Tag: Policlinico

  • Ruba computer nel reparto di Radiologia del Policlinico: 34enne denunciato

    Ruba computer nel reparto di Radiologia del Policlinico: 34enne denunciato

    Un uomo di 34 anni è stato denunciato per ricettazione dopo essere stato trovato in possesso di un computer portatile rubato dal reparto di radiologia del Policlinico Universitario “Paolo Giaccone” di Palermo. I Carabinieri della stazione Palermo Oreto, allertati del furto, hanno individuato il sospettato all’interno del presidio ospedaliero grazie al supporto del personale di vigilanza. Il notebook è stato recuperato e restituito al responsabile del reparto.

    Le autorità stanno ora indagando per accertare se l’uomo sia coinvolto in altri episodi di furto avvenuti negli ospedali cittadini. In caso di condanna, il 34enne rischia fino a 8 anni di reclusione.

  • Paziente oncologico ritenuto incurabile salvato al Policlinico di Palermo

    Paziente oncologico ritenuto incurabile salvato al Policlinico di Palermo

    Un’équipe multidisciplinare del Policlinico di Palermo ha portato a termine con successo un complesso intervento chirurgico di asportazione di un sarcoma, precedentemente ritenuto non operabile in diversi altri ospedali italiani. Il paziente, cinquantenne proveniente dalla Campania, si era rivolto a vari centri specialistici sul territorio nazionale, ricevendo ripetuti rifiuti a causa dell’elevata complessità del caso. La neoplasia, localizzata in una zona estremamente delicata del corpo, comportava rischi significativi sia dal punto di vista chirurgico che per la gestione post-operatoria.

    Grazie all’esperienza multidisciplinare dell’équipe dell’Azienda ospedaliera universitaria “Paolo Giaccone”, è stato possibile pianificare un intervento che ha garantito la completa rimozione del sarcoma e la salvaguardia delle funzioni vitali.

    Il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva, in condizioni stabili.
    “Si è trattato di una procedura chirurgica ad alta complessità – spiega il Professor Antonino Agrusa, direttore dell’equipe chirurgica costituita dal Prof. Giuseppe Di Buono, Dott. William Rà, Dott.ssa Ilaria Terrana l’anestesista Dott. Salvo Napoli – che ha richiesto una gestione multidisciplinare con i colleghi chirurghi vascolari, oncologi, anestesisti e radiologi. Il paziente è adesso in fase di ripresa. Questo intervento dimostra come il nostro Policlinico sia all’avanguardia nella gestione di casi complessi e sempre pronto ad accogliere tutti i pazienti”.

    Il tumore aveva invaso i tessuti muscolari della parete addominale inferiore giungendo fino ai muscoli dell’arto inferiore destro, costringendo il paziente a letto e a una scarsa qualità di vita. Oltre all’asportazione delle parti anatomiche infiltrate è stata necessaria la rimozione di parte dell’arteria femorale, che è stata ricostruita con la collaborazione del Prof. Felice Pecoraro, direttore della Chirurgia Vascolare, prelevando ed utilizzando un vaso venoso della gamba del paziente stesso.

    L’intervento ha, infine, previsto una meticolosa ricostruzione per sopperire alla vasta area di tessuto asportato. Agrusa conclude: “Desidero ringraziare profondamente il Professore Antonino Giarratano, il Professore Felice Pecoraro, il Professore Giuseppe Badalamenti, il Professore Maurizio Ranieri, il Dottore Antonio Gallina, il Dottore Salvatore Napoli, i medici specializzandi e tutto il comparto infermieristico di sala operatoria e di reparto per la professionalità e la competenza che hanno ancora una volta dimostrato con la loro preziosa collaborazione.”

