Categoria: Politica

  • Ponte sullo Stretto futuristico e autostrade siciliane da terzo mondo, l’allerta

    Ponte sullo Stretto futuristico e autostrade siciliane da terzo mondo, l’allerta

    Franco Calogero Fazio, Presidente del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla capacità delle attuali infrastrutture autostradali siciliane di sostenere l’aumento del traffico previsto durante e dopo la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. In particolare, Fazio ha evidenziato le criticità dei tratti A18 (Catania-Messina) e A20 (Messina-Palermo), sottolineando che il passaggio giornaliero stimato di 200 camion carichi di materiali per la costruzione del ponte potrebbe compromettere la sicurezza e l’integrità delle arterie stradali. Queste dichiarazioni, rilasciate durante un’audizione presso la Commissione Ponte del Comune di Messina, hanno sollevato un acceso dibattito sulla fattibilità del progetto, alimentando le perplessità di chi si oppone alla realizzazione dell’opera.

    L’isolamento del CAS e la mancanza di comunicazione

    La figura di Franco Calogero Fazio, direttore generale del CAS, è emersa dal relativo anonimato in seguito a queste dichiarazioni, riportate a livello nazionale da diverse testate giornalistiche. Sotto la sua direzione, il CAS ha adottato una politica di comunicazione estremamente riservata, limitando i contatti con la stampa e affidandosi principalmente ai canali social e al proprio sito istituzionale per la diffusione delle informazioni. Questa strategia di chiusura ha contribuito ad alimentare le polemiche attorno al Consorzio, spesso oggetto di critiche e di proposte di accorpamento ad ANAS o ad altri gestori autostradali.

    Le autostrade siciliane: tra fatiscenza e mancanza di fondi

    Durante l’audizione al Comune di Messina, Fazio ha ammesso la fatiscenza delle autostrade gestite dal CAS, giustificando la mancanza di adeguata manutenzione con la scarsità di risorse economiche. Secondo Fazio, i pedaggi autostradali in Sicilia sono notevolmente inferiori alla media nazionale, e il traffico non è sufficientemente elevato da generare introiti adeguati per gli interventi di manutenzione necessari. Questa situazione di precarietà infrastrutturale solleva interrogativi sulla capacità del CAS di gestire l’ulteriore carico di traffico derivante dalla costruzione del Ponte.

    Il paradosso del “No Ponte” e la richiesta di finanziamenti

    La posizione di Fazio, apparentemente paradossale, sembra motivata dalla necessità di ottenere finanziamenti pubblici per la messa in sicurezza delle autostrade siciliane. L’imminente costruzione del Ponte potrebbe rappresentare un’occasione per ottenere le risorse necessarie, sfruttando l’eccezionalità dell’evento per bypassare gli obblighi contrattuali di manutenzione. Questa strategia, tuttavia, rischia di alimentare le critiche nei confronti del CAS, rafforzando le posizioni di chi ne chiede lo scioglimento.

    Le preoccupazioni dei consumatori e le proposte alternative

    Le dichiarazioni di Fazio hanno suscitato la preoccupazione di Federconsumatori Sicilia, che ha espresso timori per la sicurezza degli automobilisti in caso di aumento del traffico sulle autostrade siciliane. Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia, ha definito “agghiaccianti” le parole di Fazio, chiedendosi se il Ministro Salvini sia disposto a mettere a repentaglio la vita dei cittadini pur di realizzare il Ponte. Federconsumatori propone di destinare i fondi previsti per il Ponte al miglioramento delle infrastrutture stradali e ferroviarie siciliane e calabresi, garantendo maggiore sicurezza e benefici a lungo termine per i cittadini del Sud Italia. Questa proposta ricalca le richieste avanzate in passato, quando il progetto del Ponte venne temporaneamente accantonato, senza tuttavia portare a concreti investimenti nelle infrastrutture locali.

