Categoria: Salute e Sanità

  • Paziente in morte cerebrale al Civico di Partinico dona fegato, cuore, polmoni e reni

    Paziente in morte cerebrale al Civico di Partinico dona fegato, cuore, polmoni e reni

    E’ stata una notte di intenso lavoro all’Ospedale di Partinico con due diverse equipe chirurgiche che si sono alternate sul tavolo operatorio nel prelievo di organi da un paziente in morte cerebrale. L’autorizzazione era stata concessa dai familiari che hanno, così, dato speranze e prospettive di vita a pazienti complessi in attesa di un trapianto.

    Dopo il periodo di osservazione obbligatorio per legge e la verifica della morte cerebrale, da parte del collegio medico costituito dal dirigente medico di direzione sanitaria del presidio, Francesca La Sala, dal neurologo Giacomo Fisco e dall’anestesista rianimatore, Petra Slavikova, è stato eseguito il prelievo di fegato, cuore, polmoni e reni

    In sala operatoria si sono alternate 2 equipe chirurgiche, rispettivamente, del Policlinico di Bari e dell’ISMETT di Palermo, coadiuvate dagli anestesisti dell’ospedale di Partinico, Mariano Milana e Luca D’Agostino e dagli infermieri Francesco Regina e Francesco Lombardo.

    Tutte le attività, seguite sin da ieri dal Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni, dal Direttore sanitario, Antonino Levita, dal Direttore della UOC di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Partinico, Sandro Tomasello, con la collaborazione del referente aziendale per la donazione di organi, Calogero Bellia, si sono svolte in sinergia e con la costante collaborazione del CRT, Centro Regionale Trapianti.

    Il manager dell’Azienda sanitaria, Daniela Faraoni, ha: “espresso gratitudine ai familiari del donatore che, in un momento di grandissimo dolore, hanno fatto una scelta di altruismo e generosità. Un sentito ringraziamento va anche al personale dell’ospedale di Partinico ed alle équipe chirurgiche che hanno dimostrato professionalità e spirito di integrazione multidisciplinare”

  • Nuova tecnica anti-tumore all’Ospedale Civico, nuove speranze con la brachiterapia

    Nuova tecnica anti-tumore all’Ospedale Civico, nuove speranze con la brachiterapia

    L’Ospedale Civico di Palermo si dota di una nuova e sofisticata tecnologia per il trattamento dei tumori: la brachiterapia, una forma avanzata di radioterapia interna. Questo innovativo strumento, che richiede un periodo di collaudo e formazione del personale prima di poter essere impiegato sui pazienti, promette di migliorare significativamente la cura dei tumori. La brachiterapia sarà al centro di un corso di aggiornamento sulle neoplasie ginecologiche, organizzato dall’Unità di Radioterapia Oncologica dell’Azienda Civico, che si terrà mercoledì prossimo presso l’NH Hotel.

    Focus sulla radioterapia interventistica

    Il corso approfondirà la brachiterapia, definita anche radioterapia interventistica, una delle tecniche più consolidate nel campo. Come spiega Giuseppe Ferrera, responsabile dell’impianto radiologico dell’UOC di Radioterapia del Civico, questa tecnica prevede l’utilizzo di una sorgente radioattiva miniaturizzata che, attraverso specifici applicatori, viene posizionata a diretto contatto con il tumore o nella sua sede originaria, per eliminare eventuali residui microscopici. Questo approccio mirato consente di colpire il tumore con maggiore precisione, riducendo al minimo l’esposizione alle radiazioni degli organi sani circostanti.

    Applicazioni in ginecologia oncologica

    La brachiterapia ginecologica si rivela particolarmente efficace nel trattamento di neoplasie della cervice localmente avanzate non operabili o come trattamento post-operatorio per neoplasie dell’endometrio. Il corso di aggiornamento esplorerà anche le più recenti innovazioni in ginecologia oncologica, spaziando dalla genetica alla biologia molecolare e alla radioterapia.

