Autore: Gaetano Ferraro

  • Agricoltore siciliano si fa lo shampoo con le arance: ovazione sui social (VIDEO)

    Agricoltore siciliano si fa lo shampoo con le arance: ovazione sui social (VIDEO)

    Agricoltore siciliano protesta facendosi lo shampoo con le arance contro l’indifferenza del governo e dell’Europa. In Sicilia cresce la rabbia degli agricoltori locali, stremati da una crisi che sembra non avere fine. L’ultima protesta arriva da Francesco Balsamo, agricoltore siciliano che in un video diventato virale sui social si fa lo shampoo utilizzando le arance invendute. Un gesto plateale per denunciare lo scarso interesse del governo e delle istituzioni europee verso il settore agrumicolo dell’isola.

    “Sono letteralmente fuori di testa” dichiara Balsamo nel video, esprimendo tutta la sua frustrazione. I prodotti siciliani non vengono più considerati, mentre cresce l’importazione di agrumi spagnoli e marocchini. Le arance locali rischiano di marcire a terra, non essendoci acquirenti disposti ad offrire un prezzo decente.

    Da qui la scelta simbolica di Balsamo di utilizzare le arance invendute per l’igiene personale, anziché svenderle a soli 25 centesimi al chilo. Un affronto inaccettabile per il duro lavoro degli agricoltori siciliani. L’appello accorato dell’agricoltore è rivolto alle istituzioni, affinché tutelino maggiormente un comparto in grande sofferenza.

    “Delle arance siciliane non interessa più a nessuno e io ho trovato la soluzione. La soluzione è questa: mi ci faccio lo shampoo, lo shampoo con le arance siciliane. Perché mi faccio lo shampoo piuttosto che venderle a 25 centesimi il che è una vergogna davvero assoluta perché questo prodotto viene sudato da noi agricoltori siciliani e dico nessuno e nessuno può permettersi di offendere i nostri prodotti. E parlo a nome di tutti gli agricoltori siciliani di questa cosa”.

    La protesta di Balsamo ha raccolto in poco tempo migliaia di condivisioni, diventando virale. Un segnale della diffusa solidarietà al mondo agricolo dell’isola, che attende risposte concrete per uscire da una crisi sempre più drammatica. Il video si conclude con l’invito agli altri agricoltori a unirsi alla protesta, per far sentire con più forza la propria voce in Italia e in Europa.

  • Tanta Sicilia a Sanremo 2024 dalla gara ai duetti: i nomi

    Tanta Sicilia a Sanremo 2024 dalla gara ai duetti: i nomi

    Le serate del Festival di Sanremo 2024, soprattutto quella dei duetti, presentate da Amadeus, vedrà la partecipazione di numerosi artisti siciliani. Come annunciato oggi a Viva Rai2 da Amadeus, uno dei momenti più attesi sarà l’esibizione di Annalisa con La Rappresentante di Lista e il Coro Artemìa sulle note di “Sweet Dreams (Are Made Of This)” degli Eurythmics.

    A Sanremo 2024 Annalisa in duetto con La Rappresentante di Lista e Coro Artemìa

    Annalisa, in gara con il brano “Sinceramente”, ha voluto al suo fianco il duo palermitano La Rappresentante di Lista, formato da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina. Il gruppo torna sul palco dell’Ariston dopo le partecipazioni in gara nel 2021 con “Amare” e nel 2022 con la hit “Ciao Ciao”, diventata un vero tormentone. Sicuramente regaleranno una performance energica e coinvolgente.

    Piccola curiosità: a Sanremo ci sarà anche un pizzaiolo della provincia di Palermo, precisamente di Balestrate LEGGI QUI

    Dargen D’Amico, origini siciliane per il cantautore in gara

    Grande attesa a Sanremo 2024 anche per Dargen D’Amico, in gara tra i big con il brano “Ma!”. In pochi sanno che il cantautore, il cui vero nome è Jacopo D’Amico, ha origini siciliane. I genitori sono infatti originari dell’isola di Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, dove Dargen trascorre le sue vacanze fin da bambino imparando a parlare il siciliano. L’isola rappresenta una seconda casa per lui ed è lì che si rifugia appena può per ricaricare le batterie.

    h2>Il Volo, i tenori siciliani Piero Barone e Ignazio Boschetto tornano all’Ariston

    Non poteva mancare poi uno dei gruppi più amati formato da ben due siciliani: Il Volo. I tenori Piero Barone e Ignazio Boschetto, insieme a Gianluca Ginoble, porteranno la loro “Capolavoro” sul palco dell’Ariston. Un gradito ritorno a dieci anni dalla vittoria con “Grande Amore”.

