Categoria: In primo piano

  • Dramma sul lavoro a Palermo, operaio ustionato in cantiere edile

    Dramma sul lavoro a Palermo, operaio ustionato in cantiere edile

    A Palermo grave infortunio sul lavoro questa mattina in via Principe di Villafranca, dove un operaio di 32 anni è rimasto ustionato nel corso di alcuni lavori di impermeabilizzazione di una copertura.

    Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava effettuando la posa di materiale impermeabile sul tetto di un edificio, quando per cause ancora da accertare si è sviluppato un incendio che lo ha rapidamente avvolto.

    Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che, giunti sul posto, hanno spento le fiamme e prestato i primi soccorsi al 32enne. L’operaio, che ha riportato gravi ustioni su varie parti del corpo, è stato affidato al personale sanitario del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale Civico, dove si trova ora ricoverato nel reparto grandi ustionati.

  • Blitz antimafia a Palermo, 7 arresti per estorsioni e rapine del clan di Resuttana

    Blitz antimafia a Palermo, 7 arresti per estorsioni e rapine del clan di Resuttana

    Nella mattinata di oggi la polizia di Palermo ha eseguito un blitz antimafia con 7 arresti, colpendo il clan mafioso di Resuttana. Le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, rapina ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. L’operazione fa seguito a quella dello scorso 10 luglio, quando furono eseguite 18 misure cautelari.

    Gli arresti sono stati effettuati dagli agenti della Squadra Mobile e dalla sezione investigativa dello Sco, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Le indagini hanno permesso di far luce su nuovi episodi estorsivi compiuti da affiliati del mandamento mafioso di San Lorenzo-Resuttana, alcuni dei quali già in carcere dopo il blitz di luglio.

    Sono emerse anche gravi responsabilità per due degli arrestati nella partecipazione alla famiglia mafiosa di Resuttana: uno di loro gestiva un esercizio commerciale nel quartiere diventato punto di incontro per i mafiosi del clan. Inoltre è stata ricostruita una rapina e tre estorsioni aggravate dal metodo mafioso, una delle quali violenta con pestaggio di un imprenditore per rubargli l’auto.

    L’uomo era ritenuto debitore di uno degli indagati e per questo picchiato dai sodali come ritorsione. Tutti gli arrestati hanno agito con le modalità tipiche del metodo mafioso secondo gli investigatori. Infine nell’abitazione di uno di loro è stato trovato un mitra modello Scorpion con matricola abrasa.

    L’operazione odierna conferma ancora una volta la presenza del clan mafioso di Resuttana a Palermo, dedito ad attività estorsive e intimidatorie con l’aggravante del metodo mafioso. Un duro colpo inferto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine alla criminalità organizzata siciliana, grazie al coordimanento investigativo della DDA di Palermo. La lotta alla mafia in Sicilia continua senza sosta.

  • Incidente frontale sulla provinciale: muore giovane di 17 anni

    Incidente frontale sulla provinciale: muore giovane di 17 anni

    Tragedia questa mattina nella zona industriale di Paternò, dove un terribile incidente stradale è costato la vita ad un ragazzo di soli 17 anni. Il giovane, che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 25 novembre, viaggiava a bordo del suo scooter lungo una traversa della Strada Provinciale 58, in direzione della scuola che frequentava, quando si è scontrato frontalmente con un’automobile proveniente dal senso opposto.

    L’impatto è stato violentissimo e il 17enne è stato sbalzato dal mezzo, rovinando sull’asfalto esanime. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: è stato immediatamente soccorso dal personale del 118 giunto sul posto, che ha tentato disperatamente di rianimarlo, purtroppo invano. Il decesso è sopraggiunto poco dopo, durante le operazioni di soccorso, nonostante i ripetuti tentativi di salvargli la vita.

    Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche l’eliambulanza, atterrata nelle vicinanze, oltre alle forze dell’ordine – Polizia Locale e Carabinieri – che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica ed accertare eventuali responsabilità.

  • La piccola Aurora morta a 45 giorni, il papà le spaccato la testa

    La piccola Aurora morta a 45 giorni, il papà le spaccato la testa

    Emergono nuovi, agghiaccianti particolare sul caso della piccola morta dopo solo 45 giorni di vita, massacrata di botte di genitori. Un caso che sta sconcertando l’Italia.

