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  • Anziani non curati nelle case di riposo: due gestori indagati a Palermo

    Anziani non curati nelle case di riposo: due gestori indagati a Palermo

    Anziani abbandonati e sfruttamento dei lavoratori. Due gestori di case di riposo nei guai nel Palermitano. La Guardia di Finanza Palermo ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 2 gestori di una comunità alloggio per anziani.

    I due sono destinatari del divieto di esercitare attività d’impresa e di rivestire uffici direttivi delle persone giuridiche.
    Le indagini, condotte dagli investigatori, avviate sulla base della segnalazione di un parente di un’ospite, hanno consentito di ipotizzare condotte di “sfruttamento” dei lavoratori, che sarebbero state perpetrate dai titolari della citata struttura residenziale, nonché condizioni di abbandono degli anziani, persone incapaci di provvedere autonomamente a sé stessi.

    I due indagati, approfittando dello stato di bisogno di 3 dipendenti, non regolarmente assunti, risultati privi di qualifiche per svolgere le mansioni demandategli, a fronte di estenuanti turni giornalieri e senza alcun rispetto della normativa in materia di ferie, permessi e riposi settimanali, avrebbero erogato agli stessi compensi di gran lunga inferiori rispetto ai parametri indicati nei contratti collettivi nazionali (circa 2,40 euro l’ora in luogo di 8,41 euro previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nel settore socio-assistenziale).

    Queste condotte, riscontrate attraverso intercettazioni audio e video nonché sulla base di accurate ricostruzioni documentali, avrebbero permesso agli indagati di ottenere indebiti risparmi in termini di versamento di contributi ed oneri previdenziali.

    In considerazione degli elementi probatori raccolti nel corso delle indagini, la società che gestisce la comunità alloggio è stata sottoposta a commissariamento giudiziale dal Tribunale di Palermo, che ha contestualmente nominato un amministratore con il compito di garantire la prosecuzione delle attività assistenziali.

  • Francesco muore a 4 anni, il dolore e le cause della morte: disposta l’autopsia

    Francesco muore a 4 anni, il dolore e le cause della morte: disposta l’autopsia

    Non è ancora chiara la causa della morte del piccolo Leonida Francesco Gullo, il bambino deceduto nel corso della mattinata di ieri a Petralia Soprana, in provincia di Palermo. Per questo motivo, gli investigatori hanno disposto l’esecuzione dell’autopsia.

    Il dramma è avvenuto a Petralia Soprana, in contrada San Giovanni Sgadari. Ora sarà l’esame a stabilire le cause della morte. Il corpo è stato trasportato alla Medicina legale dell’ospedale Policlinico di Palermo. I vigili del fuoco hanno accertato una micro perdita di gas dalla bombola, ma questo non può giustificare la morte del bambino che a breve avrebbe compiuto 4 anni. Secondo quanto ricostruito qualche ora dopo, il bimbo aveva avuto problemi respiratori provocati da una brutta influenza.

    Come accertato dal medico legale non ci sono segni di violenza sul corpo del piccolo. I carabinieri hanno sentito i genitori e quanti vivevano nei pressi dell’abitazione. Al momento c’è tanto dolore visto che la morte del piccolo coinvolge due comunità sia quella di Petralia Soprana che quella di Gangi visto che i genitori sono originari del centro madonita. La procura di Termini Imerese, diretta dal Ambrogio Cartosio, ha disposto anche il sequestro della casa rurale.

  • Blitz anticamorra, arrestato il cantante neomelodico palermitano Tony Colombo

    Blitz anticamorra, arrestato il cantante neomelodico palermitano Tony Colombo

    Un blitz anticamorra ha portato all’arresto di Tony Colombo, noto cantante neomelodico palermitano. Il 43enne, già noto alle forze dell’ordine, è finito in manette insieme ad altri 26 affiliati al clan Di Lauro di Secondigliano, tra cui la moglie Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino, e il figlio del capoclan Vincenzo Di Lauro.

    Le indagini, condotte dal Ros dei Carabinieri di Napoli e coordinate dalla Dda partenopea, hanno fatto luce sulle attività imprenditoriali e gli interessi finanziari della cosca camorristica, svelando il coinvolgimento di Tony Colombo.

    Secondo quanto emerso, il clan gestiva investimenti in società di abbigliamento creando brand insieme al cantante palermitano, come il marchio “Corleone” e la bevanda energetica “9mm” con chiaro riferimento alle armi da fuoco. Un vero e proprio impero economico mascherato da attività lecite come una nota palestra, una sala scommesse e alcuni supermercati, ma riconducibile al fondatore del clan Paolo Di Lauro.