    La Direttrice dell’AOUP, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questo intervento, reso possibile grazie all’elevata specializzazione della nostra équipe chirurgica e al supporto delle più moderne tecnologie, dimostra che il nostro Policlinico può e deve essere un punto di riferimento per la sanità d’eccellenza. Ringrazio tutto il personale medico e sanitario coinvolto per la dedizione e la professionalità dimostrate. Continueremo a lavorare con impegno per garantire a chiunque si rivolga a noi il diritto a cure di qualità, senza dover cercare risposte altrove”.

    “Desidero esprimere il mio più sincero plauso all’équipe multidisciplinare del Policlinico ‘Paolo Giaccone’ di Palermo, che ha portato a termine con successo un intervento di straordinaria complessità, salvando la vita di un paziente proveniente da fuori regione, considerato non operabile da numerosi centri specialistici italiani. Questo risultato straordinario, frutto di competenza, professionalità e di un lavoro sinergico tra chirurghi, oncologi, anestesisti, radiologi e personale sanitario, rappresenta un simbolo dell’eccellenza raggiunta dalla sanità siciliana”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

    “Il Policlinico di Palermo – prosegue il presidente della Regione – dimostra ancora una volta di essere un punto di riferimento nazionale, capace di affrontare con successo le sfide più complesse grazie all’impiego di tecnologie avanzate e alla dedizione instancabile del personale. Questo evento sottolinea come la sanità pubblica siciliana possa e debba essere motivo di orgoglio per tutti noi. Ringrazio di cuore i professionisti coinvolti per la loro passione e il loro impegno, che si traducono quotidianamente in speranza e salute per chi ne ha bisogno. Continueremo a lavorare per rafforzare queste eccellenze, affinché nessuno debba più cercare altrove risposte che la Sicilia può e deve offrire con competenza e umanità”.

  • Paziente torna a sentire, il Policlinico di Palermo adotta una tecnologia innovativa

    Paziente torna a sentire, il Policlinico di Palermo adotta una tecnologia innovativa

    Per la prima volta sul territorio nazionale, presso l’Unità operativa di Otorinolaringoiatria del Policlinico, il Prof. Francesco Dispenza ha impiantato un moderno dispositivo per il trattamento della sordità di conduzione e mista: il SENTIO di Oticon.

    Centro di riferimento regionale

    Il reparto diretto dal Prof. Salvatore Gallina, che è Centro di riferimento regionale per le malattie dell’orecchio interno, per la cura dell’ipoacusia e per l’impianto cocleare, si conferma dunque all’avanguardia nell’offerta ai pazienti di un percorso riabilitativo uditivo completo e personalizzato grazie a soluzioni chirurgiche innovative.

    Impianti a conduzione ossea

    “Per i casi di ipoacusia conduttiva o mista, – spiega Dispenza – proponiamo l’utilizzo di impianti a conduzione ossea, che garantiscono una trasmissione sonora diretta all’orecchio interno, bypassando l’orecchio medio danneggiato”.

    Ipoacusia di conduzione e mista

    La ipoacusia di conduzione è una riduzione della capacità uditiva che dipende dall’interruzione della trasmissione del suono dall’orecchio esterno verso l’orecchio interno. In genere è causata da un problema riguardante il timpano e la catena degli ossicini, per esempio da esiti di interventi chirurgici demolitivi o da otiti croniche non trattate o trattabili.

    Anche le malformazioni dell’orecchio esterno, come l’atresia auris, possono comportare una perdita di udito di tipo trasmissivo. Se all’interruzione della trasmissione del suono si associa una perdita di funzione dell’orecchio interno, si parla di ipoacusie miste.

    Funzionamento del dispositivo SENTIO

    Il funzionamento del dispositivo avviene in più fasi: il processore audio esterno cattura i suoni e li converte in segnali elettrici, inviandoli attraverso la pelle al trasduttore interno, che li trasforma in vibrazioni, consentendo di bypassare le strutture dell’orecchio esterno e medio e permettendo alla coclea di percepire il suono in modo naturale e chiaro.

