Autore: Gaetano Ferraro

  • La Sicilia del Gattopardo: così Alberto Angela torna a stupire il pubblico Rai

    La Sicilia del Gattopardo: così Alberto Angela torna a stupire il pubblico Rai

    Alberto Angela torna stasera su Rai1 con una puntata imperdibile di “Ulisse” che ci porterà alla scoperta della Sicilia del Gattopardo, tra luoghi incantati ed atmosfere senza tempo. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di storia, cultura e bellezza.

    Alla scoperta della Sicilia del Gattopardo con Alberto Angela

    In questo magico viaggio nella Sicilia ottocentesca, Angela ci condurrà attraverso i tesori di Palermo, cuore pulsante dell’isola raccontata da Tomasi di Lampedusa nel suo celebre romanzo. Visiteremo il sontuoso palazzo Valguarnera-Gangi, che nel film di Luchino Visconti fa da sfondo alla scena immortalata del ballo con Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.

    I ricordi di Claudia Cardinale sul set del film

    Proprio la splendida Claudia Cardinale ricorderà per noi com’era l’atmosfera in quei giorni di riprese e i divertenti retroscena del set che portò alla realizzazione di un capolavoro del cinema italiano.

    Il viaggio prosegue verso altri splendidi luoghi

    Il nostro viaggio prosegue poi verso la barocca Palma di Montechiaro, maestoso feudo dei principi di Lampedusa, che ispirò lo scrittore per la città immaginaria di Donnafugata. Entreremo anche nello spettacolare monastero di Santa Caterina d’Alessandria, per secoli luogo di clausura delle nobildonne siciliane, e nelle suggestive Catacombe dei Cappuccini, con i loro incredibili corridoi foderati di mummie.

    Immagini e testimonianze per un tuffo nella storia

    Il tutto intervallato dalle meravigliose immagini del film restaurato di Visconti e dai personali ricordi di Terence Hill, che nella pellicola interpretava un giovane garibaldino.

    Insomma, con Alberto Angela avremo l’occasione di scoprire i tesori nascosti della Trinacria in un emozionante tuffo nella storia e nella cultura di questa terra straordinaria. L’appuntamento è per stasera alle 21.25 su Rai1 con “Ulisse: il piacere della scoperta”. Prepariamoci a lasciarci incantare dalla bellezza della Sicilia e dalla magia del Gattopardo.

  • Tragedia a San Giuseppe Jato: pirata della strada travolge e uccide un uomo

    Tragedia a San Giuseppe Jato: pirata della strada travolge e uccide un uomo

    Un terribile incidente stradale è avvenuto ieri, 11 settembre, a San Giuseppe Jato e ha spezzato tragicamente la vita di Salvatore Chirchio, conosciuto da tutti come lo zio Totò. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo di 87 anni stava attraversando la via Matteotti intorno alle 11:30 quando è stato investito con violenza da un’auto che sarebbe fuggita via senza prestare soccorso.

    Nonostante l’immediato ricovero in terapia intensiva in ospedale, le ferite riportate da zio Totò erano troppo gravi. Tutta San Giuseppe Jato ha sperato e pregato per un miracolo che potesse strappare lo storico concittadino alla morte, ma purtroppo questa mattina è arrivata la tragica notizia del suo decesso. Tanto il dolore nel Comune Jatin; nonostante l’età avanzata, l’uomo era ancora molto attivo e amato da tutti, dedicandosi con passione ai lavori nei campi e piccoli lavoretti.

    Le forze dell’ordine, con il prezioso aiuto delle telecamere di sorveglianza della zona, sono riuscite ad identificare e rintracciare il conducente dell’auto pirata, un giovane del posto, che ora potrebbe essere chiamato a rispondere del reato di omicidio stradale vista la tragica morte dell’uomo. Tutto il paese è in lutto per la prematura scomparsa di un pezzo di storia di San Giuseppe Jato.