    E come non citare i padroni di casa di Sanremo 2024 Amadeus, conduttore e direttore artistico di origini palermitane (è nato a Ravenna da Antonella e Corrado Sebastiani, che ha origine palermitana) e l’inseparabile amico Rosario Fiorello, mattatore siciliano doc. Insomma, anche in questa edizione del Festival la Sicilia sarà protagonista grazie ai suoi artisti che porteranno freschezza e ritmi trascinanti all’Ariston.

  • Torna Màkari 3, Saverio Lamanna tra gialli e tormenti d’amore. Cosa aspettarci?

    Torna Màkari 3, Saverio Lamanna tra gialli e tormenti d’amore. Cosa aspettarci?

    L’attesa è finita! La terza stagione di Makari, la fortunata fiction targata Rai girata in Sicilia, è pronta a tornare sul piccolo schermo. I nuovi episodi della serie con Claudio Gioè nei panni del giornalista Saverio Lamanna e Domenico Centamore in quelli del suo fidato amico Peppe Piccionello, andranno in onda su Rai1 a partire da domenica 19 febbraio, per quattro prime serate consecutive fino al 12 marzo.

    Dopo il grande successo delle prime due stagioni, che hanno superato i 5 milioni di telespettatori, cresce l’attesa per i nuovi intriganti casi che coinvolgeranno il nostro protagonista. Anche questa volta la regia è affidata a Michele Soavi, mentre la sceneggiatura si basa sui romanzi di Gaetano Savatteri editi da Sellerio.

    Lamanna alle prese con quattro nuovi gialli tra amore e mistero

    Lamanna questa volta ha deciso di dedicarsi ad un nuovo progetto ambizioso, allontanandosi dal genere giallo che lo ha reso celebre. Tuttavia, il richiamo del mistero è troppo forte e il nostro Saverio non può resistere dal farsi coinvolgere in nuove indagini, trascinando con sé l’inseparabile Piccionello.

    I nuovi episodi di Màkari ruoteranno attorno a quattro nuovi casi di omicidio: si parte da un delitto che vede coinvolte due ex fidanzate di Lamanna, per passare poi ad un mistero che affonda le radici nella storia della cittadina di Gibellina. E ancora, la morte di un vecchio amore di Marilù durante un festival letterario e un sospetto incidente in un centro termale dove Saverio e Peppe si trovano in vacanza.

    Due new entry a Makari mettono in crisi la storia con Suleima

    Non mancheranno ovviamente le trame sentimentali, con l’arrivo di due new entry che metteranno a dura prova la relazione tra Lamanna e la sua amata Suleima, interpretata da Ester Pantano. Si tratta di Michela (Serena Iansiti) e Giulio (Eugenio Franceschini), due personaggi che sembrano perfetti rispettivamente per Saverio e per la sua dolce metà, minacciando così la loro storia d’amore.

    Riuscirà l’infallibile intuito di Piccionello a evitare il peggio? Lo scopriremo solo seguendo i nuovi episodi, dove non mancheranno ovviamente i panorami mozzafiato della Sicilia e quel tocco di leggerezza e ironia che ha conquistato il cuore del pubblico nelle scorse stagioni.

    Oltre ai protagonisti storici, ritroveremo il resto del cast fisso: Filippo Luna è il vicequestore Randone, Antonella Attili interpreta Marilù, mentre Tuccio Musumeci veste i panni del padre di Saverio Lamanna. Insomma, gli ingredienti per un’altra stagione di successo ci sono tutti. L’appuntamento con Makari 3 è su Rai1 a partire dal 19 febbraio. Pronti a seguire le nuove indagini di Lamanna e Piccionello?