  • La Regione assume 1.348 dipendenti, via al piano della Giunta

    La Regione assume 1.348 dipendenti, via al piano della Giunta

    La Regione Siciliana si prepara ad un importante rinnovamento del proprio organico con l’approvazione del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) per il triennio 2025-2027. Il piano prevede l’assunzione di 1.348 nuove figure professionali, tra dirigenti e comparto, per far fronte alle carenze di personale accumulate negli anni a causa di pensionamenti e blocchi delle assunzioni. Questo ambizioso progetto mira a dare nuovo impulso alla macchina amministrativa regionale, introducendo competenze fresche e aggiornate.

    Un Piano triennale per il rinnovo del personale

    Il PIAO, approvato dalla giunta regionale, delinea una strategia di reclutamento scaglionata nel tempo. Già nel corso del 2025 sono previsti 632 nuovi ingressi, seguiti da 345 nel 2026 e 371 nel 2027. L’obiettivo è quello di realizzare un ricambio generazionale, puntando su giovani talenti e competenze specializzate per modernizzare e rendere più efficiente l’amministrazione.

    Focus sul 2025: concorsi, stabilizzazioni e progressioni

    Il primo anno del piano, il 2025, si presenta particolarmente ricco di novità. Sono previsti concorsi per 140 dirigenti e 280 funzionari di diversi profili professionali. Di questi ultimi, 124 saranno selezionati tramite nuovi concorsi, mentre i restanti 156 entreranno in servizio attraverso lo scorrimento delle graduatorie di precedenti selezioni. Inoltre, sono previste 12 procedure di stabilizzazione e un concorso dedicato al potenziamento dei Centri Regionali per l’Impiego, con l’assunzione di 200 funzionari. Infine, l’entrata in vigore del nuovo Contratto di Lavoro permetterà oltre 800 progressioni verticali in deroga.

    Prospettive per il 2026 e 2027: ulteriori rinforzi all’organico

    Il piano prosegue nel 2026 con l’assunzione di 35 dirigenti e 300 dipendenti nel comparto, reclutati attraverso nuovi concorsi, stabilizzazioni e assunzioni obbligatorie. Sono previste anche 118 progressioni di carriera. Nel 2027, infine, saranno reclutati 79 dirigenti tramite un nuovo bando e 290 figure nel comparto, tra cui 90 funzionari e 200 assistenti (ex istruttori). Completano il quadro 2 assunzioni obbligatorie e 100 progressioni di carriera.

    Schifani: “Un investimento sul futuro della Regione”

    Il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del PIAO, sottolineando l’importanza di questo investimento per il futuro dell’amministrazione. “Con quasi 1.400 nuove assunzioni entro il 2027 – ha dichiarato Schifani – realizzeremo un vero e proprio ricambio generazionale, dando una forte spinta all’efficienza e alla modernizzazione della macchina amministrativa. Puntiamo sulla meritocrazia e sui giovani talenti per costruire una Regione più dinamica e competitiva. Queste assunzioni sono il frutto dell’accordo raggiunto con il Governo nazionale alla fine del 2023, che ha permesso di sbloccare il turn over e di investire sulle risorse umane della nostra Regione”.

  • C’è un nuovo movimento in Sicilia: a capo Ismaele La Vardera

    C’è un nuovo movimento in Sicilia: a capo Ismaele La Vardera

    Il deputato regionale Ismaele La Vardera, ex iena, ha annunciato la nascita del suo movimento politico, un progetto ambizioso che mira a coinvolgere tutti coloro che credono nella possibilità di un cambiamento reale e concreto in Sicilia. La Vardera, con evidente emozione, ha descritto la firma dell’atto costitutivo come un momento cruciale, “forse la sfida più grande della mia vita”, sottolineando l’importanza del coraggio e della lotta per realizzare un futuro migliore per l’isola.

    Un progetto per unire le “cellule sane” della Sicilia

    Il movimento si pone l’obiettivo di riunire le “cellule sane” della società siciliana, ovvero quelle persone che desiderano contribuire attivamente al riscatto del territorio. L’idea, secondo le parole del deputato, è quella di creare una forza unita e determinata a promuovere un cambiamento positivo e duraturo.

