Autore: Gaetano Ferraro

  • Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Una vita da nababbo ma per il fisco era nullatenente. È la storia di un siciliano arrivato fino alle vette di Hollywood come stuntman di tanti film importanti ma che poi si è dato a operazioni finanziarie che gli hanno permesso di accumulare cifre stratosferiche. La Guardia di Finanza parla di 60 milioni di euro.

    La Guardia di Finanza di Siracusa, in particolare, con il coordinamento della Procura, ha portato alla luce un sofisticato sistema di evasione fiscale internazionale. Al centro delle indagini figura l’uomo, siracusano, dal profilo singolare: uno stuntman, già noto per aver partecipato a produzioni cinematografiche hollywoodiane tra cui Batman Begins, Mission Impossible, Gangs of New York, Ocean’s Twelve, che negli ultimi anni operava all’estero come agente finanziario. Una figura insospettabile che ha suscitato l’interesse investigativo poiché formalmente privo di redditi dichiarati, ma con un elevatissimo tenore di vita.

    Infatti, benché senza alcun impiego in Italia, disponeva di un patrimonio personale di rilevantissima entità: immobili di valore, vetture di lusso, partecipazioni societarie e una residenza esclusiva a Siracusa, comprensiva di piscina e arredi costosissimi. Nonostante tale ricchezza, l’uomo non avrebbe mai presentato la dichiarazione dei redditi, né in Italia né all’estero, risultando completamente sconosciuto all’erario.

    Il suo stile di vita era finanziato tramite fondi depositati su conti correnti esteri, ai quali erano collegate carte di credito utilizzate in Italia per le spese quotidiane e, soprattutto, per l’acquisto di beni di eccezionale pregio. Durante la verifica fiscale, l’analisi dei dispositivi informatici in uso all’indagato ha permesso di rinvenire un’ingente mole di informazioni: corrispondenza elettronica con i clienti, nonché migliaia di file, tra cui numerosi contratti di intermediazione finanziaria redatti in lingua inglese.

    Per ricostruire in modo dettagliato l’origine e l’entità dei redditi occultati, si è rivelato fondamentale l’intervento di militari specializzati in informatica forense, disciplina che consente di analizzare dati digitali ingegnosamente nascosti su tablet e cellulari che diventano poi prove determinanti in ambito giudiziario. La traduzione e l’analisi dei documenti hanno fatto emergere l’esistenza di un sistema abilmente organizzato, incentrato su una società formalmente registrata a Londra e intestata allo stesso indagato. Tale società operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri, spesso caratterizzate da un elevato rischio di insolvenza e per questo escluse dai normali circuiti creditizi.

    Temendo di non ricevere quanto dovuto ovvero di non disporre della merce venduta da tali imprese, i relativi clienti si avvalevano della mediazione della società londinese, che garantiva il buon esito delle operazioni commerciali, assicurando sia l’incasso sia la regolare conclusione della transazione. La società londinese, a sua volta, per fornire le dovute garanzie si rivolgeva a istituti di credito siti in diversi Paesi, presentando falsi estratti conto che attestavano la disponibilità di somme elevate. In questo modo l’indagato, facendo anche leva sulla sua notorietà, induceva le banche a credere di avere fondi sufficienti, convincendole ad anticipare il pagamento della merce al cliente.

    Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che la società londinese, priva di una sede operativa, di fatto era un’entità di comodo, costituita con la sola finalità di celare l’identità del reale beneficiario delle provvigioni: l’agente finanziario e stuntman siciliano. A fronte di tali evidenze, l’analisi approfondita delle movimentazioni bancarie ha permesso di accertare che, nell’arco di un decennio, il soggetto ha percepito redditi – prevalentemente riconducibili a provvigioni – per un ammontare complessivo superiore a 60 milioni di euro, omettendone sistematicamente la dichiarazione all’Amministrazione finanziaria e sottraendosi, conseguentemente, al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro.

