Categoria: Salute e Sanità

  • Al Policlinico procedura innovativa per salvare paziente con Fibrillazione atriale

    Al Policlinico procedura innovativa per salvare paziente con Fibrillazione atriale

    Al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, presso il Laboratorio di Emodinamica guidato da Salvatore Evola, con una innovativa tecnica operatoria e mediante tecnologie avanzate e di nuova applicazione, è stato risolto un caso di alta complessità riguardante una paziente di 85 anni, affetta da fibrillazione atriale di lunga durata e grave stenosi aortica.

    L’originalità e l’unicità della tecnica sono state riconosciute dall’importante rivista internazionale “Frontiers in Cardiovascular Medicine”, che ha accettato la pubblicazione del caso clinico. “In gergo tecnico – spiega Evola – è stata eseguita una procedura di chiusura percutanea di leak paravalvolare aortico da accesso radiale (pochi casi al mondo) in paziente con pregressa sostituzione percutanea trascatetere di valvola aortica (TAVI), con supporto di litotrissia endovascolare”. Semplificando, la procedura consiste nel chiudere, con un dispositivo dedicato, un rigurgito di sangue inappropriato tra la valvola impiantata in precedenza e l’aorta, che stava causando un peggioramento importante dei sintomi dello scompenso cardiaco.

    “Nonostante l’estrema complessità del caso, – continua Evola – che ha richiesto anche l’utilizzo di un sistema ad ultrasuoni di ultima generazione per posizionare il dispositivo attraverso le calcificazioni aortiche, è stato eseguito un approccio mininvasivo innovativo attraverso un’arteria del polso (radiale). Questo ha consentito di evitare un intervento chirurgico convenzionale ad alto rischio”.

    La procedura è stata eseguita dall’equipe dell’”Heart Valve Team” composta da emodinamisti, cardiochirurghi, ecocardiografisti, cardiologi clinici ed anestesisti, con l’ausilio del personale infermieristico e dei tecnici di radiologia medica dell’Emodinamica.

    Il Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questa procedura si inserisce nel novero delle nuove attività di Cardiologia interventistica strutturale intraprese dall’Emodinamica dell’AOUP e rappresenta il completamento dell’offerta assistenziale. Il Policlinico, data la sua caratterizzazione di DEA (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di secondo livello, e di ospedale dove la ricerca e la didattica sono il supporto indispensabile per l’attività clinica, si conferma sempre più punto di riferimento per le patologie di alta complessità, ed è impegnato a sviluppare procedure e tecniche capaci anche di risolvere aspetti non ancora esplorati delle varie patologie”.

    Grazie alla costituzione dell’”Heart Team” aziendale ed al riconoscimento dell’”Heart Valve Team” da parte dell’Assessorato regionale della Salute, si è istituzionalizzata e formalizzata la già esistente collaborazione tra Emodinamica e Cardiochirurgia. “Ciò ha determinato l’arricchimento dell’offerta assistenziale della nostra Azienda” – affermano la Professoressa Giuseppina Novo, Direttore dell’unità operativa di Cardiologia, e il Dottor Vincenzo Argano, Direttore dell’UOC di Cardiochirurgia.

    L’Heart Team promuove un processo di confronto interdisciplinare finalizzato a definire in modo collegiale la più appropriata gestione clinico-terapeutica di pazienti ad elevata complessità e verificare la corretta applicazione delle linee guida internazionali, e raccogliere e analizzare i dati per migliorare l’assistenza ai pazienti che si rivolgono all’AOUP “Paolo Giaccone”.

