Autore: Gaetano Ferraro

  • Orgoglio siciliano: la croce pettorale di Papa Leone e il confezionamento interno di un artigiano di Misilmeri

    Orgoglio siciliano: la croce pettorale di Papa Leone e il confezionamento interno di un artigiano di Misilmeri

    Misilmeri si trova al centro di una storia di fede e artigianato che raggiunge il cuore del Vaticano. Antonino Cottone, artista misilmerese, ha curato il confezionamento interno della croce pettorale indossata da Papa Leone XIV al momento della sua elezione, un simbolo di profonda importanza religiosa e storica.

    Le reliquie agostiniane: un legame spirituale tra Misilmeri e il Vaticano

    La croce, commissionata dal Postulatore Generale P. Josef Sciberras per l’allora Vescovo, ora Cardinale, Robert Prevost, custodisce al suo interno preziose reliquie legate all’Ordine Agostiniano, di cui il Papa fa parte. Frammenti di Sant’Agostino, Santa Monica e altri beati dell’Ordine sono racchiusi in questo prezioso manufatto, impreziosito da una doppia croce in stoffa moiret e delicate decorazioni a Paperoles. Questo crea un legame spirituale tangibile che unisce la piccola comunità siciliana alla figura del Pontefice. Cottone ha dichiarato: “La croce mi è stata portata dalla Postulazione agostiniana e io mi sono occupato del confezionamento interno e dell’inserimento delle reliquie”.

    La croce pettorale: un simbolo di fede e autorità attraverso i secoli

    Realizzata in oro per il Papa, la croce pettorale rappresenta ben più di un semplice ornamento. È un’insegna episcopale che simboleggia la fede e l’autorità pastorale di chi la indossa. La sua storia è antica, ma la sua adozione ufficiale da parte dei vescovi risale al Concilio di Trento, sancita poi nelle rubriche del messale di Pio V nel 1570. Un simbolo che attraversa i secoli, portando con sé il peso della tradizione e la forza della fede.

    Misilmeri orgogliosa del suo artigiano: Antonino Cottone ambasciatore di talento e fede

    L’intera comunità di Misilmeri, guidata dal Sindaco Rosario Rizzolo e dall’Amministrazione Comunale, esprime orgoglio e ammirazione per il prestigioso lavoro di Antonino Cottone. La realizzazione di un oggetto di così alta importanza religiosa, destinato al Santo Padre, rappresenta un onore per l’artigiano e per l’intera comunità misilmerese, che vede nel talento di Cottone un esempio di eccellenza e devozione.

  • Sparatoria a Monreale, fermo convalidato per Samuel Acquisto: resta al Pagliarelli

    Sparatoria a Monreale, fermo convalidato per Samuel Acquisto: resta al Pagliarelli

    Il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha confermato il fermo di Samuel Acquisto, il diciottenne coinvolto nella sparatoria avvenuta a Monreale, che ha causato la morte di tre giovani. Per il ragazzo, originario del quartiere Zen 2, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’accusa nei suoi confronti è di concorso in strage.

    L’accusa e la dinamica dei fatti

    Secondo gli inquirenti, Acquisto avrebbe preso parte alla rissa tra due gruppi, uno di Monreale e uno di Palermo, scoppiata il 27 aprile. Si sospetta che abbia incitato Salvatore Calvaruso a sparare sulla folla e che, dopo la sparatoria, sia fuggito con lui in moto. Le testimonianze di otto persone e le immagini delle telecamere di sorveglianza lo collocano sulla scena.

    Le dichiarazioni davanti al giudice

    Durante l’interrogatorio di garanzia, Acquisto ha rilasciato dichiarazioni spontanee negando di aver partecipato alla lite e di aver incitato l’amico a sparare. Ha sostenuto di essere stato aggredito e di essersi allontanato dopo la rissa, tornando solo dopo aver sentito gli spari. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’udienza si è svolta nel carcere Pagliarelli, dove Acquisto è detenuto in isolamento.