    Per eludere i controlli delle autorità fiscali straniere e non destare alcun sospetto, i flussi di denaro (estero su estero) venivano “mascherati”. I soggetti pagatori ricevevano istruzioni precise per indicare nelle causali dei bonifici la dicitura “prestito personale”, così da far apparire le somme come trasferimenti tra soggetti privati e non come corrispettivi per servizi professionali. Ciò rendeva molto più difficile ricondurre i versamenti a un’attività economica reale.

    La Procura ha contestato all’indagato il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, procedendo, altresì, all’acquisizione della documentazione bancaria anche estera mediante l’attivazione di rogatorie internazionali indirizzate a Paesi extra-UE, con l’obiettivo di ricostruire l’ammontare complessivo dei redditi ovunque prodotti e delle movimentazioni finanziarie a lui riferibili.

    A tutela – seppur parziale e in fase iniziale – del credito vantato dall’Erario e su disposizione del Tribunale di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo avente a oggetto l’intero compendio patrimoniale dell’indagato presente sul territorio nazionale, comprendente una villa con piscina, una Porsche Taycan di circa 200.000 euro e disponibilità finanziarie su conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati risulta al momento superiore a 1,5 milioni di euro.

  • Allarme tumori a Partinico: morte due giovani donne

    Allarme tumori a Partinico: morte due giovani donne

    PARTINICO (PA) – Un velo di lutto e angoscia è calato nuovamente su Partinico. La morte di due giovani donne, scomparse a pochi giorni di distanza l’una dall’altra a causa di patologie oncologiche, ha riacceso con prepotenza un dibattito mai sopito e ha trasformato il dolore privato in un grido di allarme collettivo. Quella che per anni è stata percepita come una serie di tragiche fatalità, oggi assume i contorni di un’emergenza sanitaria che la comunità non è più disposta ad accettare in silenzio.

    Il sussurro preoccupato che serpeggiava per le strade e nelle case si è fatto voce forte, esigendo risposte. Perché a Partinico ci si ammala così tanto? Perché il cancro colpisce fasce sempre più giovani della popolazione? Domande pesanti come macigni, che ora trovano una sponda istituzionale nell’iniziativa di un rappresentante del consiglio comunale.

    L’intervento del consigliere Montoleone: “Rompere il silenzio, indagare sulle cause”

    In questo clima di angoscia e smarrimento, si leva la voce del consigliere comunale Gianni Montoleone, che attraverso un messaggio diffuso sui canali social ha voluto catalizzare l’attenzione pubblica e istituzionale sul problema. Montoleone non usa mezzi termini, parlando di una “terribile malattia” le cui vittime sono in aumento e non rappresentano più un evento raro.

    Ecco il testo integrale del suo intervento, che funge da manifesto per un’azione non più procrastinabile:

    “Notizia di oggi: l’ennesima giovane vita spezzata da questa terribile malattia. I casi stanno aumentando. Non è più un evento raro. È qualcosa che entra nelle nostre case, che riguarda giovani e anziani, donne e uomini, ricchi e poveri.

    Non possiamo accettare tutto questo come se fosse inevitabile. Dietro a tanti di questi casi ci sono cause ambientali, cattive abitudini alimentari, inquinamento, stress cronico, fumo, sedentarietà, ritardi nelle diagnosi. Sono fattori su cui possiamo e dobbiamo intervenire.

    Non basta curare. Serve prevenire, serve educare, serve investire nella ricerca e nella sanità pubblica. Serve fare screening gratuiti, serve promuovere uno stile di vita sano, serve denunciare ciò che inquina e ammala i nostri territori. Non possiamo chiudere gli occhi mentre intere generazioni si ammalano. E serve anche parlare. Rompere il silenzio.

    Nella qualità di Consigliere Comunale della Città di Partinico chiederò all’amministrazione e ai colleghi di approfondire la situazione nel nostro territorio.

    È tempo di agire. Tutti. Ora.”

