Categoria: Salute e Sanità

  • Ustione da acqua bollente mette a rischio la gamba di un diabetico, salvata all’Ospedale Ingrassia

    Ustione da acqua bollente mette a rischio la gamba di un diabetico, salvata all’Ospedale Ingrassia

    Un uomo di 54 anni, affetto da diabete, ipertensione e già sottoposto a bypass aortocoronarico, è stato salvato dall’amputazione grazie a un tempestivo intervento eseguito all’Ospedale Ingrassia di Palermo. Il paziente, con una grave arteriopatia periferica e una claudicatio a pochi metri di cammino, si era presentato al pronto soccorso dell’Ospedale di Partinico per un improvviso deficit motorio alla gamba destra.

    Nei giorni precedenti aveva subito un’ustione allo stesso piede, causata da acqua bollente: un incidente “favorito” dalla severa ipoestesia tipica del piede diabetico neuropatico. Al momento del ricovero, l’arto era freddo dal ginocchio in giù. Il successivo esame Doppler ha evidenziato un’occlusione dell’arteria femorale superficiale destra.

    E’ subito scattata l’urgenza: l’uomo è stato trasferito dalla Unità Operativa Dipartimentale per il Piede Diabetico dell’Ospedale di Partinico, diretta da. Alessandro Scorsone, alla UOC di Cardiologia dell’Ospedale Ingrassia –guidata da Sergio Fasullo – dove è stato immediatamente sottoposto ad angioplastica.
    L’intervento è stato eseguito con successo dall’équipe formata dai cardiologi Claudio D’Angelo, Daniele Pieri, Antonio Rubino e dagli infermieri Tiziana Patricolo e Alessandro Lo Castro. L’arto ha recuperato immediatamente temperatura e funzionalità, evitando un’amputazione che sarebbe stata altamente invalidante.

    “Questo caso dimostra quanto sia strategico disporre di una rete ospedaliera capace di gestire con prontezza emergenze complesse – ha detto il Direttore Sanitario dell’Asp di Palermo, Antonino Levita – le complicanze del diabete, come le arteriopatie periferiche e il piede diabetico, richiedono una risposta immediata, multidisciplinare e organizzata”.

  • Tumori urologici in forte aumento, massimi studiosi si riuniscono a Palermo

    Tumori urologici in forte aumento, massimi studiosi si riuniscono a Palermo

    Oltre 60 specialisti da tutta Italia si incontrano il 16 e 17 maggio a Palazzo Chiaramonte Steri per aggiornare le strategie terapeutiche e rafforzare il lavoro multidisciplinare sui tumori urologici.

    Ogni anno in Italia si registrano oltre 79mila nuovi casi di tumori urologici. A lanciare l’allarme è il rapporto AIOM-AIRTUM “I numeri del cancro in Italia 2023”, da cui emerge con chiarezza come queste neoplasie rappresentino una priorità per il sistema sanitario nazionale per diffusione, complessità gestionale e impatto sui percorsi di cura.

    È in questo contesto che si inserisce il convegno nazionale “La sfida uro-oncologica nel 2025: esperti nazionali a confronto”, in programma il 16 e 17 maggio presso l’Aula Magna del Palazzo Chiaramonte Steri di Palermo, con l’obiettivo di fare il punto sulle strategie terapeutiche più aggiornate e favorire una più stretta integrazione tra i professionisti del settore.

    L’evento, organizzato sotto la direzione scientifica del Dott. Carlo Messina (oncologo medico dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Arnas Civico di Palermo), del Dott. Ivan Fazio (responsabile del servizio di radioterapia presso la Casa di cura Macchiarella a Palermo) e del Prof. Nicola Pavan (Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia presso l’Università degli Studi di Palermo), riunirà oltre 60 relatori provenienti da IRCCS, Policlinici universitari e Aziende ospedaliere di rilievo nazionale. “La forza del convegno è nella sua multidisciplinarietà, che riflette l’approccio moderno e imprescindibile nella cura dei tumori urologici”, sottolineano gli organizzatori. “Solo il lavoro sinergico tra specialisti consente di affrontare in modo efficace patologie complesse e in continua evoluzione”.