    Le prove raccolte e la posizione degli indagati

    Le indagini hanno raccolto testimonianze, filmati e dati telefonici che collocano Acquisto sul luogo del triplice omicidio. Il giovane ha ammesso di essere arrivato a Monreale in moto, ma non ha fornito dettagli sulla persona che era con lui. Anche Calvaruso si è avvalso della facoltà di non rispondere, ridimensionando la propria posizione rispetto alle dichiarazioni iniziali sulle responsabilità nella sparatoria.

    Ricerche in corso sul terzo responsabile

    Sono in corso indagini per identificare il terzo individuo coinvolto nella sparatoria, che avrebbe partecipato attivamente esplodendo diversi colpi. Testimonianze raccolte sul posto parlano di un uomo alto con la barba e di un giovane con un giubbotto bianco, ma nessuno degli arrestati corrisponde a queste descrizioni. Gli inquirenti ipotizzano che ci siano state più armi e persone coinvolte.

    Nuove analisi tecniche sulle prove

    I carabinieri del Ris di Messina stanno per avviare ulteriori accertamenti tecnici su abiti, impronte, residui di DNA e altre tracce biologiche. La procura ha notificato l’avviso alle parti per consentire la nomina di consulenti tecnici. L’avvocato di una delle persone ferite, Nicolò Cangemi, ha annunciato la possibilità di nominare un proprio perito per seguire da vicino le operazioni.

  • Operazione antimafia, blitz nel regno di Messina Denaro: arresti

    Operazione antimafia, blitz nel regno di Messina Denaro: arresti

    Nella mattinata odierna, a Partanna, nel Trapanese, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, insieme allo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e alle unità territoriali dell’Arma, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Palermo nei confronti di cinque individui. Tra questi, tre sono stati destinatari della custodia cautelare in carcere, mentre ad altri due è stato imposto l’obbligo di dimora e la prescrizione di presentarsi alle autorità di polizia giudiziaria.

    Indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia

    L’operazione nasce da un’articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Trapani sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli accertamenti hanno portato alla raccolta di gravi indizi sull’esistenza di un sistema illecito che coinvolgeva esponenti di primo piano della famiglia mafiosa di Partanna, appartenente al mandamento di Castelvetrano, e alcuni imprenditori attivi nei settori dell’edilizia e dell’olearia. L’obiettivo del sodalizio sarebbe stato quello di consolidare il proprio controllo sul territorio e sulle attività economiche locali.

    Metodi intimidatori e controllo degli appalti pubblici

    Le indagini hanno permesso di accertare vari episodi: dalla turbativa della procedura concorsuale indetta dal Tribunale di Sciacca per l’acquisizione di un capannone industriale, a pressioni esercitate per orientare l’aggiudicazione di appalti pubblici a beneficio degli indagati o di soggetti a loro vicini. Altri episodi riguardano l’assunzione forzata di familiari nelle imprese olivicole locali, ottenuta mediante intimidazioni ai danni dei rappresentanti legali delle aziende, e la risoluzione di controversie tra privati attraverso minacce e atti intimidatori.

    L’autista di Messina Denaro tra gli indagati

    Tra i destinatari della misura cautelare figura anche un sessantenne, già arrestato nel gennaio 2023 per aver svolto il ruolo di “autista” di Matteo Messina Denaro. Secondo gli inquirenti, l’uomo sarebbe responsabile di un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore oleario, al fine di garantire risorse economiche al latitante.

  • Monreale, sparatoria Via d’Acquisto: al via gli esami del RIS

    Monreale, sparatoria Via d’Acquisto: al via gli esami del RIS

    Palermo – Proseguono senza sosta le indagini sulla sparatoria avvenuta in Via d’Acquisto a Monreale, che ha causato la morte di tre giovani e il ferimento di Nicolò Cangemi. Dopo i primi esami autoptici eseguiti presso l’Istituto di Medicina Legale di Palermo, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti tecnici irripetibili.

    Il Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri di Messina è stato incaricato di condurre analisi biologiche, dattiloscopiche e di microspia elettronica su tutti i reperti raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Monreale sul luogo del delitto e durante le successive fasi investigative.