  • Zio e nonno gli orchi a Monreale: “Mamma pensava fossi incinta e mi diede la pillola”

    Zio e nonno gli orchi a Monreale: “Mamma pensava fossi incinta e mi diede la pillola”

    I genitori sapevano delle due sorelline violentate da nonno e zio a Monreale. Lo hanno confermato del sue sorelle agli investigatori. Si legge nel racconto choc contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare per mamma, papà, zio e nonno. Una delle ragazzine, entrambe minorenni all’epoca dei fatti, si sfogò con la sua insegnante

    «Mio zio ha qualche problema con me. E anche mio nonno. Succedono troppe cose brutte in famiglia». Questa la descrizione dell’orrore di una delle due vittime tra i banchi di scuola. Si tratta di una confessione fatta a un’insegnante di sostegno. Parte l’indagine dei carabinieri della Compagnia di Monreale che oggi hanno arrestato i due genitori e i due stretti parenti: il nonno e uno zio. Questi ultimi avrebbero abusato delle due ragazzine tante volte nel corso degli ultimi nove anni. I genitori, invece, non avrebbero fatto molto per evitare le violenze, rendendosi, di fatto, complici. Le accuse sono di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e lesioni personali con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di discendenti, con abuso di autorità e nei confronti di minori di 10 anni.

    Una delle due vittime oggi ha 13 anni, l’altra quasi 20 ma le violenze sarebbero iniziate quando ne aveva sei. Il provvedimento del Giudice per le Indagini preliminari del Capoluogo, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, al termine dell’inchiesta coordinata da Maurizio de Lucia, ricostruisce la vicenda riportando le parole che una delle due ragazzine confidò alla maestra.

    La ragazzina prima aveva tentato di raccontare tutto al padre ma non è servito a nulla. «Quando papà mi ha chiesto perché piangevo gli ho raccontato che nonno e zio mi avevano fatto questo. Papà si arrabbiò moltissimo con tutti e due. Ma poi è successo di nuovo». Neanche la madre ha denunciato tutto ma avrebbe avvertito il nonno che se le violenze fossero continuate lo avrebbe denunciato, sempre secondo quanto riferito dalla vittima a scuola: «Tutta la famiglia sa di questa cosa – la piccola ha raccontato – poi tra mia nonno e mia mamma c’è stata una discussione e la mamma ha detto al nonno che se lo avesse fatto qualche altra volta lo avrebbe denunciato. Il nonno non l’ho più visto dal mio compleanno. Quel giorno ho festeggiato il mio compleanno con torta, palloncini e i regali. C’era tutta la mia famiglia e i nonni, anche questo nonno».

    Uno scenario sconfortante di profondo degrado appare agli occhi degli investigatori. Ed emerge un altro dettaglio raccapricciante: «A nove anni temendo che fossi rimasta incinta», la mamma «spaventatissima per questa cosa mi ha dato la pillola (anticoncezionale, ndr) ma non potevo essere incinta perché ero piccola».

  • Il piccolo Domenico è morto, batterio killer e la denuncia della mamma contro l’ospedale

    Il piccolo Domenico Bandieramonte non ce l’ha fatta. Il bambino di 4 anni è morto dopo aver lottato in ospedale. Tanto il dolore per una tragedia che ha scosso migliaia di persone che hanno seguito la vicenda raccontata dalla madre, Ambra Cucina. Sarebbe stato un batterio intestinale a portare via il bambino.

    «Voglio giustizia per mio figlio, e voglio che emerga la verità. Nessun bambino deve passare quello che ha passato lui. Oggi all’ospedale pediatrico di Taormina stanno facendo di tutto per tenerlo in vita, ma al San Marco di Catania gli hanno fatto prendere l’infezione che lo sta uccidendo». A denunciare un presunto caso di malasanità è stata ieri la giovane mamma, Ambra Cucina.

    Il suo bambino, Domenico, 4 anni, entrato al San Marco di Catania per un disturbo intestinale, in seguito all’applicazione di un sondino avrebbe contratto in ospedale un batterio, l’enterococco, che ha colpito tutti gli organi, dal cuore ai reni.

