Categoria: In primo piano

  • Tragedia sulla statale, schianto auto-camion: muore un uomo

    Tragedia sulla statale, schianto auto-camion: muore un uomo

    Tragedia sulla Strada Statale 514, la Catania-Ragusa, nel pomeriggio di oggi, 12 novembre 2023. Un grave incidente stradale ha causato la morte di un uomo di 49 anni. Secondo una prima ricostruzione, il sinistro è avvenuto in territorio di Licodia Eubea. Due mezzi, un autoarticolato e un suv, che viaggiavano in direzioni opposte, si sono scontrati frontalmente.

    L’impatto è stato violentissimo e ha provocato la morte immediata del conducente del suv, un 49enne di Licodia Eubea, che è rimasto incastrato tra le lamiere. Il conducente dell’autoarticolato, invece, è rimasto ferito in modo non grave. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 di Vizzini, i Vigili del Fuoco di Caltagirone, i Carabinieri della Stazione di Licodia Eubea e della Compagnia di Caltagirone.

    Per i rilievi del caso, la strada è stata chiusa al traffico per circa due ore, causando disagi alla circolazione.

    Un altro incidente in moto, ferito 29enne

    Non è l’unico incidente stradale avvenuto oggi in provincia di Catania. Questa mattina,, un motociclista di 29 anni, di Paternò, è rimasto gravemente ferito in un incidente autonomo sulla Statale 121, in territorio di Adrano.

    Il centauro, alla guida di una moto di grossa cilindrata, per cause da accertare, all’altezza di una curva è finito fuori strada. Un impatto violento che ha fatto spezzare il mezzo in due. Il motociclista è stato soccorso da un’ambulanza del 118 della postazione di Adrano, che ha allertato l’eliambulanza. Il ferito è stato trasportato in codice rosso al Cannizzaro di Catania per tutti gli accertamenti clinici necessari. Avrebbe riportato politraumi e fratture. La prognosi al momento è sconosciuta.

    Per i rilievi del caso, la strada è stata chiusa al traffico per circa un’ora, causando disagi alla circolazione.

  • Bimba nasce sana e viene dimessa ma muore due giorni dopo: inchiesta a Palermo

    Bimba nasce sana e viene dimessa ma muore due giorni dopo: inchiesta a Palermo

    Una gravidanza senza particolari problemi, la piccola, nata con parto cesareo, sta bene ed è in salute, ma dopo una settimana il pallore, l’atonia e le difficoltà respiratorie, un primo accesso al pronto soccorso dove però i medici non riscontrano patologie rimandola a casa, fino alla corsa disperata dei genitori, 48 ore dopo, all’ospedale, e questa volta per la bimba non c’è nulla da fare.

    Una gravidanza tranquilla

    La Procura di Palermo, per il tramite del Pubblico Ministero dott.ssa Giulia Amodeo, ha aperto un procedimento penale per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario, al momento contro ignoti, sulla morte di una neonata di 11 giorni, deceduta sabato 4 novembre all’ospedale dei Bambini, e ha disposto l’autopsia, già effettuata martedì 7 novembre e da cui la mamma e il papà, palermitani, che si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., si aspettano le prime risposte.

    Una settimana di sintomi preoccupanti

    La piccola Anna viene alla luce il 23 ottobre all’ospedale Civico di Palermo dopo 41 settimane di gestazione e pesa 3,730 chilogrammi. I medici del reparto di Neonatologia decidono per scrupolo di praticare il cesareo alla mamma, alla sua seconda gravidanza – la coppia, sulla trentina, ha un altro figlio di sei anni –, per via di alcune “decelerazioni” nel tracciato cardiotocografico, ma il parto riesce senza problemi, la neonata è “nata sana e a termine” come si attesta nella lettera di dimissioni del 25 ottobre.

    La corsa disperata all’ospedale

    Giovedì 2 novembre, però, la madre nota che la figlioletta è pallida, ipotonica e fa fatica a respirare, di qui la decisione di portarla con il marito al pronto soccorso dell’ospedale dei Bambini, dove entra alle 9.30 con codice di priorità “rosso”. La bimba viene sottoposta a vari accertamenti, quali elettrocardiogramma e visita cardiologica generale, radiografie al torace, esami del sangue, viene inviata ovviamente nel reparto di Neonatologia per un approfondimento specifico, da cui tuttavia non si riscontrano particolari problematiche, si certifica che “la neonata non necessità di ricovero” e la si rimanda alle cure del pediatra di famiglia raccomandando soltanto una modifica dello schema alimentare. Alle 13.32 viene dimessa.

