Categoria: Salute e Sanità

  • A Palermo la frontiera della chirurgia, la tecnica di Reinnervazione sensoriale mirata

    A Palermo la frontiera della chirurgia, la tecnica di Reinnervazione sensoriale mirata

    Si chiama Reinnervazione sensoriale mirata, in inglese Targeted Sensory Reinnervation – TSR, ed è una nuova frontiera della chirurgia nel trattamento e prevenzione del dolore dell’arto fantasma mediante il ripristino del senso del tatto e della propriocezione, cioè il controllo della posizione e del movimento del corpo, in base ai recettori periferici. È stata sperimentata dal chirurgo plastico altoatesino, Alexander Gardetto, direttore sanitario della clinica privata Brixsana di Bressanone. È stata eseguita anche all’Università di Padova, è stata illustrata davanti al dipartimento di difesa degli Stati Uniti in collegamento con 250 ospedali americani e, venerdì 25 ottobre, alle ore 18,00, sarà presentata anche a Palermo, presso il nuovo ambulatorio medico chirurgico poli-specialistico InFormaMedica Day Clinic di via Croce Rossa, 113, diretto dal chirurgo plastico Dario Palazzolo. Ingresso libero, per informazioni 091/7484060 e 331/9683083.

    Il commento dei chirurghi Dario Palazzolo e Alexander Gardetto

    “Siamo felici di questa prestigiosa collaborazione – ha sottolineato Dario Palazzolo, direttore sanitario di InFormaMedica – che risponde alla nostra idea di una sanità che va in direzione del benessere e dell’attenzione al paziente, sostenuti da una altissima specializzazione”. La nuova tecnica chirurgica Reinnervazione Sensoriale Mirata (TSR), insieme a un dispositivo vibro-tattile non invasivo, è in grado di trattare e prevenire la sindrome dell’arto fantasma che colpisce una percentuale elevata di pazienti amputati. “È stato il senso di impotenza nel trattamento di questi sintomi – spiega il chirurgo plastico Alexander Gardetto – che mi ha motivato, 10 anni fa, a implementare una strategia completamente nuova per la gestione del dolore in un paziente con la sindrome dell’arto fantasma grave e dipendente dai farmaci”.

    La tecnica chirurgica di Reinnervazione sensoriale mirata (TSR)

    La tecnica chirurgica di Reinnervazione Sensoriale Mirata (TSR) consiste nella chiusura del circuito interrotto nella corteccia sensoriale del cervello a causa della perdita o della paralisi di un arto, causa del dolore dell’arto fantasma e del dolore neuropatico, poiché gli stimoli afferenti non riescono a raggiungere il sistema nervoso centrale. Si ottiene creando una situazione in cui il cervello torna a ricevere stimoli dalla periferia, “riparando” il circuito. Ad oggi la nuova tecnica TSR è stata operata su oltre 55 pazienti in vari centri in Europa. Il primo paziente è stato operato nel 2014, dopo un’amputazione transtibiale, delle amputazioni transfemorali nel 2018 e quindi è stata sviluppata la tecnica per l’arto superiore.

    “La perdita della mano è più impegnativa – aggiunge il chirurgo Alexander Gardetto – perché porta una considerevole riduzione della qualità della vita personale e professionale di un individuo e conseguenze psicologiche. Attualmente, le protesi mioelettriche possono ripristinare molte delle normali attività della mano, ad eccezione della sensibilità tattile genuina. In tutti i pazienti, è stata regolarmente visualizzata una mappa sensoriale di tutte e cinque le dita a livello dell’arto residuo (avambraccio) e sono in grado di distinguere tra caldo e freddo. Queste sensazioni autentiche vengono poi trasmesse al cervello che viene ingannato a credere che la mano mancante sia ancora lì. La conseguenza è che il dolore dell’arto fantasma scompare o non si manifesta affatto”.

  • Intervento record al Policlinico, rimosso liposarcoma gigante di 24 kg

    Intervento record al Policlinico, rimosso liposarcoma gigante di 24 kg

    Al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo è stato eseguito un complesso intervento chirurgico di asportazione di un gigante liposarcoma peritoneale di 24 chili e 10 grammi.