  • Il palermitano Fabrizio Cek combatte e si risveglia dopo il tentato suicidio per bullismo

    Il palermitano Fabrizio Cek combatte e si risveglia dopo il tentato suicidio per bullismo

    Il tiktoker palermitano Fabrizio Cek, 33 anni, si è risvegliato dopo il tentato suicidio. Ricoverato al Trauma Center di Villa Sofia a Palermo, le sue condizioni migliorano. Noto sui social, in particolare su TikTok, con oltre 18.000 follower, Cek era diventato popolare grazie al suo intercalare “Cek”.

    Vittima di bullismo online e offline

    Il giovane, residente allo Zen, era vittima di un continuo bullismo sia online che offline. Sui social, riceveva commenti offensivi e minacce di morte, mentre per strada subiva umiliazioni e aggressioni verbali. Questa situazione insostenibile lo aveva portato a isolarsi e a tentare il suicidio gettandosi dal quarto piano della sua abitazione.

    Il grido d’aiuto inascoltato

    In diverse dirette, Cek aveva denunciato pubblicamente il suo tormento, condividendo la sua sofferenza con i follower. In una delle sue ultime live, diventata virale dopo la tragedia, chiedeva disperatamente: “Dal 27 gennaio sto male, perché mi minacciate e mi dite che mi volete ammazzare? Perché? Che vi ho fatto?”. Un grido d’aiuto rimasto purtroppo inascoltato.

  • Palermo blindata per una notte: tutto pronto per il concertone di Radio Italia Live

    Palermo blindata per una notte: tutto pronto per il concertone di Radio Italia Live

    Palermo si prepara ad accogliere il grande evento musicale di Radio Italia Live, in programma domani sera alle 20:40 al Foro Italico. Mentre cresce l’attesa per una serata che richiamerà decine di migliaia di persone, la città mette a punto un’imponente macchina organizzativa per gestire viabilità, sicurezza e trasporti. Un piano straordinario che trasformerà il volto del centro cittadino per garantire il sereno svolgimento di una delle manifestazioni più attese dell’estate.

    Il Piano Traffico: tutte le strade chiuse e le deviazioni

    Per consentire l’allestimento e lo svolgimento del concerto, il Comune ha varato un piano di limitazioni alla circolazione che interesserà un’ampia porzione del litorale e delle aree limitrofe. Già dalle 7 di stamattina e fino a mezzanotte, la carreggiata di mare del Foro Umberto I, nel tratto da Piazza Tumminello fino ai civici 11 e 12, è stata chiusa per le prove generali, istituendo un doppio senso di marcia sulla carreggiata lato monte.

    I provvedimenti più significativi scatteranno dalle 7 di domani, venerdì 27 giugno, e resteranno in vigore fino alle 5 del mattino di sabato. Sarà interdetto al traffico l’intero asse del Foro Umberto I, la via Cala e la via Francesco Crispi nel tratto compreso tra Piazza XIII Vittime e la stessa via Cala. Chiusure previste anche per via Vittorio Emanuele (tra via Porto Salvo e il Foro Italico), via Lincoln (nel tratto tra Corso dei Mille e il mare), e un reticolo di strade che include via Ponte di Mare, via Tiro a Segno, piazza Kalsa, via Butera e via Torremuzza.

    I divieti di sosta, con rimozione forzata, sono già attivi dalle 18 di oggi in tutte le strade menzionate e nelle aree strategiche come piazza Tonnarazza e il piano di Sant’Erasmo. Una misura eccezionale riguarda la Zona a Traffico Limitato: per agevolare la circolazione, l’ordinanza comunale ha sospeso la Ztl nel solo tratto di via Roma, in entrambe le direzioni, dalle 8 di domani fino alle 6 di sabato mattina.

    Dove parcheggiare: le soluzioni per auto e pullman

    L’amministrazione ha previsto specifiche aree di sosta per chi arriverà in città con mezzi propri. Per i numerosi pullman attesi, sono state designate le zone di via Cappello, via Adorno e viale dei Picciotti. A queste si aggiungono i grandi parcheggi cittadini come il Basile, quello di via Nina Siciliana, il John Lennon e piazzale Ambrosini.

