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  • Tragedia a Palermo, ragazza di 26 anni si toglie la vita gettandosi dalla finestra

    Tragedia a Palermo, ragazza di 26 anni si toglie la vita gettandosi dalla finestra

    Una giovane di 26 anni si è tolta la vita in modo tragico questa mattina a Palermo. La ragazza si è lanciata dalla finestra di un edificio nel centro cittadino. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, per lei non c’è stato nulla da fare ed è deceduta poco dopo. Inutili i tentativi di rianimazione.

    Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia che stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Al momento non sono chiare le motivazioni che hanno spinto la 26enne a compiere il drammatico gesto. Non è noto se abbia lasciato biglietti o avvisato qualcuno delle sue intenzioni.

    La tragedia si è consumata nel giro di pochi istanti, lasciando sotto shock i presenti che hanno assistito alla scena. Un dolore profondo per i familiari e gli amici della giovane, descritta come una ragazza solare e piena di vita. Si indaga per comprendere le cause di questa morte improvvisa che ha sconvolto la città.

  • Mafia, colpo alla famiglia mafiosa Rocca Mezzo Monreale

    Mafia, colpo alla famiglia mafiosa Rocca Mezzo Monreale

    La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha emesso 11 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’operazione “Roccaforte”, che lo scorso gennaio aveva portato a 7 arresti tra Palermo, Riesi e Rimini. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, estorsioni, favoreggiamento e violenza privata aggravati dal metodo mafioso.

    L’indagine, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, ha inflitto un duro colpo al mandamento mafioso di Pagliarelli e in particolare alla famiglia di Rocca Mezzomonreale, facendo luce su nuove figure di rilievo rimaste finora nell’ombra.

    Grazie a sofisticate intercettazioni, è stato possibile documentare una riunione segreta della famiglia mafiosa in provincia di Caltanissetta, in cui si richiamava al rispetto di regole e principi mafiosi considerati un vero e proprio “statuto” tuttora cardine dell’esistenza di Cosa Nostra. In quell’occasione venne decisa una sentenza di morte per un architetto, poi scongiurata dalle indagini.

    Altre intercettazioni ambientali hanno permesso di ricostruire episodi estorsivi per rimpinguare le casse dell’associazione, tra cui uno realizzato con modalità particolarmente efferate, ovvero l’apposizione di una bambola con un proiettile conficcato sulla fronte sul cancello di un’abitazione.

    I risultati investigativi hanno confermato ancora una volta il predominio delle storiche figure apicali della famiglia di Rocca Mezzomonreale, già in passato condannate. Ma hanno portato alla luce anche l’esistenza di uomini d’onore “riservati”, tenuti nell’ombra per essere utilizzati nei momenti di maggiore difficoltà.

    L’inchiesta coordinata dalla DDA ha inoltre dimostrato la piena disponibilità verso il sistema mafioso di figure apparentemente marginali, come il portiere di un complesso dove risiedeva un boss o un geometra compiacente. Un quadro grave che dovrà essere vagliato nelle prossime fasi processuali, ma che segna un’altra battuta d’arresto per la mafia palermitana.

    È stato possibile anche captare, all’interno di un rudere nella disponibilità della famiglia mafiosa investigata, una conversazione di altissimo valore investigativo nella quale veniva tra l’altro ricostruita, nel dettaglio, un’estorsione di notevole entità perpetrata, in concorso tra gli esponenti delle famiglie di Pagliarelli e Rocca Mezzomonreale, ai danni del titolare di una sala ricevimenti posta in prossimità del confine territoriale tra le due articolazioni del mandamento;

    Le indagini hanno permesso anche di ricostruire il compimento di ulteriori episodi estorsivi – posti in essere al fine di alimentare le casse dell’associazione mediante la richiesta del cpizzo o l’imposizione di ditte riconducibili al sodalizio mafioso – uno dei quali caratterizzato dal ricorso ad una metodologia particolarmente inquietante quale l’apposizione, sul cancello di una privata abitazione, di una bambola recante un proiettile conficcato nella fronte.