    L’avvocato Giada Caputo, legale di Nicolò Cangemi, recentemente dimesso dall’ospedale dopo essere stato colpito alla gamba, ha confermato l’avvio di questa nuova fase delle indagini. La Procura ha notificato l’avviso di accertamenti tecnici irripetibili, garantendo alla difesa la possibilità di nominare propri consulenti tecnici di parte.

    L’8 maggio i Carabinieri del RIS di Messina inizieranno le analisi, i cui risultati saranno poi trasmessi alla Procura di Palermo, che coordina l’inchiesta. “Con l’avvio di questi accertamenti tecnici, entriamo nel cuore delle indagini scientifiche”, ha dichiarato l’avvocato Caputo. “Stiamo valutando la possibilità di nominare un nostro consulente che, per conto della difesa di parte civile, possa seguire tutte le operazioni condotte dai Carabinieri del RIS”.

  • Sparatoria a Monreale: decine di Carabinieri e poliziotti al funerale, zero la notte della strage

    Sparatoria a Monreale: decine di Carabinieri e poliziotti al funerale, zero la notte della strage

    Monreale si stringe nel dolore per l’ultimo saluto ai tre giovani vittime della strage del 27 aprile. Una cerimonia funebre carica di commozione, ma anche di rabbia e interrogativi irrisolti. L’assenza di pattuglie delle forze dell’ordine nella notte della sparatoria è un paradosso che pesa come un macigno sulla comunità monrealese. Molti cittadini, e soprattutto i familiari delle vittime, si chiedono come sia stato possibile lasciare sguarnito un centro affollato di giovani in occasione dell’inizio dei festeggiamenti del Santissimo Crocifisso.

    “Se ci fosse stata una presenza, anche minima, di polizia, carabinieri o polizia municipale, forse questa tragedia si sarebbe potuta evitare”, è il pensiero ricorrente tra i presenti alle esequie in cattedrale. Un’amarezza palpabile, che si trasforma in grido di dolore nelle parole di Ilenya Galante, cognata di Andrea Miceli: “Chiediamo giustizia! Com’è possibile che non ci fosse nemmeno una pattuglia?”. Un appello accorato ai giovani accompagna il suo sfogo: “Se vi vogliono rubare il motorino o il cellulare, lasciate perdere, andate via. La vita è più importante di ogni cosa materiale”.

    Parole cariche di dolore e rabbia anche quelle di Marco Pirozzo, fratello di Massimo, una delle vittime. “Si parla di perdono – ha detto con voce rotta dall’emozione – ma come si fa a perdonare una cosa del genere? La nostra unica speranza è che venga fatta giustizia. Altrimenti, come potremo andare avanti?”. Un’assenza, quella delle istituzioni, che pesa ancora di più nell’animo dei familiari. “Nessuno di chi ci governa si è fatto sentire, come se nulla fosse accaduto”, ha aggiunto con amarezza. Straziata dal dolore, la mamma di Massimo, Antonella Ciolino, ricorda il figlio: “Masinu era bello come il sole, un ragazzo buono e amato da tutti, felice della sua vita”.

    Ora, oltre al dolore immenso, restano le responsabilità, non solo penali, ma anche morali. In una serata di festa, con tanti giovani in giro, perché non è stata prevista una maggiore presenza delle forze dell’ordine? Monreale, durante i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso, è da sempre meta di numerosi ragazzi e i locali sono affollati. Non è la prima volta che si verificano episodi di violenza. Perché, dunque, non si è ritenuto necessario garantire un adeguato controllo del territorio?

  • Tragedia Monreale: funerali solenni al Duomo per i tre giovani uccisi

    Tragedia Monreale: funerali solenni al Duomo per i tre giovani uccisi

    Il 2 maggio, alle ore 10.30, la Cattedrale di Monreale ospiterà i funerali di Massimo Pirozzo, Salvo Turdo e Andrea Miceli, i tre giovani tragicamente scomparsi nella sparatoria del 27 aprile. La scelta della Cattedrale è dovuta alla previsione di una grande partecipazione da parte della comunità, desiderosa di unirsi al dolore delle famiglie.

