Categoria: In primo piano

  • Bimba di 3 mesi trovata morta in culla, disposta autopsia

    Bimba di 3 mesi trovata morta in culla, disposta autopsia

    Mistero ad Acireale per la morte di una bambina di soli 3 mesi, trovata senza vita nella sua culla a Guardia Mangano.

    Stando alle prime ricostruzioni, la piccola sarebbe già deceduta quando è stata portata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Marta e Santa Venera. Sul suo corpicino non sono stati riscontrati segni di maltrattamenti.

    La Procura ha disposto il sequestro dell’appartamento della giovane coppia, genitori della bimba, e dell’abitazione. È stata inoltre disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso. Al momento l’ipotesi più probabile sembra essere quella della morte improvvisa in culla. Le indagini proseguono per fare luce sulla tragedia.

  • Palermo, maestra si chiude in bagno con un bimbo disabile: ricoverato

    Palermo, maestra si chiude in bagno con un bimbo disabile: ricoverato

    Sospetta somministrazione di farmaci non prescritti da parte dell’insegnante di sostegno ad un alunno disabile di 9 anni. Questo è quanto sta emergendo da un episodio accaduto in una scuola di Palermo, dove il bambino è stato ritrovato in stato semi-incosciente dopo essere rimasto chiuso in bagno con la docente.

    Immediato l’intervento dei soccorsi che hanno trasportato il piccolo al reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Di Cristina, dove si trova tuttora ricoverato. Secondo i medici avrebbe assunto un farmaco sedativo, non compatibile con la terapia prescritta e confermata dai genitori.

    La dirigente scolastica, avvertita da alcuni testimoni, ha subito allertato i soccorsi e sospeso l’insegnante. Le indagini degli inquirenti puntano a far luce su eventuali comportamenti anomali già segnalati in passato. Siattendono gli sviluppi per confermare le responsabilità dell’accaduto.

  • Donna morta in strada: un pirata l’avrebbe travolta e abbandonata

    Donna morta in strada: un pirata l’avrebbe travolta e abbandonata

    Il corpo senza vita di una donna è stato rinvenuto questa mattina in via Lido, nel centro abitato di Sciacca, in provincia di Agrigento.

    Secondo una prima ricostruzione, la vittima, potrebbe essere stata investita da un’auto pirata che non si è fermata a prestare soccorso. Ad accorgersi del cadavere riverso sull’asfalto sono stati alcuni automobilisti di passaggio, che hanno subito chiamato il 118. I sanitari giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

    Sul luogo del ritrovamento sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato che hanno effettuato i rilievi per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Gli investigatori stanno analizzando ogni dettaglio della scena per rilevare eventuali tracce lasciate dal veicolo pirata, come frenate o impronte degli pneumatici. Si stanno inoltre visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona.

    L’ipotesi al momento più accreditata è quella di un investimento mortale da parte di un automobilista che non si è fermato a soccorrere la vittima, dandosi alla fuga. In questo caso, si tratterebbe dunque di omicidio stradale. La polizia sta setacciando la zona alla ricerca di elementi utili per rintracciare il responsabile di questo tragico episodio.

  • Terribile incidente auto-trattore sulla Statale: un morto e un ferito grave

    Terribile incidente auto-trattore sulla Statale: un morto e un ferito grave

    Una persona è morta e un’altra è
    rimasta gravemente ferita dopo che, alle 6,45 circa, lungo lanstrada statale 123, in territorio di Campobello di Licata (Ag), c’è stato uno scontro fra un trattore e una Fiat Punto. Ilbtamponamento è stato violentissimo ed entrambi i mezzi si sono ribaltati. Il conducente del trattore, che trainava un carrello, un cinquantaduenne, è stato sbalzato ed è morto sul colpo.

    Si chiamava Calogero Ciotta, 59 anni di Campobello di Licata (Ag), l’agricoltore che, all’alba, ha perso la vita a causa dell’incidente.

    L’automobilista, G. M. di 66 anni, anche lui di Campobello di Licata, è rimasto invece gravemente ferito ed è stato trasferito
    il eliambulanza all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì e i carabinieri.