    I Carabinieri con l’operazione Roccaforte hanno inferto un duro colpo al controllo mafioso del territorio, scoperchiando gli ingranaggi occulti di Cosa Nostra nel delicato mandamento di Pagliarelli. Le indagini proseguiranno per sgominare completamente la rete criminale e restituire Palermo alla legalità.

  • Fu lupara bianca, identificati i resti ritrovati nella diga Garcia: sono di Salvatore Mulè

    Fu lupara bianca, identificati i resti ritrovati nella diga Garcia: sono di Salvatore Mulè

    I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale, in seguito agli accertamenti tecnici esperiti dal R.I.S. di Messina, sono riusciti a risalire all’identità della persona, i cui resti ossei furono rinvenuti nella ex diga Garcia nel Dicembre del 2020: trattasi di Mulè Salvatore, scomparso da Camporeale il primo febbraio 2006.

    Al vaglio degli inquirenti l’ipotesi che si tratti di un caso di “lupara bianca”, probabilmente riconducibile ai trascorsi criminali di Mulè Salvatore e ai rapporti che legavano quest’ultimo ad esponenti della malavita organizzata. Infatti, Mulè Salvatore, allevatore di animali e pluripregiudicato, era il nipote di Mulè Rosario, detto “manuzza”, gravitante nel sodalizio mafioso di Camporeale, deceduto nel 2014.

  • Il malore improvviso durante l’escursione e la morte: tragedia sull’Etna

    Il malore improvviso durante l’escursione e la morte: tragedia sull’Etna

    Dramma sull’Etna, vulcano siciliano, dove un turista è morto a seguito di un malore improvviso sopravvenuto mentre si trovava in escursione. Nonostante i soccorsi, per l’uomo non ci sarebbe stato niente da fare.

    Allertati dalla Centrale Operativa del 118, nella mattina di venerdì 27 ottobre i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sono intervenuti per prestare soccorso a un turista toscano colto da malore durante un’escursione di gruppo a quota 2800 metri sul livello del mare, nella zona dell’osservatorio astronomico sul versante nord dell’Etna.

    L’uomo è stato trasportato a valle fino agli impianti turistici di Piano Provenzana, dove è stato raggiunto tempestivamente dalla nostra squadra di soccorso e dai sanitari dell’eliambulanza 118, atterrati sul posto. Dopo aver valutato le condizioni di salute del turista, i sanitari hanno avviato le manovre di rianimazione, utilizzando un defibrillatore. Nonostante l’immediato intervento dei nostri tecnici e dei sanitari 118, purtroppo per il turista non c’è stato nulla da fare. La Guardia di Finanza ha anche allertato il SAGF, mentre i Carabinieri della vicina stazione erano presenti sul posto.

  • Mafia, duro colpo a clan di Misilmeri: tre condanne

    Mafia, duro colpo a clan di Misilmeri: tre condanne

    Duro colpo al clan mafioso che da anni teneva in pugno il territorio di Misilmeri, comune alle porte di Palermo. Tre affiliati di spicco della famiglia sono stati condannati con pene fino a 13 anni per associazione mafiosa ed estorsione. Si tratta di Salvatore Baiamonte (11 anni e 8 mesi), Alessandro Ravesi (12 anni e 4 mesi) e Cosimo Michele Sciarabba (13 anni e 4 mesi), boss tornato libero nel 2019 dopo aver scontato una pena per mafia, ma subito finito di nuovo nel mirino degli investigatori. Decisiva l’azione di contrasto delle forze dell’ordine e la denuncia degli imprenditori vittime del racket.

    “Grazie alle denunce, in poco tempo investigatori e magistrati hanno ricostruito gli episodi estorsivi perpetrati da chi faceva parte della famiglia mafiosa di Misilmeri- spiega Addiopizzo in una nota -.
    Una vicenda che dimostra, ove ce ne fosse di bisogno, come esistono le condizioni per denunciare in sicurezza e affrancarsi dal fenomeno estorsivo anche nella provincia di Palermo, dove il controllo del territorio di Cosa nostra resta più serrato di quanto possa registrarsi oramai in alcune aree della città”.