    L’operazione, durata quattro ore, è stata eseguita dall’equipe diretta dal Professore Antonino Agrusa, responsabile dell’unità operativa dipartimentale di Chirurgia laparascopica.

    Il liposarcoma, un tumore raro del tessuto adiposo, occupava gran parte dell’addome del paziente comprimendo diversi organi vitali. Grazie a una pianificazione meticolosa e all’uso di tecnologie avanzate,
    i chirurghi sono riusciti a rimuovere il tumore senza compromettere organi vitali.

    La massa tumorale, infiltrata in diversi organi, ha reso necessaria l’asportazione in blocco di rene sinistro, surrene, colon trasverso, discendente, sigma, retto, tratto digiuno-ileale, appendice ed epiploon.

    Il paziente, di 51 anni, ha avuto un decorso post operatorio regolare, e sarà dimesso nei prossimi giorni per essere preso in carico dall’Oncologia medica, dove dovrà iniziare il ciclo di chemioterapia.

    “È stato un caso di alta complessità- spiega il professore Agrusa – che ha richiesto una fase preparatoria all’intervento con un trattamento multidisciplinare con i colleghi internisti, radiologi, anestesisti, oncologi.
    Siamo orgogliosi di poter dire che l’intervento è stato un successo e che il paziente è ora in fase di recupero. È una grande testimonianza delle capacità del nostro team e della tecnologia di cui disponiamo.
    Ringrazio tutti per l’impegno e il grande lavoro di squadra, in particolare il professore Giuseppe Badalamenti, il professore Maurizio Raineri e il dottore Antonio Gallina, gli specializzandi e tutti gli infermieri
    di reparto e di sala operatoria che, come sempre, hanno dimostrato elevata professionalità e competenza”.

    Il caso sarà oggetto di una pubblicazione scientifica a cui Agrusa e i suoi collaboratori stanno già lavorando.

    “Desidero esprimere il mio più profondo apprezzamento a tutto il team – afferma la Direttrice generale dell’Azienda ospedaliera, Maria Grazia Furnari -. Questo intervento dimostra l’eccellenza medica
    del nostro ospedale, che continua a investire in formazione specialistica e tecnologie all’avanguardia, rafforzando il suo ruolo di riferimento per casi di alta complessità e avvalora il concetto di squadra unita
    che rafforza i risultati magnificando l’operato di ognuno”.

  • Intervento innovativo al Policlinico restituisce la vista a un 20enne

    Intervento innovativo al Policlinico restituisce la vista a un 20enne

    Ha ritrovato il proprio sguardo e una vista migliore il giovane paziente di 20 anni che nei giorni scorsi è stato operato dall’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo Facciale del Policlinico diretta dal prof. Francesco De Ponte, per posizionare una protesi dell’orbita costruita su misura per lui.

    Incidente in Moto Causa Fratture Facciali

    Il giovane, dopo un incidente in moto, aveva subito diverse fratture, con il coinvolgimento delle ossa facciali, in particolare una frattura delle ossa dell’emivolto sinistro. Nonostante gli interventi eseguiti in un altro ospedale fuori regione gli esiti, soprattutto al volto, erano ancora evidenti con notevoli disturbi anche sulla vista. Il paziente, infatti, presentava un posizionamento anomalo e fuori sede dell’orbita e delle strutture in essa contenute, oltre che una visione doppia; ciò accade quando i bulbi oculari non sono in asse e non si muovono in maniera sincrona.

    Protesi Orbitaria Customizzata Ripristina la Vista

    Sono state in prima battuta le dottoresse Carla Nava ed Elena Familiari a seguirlo e a predisporre l’indicazione per un nuovo intervento. Da qui la necessità di costruire una protesi che potesse ricalcare nella maniera più fedele possibile la forma e la posizione del pavimento orbitario del lato non colpito dal trauma. Questa protesi fatta “su misura”, costruita in titanio è stata progettata grazie all’utilizzo di specifici software che hanno permesso di rispecchiare fedelmente la forma dell’orbita sana. In prima battuta è stata eseguita una Tac ad alta risoluzione per consentire agli ingegneri informatici che hanno seguito il caso di avere informazioni volumetriche e tridimensionali della massima precisione.