  • Terrore in Corso Calatafimi, esplode bomba nel Postamat in piena notte

    Terrore in Corso Calatafimi, esplode bomba nel Postamat in piena notte

    Palermo – Ancora un assalto con esplosivo ai danni di un ufficio postale o una banca nel capoluogo siciliano. Nella notte ignoti criminali hanno fatto saltare in aria lo sportello Postamat dell’ufficio postale di Corso Calatafimi 1031, seminando il panico tra i residenti della zona.

    L’esplosione, potentissima, è avvenuta intorno alle 4 del mattino ed è stata udita distintamente in tutto il quartiere, svegliando di soprassalto decine di persone che hanno immediatamente chiamato il 112 per segnalare l’accaduto. Sul posto si sono precipitati gli agenti di polizia con la Scientifica, gli artificieri e i vigili del fuoco, che hanno effettuato i rilievi e constatato i gravi danni riportati dalla struttura.

    Secondo una prima ricostruzione, due malviventi con il volto coperto sono arrivati a bordo di un’auto (rubata o risultata provento di furto) proprio davanti all’ufficio postale preso di mira. Hanno quindi posizionato un ordigno rudimentale ai piedi del Postamat per poi allontanarsi e attendere che la potente esplosione facesse saltare in aria lo sportello, per poter rubare il denaro contante al suo interno.

    Dopo lo scoppio, i due criminali si sono avvicinati tra le lamiere contorte e annerite dalle fiamme per arraffare i soldi, anche se al momento non è chiaro se siano riusciti o meno a portare via il bottino prima di darsi alla fuga. Gli investigatori stanno vagliando i filmati delle telecamere di sicurezza della zona per cercare di risalire ai responsabili.

    Non si tratta che dell’ennesimo colpo messo a segno dalla ormai nota “banda del bancomat”, che nelle ultime settimane ha preso di mira numerosi istituti di credito e uffici postali del capoluogo siciliano con la stessa identica tecnica: piazzare esplosivo davanti allo sportello automatico e farlo saltare in aria per rubare il denaro contante. Solo tre notti fa un altro Postamat era stato fatto esplodere in via Papa Sergio all’Arenella, mentre una settimana prima un’esplosione aveva distrutto lo sportello bancomat della filiale Bper Banca di via San Giovanni Di Dio a Brancaccio.

    Urzí (Fabi), terrore se hai un ATM sotto casa

    “Solo tre giorni fa era saltato in aria il Bancomat di Bper in Via Papa Sergio e oggi il colpo alle poste in Corso Calatafimi. È una situazione assurda e occorre che banche e istituzioni finanziarie corrano ai ripari – afferma Gabriele Urzì dirigente nazionale FABI e responsabile salute e sicurezza FABI Palermo. Come più volte denunciato, la notte tra il venerdì e il sabato è il momento preferito dai malintenzionati che sanno bene che gli ATM vengono caricati con somme ingenti per far fronte alle esigenze dell’utenza nel fine settimana. Sei attacchi in poco più di un mese sono un fenomeno più che preoccupante e anomalo per i nostri territori. Il 3 settembre il colpo alle poste di Via Pergusa, il 7 a Banca Sella in Via Castellana, il 22 alla BCC di Altofonte e Caccamo in Viale Regione dove i malviventi sono riusciti a sottrarre 50.000 euro, il 7 ottobre a Banca Bper in Via San Giovanni Di Dio e il a Brancaccio e il 18 ottobre a Bper all’Arenella e oggi l’ufficio postale di Corso Calatafimi. Ormai chi ha un bancomat sotto casa non dorme la notte e sta attento quando entra ed esce da casa. Pensate cosa potrebbe succede se l’ordigno scoppiasse mentre qualcuno transita o, appunto si appresta a rientrare nel proprio stabile o sta per uscire. Forse si aspetta che ci scappi davvero il morto?
    Le banche e le istituzioni finanziarie investano in sicurezza garantendo pattuglie private notturne e le Forze dell’Ordine, che però non possono fare miracoli, rafforzino, i controlli nelle ore notturne, assolutamente insufficienti. Ormai a Palermo è davvero Far West.