    La piccola Aurora è stata trovata morta nella sua culla all’età di soli 45 giorni. I suoi genitori, Emanuele Savino di 26 anni e Anna Gammella di 19 anni, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato e maltrattamenti in famiglia.

    La dinamica dell’omicidio e i maltrattamenti

    Secondo le indagini, il padre avrebbe colpito violentemente la bambina alla testa, causandole una duplice frattura cranica e un’emorragia fatale. Sul corpo della piccola sono state riscontrate anche ecchimosi, escoriazioni e ustioni, probabilmente provocate dall’acqua bollente usata per il bagnetto serale. Nonostante le evidenti sofferenze, i genitori non sarebbero intervenuti in maniera adeguata per soccorrerla.

    La neonata mai visitata da un pediatra

    È emerso che Aurora non era mai stata visitata da un pediatra. I genitori usavano rimedi “fai da te” per curare i traumi della piccola, come ad esempio lo strutto per le ustioni provocate dall’acqua bollente. Una condotta negligente che ha aggravato la già precaria situazione della bambina.

    Le indagini e gli sviluppi del caso

    Le indagini proseguono per ricostruire gli ultimi momenti di vita della piccola. La Procura continuerà ad ascoltare familiari e testimoni, e non si escludono nuovi sviluppi con l’iscrizione nel registro degli indagati di altre persone. La coppia si dice estranea alle accuse e chiederà i domiciliari. Quando la piccola fu trovata morta nella culla i genitori spiegarono ai carabinieri, che avevano riscontrato ecchimosi, scottature e lesioni sul corpo della neonata, che la figlia si era addormentata dopo aver fatto un bagnetto, senza più svegliarsi. Intanto la morte della neonata ha sconvolto la cittadina di Santa Maria a Vico e l’intera Valle di Suessola. La notizia tiene banco nelle discussioni in paese e nelle riflessioni di parroci e cittadini, che cercano di elaborare il trauma di questa triste vicenda.

  • Terremoto di magnitudo 4 in Sicilia

    Terremoto di magnitudo 4 in Sicilia

    Una scossa di terremoto di magnitudo compresa tra 3.5 e 4 è stata registrata nei pressi di Enna, in Sicilia. Il terremoto è stato rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

    Il terremoto è avvenuto alla 15.04 di oggi 14 novembre 2023. I sismometri dell’INGV lo hanno localizzato a una profondità di 32 chilometri.

    Il sisma ha avuto una profondità di circa 32,2 km ed è stato avvertito nei centri abitati circostanti. Al momento, non si segnalano danni a persone o cose.

    In aggiornamento

  • Lacrime e disperazione ai funerali di Gabriele, vittima del bullismo a 13 anni: «Un Angelo»

    Lacrime e disperazione ai funerali di Gabriele, vittima del bullismo a 13 anni: «Un Angelo»

    Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di Santa Maria della Pietà al cimitero dei Rotoli di Palermo, i funerali di Gabriele, il 13enne morto suicida sabato scorso nella sua abitazione a Villagrazia di Carini (PA). Una comunità sotto shock si è stretta attorno ai genitori del ragazzo, distrutti dal dolore. In lacrime, sorretti dagli amici e dai parenti, mamma e papà hanno detto addio al loro amato figlio.

    Lacrime e dolore per l’addio a Gabriele

    Presenti alle esequie, oltre ai familiari, decine di compagni di classe e insegnanti dell’istituto Vittorio Emanuele Orlando di Carini, dove Gabriele frequentava la terza media. Insieme a loro, tantissimi amici e conoscenti arrivati per portare l’ultimo saluto al giovane.

    “Per me è un angelo”, ha detto commosso il parroco durante l’omelia. Parole di conforto per una famiglia distrutta da un dolore inspiegabile. Gabriele era un ragazzo solare e pieno di interessi. La sua morte improvvisa lascia attoniti.

