Categoria: In primo piano

  • Incidente sul lavoro, operaio precipita dal tetto di un capannone: è grave

    Incidente sul lavoro, operaio precipita dal tetto di un capannone: è grave

    Grave incidente sul lavoro in provincia di Ragusa, dove un operaio è precipitato dal tetto di un capannone dove stava effettuando lavori di riparazione. L’uomo, un 41enne, è caduto da un’altezza di diversi metri riportando gravi traumi.

    Soccorsi immediati e condizioni critiche

    Soccorso tempestivamente, l’operaio, di nazionalità tunisina, è stato trasportato d’urgenza tramite elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato ricoverato in codice rosso. Le sue condizioni sono giudicate molto critiche dai medici.

    Indagini in corso per ricostruire la dinamica

    Sull’episodio indagano i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e capire come l’uomo sia potuto precipitare dal tetto. Non è infatti ancora chiaro se si sia trattato di una caduta accidentale o se vi siano state delle mancanze relative alle misure di sicurezza sul luogo di lavoro.

    Verifiche sul rispetto delle norme di sicurezza

    Sul posto anche i tecnici dello Spresal per gli accertamenti del caso: saranno loro a verificare il rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e ad appurare eventuali responsabilità sull’accaduto.

  • Insulti, umiliazioni e percosse ai bimbi: chiesti due anni per due maestre siciliane

    Insulti, umiliazioni e percosse ai bimbi: chiesti due anni per due maestre siciliane

    La Procura di Ragusa ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione ciascuna per le due maestre di un asilo di Vittoria accusate di maltrattamenti nei confronti dei loro piccoli alunni. Lo riporta il quotidiano online Ragusaoggi, che ha seguito da vicino la vicenda.

    Le due donne, di 62 e 57 anni, devono rispondere di maltrattamenti aggravati e in concorso per i presunti abusi sui bambini di una classe della scuola dell’infanzia dove insegnavano. Le insegnanti furono arrestate nel gennaio 2020 al termine di accurate indagini condotte dalla polizia del commissariato di Vittoria, che portarono alla luce un quadro inquietante di violenze fisiche e psicologiche ai danni dei piccoli alunni indifesi.

    Insegnanti arrestate e processate per maltrattamenti aggravati

    Secondo l’accusa, le due maestre si sarebbero rese responsabili di quotidiani insulti, umiliazioni, spintoni, strattonamenti e percosse immotivate nei confronti dei bambini, tutti di età inferiore ai 3 anni e pertanto incapaci di reagire o raccontare le angherie subite. Le donne, sottoposte a giudizio immediato, sono a processo davanti al Tribunale di Ragusa.

    Indagini partite dalle segnalazioni di strani comportamenti

    Le indagini della polizia partirono da alcune segnalazioni dei genitori, insospettiti da strani atteggiamenti dei figli che non volevano più andare all’asilo o che mostravano insofferenza verso le maestre. Comportamenti che potevano sembrare innocui ma che in realtà nascondevano episodi ben più gravi.

    Gli agenti decisero così di installare telecamere nascoste nelle classi per monitorare il comportamento delle insegnanti. Dalle immagini emerse un quadro agghiacciante di vessazioni quotidiane, con bambini insultati, spinti con forza, trascinati e percossi dalle maestre ad ogni minimo capriccio.

    Le due donne, interrogate dal Gip Andrea Reale, si sono avvalse della facoltà di non rispondere ma per loro si sono aperte le porte del carcere, con l’arresto ai domiciliari disposto per fronteggiare il rischio di reiterazione del reato. Ora, a distanza di quasi 3 anni dai fatti, è arrivata la richiesta di condanna a 2 anni di reclusione da parte della Procura di Ragusa, convinta che ci siano prove schiaccianti per dimostrare le responsabilità delle due maestre.

  • Violenza al Civico di Palermo: OSS picchiato dai parenti di un paziente

    Violenza al Civico di Palermo: OSS picchiato dai parenti di un paziente

    Momenti di tensione all’ospedale Civico di Palermo, dove un operatore socio-sanitario è stato aggredito da due uomini, parenti di un paziente che stava trasferendo in un altro reparto. I due aggressori, palermitani di 35 e 60 anni, hanno iniziato a inveire verbalmente contro l’operatore per poi passare alle mani e picchiarlo selvaggiamente.

