Autore: Gaetano Ferraro

  • Trovato il cadavere di un uomo in spiaggia: è di un 42enne scomparso

    Trovato il cadavere di un uomo in spiaggia: è di un 42enne scomparso

    Si conclude nel peggiore dei modi la vicenda della scomparsa di Paolo Mollica Nardo, il 42enne messinese di cui non si avevano più notizie dallo scorso 10 gennaio. Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato nel primo pomeriggio di oggi tra Contesse e Villaggio Unrra.

    Esce dal bus e scompare nel nulla

    Mollica Nardo era scomparso dodici giorni fa, dopo essere sceso da un autobus Atm lungo la statale 114. La denuncia della famiglia aveva fatto scattare immediatamente le ricerche da parte delle forze dell’ordine, che hanno setacciato l’intera zona sud della città, anche con l’ausilio di droni e volontari della protezione civile.

    Si spegne la speranza: Paolo Mollica Nardo trovato senza vita

    Purtroppo le speranze di ritrovarlo in vita si sono infrante oggi pomeriggio, quando gli agenti della polizia di Stato e della polizia metropolitana, impegnati in un servizio di perlustrazione, hanno rinvenuto il corpo senza vita dell’uomo nei pressi della spiaggia, a poca distanza dal punto della sua ultima segnalazione.

  • Abusi alla moglie e figli: a Monreale marito-orco condannato

    Abusi alla moglie e figli: a Monreale marito-orco condannato

    In una sentenza che segna un punto fermo nella lotta contro la violenza domestica, il Tribunale di Palermo ha inflitto una pesante condanna a un uomo ritenuto colpevole di una serie di gravi reati contro la propria famiglia. L.L., 47 anni, è stato condannato dal Giudice per l’Udienza Preliminare, Ivana Vassallo, a 7 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a pene accessorie tra cui l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la perdita della potestà genitoriale, e a una misura di sicurezza di un anno al termine della detenzione.

    I gravissimi fatti, avvenuti a Monreale tra il 2016 e il 2021, hanno visto L.L. rendersi responsabile di atti di intimidazione e di abusi sia fisici che psicologici nei confronti della moglie D.R., oggi 40enne. Gli episodi di violenza, tra cui aggressioni con calci e pugni, tirate di capelli, lanci di oggetti e minacce di morte, sono stati perpetrati spesso alla presenza dei loro figli minori e hanno incluso anche costrizioni a rapporti sessuali non consensuali da parte della moglie.

    L’ombra della violenza si è allungata sulla vittima per anni, mentre questa, nel silenzio, cercava di proteggere i propri genitori anziani e l’immagine dei figli, testimoni involontari della brutalità paterna. Il coraggio di D.R. di rivolgersi alle autorità è scaturito solo dopo aver ottenuto il sostegno legale degli avvocati Salvino e Giada Caputo, grazie ai quali ha potuto denunciare le violenze presso i Carabinieri.

    La Procura della Repubblica di Palermo, riconoscendo la gravità dei fatti, aveva sollecitato l’esame di D.R. e dei figli attraverso un incidente probatorio. Parallelamente, con l’ausilio dell’avvocato Francesca Fucaloro, D.R. ha avviato la procedura di separazione giudiziale presso il Tribunale Civile di Palermo. Il drammatico racconto delle vittime durante l’incidente probatorio ha posto in evidenza la portata del trauma subito.

    L.L., optando per il giudizio abbreviato, ha evitato di rispondere durante le indagini e di comparire alle udienze. La moglie e le figlie, rappresentate legalmente dai Caputo, si sono costituite parti civili. Il Giudice Civile ha successivamente decretato la separazione dei coniugi, affidando le figlie alla madre e imponendo a L.L. un assegno di mantenimento.

    La sentenza finale, che supera la richiesta di condanna di 6 anni e 8 mesi avanzata dal Pubblico Ministero, ha anche imposto a L.L. il divieto di avvicinamento alla ex moglie e alle figlie, oltre al risarcimento dei danni morali e fisici. Gli avvocati Caputo e Fucaloro hanno espresso apprezzamento per il coraggio dimostrato da D.R., sottolineando l’importanza della sua denuncia nel prevenire ulteriori violenze.