  • Il fenomeno delle morti improvvise: esperti in Sicilia

    Il fenomeno delle morti improvvise: esperti in Sicilia

    Dietro al fenomeno delle morti improvvise, di cui spesso la cronaca dà notizia, tante volte c’è lo spettro dello scompenso cardiaco. Si tratta dell’incapacità del cuore di pompare sufficienti unità di sangue a garantire ai tessuti e agli organi l’ossigeno necessario. Una patologia in notevole aumento in Italia, con più di un milione di italiani affetti, di cui almeno il 20% supera gli 80 anni e di grosso impatto sanitario, essendo la principale causa di ricovero in ospedale per le persone di età superiore ai 65 anni. Se ne discuterà all’evento scientifico “Scompenso cardiaco 2024, stato dell’arte e prospettive future”, venerdì 16 e sabato 17 febbraio all’Hotel Plaza Catania, in viale Ruggero di Lauria, 43. Provider e Segreteria Organizzativa a cura di Biba Group.

    Il commento del responsabile scientifico, il cardiologo Alessio La Manna

    Interverranno esperti nazionali che si confronteranno sulle patologie che sono più di frequente responsabili dello scompenso cardiaco, su come fare la loro diagnosi e su come curarle sia dal punto di vista farmacologico che interventistico. “Lo scompenso cardiaco – afferma il responsabile scientifico dell’evento, Alessio La Manna, cardiologo direttore dell’unità operativa complessa di Cardiologia dell’ospedale San Marco di Catania – se non viene curato con le terapie appropriate è mortale nella metà dei casi, entro cinque anni dalla diagnosi. Diverse sono le patologie cardiache che possono evolvere verso lo scompenso cardiaco e diventa fondamentale un intervento precoce per impedire il peggio”.

    I temi del dibattito sullo scompenso cardiaco

    Tra i temi che saranno affrontati durante l’evento catanese, la terapia elettrica dello scompenso, i farmaci innovativi, i cosiddetti pilastri della terapia dello scompenso cardiaco che, se utilizzati in maniera adeguata, possono prolungare la vita dei pazienti di 8 anni nei cinquantacinquenni e di 6 anni negli ultrasessantacinquenni. Si parlerà anche di “Imaging cardiaco” e di tutte le metodiche diagnostiche avanzate che oggi si utilizzano nella gestione del paziente scompensato, quindi ecocardiografia e risonanza magnetica cardiaca, particolarmente importanti nella selezione dei pazienti candidati all’impianto del dispositivo cardioverter defibrillatore, utilizzato per prevenire la morte cardiaca improvvisa.

    Un altro aspetto che sarà trattato riguarda la telemedicina, come fattore fondamentale nel miglioramento della gestione del paziente con lo scompenso cardiaco cronico, sia attraverso modelli già applicati a livello regionale che di una nuova rete che verrà messa in funzione a breve. I percorsi assistenziali, dopo le dimissioni dall’ospedale, sono fondamentali per la gestione domiciliare o comunque nel territorio dei pazienti, riducendo la necessità di nuovi ricoveri e prolungando la loro sopravvivenza.

  • Al Policlinico gli emangiomi infantili trattati con terapia innovativa, curati già 500 bambini

    Al Policlinico gli emangiomi infantili trattati con terapia innovativa, curati già 500 bambini

    PALERMO – Tagliato il traguardo dei 500 pazienti con emangiomi infantili curati. È il risultato raggiunto all’interno dell’ambulatorio dedicato dell’Unità operativa di Chirurgia pediatrica del Policlinico. “Al tradizionale approccio chirurgico o con somministrazione di corticosteroidi, che peraltro non era sempre applicabile né definitivamente soddisfacente, si è sostituito un approccio terapeutico”, spiegano dall’ospedale universitario, che è basato sulla somministrazione di propranololo sciroppo, un farmaco beta-bloccante con effetto vasocostrittore che permette la riduzione e in molti casi la completa scomparsa della lesione.

    “La maggior parte degli emangiomi infantili, lesioni vascolari iperplastiche, rilevate, di colore rosso, regredisce spontaneamente. Tuttavia – dice la professoressa Maria Di Pace, responsabile dell’Unità operativa – in circa il 10% dei casi è indicato un trattamento tempestivo perché l’emangioma può essere responsabile di compromissione di funzioni vitali o di inestetismi permanenti, con un impatto importante sulla qualità della vita del piccolo bambino”. Il protocollo con propranololo, inizialmente applicato dalle dottoresse Enrica Agosta e Sandra Foti su un ristretto numero di pazienti, è oggi il “gold standard” per il trattamento di questa patologia.