    Intervento dei carabinieri e denuncia

    Tempestivo è stato l’intervento dei carabinieri, allertati dallo stesso malcapitato, che hanno bloccato i due energumeni e li hanno accompagnati in caserma. Dopo aver raccolto la denuncia della vittima, i militari dell’Arma hanno proceduto a denunciare i due uomini per lesioni personali.

    Contusioni per l’operatore sanitario

    L’operatore sanitario aggredito ha riportato contusioni guaribili in pochi giorni. Si tratta purtroppo dell’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale in servizio negli ospedali siciliani, un fenomeno preoccupante che necessita di maggiori controlli e più severe sanzioni.

  • Blackout e furti al Policlinico di Palermo, attività sospese e allarme sicurezza

    Blackout e furti al Policlinico di Palermo, attività sospese e allarme sicurezza

    Black out nell’unità operativa complessa di Anatomia patologica del Policlinico a causa del furto dei cavi elettrici e del danneggiamento del gruppo elettrogeno. L’atto criminale ha causato disfunzioni a diversi macchinari dell’unità operativa complessa e la temporanea sospensione di alcune attività essenziali.

    Cresce l’allarme sicurezza all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria, quotidianamente nel mirino di criminali. Questa mattina in Questura si è svolto un incontro richiesto dal Commissario dell’AOUP Maurizio Montalbano. “Già in passato ho manifestato la mia preoccupazione per la frequenza di questi episodi – afferma Montalbano – anche per la tutela dei pazienti e degli operatori sanitari che si trovano in una condizione di oggettivo disagio emotivo. Purtroppo tutte le iniziative per la sicurezza adottate dall’Azienda non sono sufficienti o comunque non adeguate. Per questo abbiamo chiesto l’intervento delle forze di polizia sottolineando che le azioni delittuose perpetrate ai danni del Policlinico, oltre a determinare danni patrimoniali all’Azienda, comportano danni all’attività assistenziale”.

    Secondo le prime ricostruzioni, sabato scorso, alle 22 circa, l’operatore reperibile dell’Ufficio Tecnico dell’AOUP ha segnalato al call center della ditta incaricata della manutenzione degli impianti la mancanza di energia elettrica presso l’edificio 9 di Anatomia patologica. I tecnici intervenuti hanno riscontrato che il black out era stato provocato da una mancanza di cavi rubati nella linea elettrica di connessione tra il gruppo elettrogeno e gli interruttori generali dell’edificio. Dopo aver verificato i danni provocati al sistema elettrico di emergenza, gli operai hanno lavorato per ore per ripristinare l’alimentazione di tutto l’edificio.

    La professoressa Ada Florena, responsabile dell’Anatomia Patologica, sottolinea: “I danni ai macchinari hanno comportato l’interruzione delle attività. Non è stato possibile procedere alla processazione dei campioni istologici e tale ritardo si ripercuoterà sui tempi di formulazione dei referti diagnostici”. Il giorno prima era stato denunciato il furto di 30 metri di tubazione in rame di gas medicali, non ancora in funzione, installata sul muro dello scivolo di Odontoiatria, e dei tubi di scarico delle grondaie in rame di Medicina legale.

  • Tragedia a Lampedusa, muore bambina di 2 anni

    Tragedia a Lampedusa, muore bambina di 2 anni

    Lampedusa – Ancora una tragedia nel Canale di Sicilia. Una bambina di appena due anni è morta su un barcone di migranti che si è capovolto nei pressi di Lampedusa.

    Il natante, con a bordo 43 persone, si è ribaltato ieri sera a Capo Ponente, la punta ovest dell’isola. Immediato l’intervento di una motovedetta della Capitaneria di Porto, che ha tratto in salvo i naufraghi per poi dirigersi verso il porto.

    Durante il tragitto però, la piccola migrante di 2 anni, che aveva affrontato la traversata insieme ai genitori, è deceduta tra le braccia dei soccorritori. Inutili i tentativi di rianimarla. Una tragedia che si aggiunge alle tante che avvengono ogni giorno nel Mediterraneo.