  • Omicidio di Vincenzo Trovato, condannato a 10 anni Gianvito Italiano

    Omicidio di Vincenzo Trovato, condannato a 10 anni Gianvito Italiano

    Arriva oggi la sentenza per l’omicidio del giovane Vincenzo Trovato, ucciso la notte del 12 agosto 2022 sul lungomare Felice D’Anna di Balestrate. Dopo un lungo dibattimento, la Corte d’Assise della II sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Vincenzo Terranova e composta dal giudice Mauro Terranova, ha condannato a 10 anni di reclusione Gianvito Italiano, il castelvetranese accusato di aver inferto la coltellata fatale a Trovato.

    La Corte ha riqualificato il reato da omicidio doloso a omicidio preterintenzionale, ritenendo prevalente la circostanza attenuante della provocazione. Respinta invece l’aggravante contestata dall’accusa.

    Italiano, difeso dall’avvocato Franco Lo Sciuto, è stato giudicato colpevole. Inizialmente il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e i sostituti Alfredo Gagliardi e Daniele Sansone avevano chiesto una condanna a 16 anni e 4 mesi, senza invocare l’ergastolo.

    Oltre al pagamento delle spese processuali, Italiano dovrà risarcire i familiari della vittima, costituiti parte civile e difesi dall’avvocato Giuseppe Muscolino. Una sentenza che chiude il primo grado di giudizio su un caso che ha scosso la comunità di Trappeto e l’opinione pubblica.

  • Dolore a Monreale, crolla uno degli alberi monumentali più importanti della Sicilia

    Dolore a Monreale, crolla uno degli alberi monumentali più importanti della Sicilia

    A Monreale è crollato uno degli alberi più grandi e maestosi della Sicilia. Si tratta di uno dei due enormi Ficus macrophylla che si trovavano all’interno della Villa Comunale di Monreale, purtroppo abbandonata ormai da decenni all’incuria e al degrado più assoluto. Questo crollo rappresenta una gravissima perdita per il patrimonio culturale, storico e ambientale della città normanna, già duramente provata dall’incuria del tempo, ma costituisce anche un grave danno all’immagine e al decoro urbano.

    Crolla uno degli alberi più maestosi della Sicilia abbandonato da decenni nella Villa di Monreale

    All’interno della Villa Comunale, un tempo fiore all’occhiello di Monreale e luogo di ritrovo e svago per generazioni di cittadini, vi erano due maestosi Ficus macrophylla, noti come “i fichi del Belvedere”. Questi alberi secolari svettavano all’interno del celebre Belvedere della Villa, purtroppo anch’esso in abbandono da decenni. Uno dei due ficus è improvvisamente crollato il 6 gennaio scorso, finendo nei giardini sottostanti di proprietà dell’Arcivescovado monrealese. Per fortuna la caduta non ha provocato feriti, ma ha senz’altro destato profondo sconcerto e rammarico nei tanti monrealesi che da sempre amavano questi alberi come veri e propri simboli della città.

    Nessun intervento di restauro per salvare l’albero nonostante gli appelli: radici soffocate per anni

    Piantati alla fine dell’Ottocento, questi ficus hanno accompagnato la vita di intere generazioni, diventando nel tempo un patrimonio storico e affettivo per l’intera comunità. Il loro stato di salute era però compromesso da anni, come molti avevano fatto notare, senza però che nulla di concreto venisse fatto dalle varie amministrazioni succedutesi alla guida della città. Nessun intervento di restauro significativo né alcuna opera di salvaguardia di questi alberi ultracentenari, nonostante il loro inestimabile valore.

    La comunità piange la perdita di un simbolo del passato, sperando sia da monito per il futuro

    Secondo alcuni esperti, la causa del cedimento è da ricercare in una prolungata “asfissia” delle radici, che negli anni non hanno potuto svilupparsi adeguatamente né emettere le caratteristiche radici aeree tipiche della specie, che avrebbero consolidato e rinforzato la pianta. Ci si interroga ora se si sarebbe potuto fare di più per evitare questa perdita, attraverso interventi mirati e un monitoraggio costante delle condizioni dell’albero.

    La comunità monrealese piange questo simbolo del passato, vittima dell’incuria del tempo e dell’uomo. Si spera che questa drammatica perdita possa almeno servire da monito per la salvaguardia di ciò che resta del patrimonio ambientale e storico della Villa, affinché non vada distrutto un lascito così prezioso.