    Tony Colombo era già noto alle cronache giudiziarie per il discusso matrimonio con Tina Rispoli e la mancata autorizzazione del mini-concerto in piazza del Plebiscito. Ora l’artista neomelodico finisce definitivamente nel registro degli indagati con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

    Il blitz, scattato all’alba, ha portato all’esecuzione di numerosi arresti e sequestri di beni mobili e immobili per un valore complessivo stimato di circa 20 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche le quote societarie e il patrimonio aziendale di una nota sala scommesse del quartiere Secondigliano e due opifici tessili che producevano capi d’abbigliamento contraffatti.

    Si tratta di un duro colpo inferto dalle forze dell’ordine alla camorra partenopea. L’inchiesta è ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi.

  • Tragedia sulle Madonie, morto bimbo di 4 anni intossicato dal gas

    Tragedia sulle Madonie, morto bimbo di 4 anni intossicato dal gas

    Tragedia questa mattina sulle Madonie, dove un bimbo di soli 4 anni è morto nella masseria di famiglia a Petralia Soprana, in contrada San Giovanni Sgadari. Stando alle prime ricostruzioni, i genitori hanno raccontato che c’era un forte odore di gas nell’abitazione già dalle prime ore del mattino. Il piccolo avrebbe iniziato a respirare male, con la situazione che è andata progressivamente peggiorando fino a quando è andato in arresto cardiaco.

    I genitori hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto si è precipitato l’elisoccorso del 118. In un primo momento, grazie alle manovre di rianimazione, il bimbo sembrava potersi riprendere, dando una flebile speranza ai familiari. Purtroppo però, nonostante tutti i tentativi dei sanitari di salvargli la vita, il cuore del piccolo ha smesso di battere poco dopo, stroncato dall’eccessiva quantità di gas tossico inalato nella fatale masseria.

    Oltre ai soccorsi, sono intervenuti sul luogo della tragedia anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. I pompieri hanno messo in sicurezza la masseria, mentre i militari dell’Arma hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. L’ipotesi è che una perdita di gas, forse da un impianto difettoso, abbia riempito gli ambienti durante la notte provocando la morte per soffocamento del bambino.

    La Procura, informata dei fatti, potrebbe aprire un’inchiesta per omicidio colposo. Ma nulla potrà restituire ai genitori il loro amato bambino, strappato alla vita troppo presto da questa terribile tragedia consumatasi sulle montagne siciliane.

  • Arrestato preside “porcone” in Sicilia: convocava in stanza studentesse e le toccava

    Arrestato preside “porcone” in Sicilia: convocava in stanza studentesse e le toccava

    Un dirigente scolastico è stato arrestato dalla Compagnia di Caltagirone (Catania) per violenza e tentata violenza sessuale su sette studentesse minorenni. L’indagine è stata aperta dopo la denuncia di una quindicenne che ha riportato di aver subito atti sessuali.

    Le indagini hanno svelato altre sei vittime delle attenzioni del sospettato, che secondo l’accusa avrebbero avuto luogo nel suo ufficio di presidenza, dove convocava le ragazze per discutere del loro rendimento scolastico. Per il preside è scattata un’ordinanza cautelare ai domiciliari, emessa dal gip di Caltagirone su richiesta della Procura locale.

    Durante questi incontri, l’uomo avrebbe cercato avvicinamenti fisici con abbracci, pacche sul fondoschiena, palpeggiamenti di fianchi e carezze sul ventre nudo. In due circostanze, si sarebbe spinto addirittura a strofinare la mano della minore contro le sue parti intime durante un abbraccio, oltre a poggiare le sue dita sulle labbra della studentessa dopo averle baciate.

    Per tutte sarebbe scattata una sorta di timore nel raccontare. Una paura di conseguenze sia sul rendimento scolastico che nei rapporti con insegnanti e alunni a scuola. Timori che una quindicenne ha superato per prima aprendo la strada al racconto delle altre ragazze.

    «Capisco che il mio modo, molto confidenziale che ho da 40 anni a scuola, si possa essere prestato a interpretazioni diverse da quello che ero il mio intento: stare accanto ai ragazzi». Sarebbe questa la sintesi delle dichiarazioni spontanee fatte al gip dal dirigente scolastico del Catanese posto agli arresti domiciliari.