  • 20 ottobre: la Sicilia brucia

    20 ottobre: la Sicilia brucia

    Sono ore infernali in Sicilia. Sono 11 gli incendi in atto in Sicilia. Le province più colpite Palermo e Messina con cinque incendi e poi Caltanissetta con un incendio. Nel palermitano gli incendi sono divampati a Termini Imerese in contrada Cozzo Ligneri, a Cefalù in contrada Pizzo Sant’Angelo e contrada Vatalara, a Monreale in contrada Miccini e fondo Zummo e a Marineo in contrada portella Suvarita. Nel messinese a Gioiosa Marea, nel capoluogo in contrada Ortoliuzzo, a San Pietro Patti in contrada Sciardi, a Villafranca Tirrena in contrada Calvaruso a Galati Mamertino in contrada Pritti, a Motta d’Affermo in contrada La Piana. Nel nisseno a Mazzarino in contrada Bubbonia.

    Nel messinese che la situazione appare più critica, con le fiamme che hanno raggiunto le zone limitrofe all’autostrada A20 Messina-Palermo, costringendo alla chiusura del tratto tra Villafranca Tirrena e Milazzo. Una decisione resa necessaria per permettere l’intervento dei vigili del fuoco e mettere in sicurezza l’area, dato che il fronte del fuoco aveva raggiunto le aree di sosta e di servizio lungo l’arteria autostradale.

    Scene apocalittiche all’alba di oggi 20 ottobre, quando alcuni automobilisti si sono ritrovati a dover attraversare lunghi tratti avvolti dalle fiamme. Per questo motivo, il sindaco di Villafranca Tirrena Giuseppe Cavallaro ha deciso la chiusura di tutte le scuole cittadine, oltre che degli asili e delle strutture sociali. “Vista la gravissima situazione in cui si trova il nostro territorio, nella giornata di oggi 20 ottobre, tutte le scuole, gli asili pubblici e privati, le strutture sociali (centro diurno, centri sociali, centro d’aggregazione giovanile) rimaranno chiuse. Ci scusiamo per il poco preavviso, ma la situazione è davvero critica”, ha dichiarato il primo cittadino.

    Oltre all’autostrada, anche la strada statale risulta paralizzata dal traffico, con gravi complicazioni per l’arrivo dei mezzi di soccorso. Le fiamme hanno raggiunto il centro abitato di Villafranca, costringendo molti residenti ad abbandonare le proprie case, e provocando ingenti danni ad edifici e veicoli. Sul luogo dell’incendio è intervenuto in mattinata un canadair per tentare di domare il fronte del fuoco.

    Nel frattempo è stata riaperta al traffico l’autostrada in direzione Palermo, così come il tratto Milazzo-Messina. Restano attivi i roghi nei comuni di Gioiosa Marea, San Pietro Patti, Motta d’Affermo, oltre a quelli divampati nel palermitano. Le squadre di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale Regionale e volontari sono impegnate senza sosta per tentare di spegnere gli incendi ed evitare che le fiamme possano propagarsi ulteriormente.
    La prefettura di Messina ha convocato una riunione per coordinare i soccorsi e l’assistenza alla popolazione colpita. Già dalla tarda serata di ieri sono state attivate unità di crisi nei comuni maggiormente interessati dai roghi. Una situazione drammatica che tiene con il fiato sospeso la Sicilia, in una delle giornate più difficili degli ultimi anni sul fronte incendi.

  • Il funerale del piccolo Leonida, morto a 3 anni per una fuga di gas

    Il funerale del piccolo Leonida, morto a 3 anni per una fuga di gas

    Gangi e Petralia Soprana sono in lutto oggi per l’ultimo saluto al piccolo Leonida Francesco Gullo, il bimbo di 3 anni morto tragicamente 4 giorni fa nella contrada San Giovanni Sgadari di Petralia Soprana, probabilmente a causa di una fuga di gas. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa madre di Gangi, il paese d’origine dei genitori. Le due comunità si stringeranno nel dolore per accompagnare il piccolo nel suo ultimo viaggio.