    “Quello che appare chiaro anche da questa storia e che ci interessa ribadirlo – proseguono dal comitato – è che chi paga per paura riesce a trovare anche dopo tanto tempo una strada per dire basta e affrancarsi dai condizionamenti mafiosi. Oggi però la maggior parte degli operatori economici che paga le estorsioni compie tale scelta non per paura ma per connivenza e convenienza. E su questo è oramai non più rinviabile un aggiornamento dell’analisi e della narrazione sul fenomeno che non è più quello di venti anni fa e che vede la maggioranza di chi paga il pizzo ricercare, più che subire, la “messa a posto”.

  • Far-West a Misilmeri: 18enne in fuga semina il panico, sperona Carabinieri e danneggia auto parcheggiate

    Far-West a Misilmeri: 18enne in fuga semina il panico, sperona Carabinieri e danneggia auto parcheggiate

    I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri hanno arrestato un 18enne, di Misilmeri, per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

    Il giovane, dopo essere scappato da una comunità in provincia di Palermo, dove era affidato in prova ai servizi sociali, ha rubato un’auto e si è dato alla fuga in autostrada, in direzione Misilmeri, guidando a elevata velocità e mettendo in serio pericolo l’incolumità degli altri automobilisti.

    I militari dell’Arma sono riusciti a raggiungerlo dopo un lungo inseguimento protrattosi anche per le vie interne di Misilmeri, durante il quale il giovane ha danneggiato numerose auto parcheggiate. L’uomo, che ha anche speronato l’auto dei Carabinieri, è stato denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, per lesioni personali e danneggiamento aggravato; l’autovettura rubata è stata restituita al legittimo proprietario.

    L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese che ha disposto per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

  • Pilota eroe siciliano evita una strage atterrando l’elicottero in avaria su un campo

    Pilota eroe siciliano evita una strage atterrando l’elicottero in avaria su un campo

    Tragedia sfiorata nei cieli di Ravenna nei giorni scorsi quando un elicottero AW129 Mangusta dell’esercito italiano ha perso potenza durante un volo di addestramento. Il velivolo, decollato dalla base militare di Rimini, ha iniziato a perdere quota rischiando di schiantarsi in una zona densamente abitata o sulla trafficata superstrada E45. Ma il pronto intervento del pilota, il maggiore Ivan Tabone, 51enne siciliano originario di Agrigento, ha scongiurato il peggio.

    Con grande sangue freddo, il maggiore Tabone ha manovrato l’elicottero ormai fuori controllo indirizzandolo verso un campo agricolo dove è riuscito ad effettuare un atterraggio d’emergenza. In questo modo, ha salvato la vita dell’altro membro dell’equipaggio e ha evitato una strage a terra. I colleghi del 7° Reggimento aviazione dell’esercito Aves Vega di Rimini, al quale l’elicottero è in forza, non hanno dubbi: se non ci sono state vittime innocenti il merito è solo ed esclusivamente del maggiore Tabone. L’incidente è avvenuto intorno alle 15 di lunedì. L’elicottero Mangusta era decollato per un volo di addestramento con il maggiore Tabone ai comandi e un tenente di 36 anni come secondo pilota.

    Improvvisamente il velivolo ha perso potenza e ha cominciato a precipitare. E’ stato in quel frangente che il pilota siciliano ha tirato fuori tutta la sua perizia effettuando manovre rischiose ma necessarie per portare l’elicottero in avaria lontano da case e strade. Un atterraggio d’emergenza da manuale che ha permesso di limitare i danni.

