Categoria: Salute e Sanità

  • Diagnosi precoce del tumore alla prostata: innovazione e tecnologia a Villa Sofia

    Diagnosi precoce del tumore alla prostata: innovazione e tecnologia a Villa Sofia

    Un passo avanti nell’attività diagnostica assistenziale dei pazienti con neoplasia prostatica è stato effettuato dall’equipe medica dell’unità di Medicina nucleare-Centro Pet del presidio ospedaliero Villa Sofia, con l’introduzione del radiofarmaco 18F-Psma nella pratica clinica della prestazione diagnostica Pet/Tc.

    Tecnologia Pet/Tc con 18F-Psma

    La Pet/Tc. con 18F-Psma è una tecnologia a completamento dell’attività diagnostica assistenziale indicata per la diagnosi precoce, stadiazione, e monitoraggio dei pazienti con cancro alla prostata, poiché il radiofarmaco, accumulandosi sui recettori specifici della proteina Psma presenti sulle cellule tumorali prostatiche, rende possibile visualizzarle, valutarne l’estensione e studiarne l’evoluzione nel corso della terapia.

    Apparecchiature all’Avanguardia

    L’impiego di nuovi radiofarmaci si aggiunge agli strumenti e alle apparecchiature di ultima generazione di cui è dotata l’unità Medicina nucleare/Centro Pet, diretta da Salvatore Ialuna, con particolare riferimento alla Pet/Tc. digitale Discovery MI 5 ring Ge e alle due Gamma-camere/TC di Siemens e Ge.

    Dichiarazioni del Commissario Straordinario

    “Il potenziamento della dotazione di apparecchiature ad alto contenuto tecnologico si inserisce in una più ampia ottica di ottimizzazione dei processi diagnostici e delle specifiche attività terapeutiche che costituiscono la premessa fondamentale di ogni percorso di cura – ha detto il commissario straordinario di Villa Sofia Cervello, Alessandro Mazzara -. Una diagnosi corretta, tempestiva e sicura, salva la vita e garantisce la sicurezza dei pazienti”. Dagli uffici dell’ospedale fanno sapere: “Per informazioni e prenotazioni: telefono 091780.4234-.4092; mail:segreteriamedicinanucleare@villasofia.it”.

  • Importante studio ARNAS Civico di Palermo porta a progressi nella diagnosi della “Steatosi epatica grave”

    Importante studio ARNAS Civico di Palermo porta a progressi nella diagnosi della “Steatosi epatica grave”

    Un recente studio condotto presso l’ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, guidato dal Prof. Salvatore Corrao, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna, ha indagato la prevalenza della Malattia Epatica Steatosica associata a Disfunzione Metabolica (MASLD) in diverse fasce d’età e genere. Pubblicato su “Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases”, lo studio ha coinvolto 338 pazienti con disturbi metabolici, evidenziando una correlazione significativa tra MASLD, età, sesso maschile, obesità centrale e indice di massa corporea (BMI).

    Il passaggio da NAFLD a MASLD e l’importanza della diagnosi precoce

    La ricerca sottolinea il cambiamento terminologico da NAFLD (malattia epatica grassa non alcolica) a MASLD, riflettendo una maggiore comprensione della complessa interazione tra disfunzione metabolica e steatosi epatica. Il Prof. Corrao evidenzia come la maggior parte dei pazienti precedentemente diagnosticati con NAFLD ora rientrerebbe nei criteri diagnostici per MASLD, che include diversi sottotipi come la MetALD (associata al consumo di alcol), la MASLD correlata all’epatite virale e la SLD criptogenetica. L’importanza di centri specializzati per una diagnosi tempestiva e una gestione appropriata di questi pazienti è cruciale.

    Risultati chiave dello studio e implicazioni per la salute pubblica

    Lo studio ha rilevato che la MASLD è in aumento, soprattutto tra gli individui di mezza età in sovrappeso, anche con livelli normali di enzimi epatici. L’associazione tra MASLD, diabete mellito e insufficienza cardiaca evidenzia la sua sovrapposizione con altri disturbi metabolici. La presenza di fibrosi clinicamente significativa e fragilità negli anziani aggrava ulteriormente il quadro clinico. L’obesità centrale e il sesso maschile sono emersi come predittori significativi di MASLD, indipendentemente dalla sindrome metabolica.