    Una tragedia che ha lasciato tutti sconcertati

    Una tragedia che lascia ancora tutti sgomenti e senza risposte. Le cause esatte della morte del bambino sono ancora al vaglio degli inquirenti, che stanno indagando sulla fuga di gas. I genitori hanno raccontato di aver sentito un forte odore di gas poco prima che il piccolo Leonida iniziasse a respirare male. Hanno subito chiamato i soccorsi, ma nonostante i tentativi di rianimazione, il bimbo è spirato dopo poco.

    Lutto cittadino

    I sindaci di Gangi e Petralia Soprana, Giuseppe Ferrarello e Pietro Macaluso, hanno deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Le bandiere saranno a mezz’asta in segno di cordoglio e vicinanza alla famiglia del piccolo. Anche gli esercizi commerciali abbasseranno le saracinesche durante le esequie. “Una tragedia che ha suscitato profondo sgomento nella nostra comunità – ha detto il primo cittadino di Gangi – Vogliamo manifestare solennemente il cordoglio per questa drammatica perdita”. Il Comune si farà carico delle spese per il funerale, per alleviare il dolore straziante dei genitori.

    La causa della tragedia una fuga di gas

    L’incidente è avvenuto nella casa di campagna della famiglia Gullo, in contrada Sgadari. La struttura turistica omonima Masseria Sgadari è invece del tutto estranea ai fatti. Stando ai primi riscontri, una copiosa fuga di gas avrebbe saturato l’ambiente, intossicando il bimbo che stava dormendo e provocandone il decesso per soffocamento I primi a intervenire sono stati i sanitari del 118, giunti sul posto in elisoccorso nel tentativo di strapparlo alla morte. In un primo momento le manovre di rianimazione sembravano dare qualche flebile speranza, ma il cuore del piccolo Leonida ha cessato di battere poco dopo, nonostante l’impegno dei medici. Oltre ai soccorsi, sono intervenuti i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area interessata dalla fuga di gas e i Carabinieri che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Si dovrà appurare da dove sia partita la perdita e se vi siano responsabilità di terzi.

    Il giorno del dolore

    Ma oggi non è tempo di accuse o sospetti. Solo di dolore e commozione per la tragica fine di una giovane vita spezzata troppo presto. L’intera comunità si stringe attorno ai familiari del piccolo Leonida per dargli l’ultimo straziante saluto.

  • Drammatico incidente sul lavoro a Palermo, morto operaio di 50 anni

    Drammatico incidente sul lavoro a Palermo, morto operaio di 50 anni

    Un nuovo drammatico incidente sul lavoro si è verificato oggi a Palermo, dove un operaio edile di 50 anni ha perso la vita in un cantiere in via Ugo La Malfa.

    La vittima, Giovanni Gnoffo, sposato e padre di tre figli, secondo una prima ricostruzione sarebbe stato colpito da un braccio meccanico che si è improvvisamente staccato da una pompa per il cemento, facendolo cadere da un’impalcatura da un’altezza di circa 4 metri.

    I soccorsi sono stati immediati, ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118, intervenuti sul luogo dell’incidente insieme ai vigili del fuoco e agli agenti della polizia. La vittima sarebbe morta sul colpo a causa dei traumi riportati nella caduta.

    La tragedia si è consumata nel cantiere per la costruzione di un nuovo supermercato Lidl in via La Malfa. Secondo le prime informazioni, l’operaio stava lavorando su un’impalcatura per effettuare l’intonacatura di una parete quando è stato violentemente colpito dal braccio meccanico, che si è improvvisamente staccato dal resto della pompa per il cemento per cause ancora da accertare.

  • Palermo, turista inglese picchiato e rapinato

    Palermo, turista inglese picchiato e rapinato

    Un turista inglese è stato vittima di un’aggressione, una rapina violenta, nella zona della stazione centrale di Palermo. L’episodio si è verificato in via Cosmo Guastella, dove un rapinatore ha bloccato l’uomo e, dopo averlo fatto cadere a terra, gli ha strappato una collana d’oro.

