Categoria: Salute e Sanità

  • L’Ingrassia di Palermo all’avanguardia nella chirurgia ortopedica: un robot per interventi più precisi

    L’Ingrassia di Palermo all’avanguardia nella chirurgia ortopedica: un robot per interventi più precisi

    L’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Ingrassia di Palermo fa un importante passo in avanti nell’innovazione tecnologica in campo chirurgico. È stato infatti installato il sistema robotico Mako, una piattaforma all’avanguardia per la chirurgia protesica ortopedica.

    Il nuovo sistema consentirà di effettuare interventi di protesi totale di ginocchio, protesi monocompartimentale di ginocchio e protesi totale d’anca con una precisione senza precedenti. Ciò grazie all’ausilio di un braccio robotico guidato da un software avanzato, in grado di riprodurre sul paziente esattamente quanto pianificato dal chirurgo, eliminando qualsiasi margine di errore manuale.

    Mako sarà presentato ufficialmente il prossimo 6 dicembre alle ore 12 presso i locali dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ingrassia. All’evento parteciperanno il Commissario Straordinario dell’Asp di Palermo Daniela Faraoni e il Primario dell’Unità Operativa Prof. Ferdinando Granata.

    Il sistema Mako rappresenta una svolta epocale nella chirurgia protesica ortopedica. Si tratta di una piattaforma robotica composta da un braccio robotico, un modulo di visione e un modulo guida. Grazie a queste componenti, il chirurgo può pianificare con estrema precisione l’intervento tramite software, riproducendolo poi sul paziente senza errori grazie al braccio robotico. Ciò consente di ottenere risultati migliori e più duraturi nel tempo per quanto riguarda l’inserimento delle protesi a ginocchio e anca. Inoltre, il sistema riduce i rischi di complicazioni post-operatorie e accelera i tempi di recupero per il paziente.

    Mako può essere utilizzato negli interventi di sostituzione di ginocchio unicondilare e/o femoro-rotulea, di ginocchio totale e di artroplastica totale dell’anca. Rispetto alle tecniche tradizionali manuali, la precisione del robot permette di preservare maggiormente osso e tessuti sani, fondamentali per la stabilità e la funzionalità a lungo termine della protesi.

  • Eccezionale scoperta nella cura dell’Endometriosi a Palermo: farmaco controlla il dolore

    Eccezionale scoperta nella cura dell’Endometriosi a Palermo: farmaco controlla il dolore

    Una importante ricerca ha rivelato la possibilità di utilizzare, a lungo termine, un farmaco capace di controllare il dolore nelle donne affette da endometriosi. Lo studio è stato pubblicato in questi giorni su ‘Archives’, rivista internazionale di ostetricia e ginecologia.

    Il farmaco ‘dienogest’, molto conosciuto in ambito ginecologico, non era ancora stato studiato nel suo uso per lunghi periodi di tempo come, di fatto, è necessario nel management di una malattia cronica e a larga diffusione invalidante e debilitante. I ricercatori del centro di riferimento regionale per l’endometriosi dell’Arnas Civico di Palermo hanno seguito per dieci anni donne affette da questa patologia, le quali hanno assunto il dienogest per controllare il dolore pelvico cronico, tipico della malattia.

    La ricerca è stata ideata e condotta da Antonio Maiorana, responsabile del centro di riferimento dell’endometriosi e direttore dell’unità di ostetricia e ginecologia dell’Arnas Civico, guidato dal commissario straordinario da Roberto Colletti, con la collaborazione dei medici Marianna Maranto, Antonella Mercurio, Vincenzo Restivo, Domenico Incandela, Gabriella Minneci, Daniele Lo Gerfo. “Lo studio, unico nel suo genere ad analizzare pazienti per tanto tempo – spiega Maiorana – ha dimostrato che il farmaco oltre ad essere efficace nel controllo dei sintomi non ha provocato effetti avversi significativi in tutte le pazienti partecipanti.

    I risultati della ricerca aggiungono alcune informazioni importanti sul trattamento a lungo termine della patologia. La possibilità di gestire nel tempo i sintomi – sottolinea Maiorana – consente di diminuire l’approccio alle terapie chirurgiche e consentire un miglioramento della qualità di vita, con la possibilità di progettare l’evento riproduttivo secondo le aspettative della singola coppia”.