    Metodologia di ricerca e focus sulle differenze di genere

    La ricerca ha utilizzato misurazioni antropometriche complete, valutazioni della pressione sanguigna, analisi di laboratorio ed ecografia addominale. L’elastosonografia a onde di taglio 2D è stata impiegata per misurare la rigidità del fegato. Il Prof. Corrao ha inoltre approfondito il ruolo delle differenze di genere nella NAFLD, evidenziando l’influenza di ormoni sessuali, cromosomi, microbiota intestinale e resistenza all’insulina. L’obesità e la menopausa sono fattori chiave per l’insorgenza di NAFLD nelle donne, mentre gli estrogeni sembrano offrire un ruolo protettivo. La distribuzione del grasso corporeo, il metabolismo epatico e l’infiammazione cronica sono influenzati dalle differenze di genere, contribuendo alla diversa prevalenza e gravità della NAFLD tra uomini e donne in diverse fasi della vita.

  • Civico di Palermo e Liceo Scientifico Cannizzaro insieme per la Campagna Nazionale Cardiologie Aperte

    Civico di Palermo e Liceo Scientifico Cannizzaro insieme per la Campagna Nazionale Cardiologie Aperte

    Palermo – “La prevenzione cardiovascolare ed i principi del primo soccorso sono stati al centro di un evento formativo, teorico e pratico, organizzato dall’ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, in adesione alla 19ª edizione della campagna nazionale “Cardiologie Aperte”, promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore – HCF e dell’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), in corso fino al 16 febbraio, che ogni anno coinvolge le strutture di Cardiologia presenti sul territorio nazionale.

    L’iniziativa – svoltasi questa mattina presso l’Aula multimediale “Barbera” dell’azienda palermitana – è stata coordinata dal dr. Ignazio Maria Smecca, direttore dell’UOC (Unità Operativa Complessa) Cardiologia con UTIC (Unità Terapia Intensiva Cardiologica) dell’ARNAS di Palermo e ha coinvolto gli studenti delle quinte classi del Liceo Scientifico Statale “S. Cannizzaro”. Il corso ha diffuso ai ragazzi nozioni teoriche sui fattori di rischio cardiovascolare ed in particolare ha focalizzato la loro attenzione su quelli modificabili; ovvero che rendono possibile evitare l’insorgenza di queste malattie, e/o arginarne l’incidenza sulla popolazione. La ratio di fondo, che ha caratterizzato i setting pratici del corso, risponde alla volontà di realizzare una formazione interattiva con gli studenti, quale chiave di volta per un e-learning efficace. “Abbiamo scelto – spiega Walter Messina direttore generale dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo – un approccio didattico inspirato all’esigenza di trasformare il tradizionale modello di apprendimento passivo in un’esperienza coinvolgente e partecipata, nel solco di una metodica di formazione aziendale innovativa, già abbracciata dall’ARNAS, e tipica di un’organizzazione moderna, in un contesto che ambisce ad essere sempre più dinamico e competitivo. Pertanto, una formazione volta a declinare strumenti e linguaggi di divulgazione dei messaggi in grado di massimizzare la risposta psicologica cognitiva dei ragazzi, durante il processo di acquisizione di nuove conoscenze, abilità, valori, rispetto alle informazioni ricevute, affinché essi possano divenire oltre che protagonisti della costruzione della loro Salute, anche a loro volta messaggeri della cultura della prevenzione e sensibilizzare in tal senso anche i loro nuclei famigliari e la società”.

    Le tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono state illustrate mediante la “simulazione” di scenari a carattere emergenziale con l’ausilio di manichini che hanno permesso agli studenti esercitazioni pratiche e la verifica empirica di quanto appreso.

    I cardiologi sono soliti affermare ” Il tempo è muscolo”. A tal proposito Flavia Dispensa, cardiologo intensivista dell’ARNAS Civico e responsabile dell’organizzazione scientifica dell’evento, sottolinea: “La sopravvivenza dei soggetti che presentano un arresto cardiaco dipende dalla rapidità degli interventi di soccorso. La tempestività del massaggio cardiaco e, ancora, la disponibilità dei defibrillatori semiautomatici sono elementi che possono migliorare significativamente la probabilità che un soggetto sopravviva in questi casi, limitando peraltro i danni neurologici gravi. Le cronache dimostrano sempre più spesso, però, che occorre insistere sulla formazione della popolazione, perché purtroppo anche in presenza di questi strategici strumenti, spesso la carenza di conoscenze circa il loro appropriato utilizzo, riduce la portata della loro efficacia, anche laddove si registra una certa diffusione degli stessi sul territorio”. “Dobbiamo far capire ai giovani che la modifica di comportamenti poco salutari, oggi magari trascurata, con l’avanzare dell’età potrà causare loro gravi problematiche di Salute – aggiunge Domenico Cipolla, direttore sanitario dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo”.