    Equipe Medica Riposiziona l’Orbita

    In sala operatoria è intervenuta l’équipe del Prof. Francesco De Ponte, costituita dai dott. Emanuele Magaudda e Alessandro Calvo con il supporto degli anestesisti e del personale infermieristico, che ha rimosse le protesi posizionate in precedenza per sostituirle con quelle customizzate; ciò ha permesso di riposizionare nel modo corretto il contenuto dell’orbita, riportando il volume ai livelli ottimali e anche il globo oculare in asse.

    Paziente Recupera Vista ed Estetica

    Il paziente, tornato a casa dopo pochi giorni, sta bene, e ha recuperato anche sul piano visivo ed estetico. Un risultato soddisfacente in primis per il paziente, ma anche per i medici che, con grande impegno, hanno sviluppato il progetto.

    Dichiarazioni del Direttore Generale

    “Non posso che complimentarmi con tutta l’équipe che ha eseguito l’intervento. Questo tipo di operazioni – ha detto il Direttore Generale Giorgio Giulio Santonocito – sono un esempio virtuoso di assistenza altamente specialistica per la quale siamo in grado di offrire risposte efficaci e risolutive. Il nostro proposito è proprio quello di proseguire lungo questo percorso affinché, come in tale caso, la risposta ai bisogni di salute della popolazione sia sempre più qualificante, integrata da tecnologia e competenze professionali”.

  • Ortopedia, sport e sociale: apre a Palermo nuovo centro d’eccellenza

    Ortopedia, sport e sociale: apre a Palermo nuovo centro d’eccellenza

    Un nuovo centro ortopedico che servirà anche da vera e propria cittadella per la salute e per lo sport: una parte del nuovo piazzale sarà dedicato all’allenamento degli atleti paraolimpici. Aprirà venerdì 18 ottobre a Palermo la nuova sede del Centro Ortopedico Ferranti gruppo Vivitop, azienda siciliana fondata nel 2012, leader nel settore della produzione di dispositivi medici come ortesi e protesi, nonché nel settore degli ausili per la mobilità e autonomia. Il centro fa parte del Gruppo Sol, multinazionale italiana operante nel settore della produzione gas tecnici, puri e medicinali e in quello dell’assistenza medicale a domicilio. La nuova struttura, in via Aiace 200, verrà inaugurata alla presenza del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dell’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo e dell’assessore comunale alle Attività sociali, Rosi Pennino.

    Servizi Sanitari, Sociali, Sportivi e Formativi

    Un nuovo grande centro che ha come obiettivo quello di moltiplicare i servizi all’utenza in campo sanitario, sociale, sportivo e nel settore della formazione. Sarà a tutti gli effetti una cittadella della salute e dello sport, con un focus sociale nella condivisione degli spazi esterni e congressuali. Ma soprattutto, una parte del piazzale di pertinenza sarà destinato all’avviamento allo sport e allenamento degli atleti paraolimpici. Nella struttura di via Aiace sarà anche installato un simulatore di guida propedeutico per l’ottenimento delle patenti speciali. Il centro si doterà anche di un taxi sociale per offrire un supporto per i trasferimenti e così limitare gli sforzi dei caregiver. Infine, all’interno verrà istituito un centro per l’ascolto gestito da psicologi, offrendo così un supporto specializzato ai familiari dei pazienti.