    Le indagini: ipotesi bullismo

    Intanto proseguono serrate le indagini dei Carabinieri per fare luce sulle cause del suicidio. La Procura ordinaria e quella per i minorenni hanno aperto due fascicoli con l’ipotesi di istigazione al suicidio. L’attenzione degli inquirenti è concentrata su eventuali episodi di bullismo di cui Gabriele potrebbe essere stato vittima. In particolare, i militari stanno analizzando chat, messaggi, email e profili social del 13enne per verificare se sia stato preso di mira e deriso da alcuni compagni che lo chiamavano “gay”.

    Un sospetto agghiacciante, che se confermato potrebbe aver influito sulla già fragile psiche di Gabriele spingendolo al tragico gesto. La dirigente scolastica, sconvolta, ha sospeso ogni attività didattica per elaborare il lutto.

    La scuola si interroga sul bullismo

    Domani difficile ritorno tra i banchi, con il supporto psicologico degli esperti dell’Ufficio Scolastico Regionale, subito attivatisi per assistere studenti e professori. “Avranno il delicato compito di ascoltare, accompagnare e supportare alunni, docenti e famiglie in questo momento”, ha spiegato il direttore Giuseppe Pierro.

    La morte di Gabriele ha scosso le coscienze e riacceso i riflettori sul bullismo, una piaga sociale che non accenna a placarsi. La scuola dovrà interrogarsi su quanto accaduto per evitare altre giovani vite spezzate.

  • Drammatico incidente sul lavoro, due operai volano da ponteggio: uno in codice rosso

    Drammatico incidente sul lavoro, due operai volano da ponteggio: uno in codice rosso

    Questa mattina si è verificato un grave incidente sul lavoro nel cantiere per la ristrutturazione di una ex scuola elementare a San Filippo del Mela, in provincia di Messina. Due operai sono precipitati da un ponteggio, cadendo da un’altezza considerevole.

    Uno dei due, in codice rosso, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Fogliani di Milazzo. L’altro operaio ha riportato traumi ma non sarebbe in pericolo di vita.

    Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e la polizia municipale per effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Si è recato personalmente sul posto anche il sindaco Gianni Pino per accertarsi delle condizioni dei lavoratori.

    Si tratta dell’ennesimo incidente sul lavoro in un cantiere edile. Si prospettano indagini per far luce sulle responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.

  • A Palermo 13enne si toglie la vita, compagni lo deridevano: “Gay”

    A Palermo 13enne si toglie la vita, compagni lo deridevano: “Gay”

    Una tragedia ha sconvolto Palermo e provincia. Un ragazzino di soli 13 anni si è tolto la vita nella sua abitazione in provincia ed ora si indaga sull’ipotesi che il suicidio sia stato causato da episodi di bullismo omofobo.

    Il dramma si è consumato sabato sera, quando i genitori della giovane vittima lo hanno trovato senza vita in casa. Immediata la chiamata ai carabinieri, che hanno avviato le indagini coordinate dalla Procura. L’obiettivo è fare piena luce sul gesto del ragazzo, che frequentava la scuola media Vittorio Emanuele Orlando.

    Fin da subito gli inquirenti hanno seguito la pista del bullismo: secondo quanto emerso, il 13enne sarebbe stato preso di mira e deriso da alcuni compagni proprio per il suo orientamento sessuale. Offese e angherie che con il passare dei giorni sarebbero diventate insopportabili, portandolo alla tragica decisione di farla finita.

    I carabinieri hanno sequestrato il cellulare della giovane vittima per analizzare il contenuto e trovare riscontri a quest’ipotesi investigativa. Altri elementi utili potrebbero arrivare dalle testimonianze di amici e compagni di scuola, che verranno ascoltati per ricostruire il clima di pressione psicologica in cui il 13enne si trovava.

    La dirigente scolastica, sconvolta dall’accaduto, ha deciso di tenere chiuso l’istituto per lutto e annullare le attività previste, compresa una gita. Sarà necessario un percorso di elaborazione di quanto successo che coinvolga l’intera comunità studentesca.