    Tra i temi centrali del convegno, ampio spazio sarà riservato all’approfondimento delle tre forme di tumore urologico più comuni: prostata, rene e vescica. Nel caso del tumore alla prostata, si discuterà delle nuove frontiere della diagnosi e della terapia, con un focus sull’utilizzo della PET PSMA, un’indagine diagnostica di nuova generazione che consente una più accurata definizione dell’estensione della malattia nei diversi stadi e che rappresenta uno strumento essenziale per selezionare i pazienti candidabili alla terapia con radioligandi. Per il tumore del rene, oltre alle strategie per ottimizzare i trattamenti, affrontare le recidive e personalizzare le cure nei pazienti più anziani o fragili, verranno approfondite le recenti novità legate all’impiego dell’immunoterapia in fase adiuvante, ovvero dopo l’intervento chirurgico, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. Infine, il tumore della vescica sarà al centro di un confronto tra approcci terapeutici più invasivi, come la chirurgia radicale, e quelli conservativi. Saranno presentate anche le terapie più innovative, tra cui l’immunoterapia e l’uso di anticorpi farmaco-coniugati, una forma avanzata di trattamento che consiste nell’associare farmaci chemioterapici ad anticorpi diretti contro bersagli specifici, permettendo di colpire in modo mirato le cellule tumorali metastatiche. Ampio spazio sarà inoltre dedicato alla gestione delle complicanze legate ai trattamenti oncologici, con approfondimenti sugli effetti collaterali di radioterapia, ormonoterapia e terapie sistemiche, offrendo ai professionisti strumenti pratici e aggiornati per accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso di cura.

  • Un faro di eccellenza medica al Giglio di Cefalù, successo per intervento alla paratiroide

    Un faro di eccellenza medica al Giglio di Cefalù, successo per intervento alla paratiroide

    Un vento di gratitudine soffia su Cefalù, diretto al cuore pulsante dell’eccellenza sanitaria della Fondazione San Raffaele Giglio. Recentemente, un delicato intervento di rimozione della paratiroide è stato portato a termine con successo, restituendo benessere e speranza ad una paziente, I.M., che, attraverso Direttasicilia.it, desidera esprimere la propria profonda riconoscenza.

    “L’equipe di chirurghi endocrinologi guidata dal dottor Luca Sessa e dal dottor Andrea Attard ha dimostrato una professionalità e una competenza che vanno ben oltre le aspettative. La meticolosa preparazione e l’esecuzione impeccabile dell’intervento, avvenuto venerdì scorso, testimoniano l’alto livello di specializzazione presente nella struttura cefaludese”.

    Un ruolo cruciale in questo percorso di guarigione è stato svolto dal Dottore Fabio Di Salvo, medico della direzione sanitaria, che ha coordinato l’intervento dopo aver riscontrato un valore ematochimico alterato, mettendo in moto una sinergia lavorativa. Grazie alla sua acuta osservazione degli esami clinici, ha saputo indirizzare il paziente verso l’intervento, una scelta che si è rivelata determinante per il ritorno a valori fisiologici ottimali. “La sua competenza e la sua attenzione al paziente sono state un faro nella decisione di intraprendere questo importante passo”.

    La gratitudine del paziente si estende alla dottoressa Stefania Marchisotta come consulente clinica di endocrinologia e al personale infermieristico per la loro sinergia, la dedizione e l’umanità dimostrata hanno contribuito a creare un ambiente di cura sereno e rassicurante, elementi fondamentali per affrontare un momento delicato come un intervento chirurgico.

    “Questo episodio rappresenta una testimonianza vivida dell’importanza di avere sul territorio strutture sanitarie di eccellenza, capaci di attrarre professionisti di alto calibro e di offrire risposte concrete e risolutive ai bisogni di salute dei cittadini”. Il successo di questo intervento alla paratiroide non è solo un traguardo individuale, ma un vanto per l’intera comunità di Cefalù e per la Fondazione, un vero e proprio punto di riferimento per la sanità siciliana.

    La storia di questo paziente è un messaggio di speranza e un ringraziamento corale a un’equipe medica che, con passione e dedizione, fa la differenza nella vita delle persone. “Un plauso sincero a tutti coloro che hanno reso possibile questo importantissimo e riuscitissimo intervento”.