    Cipolla – che da sempre riserva ai giovani un’attenzione particolare, a fronte anche della sua specifica specializzazione clinica in Pediatria, evidenzia ancora come “la prevenzione possa anche rappresentare un ponte per accostare due mondi generazionali ed è, altresì, l’occasione per creare ulteriore value intorno al Servizio Sanitario Nazionale e contribuire, a partire dai giovani, allo sviluppo di quel senso civico, necessario a sostenere quella che ad oggi è la più alta garanzia a presidio del diritto universale alla Salute sussistente nella nostra Democrazia”. “Temi impegnativi – rileva Cipolla – ma che se illustrati con approcci chiari e semplici, possono stimolare il senso di responsabilità al rispetto della propria vita e di quella altrui e facilitare la diffusione di modelli sociali inclusivi in modo da lasciare presagire, grazie alla sensibilità di risposta delle giovani generazioni, un innalzamento dell’attenzione solidaristica al benessere collettivo, abbassando anche la tendenza a comportamenti autodistruttivi, come ad esempio, l’abitudine al consumo eccessivo di alcool, fumo e la tendenza alla cattiva alimentazione”. Il direttore dell’UOC di Cardiologia, Ignazio Maria Smecca richiama inoltre l’attenzione su due aspetti fondamentali. “Il primo è che, nonostante le campagne educazionali e la diffusione dei corsi di RCP (rianimazione cardiopolmonare), meno del 40% dei soggetti che va incontro ad arresto cardiaco viene sottoposto a massaggio cardiaco (MCE) e solo nel 12% viene utilizzato un defibrillatore. Il secondo aspetto, altrettanto rilevante, è che la cultura della prevenzione cardiovascolare comporta una ridotta incidenza di patologie particolarmente rilevanti, spesso oggetto delle campagne educazionali nazionali, quali lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale, che sono causa di un incremento significativo della mortalità per malattie cardiovascolari”. Basti pensare che, solo lo scompenso cardiaco colpisce circa 15 milioni di persone in Europa e ogni anno si calcolano 5 nuovi casi ogni mille abitanti. La fibrillazione atriale registra, solo in Italia, circa 120 mila nuovi casi all’anno. Più in generale, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte nel mondo occidentale e nel nostro Paese. Una percentuale significativa degli italiani ha almeno tre fattori di rischio, nonostante sia possibile evitare l’80% dei decessi dovuti a tali patologie ( di cui le più frequenti sono infarto del miocardio e ictus cerebrale ) con la prevenzione, ovvero agendo sui fattori di rischio cardio – metabolici modificabili (fonte dati ISS al 2024). L’attività formativa ha visto il contributo anche dei cardiologi dell’ARNAS di Palermo, Francesca Scordato, responsabile del’ambulatorio di insufficienza cardiaca e cardiomiopatie, che si è soffermata sulla correlazione tra droghe e malattie cardiovascolari e di Giuseppe Cirrincione, responsabile dell’Unità Operativa Semplice (UOS) di Emodinamica. L’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli vanta una lunga esperienza in tale campo assistenziale e professionisti di elevato livello in ambito di Cardiologia Clinica e di Cardiologia Interventistica (Emodinamica ed Elettrofisiologia). Sul punto, la fotografia scattata da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) sul programma nazionale esiti 2023 (PNE), nel contesto dell’attività dei laboratori di Emodinamica, attesta all’azienda palermitana un’elevata perfomance nell’esecuzione tempestiva (secondo gli standard indicati dalle società scientifiche) della PCI (angioplastica primaria), ovvero la procedura di cardiologia interventistica di prima scelta in caso di Infarto Miocardico Acuto (IMA). Patologia rispetto alla quale l’azienda è peraltro centro Hub per la relativa Rete Siciliana – tempo dipendente. Gli studenti sono stati accompagnati dai professori Alessandra Sgroi e Salvo Intravaglia (nella foto insieme ai dr. Smecca, Cirrincione, Dispensa, Scordato e al direttore sanitario).