    Il piccolo è stato poi trasferito al Policlinico di Catania e da qui ricoverato in fin di vita all’ospedale di Taormina. «Mio figlio – spiega la donna – ha avuto tre arresti cardiaci. I medici sono riusciti a far riprendere tutti gli organi compromessi ma una Tac ha evidenziato un edema cerebrale e i sanitari hanno deciso di fare un esame accurato per capire se è ancora presente una attività. Ma io non lo abbondonerò mai, fino a quando batterà il suo cuoricino non farò staccare la macchina che lo tiene in vita».

    Ambra Cucina, originaria di Lampedusa ma residente a Catania, racconta poi la sua odissea: «Mio figlio stava bene quando è stato ricoverato, quell’infezione si prende soprattutto negli ospedali. Finché il cuore del mio bambino batterà io non mi rassegnerò e continuerò a chiudere giustizia». Questa notte la tragica notizia che si è diffusa sui social, provocando sgomento e dolore.

    Tutta l’Italia, nel giro di poche ore, si è mossa per cercare di aiutare Domenico Bandieramonte in questa corsa contro il tempo. La salma sarebbe stata sottoposta a sequestro da parte della Procura della Repubblica per degli accertamenti.

    Dall’ospedale San Marco di Catania ieri non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda.

  • Bimbo travolto da auto a Monreale, ora è fuori pericolo

    Bimbo travolto da auto a Monreale, ora è fuori pericolo

    È fuori pericolo il piccolo A. che era stato investito da un’automobile mentre giocava con la sua bicicletta a Monreale, nella frazione di Villaciambra. Il bambino ha subito un’operazione chirurgica e adesso il peggio è passato.

    Sono stati attimi di paura per i familiari del bambino che proprio ieri ha compiuto 10 anni. La sera del 28 giugno il bambino era in sella alla sua bici, quando è stato travolto da un’auto. Un impatto violentissimo.

    Il piccolo è stato soccorso dal 118 e portato in ospedale in condizioni definite gravi. I medici lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico e adesso le sue condizioni sono in miglioramento.

    L’incidente è avvenuto nei pressi della parrocchia di Villaciambra, vicino alla piazza della frazione di Monreale. Le indagini sono state affidate ai Carabinieri di Monreale presenti sul luogo dell’incidente assieme ai colleghi di Altofonte.

  • Bimbo di Monreale beve metadone, non è più in pericolo di vita

    Bimbo di Monreale beve metadone, non è più in pericolo di vita

    Si accendono le speranze per il piccolo G., 9 anni, originario Pioppo, frazione di Monreale, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale dei bambini di Palermo dopo aver ingerito del metadone.

    La mamma del bambino ha fatto sapere che il figlio è uscito dalla terapia intensiva. I medici hanno disposto il trasferito in reparto. Una buona notizia quindi dopo la grande preoccupazione per le sorti del piccolo monrealese. Una vicenda che è stata riportata anche dalle cronache nazionali e su cui è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Palermo.

    I magistrati, in particolare, dovranno fare piena luce su come e perché il piccolo abbia ingerito del metadone. Resta da chiarire, inoltre chi ha dato al bambino il metadone facendogli credere, secondo quanto ricostruito fino ad ora, che fosse del tè. Sempre secondo quanto ricostruito, i genitori del bambino sarebbero estranei alla vicenda.

    Il piccolo, una volta arrivato a casa, dopo aver giocato per le scale della frazione assieme ad alcuni ragazzini, si sarebbe sentito male. Da qui la corsa in ospedale dove il piccolo è caduto in uno stato di coma. I medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita e, per fortuna, dopo aver preso coscienza, e dopo il ricovero nel reparto di terapia intensiva, il bambino si è finalmente ripreso. Adesso dovrà affrontare una lunga convalescenza.

    Le indagini sull’accaduto sono state affidate ai Carabinieri della compagnia di Monreale.

  • Da Pantelleria alla Tunisia a nuoto per 60 ore a 69 anni, vuole battere record mondiale

    Da Pantelleria alla Tunisia a nuoto per 60 ore a 69 anni, vuole battere record mondiale

    Il nuotatore tunisino Najib Belhadi si lancia in una nuova sfida per attraversare la distanza di 155 km tra l’Italia e la Tunisia, nuotando senza sosta. A 69 anni è partito dall’isola siciliana di Pantelleria, alla volta della costa della città tunisina di Hammamet, per stabilire un nuovo record mondiale.