  • “Così possiamo silenziare il virus dell’HIV”, eccezionale scoperta al Policlinico di Palermo

    “Così possiamo silenziare il virus dell’HIV”, eccezionale scoperta al Policlinico di Palermo

    Gli inibitori del capside – una nuova classe di farmaci antivirali – potrebbero essere dotati di effetti terapeutici particolarmente interessanti e innovativi sull’infezione da HIV. E’ quanto sostengono in un lavoro dal titolo “The Complex Interactions Between HIV-1 and Human Host Cell Genome: From Molecular Mechanisms to Clinical Practice”, pubblicato sulla rivista International Journal of Molecular Science, il Dr. Manlio Tolomeo, il Prof. Antonio Cascio dell’Unità operativa di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, e il Dr. Francesco Tolomeo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Università di Palermo.

    Il lavoro esplora le interazioni tra il virus HIV-1 e il genoma delle cellule. “L’ipotesi – afferma il Dr. Manlio Tolomeo, referente del lavoro – nasce dallo studio di una classe di geni definiti retrotrasposoni, in grado di muoversi all’interno di un genoma andando ad integrarsi all’interno di altri geni di cui modificano il funzionamento”.

    Secondo i ricercatori gli inibitori del capside potrebbero silenziare il virus definitivamente favorendo la sua integrazione in regioni del genoma umano che lo intrappolerebbero impedendone la sua replicazione anche alla sospensione della terapia. Un’ipotesi che apre a nuove prospettive nella cura dell’HIV.

    L’attuale terapia antiretrovirale, infatti, che ha migliorato significativamente la prognosi dell’infezione HIV, non può eradicare il DNA del virus integrato nel genoma della cellula ospite. “Ovviamente – sottolinea Tolomeo – saranno necessari studi futuri per comprendere il potenziale terapeutico degli inibitori del capside in combinazione con altre classi di farmaci anti-HIV-1 nei pazienti trattati a lungo termine”.

    La Direttrice Generale dell’AOUP, Maria Grazia Furnari, commenta: “L’Azienda Ospedaliera Universitaria promuove attivamente la ricerca, che non solo crea occasioni per l’accesso a trattamenti all’avanguardia e nuove terapie, ma gioca anche un ruolo fondamentale nel rafforzare la reputazione del Policlinico di Palermo come centro di eccellenza nel panorama sanitario”.

    Lo studio è disponibile al link https://www.mdpi.com/1422-0067/26/7/3184

  • Intervento al cuore innovativo all’Ingrassia di Palermo, e il paziente torna a casa in 2 giorni

    Intervento al cuore innovativo all’Ingrassia di Palermo, e il paziente torna a casa in 2 giorni

    Un’anziana paziente palermitana di 74 anni, con una storia di fibrillazione atriale parossistica e un precedente ictus ischemico nonostante la terapia anticoagulante, è tornata a casa appena due giorni dopo un intervento pionieristico all’ospedale Ingrassia di Palermo. Come raccontato dal Giornale di Sicilia, la novità risiede nell’approccio combinato e simultaneo di due procedure complesse: l’ablazione della fibrillazione atriale e la chiusura dell’auricola sinistra. Questa sinergia, mai realizzata prima d’ora nella struttura, ha permesso di minimizzare i rischi e accelerare il recupero della paziente.

    L’eccellenza sanitaria siciliana si è manifestata nella perfetta coordinazione tra l’équipe di Elettrofisiologia, guidata dal dottor Mirko Luparelli, e quella di Emodinamica, diretta dal dottor Sergio Cannizzaro. L’ablazione è stata eseguita dal dottor Luparelli e dal dottor Luciano Alibani, con l’assistenza degli infermieri Giovanna Pillitteri, Lucia Udine e Alfredo Galati. La chiusura dell’auricola sinistra è stata invece affidata ai dottori Debora Cangemi, Piercarlo Cottone e Claudio D’Angelo, coadiuvati dalla dottoressa Giuliana Cimino per la guida ecografica.

    A coordinare l’intero intervento, il direttore della Cardiologia, dottor Sergio Fasullo, che ha illustrato i benefici di questo approccio ibrido: “L’obiettivo principale era duplice: ridurre la probabilità di recidive di fibrillazione atriale e proteggere la paziente da futuri ictus cerebrali”. Questo intervento innovativo rappresenta un importante passo avanti nella cura delle malattie cardiache, offrendo una soluzione più efficace e meno invasiva per i pazienti siciliani.