    “È però importante per ottenere effetti ottimali – continua la professoressa Di Pace – che la terapia con lo sciroppo sia iniziata nei primi mesi di vita”. Recenti studi dimostrano inoltre la possibile efficacia dell’applicazione locale di una crema a base di timololo, in alternativa allo sciroppo. “Come in questo caso, un centro di eccellenza accademica e clinica come il Policlinico Paolo Giaccone – conclude la dottoressa – è il contesto ideale per lo sviluppo e la validazione di protocolli clinici che portano a miglioramenti radicali nella cura dei piccoli pazienti”.

    Per cominciare la terapia è necessaria una valutazione clinica. La visita chirurgica pediatrica deve essere prenotata tramite il Cup del Policlinico (sito web – telefono 091.2776161) e con richiesta del pediatra curante.

  • Situazione drammatica nei pronto soccorso siciliani: troppo pochi infermieri a lavoro

    Situazione drammatica nei pronto soccorso siciliani: troppo pochi infermieri a lavoro

    Le dotazioni organiche come tema prioritario nel confronto con i nuovi direttori generali della sanità. È quanto emerso nel corso della riunione del direttivo regionale del Nursind Sicilia che si è riunito a Palermo alla presenza dei segretari provinciali di tutta l’Isola. La carenza di personale dunque al centro del dibattito. È stata analizzata la critica situazione legata alla mancanza di operatori nelle strutture sanitarie e sono state discusse strategie per affrontare questa emergenza che sta compromettendo l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini. Ad aprire e condurre i lavori il segretario regionale Salvo Calamia, il vicesegretario Alfredo Guerriero e il vicesegretario nazionale, Salvo Vaccaro.

    Situazione drammatica nei pronto soccorso

    “Drammatica la situazione dei pronto soccorso in Sicilia – afferma Calamia – con particolare attenzione alla necessità di interventi immediati per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi di emergenza. Molto difficile anche la situazione nelle carceri. Abbiamo esaminato la delicata situazione in merito all’assistenza infermieristica, ponendo l’accento sulle criticità e cercando soluzioni concrete per garantire luoghi sicuri e salubri per il personale Infermieristico ed un’adeguata assistenza sanitaria ai detenuti”.

    Confronto costruttivo con l’assessorato

    All’incontro ha partecipato anche il Federico Ferro, componente dello staff per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, che ha contribuito alla discussione con il suo prezioso punto di vista e le sue competenze specifiche nel settore.

    Impegno per il miglioramento del sistema sanitario

    “La riunione – spiega Calamia – si è conclusa con un forte senso di impegno da parte di tutti i presenti nel continuare a lavorare per il miglioramento del sistema sanitario siciliano e per garantire un’assistenza di qualità a tutti i cittadini dell’isola, avviando un confronto serrato con i nuovi direttori sanitari per ottenere misure urgenti per il potenziamento degli organici”.

  • Al Policlinico il nuovo laser per la chirurgia di precisione della cataratta

    Al Policlinico il nuovo laser per la chirurgia di precisione della cataratta

    Dal prossimo 13 Febbraio presso l’Unità operativa di Oculistica del Policlinico “Paolo Giaccone”, sita nel presidio ospedaliero di Villa Belmonte (ex IMI) e diretta dalla Professoressa Vincenza Maria Elena Bonfiglio, entrerà in funzione il nuovo “Femtolaser” per la chirurgia della cataratta. Questo nuovo laser è stato fino ad oggi accessibile in Sicilia prevalentemente presso le strutture private e da poco è presente in due presidi ospedalieri pubblici, a Caltanissetta e ad Agrigento.