    Presentazione ufficiale a San Valentino a Palermo

    Il nome del movimento e il programma politico saranno svelati il 14 febbraio, giorno di San Valentino, alle 16:30 presso la Sala Baària del Mercato San Lorenzo a Palermo. La scelta della data e del luogo simboleggia l’amore e l’impegno per la terra siciliana, un “vero e proprio atto d’amore verso la nostra Isola”, come lo ha definito La Vardera.

    Entusiasmo e partecipazione da tutta la Sicilia e oltre

    L’annuncio della nascita del movimento ha suscitato grande entusiasmo e partecipazione, con migliaia di email ricevute da siciliani residenti in diverse parti del mondo. Questo testimonia l’interesse e la speranza riposta in un progetto politico che promette di dare voce alle istanze di cambiamento e rinnovamento.

    Un invito ad unirsi al movimento

    La Vardera ha rivolto un appello a tutti coloro che desiderano contribuire al progetto, invitandoli a contattare il movimento tramite l’indirizzo email ilmovimentochevorrei@gmail.com. “Ci vuole cuore per cambiare le cose”, ha affermato il deputato, “e noi, il cuore, ce lo mettiamo tutto”.

  • Valanga di euro per le strade del Palermitano, c’è un piano di investimenti milionario

    Valanga di euro per le strade del Palermitano, c’è un piano di investimenti milionario

    La Città Metropolitana di Palermo ha annunciato un piano di investimenti senza precedenti per la riqualificazione della propria rete viaria. Con un impegno finanziario di oltre 242 milioni di euro, provenienti da fondi ministeriali, regionali, FSC, POC e risorse di bilancio, l’ambizioso progetto mira a ridisegnare il volto delle strade provinciali, migliorando la sicurezza e la connettività per i cittadini. Già nel 2025, 88 milioni di euro saranno destinati a opere cantierabili, mentre la restante parte delle risorse è attualmente in fase di progettazione. Questo piano rappresenta un cambio di passo significativo rispetto alla gestione degli anni precedenti, segnati da criticità e disagi per gli automobilisti.

    Collaborazione strategica tra Comune e Regione

    Presentato dal sindaco Roberto Lagalla presso la Sala Martorana di Palazzo Comitini, il piano triennale ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e dei sindaci dell’area metropolitana di Palermo. La sinergia tra le istituzioni locali e regionali si pone come elemento cardine per il successo dell’iniziativa. Il sindaco Lagalla ha sottolineato l’importanza di un approccio programmatico al rifacimento delle arterie stradali, ringraziando l’assessore Aricò per la collaborazione strategica e concreta.

    Una rete stradale complessa: la sfida della Città Metropolitana

    Con 82 comuni e una rete stradale di 301 strade, che si estende per circa 2.200 chilometri, la Città Metropolitana di Palermo si trova ad affrontare una sfida complessa. La ricognizione del patrimonio stradale, completata nel 2023, ha permesso di individuare le priorità di intervento. Il numero di cantieri avviati è in costante aumento: da 6 nel 2022 a 28 nel 2024, con una previsione di 54 cantieri nel primo semestre del 2025. Anche le risorse impegnate sono cresciute esponenzialmente, passando da 3.257.671,67 euro nel 2022 a 46.009.030,38 euro nel primo semestre del 2025.

    Riduzione degli incidenti stradali: un primo segnale positivo

    Il miglioramento delle condizioni delle strade ha già prodotto risultati tangibili in termini di sicurezza. Il numero di incidenti causati dal manto stradale è diminuito significativamente, passando da 39 nel 2022 a 19 nel 2024. Questo dato conferma l’importanza degli investimenti nella manutenzione e nella riqualificazione delle infrastrutture viarie.

    Dalla gestione emergenziale alla pianificazione strategica

    L’approccio alla manutenzione stradale è stato radicalmente modificato, passando da una gestione emergenziale, basata sulla risoluzione di problemi contingenti, a una strategia programmata e a lungo termine. L’obiettivo è quello di migliorare le strade provinciali con maggiore incidenza di transitabilità e gli assi strategici, garantendo la sicurezza dei collegamenti.