  • Vaccini pediatrici: nuovo servizio all’Ospedale Civico di Palermo

    Vaccini pediatrici: nuovo servizio all’Ospedale Civico di Palermo

    L’Arnas “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo ha ampliato l’offerta assistenziale per la salute della popolazione pediatrica (0-16 anni) affetta da patologie croniche (malattie infiammatorie croniche intestinali, malattie metaboliche, immunodeficienze primitive e acquisite, fibrosi cistica, malattie respiratorie croniche, patologie neuropsichiatriche), attivando un servizio di vaccinazione pediatrica.

    Servizio di vaccinazione pediatrica

    Le vaccinazioni vengono somministrate presso l’ambulatorio di Malattie Infettive (ambulatorio n. 9) dell’Ospedale dei Bambini, sito al piano terra, nelle giornate di lunedì, mercoledì e giovedì, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, previo appuntamento. È possibile prenotare chiamando il numero 3314644960, oppure scrivendo all’indirizzo e-mail: malattie.infettive.ped@arnascivico.it

    Obiettivo del servizio di vaccinazione

    “L’obiettivo è quello di incrementare le coperture vaccinali dei bambini e adolescenti affetti da malattie metaboliche e croniche, recuperando anche le vaccinazioni obbligatorie (esavalente, morbillo, parotite, rosolia, varicella); quelle consigliate (papilloma virus, meningococco, pneumococco, rotavirus) e quelle stagionali (Influenza, Covid), non diversamente eseguite”, afferma la prof. Claudia Colomba, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive Pediatriche.

    Studio osservazionale e importanza della vaccinazione

    L’iniziativa si pone in linea con l’adesione del Centro palermitano ad uno studio osservazionale sulla copertura vaccinale di bambini con patologie croniche, promosso dalla Società Italiana di Pediatria (SIP). Dallo studio emerge un significativo ritardo vaccinale, soprattutto nei soggetti fragili. “Le coperture vaccinali dei pazienti affetti da patologia cronica sono ad oggi più basse di quelle attese”, sottolinea Colomba, “perciò si tratta di un’opportunità che mira ad ampliare le possibilità di accesso alla vaccinazione per i più piccoli”. Occorre innalzare la consapevolezza sull’importanza della vaccinazione, contrastando infodemia, misinformazione e fake news con un’informazione scientificamente fondata. Il vaccino è un potente strumento di prevenzione, i cui benefici superano i possibili effetti collaterali.

    Valenza civica e solidale della vaccinazione

    “Vaccinando i bambini si ottiene l’ulteriore beneficio di protezione della popolazione generale dalle epidemie, grazie all’immunità di gregge”, afferma Domenico Cipolla, direttore sanitario dell’ARNAS Civico. “In tal senso la vaccinazione acquisisce anche una valenza civica e solidale”.

    Risultati del progetto e impegno del personale

    “Dall’inizio del progetto (circa 2 mesi) sono 22 i bambini vaccinati grazie a questo programma”, rileva Walter Messina, direttore generale dell’ARNAS Civico. “Il dato, in proiezione del potenziale risultato a medio e lungo termine, lascia presagire un contributo significativo per la prevenzione della salute dei piccoli della nostra comunità”. “È un ulteriore sforzo del nostro personale volto a implementare l’aderenza alle politiche vaccinali”, aggiunge Vincenzo Barone, direttore amministrativo.

  • Al Cervello intervento innovativo alla valvola mitralica: paziente dimesso in 48 ore

    Al Cervello intervento innovativo alla valvola mitralica: paziente dimesso in 48 ore

    Un delicato intervento di riparazione della valvola mitralica per via percutanea è stato eseguito dall’equipe di Emodinamica dell’UOC Cardiologia con Utic dell’ospedale Cervello, diretta da Vincenzo Polizzi.

    Il paziente, un soggetto di 73 anni fragile e affetto da patologie gravi, che presentava un quadro di scompenso cardiaco avanzato ed una severa insufficienza mitralica funzionale secondaria a compromissione della contrattilità cardiaca, dopo una valutazione multidisciplinare, è stato sottoposto ad intervento chirurgico eseguito dall’equipe medica dell’Emodinamica, composta da Elio Pieri; Pietro Pieri; Giuseppe Inga; Domenico Nobile.