    Collaborazione tra pubblico e privato per percorsi di cura completi

    Grazie alla sinergia tra le strutture di radioterapia pubbliche e private, le pazienti potranno beneficiare di un percorso oncologico radioterapico completo e senza interruzioni, garantendo continuità e alta qualità delle cure, senza la necessità di spostarsi tra diverse strutture per completare il trattamento. Questa collaborazione rappresenta un passo importante per migliorare l’accessibilità e l’efficacia delle cure oncologiche.

  • Al Policlinico innovativa tecnica mininvasiva per il trattamento delle valvulopatie cardiache

    Al Policlinico innovativa tecnica mininvasiva per il trattamento delle valvulopatie cardiache

    L’unità operativa di Cardiochirurgia del Policlinico “Paolo Giaccone” ha adottato un’innovativa tecnica mininvasiva per il trattamento delle valvulopatie cardiache, realizzata attraverso un accesso dal cavo ascellare. Questo approccio rappresenta un notevole avanzamento nel campo della chirurgia cardiaca, offrendo ai pazienti un’alternativa meno traumatica rispetto alle procedure tradizionali, con vantaggi significativi in termini di tempi di recupero e comfort post-operatorio.

    La metodica mininvasiva è stata adottata con la collaborazione clinica del Dottor Utz Kappert del Centro Cuore di Dresda, struttura di riferimento internazionale per questo tipo di procedure.

    I primi due pazienti operati, uno di 76 anni con stenosi della valvola aortica, e uno di 57 con insufficienza della valvola mitralica, stanno bene.

    Per la sostituzione della valvola aortica è stata utilizzata una protesi auto-espandibile di ultima generazione che non richiede suture e consente di ridurre notevolmente i tempi chirurgici. Nel paziente con insufficienza complessa della valvola mitralica è stato effettuato un riparo valvolare.

    La nuova tecnica, realizzata con l’utilizzo di strumentazione avanzata e tecnologie di precisione, consente ai chirurghi di operare attraverso una piccola incisione nell’area ascellare, evitando l’apertura dello sterno.

    Il Direttore dell’unità operativa di Cardiochirurgia del Policlinico, Vincenzo Argano, spiega: “Gli interventi sono stati entrambi effettuati attraverso un approccio mininvasivo ascellare che supera l’attuale approccio attraverso la parete toracica anteriore utilizzato in altri centri. I vantaggi sono relativi a una migliore esposizione chirurgica, che consente di trattare molteplici vizi valvolari anche contestualmente, e per l’eccellente effetto cosmetico in quanto la piccola cicatrice è nascosta nel cavo ascellare”.

    La Direttrice generale dell’AOUP, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questa innovazione è il frutto di un costante impegno nella ricerca, nell’aggiornamento delle competenze del personale e nelle tecnologie dell’unità operativa di Cardiochirurgia, e dell’impegno dell’Azienda ospedaliera universitaria nell’offrire un’assistenza all’avanguardia, volta a garantire la massima sicurezza e il miglior comfort possibile ai pazienti. Ringrazio il team di cardiochirurgia diretto dal Dottore Argano e tutti i professionisti che hanno contribuito a questo straordinario risultato”.

    Argano aggiunge: “Questi interventi si inquadrano nel continuo rinnovamento dell’attività dei reparti di Cardiochirurgia e Cardioanestesia del Policlinico di Palermo che sempre di più stanno puntando su interventi mini e micro-invasivi a beneficio dei pazienti che scelgono di essere trattati presso la nostra istituzione. Tali procedure si affiancano quindi ai trattamenti percutanei e chirurgici disponibili nel nostro centro che da due anni fa parte dei Centri Hub siciliani per il trattamento delle patologie valvolari”.

  • Donna muore per un aneurisma al Policlinico, i suoi organi danno speranza ad altri pazienti

    Donna muore per un aneurisma al Policlinico, i suoi organi danno speranza ad altri pazienti

    Una donna deceduta al Policlinico di Palermo a causa di un aneurisma ha donato i suoi organi, offrendo una nuova speranza a pazienti in lista d’attesa a livello nazionale. La sua volontà, espressa al momento del rinnovo della carta d’identità, è stata confermata dal marito, consentendo il prelievo di cuore, fegato, reni e cornee.