    Investimenti mirati per migliorare la connettività

    Il piano prevede investimenti mirati per migliorare la connettività tra i comuni della provincia e le autostrade, con la creazione di tre circuiti di collegamento. Particolare attenzione è dedicata alla Dorsale Corleone (SP 2, SP 4 e IC 17), che collega Corleone con Partinico, con investimenti per oltre 50 milioni di euro. Previsti anche interventi per lo svincolo Partinico con A19 e svincolo Villabate, per un investimento di 6 milioni di euro, al fine di garantire un rapido collegamento con l’aeroporto in caso di emergenze. Importanti risorse sono destinate anche alla SP 9, che collega Collesano, Campofelice di Roccella, Castelbuono e Isnello (9,3 milioni di euro), e al circuito SP 1 – Sp 1 bis, che collega il capoluogo con la A29 in corrispondenza dello svincolo di Montelepre-Giardinello (quasi 14 milioni di euro).

    Mobility as a Service (MaaS): verso un futuro di mobilità integrata

    La Città Metropolitana di Palermo sta inoltre sviluppando un progetto di Mobility as a Service (MaaS), con un investimento di 1.845.000 euro. Attraverso un’app dedicata, i cittadini potranno accedere a un biglietto integrato per il trasporto pubblico, semplificando gli spostamenti e promuovendo la mobilità sostenibile. Il progetto prevede la digitalizzazione degli operatori di TPL e l’installazione di sistemi di bordo e di terra per la condivisione dei dati in tempo reale.

    Infrastrutturazione delle stazioni ferroviarie per la multimodalità

    Nell’ambito del Piano Integrato Urbano (PIU) “Palermo: Metropoli aperta, città per tutti”, sono in corso i lavori di infrastrutturazione delle stazioni ferroviarie per favorire la multimodalità del trasporto urbano. Il progetto prevede la collocazione di 15 stazioni di bike sharing nei comuni di Palermo, Cefalù, Termini Imerese, Cinisi Terrasini, Isola delle Femmine e Carini.

    Gli interventi previsti per il primo semestre del 2025

    Numerosi interventi sono già programmati per il primo semestre del 2025, tra cui:

    * SP 2 Partinico-Monreale-San Giuseppe-San Cipirello: 1 milione di euro
    * SP 5 bis Altofonte-Piana degli Albanesi-Santa Cristina Gela-Monreale: 500 mila euro
    * SP 18 Camporeale-Monreale: 700 mila euro
    * SP 20 Monreale-San Giuseppe-San Cipirello-Camporeale: 2 milioni di euro
    * SP 63 Partinico: 100 mila euro
    * SP 69 bis SP 91 Monreale: 1,3 milioni di euro
    * SP 68 bis Monreale: 220 mila euro
    * SP 107 Monreale (confine Roccamena): 530 mila euro
    * SP 132 Partinico-Balestrate: 230 mila euro
    * IC 17 San Cipirello: 220 mila euro
    * SP 26 Cefalà Diana-Mezzojuso-Godrano-Monreale: 2 milioni di euro

    Un futuro di mobilità sostenibile e connessa per la Città Metropolitana di Palermo

    Il piano di investimenti per la viabilità della Città Metropolitana di Palermo rappresenta un passo decisivo verso un futuro di mobilità sostenibile, connessa e sicura. La sinergia tra istituzioni, l’approccio programmatico e l’attenzione alle esigenze dei cittadini sono gli ingredienti chiave per il successo di questo ambizioso progetto.

  • Cellulari vietati ai bambini, ora in Sicilia è legge

    Cellulari vietati ai bambini, ora in Sicilia è legge

    Bimbi con il cellulare in mano, ipnotizzati. Da oggi in Sicilia sarà “vietato”. L’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ha infatti approvato una legge che vieta l’uso di cellulari e dispositivi digitali ai bambini fino ai cinque anni, limitandone l’utilizzo nelle fasce d’età successive. La legge, proposta dal deputato M5S Carlo Gilistro, ha ricevuto un ampio consenso bipartisan e ora attende il vaglio del Parlamento nazionale per diventare operativa.