  • Intervento record all’Arnas Garibaldi: asportato rarissimo cancro che coinvolgeva più organi

    Intervento record all’Arnas Garibaldi: asportato rarissimo cancro che coinvolgeva più organi

    Un intervento chirurgico senza precedenti è stato eseguito nei giorni scorsi all’Ospedale Garibaldi Nesima di Catania. Un’equipe di chirurghi e anestesisti ha asportato in blocco un voluminoso tumore che coinvolgeva contemporaneamente fegato, pancreas, colon, diaframma, surrene e vena cava in un paziente di 63 anni. Si tratta di un caso estremamente raro e complesso che ha visto i chirurghi catanesi mettere in campo tutta la loro esperienza e capacità per salvare la vita al paziente.

    A guidare l’equipe il dottor Nicola Cinardi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliopancreatica dell’ospedale. In sala operatoria Cinardi è stato affiancato dai colleghi Angelo Zappalà, Riccardo Schillaci e Giulia Impellizzeri. Fondamentale anche il supporto anestesiologico fornito dalle dottoresse Terranova e Amato. “La fattibilità dell’asportazione totale della massa tumorale in blocco con tutti gli organi coinvolti è stato un momento cruciale – spiega Cinardi – poiché in certe fasi dell’intervento si compiono manovre irreversibili che obbligano a portare a termine la procedura”.

    I chirurghi hanno isolato e controllato i grossi vasi sanguigni interessati dal tumore, come l’arteria mesenterica superiore e la vena cava inferiore. Ciò ha permesso di limitare le perdite di sangue durante l’asportazione di fegato destro, duodeno, pancreas, colon destro, diaframma destro, surrene destro e parte della vena cava, ricostruendo inoltre una porzione del diaframma. “Grazie a questo approccio il paziente è stato sottoposto in un’unica seduta operatoria all’asportazione del voluminoso tumore che infiltrava più organi, portandolo alla guarigione” sottolinea ancora Cinardi.

    La pianificazione preoperatoria e il management postoperatorio hanno consentito un decorso veloce, con solo 9 giorni di degenza nonostante la complessità dell’intervento. “Non bisogna sorprendersi di certi risultati, nella sanità siciliana esistono eccellenze come l’equipe del dottor Cinardi” commenta il direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Fabrizio De Nicola.

    L’intervento eseguito, il primo di questo genere, conferma come l’alta specializzazione dell’ospedale Garibaldi sia un punto di forza per la sanità catanese e siciliana. La multidisciplinarietà e la collaborazione tra diverse figure professionali restano la chiave per offrire ai pazienti cure di altissimo livello.

  • Rossella De Luca, Psico-oncologa del Policlinico, eletta nel Consiglio Nazionale SIPO

    Rossella De Luca, Psico-oncologa del Policlinico, eletta nel Consiglio Nazionale SIPO

    La dottoressa Rossella De Luca, psico-oncologa dell’U.O.C. di Oncologia Medica del Policlinico e Coordinatrice Regionale della Società scientifica di Psico-oncologia (SIPO), è stata eletta nel Consiglio Direttivo Nazionale della SIPO per il quadriennio 2023-2027.

    L’elezione è avvenuta nell’ambito del XVII Congresso Nazionale che si è tenuto a Brescia dal 9 al 11 novembreIl nuovo Consiglio direttivo intende promuovere e migliorare la qualità della cura psico-oncologica e lavorare per la tutela dei diritti dei pazienti oncologici, tema che dal 2018 Rossella De Luca promuove da Coordinatrice regionale della Società scientifica.

    Nel programma del nuovo direttivo, presieduto da Angela Piattelli, vi sono l’approvazione della legge nazionale sulla Psico-Oncologia e l’istituzione del profilo professionale dello Psico-Oncologo e della scuola di specializzazione allo scopo di migliorare la qualità della cura psico-oncologica in Italia.