    Gli altri 42 superstiti sono stati condotti al molo Favarolo, assistiti dalla Croce Rossa e dalle forze dell’ordine. Due bambini di 4 e 6 anni sono stati invece salvati da alcuni pescatori lampedusani e portati al poliambulatorio per controlli.

  • Dramma a Palermo: vola da Ponte Corleone e muore

    Dramma a Palermo: vola da Ponte Corleone e muore

    Un uomo di 59 anni è stato trovato morto in una grotta vicino al fiume Oreto a Palermo, in zona San Raffaele Arcangelo. L’uomo, scomparso da casa da ieri, presentava fratture alle gambe. L’uomo secondo quanto riporta Blog Sicilia, sarebbe volato dal Ponte Corleone.

    A fare la tragica scoperta è stato un familiare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che ne hanno constatato il decesso, i vigili del fuoco per recuperare il corpo e i carabinieri per gli accertamenti. Le cause della morte sono in corso di accertamento.

  • Tragedia sfiorata a Ustica, cuore si ferma in pizzeria: 44enne salvato dall’intervento dell’elisoccorso

    Tragedia sfiorata a Ustica, cuore si ferma in pizzeria: 44enne salvato dall’intervento dell’elisoccorso

    Momenti di terrore ieri sera in una pizzeria nel centro di Ustica, quando un uomo di 44 anni originario di Palermo ma da anni residente sull’isola con la famiglia, ha accusato un malore improvviso mentre era intento nel suo lavoro di pizzaiolo. L’uomo si è sentito male intorno alle 20:30 e ha chiesto aiuto alla guardia medica dell’isola. Pochi istanti dopo, il suo cuore ha cessato di battere ed è crollato al suolo privo di sensi.

    Sono stati attimi drammatici, con i presenti che hanno assistito impietriti alla scena. Il medico di turno è immediatamente intervenuto praticando il massaggio cardiaco e lanciando l’SOS alla sala operativa del 118, coordinata dal dottor Diego Tantillo. Vista la gravità della situazione, è stato inviato l’elisoccorso con un rianimatore a bordo, reduce da un altro intervento salvavita.

    In pochi minuti l’eliambulanza è atterrata nei pressi della pizzeria e il personale sanitario ha proseguito le manovre rianimatorie iniziate dal medico locale. Dopo lunghi tentativi, il cuore del 44enne ha finalmente ricominciato a battere. Un sospiro di sollievo per i presenti e per i soccorritori, che hanno stabilizzato l’uomo prima di caricarlo sull’elicottero e trasportarlo d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo.

    Il pizzaiolo, le cui condizioni restano gravi, è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dove i medici stanno monitorando costantemente i suoi parametri vitali. La prognosi è ancora riservata ma, grazie al pronto intervento dei soccorsi, la vita dell’uomo sembra essere fuori pericolo.

    Quella di ieri sera è solo l’ultima di una serie di emergenze che dimostrano l’importanza vitale del servizio di elisoccorso per gli abitanti delle piccole isole, come Ustica. In casi come questi, dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, il tempestivo arrivo dell’eliambulanza può davvero significare la salvezza di una persona. Provvidenziale è stato l’intervento del rianimatore giunto con l’elicottero, che con la sua professionalità ha strappato alla morte un uomo di appena 44 anni.

  • Arrestato Filippo Turetta, fidanzato-assassino di Giulia Cecchettin

    Arrestato Filippo Turetta, fidanzato-assassino di Giulia Cecchettin

    Filippo Turetta è stato fermato questa mattina in Germania. Lo dice all’ANSA l’avvocato del giovane, Emanuele Compagno, che ne ha avuto conferma poco fa, ed ha informato i genitori. Di lui si erano perse le tracce domenica scorsa, quando la sua auto era stata intercettata in Austria. Per Turetta era stato spiccato un mandato d’arresto europeo.

    Intanto non si danno pace i familiari di Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, ancora ricercato. Il padre Gino ha affidato ai social network il suo immenso dolore: “L’amore vero non umilia, non delude non calpesta, non tradisce e non ferisce il cuore. L’amore vero non urla, non picchia, non uccide”, ha scritto il genitore su Facebook. Parole accorate contro la violenza sulle donne, che hanno commosso gli utenti.

    Poco dopo, un altro straziante messaggio indirizzato direttamente alla figlia: “Amore, mi manchi già tantissimo. Abbraccia la mamma e dalle un bacio da parte mia”. Frasi intrise di nostalgia e rimpianto, condivise insieme a cuori e foto di Giulia.