    L’insufficienza mitralica è una condizione in cui un difetto di chiusura della valvola mitrale fa sì che parte del sangue pompato dal ventricolo sinistro refluisca nell’atrio sinistro anziché andare in aorta. Nel caso di pazienti ad elevato rischio operatorio, la patologia può essere trattata con tecniche percutanee.

    In particolare, l’operazione ha previsto l’introduzione di una clip che, inserita nella vena femorale per via percutanea raggiunge l’atrio destro del cuore e, dopo aver attraversato il setto interatriale, viene agganciata sui lembi della valvola mitrale per ridurre significativamente (o addirittura annullare) il rigurgito mitralico, con ottimo risultato e dimissione dopo 48 ore.

    La procedura è stata eseguita sotto controllo ecocardiografico transesofageo e delle immagini radiologiche. Il paziente è stato, infine, sottoposto a monitoraggio intensivo, gestito da Maria Grazia Carmina, e alle valutazioni in pre-dimissione e follow up ad opera di tutto il personale medico e del comparto, infermieri ed OSS, coordinato da Antonella Lo Piccolo coadiuvata per le attività di reparto da Rosaria Ferracane e Rosanna Aiello.

  • Intervento record al Giglio di Cefalù, asportata massa di 40 cm da una paziente

    Intervento record al Giglio di Cefalù, asportata massa di 40 cm da una paziente

    Una voluminosa massa addomino-pelvica di oltre 40 centimetri, sospetta per tumore ovarico, è stata asportata dall’equipe medica dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia del Giglio di Cefalù, con tecnica laparoscopica, su una paziente sessantasettenne, con obesità severa (130 chilogrammi).

    L’intervento, perfettamente riuscito, ha visto come primo operatore il responsabile dell’unità operativa di chirurgia ginecologia ad indirizzo oncologico, Giulio Sozzi, professore associato di Unicamillus.

    “Non è usuale – ha detto Sozzi – l’asportazione di masse di queste dimensioni, che occupano gran parte dell’addome, con tecnica laparoscopica. Normalmente l’intervento viene eseguito attraverso la chirurgia tradizionale: a pancia aperta. Tuttavia, data la complessità della paziente e le divere comorbidità (cardiopatia, sindrome metabolica, insufficienza venosa ecc.), abbiamo ritenuto di ridurre l’impatto chirurgico utilizzando una procedura complessa ma mini invasiva.

    L’intervento, durato 4 ore, è stato reso difficoltoso – ha aggiunto Sozzi – dalla presenza di aderenze che la massa contraeva con alcune anse intestinale e con la radice del mesentere intestinale (sede di strutture vascolari vitali). Grazie alla straordinaria collaborazione di tutti i componenti dell’equipe chirurgica (inclusi infermieri e anestesisti) siamo riusciti ad estrarre questa enorme massa perfettamente integra, senza alcun tipo di contaminazione endoaddominale, da una breccia chirurgica, praticata sull’addome, di circa 5 centimetri.

    Prima di procedere con l’estrazione – ha spiegato il professor Sozzi – la massa è stata posizionata all’interno di un sacchetto ed aspirata, drenando otre 15 litri di fluido intralesionale”.

    Non vi sono state complicanze post operatorie. La paziente è stata dimessa dopo 4 giorni “garantendo grazie alla chirurgia laparoscopica una ripresa più rapida”.

    “L’attività di chirurgia ginecologica oncologica – ha concluso il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – nell’ultimo anno è stata incrementata del 50 percento e adeguata sempre più a standard di cura dei maggiori centri di rifermento nazionale. Il 95 percento degli interventi è stato eseguito con tecniche mininvasive”.

  • Biologi di Sicilia formano professionisti sanitari, successo per il corso prelievi a Mazara del Vallo

    Biologi di Sicilia formano professionisti sanitari, successo per il corso prelievi a Mazara del Vallo

    Il primo corso di prelievi nel territorio trapanese, organizzato dall’Ordine dei Biologi della Sicilia, si è concluso con grande partecipazione presso la sede dell’Ospedale Abate Ajello di Mazara del Vallo. L’evento è stato realizzato grazie all’impegno dei consiglieri Dott. Giovanni Polizzi e Dott.ssa Stefania Ajello.

    Il commento del Dott Giovanni Polizzi: Il corso ha affrontato in modo approfondito una delle fasi più critiche e delicate della medicina di laboratorio: la fase pre-analitica. Questo momento, infatti, rappresenta una delle fasi con il più alto rischio di errori, che può compromettere l’intero processo diagnostico. L’importanza di una corretta gestione dei prelievi è stata messa in evidenza, non solo per garantire l’affidabilità dei risultati, ma anche per tutelare la sicurezza e la salute dei pazienti.