    “La possibilità di scegliere diverse strategie di trattamento a seconda del tipo di cataratta e della tipologia del paziente – commenta la Professoressa Bonfiglio – rende alcune fasi dell’intervento più precise e standardizzate. Inoltre, riducendo le manipolazioni e i tempi chirurgici, il laser garantisce un più rapido recupero visivo e minori disturbi per il paziente nel post-operatorio”.

    L’intervento chirurgico di cataratta con il laser a femtosecondi è una prestazione che verrà erogata dal SSN, con un ticket pari a quello dell’intervento standard ma consentirà di innalzare il livello qualitativo delle prestazioni erogate dall’Oculistica che consta di un organico pieno, con 11 medici chirurghi con alte competenze.

    La professoressa Bonfiglio spiega il funzionamento dell’apparecchiatura laser: “La piattaforma, in seguito all’inserimento di alcuni dati da parte del chirurgo, acquisisce le caratteristiche anatomiche dell’occhio del paziente ed emette un raggio di luce laser a femtoscondi (un milionesimo di miliardesimo di secondo) per eseguire automaticamente e con estrema precisione alcune fasi dell’intervento come le incisioni millimetriche sulla cornea, la capsuloressi e la frammentazione della cataratta. Il tutto viene gestito da un software preciso e sicuro che si blocca al minimo movimento del paziente e che viene modulato dal medico in relazione alle patologie dell’occhio da trattare. Il chirurgo completerà l’intervento asportando i frammenti della cataratta e impiantando il nuovo cristallino artificiale”.

    Il laser a femtosecondi dell’Azienda ospedaliera universitaria è, inoltre, dotato di un software che potrà essere applicato alla chirurgia dei trapianti di cornea, garantendo precisione del taglio chirurgico sul ricevente con conseguenti migliori risultati refrattivi.

  • Una palermitana riceverà indennizzo a vita per miocardite post-vaccino anti-Covid

    Una palermitana riceverà indennizzo a vita per miocardite post-vaccino anti-Covid

    Una donna di Palermo di 36 anni riceverà un indennizzo a vita per i danni irreversibili – una miocardite – provocati dalla vaccinazione anti Covid. Lo ha deciso la Commissione medica ospedaliera di Messina che ha espresso parere favorevole, come reso noto dai legali della donna, gli avvocati Ermanno Zancla e Dario Bonuso.

    Si tratta di un fatto importante che potrebbe rappresentare uno spartiacque per il futuro, essendo il primo caso in Italia di indennizzo per effetti avversi riconosciuti derivanti dalla vaccinazione anti Covid.

    La miocardite, come conseguenza indesiderata del vaccino, colpisce secondo gli studi una persona ogni 100.000 vaccinate. Il Covid invece causa miocardite in una persona ogni 5.000 contagiati, 20 volte di più.

    L’indennizzo alla donna palermitana rientra in quelli previsti dalla legge 210/92 per “soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie”. La cifra non è stata ancora stabilita ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.800 euro al mese e per tutta la vita.

    Il Ministero della Salute vaglia le istanze e per la Sicilia la valutazione spetta al Dipartimento militare di Medicina legale di Messina che finora aveva sempre respinto questo tipo di richieste, non ritenendo sussistente il nesso causale fra vaccino e patologia. Stavolta invece è stato accertato che i vaccini Pfizer e AstraZeneca, somministrati alla donna nel 2021-2022, le hanno provocato una miocardite “alla parete inferiore del ventricolo sinistro”.

    I periti hanno concluso che “sulla base della letteratura scientifica e del rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19 dell’Aifa, può essere considerata verosimile l’associazione causale fra vaccinazione e infermità”.

    In generale, dopo le vaccinazioni anti-Covid a mRNA sono stati osservati rarissimi casi (circa 1 su 100.000) di miocardite e pericardite, ovvero infiammazione del muscolo cardiaco o del rivestimento esterno del cuore. I casi si sono verificati più spesso dopo la seconda dose e nei maschi under 30. I sintomi di solito compaiono entro 14 giorni dalla vaccinazione. Inoltre si è visto un rischio maggiore con un intervallo breve tra le dosi. Nonostante la gravità possa variare, nella maggior parte dei casi si tratta di una forma lieve che si risolve senza trattamenti.