  • Ancora sangue a Palermo, muore in scooter Filippo La Barbera: lascia moglie e figlio

    Ancora sangue a Palermo, muore in scooter Filippo La Barbera: lascia moglie e figlio

    A Palermo si continua a piangere vittime delle strade. L’ennesima vita spezzata è quella di Filippo La Barbera, di 43 anni. L’uomo, palermitano, era in sella al suo scooter Piaggio Beverly ma, all’improvviso, ha perso il controllo del mezzo a due ruote, schiantandosi.

    L’incidente si è verificato nella nottata del 5 gennaio in via Lanza di Scalea, nelle vicinanze del supermercato Il Centesimo. La vittima risiedeva nel quartiere Zisa di Palermo e stava andando verso il centro del Capoluogo. Forse a causa del manto stradale danneggiato, lo scooter ha perso aderenza ed è finito sull’asfalto. Un impatto violento al suolo avrebbe ucciso Filippo La Barbera, che sarebbe morto quasi subito. Nulla infatti hanno potuto fare i soccorritori giunti sul luogo dell’incidente, visto che La Barbera al loro arrivo era già privo di vita.

    Forse il manto stradale la causa della tragedia

    Dai primi rilievi sembrerebbe che non vi sia stato alcun contatto con altri mezzi. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’infortunistica che dopo i primi rilievi hanno anche avanzato alcune ipotesi sulle cause dell’incidente, come qualla del manto stradale danneggiato. Serviranno però ulteriori indagini per meglio ricostruire le cause dello schianto che hanno ucciso La Barbera.

    Lascia moglie e figlio la vittima 43enne

    Filippo La Barbera, come detto abitava nel quartiere Zisa di Palermo. Lascia la moglie e un figlioletto. Tanti i familiari, i parenti e gli amici che in queste ore stanno lasciando numerosi messaggi sui social. “Quando parlavamo ricordo benissimo il tuo grande desiderio di avere una famiglia – scrive Tiziana in un messaggio commovente -, un figlio ed hai realizzato il tuo sogno ed io ho gioito per te, non ti dico quando sei diventato padre, strafelice per te, per voi e desso te ne sei andato e l’incazzatura è proporzionata alla felicità che ho provato per te. Filippo La Barbera non ti si può dimenticare e mi dispiace immensamente per tutto ciò, vivrai negli occhi e nel sorriso tuo figlio che ti assomiglia tanto, proteggi lui e la sua mamma da lassù ma so che lo farai, è stato facile volerti bene e il mio pensiero va anche a tua sorella. Vi stringo tutti in un abbraccio”.

  • Teresa Mannino travolge il pubblico di Palermo: “Torniamo a desiderare”

    Teresa Mannino travolge il pubblico di Palermo: “Torniamo a desiderare”

    In questi giorni Teresa Mannino sta riempiendo il Teatro Massimo di Palermo con il suo show da tutto esaurito. Una botta di comicità tutta siciliana, che passa in rassegna alcune delle fasi più significative della sua vita, in un racconto vero e spontaneo che strappa risate ma che lascia anche una finestra aperta nelle menti di chi l’ascolta, portando alla riflessione su temi universali che toccano tutti da vicino.

    Lo spettacolo “Il giaguaro mi guarda storto”

    Teresa Mannino ha scelto di portare in tournée nei principali teatri italiani il suo nuovo spettacolo “Il giaguaro mi guarda storto”, che sta riscuotendo un enorme successo di critica e di pubblico. Anche a Palermo, sua città natale, i biglietti sono andati letteralmente a ruba nel giro di pochi minuti. La comica palermitana sta riempiendo ogni sera fino all’inverosimile il prestigioso Teatro Massimo, tempio della cultura siciliana, un palcoscenico più che meritato per lei.

    Uno spettacolo tra risate e riflessioni profonde

    Circondata da suggestive sfere mobili che cambiano posizione e colore, intrattiene il pubblico per una buona ora e mezza senza mai calare il ritmo, parlando di sé e della sua vita in modo brillante e autoironico, come lei soltanto sa fare. Tutto parte dai suoi sogni e desideri di bambina, dalle sue origini, dalla sua amata Sicilia. Poi si passa al rapporto con i figli ormai adolescenti, che come tutti i teenager si scontrano con mamma e papà. La Mannino affronta questi e altri argomenti sensibili senza mai cadere nel banale o nel già sentito, con un guizzo di originalità sempre pronto a far sussultare lo spettatore tra una grassa risata e l’altra.