    Centro Ortopedico Ferranti: Leader nel Settore Orto-protesico

    Il Centro ortopedico Ferranti gruppo Vivitop è la prima azienda siciliana del comparto orto-protesico e la quarta in Italia per grandezza e volumi produttivi. Il nuovo polo si estende su una superficie di 8 mila mq di cui 2200 al coperto, l’azienda si pone l’obbiettivo di offrire maggiori servizi nel campo sanitario, sociale, sportivo e nel settore della formazione. Nello specifico nel nuovo sito ci sarà un’area dedicata alla produzione dei dispositivi medici di circa 400 mq, un’area accettazione e show room di 450 mq, 9 ampie sale visite, dedicate alla valutazione e ai rilievi tecnici, e una sala convegno da 80 posti per la formazione di tutti gli operatori sanitari. Oggi l’azienda è suddivisa in 4 settori: la produzione delle ortesi (dispositivi correttivi, di supporto agli arti) e protesi, l’adattamento degli ausili per la mobilità e autonomia, i sistemi di analisi per le valutazioni posturali e l’area commerciale delle ortesi predisposte. La struttura organizzativa oltre la nuova sede dispone di un circuito di 10 filiali sparse nel territorio siciliano con 75 addetti tra cui 20 professionisti sanitari. Da circa un anno il centro ortopedico ferranti fa parte di Sol Group, un una grande multinazionale italiana che opera in due distinti settori prevalenti: quello della produzione, ricerca applicata e commercializzazione di gas tecnici, puri e medicinali (Divisione Gas Tecnici) e quello dell’Assistenza Medicale a Domicilio (Divisione Home Care) ma anche nelle biotecnologie e nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

    Obiettivo: Migliorare l’Accoglienza e l’Integrazione nella Comunità

    Migliorare l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti sono obiettivi fondamentali per il centro che come finalità prioritaria ha anche quella di integrarsi all’interno della comunità e di offrire servizi gratuiti a vocazione sociale. “Abbiamo investito in questa nuovissima sede con l’obbiettivo di realizzare una struttura che fosse pienamente integrata e al servizio della comunità, delle attività socio sanitarie e dell’avviamento allo sport paralimpico. La nostra priorità è quella di migliorare e rendere più completa possibile, a 360 gradi, la presa in carico del paziente”, sottolinea Salvo Ferranti, presidente del “Centro ortopedico gruppo Ferranti”. Che conclude: “Ringrazio tutti i nostri 60 mila pazienti che hanno scelto il nostro modello di cura per migliorare la loro qualità di vita”.

  • Intelligenza artificiale al servizio della salute, la nuova TAC al Cervello di Palermo

    Intelligenza artificiale al servizio della salute, la nuova TAC al Cervello di Palermo

    È entrata in funzione la nuova TAC del padiglione A dell’ospedale “Vincenzo Cervello” di Palermo. La nuova apparecchiatura, che sostituisce la precedente, già in funzione dal 2011, consentirà di avere a disposizione un sistema diagnostico di ultima generazione, estremamente versatile e affidabile in quanto dotata di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di ottimizzare al massimo la qualità dell’immagine e sarà utilizzabile anche per le cardio TAC.

    Formazione del Personale e Collaudo

    L’Ingegnere Teresa Maisto, responsabile del Servizio di Ingegneria Clinica dell’Azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo”, sottolinea: “In data 11 ottobre è stato concluso il collaudo tecnico/amministrativo della nuova TAC e dal 14 ottobre è stata avviata la formazione degli utilizzatori con avvio clinico dell’apparecchiatura.

    Investimenti PNRR e Ammodernamento Tecnologico

    Questo acquisto rientra in un corposo pacchetto di investimenti inerenti le grandi apparecchiature acquisite con fondi PNRR, per un totale che supera i nove milioni di euro e che sta consentendo un ammodernamento tecnologico completo delle apparecchiature per gli ospedali Vincenzo Cervello e Villa Sofia di Palermo. Entro dicembre presso il presidio ospedaliero Cervello saranno sostituite anche la seconda TAC del Padiglione B, la Risonanza Magnetica, ed il secondo angiografo dell’Emodinamica”.

  • Bimba di 8 mesi si sveglia dal coma dopo incidente, miracolo all’ARNAS Garibaldi

    Bimba di 8 mesi si sveglia dal coma dopo incidente, miracolo all’ARNAS Garibaldi

    Un altro piccolo miracolo all’Arnas Garibaldi: guarisce la bambina in coma dopo un incidente stradale dello scorso luglio sulla Modica-Ragusa.

    Scioglimento della prognosi

    Sciolta la prognosi della lattante di 4 mesi che lo scorso 1 luglio era stata vittima di un grave incidente stradale sulla “Modica-Ragusa”. Nello stesso incidente, dove la piccola veniva ricoverata in prognosi riservata in fin di vita per un grave Trauma cranico, erano rimasti vittime anche gli stessi genitori, i quali sono poi stati ricoverati presso altri nosocomi della provincia di Ragusa, guarendo dopo circa un mese di cure.