    Da sottolineare che l’infezione da Covid-19 può provocare miocardite in circa 1 caso su 5.000, ben 20 volte in più rispetto al vaccino, con aumentato rischio di ospedalizzazione e morte. Pertanto i benefici della vaccinazione anti Covid superano di gran lunga i rischi, anche se in rarissimi casi possono verificarsi effetti collaterali gravi.

  • Al Policlinico rivoluzione bisturi hi-tech: interventi mini-invasivi per la salute delle donne

    Al Policlinico rivoluzione bisturi hi-tech: interventi mini-invasivi per la salute delle donne

    Palermo – Le tecniche più avanzate di chirurgia laparoscopia per la cura di svariate patologie femminili. Presso l’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico “Paolo Giaccone” il 90% degli interventi effettuati nell’ultimo trimestre sono stati eseguiti con tecniche endoscopiche, garantendo alle pazienti un ridotto rischio di complicanze, una migliore ripresa post-operatoria e una degenza di pochi giorni.

    Il prof Renato Venezia

    Intervento laparoscopico complesso eseguito con successo

    Emblematico il caso di Anna (nome di fantasia), giovane paziente a cui è stato asportato l’utero. Dopo le diverse valutazioni di altri specialisti a cui si era rivolta, tutti concordi nel ritenere necessario un intervento di chirurgia tradizionale per rimuovere l’utero, che presentava molti fibromi di grosse dimensioni e aderenze con la vescica, Anna si è rivolta agli specialisti del Policlinico, dove è stata operata in laparoscopia dall’equipe coordinata dal Professore Renato Venezia, direttore dell’unità operativa, di cui fa parte il professore Antonio Simone Laganà, specializzato nelle tecniche di chirurgia ginecologica mini-invasiva. Lo stupore e la felicità sono visibili sul volto di Anna, quando, dopo 48 dall’intervento, può tornare a casa in completo benessere: “Non mi sarei mai aspettata – dice – di poter fare questo intervento con piccolissime incisioni in una struttura pubblica e in maniera completamente gratuita, e di poter tornare così rapidamente alle mia vita normale, senza più dolori”.

    Obiettivo: eccellenza nella cura delle donne

    Venezia commenta: “L’arrivo del Professore Laganà nell’equipe da me diretta completa un progetto mirato ad elevare l’eccellenza come standard di cura per tutte le pazienti della Sicilia orientale, confermando il Policlinico di Palermo come centro di riferimento pubblico per la ginecologia e ostetricia”.

    Vantaggi della chirurgia laparoscopica

    La chirurgia laparoscopica permette di effettuare la maggior parte degli interventi ginecologici mediante l’utilizzo di una piccola telecamera, inserita a livello ombelicale, e di strumenti miniaturizzati. Questo permette una migliore ripresa post-operatoria, ridotto rischio di sanguinamento e complicanze, e un minimo danno estetico rispetto alla chirurgia “tradizionale” in cui, per accedere all’organo da trattare, bisogna effettuare un’incisione sull’addome, come per un taglio cesareo.

    Recupero rapido con la laparoscopia

    Laganà spiega: “Le nostre pazienti, anche in caso di interventi di chirurgia maggiore come l’isterectomia, la miomectomia o l’eradicazione di endometriosi, possono iniziare ad alimentarsi la sera stessa dell’intervento, rimuovono il catetere vescicale quasi subito, non hanno drenaggi e già il giorno dopo possono iniziare a camminare. La maggiore parte di loro può essere dimessa già dopo 24-28 ore dall’intervento, con ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative dopo circa un paio di giorni, e questo permette di evitare ricoveri prolungati e di abbattere le liste di attesa e la migrazione sanitaria verso altre Regioni”.