    Un appello a ritrovare la gioia di vivere

    Risate a crepapelle, dunque, allo spettacolo di Teresa Mannino, ma anche momenti di profonda riflessione sulla condizione attuale dell’essere umano, sulle paure e le speranze dell’uomo del post-pandemia.

    Con acume e sensibilità, la comica palermitana si sofferma sulla nostalgia dell’uomo moderno per la socialità perduta, sulla mancanza di desideri e slanci vitali, chiudendo lo spettacolo con un accorato appello a ritrovare la gioia di vivere. Teresa Mannino incarna alla perfezione l’anima profonda della sicilianità, ne è l’emblema vivente: quella consapevole che le donne sono davvero il motore del mondo e che solo con ottimismo, voglia di riscatto e sorriso la vita può essere migliore. Grande curiosità nei suoi confronti anche per la recente notizia della sua partecipazione come co-conduttrice al prossimo Festival di Sanremo accanto ad Amadeus: anche lì ci aspettiamo il suo estro e la sua verve travolgente.

  • I siciliani Ilenia e Giuseppe ad Affari Tuoi, vincono 77mila euro ma ne perdono 200mila

    I siciliani Ilenia e Giuseppe ad Affari Tuoi, vincono 77mila euro ma ne perdono 200mila

    Ilenia da Acireale in provincia di Catania la partecipante della puntata del 2 gennaio di Affari Tuoi, il game show del preserale di Rai Uno, condotto da Amadeus. Ilenia era in compagnia del marito Giuseppe, con cui è sposata da un anno. La siciliana ha anche raccontato al grande pubblico di Rai Uno di aver scoperto in questi giorni di essere in dolce attesa.

    Una bella partita quella di Ilenia, che ha pescato tanti pacchi blu all’inizio della puntata. È rimasta con i pacchi più alti da 100, 200 e 300 mila euro. Ha rifiutato l’offerta da 39 mila euro avanzata dal dottore scegliendo di andare avanti nel gioco. Poi è avvenuto l’incredibile: Ilenia ha pescato tutti i pacchi blu, restando solo con pacchi rossi. In studio il tripudio per i fortunati concorrenti.

    Il dottore ha poi offerto 57 mila euro rifiutati dai due coniugi siciliani. Sono rimasti con i tre pacchi più alti e uno da 30 mila euro. Il dottore ha fatto una nuova offerta: 77 mila euro. Non hanno resistito: hanno accettato l’offerta. “Dobbiamo diventare genitori e ci sono tantissime spese da accettare. Noi accettiamo”.

    Alla fine però si sono aperti tutti i pacchi. Ilenia e Giuseppe avevano un pacco dal valore enorme: 200 mila euro. I due siciliani quindi portano a casa 77 mila euro ma ne avrebbero potuto vincere molti di più. Un rimpianto per Ilenia e Giuseppe che però realizzano il sogno di aver potuto estinguere il mutuo della propria casa.

  • Frode da 1,5 milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza: 133 indagati in Sicilia

    Frode da 1,5 milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza: 133 indagati in Sicilia

    Una maxi frode da oltre 1,5 milioni di euro ai danni dello Stato è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Trapani, che ha denunciato 133 persone per aver percepito indebitamente il Reddito di Cittadinanza. Le Fiamme Gialle, al termine di approfondite indagini, hanno passato al setaccio centinaia di domande per il sussidio presentate nella provincia trapanese, incrociando i dati con le banche dati in uso al Corpo e facendo accurati accertamenti sul territorio.

    È emerso così che 133 richiedenti avevano dichiarato il falso o omesso informazioni rilevanti pur di ottenere il beneficio economico. In totale, hanno intascato indebitamente oltre 1,5 milioni di euro di soldi pubblici. Si tratta dell’ennesimo duro colpo inferto dalla Guardia di Finanza ai furbetti del Reddito di Cittadinanza, che approfittano di un’importante misura assistenziale per arricchirsi illecitamente a spese della collettività.

    Particolarmente originale è stata l’indagine condotta dai finanzieri di Castelvetrano, che hanno passato al setaccio le domande di alcuni genitori a cui erano stati tolti i figli minori per gravi carenze nell’assistenza. La legge prevede che in questi casi i figli allontanati non possano essere considerati come parte del nucleo familiare, mentre 24 richiedenti li avevano comunque inclusi nella domanda per gonfiare artificialmente il numero dei componenti e ottenere più soldi. Per questa frode sono stati recuperati quasi 300mila euro.