    La morte improvvisa della neonata

    Due giorni dopo, la mattina del 4 novembre, tuttavia, gli stessi sintomi si ripresentano e ancora più gravi, tanto che i genitori prima chiamano il 118 ma poi, non vedendo l’ambulanza arrivare, sempre più allarmati decidono di riportare con mezzi propri la bambina all’ospedale dei Bambini, ma il viaggio è vano, ogni tentativo dei medici di rianimare la piccola è inutile, non resta loro che constatare il decesso, tra la disperazione della mamma, del papà e del fratellino: “arresto cardiocircolatorio da cause in corso di accertamento” viene riportato nella scheda di morte.

    Le indagini

    E’ stata la stessa autorità giudiziaria, informata dei fatti (nelle concitate fasi dell’emergenza, nel mattino del 4 novembre, a casa della famiglia era intervenuta anche una volante della polizia) ad aprire di propria iniziativa un fascicolo, per ora contro ignoti. Il Sostituto Procuratore ha posto sotto sequestro e acquisito tutte le cartelle cliniche della piccina e della mamma nei due nosocomi coinvolti, il Civico e l’ospedale dei Bambini, e ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la neonata, con particolare riferimento a quelli che l’hanno seguita in occasione del primo accesso al pronto soccorso del 2 novembre, per gli stessi sintomi poi ripresentatisi solo due giorni dopo: i genitori vogliono anche capire se la loro figlioletta si sarebbe potuta salvare nel caso in cui fosse stata ricoverata e monitorata e le sue condizioni di salute fossero state oggetto di ulteriori accertamenti e approfondimenti.

    Il doloroso funerale

    La dott.ssa Amodeo ha conferito l’incarico al medico legale dott. Tommaso D’Anna, che ha proceduto con l’esame nella mattinata di martedì 7 novembre presso la camera mortuaria del Policlinico Giaccone: per avere le prime risposte certe bisognerà attendere gli esiti degli esami sui campioni prelevati e le conclusioni della perizia del consulente tecnico. I familiari di Anna, che, dopo il nulla osta rilasciato dal magistrato, giovedì 9 novembre hanno finalmente potuto dare degna sepoltura alla bimba, per fare piena luce sui fatti e su eventuali responsabilità mediche e ottenere verità e giustizia, attraverso il consulente personale Alessio Tarantino, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha già acquisito tutta la documentazione medica disponibile per sottoporla ai propri esperti e che profonderà ogni sforzo per dare quanto prima risposte ai propri assistiti.

  • Dramma familiare, padre spara alla testa del figlio

    Dramma familiare, padre spara alla testa del figlio

    Momenti di terrore a Licata, in provincia di Agrigento, dove un uomo di 67 anni ha sparato un colpo di pistola contro il figlio 39enne, ferendolo alla testa. L’episodio si è verificato intorno alle prime ore del mattino, quando è giunta una segnalazione al 112 che riferiva di una persona ferita da arma da fuoco presso la propria abitazione.

    Immediato l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Licata e dei sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al ferito, trasportandolo poi all’ospedale San Giacomo d’Altopasso. Fortunatamente l’uomo non è in pericolo di vita, avendo riportato solo una ferita di striscio alla testa.

    I militari, dopo i primi accertamenti, hanno proceduto all’arresto del padre 67enne con l’accusa di detenzione di arma clandestina. Nascosta sopra l’armadio della camera da letto dell’uomo è stata infatti trovata una pistola revolver calibro 38 con matricola abrasa, posta sotto sequestro dagli inquirenti.

    L’arrestato si trova ora presso il carcere di Agrigento, in attesa dell’udienza di convalida, mentre proseguono le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e il movente che avrebbe spinto il padre a compiere un simile gesto ai danni del figlio.

  • Provoca devastante incendio, arrestato forestale antincendio della Regione Siciliana

    Provoca devastante incendio, arrestato forestale antincendio della Regione Siciliana

    I Carabinieri, a conclusione di attività investigative, hanno eseguito 3 misure cautelari, in occasione dei numerosi e gravi incendi che hanno devastato le aree boscate e i terreni della provincia durante la stagione estiva e l’anomalo caldo autunnale.

    I militari hanno arrestato un 56enne di Alcamo, operaio stagionale antincendio del Corpo Regionale Forestale, che il 27 agosto in C.da Costa di Alcamo ha idato alle fiamme un’area di circa 12 ettari., distruggendo la macchia mediterranea e provocando ingenti danni a due veicoli, alla recinzione di un deposito carburanti, che non è stato completamente attinto dalle fiamme solo grazie ad un provvidenziale intervento di un operaio che azionava l’impianto antincendio. Danni anche a un immobile privato e all’istituto scolastico chimico-biologico “Danilo Dolci” oltre che a tre terreni con coltivazioni di ulivi e a due pali telefonici. Per coadiuvare le complesse operazioni di spegnimento intervenivano sul posto diverse unità dei Vigili del Fuoco e del Corpo Regionale Forestale che riuscivano a domare le fiamme solo dopo più di 7 ore.