    Organi destinati a trapianti urgenti in altre regioni

    Gli organi prelevati sono stati inviati in centri trapianto fuori dalla Sicilia. Cuore e fegato, in particolare, saranno trapiantati in combinato su un unico ricevente. Le cornee sono state inviate alla Banca degli Occhi di Mestre.

    Ringraziamenti della Direzione Generale e impegno dell’equipe medica

    Maria Grazia Furnari, Direttrice Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico, ha espresso profonda gratitudine alla famiglia della donatrice per il gesto di grande generosità. Ha inoltre elogiato la professionalità del team medico e infermieristico coinvolto nel processo di donazione.

    Il team del Policlinico che ha gestito la donazione

    Il processo di donazione è stato coordinato dal Centro Regionale Trapianti e gestito dal professor Maurizio Raineri, responsabile dell’Unità Semplice di Terapia Intensiva Post-Operatoria e Neurorianimazione e Coordinatore locale per i trapianti dell’AOUP. L’equipe medica comprendeva Agostino Falletta, Domenico Petronaci, Filippo Vitale, Ester Tempra e la psicologa del Centro Regionale Trapianti, Elena Massihnia.

  • Tumori di prostata, rene e vescica, Fondazione Giglio eletta eccellenza siciliana

    Tumori di prostata, rene e vescica, Fondazione Giglio eletta eccellenza siciliana

    L’urologia della Fondazione Giglio di Cefalù, diretta da Francesco Curto, per il quinto anno consecutivo è il primo centro in Sicilia per la cura dei tumori maligni della prostata (prostatectomia radicale), del rene e della vescica. Il dato emerge dal Programma nazionale esiti (PNE) 2024 elaborato dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).

    Numeri di eccellenza per la prostatectomia radicale

    Nel 2023 l’urologia dell’istituto siciliano ha eseguito 135 interventi di prostatectomia radicale pari al 15,8 percento di tutte le prostatectomie effettuate in Sicilia per il tumore della prostata.

    Soddisfazione del Presidente e del Responsabile

    Soddisfatto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano. “L’urologia del Giglio – ha detto – è una eccellenza della sanità del sud ampiamente riconosciuta. Da qualche anno siamo impegnati a trasferire queste competenze in altre strutture”. “Di uno straordinario lavoro di squadra, che ha visto in campo i nostri medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici e staff”, ha parlato il responsabile Francesco Curto, “ringraziando i pazienti che hanno riposto nel nostro team la loro fiducia”.

    Tecnica mininvasiva con il Robot Da Vinci

    Il 98 percento degli interventi di asportazione della prostata è stato effettuato con il Robot Da Vinci utilizzando una tecnica mininvasiva che “consente di ottenere – ha spiegato Curto – ottimi risultati con minori perdite ematiche, una breve ospedalizzazione e una rapida ripresa della continenza urinaria e della funzione sessuale”.

    Primato anche per la chirurgia dei tumori del rene e della vescica

    Nell’ultimo report di Agenas l’urologia del Giglio è al primo posto in Sicilia anche per la chirurgia dei tumori maligni del rene (104 eseguiti nel 2023 pari al 15.3% di tutte le procedure chirurgiche registrate in Sicilia) e della vescica.

    Sicurezza del paziente e mortalità zero

    L’altro dato che ha tenuto a sottolineare Curto riguarda la sicurezza del paziente. “La mortalità chirurgica a trenta giorni dall’intervento per tumore maligno del rene – ha affermato – si è attestata per il triennio 2021-2023, allo zero percento. “E’ la più bassa – ha detto Curto – tra i centri ad alto volume in Italia”.

    Tecnica mini invasiva per la chirurgia del rene

    Il 95% degli interventi al rene sono eseguiti con tecnica mini invasiva laparoscopica e robotica e nel 70% dei casi è stato preservato il rene (nefrectomia parziale), procedura che riduce il rischio di insufficienza renale acuta e cronica.

    Interventi per il tumore alla vescica

    Per quanto concerne il tumore alla vescica, nel 2023 gli interventi di cistectomia radiale sono stati 45 e anche in questo caso portano l’ospedale di Cefalù al primo posto tra i centri siciliani con il 14% delle procedure eseguite nell’Isola.