  • Arriva in Sicilia il farmaco rivoluzionario contro il colesterolo: bastano due dosi l’anno

    Arriva in Sicilia il farmaco rivoluzionario contro il colesterolo: bastano due dosi l’anno

    Palermo – Una straordinaria innovazione nella cura del colesterolo è finalmente disponibile anche in Sicilia. Si tratta di Leqvio (Inclisiran), il nuovo farmaco prodotto da Novartis in grado di abbassare i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) con sole due somministrazioni all’anno.

    Una vera e propria rivoluzione nel trattamento dell’ipercolesterolemia, patologia silente ma estremamente diffusa, che può provocare gravi conseguenze cardiovascolari se non adeguatamente curata. Basti pensare che in Italia le malattie cardiovascolari causano 220.000 decessi ogni anno, ovvero 25 morti ogni ora.

    In Italia il peso di queste patologie è elevatissimo: 19.000 decessi l’anno per malattie circolatorie e ricoveri continui negli ospedali. Tenere sotto controllo il colesterolo LDL è quindi fondamentale per la prevenzione di infarti, ictus e altri eventi potenzialmente fatali.

    Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce l’arrivo di Leqvio, molecola capace di interferire con l’RNA messaggero e ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” in modo significativo dopo sole due somministrazioni annuali. Un regime terapeutico estremamente comodo per il paziente, che non dovrà più assumere compresse ogni giorno.

    I medici siciliani possono dunque finalmente prescrivere questa terapia innovativa ai loro pazienti dislipidemici, migliorandone sensibilmente la qualità di vita e riducendo drasticamente il rischio di conseguenze invalidanti o letali. Un farmaco che potrà letteralmente salvare molte vite nella nostra isola.

  • A Palermo, nuova speranza contro sindromi ereditarie del tumore a seno e ovaio

    A Palermo, nuova speranza contro sindromi ereditarie del tumore a seno e ovaio

    L’Azienda Ospedaliera Policlinico “Paolo Giaccone” ha adottato il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale dedicato alla Sindrome dei Tumori Eredo-Familiari della Mammella e/o dell’Ovaio (HBOCs). Si tratta di uno dei pochi esempi a livello regionale e nazionale ed è finalizzato a migliorare la diagnosi e la gestione di questa complessa condizione medica.

    Cos’è la Sindrome HBOCs

    La Sindrome HBOCs è una condizione ereditaria che aumenta il rischio di sviluppare tumori della mammella e/o dell’ovaio. La consapevolezza e la gestione precoce sono fondamentali per la prevenzione e la cura di questa patologia.

    Come funziona il PDTA

    Il PDTA offre percorsi e procedure chiare per i professionisti sanitari e i pazienti, al fine di ottimizzare la diagnosi, il trattamento e l’assistenza a coloro che sono affetti da questa sindrome o che sono a rischio di svilupparla.

    Il contributo dei professionisti

    Al raggiungimento di questo fondamentale strategico traguardo hanno contribuito il prof. Antonio Russo (Oncologia Medica in qualità di coordinatore), il prof. Calogero Cipolla (Breast Unit), la prof.ssa Adriana Cordova (Chirurgia Plastica e Ricostruttiva), il prof. Giuseppe Brancatelli (Diagnostica per Immagini) e la prof.ssa Daniela Cabibi (Anatomia Patologica). Il PDTA sarà reso ampiamente disponibile per i professionisti sanitari, i pazienti e le loro famiglie, nonché per il pubblico interessato.

  • Il Caffè è anti-diabete, 3-4 tazzine al giorno lo contrastano: lo dice la scienza

    Il Caffè è anti-diabete, 3-4 tazzine al giorno lo contrastano: lo dice la scienza

    Il caffè potrebbe essere un prezioso alleato nella lotta al diabete di tipo 2. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, bere 3-4 tazzine di caffè al giorno sarebbe associato a un rischio inferiore del 25% circa di sviluppare questa patologia rispetto a chi ne consuma di meno o per nulla.

    I ricercatori hanno preso in esame oltre 6.000 adulti senza diabete all’inizio dello studio, seguendoli per 12 anni e monitorandone l’assunzione di caffè e l’eventuale insorgenza della malattia. E hanno scoperto che coloro che bevevano 3-4 tazzine di caffè al giorno presentavano un rischio ridotto di ammalarsi.