    Una volta spenti i roghi e messa in sicurezza l’intera area, i militari della Compagnia di Alcamo hanno iniziato ad indagare e, grazie alle testimonianze dei residenti nella zona e all’acquisizione dei filmati di videosorveglianza, hanno identificato il forestale, nei cui confronti veniva avviata anche una successiva e determinante attività tecnica di intercettazione. In particolare, le telecamere di private abitazioni del luogo hanno consentito di immortalare l’uomo che, circa 10 minuti prima dell’incendio (e un’ora prima di intraprendere il proprio turno di servizio giornaliero), era lì giunto a bordo della propria auto (un Suzuki SJ). In una manciata di minuti l’uomo dapprima si portava a piedi sull’appezzamento di terreno (dove poco dopo divampava l’incendio) e, immediatamente dopo, si allontanava a bordo della propria autovettura. Nei confronti dell’uomo il GIP del Tribunale di Trapani ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicare con soggetti diversi dai conviventi.

    Arrestato anche un 49enne di Custonaci che il 20 settembre alle ore 15.30 circa, ha appiccato un incendio alla vegetazione. Le operazioni di spegnimento, rese difficoltose dal vento che continuava ad alimentarlo, si sono protratte per circa un’ora concludendosi prima che potessero raggiungere le vicine abitazioni. Utilizzando la medesima metodologia investigativa veniva in poco tempo individuato l’autore che, notato da un testimone transitare alla guida del proprio veicolo (un Fiat Fiorino di colore bianco) lungo quella via Dante Alighieri ha lanciato dal finestrino lato passeggero un oggetto che, caduto nelle sterpaglie presenti, ha causato l’innesco dell’incendio. Nei confronti dell’uomo il GIP del Tribunale di Trapani ha disposto l’applicazione della misura cautelare in carcere.

    Fermato anche un 51enne di Paceco, pastore, che il 13 ottobre, alle ore 16 circa, ha appiccato il fuoco in due punti della riserva naturale orientata “saline di Trapani e Paceco” provocando un incendio su un’estensione di terreno di circa 1 ettaro, distruggendone la macchia mediterranea e la vegetazione. Le fiamme venivano domate dopo circa un’ora grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Trapani. L’indagine avviata dai militari della Compagnia Carabinieri di Trapani ha consentito di giungere in poco tempo all’identificazione dell’uomo che, dalle testimonianze raccolte e dalle immagini del sistema di videosorveglianza della riserva veniva immortalato dalle telecamere mentre si allontanava dal terreno interessato dalle fiamme a bordo di un motociclo (una vespa PK 50 di colore blu). Nei confronti dell’uomo il GIP del Tribunale di Trapani ha disposto l’applicazione della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicare con soggetti diversi dai conviventi.

  • Omicidio di Palermo, convalidato l’arresto del cameriere tunisino ma la difesa nega le accuse

    Omicidio di Palermo, convalidato l’arresto del cameriere tunisino ma la difesa nega le accuse

    Il gip di Palermo ha convalidato l’arresto di Alì El Abed Baguera, 32enne cameriere tunisino, accusato dell’omicidio del collega algerino Badr “Samir” Boudjemai, ucciso venerdì notte con tre colpi di pistola in via Roma. Il giudice ha disposto per Baguera la misura cautelare del carcere. Secondo la Procura, che coordina le indagini dei carabinieri, sarebbe stato Baguera a sparare, come dimostrerebbero i video delle telecamere di sorveglianza.

    Il tunisino, difeso dall’avvocato Salvino Caputo, nega ogni accusa: “Non c’entro nulla con quel delitto”. Nel video un uomo con giubbotto nero segue Samir per 20 minuti, poi spara. Ma per la difesa quello non è Baguera: “Quel giubbotto non è stato trovato e quell’uomo non si vede in volto”. Inoltre mancherebbe il movente e testimoni collocherebbero Baguera a casa. Per questo motivi il legale contesta le prove e chiederà una perizia sui video, ritenendo il suo assistito estraneo al fatto.