    Fortunatamente, la vittima è stata soccorsa tempestivamente dai sanitari del 118 e trasportata in ospedale per le cure necessarie. Al momento, i carabinieri stanno conducendo le indagini per identificare e catturare il responsabile di questo vile atto di violenza.

    Questa triste vicenda si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per la sicurezza nella zona della stazione centrale di Palermo. Da tempo, i frati della chiesa di Sant’Antonino hanno sollevato l’allarme riguardo alla mancanza di illuminazione nelle strade circostanti, che risulta essere un problema ormai da mesi. La mancanza di luce rende la zona particolarmente pericolosa durante le ore serali, favorendo l’insorgere di numerosi episodi di scippi, aggressioni e furti. In un appello rivolto al prefetto di Palermo, alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale, i frati della chiesa di Sant’Antonino hanno espresso la loro profonda preoccupazione per l’escalation di atti criminali che hanno colpito il quartiere Oreto-Stazione. Si chiede alle istituzioni di intervenire con maggiore presenza sul territorio, sia di giorno che di notte, e di risolvere il problema dell’illuminazione delle strade. Inoltre, viene sollecitata un’attenzione maggiore alle situazioni di povertà e marginalità che possono contribuire alla diffusione della criminalità.

    I frati sottolineano l’importanza di esercitare il diritto alla tutela e alla protezione, sancito dalla Costituzione italiana, invitando i cittadini a denunciare situazioni pericolose che potrebbero sfociare in violenza e reati. Inoltre, si chiede a tutte le parti coinvolte di fare il possibile per ridurre il divario sociale ed economico e creare opportunità lavorative per tutti, in modo da prevenire situazioni in cui individui disperati si sentano costretti a commettere reati per sopravvivere. L’appello dei frati si conclude con un invito a tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché si uniscano nella creazione di una comunità solidale, che si sostiene a vicenda e si impegna per creare luoghi di pace e tranquillità.

  • Tragico incidente mortale a Corleone, muore donna di Bisacquino: ferita la sorella

    Tragico incidente mortale a Corleone, muore donna di Bisacquino: ferita la sorella

    Tragedia nella notte a Corleone, in provincia di Palermo, dove un’anziana donna di 98 anni, Caterina Cataldo, è morta in un incidente stradale mentre viaggiava in auto con la figlia 73enne. L’incidente è avvenuto intorno all’una di notte lungo la statale 118, all’altezza del chilometro 28 in direzione Palermo.

    Come riporta Palermotoday, secondo una prima ricostruzione, la Fiat Panda con a bordo la 98enne e la figlia, residenti a Palermo, è improvvisamente uscita di strada andando a schiantarsi contro un albero sul bordo della carreggiata. L’impatto è stato violentissimo e ad avere la peggio è stata la passeggera più anziana, Caterina Cataldo, di origini di Bisacquino.

    Sul posto si sono precipitati i soccorsi allertati da automobilisti di passaggio che hanno assistito alla scena. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimare la donna, praticando per oltre un’ora manovre rianimatorie, ma ogni sforzo è stato vano. Il medico non ha potuto far altro che dichiararne il decesso. Ferita ma viva l’altra donna che si trovava alla guida, la figlia 73enne G.P., che è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Qui i medici le hanno riscontrato la frattura di alcune costole e l’hanno tenuta in osservazione.

    Sconvolti i familiari delle due donne che sono stati avvisati dell’accaduto. Sulla dinamica e le cause dell’incidente indagano ora i carabinieri della Compagnia di Corleone, intervenuti per i rilievi insieme ai vigili del fuoco. Da chiarire cosa abbia fatto perdere il controllo della vettura alla 73enne che era al volante, se un malore, una distrazione o l’asfalto viscido. La salma della 98enne è stata trasferita all’obitorio in attesa dell’autopsia disposta dalle autorità.