    Le cause dell’incidente sono ancora in corso di accertamento.Sull’incidente, la procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta per il reato di lesioni colpose. Tanti i messaggi di incoraggiamento a Ivan Tabone, nelle ultime ore, da parte di amici e colleghi che hanno affidato ai social i loro pensieri. “Auguriamoci una pronta guarigione ai nostri due colleghi”, ha scritto Giovanni Sortino. E ancora, Antonello amico: “In bocca al lupo Ivan”, così come Rossana Castaldo augura una pronta guarigione: “Forza Ivan rimettiti presto”. Messaggi tutti dello stesso tenore, anche Manlio Ottaviano scrive: “Rimettiti presto, Ivan”

  • La morte di Tiziana spezza i sogni di una giovane vita: Caltavuturo piange una figlia

    La morte di Tiziana spezza i sogni di una giovane vita: Caltavuturo piange una figlia

    Caltavuturo piange Tiziana Brucato, la trentenne tragicamente scomparsa ieri in un terribile incidente stradale avvenuto in Emilia. La giovane ha perso la vita insieme alla zia Lara Cattani, 51 anni, nell’impatto tra l’auto su cui viaggiavano e un camion. Rimasta ferita gravemente anche la gemella Emanuela, ricoverata come il cugino 25enne all’ospedale Maggiore di Bologna.

    Profondo dolore a Caltavuturo per la tragica scomparsa di Tiziana Brucato

    La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Caltavuturo, dove le due sorelle erano molto conosciute. “Il sindaco, l’amministrazione comunale e l’intero Consiglio comunale si uniscono al profondo dolore della famiglia Brucato per la tragica scomparsa della figlia Tiziana e della zia Lara Cattani. Il Comune di Caltavuturo esprime vicinanza a tutti i familiari. Nella giornata in cui si celebreranno i funerali sarà proclamato lutto cittadino”, si legge in un post pubblicato su Facebook.

    Tiziana laureata da poco con la gemella Emanuela, condividevano gli stessi sogni

    Tiziana si era laureata all’Università di Palermo in Scienze della Comunicazione per le Culture e le Arti lo scorso marzo, nello stesso giorno della gemella Emanuela con cui condivideva gioie e traguardi. Le foto sui social le ritraggono sorridenti e felici in quella giornata di festa. La trentenne aveva tanti sogni nel cassetto, come lavorare in un museo: “Ambisco a lavorare come addetta accoglienza e guida presso i musei”, aveva scritto sul suo profilo Linkedin.

    L’incidente forse per un malore

    Le due sorelle erano andate in Emilia, ospiti della zia che viveva a Formigine, per sostenere alcuni colloqui di lavoro. Ieri, dopo giorni ricchi di speranza per il futuro, avrebbero dovuto prendere l’aereo all’aeroporto di Bologna per ritornare in Sicilia, ma il destino ha voluto diversamente. Sulla Renault Clio guidata dalla zia, per cause ancora da accertare, forse un malore improvviso, la macchina ha invaso la corsia opposta mentre sopraggiungeva un camion. L’impatto è stato tremendo. Per Tiziana e Lara non c’è stato nulla da fare, Emanuela lotta tra la vita e la morte.

    Una comunità sotto shock per la perdita di una ragazza piena di vita e di speranze

    Una tragedia improvvisa ha spezzato per sempre il legame speciale tra due sorelle, laureate nello stesso giorno solo pochi mesi fa, che condividevano gli stessi sogni e progetti. Tiziana se n’è andata mentre si apprestava a spiccare il volo verso un luminoso futuro. La sua comunità oggi la piange insieme ai familiari, stretti in un immenso dolore per una giovane vita troncata troppo presto. Caltavuturo non dimenticherà il sorriso di questa ragazza piena di vita, portata via da un destino beffardo proprio quando si affacciava con tante aspettative alla sua età adulta. Il lutto ha scosso l’intero paese, che si stringe intorno ai parenti colpiti da una perdita così grave.

  • Terribile schianto, muoiono 30enne palermitana e la zia

    Terribile schianto, muoiono 30enne palermitana e la zia

    Un terribile incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio di oggi sulla Nuova Bazzanese, nel comune di Zola Predosa in provincia di Bologna. A perdere la vita sono state Lara Cattani, 51 anni, e la nipote Tiziana Brucato, 30 anni, originarie di Palermo.