  • Colpo a Cosa nostra infligge 17 arresti tra Palermo e gli Usa: Polizia ed FBI in azione

    Colpo a Cosa nostra infligge 17 arresti tra Palermo e gli Usa: Polizia ed FBI in azione

    Un duro colpo alle attività criminali tra Italia e Stati Uniti è stato inferto oggi dalle forze dell’ordine. In una vasta operazione congiunta tra polizia italiana e FBI statunitense, sono scattati una serie di arresti tra Palermo e New York ai danni di esponenti di spicco di una nota famiglia mafiosa palermitana implicata in loschi affari tra i due paesi.

    Secondo quanto appreso, gli arresti hanno riguardato ben 17 persone, di cui 10 fermate a New York e 7 a Palermo, tutte accusate di far parte o di essere legate a cosa nostra. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni, dalla turbativa d’asta agli incendi dolosi aggravati dalle modalità mafiose.

    L’operazione, coordinata dalla Procura di Palermo, ha visto la partecipazione di agenti del Servizio Centrale Operativo della Polizia sia di Roma che di Palermo, della Squadra Mobile palermitana e di uomini dell’FBI. Si tratta di un duro colpo inferto ai rapporti tra cosche mafiose italiane e americane, reso possibile dalla stretta collaborazione investigativa tra forze dell’ordine dei due paesi. I dettagli degli arresti e delle accuse saranno resi noti nelle prossime ore.

  • Chiara travolta due volte in Circonvallazione, i sogni spezzati di una 19enne

    Chiara travolta due volte in Circonvallazione, i sogni spezzati di una 19enne

    Era il suo primo anno fuori casa, lontana dal piccolo paese in cui era cresciuta. La sua prima esperienza in una grande città, da matricola a Scienze Biologiche all’università di Catania. E ieri sera, quella che doveva essere una spensierata serata con il fidanzato, si è trasformata in tragedia. Chiara Adorna, 19enne di Solarino, in provincia di Siracusa, è morta investita da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali alla circonvallazione di Catania.

    La prima esperienza lontano da casa finisce in tragedia

    Insieme al fidanzato, suo coetaneo, stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa in centro. Mentre attraversavano la strada sono stati travolti da uno scooter che li ha fatti cadere. Subito dopo una macchina sopraggiungente a forte velocità ha investito Chiara, uccidendola sul colpo. Inutile ogni tentativo di soccorrerla da parte dei sanitari giunti sul posto. Il fidanzato, ferito in modo lieve, è stato dimesso durante la notte ed è ritornato a Solarino, sotto shock per l’accaduto.

    La comunità incredula per la morte della 19enne Chiara

    La notizia della morte di Chiara si è diffusa rapidamente nel piccolo paese dove tutti la conoscevano. Una comunità incredula e addolorata, che oggi si stringe intorno ai genitori della ragazza. Il padre, ex dipendente della provincia di Siracusa, e la madre, insegnante di scuola media, stanno vivendo il dolore più grande per una famiglia. Chiara era la più piccola di due sorelle. Nata a Bolzano, dove la famiglia aveva vissuto per alcuni anni, era tornata alle origini siciliane ormai da un decennio. Dopo il liceo scientifico a Siracusa, aveva scelto di trasferirsi a Catania per frequentare l’università e iniziare a costruirsi un futuro. La sua vita piena di passioni – dalla danza agli animali – è stata spezzata troppo presto, a soli 19 anni.

    Tanta rabbia per una morte che forse si poteva evitare

    I sogni e le aspettative di Chiara sono svaniti in un terribile incidente stradale, proprio nella città che l’aveva accolta per farle spiccare il volo verso la maturità. Quella maledetta sera doveva essere di divertimento e spensieratezza per la giovane coppia. Invece si è trasformata in un incubo che ha strappato Chiara ai suoi cari. Oggi c’è sgomento e incredulità a Solarino, ma anche tanta rabbia. Ci si interroga su come sia potuto accadere, su come una serata di una diciannovenne piena di vita possa essere finita in modo tanto tragico. Ci si chiede se si sarebbe potuto evitare questo terribile incidente, se fosse bastata un po’ più di prudenza da parte di chi guidava quell’auto. Domande che rimarranno senza risposta, mentre la famiglia e gli amici piangono la dolce e solare Chiara, portata via troppo presto da un destino beffardo.

  • Tragedia sulla Circonvallazione: morta ragazza di 18 anni, grave un uomo

    Tragedia sulla Circonvallazione: morta ragazza di 18 anni, grave un uomo

    Un terribile incidente stradale è avvenuto nella tarda serata di ieri sulla Circonvallazione di Catania, nei pressi di Viale Andrea Doria, provocando la morte di una ragazza di soli 18 anni e il ferimento grave di un uomo.