    Programma di cistectomia robotica e ricostruzione intracorporea della vescica

    “Il Giglio – ha evidenziato Francesco Curto – è il primo centro in Sicilia ad avere attivato un programma di cistectomia robotica e ricostruzione intracorporea della vescica”.

    Eccellenza anche nella cura delle patologie benigne della prostata

    Il reparto di Urologia primeggia anche nella cura delle patologie benigne della prostata con 192 interventi di prostatectomia eseguiti nel 2023.

  • La Breast Unit di Palermo prima in Sicilia per tumori al seno

    La Breast Unit di Palermo prima in Sicilia per tumori al seno

    La Breast Unit del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo si conferma prima struttura della Sicilia occidentale e della provincia di Palermo per il numero di casi di tumore al seno trattati, e seconda nell’intera regione.

    A dirlo sono i dati contenuti nel Programma nazionale esiti pubblicato dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).

    I numeri mostrano come l’unità operativa guidata dal professore Calogero Cipolla, affiancato dal professore Salvatore Vieni e dai chirurghi Gabriella Militello, Simona Lupo e Gaspare Cannata, che nel 2023 hanno eseguito 462 interventi, rappresenti un importante punto di riferimento nel campo della diagnosi e del trattamento del tumore al seno grazie a un approccio multidisciplinare, l’alto livello delle competenze mediche e la qualità dei servizi offerti.

    Ridotta la migrazione sanitaria

    “Questi risultati, che mostrano il costante aumento dei casi trattati dall’istituzione della Breast Unit nel 2021 – afferma il professore Cipolla – sono il frutto della eccezionale sinergia tra i vari specialisti. Il Policlinico, infatti, raccoglie al suo interno tutte le specializzazioni previste per una Breast Unit, ossia Radiologia diagnostica, Chirurgia oncologica mammaria, Anatomia Patologica, Oncologia Medica, Chirurgia Plastica, Medicina Nucleare, Fisiatria e Fisioterapia. Solo la Radioterapia è garantita da una struttura esterna (Casa di Cura Macchiarella) con cui l’Azienda ha stipulato un contratto di convenzione. Nella Breast Unit dell’AUOP sono, inoltre, attivi Psiconcologia, Supporto nutrizionale, Case Manager, Data Manager ed una proficua collaborazione con varie associazioni di volontariato”.

    Il volume dell’attività svolta dagli specialisti ha ridotto anche la migrazione sanitaria per questa patologia: “Su 1.148 casi di tumori al seno rilevati nella provincia di Palermo – continua il chirurgo – solo 107 pazienti hanno scelto di rivolgersi a strutture di altre Regioni, quindi meno del 10 per cento”.

    Cure all’avanguardia e servizi personalizzati

    Un risultato, questo, che sottolinea l’impegno costante del personale nell’offrire cure all’avanguardia e servizi personalizzati, con un’attenzione particolare ai percorsi terapeutici che rispettano le più recenti linee guida oncologiche nazionali e internazionali.

    La Direttrice Generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, commenta: “Il Policlinico conferma il proprio ruolo di eccellenza e intende continuare a investire in ricerca, innovazione tecnologica e formazione. L’obiettivo è quello di migliorare costantemente l’offerta di servizi oncologici, consolidando ulteriormente il proprio ruolo regionale e garantendo alle pazienti una cura all’avanguardia. Ringrazio tutto il personale sanitario che, con dedizione e competenza, lavora ogni giorno per offrire alle pazienti un’assistenza di eccellenza e un sostegno continuo”.

    Tra i progetti della manager dell’AOUP c’è la realizzazione di un nuovo “Percorso Donna” interamente dedicato alla salute femminile. A tal fine, a breve, saranno avviati lavori di riqualificazione degli spazi della Breast Unit per migliorare il comfort con locali più accoglienti e funzionali.

    “Miriamo a offrire un ambiente ospedaliero più gradevole, – afferma la DG del “Paolo Giaccone” – dove le pazienti possano ricevere cure di qualità in un contesto sereno e ben organizzato”.

  • Giornata record per i trapianti in Sicilia: cinque interventi in poche ore

    Giornata record per i trapianti in Sicilia: cinque interventi in poche ore

    In una sola giornata, la Sicilia ha registrato un numero record di trapianti d’organi: ben cinque interventi, tre di fegato e due di reni, eseguiti quasi contemporaneamente in due centri, quattro a Palermo e uno a Catania.