    La presenza di un parterre di relatori di altissimo livello, composto da esperti del settore, ha reso questo evento ancora più significativo. Grazie alla partecipazione di figure di spicco nel campo della Patologia Clinica, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire tematiche cruciali attraverso un confronto diretto con professionisti di grande esperienza. Il livello di competenza dei relatori ha arricchito notevolmente il dibattito, consentendo di esplorare in dettaglio gli aspetti più complessi della fase pre-analitica e le migliori pratiche per minimizzare i rischi associati.

    Il corso ha visto una notevole partecipazione di professionisti del settore, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su tecniche avanzate, best practices e soluzioni per migliorare la qualità dei prelievi e la gestione del laboratorio. Il feedback ricevuto dai partecipanti ha evidenziato l’interesse e l’utilità dell’iniziativa, confermando la necessità di ulteriori momenti di aggiornamento su tematiche cruciali per la qualità dei servizi in ambito sanitario.

    Questo evento segna un passo importante nella formazione e aggiornamento professionale dei biologi e degli operatori sanitari della regione, promuovendo un maggiore livello di competenza e consapevolezza nelle pratiche quotidiane di laboratorio. Inoltre, la grande affluenza e l’entusiasmo mostrato dai partecipanti testimoniano l’importanza di organizzare eventi di questa natura, che rispondono a una crescente esigenza di aggiornamento e formazione nel nostro settore. La costante evoluzione delle tecnologie e delle metodologie diagnostiche rende, infatti, essenziale che i professionisti della salute siano sempre al passo con i cambiamenti, per garantire un servizio di alta qualità e un’assistenza sempre più mirata e sicura per i pazienti. Infine, Desidero esprimere un sentito ringraziamento al nostro presidente, il prof. Pitruzzella, e al nostro segretario, il dott. Li Causi, per il loro prezioso supporto e per l’incessante impegno che mettono al servizio della nostra professione. La loro guida, sempre attenta e competente, è stata fondamentale per il buon esito di questo evento e per il continuo sviluppo delle nostre attività.

  • Operarsi per combattere l’obesità, all’Ingrassia di Palermo 50 interventi in 1 anno

    Operarsi per combattere l’obesità, all’Ingrassia di Palermo 50 interventi in 1 anno

    L’Unità Operativa Complessa di chirurgia generale dell’ospedale Ingrassia di Palermo ha tagliato (e superato) nel 2024 il traguardo dei 50 interventi per il trattamento dell’obesità patologica.
    “Il traguardo è stato raggiunto – ha sottolineato il Direttore della UOC di chirurgia generale dell’Ospedale Ingrassia, Franco Sciortino – grazie al lavoro di un gruppo di giovani chirurghi dedicati alla chirurgia bariatrica e grazie all’integrazione con un’equipe multidisciplinare composta, tra gli altri, da psicologi, anestesisti, endoscopisti e nutrizionisti. Il percorso per il paziente obeso prevede visite mediche specialistiche, valutazioni psicologiche pre e post operazione, esami ematochimici e strumentali finalizzati a identificare l’intervento più adatto. Siamo grati alla direzione aziendale dell’Asp di Palermo ed ai vertici dell’Assessorato regionale della Salute per avere creduto in questo progetto”.
    Obiettivo della chirurgia bariatrica è la riduzione del peso in chi soffre di obesità e la cura delle malattie associate.

    “Il primo passo per accedere al servizio – ha concluso Sciortino – è la visita ambulatoriale nella nostra struttura con ricetta del medico di medicina generale con quesito diagnostico: valutazione per chirurgia bariatrica. Il paziente viene accolto e valutate le sue condizioni, si programma l’intervento ed il relativo percorso personalizzato”.

  • Chirurgia innovativa a Villa Sofia salva paziente da un tumore rarissimo

    Chirurgia innovativa a Villa Sofia salva paziente da un tumore rarissimo

    Un delicato intervento di chirurgia oncologica otorinolaringoiatrica è stato eseguito con successo nel presidio ospedaliero Villa Sofia di Palermo. L’operazione, condotta da Salvatore Poma e dall’equipe dell’Unità di Otorinolaringoiatria, diretta da Giuseppe Mario Galfano, è stata eseguita con tecnica chirurgica endoscopica mininvasiva che ha consentito l’asportazione di un teratocarcinosarcoma, una neoplasia altamente complessa e maligna che interessa le fosse nasali, con il minimo rischio di complicanze e un rapido recupero post-operatorio della paziente.