    La morte del ragazzino ha scosso profondamente Palermo, riportando drammaticamente alla ribalta il tema del bullismo omofobo, che colpisce i giovani più fragili con offese, minacce e violenze solo per il loro orientamento sessuale. Un problema purtroppo diffuso nelle scuole italiane, che richiede interventi mirati di educazione al rispetto delle differenze e alla valorizzazione delle diversità.

  • Ragazzino di 13 anni si suicida a Palermo: ipotesi bullismo

    Ragazzino di 13 anni si suicida a Palermo: ipotesi bullismo

    Palermo, 13 novembre 2023 – Un ragazzino di 13 anni si è suicidato sabato pomeriggio a Palermo. Il giovane, che frequentava la terza media in un istituto scolastico del capoluogo siciliano, è stato trovato morto dai genitori, che erano usciti di casa per pochi minuti.

    Secondo le prime indagini dei carabinieri, il ragazzo sarebbe stato vittima di bullismo da parte dei compagni di classe. Lo deridevano. “Gay” gli avrebbero detto e scritto più volte.

    I sanitari del 118 sono accorsi nella sua casa che si trova in un comune in provincia di Palermo, purtroppo però il ragazzo era già senza vita.

    La notizia del suicidio ha sconvolto la comunità scolastica e l’intera città. La scuola ha sospeso le attività didattiche per due giorni e ha inviato una lettera ai genitori degli alunni per esprimere la propria vicinanza ai familiari della vittima. “Siamo profondamente addolorati per la tragica scomparsa del nostro alunno”, si legge nella lettera. “In questo momento di dolore, vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato”.

    Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per accertare le cause del suicidio. I militari stanno sentendo i compagni di classe del ragazzo e i familiari per ricostruire la dinamica dei fatti.

  • Aereo militare americano precipita nel Mediterraneo: 5 morti

    Aereo militare americano precipita nel Mediterraneo: 5 morti

    Cinque militari americani sono rimasti uccisi nello schianto del loro aereo nel Mediterraneo orientale durante un’esercitazione. L’incidente è avvenuto il 10 novembre, ma la notizia è stata resa pubblica solo il 12 novembre dal Comando europeo degli Stati Uniti (Eucom).

    Il velivolo, al momento non identificato e del quale non è stata specificata la rotta, era impegnato in un’esercitazione di rifornimento aereo. «Durante una missione di rifornimento aereo di routine nell’ambito dell’addestramento militare, un aereo militare statunitense con a bordo cinque membri del servizio ha subito un incidente ed è precipitato nel Mar Mediterraneo. Tutti e cinque i membri del servizio a bordo dell’aereo sono rimasti uccisi», ha dichiarato il Comando in un comunicato.

    I nomi dei militari non sono stati ancora resi noti. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha espresso le sue condoglianze per la morte dei cinque militari: «Oggi piangiamo la perdita di cinque militari americani che sono morti durante un addestramento di routine. Ogni giorno i nostri militari mettono a rischio la loro vita per il nostro Paese. Prendono volentieri dei rischi per mantenere il popolo americano al sicuro. E il loro coraggio e altruismo quotidiani sono una testimonianza del meglio degli Stati Uniti», si legge in una nota del presidente che ricorda che «nel weekend in cui ricordiamo i veterani della nostra nazione, affermiamo ancora una volta il sacro obbligo che abbiamo nei confronti di coloro che si offrono volontari per servire gli Stati Uniti».

    In una nota precedente, Eucom aveva chiarito che «non ci sono indicazioni di un’attività ostile» che abbia coinvolto l’aereo nell’incidente. Gli Stati Uniti hanno schierato un gruppo di portaerei nell’area come parte degli sforzi per evitare che la guerra tra Israele e Hamas si trasformi in un conflitto regionale. L’incidente è avvenuto in un momento di tensione nella regione mediterranea. La guerra tra Israele e Hamas, iniziata il 10 maggio 2021, ha causato la morte di centinaia di persone e ha portato a un’escalation di violenza nella regione. Gli Stati Uniti hanno schierato un gruppo di portaerei nell’area per cercare di prevenire un’ulteriore escalation del conflitto.

    Le cause dell’incidente sono ancora in fase di indagine. L’Eucom ha affermato che sta lavorando con le autorità locali per determinare cosa abbia causato lo schianto.