    Un segnale forte dalla Sicilia

    L’approvazione della legge da parte dell’ARS rappresenta un segnale importante, considerando che la Sicilia è la regione più grande d’Italia. Il deputato Gilistro sottolinea l’urgenza di una regolamentazione sull’uso delle apparecchiature digitali, evidenziando come l’iniziativa siciliana si allinei con le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Valditara sul divieto degli smartphone a scuola.

    I rischi per la salute dei bambini

    Gilistro mette in guardia sui potenziali danni irreparabili causati dall’uso indiscriminato di dispositivi digitali da parte dei bambini, sottolineando la responsabilità dei genitori nel monitorare l’utilizzo di questi strumenti. Lungi dal demonizzare la tecnologia, il deputato ne ribadisce l’importanza se utilizzata correttamente e all’età giusta.

    Cosa prevede la legge

    La legge vieta l’uso di dispositivi a radiofrequenza e videogiochi per i bambini sotto i cinque anni e ne limita l’utilizzo dai sei anni in su, sempre sotto la supervisione di un adulto. Il divieto si estende anche agli studenti delle scuole medie e superiori durante le lezioni. Sono previste campagne di sensibilizzazione rivolte a genitori e insegnanti, promosse dal Governo e dai Ministeri competenti, e sanzioni per chi viola le disposizioni.

    Un grido d’allarme per i genitori

    Gilistro riconosce la difficoltà nell’applicazione rigorosa della legge, ma la definisce un “grido d’allarme” rivolto ai genitori che spesso utilizzano i dispositivi digitali come “babysitter”. Studi recenti mostrano che in Italia il 30% dei genitori usa lo smartphone per calmare i figli già nel primo anno di vita e che 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori.

    I pericoli dell’uso eccessivo di dispositivi digitali

    L’uso eccessivo di dispositivi digitali può causare ansia, crisi di panico, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, ritardi nello sviluppo del linguaggio e problemi relazionali. Tra le conseguenze più gravi, il cyberbullismo e il ritiro sociale, con possibili esiti drammatici. Spesso i sintomi sono aspecifici e portano a esami medici inutili, con ulteriori danni per i bambini e costi per il sistema sanitario.

    Il supporto della Società Italiana di Pediatria

    La Società Italiana di Pediatria ha recentemente emanato linee guida sull’uso degli apparecchi elettronici in età precoce, recepite dal disegno di legge di Gilistro.

    Prossimi passi: l’iter parlamentare a Roma

    Dopo l’approvazione all’ARS, la legge dovrà essere discussa e approvata dal Parlamento nazionale. Gilistro si impegna a sensibilizzare i colleghi romani sull’importanza di questa normativa, confidando nel supporto bipartisan ottenuto in Sicilia.

  • Allerta meteo e danni: Schifani dichiara lo stato di crisi e di emergenza per oltre 100 comuni

    Allerta meteo e danni: Schifani dichiara lo stato di crisi e di emergenza per oltre 100 comuni

    Il governo Schifani ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per dodici mesi per 116 Comuni siciliani colpiti dall’ondata di maltempo nei giorni 16 e 17 gennaio scorsi. Lo ha deliberato la giunta regionale nella seduta di oggi, su proposta del presidente della Regione, Renato Schifani, in base alla relazione firmata dal dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina.

    La declaratoria consentirà di attivare le iniziative necessarie a garantire i primi interventi per la messa in sicurezza del territorio nelle aree delle sei province interessate. Secondo una prima stima, che non tiene conto del settore agricolo, i danni ammonterebbero a circa 70 milioni di euro. I comprensori maggiormente colpiti sono quelli del Messinese e del Siracusano. Il dipartimento di Protezione civile si riserva anche di proporre la richiesta di stato di emergenza nazionale, dopo avere acquisito dai Comuni tutte le relazioni sulle conseguenze del maltempo.