  • Brutto incidente sulla A29dir, 4 feriti

    Brutto incidente sulla A29dir, 4 feriti

    A causa di un incidente stradale che ha coinvolto due veicoli è temporaneamente chiusa al traffico, in direzione Alcamo, la A29 Dir “Alcamo – Trapani” nei pressi del km 17,000

    Il traffico viene deviato sulla viabilità secondaria mediante uscita obbligatoria a Fulgatore.

    La chiusura si è resa necessaria per consentire i soccorsi ed i rilievi volti ad accertare la dinamica dell’incidente.

    Nel sinistro, le cui cause sono ancora in corso di accertamento, quattro persone sono rimaste ferite.

    Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione della viabilità e per consentire la riapertura del tratto nel più breve tempo possibile

  • Allarme a San Giovanni Gemini: avvistato un coccodrillo in libertà

    Allarme a San Giovanni Gemini: avvistato un coccodrillo in libertà

    Un insolito e pericoloso ospite si aggira indisturbato nelle campagne di San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento: si tratta di un coccodrillo, avvistato da alcuni cittadini letteralmente increduli e terrorizzati.

    L’allarme è stato lanciato su Facebook dal sindaco Dino Zimbardo, che ha prontamente informato i concittadini: “Sono stato ufficialmente avvisato dall’Asp di Casteltermini della presenza di un animale simile a un coccodrillo in contrada Mancuso”.

    Secondo le prime ricostruzioni, alcune persone si sarebbero imbattute nel rettile mentre passeggiavano in campagna. Un vero e proprio shock per gli abitanti del piccolo centro siciliano, abituati tutt’al più ad incontrare qualche volpe o istrice.

    Immediatamente è scattato l’allarme tra la popolazione, con il sindaco che ha prontamente convocato le autorità competenti per monitorare la situazione e organizzare la cattura dell’insolito ospite. La raccomandazione per tutti è quella di prestare la massima attenzione ed evitare di avvicinarsi alla zona indicata.

    Non è chiaro come il rettile, tipico dei tropici, sia giunto fino a San Giovanni Gemini. Forse si tratta di un esemplare detenuto illegalmente e poi rilasciato, oppure fuggito da qualche circo. Le ipotesi al vaglio sono numerose. Quel che è certo è che la sua presenza sta generando comprensibili timori tra gli abitanti del paese, che ora temono per l’incolumità propria e dei propri animali domestici.

  • Palermo come Dubai, via al Marina Yachting: ormeggi per megayacht e boutique

    Palermo come Dubai, via al Marina Yachting: ormeggi per megayacht e boutique

    È stato inaugurato oggi a Palermo il nuovo Marina Yachting, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di un’imponente opera di riqualificazione urbana e riconnessione tra la città e il suo porto, che punta a trasformare il capoluogo siciliano in una meta turistica e crocieristica internazionale.

    Inaugurato a Palermo il nuovo waterfront del Marina Yachting

    L’area interessata dai lavori è vastissima: oltre 40 mila metri quadrati dell’antico Molo Trapezoidale, che da luogo degradato e abbandonato è stato completamente rigenerato e dotato di servizi all’avanguardia. Sono stati demoliti 30 mila metri cubi di strutture fatiscenti e abbandonate, comprese due enormi gru industriali alte 54 metri. Al loro posto sono sorti edifici ultramoderni come un centro congressi, un teatro panoramico, parcheggi, 14 ormeggi per megayacht e soprattutto un esclusivo complesso commerciale e ricreativo affacciato direttamente sul mare.

    Una “cittadella del gusto” con il meglio dell’enogastronomia e del lifestyle siciliano

    “Abbiamo lavorato per cancellare lo stereotipo per cui Sciascia diceva che ‘Palermo ha voltato le spalle al mare’” ha dichiarato soddisfatto Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Palermo. E in effetti il risultato sembra proprio all’altezza delle aspettative: il lungomare della Cala si estende ora fino al Castello a Mare, inserito nel patrimonio Unesco, in un percorso pedonale panoramico che collega il porto commerciale con il cuore antico della città.

    L’obiettivo è trasformare Palermo in meta turistica competitiva nel Mediterraneo

    Ma la vera novità sta nella creazione di una sorta di “cittadella del gusto e del lifestyle” made in Sicily, una Barceloneta in versione siciliana. All’interno del Marina Yachting hanno infatti aperto diversi spazi espositivi e di ristorazione gestiti dalle più rinomate aziende dell’isola. C’è il Gambero Rosso con la sua accademia di corsi sulla cucina e i vini locali, la gelateria Cappadonia con gusti a base di agrumi siciliani, la catena di rosticcerie Passami ù Coppu con le sue rivisitazioni gourmet dello street food.