    Secondo una prima ricostruzione dei tragici fatti, la giovane stava attraversando la strada insieme all’uomo, anch’egli di circa 20 anni, sulle strisce pedonali che si trovano a poche centinaia di metri dall’ingresso del Policlinico Universitario. Improvvisamente i due pedoni sono stati travolti da uno scooter Honda che procedeva a velocità sostenuta in direzione Ovest.

    L’impatto è stato molto violento, con entrambi i ragazzi sbalzati a diversi metri di distanza. Purtroppo per la 18enne non c’è stato nulla da fare, i soccorsi del 118 giunti immediatamente sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Troppo gravi i traumi riportati nell’incidente.

    L’uomo è stato invece trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del Policlinico in codice rosso. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime ai medici. Avrebbe riportato un trauma cranico oltre a diverse fratture agli arti inferiori e superiori. La prognosi resta riservata.

    A rendere ancora più drammatica la vicenda, subito dopo l’impatto con lo scooter i due giovani investiti sarebbero stati nuovamente travolti da una Fiat Punto che sopraggiungeva alle loro spalle. L’automobilista, un uomo sulla quarantina, si sarebbe reso conto solo all’ultimo momento della presenza dei corpi sull’asfalto, non riuscendo così ad evitare il secondo impatto.

    Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale di Catania che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. La Circonvallazione è stata chiusa al traffico per diverse ore creando gravi disagi alla circolazione. Indagini in corso.

  • Anziano travolto da un furgone a Bagheria: è gravissimo

    Anziano travolto da un furgone a Bagheria: è gravissimo

    Tragedia questa mattina in via Mattarella a Bagheria, dove un anziano di 89 anni è stato investito da un furgone mentre attraversava la strada, riportando gravissime ferite.

    L’uomo, residente a Porticello, era appena uscito da un negozio di elettronica quando, intorno alle 10:30, ha iniziato ad attraversare sulle strisce pedonali ed è stato centrato in pieno da un furgone che sopraggiungeva da corso Butera. L’impatto è stato violentissimo e l’89enne è finito rovinosamente sull’asfalto, battendo la testa.

    Immediati i soccorsi da parte dell’autista del mezzo, che si è subito fermato per prestare aiuto, e del 118, giunto sul posto pochi minuti dopo. I sanitari, valutate le condizioni critiche dell’anziano, che presentava un grave trauma cranico, la frattura del bacino e di alcune costole, lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo in codice rosso.

    Qui i medici lo hanno ricoverato in terapia intensiva in prognosi riservata a causa dei traumi riportati nell’impatto. La polizia municipale ha effettuato i rilievi per determinare l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

    Si tratta purtroppo dell’ennesimo grave incidente che coinvolge un pedone nella nostra città. L’amministrazione comunale fa sapere che gli attraversamenti pedonali di via Mattarella saranno messi in sicurezza al più presto con segnaletica più visibile. Si attende con apprensione un miglioramento delle condizioni del povero anziano, con la speranza che riesca a superare questa terribile prova.

  • Scoperta la talpa in Procura, commesso giudiziario alleato della malavita palermitana

    Scoperta la talpa in Procura, commesso giudiziario alleato della malavita palermitana

    Un commesso giudiziario in servizio alla Procura di Palermo, accusato di essere una talpa al servizio della criminalità, è stato arrestato dalla polizia per favoreggiamento continuato e aggravato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.

    Arrestato commesso giudiziario della Procura di Palermo

    È un addetto al trasporto dei fascicoli dalle segreterie dei Pm agli altri uffici del Tribunale che, secondo l’accusa, avrebbe illegittimamente consultato i procedimenti, fotografato e diffuso atti coperti dal segreto, portato all’esterno fascicoli, informato i diretti interessati su indagini in corso su intercettazioni avviate arrecando un grave danno a diverse inchieste. La notizia dell’esecuzione dell’ordinanza è stata diffusa, con una nota, dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia.

    Le indagini della polizia

    Dalle indagini, delegate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo alla Squadra mobile della Questura e alla sezione di Polizia giudiziaria della Polizia di Stato, il commesso giudiziario, proveniente dal bacino degli precari regionali, “appare essere divenuto il punto di riferimento per i diversi soggetti del circuito criminale palermitano che intendono verificare l’esistenza e lo stato di indagini a loro carico”. “L’operazione odierna, comprensiva di diverse perquisizioni domiciliari resasi urgente e necessaria per la tutela di numerose e importanti investigazioni, – conclude la nota del procuratore de Lucia – fa parte di una più ampia attività, da sempre prioritaria per la Procura di Palermo, volta a salvaguardare la riservatezza delle delicatissime indagini trattate e, quindi, alla individuazione di ‘talpe’ che, ciclicamente, cercano di interferite nella corretta amministrazione della giustizia”.