    Il dirigente generale della Protezione civile regionale, inoltre, è stato designato commissario delegato con l’incarico di provvedere al censimento dei danni, alla redazione del piano degli interventi per la riparazione dei danni e per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi, nonché per la realizzazione delle azioni di somma urgenza per ripristinare e rendere sicure le strutture stradali litoranee di Santa Teresa Riva e dei muri d’argine del fiume Alcantara a protezione del depuratore consortile di Giardini, nel Messinese.

    Proprio ieri, il presidente Schifani aveva compiuto un sopralluogo sul lungomare di Santa Teresa Riva per prendere atto personalmente delle lesioni arrecate dalle mareggiate alla sede stradale litoranea della cittadina. Il governatore aveva assicurato il massimo impegno per avviare, nei tempi più brevi possibili, gli interventi necessari a ripristinare la strada e le altre strutture danneggiate e dare serenità agli abitanti.

    Oltre alla Città metropolitana di Messina e al Consorzio Rete fognante Taormina, questi i 116 i Comuni interessati dal provvedimento:.

    Città Metropolitana di Catania: Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Adrano, Bronte, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Maniace, Misterbianco, Ragalna, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, Sant’Agata li Battiati, Valverde, Vizzini, Piedimonte Etneo, Mineo, Nicolosi.

    Provincia di Enna: Agira, Cerami.

    Città Metropolitana di Messina: Alcara li Fusi, Capizzi, Castroreale, Falcone, Fondachelli Fantina, Furnari, Gioiosa Marea, Letojanni, Librizzi, Lipari, Malfa, Mazzarrà S. Andrea, Milazzo, Monforte San Giorgio, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Raccuja, Roccavaldina, Rodì Milici, S. Lucia del Mela, San Pier Niceto, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, San Piero Patti, Santa Marina Salina, Scaletta Zanclea, Torrenova, Tripi, Tusa, Ucria, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Messina, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, Santa Teresa Riva, S. Domenica Vittoria, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina, Condrò, Mongiuffi Melia, Moio Alcantara, Piraino.

    Città Metropolitana di Palermo: Ciminna, Ustica.

    Provincia di Ragusa: Acate, Ispica, Giarratana, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Ragusa.

    Provincia di Siracusa: Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Sortino, Melilli, Francofonte.

  • Palermo investe nel futuro sanitario: in arrivo 4 nuovi ospedali

    Palermo investe nel futuro sanitario: in arrivo 4 nuovi ospedali

    A Palermo oquattro nuovi poli ospedalieri grazie ad un piano da 828 milioni di euro per la sanità palermitana. Il governo regionale siciliano ha annunciato un importante piano di investimenti per potenziare l’offerta sanitaria nell’area metropolitana di Palermo.

    Con uno stanziamento di circa 828 milioni di euro, di cui oltre 712 milioni provenienti da fondi per l’edilizia sanitaria (ex art. 20 della legge 67/88), il progetto prevede la costruzione di tre nuovi ospedali e la completa ristrutturazione di una struttura già esistente. Questo ingente investimento mira a migliorare significativamente l’assistenza sanitaria per i cittadini palermitani e dell’intera regione. L’avvio dei lavori è previsto per l’estate 2025, dopo la pubblicazione del primo bando di gara il prossimo mese.

    Un nuovo Polo Pediatrico d’Eccellenza

    Tra le nuove strutture previste, spicca il Polo Pediatrico d’Eccellenza, che sorgerà nei pressi dell’Ospedale Cervello, a nord di Palermo. L’edificio, progettato con tecnologie all’avanguardia e sistemi antisismici, si estenderà su una superficie di oltre 40.000 metri quadrati, di cui 15.000 destinati a spazi verdi. Con una superficie utile lorda di 24.000 metri quadrati, distribuita su più livelli, il Polo Pediatrico offrirà cure specialistiche di alto livello, riducendo la necessità di migrazione sanitaria verso altre regioni.