    Primi soccorsi e intervento del 118

    A prestare i primi soccorsi alla bambina al momento dell’incidente era stato proprio il padre, seguito dall’immediato ed efficace intervento del 118.

    Trasferimento in Pediatria

    Dopo mesi di ricovero presso l’UOSD di Rianimazione Pediatrica, diretta dalla dott.ssa Giusy Stancanelli, la piccola, che nel frattempo ha compiuto otto mesi di vita, è stata finalmente trasferita nel pomeriggio di ieri presso la UOC di Pediatria, diretta dal Dott. Antonino Palermo, dove una equipe specializzata le donerà la giusta assistenza fino alla sua dimissione definitiva.

    Centralizzazione all’ARNAS Garibaldi

    Trasferita al Pronto Soccorso di Modica, dove veniva rianimata, la piccola paziente veniva successivamente centralizzata presso la Rianimazione Pediatrica dell’Arnas Garibaldi di Catania, grazie al supporto fondamentale del dott. Carmelo Riolo e dell’UOC di Neurochirurgia, diretta dal Dott. Giovanni Nicoletti. “Si tratta – ha detto il dott. Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Arnas Garibaldi – dell’ennesimo successo di un lavoro di squadra, multidisciplinare, compiuto da professionisti davvero encomiabili. Desidero fare i miei complimenti alla dott.ssa Stancanelli, alla sua equipe e a quanti hanno collaborato per la migliore soluzione di questa vicenda. Inoltre desidero stringermi alla famiglia della bambina e fare loro i migliori auguri”.

    Precedenti successi della Rianimazione Pediatrica

    La Rianimazione Pediatrica dell’Arnas Garibaldi non è nuova a questi successi, basti pensare alla vicenda del bambino salvato dall’annegamento proprio qualche settimana fa.

    Dell’equipe di medici che ha raggiunto l’odierno successo hanno fatto parte il dott. Vera Greco, il dott. Giosuè Chisari, la dott.ssa Sarah Pellegrino e la dott.ssa Roberta Averni, con il supporto di uno straordinario gruppo infermieristico coordinato dalla dott.ssa Massimiliana Arcidiacono. Il tutto, ovviamente, nelle strutture del presidio ospedaliero Garibaldi-Nesima, diretto dalla dott.ssa Lita Manciagli, all’interno del Dipartimento Materno Infantile, diretto dal Prof. Giuseppe Ettore.

    “La bambina – ha dichiarato la dott.ssa Stancanelli – ha ripreso tutte le sue funzioni vitali, scampando al grave trauma e al pericolo. Respira autonomamente, si nutre bene, sorride a chi la accudisce, si lamenta e piange solo quando ha fame, guadagnando circa due chili di peso già durante il ricovero. Per il grave trauma subìto la piccola si porta dietro solo un reliquato, un lieve emilato che andrà a riabilitare, al momento della dimissione dalla Pediatria, in Centro di recupero adeguato all’età e alla patologia”.

  • Il medico siciliano Giuliano Lo Bianco vince premio internazionale per la terapia del dolore

    Il medico siciliano Giuliano Lo Bianco vince premio internazionale per la terapia del dolore

    Medico siciliano premiato a Nashville per l’innovazione nella terapia del dolore. Il riconoscimento internazionale per Giuliano Lo Bianco della Fondazione Giglio di Cefalù.
    Giuliano Lo Bianco, responsabile della terapia del dolore presso la Fondazione Giglio di Cefalù, ha ricevuto il “Rising International Star Award in Pain Medicine and Neuromodulation” durante il The Business of Pain 2024 a Nashville, Tennessee. Il premio riconosce i professionisti emergenti a livello globale che si distinguono per impegno, innovazione e contributi significativi nel campo della medicina del dolore e della neuromodulazione.

    Il presidente della Fondazione Giglio plaude al successo di Lo Bianco

    Giovanni Albano, presidente della Fondazione Giglio, ha espresso apprezzamento per il prestigioso riconoscimento ottenuto da Lo Bianco, sottolineando la sua dedizione e la sua capacità di innovare nel trattamento del dolore.