    “La nostra Azienda ospedaliera universitaria – sottolinea la Direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, – garantisce l’accesso a tecnologie innovative che rappresentano una svolta significativa nel miglioramento della qualità della vita delle persone con deficit uditivo consentendo loro di reintegrarsi appieno nella vita sociale, lavorativa e scolastica. L’impianto di questa nuova protesi testimonia l’eccellenza del nostro Centro di riferimento regionale nella ricerca e nell’adozione di tecnologie avanzate, confermando il suo ruolo di primo piano. Il lavoro svolto è un esempio straordinario di dedizione, competenza e visione, che unisce progresso tecnologico e attenzione alle esigenze delle persone”.

  • Al Policlinico rivoluzione bisturi hi-tech: interventi mini-invasivi per la salute delle donne

    Al Policlinico rivoluzione bisturi hi-tech: interventi mini-invasivi per la salute delle donne

    Palermo – Le tecniche più avanzate di chirurgia laparoscopia per la cura di svariate patologie femminili. Presso l’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico “Paolo Giaccone” il 90% degli interventi effettuati nell’ultimo trimestre sono stati eseguiti con tecniche endoscopiche, garantendo alle pazienti un ridotto rischio di complicanze, una migliore ripresa post-operatoria e una degenza di pochi giorni.

    Il prof Renato Venezia

    Intervento laparoscopico complesso eseguito con successo

    Emblematico il caso di Anna (nome di fantasia), giovane paziente a cui è stato asportato l’utero. Dopo le diverse valutazioni di altri specialisti a cui si era rivolta, tutti concordi nel ritenere necessario un intervento di chirurgia tradizionale per rimuovere l’utero, che presentava molti fibromi di grosse dimensioni e aderenze con la vescica, Anna si è rivolta agli specialisti del Policlinico, dove è stata operata in laparoscopia dall’equipe coordinata dal Professore Renato Venezia, direttore dell’unità operativa, di cui fa parte il professore Antonio Simone Laganà, specializzato nelle tecniche di chirurgia ginecologica mini-invasiva. Lo stupore e la felicità sono visibili sul volto di Anna, quando, dopo 48 dall’intervento, può tornare a casa in completo benessere: “Non mi sarei mai aspettata – dice – di poter fare questo intervento con piccolissime incisioni in una struttura pubblica e in maniera completamente gratuita, e di poter tornare così rapidamente alle mia vita normale, senza più dolori”.

    Obiettivo: eccellenza nella cura delle donne

    Venezia commenta: “L’arrivo del Professore Laganà nell’equipe da me diretta completa un progetto mirato ad elevare l’eccellenza come standard di cura per tutte le pazienti della Sicilia orientale, confermando il Policlinico di Palermo come centro di riferimento pubblico per la ginecologia e ostetricia”.

    Vantaggi della chirurgia laparoscopica

    La chirurgia laparoscopica permette di effettuare la maggior parte degli interventi ginecologici mediante l’utilizzo di una piccola telecamera, inserita a livello ombelicale, e di strumenti miniaturizzati. Questo permette una migliore ripresa post-operatoria, ridotto rischio di sanguinamento e complicanze, e un minimo danno estetico rispetto alla chirurgia “tradizionale” in cui, per accedere all’organo da trattare, bisogna effettuare un’incisione sull’addome, come per un taglio cesareo.

    Recupero rapido con la laparoscopia

    Laganà spiega: “Le nostre pazienti, anche in caso di interventi di chirurgia maggiore come l’isterectomia, la miomectomia o l’eradicazione di endometriosi, possono iniziare ad alimentarsi la sera stessa dell’intervento, rimuovono il catetere vescicale quasi subito, non hanno drenaggi e già il giorno dopo possono iniziare a camminare. La maggiore parte di loro può essere dimessa già dopo 24-28 ore dall’intervento, con ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative dopo circa un paio di giorni, e questo permette di evitare ricoveri prolungati e di abbattere le liste di attesa e la migrazione sanitaria verso altre Regioni”.

