospedale Ingrassia che prenderanno in carico le pazienti ad alto rischio per le quali possono essere prevedibili urgenze neonatali.

    “Le acquisizioni scientifiche degli ultimi anni – spiega Giuseppe Mauro Li Muli, Responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Partinico – ribaltano la concezione fisiopatologica dei disturbi ipertensivi in gravidanza e con essa quella delle loro complicanze materne e fetali, attribuendo all’assetto emodinamico materno il ruolo di principale determinante. Lo screening avviato attraverso il nuovo ambulatorio consente, non solo un trattamento terapeutico precoce, ma anche un monitoraggio evolutivo soggettivo della risposta alla terapia in grado di garantire eventuali correzioni migliorative”.

    L’accesso al servizio è effettuato previa prenotazione all’ambulatorio di gravidanza a rischio dell’Ospedale di Partinico, attraverso il Cup oppure con presa in carico diretta mediante impegnativa.