    Il nuotatore tunisino Najib Belhadi è campione del mondo tunisino nel massimo nuoto in acque libere. Aveva già provato a compiere l’impresa 25 anni fa ma non vi riuscì. Secondo le prime stime, percorrere questa distanza richiede almeno 60 ore. Il 69enne sarà accompagnato da una nave appartenente all’associazione “Great Blue”.

    La meta finale è la spiaggia tunisina di Jasmine Al-Hamamat Sadrbaal

    Najib Belhadi è primo nella classifica mondiale e nella storia per aver percorso a nuovo la distanza più lunga del Mar Mediterraneo. È il primo nella classifica generale mondiale per il periodo di nuoto più lungo nei mari, negli oceani, nei fiumi e nei laghi ed è tra i primi nella classifica generale dei nuotatori anziani.

    Il viaggio da Pantelleria alla Tunisia sarà pieno d’insidie. Il nuotatore tunisino infatti dovrà affrontare forti correnti laterali che lo spingeranno verso sud, ma anche onde alte, oltre alla possibilità d’incontrare squali bianchi.

  • Corleone, presunto caso della donna invitata a svestirsi, la replica della difesa del giovane

    Corleone, presunto caso della donna invitata a svestirsi, la replica della difesa del giovane

    CORLEONE – Arrivano alcune precisazioni a seguito della notizia riportata da DirettaSicilia.it giorno 11 giugno riguardo al presunto caso di reato di diffusione e divulgazione d’immagini a contenuto sessualmente esplicito avvenuto all’interno di una attività commerciale della città. È l’avvocato Lucia Garofalo, difensore del giovane accusato, a voler precisare alcuni degli aspetti della vicenda. DirettaSicilia accoglie così la manifestata volontà di replica e rettifica a quanto riportato dall’articolo “A Corleone disabile invitata a svestirsi e ripresa, video su WhatsApp: Gip ordina imputazione coatta”.

    “Non essendovi aderenza tra le risultanze probatorie agli atti e quanto riportato nel Vs. articolo – afferma il legale -, mi corre l’obbligo di chiedervi la rettifica di quanto scritto e pubblicato poichè, nonostante non siano state rese note le generalità dell’indagato, è intuibile risalirvi dato che il fatto si è verificato in un piccolo paese e aveva avuto una certa popolarità a causa della non sagace idea del titolare del supermercato di pubblicare quanto accaduto su Facebook. Alla luce di ciò, è mio dovere tutelare sotto ogni aspetto, sia esso palese che profilato, il mio assistito non ritenendo né corretto né opportuno che venga esposto a pubblico dileggio, rischiando di essere considerato colpevole di un processo che non è stato celebrato”.

    Secondo il legale Lucia Garofalo, la presunta persona offesa “non ha presentato alcuna denuncia-querela, bensì è stata la sorella a presentarla in nome e per conto proprio (per tale motivo il PM ha chiesto l’archiviazione vista la mancanza di procedibilità dell’azione penale); peraltro, non presenta due distinte denunce ma una sola denuncia che successivamente ha integrato”. Come sottolinea sempre il legale difensore del presunto responsabile, “la presunta persona offesa è affetta da un disturbo psicologico non precisato e non documentato dal legale, ma comunque sia trattasi di una signora autonoma, indipendente e automunita ad oggi”.

    L’avvocato Lucia Garofalo evidenzia anche che “il ragazzo non ha mai invitato la presunta persona offesa a svestirsi, nè tanto meno il video che è stato registrato mostra tale scena, bensì quest’ultima entrando al supermercato e rivolgendosi ai presenti, che conosce per nome e cognome visto che si reca quotidianamente presso questa attività commerciale, mostra spontaneamente e senza costrizione alcuna, una parte del proprio corpo chiedendo peraltro consensi ad uno dei presenti”. “I fatti sono accaduti nel mese di aprile 2021, e non 2020 – continua il legale -. Il GIP di Termini Imerese ha chiesto al PM di procedere ad una nuova imputazione, visto che effettivamente il video è stato inviato dal ragazzo tramite WhatsApp ad alcuni amici, ma ciò non significa che vi sarà necessariamente un processo e/o che il mio assistito sarà dichiarato colpevole, perchè ad oggi continua a mancare la condizione di procedibilità: la querela della persona offesa”.