    Per le automobili, una soluzione vantaggiosa arriva da Osp Srl, la società che gestisce i servizi portuali. Saranno messi a disposizione oltre 450 posti auto a tariffa agevolata nei parcheggi Amari (via Crispi), Sammuzzo-Waterfront e presso il Marina Yachting Trapezoidale. Per usufruire della tariffa speciale per la fascia oraria dell’evento, si consiglia di contattare direttamente la società che gestisce i servizi per maggiori informazioni.

    L’alternativa sostenibile: potenziati treni e autobus

    Per disincentivare l’uso dell’auto privata e facilitare un afflusso e deflusso ordinato, è stato potenziato il sistema di trasporto pubblico. Trenitalia, in collaborazione con la Regione Siciliana, ha attivato sei treni straordinari per la notte tra venerdì e sabato, con partenze dalla Stazione Centrale verso Agrigento, Cefalù e Piraineto. “Con questi convogli i partecipanti potranno tornare nelle loro sedi in piena sicurezza, evitando il prevedibile congestionamento di strade e autostrade”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò.

    Anche l’Amat, l’azienda di trasporto pubblico locale, ha predisposto un servizio straordinario. La linea 1 del tram estenderà l’orario di servizio fino alle 3:00 di notte, con corse ogni 17 minuti. Potenziate anche le linee di autobus strategiche: la 101 (Stadio – Stazione Centrale) sarà attiva fino alle 4:55 con una frequenza di 15 minuti, mentre le linee 103 e 107 prolungheranno il servizio fino al termine del concerto. Le linee notturne N5 e N6 saranno rinforzate con vetture aggiuntive per ridurre i tempi di attesa. Le altre linee notturne (N1, N2, N3, N4) manterranno il loro servizio regolare.

    Sicurezza al primo posto: chiudono ville e spazi storici

    A completare il quadro delle misure, la Questura ha disposto, per l’intera giornata di domani, la chiusura al pubblico di alcuni dei luoghi più suggestivi che si affacciano sull’area del concerto. Villa Giulia, Villa Garibaldi e le Mura delle Cattive resteranno inaccessibili per motivi di pubblica sicurezza, al fine di garantire un controllo capillare dell’area e la massima serenità per tutti i partecipanti all’evento.

  • Lingua siciliana, l’appello di 50 poeti: “È già scritta, ora il riconoscimento ufficiale”

    Lingua siciliana, l’appello di 50 poeti: “È già scritta, ora il riconoscimento ufficiale”

    PALERMO – Il siciliano non è un dialetto da relegare al focolare domestico o al folclore, ma una lingua viva, pulsante e, soprattutto, già scritta. Una lingua che possiede una sua forma letteraria consolidata, affinata da secoli di produzione artistica e oggi portata avanti con orgoglio da decine di autori contemporanei. È questo il messaggio forte e chiaro che emerge da una lettera-appello sottoscritta da più di cinquanta poeti, scrittori, autori teatrali, giornalisti, cantautori e “cuntisti”. Un’iniziativa nata per orientare il dibattito istituzionale verso un’unica, ineludibile verità: il siciliano merita un riconoscimento ufficiale che ne tuteli la dignità e ne assicuri la trasmissione alle future generazioni.

    La voce degli autori: “La Lingua nasce e cresce con chi la scrive”

    L’appello nasce dalla volontà di affermare un principio spesso trascurato nel dibattito pubblico: la vitalità di una lingua si misura anche e soprattutto attraverso la sua espressione letteraria. “Sono i poeti e gli scrittori a dare forma e dignità alla lingua, a plasmarla con i loro versi, con i loro racconti, con le loro opere”, si legge nel testo. I firmatari, che quotidianamente usano il siciliano come materia viva della loro arte, respingono l’etichetta riduttiva di “dialetto”, sottolineando l’esistenza di grammatiche, dizionari e una tradizione letteraria che spazia dai grandi classici agli autori moderni.