    E poi boutique di moda come Giglio, caffetterie, birrifici artigianali e pasticcerie storiche di Palermo. Il tutto in un contesto architettonico ultramoderno, con vista sul mare e sui lussuosi yacht ormeggiati alla marina. Un luogo finalmente all’altezza del blasone e della tradizione culinaria di Palermo, pronta a competere con le mete turistiche più rinomate.

    “Vogliamo che il porto non sia più percepito dai cittadini come una zona off limits, ma diventi uno spazio urbano vivo, popolato da residenti e turisti” spiega Monti. Del resto già nel primo anno di attività si prevedono oltre 2 milioni di visitatori, tra crocieristi e diportisti. Ma anche i palermitani riscopriranno il piacere della passeggiata sul mare, trashopping di qualità, degustazioni gourmet e iniziative culturali.

    Un segnale importante per una città che da troppi anni si è ripiegata su se stessa voltando le spalle al suo straordinario waterfront. Ora invece Palermo può ambire seriamente a diventare una meta turistica competitiva nel Mediterraneo, sulla scia di Dubai e Barcellona. Certo, la strada è ancora lunga, ma il Porto di Palermo sembra aver imboccato la rotta giusta per diventare finalmente uno dei fiori all’occhiello della città.

  • L’incidente in moto e il coma, dopo un mese muore a Palermo Vito Nicolosi

    L’incidente in moto e il coma, dopo un mese muore a Palermo Vito Nicolosi

    Non ce l’ha fatta Vito Nicolosi, il motociclista di Alcamo rimasto coinvolto in un terribile incidente lo scorso 4 settembre. L’uomo, 40 anni, era ricoverato da oltre un mese in coma all’ospedale Civico di Palermo a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto. Nella notte è sopraggiunto il decesso.

    La tragedia si era consumata intorno alle 22 di sera in via Madonna del Riposo, all’incrocio con via Vincenzo Pizzitola, ad Alcamo. Vito Nicolosi, a bordo della sua potente moto Brixton di grossa cilindrata, aveva impattato violentemente contro una Renault Clio guidata da un diciannovenne. L’urto è stato talmente forte che il centauro è stato sbalzato a diversi metri di distanza, rovinando sull’asfalto privo di sensi. Immediati i soccorsi da parte del 118, che hanno trasportato il 40enne in ospedale ad Alcamo, per poi disporre il trasferimento nel corso della notte al Civico di Palermo a causa delle condizioni disperate.

    La polizia municipale, giunta sul posto per i rilievi, non ha ancora chiarito con esattezza le cause e le responsabilità dello schianto. L’alta velocità e il mancato rispetto del diritto di precedenza da parte del motociclista sembrano essere all’origine dell’incidente. Inoltre Vito Nicolosi era risultato positivo all’alcoltest. Gli agenti della municipale hanno informato l’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti per fare completa chiarezza sulla dinamica. Il diciannovenne alla guida della Renault Clio, anch’egli di Alcamo, non avrebbe riportato gravi ferite nell’impatto.

    Un mese di agonia che purtroppo si è concluso nel peggiore dei modi per Vito Nicolosi, conosciuto in città anche per il suo lavoro nel settore delle attività di movimento terra. Troppo gravi i traumi riportati nell’incidente, nonostante le cure dei medici che hanno fatto di tutto per salvarlo.

    Tanto il dolore ad Alcamo per la scomparsa del 40enne. I familiari, gli amici e i conoscenti speravano in un miracolo, dopo settimane con il fiato sospeso e la preghiera sempre accesa. Purtroppo però le lesioni riportate erano troppo estese e il decesso si è rivelato inevitabile.

  • Dramma sul lavoro a Palermo: operaio vola da ponteggio

    Dramma sul lavoro a Palermo: operaio vola da ponteggio

    Drammatico incidente sul lavoro questa mattina nel pieno centro di Palermo, dove un operaio è precipitato dal terzo piano di un ponteggio in via Leopardi.

    L’uomo, un muratore di 46 anni, stava effettuando dei lavori di ristrutturazione sulla facciata di un palazzo quando, per cause ancora da accertare, ha perso l’equilibrio ed è volato nel vuoto per oltre 10 metri. Un volo terribile che non gli ha lasciato scampo. Per lui varie lesioni in tutto il corpo.

    Soccorsi immediatamente giunti sul posto, i sanitari hanno constatato fratture multiple e traumi in tutto il corpo. Dopo aver stabilizzato il paziente sul posto, i medici lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale dove l’operaio versa in gravi condizioni.

    Sul posto le forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità Presenti anche i tecnici dell’Asp di Palermo.