    Il Nuovo Policlinico: un campus medico integrato

    Un altro importante progetto riguarda la costruzione del Nuovo Policlinico all’interno del Parco d’Orleans, in Viale delle Scienze, area di proprietà dell’Università degli Studi di Palermo. Con un investimento di circa 348 milioni di euro, il nuovo Policlinico sostituirà l’attuale “Paolo Giaccone” e si integrerà con il campus universitario, favorendo la sinergia tra assistenza sanitaria e formazione accademica. La struttura sarà dotata di tecnologie innovative per garantire elevati standard di cura e supportare la ricerca medica.

    Ospedale Palermo Nord: focus sull’oncoematologia

    Sempre nei pressi dell’Ospedale Cervello, nascerà l’Ospedale Palermo Nord, specializzato nella diagnosi e cura delle malattie oncologiche ed ematologiche. Questo polo d’eccellenza risponderà alla crescente domanda di trattamenti specifici in questo ambito, offrendo una struttura moderna e tecnologicamente avanzata, attenta alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica. L’ospedale promuoverà anche programmi di ricerca e formazione per specialisti del settore.

    Ristrutturazione dell’Ospedale Ingrassia

    Infine, il piano prevede la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’Ospedale Ingrassia, situato nella zona ovest di Palermo. L’intervento mira ad ammodernare le strutture esistenti e a migliorare l’efficienza operativa, garantendo un’assistenza sanitaria di qualità per i residenti delle zone limitrofe. L’ospedale continuerà a rappresentare un punto di riferimento per la sanità del territorio.

  • Fino al 31 dicembre 2025 voli in Sicilia scontati: ecco il decreto regionale

    Fino al 31 dicembre 2025 voli in Sicilia scontati: ecco il decreto regionale

    Palermo – Esteso per tutto il 2025 il bonus per il contrasto al caro voli della Regione Siciliana. Prosegue, dunque, dal 7 gennaio e fino al 31 dicembre 2025 la misura attivata sotto forma di contributo del 25% del prezzo del biglietto aereo ai cittadini residenti in Sicilia, con ulteriore 25% per i soggetti con basso reddito, studenti e disabili che viaggiano da e verso l’isola. A stabilirlo è un decreto dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò, di concerto con il presidente della Regione, Renato Schifani.

    «Estendiamo a tutto il 2025 il bonus del 25% del prezzo dei voli per i residenti in Sicilia – ha affermato l’assessore Aricò – certi di fare cosa gradita ai nostri cittadini che affrontano, non solo in via straordinaria in occasione delle festività, ma in ogni periodo dell’anno, difficoltà nel corrispondere tariffe aeree talvolta esagerate. Abbiamo riscontrato una risposta eccezionale a questa iniziativa per promuovere la continuità territoriale, fortemente voluta anche dal presidente Schifani per il periodo delle festività natalizie, in cui il rimborso è stato del 50% del prezzo del biglietto. Dopo l’approvazione della Legge di stabilità regionale e del bilancio di previsione, abbiamo deciso il prolungamento della misura che favorisce la continuità territoriale, in regime ordinario per tutto il 2025». I dettagli sui requisiti di accesso al bonus si trovano sulla piattaforma Siciliapei.

    Sono state rafforzate inoltre le misure di controllo sulle richieste pervenute ai fini dell’erogazione del contributo per evitare tentativi di truffa che sono stati già riscontrati e prontamente denunciati dall’assessorato alle autorità competenti

  • Reddito di povertà in Sicilia: stop all’obbligo dei lavori socialmente utili

    Reddito di povertà in Sicilia: stop all’obbligo dei lavori socialmente utili

    Il governo Schifani ha apportato una modifica significativa alla normativa sul Reddito di povertà in Sicilia, eliminando l’obbligo per i beneficiari di svolgere lavori socialmente utili. Introdotta a novembre, la legge iniziale prevedeva che i destinatari del contributo, pari a circa 5.000 euro, fossero impiegati in attività socialmente utili. Come dice il Giornale di Sicilia, tuttavia, un emendamento inserito nella Finanziaria regionale ha trasformato questo obbligo in una facoltà. La modifica, apparentemente minore, ha un impatto sostanziale sulla misura, consentendo ai percettori di ricevere il sostegno economico senza dover lavorare.