  • Asportata all’Ingrassia di Palermo una cisti ovarica di 20 kg

    Asportata all’Ingrassia di Palermo una cisti ovarica di 20 kg

    PALERMO – Si era presentata al Pronto soccorso dell’Ingrassia lamentando forti dolori addominali. Gli esami hanno subito evidenziato la presenza di una voluminosa massa. La donna di 56 anni è stata tempestivamente ricoverata nella UOC di Ostetricia e ginecologia con diagnosi di cisti ovarica.

    Operata d’urgenza dall’equipe guidata dal Direttore della UOC, Laura Giambanco, in anestesia spinale con la paziente sveglia, è stata asportata alla donna una cisti di 30 cm., di quasi 20 Kg.

    In sala operatoria, erano presenti anche i ginecologi Bruno Pinzello e Fabiana Falsone; gli anestesisti Luisa Granata e Roberta D’Attilo, l’ostetrico Salvo Casamento, l’infermiera Roberta Gnoffo e l’operatore socio sanitario, Rosy Ammirata. “La paziente è in ottime condizioni di salute – ha detto Laura Giambanco – dopo il normale decorso post operatorio è stata, già, dimessa”.

  • Cuore dalla Cechia ora batte in Sicilia: il miracolo del trapianto all’ISMETT

    Cuore dalla Cechia ora batte in Sicilia: il miracolo del trapianto all’ISMETT

    Un uomo siciliano di 59 anni affetto da cardiomiopatia dilatativa idiopatica ha ricevuto una nuova speranza di vita grazie a un trapianto di cuore proveniente da Praga. L’intervento, eseguito presso l’ISMETT, è stato reso possibile da una complessa organizzazione che ha coinvolto un’equipe medica specializzata, tecnologie innovative e una collaborazione internazionale tra il Centro Regionale Trapianti della Sicilia e il centro ceco.

    Tecnologia innovativa per il trasporto d’organi

    Il successo del trapianto è dovuto all’utilizzo dell’”Heart Box”, una tecnologia all’avanguardia che ha permesso di trasportare il cuore per oltre 2.000 km mantenendolo in perfusione con il sangue del donatore. Questo dispositivo innovativo ha consentito di superare i limiti temporali imposti dall’ischemia miocardica, preservando la funzionalità dell’organo durante il lungo viaggio. Il dispositivo “Heart Box” permette al cuore di continuare a battere e ricevere ossigeno durante il trasporto, riducendo i rischi di danni e consentendo controlli biochimici in tempo reale.

    Un’equipe medica specializzata per una missione complessa

    L’equipe medica di ISMETT, composta da cardiochirurghi, perfusionisti e infermieri, ha viaggiato fino a Praga per prelevare il cuore e garantire il suo trasporto in sicurezza. Il team, guidato dal responsabile del programma di trapianto di cuore di ISMETT, Sergio Sciacca, ha impiegato circa 12 ore per la missione, di cui 6 dedicate alla perfusione dell’organo durante il trasporto.

    La solidarietà internazionale e la speranza per il futuro

    Il direttore del Centro Cuore di ISMETT, Michele Pilato, ha sottolineato l’importanza della solidarietà internazionale che ha reso possibile questo intervento, evidenziando come un cuore ceco ora batta nel petto di un paziente siciliano. Pilato ha anche ringraziato il Centro Nazionale Trapianti e il Centro Regionale Trapianti per la collaborazione, auspicando una maggiore sensibilizzazione alla donazione di organi in Sicilia. Il paziente è stato dimesso dopo quattro settimane dall’intervento e gode di buona salute.

  • Il robot chirurgo ha operato con successo 50 persone al Giglio di Cefalù

    Il robot chirurgo ha operato con successo 50 persone al Giglio di Cefalù

    Sono 50 i primi interventi di chirurgia robotica per la cura dell’obesità effettuati alla Fondazione Giglio di Cefalù. Il programma di chirurgia robotica bariatrica, che utilizza le tecniche più innovative nella sfida contro l’obesità grave, è stato predisposto dal chirurgo Silvana Leanza con il proctor di chirurgia robotica avanzata Massimo Giuseppe Viola.