  • All’Ismett di Palermo il primo intervento di cardiochirurgia in Italia con l’ausilio della realtà aumentata

    All’Ismett di Palermo il primo intervento di cardiochirurgia in Italia con l’ausilio della realtà aumentata

    Palermo – Per la prima volta in Italia la Realtà Aumentata entra in una sala operatoria di Cardiochirurgia come ausilio per un intervento mini-invasivo. Questa tecnologia consente di ottenere una ricostruzione 3D di un organo e dà al chirurgo la possibilità interagire con l’ologramma che viene creato dal computer, simulando così la procedura chirurgica che dovrà poi esser eseguita nel paziente. L’intervento è stato eseguito presso l’ISMETT-UPMC di Palermo – il centro medico nato dalla partnership internazionale fra Regione Siciliana ed UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) – dall’équipe guidata dal prof. Francesco Musumeci, Senior Consultant in Cardiac Surgery di ISMETT.

    Si è trattato di un intervento chirurgico mini-invasivo per la chiusura dell’auricola sinistra, una piccola estroflessione dell’atrio di sinistra, per il quale ci si è avvalsi del supporto della Realtà Aumentata. Questo tipo di procedura è indicata nei pazienti con fibrillazione atriale cronica che hanno controindicazione all’utilizzo della terapia anticoagulante, con l’obiettivo di evitare l’ictus dovuto a trombi che possono formarsi all’interno dell’auricola. Di solito la procedura viene effettuata mediante tecnica percutanea con l’inserimento, attraverso una vena della gamba, di un occlusore che si apre ad ombrellino all’imbocco dell’auricola, occludendola completamente. “Nel nostro caso – spiega il prof. Francesco Musumeci – a causa di una ostruzione congenita della vena cava inferiore ed essendo la paziente trombofilica, la decisione è stata quella di intervenire chirurgicamente utilizzando un accesso mini-invasivo. La presenza presso l’ISMETT di un laboratorio di ricerca diretto dal Prof. Salvatore Pasta che lavora sullo sviluppo della realtà aumentata e della realtà virtuale in campo medico, ci ha stimolato ad utilizzare queste tecnologie. L’obiettivo è stato quello di valutare il contributo della tecnologia oggi a disposizione per questo tipo di procedura in termini di precisione ed efficienza del gesto chirurgico”.

    La realtà aumentata è una tecnologia che potenzia il mondo reale con informazioni percettive generate da computer con immagini provenienti da esami diagnostici (come TAC, Risonanza ed Eco) e consente una simulazione 3D della realtà con la quale il professionista può interagire. Mostra, quindi, in tempo reale e in modo interattivo immagini 3D così da consentire una migliore analisi dell’anatomia. “In questo caso – sottolinea Salvatore Pasta, professore dell’Università di Palermo distaccato presso IRCCS ISMETT – abbiamo applicato uno strumento realtà aumentata in cui l’oggetto dappirma ricostruto con TAC tradizionale è stato proiettato in sala operatoria sul paziente, migliorando così la percezione del chirurgo sul trattamento”. Il professore Salvatore Pasta collabora con l’Istituto Mediterrano grazie ad una convenzione di ricerca fra il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo ed ISMETT nell’ambito della ricerca in campo cardio vascolare. Attraverso lo schermo semitrasparente del visore è possibile vedere la scena reale e aggiungere immagini digitali sovrapponendole all’ambiente reale. Il chirurgo usando gesti per manipolare le immagini olografiche all’interno del visore e avendo visione del campo operatorio può simulare gli interventi chirurgici che dovrà eseguire, ottimizzando l’efficienza nella procedura chirurgica e minimizzandone il rischio.

    L’immagine olografica del torace e del cuore della paziente, dunque, è stata ricostruita dalla TAC e su questa ricostruzione tridimensionale è stata possibile attraverso l’ologramma una simulazione che ci ha permesso con successo di programmare l’intervento focalizzando su due punti importanti: il punto di ingresso nella parete del torace per il sistema di chiusura dell’auricola e l’anatomia dell’auricola al fine di ottenere il corretto posizionamento del sistema di chiusura.