  • A Corleone disabile invitata a svestirsi e ripresa, video su WhatsApp: Gip ordina imputazione coatta

    A Corleone disabile invitata a svestirsi e ripresa, video su WhatsApp: Gip ordina imputazione coatta

    Invitata a svestirsi e ripresa in un video che finisce sulle chat Whatsapp. L’episodio sarebbe avvenuto all’interno di un supermercato di Corleone. Ora la procura di Termini Imerese dovrà riaprire il caso dopo che il Giudice per le Indagini Preliminari ha deciso di rigettare la richiesta di archiviazione e ordinare l’imputazione coatta del presunto responsabile.

    Invitata ad abbassare i pantaloni

    La vicenda risale al mese di aprile del 2020 quando, secondo quanto sostenuto dal legale delle parti offese, un ragazzo di giovane età avrebbe invitato una ragazza affetta da alcuni disturbi psichici a svestirsi. Il giovane avrebbe ripreso la scena e avrebbe poi diffuso le immagini su alcune chat Whatsapp.

    Si tratta di un procedimento penale che prende avvio dalle denunce presentate dalle persone offese, con l’ausilio dell’avvocato Roberta Giordano, a seguito dei fatti occorsi all’interno di un supermercato di Corleone e riguardanti la registrazione e diffusione di un video, mediante social WhatsApp, ritraente la ragazza in condizioni d’inferiorità psichica che veniva Invitata a svestirsi.

    Il Gip respinge l’archiviazione

    Il Gip di Termini Imerese ha accolto l’atto di opposizione presentato dal legale Roberta Giordano, difensore delle parti offese, e rigettato la richiesta della Procura di archiviazione ordinandone l’imputazione coatta. Secondo quanto ricostruito e denunciato dalla sorella di quest’ultima, le immagini sarebbero state riprese dal dipendente del supermercato nell’aprile 2020 nei confronti della ragazza in condizioni d’inferiorità, a seguito del quale la persona offesa ha presentato due denunce.

    Le accuse al giovane

    Il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione delle accuse a carico del presunto responsabile, ritenendo che non ci fossero gli elementi per iniziare un processo. L’avvocato Giordano però ha proposto opposizione all’archiviazione e ha presentato una memoria nell’interesse delle persone offese. La causa è stata discussa giorno 9 giugno e nella giornata di ieri, 10 giugno, è stato comunicato l’accoglimento dell’opposizione alla richiesta della procura, ritenendo che, come sostenuto dalla linea difensiva, si configurano gli estremi del reato di diffusione e divulgazione d’immagini a contenuto sessualmente esplicito.

  • Balestrate, mare cristallino ma quanti rifiuti!

    Balestrate, mare cristallino ma quanti rifiuti!

    Mare cristallino, spiaggia bellissima ma troppi rifiuti. Siamo a Balestrate in provincia di Palermo, meta di centinaia di bagnanti al giorno.

    Come viene segnalato con una foto, a fine giornata la spiaggia si riduce ad essere una discarica a causa dell’inciviltà di molti che abbandonano i propri rifiuti dopo aver goduto di una giornata al mare. Sono numerosi i cumuli di rifiuti lasciati sulla sabbia e tanti altri quelli che si creano sul lungomare.

    Oltre ai gesti dei soliti incivili, si aggiunge anche che lungo la spiaggia non vi sono al momento punti di raccolta. Mancano i cestini per la raccolta dei rifiuti. L’ideale sarebbe la presenza di cassonetti per la raccolta per i rifiuti indifferenziati.

    Un vero peccato per la spiaggia di Balestrate che ogni anno conquista la bandiera verde per la qualità del mare e per i servizi offerti ai bambini e alle famiglie. Una macchia, quella dei rifiuti, che si spera venga cancellata quanto prima dall’amministrazione comunale.