    Anche la sorella Elena si è sfogata sui social, puntando il dito contro Turetta: “E’ stato il vostro bravo ragazzo” ha ribadito con rabbia su Facebook, come a voler sottolineare l’inaffidabilità di certi uomini che si spacciano per fidanzati modello. In un’altra storia ha rilanciato il post dell’attivista Vagnoli: “Prevedibile dalla descrizione di quel bravo ragazzo, troppo bravo: non farebbe male neanche a una mosca. Certo, a una mosca no. Ma a una donna, beh, quella è tutta un’altra storia”.

    Oggi alle 19 a Vigonovo, in provincia di Venezia, è in programma una fiaccolata per ricordare Giulia e rendere omaggio alla sua giovane vita spezzata. Lacrime e rabbia scandiranno il corteo: una comunità intera si stringerà idealmente attorno ai familiari, nella speranza che l’assassino venga quanto prima assicurato alla giustizia.

  • Tragedia nel Palermitano, muore operaio forestale di 66 anni caduto in un burrone

    Tragedia nel Palermitano, muore operaio forestale di 66 anni caduto in un burrone

    È morto l’operaio forestale che si era infortunato il 21 ottobre scorso nel cantiere forestale di Monte Cuccio, a Palermo, cadendo in un burrone. Calogero Raccuglia, 66 anni, di Torretta, ricoverato in ospedale subito dopo l’infortunio, non ce l’ha fatta.

    Era un lavoratore settantottista, ossia annualmente assunto per settantotto giorni dall’ufficio sviluppo territoriale. “Ancora una volta siamo costretti ad esprimere cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi di una vittima sul lavoro e siamo preoccupati per quanto è accaduto nel settore in questi ultimi mesi”, dichiarano Giuseppe La Bua, segretario territoriale della Uila-Uil di Palermo, Totò Guastella, capo Lega della Uila-Uil di Torretta e Michelangelo Ingrassia, componente del comitato consultivo provinciale Inail di Palermo in rappresentanza della Uil per il settore agroforestale.

    “Constatiamo che nei cinque mesi compresi tra giugno e ottobre di quest’anno, si contano ben cinque infortuni di lavoratori forestali, di cui uno mortale, nella provincia di Palermo. Si tratta di una media statistica senza precedenti e drammatica: un infortunio al mese. L’ultimo in ordine di tempo, ha riguardato il lavoratore di Torretta, vicino al pensionamento per raggiunti limiti di età; vittima di una dinamica simile a quella accaduta il 30 giugno in un cantiere forestale di Misilmeri, dove un lavoratore di cinquantasette anni cadde in un dirupo durante le operazioni di decespugliamento”, aggiungono.

    Per La Bua, Guastella e Ingrassia “è chiaro che nell’organizzazione del lavoro forestale qualcosa, quest’anno, stia funzionando meno del solito e occorre approfondire. Di fronte a una situazione così allarmante, pensiamo che non bastino più attenzione e commenti ma servono azioni e proposte; riteniamo necessaria la convocazione degli organismi previsti dal contratto di lavoro per chiedere e ottenere spiegazioni e analizzare la situazione; pensiamo soprattutto che le organizzazioni sindacali confederali di categoria debbano agire unitariamente nella provincia per rivendicare uniti e con forza il diritto alla salute e sicurezza dei lavoratori forestali”.

  • Dramma a Palermo: giovane trovato morto in casa da giorni

    Dramma a Palermo: giovane trovato morto in casa da giorni

    Palermo – È stata fatta una tragica scoperta a Palermo, in Corso Finocchiaro Aprile. La polizia ha ritrovato il cadavere di un ragazzo nella sua abitazione.

    Secondo le prime informazioni, il giovane sarebbe deceduto già da alcuni giorni, ma le cause esatte della morte sono ancora da accertare. La polizia scientifica sta indagando e al momento non esclude nessuna ipotesi, dal malore improvviso al suicidio.

    Ulteriori dettagli saranno resi noti nelle prossime ore, quando gli inquirenti avranno un quadro più chiaro di quanto accaduto al giovane rinvenuto senza vita nella sua casa di Palermo.