    La loro non è una rivendicazione astratta, ma una constatazione basata sulla pratica. La lingua siciliana, si afferma nella lettera, è “poesia, storia, resistenza, una eco delle voci di generazioni che hanno plasmato la nostra identità”. Chiedono quindi che le istituzioni culturali e politiche prendano atto di questa realtà e forniscano strumenti concreti di tutela, per evitare che un patrimonio di inestimabile valore venga condannato all’estinzione.

    Un falso mito da sfatare: lo standard scritto e la tutela delle varietà locali

    Uno dei nodi centrali affrontati dagli autori riguarda la preoccupazione, spesso sollevata da chi si oppone all’ufficializzazione, che l’adozione di uno standard scritto possa soffocare le innumerevoli e ricche varianti locali. Una tesi che i firmatari smontano con fermezza: “Niente di più falso”.

    Secondo gli intellettuali, il siciliano possiede già un suo “registro alto”, una lingua letteraria sufficientemente omogenea, utilizzata nel corso dei secoli e ancora oggi in evoluzione. Questo standard, lungi dall’essere un’imposizione artificiale, agisce come un’ancora di salvezza. “Come in altre realtà linguistiche europee, avere uno standard di riferimento per lo scritto non significa negare la varietà, ma tutelarla”, precisano. Le parlate locali continuerebbero a prosperare nei contesti informali, ma la presenza di una forma scritta riconosciuta garantirebbe alla lingua un prestigio e una continuità indispensabili per la sua sopravvivenza. La citazione del professor Alfonso Campisi, ordinario di Filologia Romanza, è lapidaria: “Una lingua che non si vuol far scrivere rischia di essere dimenticata e relegata a un ruolo marginale”.

    Il disegno di Legge all’Assemblea Regionale Siciliana

    L’iniziativa non si limita a una dichiarazione di principio, ma si ancora a un percorso istituzionale ben preciso. I sottoscrittori chiedono un sostegno esplicito al Disegno di Legge-Voto depositato all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) lo scorso 16 maggio. Quel testo rappresenta, ai loro occhi, l’opportunità per trasformare le aspirazioni in legge, garantendo al siciliano l’insegnamento nelle scuole e un sostegno attivo da parte delle istituzioni.

    Sostenere l’insegnamento del siciliano, chiariscono, non è un atto di campanilismo né una minaccia all’unità linguistica nazionale. Al contrario, significa “arricchire il patrimonio culturale e intellettuale delle nuove generazioni”, offrendo loro una maggiore consapevolezza delle proprie radici.

    Una battaglia per l’identità

    La conclusione dell’appello assume i toni di un manifesto culturale. La difesa della lingua siciliana trascende la linguistica per diventare una questione identitaria. Non è una battaglia di retroguardia, ma un investimento sul futuro, un modo per preservare l’anima di un popolo.

    “La nostra lingua è canto, è racconto, è memoria”, concludono gli autori. “Difenderla significa difendere il nostro essere siciliani, significa difendere una parte importante della ricca e variegata cultura d’Italia”. Un messaggio che non si rivolge solo alla politica, ma a ogni singolo siciliano, chiamato a farsi custode di un tesoro che appartiene a tutti.

  • Esplosione a Palermo: crolla parte di una palazzina

    Esplosione a Palermo: crolla parte di una palazzina

    Alle 4:30 circa di questa notte, una violenta esplosione in Piazza Tonnara, nel quartiere Arenella di Palermo, ha causato il crollo di alcune parti di un edificio di tre piani. Le cause dell’evento sono ancora in corso di accertamento.

    L’esplosione ha avuto origine nei locali di una gelateria situata al piano terra dello stabile. Le squadre dei Vigili del Fuoco, giunte sul posto, hanno immediatamente messo in sicurezza l’area. Sono state evacuate due persone dalle loro abitazioni all’interno dell’edificio; entrambe sono state messe in salvo e risultano illese. Al momento non si registrano feriti.