    Il caffè conterrebbe una ricca miscela di composti bioattivi, come i polifenoli, in grado di influenzare positivamente il metabolismo del glucosio e i processi antiossidanti dell’organismo, contrastando l’insorgenza del diabete. Una quantità giornaliera di 3-4 tazzine, pari a circa 400 mg di caffeina, è considerata sicura e benefica dalle autorità europee.

    In Italia i diabetici sono 3,9 milioni, pari al 6,6% della popolazione, con un aumento di oltre 400 mila casi solo negli ultimi 3 anni. L’incremento è dovuto all’invecchiamento della popolazione, alla tendenza a diagnosticare antesignani del diabete e agli effetti della pandemia, che ha portato ad aumento di peso e riduzione dell’attività fisica.

    Numerosi studi confermano il ruolo protettivo del caffè contro il diabete. L’Isic, l’Istituto di informazione scientifica sul caffè, riporta maggiori benefici nelle donne e anche per la variante decaffeinata. Il caffè potrebbe inoltre contribuire all’apporto antiossidante della dieta, limitando lo stress ossidativo implicato nell’insorgenza della malattia.

    Gli esperti raccomandano però di non eccedere con le quantità. Il caffè può avere effetti collaterali se assunto in dosi troppo elevate, e l’azione anti-diabete è stata riscontrata solo per un consumo moderato, pari appunto a 3-4 tazzine al giorno. In ogni caso, per prevenire e gestire al meglio questa patologia è importante uno stile di vita sano, con dieta equilibrata e attività fisica costante. Il caffè può essere un prezioso aiuto integrativo da affiancare alle cure mediche.

  • L’urologia del Giglio ai vertici in Sicilia: primato nel trattamento tumore prostata

    L’urologia del Giglio ai vertici in Sicilia: primato nel trattamento tumore prostata

    Cefalù – Per il quarto anno consecutivo, l’unità operativa complessa di urologia della Fondazione Giglio di Cefalù si conferma ai vertici in Sicilia per il numero e la qualità degli interventi di prostatectomia radicale, la tecnica mininvasiva con robot Da Vinci per la cura del cancro alla prostata. A certificarlo è il nuovo report del programma nazionale esiti di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che monitora la qualità delle cure in Italia.

    Nel 2022, sono stati 136 gli interventi di prostatectomia radicale effettuati al Giglio, un risultato che posiziona ancora una volta il centro siciliano tra quelli con il più alto volume di attività e qualità delle cure nell’Isola. “Un risultato straordinario – commenta il presidente Giovanni Albano – raggiunto dalla nostra equipe di urologia, che conferma l’eccellenza delle cure erogate. Oggi siamo anche impegnati nel trasferire questo modello di sanità e il know-how acquisito ad altre strutture”.

    Dei 136 interventi, il 98% è stato eseguito col robot Da Vinci, una tecnica all’avanguardia che, come spiega il direttore dell’Urologia Francesco Curto, “consente di ottenere ottimi risultati con minori perdite ematiche, una breve ospedalizzazione e una rapida ripresa della continenza urinaria e della funzione sessuale”.

    Anche la qualità delle cure è confermata dai dati Agenas: la riammissione in ospedale a 30 giorni dall’intervento è molto bassa, pari al 3,8%. Numeri che testimoniano le competenze dell’equipe urologica del Giglio, composta da 8 medici e coordinata dall’infermiera Daniela Pilato.

    Ma l’urologia del Giglio primeggia in Sicilia anche per gli interventi sui tumori maligni di rene e vescica: 79 gli interventi di nefrectomia per cancro al rene nel 2022, con soli 3 casi di mortalità a 30 giorni. Mentre sono 27 le cistectomie radicali per cancro alla vescica, tecnica per cui il Giglio è l’unico centro nell’Isola ad aver attivato il programma robotico.

    “Questi risultati – conclude Curto – ci ripagano dell’impegno per garantire le migliori cure ai nostri pazienti, in linea con gli standard nazionali”. L’urologia del Giglio si conferma così un’eccellenza sanitaria del territorio siciliano.