    Lo Bianco: “Una missione per alleviare la sofferenza”

    Lo Bianco ha dichiarato che il premio è il frutto del supporto di mentori, colleghi e collaboratori che lo hanno ispirato e sostenuto. Ha inoltre affermato che la terapia del dolore rappresenta per lui una missione volta ad alleviare la sofferenza e migliorare la vita dei pazienti in tutto il mondo.

    Relazione sulla radiofrequenza della colonna

    Durante il The Business of Pain, Lo Bianco ha presentato una relazione sulla “Radiofrequenza della Colonna”.

  • Covid, la svolta arriva da Palermo: nuova ricerca predice rischio di morte

    Covid, la svolta arriva da Palermo: nuova ricerca predice rischio di morte

    Dalla tesi di laurea in Malattie infettive di Giuseppe Zinna, studente della Scuola di Medicina di Palermo, è nata una ricerca condotta dal professore Antonio Cascio, direttore dell’unità operativa di Malattie infettive del Policlinico “Paolo Giaccone”. Il team, composto da infettivologi, internisti e pneumologi, ha studiato la valutazione del rischio di mortalità dei pazienti affetti da COVID-19.

    Pubblicazione e Autori dello Studio

    Lo studio, condotto presso l’Azienda ospedaliera universitaria di Palermo e l’Università della Campania, è stato pubblicato sul “Journal of Clinical Medicine”. Gli autori sono Giuseppe Zinna, Mario Barbagallo, Luca Pipitò, Claudia Colomba, Nicola Scichilone, Anna Licata, Antonio Russo, Nicola Coppola e Antonio Cascio.

    Obiettivo della Ricerca

    L’identificazione dei pazienti COVID-19 ad alto rischio è fondamentale per le decisioni in emergenza. L’obiettivo primario dello studio era identificare nuovi predittori indipendenti di mortalità e la loro utilità combinata con i punteggi di valutazione del rischio di polmonite e i nuovi punteggi di rischio per COVID-19.

    Risultati Chiave dello Studio

    Il professore Cascio spiega che la ricerca ha dimostrato il vantaggio dell’aggiunta del rapporto SpO2/FiO2 (saturazione dell’ossigeno e percentuale di ossigeno inspirato) agli score diagnostici per valutare la gravità di polmoniti e COVID-19. Questo permette di individuare i pazienti con maggior rischio di mortalità all’arrivo in ospedale. La precoce individuazione è essenziale per fornire cure adeguate.

    Riconoscimento dell’Eccellenza della Ricerca

    Maria Grazia Furnari, Direttrice generale dell’Azienda ospedaliera universitaria, si congratula con Zinna e sottolinea l’eccellenza dei giovani talenti e l’impegno del professore Cascio e dell’Università di Palermo nel supportare la crescita degli studenti. Lo studio offre nuove prospettive di ricerca e soluzioni innovative.

    Importanza del Rapporto SpO2/FiO2

    L’aggiunta del rapporto SpO2/FiO2 ai punteggi prognostici tradizionali sembra essere un’alternativa valida e rapida allo sviluppo di nuovi punteggi, secondo gli autori.

    Sviluppo di Nuovi Punteggi di Rischio

    Cascio evidenzia l’importanza di criteri oggettivi per la stratificazione del rischio e la diagnosi precoce. Nuovi punteggi di rischio per prevedere la mortalità sono stati sviluppati, ma pochi sono usati di routine al pronto soccorso.

    Direzioni Future della Ricerca

    La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’integrazione di questi marcatori nei punteggi di polmonite esistenti per migliorarne l’accuratezza prognostica.

  • Rivoluzione medica al Policlinico, ossa e cartilagini ricostruite con cellule staminali

    Rivoluzione medica al Policlinico, ossa e cartilagini ricostruite con cellule staminali

    Nel laboratorio di ricerca Bioplast, all’interno dell’Istituto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, sono in corso numerosi progetti di medicina rigenerativa basati sullo studio di cellule staminali ottenute da campioni di grasso. Il tessuto adiposo rappresenta la fonte principale di cellule staminali mesenchimali per uso clinico e sperimentale perché può essere prelevato in grandi quantità senza lasciare esiti.