    Nonostante non risultino dispersi, il Nucleo Cinofili dei Vigili del Fuoco sta conducendo una ricerca tra le macerie a scopo precauzionale, per escludere con certezza la presenza di altre persone. Sul luogo è presente anche il personale del Nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) per effettuare i rilievi tecnici necessari a determinare l’origine dell’esplosione.

  • Sicilia Express, la mossa anti caro-voli: confermato il treno per l’estate

    Sicilia Express, la mossa anti caro-voli: confermato il treno per l’estate

    A poche settimane dall’inizio dell’esodo estivo, la Regione Siciliana gioca d’anticipo sul fronte del caro-voli e conferma una terza edizione del Sicilia Express. Il progetto, nato per offrire un’alternativa di viaggio sostenibile a studenti e lavoratori che vivono al Nord, tornerà sui binari per consentire a centinaia di siciliani di rientrare a casa per le vacanze. L’annuncio arriva direttamente dal presidente della Regione, Renato Schifani, che ha assicurato l’impegno del suo governo per replicare un’operazione che nei mesi scorsi ha riscosso un notevole successo.

    Il problema dei costi dei collegamenti aerei con la Sicilia durante i periodi di festività è una questione annosa e sentita. Con l’avvicinarsi dell’estate, i prezzi dei biglietti tendono a lievitare, raggiungendo cifre che per molti diventano insostenibili, trasformando il diritto alla mobilità in un lusso. È in questo scenario che si inserisce il Sicilia Express, un’iniziativa di welfare che mira a calmierare, almeno in parte, l’impatto di queste dinamiche di mercato. L’obiettivo è chiaro: fornire un’opzione di viaggio via terra a un prezzo simbolico, fissato intorno ai trenta euro, per percorrere gli oltre 1.500 chilometri che separano le grandi città del Nord Italia dall’Isola. Questa misura si affianca ad altre azioni messe in campo dalla Regione, come la piattaforma di rimborsi parziali sui biglietti aerei per i residenti.

    La conferma dell’edizione estiva è stata formalizzata dal presidente Renato Schifani, che ha ribadito la volontà politica di sostenere i siciliani fuorisede. “Guardiamo con attenzione ai nostri giovani ai quali consentiremo ad agosto di tornare a casa in Sicilia con poche decine di euro attraverso i treni speciali”, ha dichiarato il governatore. Le sue parole sottolineano la continuità di un progetto che non si configura come un intervento isolato, ma come parte di una strategia più ampia volta a garantire la continuità territoriale e a supportare economicamente le famiglie. L’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità è già al lavoro per predisporre il bando di servizio che affiderà l’operatività del collegamento.

    Sebbene i dettagli operativi per l’estate siano ancora in fase di definizione, il modello ricalcherà con ogni probabilità quello delle fortunate edizioni precedenti. A Natale e Pasqua, il servizio è stato gestito da Treni Turistici Italiani, società del Gruppo FS. I convogli speciali, con una capienza di circa 540-560 posti, partivano da città chiave come Milano e Torino, effettuando fermate intermedie per raccogliere passeggeri lungo la penisola, da Bologna a Firenze fino a Roma, prima di imbarcarsi sui traghetti a Villa San Giovanni. Una volta in Sicilia, il treno si divideva per servire le due direttrici principali verso Palermo e Siracusa. Il viaggio, pur avendo una durata di circa un giorno, era concepito per essere un’esperienza confortevole, con vagoni cuccette, carrozze ristorante e persino momenti di intrattenimento a bordo. Per le edizioni passate, la Regione aveva anche organizzato un servizio di bus navetta, incluso nel prezzo, per portare i passeggeri dalle regioni limitrofe alle stazioni di partenza principali. Le corse estive sono previste in concomitanza del periodo di Ferragosto, con una possibile estensione anche al mese di luglio.