  • Non sarà un’incompiuta, lo «svincolo Forum» pronto in 390 giorni

    Non sarà un’incompiuta, lo «svincolo Forum» pronto in 390 giorni

    Finalmente ci siamo. Dopo anni di attesa e false partenze, il 25 gennaio 2024 è una data che passerà alla storia per Palermo e per il quartiere Brancaccio: iniziano ufficialmente i lavori per la realizzazione dello svincolo di Brancaccio, la cosiddetta “Porta Sud” della città.

    Un evento che segna una svolta decisiva per la viabilità e lo sviluppo di Palermo. Finalmente si è sbloccata una situazione di stallo che durava da troppi, troppi anni.
    Il conto alla rovescia è partito: 390 giorni per vedere completata quest’opera fondamentale, attesa e agognata. Un arco di tempo preciso che infonde fiducia dopo i tanti rinvii e blocchi che hanno caratterizzato lo svincolo di Brancaccio, vera e propria “incompiuta” della città.

    Ma ora tutto ciò fa parte del passato: il presente è questo cantiere che decolla, il futuro è uno svincolo pienamente funzionante e operativo. Un collegamento strategico per una migliore viabilità, per decongestionare l’ingresso a Palermo, per agevolare i flussi di traffico. Insomma, per far respirare la città.

    L’investimento complessivo sarà di oltre 8 milioni di euro, grazie anche ai fondi del PNRR. Tutto l’iter è stato seguito dall’Amministrazione che nei giorni scorsi ha affidato i lavori. Ora l’impresa aggiudicataria, la Mammana Michelangelo srl, potrà finalmente schedare il grande cantiere anche con opere accessorie essenziali, come la rimozione dei rifiuti, il diserbo e la risistemazione delle strade limitrofe.

    Per Brancaccio e per tutto il quadrante sud di Palermo è una svolta epocale, un evento da celebrare degnamente. Da oggi si può davvero guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Un passo decisivo verso una nuova fase di sviluppo e modernità per l’intera area metropolitana.

    L’Assessore Orlando parla di “passo importante per la città” e ha ragione: questo è un momento storico che rimarrà negli annali. Il capogruppo Chinnici evidenzia come “i cantieri hanno finalmente tempi certi e le opere pubbliche non sono più una chimera”. Parole davvero azzeccate.

    Tutta l’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Lagalla, ha condotto un lungo e meticoloso lavoro per rimuovere quegli “intoppi burocratici” e quelle “questioni giudiziarie” che per troppi anni hanno bloccato lo svincolo. Ora la strada è spianata verso il traguardo.

    Palermo e i palermitani non vedevano l’ora che si sbloccasse questa situazione kafkiana. L’alleggerimento del traffico, il nuovo accesso alla città, il collegamento velocizzato: erano obiettivi imprescindibili per una città moderna e al passo coi tempi.

  • Si confessa in chiesa, si accascia e muore: il dramma nel Palermitano

    Si confessa in chiesa, si accascia e muore: il dramma nel Palermitano

    Tragedia a Caccamo, in provincia di Palermo. M. P., 77 anni, ieri pomeriggio si è recato nella chiesa dell’Annunziata per confessarsi. Una volta uscito dalla chiesa, mentre stava per salire sulla propria automobile, l’uomo si è improvvisamente accasciato al suolo.

    Immediato l’intervento di alcuni parrocchiani che hanno tentato di prestargli soccorso, purtroppo invano. Secondo quanto riferito dal parroco don Claudio Grasso, per Panzeca, che soffriva di sclerosi multipla, non c’è stato nulla da fare. La morte lo ha colto nel momento in cui, terminato il sacramento della confessione, stava facendo ritorno a casa.

    I familiari, per onorare la memoria del loro caro, hanno chiesto di devolvere eventuali offerte a sostegno della ricerca sulla sclerosi multipla, la terribile malattia di cui Panzeca soffriva da tempo. Un gesto di solidarietà per dare un senso a questa improvvisa tragedia.

  • Scossa di terremoto avvertita dalla popolazione

    Scossa di terremoto avvertita dalla popolazione

    Una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2 è stata registrata questa mattina alle 6:22 lungo la costa dell’Agrigentino. Secondo quanto rilevato dall’Istituto Nazionale di Vulcanologia, l’epicentro del sisma è stato localizzato in mare, a una profondità di 4 chilometri.