    Il Comune di Monreale ha deciso di sostenere le spese per i funerali, dimostrando vicinanza e solidarietà alle famiglie colpite da questa improvvisa e grave tragedia. L’organizzazione del servizio funebre è stata affidata alla ditta Noto e D’Alcamo.

    Numerose autorità istituzionali sono attese a Monreale per partecipare alla cerimonia funebre e rendere omaggio alle giovani vittime.

    Venerdì 2 maggio, alle ore 21, presso la parrocchia San Filippo Neri dello Zen, si terrà una veglia di preghiera in ricordo dei tre giovani di Monreale. Padre Giovanni Giannalia, guida della parrocchia, invita tutta la comunità a unirsi in questo momento di raccoglimento e speranza, per “allontanare dalle nostre case e dai nostri giovani la suggestione del male”.

  • Il cuore spezzato di Monreale: oggi fiaccolata per i tre angeli

    Il cuore spezzato di Monreale: oggi fiaccolata per i tre angeli

    Monreale si prepara a commemorare Massimo Pirozzo, Salvo Turdo e Andrea Miceli, vittime di una sparatoria avvenuta il 27 aprile a seguito di una lite. La fiaccolata è prevista per stasera, 29 aprile.

    Lacrime e pioggia per le giovani vittime

    Il giorno dopo la tragedia, una folla commossa si è riunita a Monreale per ricordare i tre giovani. Sotto una pioggia incessante, che si mischiava alle lacrime dei presenti, amici e familiari si sono stretti attorno ai luoghi della sparatoria, lasciando fiori e messaggi di cordoglio.

    Il silenzio rotto da un applauso

    Un silenzio carico di dolore ha avvolto la città, interrotto solo dal rumore della pioggia e dai singhiozzi dei presenti. Il sindaco Arcidiacono, presente alla commemorazione, ha espresso parole di conforto e speranza ai giovani. Un lungo applauso liberatorio, tra abbracci e grida di dolore, ha poi rotto il silenzio.

    Lutto cittadino e sospensione delle festività

    Monreale ha proclamato il lutto cittadino fino al giorno dei funerali, ancora da definire. Il Comune ha annullato gli eventi per la Festa del Santissimo Crocifisso, mentre l’Arcivescovo Gualtiero Isacchi ha sospeso la tradizionale processione. Una città attonita e sgomenta si prepara ad un’altra notte di lutto.

  • Monreale: Calvaruso confessa la strage e poi tace

    Monreale: Calvaruso confessa la strage e poi tace

    Salvatore Calvaruso, ex pugile diciannovenne, è stato fermato dai carabinieri tra il 27 e il 28 aprile 2025 in relazione alla strage di Monreale. Durante l’interrogatorio notturno, il giovane ha inizialmente ammesso di aver sparato, fornendo dichiarazioni spontanee. Successivamente, però, di fronte al Pubblico Ministero si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo le sue precedenti ammissioni inutilizzabili dal punto di vista processuale.

    Prove schiaccianti contro il giovane

    Nonostante il silenzio di Calvaruso davanti al PM, le prove a suo carico sembrano essere consistenti. I filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona della sparatoria, unitamente alle testimonianze raccolte, costituiscono elementi probatori importanti. Inoltre, sul luogo della rissa che ha preceduto la sparatoria, sono stati ritrovati gli occhiali che il giovane aveva dichiarato di aver perso durante la notte degli omicidi.

    Il racconto dell’amico e il motorino prestato

    Un amico di Calvaruso, ascoltato dagli inquirenti, ha riferito di aver prestato il proprio motorino all’indagato la notte della strage. Poche ore dopo, Calvaruso avrebbe chiesto all’amico di denunciarne il furto, confessando di aver “combinato un macello” e di aver sparato, uccidendo due persone. Quest’ultima informazione, emersa nelle prime fasi dell’indagine, si è poi rivelata parzialmente errata, dato che il numero delle vittime è successivamente aumentato.