    “Un approccio multidisciplinare – ha spiegato Silvana Leanza – che garantisce un’assistenza completa e personalizzata per ogni paziente, prima, durante e dopo l’intervento. Il supporto multidisciplinare – ha aggiunto il chirurgo – è cruciale per facilitare un cambiamento duraturo nello stile di vita”.

    L’equipe include, oltre i chirurghi, l’endocrinologo Stefania Marchisotta, la nutrizionista Melania Blasco e la psicologa Maria Di Pasquale. Quest’ultima ha evidenziato che “il supporto psicologico gioca un ruolo rilevante per la gestione dello stress psico-emotivo legato alla trasformazione del proprio corpo e al cambiamento dello stile di vita”.

    Tutti i pazienti trattati hanno raggiunto una perdita di peso significativa con una media di circa 30-40 chilogrammi nei primi sei mesi dopo l’intervento. “Inoltre – hanno rilevato i clinici – come riportato in letteratura, anche nei nostri pazienti, il 70 percento di coloro che soffrivano di diabete di tipo 2 ha potuto interrompere o ridurre significativamente la propria terapia farmacologica grazie agli effetti della chirurgia. L’utilizzo del robot ha, infine, migliorato i tempi operatori e l’efficacia degli interventi, riducendo i tempi di recupero con abbattimento significativo delle complicanze post operatorie”.

    “Siamo particolarmente orgogliosi dei progressi raggiunti in questo settore – ha affermato il presidente della Fondazione Giglio, Victor Mario Di Maria, ringraziando tutto il personale medico, infermieristico e tecnico coinvolto in questo ambizioso programma. Il consiglio di amministrazione e la direzione generale – ha concluso Di Maria – sono fermamente impegnati nell’investire in tecnologie e competenze di alto livello”.

    La chirurgia bariatrica del Giglio, grazie ai risultati raggiunti nel 2024, è stata inserita tra i centri affiliati dalla Società italiana della chirurgia dell’obesità (SICOB).

  • Intervento percutaneo innovativo al Policlinico di Palermo salva paziente da 2 patologie

    Intervento percutaneo innovativo al Policlinico di Palermo salva paziente da 2 patologie

    Presso la sala chirurgica ibrida del Policlinico di Palermo, l’Heart Valve Team, l’equipe multidisciplinare che si occupa della gestione clinica delle patologie cardiache complesse, ha impiantato una protesi aortica e chiuso con un occlusore l’auricola sinistra, un’estensione dell’atrio sinistro in cui possono svilupparsi trombi in caso di fibrillazione atriale.

    Intervento d’urgenza su paziente con stenosi aortica e fibrillazione atriale

    Il trattamento è stato eseguito su un uomo di 76 anni, con gravi sintomi legati a una stenosi severa della valvola aortica e a un’aritmia da fibrillazione atriale permanente, che era stato trasferito d’urgenza dal dottore Luciano Sutera Sardo, direttore della Cardiologia del presidio ospedaliero di Canicattì.

    Duplice beneficio dell’intervento: risoluzione della stenosi e riduzione della terapia anticoagulante

    “Questa combinazione di trattamenti – spiega Vincenzo Argano, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria – ha permesso non solo di risolvere la grave disfunzione della valvola aortica, ma anche di contenere i rischi dei sanguinamenti dovuti alla terapia anticoagulante orale necessaria. Infatti, attraverso l’occlusione dell’auricola sinistra, sarà possibile ridurre la terapia anticoagulante senza aumentare il rischio di eventi cardio-embolici legati alla fibrillazione atriale”.

    Equipe multidisciplinare al lavoro per un intervento complesso

    Hanno partecipato all’intervento il gruppo multidisciplinare composto da Sebastiano Castrovinci, Linda Pisano, Edoardo Tulumello, Salvatore Evola, Gioachino Giarratana, Dina Di Piazza, coadiuvato dal personale tecnico e infermieristico.