  • Eccezionale intervento al Policlinico di Palermo: ricostruita l’aorta di un 77enne senza aprire il torace

    Eccezionale intervento al Policlinico di Palermo: ricostruita l’aorta di un 77enne senza aprire il torace

    Per la prima volta in Sicilia, al Policlinico di Palermo, sono stati ricostruiti per via endovascolare l’intera aorta toracica e le principali arterie dirette al cervello. La procedura mini-invasiva con sondini, che richiede elevate competenze e tecnologie all’avanguardia, è stata eseguita da Vincenzo Argano, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria e da Sebastiano Castrovinci, dirigente medico dell’unità operativa, che ha acquisito competenze specifiche in questo campo presso l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola di Bologna.

    Ad affiancare i due cardiochirurghi un’equipe multidisciplinare costituita da anestetisti, cardiologi, tecnici di radiologia e ulteriori chirurghi del cuore che si sono avvalsi di innovative attrezzature. Il paziente trattato è un uomo di 77 anni della provincia di Agrigento, affetto da un voluminoso aneurisma dell’arco aortico, che normalmente avrebbe richiesto un complesso intervento chirurgico in ipotermia e in circolazione extracorporea, gravato da elevati rischi operatori e da una degenza prolungata. Con il trattamento endovascolare dell’aorta toracica, che rappresenta un’alternativa mini invasiva alla chirurgia tradizionale, utilizzando una nuova protesi personalizzata, “double branch”, è stato possibile riparare rapidamente l’aneurisma aortico preservando l’integrità delle arterie del cervello. Il paziente ha avuto un sorprendente recupero che ha consentito la dimissione in terza giornata.

    “Sono estremamente soddisfatto dell’impegno aziendale – Argano commenta – che ci consente adesso di effettuare queste complesse procedure micro-invasive sull’aorta toracica. È per noi motivo d’orgoglio poter offrire ai pazienti siciliani cure che in precedenza potevano soltanto essere offerte fuori regione, gravando sia sulle risorse personali delle famiglie che sul sistema sanitario regionale.”

    Presso l’unità operativa di Cardiochirurgia del Policlinico, punto di riferimento della Sicilia Occidentale per il trattamento delle patologie aortiche complesse, sia acute che croniche, e Centro di riferimento regionale “per le attività di estrazione micro-invasiva con tecnica laser di elettrocateteri”, sono già in programma altri interventi simili, che richiedono una selezione molto rigorosa dei malati. “Questo importante risultato – commenta il Commissario Straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino – è frutto di investimenti su nuove tecnologie e reclutamento continuo delle risorse umane sviluppati nel reparto di Cardiochirurgia, che lo rendono adesso in grado di competere con le più prestigiose realtà nazionali e sono motivo di orgoglio per la nostra Azienda e per la Sicilia”.

  • Una 46enne nel Messinese in codice rosso per emorragia cerebrale: intubata

    Una 46enne nel Messinese in codice rosso per emorragia cerebrale: intubata

    Una donna di 46 anni di Santo Stefano di Camastra, nel Messinese, è stata trasportata in elisoccorso all’unità di Rianimazione del Policlinico di Messina dopo essere arrivata in codice rosso al pronto soccorso del Santissimo Salvatore di Mistretta. La signora ha subito attirato l’attenzione dei medici a causa delle sue gravi condizioni, e dopo aver svolto i primi accertamenti, è stato evidenziato che aveva una grande emorragia cerebrale.

    Perché è stato deciso il trasferimento a Messina?

    La decisione di trasferire la donna in elisoccorso a Messina è stata presa immediatamente dai medici di Mistretta, poiché richiedeva cure specializzate urgenti. La donna si trova attualmente intubata al Policlinico di Messina, dove sta ricevendo tutte le cure necessarie per il suo recupero.