    “Le nostre indagini – spiega il colonnello Andrea Appella, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Trapani – derivano da un’attenta intelligence che incrocia tutte le banche dati disponibili con accurati accertamenti sul territorio. In questo modo riusciamo a scovare i furbetti e assicurarli alla giustizia. Continueremo a monitorare il corretto impiego dei fondi pubblici perché siano destinati a chi ne ha realmente bisogno”.

  • Omicidio a Palermo: Rosolino Celesia ucciso con una pistola dopo una lite

    Omicidio a Palermo: Rosolino Celesia ucciso con una pistola dopo una lite

    Palermo è una città violenta, soprattutto al calar delle tenebre. L’omicidio di questa notte è l’ennesima prova che qualcosa non funziona più nella movida cittadina, sempre più violenta.

    Rosolino Celesia aveva 22 anni. Non si sa ancora qual è il motivo che ha generato la rissa nei pressi di una discoteca di via Pasquale Calvi. Non si sa ancora nemmeno chi ha premuto il grilletto, uccidendo il giovane palermitano. Due i colpi fatali che hanno ucciso il ragazzo: uno al collo e uno al torace. Per lui si è rivelato inutile il trasporto all’ospedale Civico.

    Risse, danneggiamenti, fiumi di alcool, spesso venduto a ragazzini. Ma anche lo stupro di gruppo della 19enne palermitana, sono tutti episodi che lasciano presagire una deriva sempre più violenta e che nulla ha a che fare con il divertimento.

    Intanto indaga la squadre mobile della Polizia di Stato per ricostruire i dettagli della vicenda. Intanto Palermo piange l’ennesima vittima di una città sempre più violenta.

  • Monreale in lutto, morta a 103 anni nonna Nella Toffoletti

    Monreale in lutto, morta a 103 anni nonna Nella Toffoletti

    Monreale è in lutto per la scomparsa di una delle sue cittadine più anziane e stimate, Nella Toffoletti, deceduta nella notte tra domenica e lunedì all’età di 103 anni presso la casa di riposo Villa Ceraulo a Giacalone.

    Nonna Nella, come era conosciuta e amata da tutti, ha lasciato nel dolore i tre figli Tony, Liliana e Franca Sciortino, i sette nipoti e i dodici pronipoti. La sua morte è stata inaspettata nonostante l’età avanzata, poiché l’anziana donna godeva di ottima salute e lucidità mentale.

    Nata il 14 maggio 1920 a Coia, piccolo paese delle Prealpi Giulie in provincia di Udine, Nella Toffoletti ha attraversato un secolo di storia italiana ed europea, dalla Seconda Guerra Mondiale vissuta in prima persona al fronte, alla migrazione negli Stati Uniti e infine al trasferimento in Sicilia dove ha trascorso gli ultimi decenni.

    Rimasta orfana da giovane, terza di cinque figli, Nella aveva lavorato in fabbrica affrontando fame e miseria. Durante la guerra, nonostante le difficoltà, aveva anche trovato l’amore con il soldato siciliano Joseph Sciortino, con il quale successivamente si trasferì a Brooklyn e New York, dove visse per sei anni prima di fare ritorno definitivamente in Italia nel 1957.

    A Monreale, Nella ha saputo integrarsi perfettamente pur mantenendo sempre un rapporto contrastato con la nuova terra d’adozione. Donna forte, caparbia e intelligente, ha affrontato ogni difficoltà con coraggio, diventando un punto di riferimento per l’intera comunità. Anche da anziana e ultracentenaria, circondata dall’affetto dei familiari, non ha mai perso la sua proverbiale ironia e voglia di vivere.

    La scomparsa di nonna Nella lascia un grande vuoto a Monreale, dove verrà ricordata come una delle figure storiche della città, emblema di una generazione che ha attraversato momenti difficili senza mai arrendersi. Le sue storie e i suoi ricordi, custoditi dai familiari, sono una preziosa testimonianza per le future generazioni.

    I funerali si terranno oggi presso la chiesa madre di Monreale, dove parenti, amici e l’intera comunità potranno darle l’ultimo saluto. Nonna Nella continuerà a vivere nei cuori di tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata. La sua straordinaria esistenza, dura ma piena di amore e coraggio, rimarrà per sempre impressa nella memoria della città.