    La decisione di replicare l’iniziativa si fonda sui risultati eccezionali delle edizioni natalizia e pasquale. In entrambe le occasioni, i biglietti messi in vendita sono andati esauriti nel giro di poche ore, a testimonianza di una domanda altissima. Per Pasqua, i 560 biglietti per l’andata e altrettanti per il ritorno sono terminati in appena un’ora, un dato che il presidente Schifani ha definito la “conferma della bontà della strategia del mio governo”. Questo “sold out” immediato, se da un lato certifica il gradimento del pubblico, dall’altro, secondo alcuni osservatori, evidenzia come i posti offerti siano una goccia nel mare rispetto alla reale necessità di mobilità dei siciliani, ponendo l’accento sulla necessità di soluzioni più strutturali al problema dei trasporti.

  • Corleone, corsa contro le fiamme per salvare il grano: agricoltore si lancia dal trattore

    Corleone, corsa contro le fiamme per salvare il grano: agricoltore si lancia dal trattore

    Nel cuore dell’inferno di fuoco che ha aggredito le campagne siciliane, tra Roccamena, Camporeale e Corleone, si è consumato un dramma nel dramma, fortunatamente senza conseguenze fatali. Un agricoltore, tra i tanti corsi in aiuto con il proprio trattore per arginare l’avanzata del rogo, è scampato alla morte. L’uomo si trovava alla guida del suo mezzo agricolo su un terreno scosceso, nel tentativo coraggioso di creare una fascia tagliafuoco. Improvvisamente, ha perso il controllo del veicolo. L’ipotesi più accreditata è che il calore intenso delle fiamme abbia sciolto o danneggiato i tubi dell’impianto frenante. Trovandosi senza freni in un punto impervio e confuso dalla situazione critica, ha compiuto l’unico gesto possibile per salvarsi: si è lanciato dal trattore. Il mezzo, ormai senza guida, è capitolato rovinosamente tra le colline, distruggendosi nell’impatto.

    Il contesto di questa vicenda è un vasto incendio divampato ieri nelle aree rurali tra i comuni di Corleone e Camporeale. Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, si sono sviluppate in prossimità della Strada Statale 624 Palermo-Sciacca, dirigendosi minacciosamente verso il territorio di Roccamena. Il rogo ha causato danni significativi, aggredendo diverse colture di grano pronte per il raccolto e distruggendo interi campi di fieno. L’incendio ha lambito anche la vegetazione circostante il lago Garcia, mettendo a rischio un’area di notevole interesse naturalistico.

    La risposta all’emergenza è stata immediata e ha visto una straordinaria collaborazione sul campo. Squadre dei vigili del fuoco e del corpo forestale sono intervenute tempestivamente per fronteggiare l’incendio. A loro si sono uniti numerosi contadini e agricoltori della zona, che non hanno esitato a impiegare i propri trattori come mezzi di fortuna per creare barriere e limitare la diffusione del fuoco. È stato proprio grazie a questo sforzo congiunto che si è riusciti a domare il rogo, riuscendo a contenere i danni e a salvare buona parte dei raccolti e della vegetazione che altrimenti sarebbero andati perduti.

  • In Sicilia le spiagge sono le più economiche d’Italia

    In Sicilia le spiagge sono le più economiche d’Italia

    Dalla rilevazione dei prezzi dei servizi balneari di Federconsumatori per l’estate 2025 emerge che, anche quest’anno, la Sicilia è la Regione italiana più economica: ombrellone, sdraio, lettino e pedalò costano sensibilmente meno della media nazionale, e gli abbonamenti stagionali costano addirittura il 50% in meno.

    Come di consueto, Federconsumatori ha chiesto i prezzi dei vari servizi in un campione di lidi privati in tutta Italia. In Sicilia le rilevazioni dei prezzi sono state fatte nelle province di Palermo, Catania e Trapani.

    Pur restando relativamente bassi, i prezzi di tutti i servizi balneari in Sicilia sono in aumento rispetto al 2024: l’ombrellone costa il 4% in più, la sdraio il 3% in più, il lettino il 10% in più, l’abbonamento giornaliero l’11% in più, quello mensile il 5% in più, quello stagionale il 3% in più e un’ora in pedalò o sup costa il 4% in più.