    L’assessore Volo elogia la professionalità del sistema sanitario

    «Un caso rarissimo, una giornata speciale», ha commentato l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo. L’assessore ha elogiato la grande preparazione dei professionisti che operano nel sistema sanitario regionale, sottolineando la delicatezza di questi interventi chirurgici.

    Il successo della Rete trapianti siciliana

    Questo ottimo risultato, secondo l’assessore Volo, è frutto del grande lavoro svolto dalla Rete trapianti della Sicilia, definita un’eccellenza della sanità regionale, e dal Centro regionale trapianti, guidato dal dottor Giorgio Battaglia.

    La generosità dei siciliani e la crescente consapevolezza sulle donazioni

    Infine, l’assessore ha voluto sottolineare l’importanza della generosità dei siciliani e la crescente consapevolezza sull’importanza delle donazioni di organi. «Sono sempre di più le vite che oggi riusciamo a salvare grazie all’estremo gesto di altruismo di persone buone», ha concluso.

  • Lotta contro il tempo per salvare un bimbo di due anni: intervento riuscito a Catania

    Lotta contro il tempo per salvare un bimbo di due anni: intervento riuscito a Catania

    Lo scorso 11 ottobre un bambino di due anni, nella provincia di Enna, è stato coinvolto in un terribile incidente stradale mentre viaggiava in macchina con i nonni. Nell’impatto, il piccolo, seduto nel sedile posteriore dell’auto senza alcun sistema di contenimento, è stato sbalzato nell’abitacolo, riportando un grave trauma. I nonni hanno contattato i genitori del bambino che, giunti sul luogo dell’incidente, lo hanno trasportato presso il pronto soccorso dell’Ospedale Umberto I di Enna.

    Diagnosi e trasferimento a Catania

    Sottoposto a esami diagnostici e clinici, al bambino è stato diagnosticato un trauma cranico commotivo, un trauma toracico con fratture costali multiple e la frattura di entrambi i femori. Dopo una serie di consultazioni, grazie anche all’intervento del 118 di Caltanissetta, il bambino è stato trasferito in elicottero presso l’elipista dell’ospedale San Marco e, da qui, condotto al Pronto Soccorso Pediatrico dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania.

    Intervento chirurgico e stabilizzazione

    Immediatamente sottoposto ad un attento esame clinico e diagnostico, il bambino presentava una importante anemia dovuta alle gravi fratture, per cui si è resa indispensabile una stabilizzazione emodinamica. Accertata la disponibilità di posto letto presso la Rianimazione Pediatrica, il bambino è stato sottoposto ad osteosintesi chirurgica delle fratture del femore destro e sinistro.

    Equipe medica e sinergia ospedaliera

    Ad eseguire il delicato intervento chirurgico è stata l’equipe operatoria del Dott. Alessandro Famoso, Direttore della U.O. di Ortopedia di Nesima, composta dai dott.ri Salvatore Bonfiglio e Giuseppe Caff, dall’anestesista Dott. Francesco Margarone e dagli infermieri Renato Di Rocco e Susanna Sirena e dal tecnico di radiologia Stefano Mirabella. La sinergia e il lavoro di squadra hanno coinvolto il Pronto Soccorso Pediatrico, diretto dalla dott.ssa Rita Leocata, l’U.O. di Rianimazione Pediatrica, diretta dalla dott.ssa Giusi Stancanelli, l’UOC di Anestesia e Rianimazione, diretta dal Dott. Giuseppe Calabrese, il Dipartimento Materno-Infantile, diretto dal Prof. Giuseppe Ettore e il Dipartimento delle Chirurgie, diretto dal Dott. Luigi Piazza.

  • Navigatore broncopolmonare, nuova tecnologia a Villa Sofia-Cervello

    Navigatore broncopolmonare, nuova tecnologia a Villa Sofia-Cervello

    Palermo – All’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” di Palermo arriva il navigatore broncopolmonare per la diagnosi dei piccoli noduli polmonari. L’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Broncopneumologia Interventistica (collocata al piano terra del padiglione geriatrico dell’ospedale Villa Sofia di Palermo), diretta da Giuseppe Arcoleo – dove l’innovativo strumento è stato installato – si conferma un punto di riferimento altamente qualificato nel trattamento delle patologie respiratorie. L’UOSD afferisce il dipartimento cardio – vasculo – polmonare.