    Erano circa le 14:30 quando, per cause ancora da accertare, la Renault Clio con a bordo le due donne, il figlio 25enne di Lara e la gemella di Tiziana, si è scontrata frontalmente con un camion che procedeva nella direzione opposta. L’impatto è stato devastante. Per la 51enne e la 30enne, che si trovavano sui sedili anteriori, non c’è stato nulla da fare. Quando sono arrivati i soccorsi le due donne erano già decedute.

    Gli altri due passeggeri della vettura sono stati estratti ancora vivi dall’abitacolo accartocciato grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Le loro condizioni sono apparse subito gravi. Trasportati d’urgenza al Maggiore di Bologna, sono tuttora ricoverati in prognosi riservata. Illeso invece l’autista del mezzo pesante, un 40enne modenese.

    Tiziana Brucato, laureata quest’anno in Scienze della Comunicazione a Palermo, si trovava in Emilia per cercare lavoro. Era ospite dei parenti a Formigine, nel Modenese. Stava rientrando in aereo a Palermo dopo alcuni colloqui quando è avvenuta la tragedia. Grande lo choc in Sicilia per la scomparsa della ragazza, che aveva tutta la vita davanti. Appena un mese fa aveva festeggiato 30 anni insieme alla sorella gemella, che ora lotta tra la vita e la morte in un letto d’ospedale. Amica di tutti, solare e piena di vita, Tiziana aveva affrontato con coraggio e fiducia questa nuova sfida lavorativa in Emilia Romagna. I suoi sogni e progetti sono stati spezzati per sempre da quel terribile schianto.

    Cordoglio anche per la morte di Lara Cattani, residente a Formigine. La donna si trovava alla guida della Clio al momento dell’impatto con il camion. Ancora da chiarire le cause dell’incidente: forse un malore o una distrazione. La polizia municipale, giunta sul posto per i rilievi, non esclude al momento alcuna ipotesi.

    La Nuova Bazzanese è rimasta chiusa al traffico per diverse ore dopo lo scontro. Si sono formate lunghe code tra gli svincoli 9 e 11 in entrambe le direzioni. Necessario l’intervento della polizia municipale per gestire la circolazione e delimitare l’area dell’incidente.

    Una giornata tragica che ha gettato nello sconforto due famiglie. Quella di Lara Cattani, stimata residente di Formigine dove viveva col marito. E quella di Tiziana, che a Palermo lascia i genitori e gli amici increduli per la tragedia. Le indagini faranno luce sulle responsabilità, ma nulla potrà restituire le due donne ai loro cari.

  • Sfida folle tra bambine, bevono candeggina: ricoverate a Palermo

    Sfida folle tra bambine, bevono candeggina: ricoverate a Palermo

    Nella tarda mattinata di oggi un gravissimo episodio si è verificato in un istituto comprensivo di Palermo, coinvolgendo due studentesse di circa 12 anni. Le bambine, amiche tra loro, sono state ricoverate d’urgenza all’ospedale dei Bambini dopo aver bevuto volontariamente della candeggina, il potente detersivo corrosivo che può provocare la morte se ingerito.

    Una delle due avrebbe bevuto il liquido tossico mentre si trovava in una villetta insieme ad altre amiche. La compagna avrebbe invece portato la candeggina da casa in una piccola bottiglia, per poi berla una volta a scuola.
    I soccorsi sono stati immediatamente allertati e le bambine trasportate in ospedale, dove sono attualmente ricoverate in condizioni fortunatamente non gravi. I Carabinieri stanno indagando per ricostruire la dinamica e capire se qualcuno possa aver istigato le dodicenni a compiere questo folle gesto, forse come parte di una challenge sui social.

    Si teme infatti che le giovanissime amiche abbiano messo in scena volontariamente questa pericolosa competizione per emulare quanto visto su internet, non rendendosi conto della reale gravità di simili azioni. Una vicenda che lascia sgomenti e che dimostra ancora una volta i rischi del web se non adeguatamente monitorato, soprattutto per quanto riguarda i minori.