    Le motivazioni del cambiamento

    L’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, ha giustificato la retromarcia spiegando che la precedente formulazione rischiava di creare un nuovo bacino di precariato. Nonostante la richiesta di Fratelli d’Italia di prevedere una contropartita lavorativa per differenziare il Reddito di povertà siciliano dal Reddito di cittadinanza nazionale, la gestione dell’obbligo si presentava complessa. Il governo ha quindi optato per la revoca, semplificando l’erogazione del contributo e sollevando i Comuni dall’onere di organizzare le attività socialmente utili. La modifica era già stata anticipata nel bando pubblicato prima dell’approvazione della Finanziaria, che prevedeva numerose eccezioni all’obbligo.

    Un nuovo bonus per gli acquisti

    Oltre alla modifica sul Reddito di povertà, la Finanziaria regionale introduce un ulteriore bonus destinato alle famiglie meno abbienti. Si tratta di un contributo a fondo perduto per l’acquisto di beni di consumo durevoli non di lusso, come elettrodomestici, auto e moto. Il bonus servirà ad ammortizzare gli interessi sui prestiti contratti per tali acquisti. A differenza del Reddito di povertà, che richiede un ISEE massimo di 5.000 euro, il bonus acquisti prevede un limite ISEE di 30.000 euro, ampliando la platea dei beneficiari. La gestione del bonus sarà affidata all’IRFIS, e un bando specifico verrà pubblicato nei prossimi mesi. Il governo ha stanziato 15 milioni di euro per questa misura.

  • Palermo vieta i botti di Capodanno, Lagalla ha firmato il divieto

    Palermo vieta i botti di Capodanno, Lagalla ha firmato il divieto

    Palermo dice no ai botti di Capodanno con l’ordinanza del sindaco palermitano Roberto Lagalla. I botti saranno vietati in città, il sindaco firma l’ordinanza e sono previste multe salate anche se, come avviene praticamente da sempre, sarà difficile contenere il fenomeno.

    Oggi intanto è arrivata l’ordinanza l’ordinanza del Comune di Palermo per vietare i botti su tutto il territorio del capoluogo. Il provvedimento vieta il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, bombette e oggetti similari. Il provvedimento sarà valido da lunedì 30 dicembre e fino a giovedì 2 gennaio 2025.

    L’ordinanza di Lagalla è motivata dal fatto che sussiste “l’urgente necessità di adottare misure idonee a garantire l’incolumità pubblica e l’integrità fisica delle persone mediante provvedimenti finalizzati a contrastare o quantomeno ridurre fenomeni idonei ad arrecare danni a persone, animali, cose nonché al patrimonio artistico e culturale della città di Palermo”.

    Sono esclusi dal provvedimento “i prodotti del tipo petardini da ballo, fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e palline luminose”. La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative di importo compreso tra 500 e 5.000 euro. Il provvedimento è stato trasmesso per i relativi controlli alla polizia municipale, alla questura, ai carabinieri e alla guardia di finanza che saranno chiamati a far rispettare l’ordinanza.

    “Rivolgo il mio appello ai cittadini palermitani per il totale rispetto della ordinanza sul divieto di accensione dei botti a Capodanno firmata dal sindaco Lagalla. L’appello, oltre che per un regolare andamento di civile vivibilità sul territorio in questo ultimo scorcio di festività, vuole ricordare che l’uso di botti e mortaretti provoca effetti negativi sulle persone fragili, sugli anziani, sui bambini e sugli animali. Per questo mi affido alla sensibilità di ognuno di noi che, certamente, renderà più virtuosa la grande attenzione che questa Amministrazione pone su questi temi di umanità”. Lo ha detto l’assessore al benessere animale con delega alla salute, Fabrizio Ferrandelli.