    Un tumore rarissimo diagnosticato a Palermo

    Questo rarissimo tumore, diagnosticato da Luca Lentini, dell’equipe dell’Unità Anatomia Patologica dell’ospedale Cervello, è caratterizzato dalla combinazione di tessuti tumorali embrionali e maligni, un aspetto che lo rende difficile da trattare e diagnosticare precocemente. Fino ad oggi, sono stati descritti solo 150 casi in letteratura mondiale a partire dal 1983, confermando la rarità della patologia. La patogenesi del teratocarcinosarcoma rimane ancora sconosciuta, così come i fattori predisponenti per questa condizione, nonostante gli sforzi della comunità scientifica.

    L’importanza della diagnosi precoce in campo oncologico

    “Ancora una volta la diagnosi precoce in campo oncologico si rivela fondamentale per garantire l’efficacia delle cure e aumentare la possibilità di guarigione – ha detto il direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti -. L’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria, in particolare, opera con tecnologie avanzate e tecniche chirurgiche innovative che consentono di affrontare anche le patologie più rare”.

  • Cuore “riparato” senza bisturi: prima volta al Policlinico di Palermo

    Cuore “riparato” senza bisturi: prima volta al Policlinico di Palermo

    Presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia del Policlinico di Palermo è stata eseguita con successo la prima angioplastica complessa per occlusione cronica totale (CTO) su un paziente di 57 anni, precedentemente considerato non operabile con intervento cardiochirurgico tradizionale. Al paziente era stata diagnosticata l’occlusione dell’arteria discendente anteriore, una delle principali coronarie del cuore.

    L’intervento è stato realizzato dal Professore Alfredo R. Galassi, nuovo direttore dell’U.O.C. di Cardiologia e riconosciuto esperto internazionale nel trattamento delle CTO, con la collaborazione dell’equipe di Emodinamica composta dal Dott. Giuseppe Vadalà, cardiologo interventista, e dalla Dott.ssa Giulia Mingoia, specializzanda in cardiologia, oltre al supporto del team infermieristico e tecnico formato da Alessandro Faraci, Calogero Iacona, Aldo Lo Varco e Carmelo Severino.

    “Le CTO – spiega Galassi – rappresentano una delle sfide più complesse per il cardiologo interventista e, nonostante siano di frequente riscontro, spesso non vengono trattate a causa della loro difficoltà tecnica. Dal punto di vista tecnico, l’angioplastica per CTO può essere eseguita con un approccio anterogrado, che prevede l’attraversamento dell’occlusione del vaso sanguigno in senso prossimo-distale, oppure con un approccio retrogrado, che consiste nel superare l’occlusione partendo dalla zona distale verso la parte prossimale attraverso rami collaterali del cuore, utilizzando dispositivi e materiali specifici”.

    La procedura mininvasiva viene eseguita in anestesia locale tramite una semplice puntura delle arterie della gamba o del braccio e, in casi selezionati, può evitare la necessità di un intervento di bypass a cuore aperto, riducendo così i rischi operatori associati. La percentuale di successo per questo tipo di intervento complesso si attesta attualmente tra l’80% e il 90%, quando eseguito da operatori esperti.

    Il decorso post-operatorio è stato privo di complicanze e, dopo una notte di monitoraggio intensivo presso l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), diretta dalla Prof.ssa Egle Corrado, il paziente è stato trasferito nel reparto di degenza, sotto la direzione della Prof.ssa Giuseppina Novo, con dimissioni previste nei prossimi giorni.

    “Esprimo il mio più sentito apprezzamento – afferma la Direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari – per il lavoro svolto dall’équipe guidata dal Professore Galassi che ha permesso di affrontare con successo una procedura di elevata complessità. Questo risultato testimonia l’alto livello di competenza tecnica e capacità di lavorare in sinergia del nostro team medico. Continueremo a investire nella formazione continua e nell’innovazione tecnologica per rendere il nostro ospedale un punto di riferimento anche nell’ambito della cardiologia interventistica, offrendo risposte innovative e confortanti ai cittadini siciliani e frenando così le corse verso altri ospedali di altre regioni”.