    L’Heart Team del Policlinico di Palermo: un’eccellenza per la Sicilia occidentale

    “Ancora una volta il nostro “Heart Team” si è distinto per la capacità di trattare patologie complesse, garantendo ottimi risultati e fornendo supporto rapido ed efficace a un territorio sempre più vasto che comprende l’intera Sicilia occidentale – commenta la Direttrice Generale dell’AOUP Maria Grazia Furnari -. Grazie alla loro esperienza e al loro impegno, siamo stati capaci di migliorare significativamente la salute del paziente, dimostrando l’importanza di un approccio multidisciplinare in questi casi. Il nostro ospedale è e continuerà a essere all’avanguardia nel trattamento delle malattie cardiovascolari, e il nostro impegno è rivolto a migliorare ulteriormente le nostre capacità per il bene dei cittadini siciliani”.

    Collaborazione e rapida ripresa post-operatoria grazie all’Heart Valve Team

    La pianificazione e il successo della procedura sono stati il risultato della stretta collaborazione tra i diversi professionisti dell’Heart Valve Team, che hanno elaborato il piano terapeutico più adatto alla specificità del caso clinico. Questo approccio ha consentito una rapida ripresa post-operatoria del paziente, che è stato dimesso in tempi brevi per proseguire la convalescenza a casa. Attualmente, il paziente presenta condizioni ottimali al controllo post-operatorio effettuato a Canicattì.

  • Un cuore nuovo grazie al robot: successo all’ISMETT di Palermo

    Un cuore nuovo grazie al robot: successo all’ISMETT di Palermo

    Un passo avanti significativo nella cardiochirurgia italiana è stato compiuto presso ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo, dove è stato eseguito il primo intervento di cardiochirurgia robotica nel Sud Italia. L’operazione, un bypass aorto-coronarico, è stata realizzata con successo grazie al sistema robotico Da Vinci, una tecnologia all’avanguardia che consente interventi mini-invasivi video-assistiti. Questo traguardo segna l’inizio di una nuova era per la cardiochirurgia meridionale, aprendo la strada a procedure più precise, meno invasive e con tempi di recupero più rapidi per i pazienti. L’ISMETT, nato dalla collaborazione tra la Regione Siciliana e UPMC (University of Pittsburgh Medical Center), si conferma ancora una volta un centro di eccellenza nell’innovazione medica.

    Il Prof. Musumeci e il suo team guidano l’intervento storico

    L’équipe chirurgica, guidata dal Prof. Francesco Musumeci, Senior Consultant in Cardiac Surgery, ha portato a termine con successo l’intervento. La gestione anestesiologica è stata affidata alla Dott.ssa Maria Scarlata. Il Prof. Musumeci ha sottolineato l’importanza di questa tecnologia, definendola “l’approccio del futuro” nella cardiochirurgia. L’utilizzo del robot Da Vinci, già impiegato presso ISMETT per interventi addominali e toracici, si estende ora anche alla cardiochirurgia, ampliando le possibilità di trattamento mini-invasivo per i pazienti.

    La tecnologia Da Vinci: precisione e mini-invasività

    Il sistema Da Vinci è una piattaforma robotica che crea un’interfaccia computerizzata tra il chirurgo e gli strumenti chirurgici. Attraverso una consolle, il chirurgo visualizza un’immagine tridimensionale ad alta definizione del campo operatorio, ingrandita di dieci volte, e controlla i bracci robotici con appositi manipolatori. Questa tecnologia garantisce una precisione millimetrica e riduce al minimo l’invasività dell’intervento. Invece del tradizionale taglio chirurgico, vengono praticati solo tre piccoli fori nel torace del paziente per l’inserimento di una telecamera e di minuscoli strumenti chirurgici, oltre a un’incisione laterale di circa 4 cm.

    Vantaggi per i pazienti: recupero rapido e minori complicanze

    I benefici per i pazienti sono molteplici. L’intervento viene eseguito a cuore battente, senza l’ausilio della circolazione extracorporea, riducendo significativamente il rischio di complicanze e i tempi di degenza post-operatoria. Il Prof. Musumeci ha evidenziato come i pazienti possano essere dimessi dopo soli 3-4 giorni, tornando rapidamente alla loro vita normale. Questa innovazione rappresenta un importante passo avanti nella cura delle malattie cardiache, offrendo ai pazienti una soluzione meno invasiva e più efficace.