  • Al Policlinico di Palermo una Tac innovativa ibrida

    Al Policlinico di Palermo una Tac innovativa ibrida

    È entrata in funzione da oggi al Policlinico di Palermo la Gamma camera Spect – tac, un tomografo ibrido che unisce le funzionalità di una gamma camera, impiegata per l’acquisizione di immagini scintigrafiche, e di una Tac.

    “Questa apparecchiatura – spiega Renato Costa, responsabile della Medicina nucleare dell’Azienda ospedaliera universitaria, – consente di ottenere in modo contestuale due informazioni diagnostiche diverse con un’alta qualità delle immagini, un risparmio dei tempi di esecuzione, e di dosi di radiazioni al paziente e all’operatore”.

    L’accoppiamento di un sistema SPECT con una TC diagnostica permette al medico una visualizzazione morfo-funzionale dell’organo in esame nei diversi piani dello spazio e un riscontro diagnostico preciso. “L’Azienda ospedaliera universitaria – sottolinea il Commissario dell’AOUP, Maurizio Montalbano – continua il processo di ammodernamento tecnologico per offrire agli utenti diagnosi sempre più veloci ed accurate emaggiore sicurezza. Sottoponendo il paziente ai due esami in una sola sessione possiamo ridurre l’esposizione alle radiazioni e anticipare l’inizio delle terapie”.

    La SPECT/TC ha diverse applicazioni e coinvolge trasversalmente molte discipline mediche tra cui la cardiologia, l’ortopedia, l’endocrinochirurgia, la neurologia.

  • Mamma con cuore a destra partorisce una bimba: miracolo della medicina

    Mamma con cuore a destra partorisce una bimba: miracolo della medicina

    La scorsa notte si è verificato un evento considerato straordinario dai medici: una paziente con sindrome di Kartagener ha dato alla luce una bambina in modo sicuro attraverso un taglio cesareo.

    La sindrome di Kartagener è una rara malattia genetica ereditaria che colpisce circa 1 persona su 20.000, ed è caratterizzata da un’insolita disposizione degli organi interni, incluso il cuore e i polmoni, e uno spostamento del fegato dalla sua posizione tipica a destra verso la sinistra.

    La paziente aveva trascorso gran parte della sua gravidanza in ospedale a causa dei rischi connessi alla sindrome di Kartagener. La tenuta dei vasi sanguigni nel retroperitoneo, che normalmente è prevedibile durante una gravidanza, risultava incerta a causa dell’unicità della sua situazione. La sindrome di Kartagener è ereditaria in ‘modo autosomico recessivo’, il che significa che entrambi i genitori devono portare il gene mutato per trasmettere la malattia. Questa condizione provoca una disposizione anomala degli organi, inclusa la posizione del cuore, dei polmoni e del fegato, come nel caso di questa paziente.

    La nascita è avvenuta all’ospedale di Salerno, nel reparto di Gravidanza a rischio guidato dal dottore Mario Polichetti, senza complicazioni significative, e la madre ha dato alla luce una bambina sana con un peso di oltre 3 chilogrammi. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra i medici di Salerno e quelli del Bambin Gesù di Roma, che hanno lavorato insieme per garantire la sicurezza della madre e del neonato in questa situazione unica.

    Questo caso, evidenzia il dottor Polichetti, “mette in luce la straordinaria resilienza delle mamme e dei medici coinvolti nelle situazioni più complesse. La determinazione della madre e l’abilità dei professionisti salernitani hanno reso possibile una nascita sicura e hanno fornito un esempio di come la medicina moderna possa affrontare sfide uniche. È importante sottolineare quanto sia raro un caso come questo e quanto sforzo sia stato dedicato per garantire il benessere della madre e del neonato. La storia di questa madre e della sua bambina sarà senza dubbio un’ispirazione per molte persone”.

    “Il caso di questa madre coraggiosa – a suo giudizio – assume un significato ancora più straordinario quando si considera la rarità statistica della sindrome di Kartagener e l’incidenza delle nascite in Italia. Nel 2022, sono nati in Italia 393.000 bambini, il che rende questa condizione estremamente rara.
    Statisticamente, ci si aspetterebbe che un solo caso di sindrome di Kartagener si verifichi ogni 20.000 nascite. Dunque, a Salerno si è registrato uno dei 20 ipotetici casi che avvengono in Italia”.