    La scossa, la cui durata è stata di pochi secondi, è stata avvertita distintamente dalla popolazione nei comuni della costa, in particolare a Sciacca, Ribera e Caltabellotta. Molti cittadini hanno riferito di aver udito un boato, seguito poi dalla scossa tellurica.

    Al momento non vengono segnalati danni a persone o cose

  • Sanremo 2025, il siciliano Fiorello nuovo direttore artistico? L’ipotesi che stuzzica

    Sanremo 2025, il siciliano Fiorello nuovo direttore artistico? L’ipotesi che stuzzica

    A Sanremo 2025 Rosario Fiorello come nuovo direttore artistico dopo i successi di Amadeus? Una ipotesi piuttosto allettante e cui i vertici Rai dovrebbero iniziare a pensare. Soprattutto dopo la conferma di Amadeus che questo sarà l’ultimo Sanremo di fila.

    L’idea direttore artistico di Sanremo 2025

    Dopo cinque fortunate edizioni condotte dall’amico Amadeus, per il Festival di Sanremo 2025 si potrebbe fare strada l’ipotesi “Ciuri” come nuovo direttore artistico? Una scelta che sarebbe un giusto riconoscimento per la strepitosa carriera dello showman siciliano, così come un’importante investitura per la sua amata terra natia. Fiorello, secondo noi e secondo tanti, ha tutte le carte in regola per raccogliere il testimone di Amadeus: la sua esperienza nel mondo dello spettacolo è sterminata, ha co-condotto più volte il Festival come spalla di grande successo e la sua competenza musicale è fuori discussione.

    Dopo il trionfo di VivaRai2!, Fiore potrebbe davvero ambire al ruolo di direttore artistico di Sanremo, mandando così in visibilio i suoi tantissimi fan. La Rai però potrebbe lasciarsi scappare l’occasione di affidargli un incarico di tale prestigio.

    LA CARRIERA DI FIORELLO TRA RADIO, TV E MUSICA

    Rosario Fiorello

    Il siciliano ha mosso i primi passi alla radio negli anni ’80, diventando uno dei personaggi di punta di punta di Radio Deejay con il suo morning show. La svolta in tv arriva nei primi anni ’90 con programmi di enorme successo come Karaoke e il Festivalbar.

    Nel 1995 è il mattatore assoluto del Festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo. L’esperienza sanremese gli regala una grandissima popolarità. Negli anni successivi è protagonista di show televisivi seguitissimi come Stasera pago io e Il più grande spettacolo dopo il weekend.

    Ma Fiore è anche un grande esperto di musica: ha duettato e condiviso il palco con moltissimi big della canzone italiana. Ha partecipato più volte al Festival di Sanremo come cantante e ha pubblicato diversi album. Insomma, la sua competenza in ambito musicale è fuori discussione.

    L’AMICIZIA CON AMADEUS

    Rosario Fiorello a Taormina

    Fiorello e Amadeus sono legati da una profonda amicizia da più di trent’anni. Hanno mosso insieme i primi passi in radio e condiviso moltissime esperienze professionali.  Proprio Amadeus lo ha voluto fortemente al suo fianco in queste ultime cinque edizioni del Festival, dove Fiorello è stato un mattatore apprezzatissimo dal pubblico dell’Ariston e da quello da casa. Dopo questo lungo e fruttuoso sodalizio artistico, per Fiorello sarebbe quasi naturale raccogliere il testimone dell’amico Amadeus. Tra l’altro lo showman ha dimostrato di sapersi destreggiare egregiamente anche nei panni di presentatore solista, come conferma il grande successo di VivaRai2!.

    UN SUCCESSO PER LA SICILIA

    Affidargli il Festival di Sanremo sarebbe anche un grande riconoscimento per la Sicilia, terra che il conduttore porta sempre nel cuore. Lui che è nato a Catania nel 1960, che deve tanto alla sua isola e che non perde mai occasione per valorizzarla e farla conoscere al grande pubblico. Sanremo è l’evento televisivo più importante in Italia: avere un siciliano alla guida sarebbe motivo di grande orgoglio per tutti i corregionali di Fiorello, oltre che una straordinaria ribalta internazionale per la Sicilia intera.