    Un sistema innovativo per la diagnosi polmonare

    “Si tratta – spiega Arcoleo – di un sistema di navigazione polmonare che, ad oggi, è il secondo installato in Italia, dopo l’Emilia Romagna. L’auspicio è che questa dotazione tecnologica di ultima generazione possa contribuire ad invertire la mobilità passiva per quei pazienti che adesso non avranno più bisogno di spostarsi altrove per accedere a tale opportunità diagnostica. Si tratta di un sistema di navigazione polmonare, avanzato e innovativo, che permette di raggiungere piccolissime lesioni, ovvero noduli polmonari (tra 1 e 2 cm), collocati anche in aree periferiche del polmone (situati nella parte più esterna di esso). Ciò permette – come evidence scientifiche attestano – di poter formulare diagnosi in casi in cui l’indagine, laddove eseguita con le metodiche broncoscopiche convenzionali, fallirebbe con alta probabilità”.

    Diagnosi precoce per neoplasie maligne del polmone

    “E’ molto importante in caso di sospetta neoplasia maligna del polmone – continua Arcoleo – poter avere certezza diagnostica tempestiva, per indirizzare prontamente il paziente alla cura più appropriata al caso di specie, con conseguente miglioramento gli outcome e aspettativa di vita. Nel caso di sospetti per neoplasia in soggetti a rischio, il navigatore in oggetto permette di raggiungere piccolissimi noduli e aree del parenchima (tessuto) polmonare di difficile accesso che, in ipotesi di indagine diagnostica tradizionale, dunque, senza tale strumento, verosimilmente, non verrebbero rilevati neppure e non potrebbero essere scrinati”.

    Funzionamento del sistema di navigazione polmonare

    “Tecnicamente – conclude Arcoleo – il sistema di navigazione sfrutta la TAC del paziente, ricostruisce virtualmente l’intero albero bronchiale ed i vasi, e durante l’intervento si sincronizza – e si abbina – al broncoscopio, suggerendo il percorso più opportuno per raggiungere tali lesioni, in modo da prelevare i campioni per l’esecuzione dell’esame istologico”. Il navigatore è in grado di connettersi a sistemi di acquisizione radiologica come i fluoroscopi; utilizza metodiche uniche e innovative ad ora non comparabili ai sistemi utilizzati in azienda. Lo strumento è stato acquisito con fondi aziendali ed alla gestione delle procedure burocratiche di approvvigionamento ha presieduto l’Unità Operativa Complessa Provveditorato, diretta dal dr. Aldo Albano.

    Un passo avanti nella qualità dell’assistenza sanitaria

    “Si tratta – afferma la direzione strategica: Colletti, Rizzo e Mazzara, rispettivamente DG, direttore sanitario e direttore amministrativo (nella foto insieme a Giuseppe Arcoleo) degli Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello di Palermo – di una strumentazione fortemente all’avanguardia che perfeziona la qualità della risposta assistenziale ai bisogni di salute e, soprattutto, consente di migliorare la perfomance diagnostica rendendola sempre più precisa e tempestiva e che coniuga il valore aggiuntivo dell’IA con quello già assai elevato delle performance dei nostri professionisti”.

  • Festa al Policlinico, nascono tre gemellini

    Festa al Policlinico, nascono tre gemellini

    Stanno bene e sono tornati a casa i tre gemellini nati nei giorni scorsi all’UOC di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico “G. Martino” di Messina, diretta dal professor Alfredo Ercoli e poi assistiti e monitorati nell’UOC di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale.

    Un parto trigemino che non si vedeva da tempo e che si è determinato senza particolari complicanze per mamma e neonati. La mamma Miriam Durante, 32 anni, è stata seguita nel corso della gravidanza dal dott. Silvestro Arbuse e all’interno dell’ambulatorio di Gravidanza del Policlinico e ha partorito a 34 settimane con taglio cesareo