    “La realtà aumentata – sottolinea ancora il prof. Francesco Musumeci – e la realtà virtuale avranno in futuro un ruolo sempre più importante nella chirurgia, garantendo un supporto importante nella programmazione degli interventi ed una migliore opportunità di formazione per i giovani chirurghi. L’intervento eseguito in ISMETT, è il primo di questo tipo mai effettuato in Italia. Il risultato è stato eccellente e la paziente dopo pochi giorni dall’intervento è tornata a casa”.

  • Mamma partorisce in casa ad Alcamo grazie all’intervento del 118

    Mamma partorisce in casa ad Alcamo grazie all’intervento del 118

    Alcamo – Gran felicità in una casa di Alcamo dove è nata la piccola Giulia. La neo-mamma, M.D.R. di 22 anni alla sua prima gravidanza, ha chiamato il 118 quando ha avvertito le doglie e la rottura delle acque.

    Giunti prontamente sul posto, il personale medico e paramedico si è reso conto che il travaglio era troppo avanzato per trasferire la donna in ospedale. Così, con grande professionalità, hanno assistito la partoriente permettendole di dare alla luce la figlia direttamente nella propria abitazione.

    La neomamma, visibilmente emozionata, ha ringraziato sentitamente la dottoressa Zinella Ferraro, l’infermiere Piero Mulè, l’autista Cinzia Cupone e la dottoressa specializzanda Veronica Gaglio per aver gestito in modo impeccabile una situazione non facile. Il tutto sotto il coordinamento del dottor Fabio Genco, direttore della centrale operativa del 118.

    Madre e figlia godono di ottima salute e, dopo i primi controlli e visite di routine, sono state trasferite nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Civico di Partinico dove trascorreranno qualche giorno prima di poter fare ritorno a casa.

    Un lieto evento che conferma ancora una volta la preparazione e l’umanità degli operatori del 118, in grado di garantire assistenza qualificata anche in casi delicati come un parto in casa. Alla neonata Giulia e ai suoi giovani genitori vanno le più sentite felicitazioni da parte della redazione.

  • Palermo, aumentano casi Covid e sindromi influenzali, il Policlinico attiva 15 posti letto

    Palermo, aumentano casi Covid e sindromi influenzali, il Policlinico attiva 15 posti letto

    Per fronteggiare l’incremento dei casi di infezione da Covid e di sindromi influenzali, ed essere pronti in caso di iperaflusso di pazienti, il Commissario straordinario del Policlinico, Maurizio Montalbano, ha deciso l’adozione di nuove misure organizzative.

    L’Azienda ospedaliera universitaria ha, infatti, definito l’attivazione di 15 posti letto in più. L’incremento riguarda le unità operative di Mcau, Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, diretta dal professore Baldassare Cefalù (da 15 a 17 posti letto), di Pneumologia diretta dal professore Nicola Scichilone (da 12 a 16), e dell’unità dipartimentale Medicina di Area critica di cui è responsabile il professore Aldo Canino (da 7 a 12, aumentabili fino 16).

    “Finora abbiamo rilevato solo un lieve incremento degli accessi per patologie respiratorie – commenta Montalbano -. Da un’analisi effettuata sul software per la gestione delle attività dell’Area di Emergenza, nel periodo compreso tra il 15 dicembre 2023 e il 10 gennaio 2024, abbiamo, infatti, riscontrato un 20 per cento in più di casi rispetto allo scorso anno. Con le nuove misure, adottate grazie alla disponibilità del Dipartimento Medico e di Emergenza – Urgenza e di tutte le unità operative coinvolte, che hanno mostrato la più ampia collaborazione, saremo in grado di gestire un’eventuale impennata dei casi”.

    I turni di guardia lasciati vacanti per carenza di medici dell’UOSD Medicina di area critica saranno coperti dal personale medico messo a disposizione dalla unità di Pneumologia, Mcau, Medicina interna con stroke, Geriatria, Medicina interna, Gastroenterologia, Endocrinologia.