    Tecnologia Organ-on-chip

    Tra i progetti più recenti spicca l’introduzione di una tecnologia innovativa chiamata “Organ-on-chip” (OoC), che offre nuove opportunità per la ricerca scientifica, lo sviluppo farmaceutico e la medicina personalizzata. Questi sistemi sono progettati per replicare le funzioni specifiche degli organi umani su scala ridotta, consentendo la coltura tridimensionale (3D) di cellule e tessuti in un ambiente dinamico, con l’obiettivo di impiegarli in ambito clinico per la ricostruzione di ossa e cartilagini.

    Il Laboratorio Bioplast

    “Il laboratorio BIOPLAST – afferma Adriana Cordova, Direttrice dell’unità operativa di chirurgia plastica nonchè del Dipartimento Chirurgici dell’Azienda ospedaliera universitaria – è il nostro fiore all’occhiello. È infatti l’unico laboratorio che comunica direttamente con la sala operatoria rappresentando la perfetta integrazione tra attività chirurgica assistenziale e attività di ricerca e a breve contiamo di avere risultati tangibili nella produzione di sostituti tessutali, di cartilagine e osso”.

    Innovazione del sistema

    L’innovazione di questo sistema risiede nella capacità di replicare l’ambiente fisiologico umano, consentendo il controllo di vari stimoli meccanici, gradienti biochimici, interazioni tra tessuti e altre condizioni microambientali. Pur essendo più semplici rispetto alla complessità degli organi e dei tessuti reali, questi sistemi riescono a riprodurre specifici stati fisiologici e patologici umani.

    Commento della Direttrice Generale

    La Direttrice Generale dell’AOUP, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questo progetto rappresenta un passo fondamentale nella nostra missione di migliorare la salute e il benessere delle persone attraverso l’innovazione scientifica. Le cellule staminali, con la loro capacità unica di differenziarsi in vari tipi di cellule, offrono un potenziale terapeutico straordinario. Mi complimento con la Professoressa Cordova e tutti i ricercatori del Laboratorio BIOPLAST nella convinzione che i risultati delle loro ricerche avranno un impatto profondo, non solo nel miglioramento delle terapie esistenti, ma anche nello sviluppo di nuovi approcci”.

    Il team di ricerca

    Nelle ricerche del Laboratorio a fianco della professoressa Cordova sono impegnati il professore Franz Moschella, la biologa Barbara Di Stefano, la dottoranda Mara Franza e il biologo specializzando Marco Trapani.

  • Record in una clinica palermitana, la cicogna arriva 5 volte in 5 ore

    Record in una clinica palermitana, la cicogna arriva 5 volte in 5 ore

    Palermo – Cinque bambini in cinque ore sono nati ieri nella Casa di cura Villa Serena. Un record reso possibile grazie alla professionalità del team di Ostetricia, che era composto dai dottori James Cucinella e Grazia Pulizzotto (ginecologi), dall’anestesista Salvatore Pirri, dalla neonatologa Francesca Bisconti, dal pediatra specializzando Danilo Malizia e dalle ostetriche Francesca Messana, Francesca Badalamenti e Maria Grazia Bilello.

    Una femminuccia e quattro maschietti

    Le mamme e i bambini stanno bene. Sono una femmina e quattro maschi, tre nati con parto naturale e due con cesareo. Con questo lieto evento, anche quest’anno fra le strutture di diritto privato accreditato dal Ssr, Villa Serena si conferma punto di riferimento in Sicilia per l’Ostetricia e la Ginecologia, con percorsi gratuiti per la nascita e il benessere materno fetale e la salute delle donne, interamente organizzati dall’Azienda.

    In particolare, l’accompagnamento al parto gratuito è attento alla sicurezza e alle esigenze delle future mamme e dei bambini, sia per le gravidanze fisiologiche che a rischio. Infatti, la clinica, oltre al Nido, dispone di un’Unità sub-intensiva di Neonatologia con 10 posti letto, che permette di assistere i neonati prematuri già dalla 34esima settimana e di occuparsi di tutti i neonati prematuri e di tutte le patologie riguardanti i nati entro il primo mese di vita, potendo accogliere anche i piccoli pazienti che necessitano di ricovero dal territorio.