  • Triplice omicidio a Monreale: commando dallo Zen, hanno sparato in 3

    Triplice omicidio a Monreale: commando dallo Zen, hanno sparato in 3

    Una notte di violenza ha insanguinato Monreale. Tre giovani del luogo, Salvatore Turdo di 23 anni, Massimo Pirozzo di 26 e Andrea Miceli di 25, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da un gruppo di dieci persone proveniente dal quartiere Zen di Palermo.

    Un commando armato semina il panico

    Il gruppo, armato di tre pistole semiautomatiche, è giunto a Monreale intorno all’una di notte con l’apparente intenzione di creare scompiglio. Sono stati visti nei pressi della Caffetteria 365, dove si aggiravano intorno ad alcuni motorini parcheggiati. Proprio lì, i tre giovani, tutti residenti a Monreale e senza precedenti penali, stavano trascorrendo la serata.

    Dalla rissa alla sparatoria

    L’intento del gruppo, apparentemente volto al furto dei motorini, è stato subito intuito dai tre giovani che sono intervenuti per impedirlo. Ne è nata una violenta colluttazione, con calci, pugni e lancio di oggetti, come raccontato da alcuni testimoni.

    La fuga, il ritorno e gli spari fatali

    Il gruppo di palermitani si è inizialmente allontanato, ma solo per tornare poco dopo. In sella ai loro scooter, hanno effettuato due giri di perlustrazione intorno al locale, per poi aprire il fuoco. Sembra che a sparare siano stati in tre.

    Indagini in corso per identificare i colpevoli

    Le indagini sono in pieno svolgimento. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare i membri del commando e ricostruire la dinamica precisa dei fatti. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona sono state acquisite e sono al vaglio degli investigatori.

  • Strage di giovani a Monreale dopo una sparatoria, 3 morti

    Strage di giovani a Monreale dopo una sparatoria, 3 morti

    Una notte di festa si è trasformata in tragedia a Monreale, in piazza Duomo, dove una sparatoria ha causato la morte di tre giovani e il ferimento di altre due persone. Il dramma è avvenuto al culmine di un violento scontro tra due gruppi, pare iniziato per futili motivi.

    Dalla rissa agli spari

    Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe scoppiata nei pressi di una pizzeria, degenerando poi in una violenta aggressione in piazza Duomo. I due gruppi, composti da giovani già noti alle forze dell’ordine, si sono affrontati, e uno di essi ha aperto il fuoco, causando il panico tra le numerose persone presenti.

    Vittime e feriti

    Le vittime sono Salvatore Turdo (23 anni), Massimo Pirozzo (26 anni) e Andre Miceli (26 anni), tutti di Monreale. I due feriti, di 16 e 33 anni, sono stati trasportati d’urgenza agli ospedali Ingrassia e Civico di Palermo e versano in gravi condizioni. Scene strazianti si sono consumate all’arrivo dei familiari per il riconoscimento delle vittime.

    Indagini in corso

    I Carabinieri stanno indagando sull’accaduto, acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ascoltando numerosi testimoni. Due giovani, provenienti dal quartiere Zen di Palermo, sono stati interrogati in caserma, in quanto presenti al momento della sparatoria.

    Monreale sotto shock

    La sparatoria ha scosso profondamente la comunità di Monreale, in questi giorni in festa per la celebrazione del Santissimo Crocifisso. Turisti e cittadini si interrogano sull’accaduto, osservando i nastri che delimitano l’area della tragedia. Il deputato regionale Marco Intravaia, presidente del Consiglio comunale di Monreale, ha espresso il suo sgomento per l’accaduto, definendolo “scene da far west”.

    “Purtroppo si aggrava il bilancio della sparatoria notturna. È morto anche il terzo giovane che era in gravissime condizioni. Preghiamo anche per lui, come per le altre due giovani vittime e ci stringiamo attorno alle famiglie. Continuiamo a sperare per gli altri feriti”. Così il deputato regionale e presidente del Consiglio Comunale Marco Intravaia alla notizia di una terza vittima nella sparatoria notturna in piazza.