    ACCETTEREBBE LA CONDUZIONE DI SANREMO?

    Dopo una carriera costellata di successi, per Fiorello il Festival di Sanremo rappresenterebbe il definitivo coronamento. Difficile dunque ipotizzare che possa tirarsi indietro di fronte a una proposta del genere.  Certo, si tratta di un impegno Totalizzante, che lo terrebbe lontano dalla famiglia per molto tempo. Ma l’ambizione e la voglia di mettersi ancora in gioco non mancano di certo allo showman siciliano. In fondo accettò senza esitare la sfida di VivaRai2! nonostante i ritmi massacranti. Figuriamoci Sanremo…

    E la Rai sarebbe pronta a offrirgli questa opportunità? Dopo gli ottimi ascolti raccolti con VivaRai2! appare difficile pensare che i vertici di Viale Mazzini possano rinunciare a un volto tanto amato dal pubblico. L’auspicio è che nel 2025 potremo vedere finalmente Rosario Fiorello nei panni di direttore artistico del Festival. La carriera e la competenza non gli mancano. E chissà che con la sua inconfondibile verve, Fiorello non possa aggiungere nuovi memorabili capitoli alla lunga storia del Festival di Sanremo.

  • Stavano per svaligiare una casa, fermate 2 donne nel Palermitano

    Stavano per svaligiare una casa, fermate 2 donne nel Palermitano

    I Carabinieri della Stazione di Capaci hanno deferito in stato di libertà, alla Procura di Palermo, 2 donne di 21 e 27 anni, già note alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentato furto in abitazione e porto di armi e oggetti atti ad offendere.

    I Militari durante un servizio di controllo del territorio, sono stati contattati dalla centrale operativa poiché alcuni cittadini, avevano sorpreso due persone con degli attrezzi da scasso, nei pressi di un’abitazione nel centro del paese.

    Le due donne sono state colte in flagrante da un Maresciallo dell’Arma in congedo, il quale, accortosi di quanto stesse accadendo, è intervenuto tempestivamente, riuscendo a bloccare le due in attesa dell’arrivo dei colleghi della Stazione.

  • Protesta degli agricoltori siciliani: nuovo corteo di trattori sulla Palermo-Sciacca

    Protesta degli agricoltori siciliani: nuovo corteo di trattori sulla Palermo-Sciacca

    Continua anche oggi la protesta degli agricoltori siciliani, con un nuovo corteo di trattori che percorrerà la strada statale Palermo-Sciacca. Si tratta dell’ennesima manifestazione organizzata nell’ambito della mobilitazione nazionale che da giorni vede gli agricoltori italiani, ma anche francesi e tedeschi, scendere in piazza per far sentire il loro malcontento.

    Protesta Agricoltori Palermo-Sciacca

    In Sicilia, uno dei fronti più attivi della protesta, il corteo partirà intorno alle 9 da Sancipirello, con il raduno degli agricoltori in via Berlinguer. Prevista la partecipazione di numerosi trattori, che sfileranno in colonna fra lo svincolo del comune palermitano e quello di Giacalone. L’ingresso vero e proprio sullo scorrimento veloce Palermo-Sciacca inizierà alle 10.30.

    La manifestazione, che dovrebbe concludersi intorno alle 17, provocherà inevitabilmente forti disagi al traffico, non solo sulla statale interessata ma anche per tutti i mezzi in entrata e uscita dai comuni limitrofi. Per questo i sindaci dei paesi coinvolti stanno invitando i cittadini a scegliere percorsi alternativi, come la vecchia strada provinciale che collega Piana degli Albanesi con Palermo passando per Altofonte e Villagrazia.

    Ma quella di oggi non sarà l’unica protesta. Il malcontento degli agricoltori siciliani non accenna a placarsi, nonostante le trattative avviate con le istituzioni locali e nazionali. Nessuna delle risposte ricevute finora sembra aver convinto i manifestanti, che si sentono “traditi” dalla politica e anche dalle organizzazioni di categoria, come dichiarato nei giorni scorsi da uno dei promotori della mobilitazione.