    Gli incrementi, in media, sono quindi del 6%, un dato che è ben oltre l’inflazione e, soprattutto, è il più alto (come crescita, in percentuale) tra tutte le Regioni.

    Analizzando i dati si nota subito una cosa: ad aumentare di più sono i prezzi di lettini e abbonamenti giornalieri, mentre crescono molto meno gli abbonamenti mensili e stagionali.

    E questo, purtroppo, vuol dire che i gestori dei lidi prevedono l’ennesima stagione di turismo mordi e fuggi, che cercheranno di monetizzare al massimo alzando i prezzi di quello che venderanno di più: il posto comodo con lettino per un giorno e l’abbonamento complessivo per un giorno.

    Inutile alzare molto i prezzi di un abbonamento mensile o stagionale, se si prevede che già se ne venderanno pochi. Molto più redditizio alzare i prezzi del lettino per un giorno e venderlo trenta volte in un mese.

    “Sono dati dai quali emerge un giudizio dolce-amaro – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – Da una parte non possiamo non vedere che i servizi nelle spiagge siciliane costano molto meno che nel resto d’Italia, ma dall’altra non possiamo nemmeno fare finta di non capire il perché: i siciliani non hanno soldi da spendere per le vacanze, mentre i turisti ormai passano dalla Sicilia per pochi giorni”.

    E’ utile ricordare, tra l’altro, che ad influire molto su questo segmento di consumo c’è il drammatico aumento dei costi che i siciliani residenti nel resto d’Italia devono affrontare per tornare a casa per le vacanze: se una famiglia di tre persone deve spendere 1.500 euro, o anche di più, di solo viaggio per stare due settimane in Sicilia, di sicuro non avrà molto da spendere al lido.

    “Purtroppo questa nostra valutazione – conclude Alfio La Rosa – non è quasi per nulla diversa da quella che abbiamo fatto l’anno scorso, perché la situazione è praticamente identica: il mare in Sicilia costa poco perché i siciliani sono sempre più in difficoltà, i turisti restano sempre meno e perché venire in Sicilia costa sempre di più”.

  • Trapani sogna il ritorno di Ryanair, arriva una base a Birgi?

    Trapani sogna il ritorno di Ryanair, arriva una base a Birgi?

    Ryanair torna a volare da e per l’aeroporto di Trapani? Una indiscrezione per cui si attende l’ufficialità ma che sembra più che plausibile. In queste ore infatti si fanno sempre più insistenti le notizie sull’apertura di una nuova base della compagnia irlandese presso l’aeroporto di Birgi, anticipate dalla pagina “Sicilia in volo” che ha diffuso la notizia è accendendo le speranze per un possibile rilancio dello scalo siciliano.

    L’apertura di una base aerea, con la presenza, in una prima fase, di un aeromobile della compagnia aerea low cost, rappresenterebbe un importante traguardo per il territorio trapanese, atteso e auspicato da tempo. Sarebbe il coronamento di un Ulavoro che da tempo l’Airgest, società di gestione del “Vincenzo Florio” guidata da Salvatore Ombra sta portando avanti. Lo scopo della società di gestione incrementare il traffico e l’operatività dello scalo.

    Dopo la decisione della Regione Siciliana di eliminare l’addizionale comunale sui biglietti negli aeroporti di Trapani, Comiso, Pantelleria e Lampedusa, resa nota nel marzo scorso, il vettore irlandese aveva subito comunicato l’intenzione di investire in nuove rotte in particolare sull’aeroporto di Trapani e anche sulla possibilità di tornare ad avere una propria base operativa nello scalo. Nel corso dei prossimi giorni giorni di sicuro se ne saprà di più magari con un comunicato ufficiale da parte della Airgest o di Ryanair che potrebbero confermare (o smentire) l’arrivo di Ryanair all’aeroporto di Trapani, un arrivo che comunque sarebbe accolto positivamente.