    Sono infatti già in programma nuove manifestazioni nei prossimi giorni: domani a Trapani, venerdì ad Agrigento in piazza Aldo Moro e nel weekend fra le Madonie, Ragusa e Palermo. Insomma, la protesta non si ferma e prosegue ad oltranza almeno fino a quando non arriveranno risposte soddisfacenti da Roma e da Palazzo d’Orleans.

    Ma quali sono le ragioni che spingono gli agricoltori siciliani a scendere in piazza? In primis, la politica agricola dell’UE, dell’Italia e della Regione Siciliana, accusata di favorire prodotti esteri non salubri a discapito di quelli locali. E ancora, la mancanza di sostegni concreti al settore, stretto tra i rincari folli dei costi di produzione.

    Gli agricoltori protestano poi contro la svendita dei terreni alle multinazionali dell’energia, che monopolizzano il territorio. Nel mirino anche l’autorizzazione alla commercializzazione della carne sintetica e di altri prodotti realizzati in laboratorio, ritenuti dannosi per la salute a differenza di quelli siciliani. Infine, lo spopolamento dell’isola dovuto alla fuga di molti giovani per l’assenza di prospettive.

    Insomma, la Sicilia agricola scende in strada per difendere il proprio futuro, messo a rischio da politiche sbagliate e dalla concorrenza sleale di prodotti esteri. Serviranno risposte rapide e concrete da parte delle istituzioni per evitare che la protesta – pacifica ma determinata – vada avanti ancora a lungo.

  • Tragedia familiare, dopo Paolo Nardo trovato senza vita è morta anche la sorella

    Tragedia familiare, dopo Paolo Nardo trovato senza vita è morta anche la sorella

    Una tragedia senza fine si abbatte sulla famiglia Mollica Nardo. Dopo Paolo, ritrovato morto ieri senza vita, è deceduta stamani anche la sorella Maria Grazia. A darne notizia il fratello Giuseppe che nelle ultime ore aveva inoltrato un messaggio per ringraziare tutti coloro che lo aveva aiutato per le ricerche del 42enne di cui si erano perse le tracce il 10 gennaio scorso.

    Annuncio della morte della sorella su Facebook

    “Purtroppo anche mia sorella è morta oggi dopo una lunga malattia intorno alle ore 7 è deceduta ed è andata a raggiungere Paolo, questo si aggiunge al dolore della nostra famiglia, chiunque volesse partecipare le esequie si terranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Nicolò sul viale San Martino. Addio cara sorella ci riuniremo presto”, ha scritto sul suo profilo facebook Giuseppe. Una coincidenza atroce che rende ancora più drammatica la vicenda di questa famiglia di Contesse a cui si è stretta tutta la città.

    Sulla morte di Paolo Mollica Nardo emergono intanto nuovi dettagli. L’uomo era scomparso da quasi due settimane ma dai primi rilievi il decesso risalirebbe a pochi giorni prima del ritrovamento del cadavere, avvenuto ieri pomeriggio nel rione Contesse, fra la massicciata della ferrovia e la spiaggia.

    Nuovi dettagli sulla morte di Paolo

    Il corpo, trovato rannicchiato sulla vegetazione sotto il muraglione della ferrovia, lascia aperte tutte le ipotesi sulla causa della morte. Difficilmente si tratta di un suicidio, poiché l’altezza di caduta era di soli due metri. Solo l’autopsia disposta dal pm Annamaria Arena potrà fare chiarezza, stabilendo se la morte è stata violenta o per cause naturali, cui è seguita la caduta. Non si esclude nulla, dal malore a una eventuale spinta o a un impatto con il treno in transito.

    Le indagini della Polizia dovranno ricostruire gli ultimi giorni di vita di Paolo, i suoi spostamenti e frequentazioni prima della morte. L’incarico per l’autopsia è stato affidato al medico legale Giovanni Andò. Una vicenda che ha commosso la città e mobilitato tanti volontari nelle ricerche, quando il fratello Giuseppe ha lanciato il primo appello sui social. Proprio una squadra di volontari della guardia agroforestale italiana di Barcellona, con poliziotti e vigili urbani, ha rinvenuto ieri il cadavere.