Categoria: Politica

  • Sicilia, aperte le domande per i fondi anti-povertà: come accedere ai 5 milioni di euro

    Sicilia, aperte le domande per i fondi anti-povertà: come accedere ai 5 milioni di euro

    Povertà, Schifani: «Pubblicato l’avviso per finanziare gli enti del terzo settore che operano nel contrasto all’emergenza alimentare»

    «Da oggi le realtà del terzo settore impegnate nel contrasto all’emergenza alimentare possono presentare istanza per l’erogazione dei finanziamenti regionali. L’assessorato della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato l’avviso per l’assegnazione delle somme. Sosteniamo così, nei tempi celeri che avevo richiesto ai nostri uffici, gli interventi per fronteggiare i casi di indigenza, bisogno ed emergenza alimentare, dando piena operatività alla normativa regionale sulla povertà. Manteniamo l’impegno che avevamo assunto su un tema di estrema importanza. Una priorità assoluta di questo governo, in sintonia con la nostra visione della politica sociale attenta a chi vive ai margini della società».

    Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annunciando l’avvio della procedura pubblica per erogare i finanziamenti relativi alla prima linea di azione contenuta nella legge regionale, rifinanziata con cinque milioni di euro nella manovra bis approvata poco più di un mese fa dall’Assemblea regionale.

    «Questa misura, fondamentale per affrontare le fragilità sociali presenti sul nostro territorio – dichiara l’assessore della Famiglia e delle politiche sociali, Nuccia Albano – mira a rafforzare il sostegno alle persone in difficoltà e a potenziare le iniziative degli enti impegnati sul campo. Con questo intervento intendiamo consolidare il lavoro di contrasto all’emergenza alimentare, garantendo risorse adeguate per progetti di inclusione sociale, assistenza alimentare e supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione. Ringraziamo tutte le organizzazioni che quotidianamente operano nell’Isola, contribuendo a costruire una comunità più giusta e solidale».

    I criteri di assegnazione delle risorse agli enti, attivi nell’erogazione diretta di pasti e di generi alimentari a favore di singole persone e nuclei familiari e nell’organizzazione e nella gestione di reti di raccolta e redistribuzione, sono tre e variano in base al numero delle province in cui viene svolta l’attività.

    Possono partecipare le organizzazioni iscritte negli elenchi del Registro unico nazionale terzo settore (Runts), che svolgano attività in Sicilia da almeno 10 anni e si occupino della distribuzione alimentare nell’ambito del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). In particolare, possono presentare la domanda le associazioni che si dedicano all’erogazione diretta di pasti e di generi alimentari a singole persone e nuclei familiari, e che siano coinvolti nell’organizzazione e nella gestione di reti di raccolta e redistribuzione di tali generi.

    L’avviso è pubblicato sul portale istituzionale della Regione

  • Sarà più facile attraversare la Circonvallazione di Palermo, spunterà un altro sovrappasso pedonale

    Sarà più facile attraversare la Circonvallazione di Palermo, spunterà un altro sovrappasso pedonale

    La Giunta comunale di Palermo ha approvato, su proposta dell’Area dei Lavori Pubblici e Manutenzioni, il progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo alla realizzazione del sovrappasso pedonale di via Perpignano, per un importo complessivo di 5,3 milioni di euro.

    L’intervento, inserito nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche, rientra tra le priorità strategiche individuate dall’Amministrazione comunale per la riqualificazione della circonvallazione (viale della Regione Siciliana) e sarà candidato al finanziamento previsto dall’Avviso pubblico regionale a valere sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità.

    «L’approvazione di questo progetto – dichiarano il Sindaco Roberto Lagalla e l’Assessore ai Lavori Pubblici Totò Orlando – rappresenta un’ulteriore tappa del percorso avviato dall’Amministrazione per migliorare le condizioni di sicurezza e accessibilità della circonvallazione, una delle infrastrutture viarie più importanti e trafficate della città. Dopo gli interventi già in corso sulla Porta Sud (svincolo Brancaccio) e sul Ponte Corleone, questo progetto conferma l’attenzione costante rivolta a questa arteria e alla sicurezza dei cittadini».

  • Cittadini monrealesi diventano “Jatini”, è fuga da Monreale che perde 2500 ettari, risorse e tributi

    Cittadini monrealesi diventano “Jatini”, è fuga da Monreale che perde 2500 ettari, risorse e tributi

    San Giuseppe Jato – Netta vittoria del sì nel referendum per il riordino dei confini territoriali dei Comuni di Monreale e San Giuseppe Jato. Alle urne sono stati chiamati i cittadini delle contrade Bommarito, Dammusi, Ginestra e Signora, fino a ieri ricadenti nel Comune di Monreale, che hanno votato a favore dell’annessione a San Giuseppe Jato, essendo zone geograficamente più vicine al territorio interessato.

    La cittadina normanna cederà, così, poco più di 2000 ettari. Nonostante il caldo, l’affluenza è stata del 75,6%. Il quesito è passato con il 95,5% dei voti (170 sì e 7 no).

    Soddisfatto il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia: “E’ stato un grande successo, un’impresa titanica. Un esempio concreto di decisione democratica. Il merito è del comitato cittadino promotore, presieduto da Vincenzo Mandarino che da tanti anni porta avanti questa battaglia. La politica era riuscita a fare poco, perché nel passato c’erano state solo chiacchiere inutili ma, grazie al comitato riconosciuto all’unanimità da tutto il Consiglio comunale dell’Amministrazione Licari, siamo riusciti oggi a raggiungere un risultato storico. Voglio ringraziare i tecnici che hanno lavorato a titolo gratuito per la ridefinizione dei confini, così come dobbiamo dare merito ai due legali che si sono impegnati, anche loro gratuitamente, a portare avanti le loro battaglie nei vari processi. Grazie quindi all’architetto Raffaele Basile, agli ingegneri Giuseppe Italiano e Antonino Macaluso, agli avvocati Francesco Miceli e Luciano Romeo. Ora spetterà alla mia Amministrazione l’onore di governare questo processo di acquisizione del territorio. Una fase in cui il comitato promotore farà da comitato consultivo, per aiutarmi a interpretare i bisogni di questi cittadini e le criticità delle contrade su cui dobbiamo intervenire. Abbiamo già stilato un documento che in settimana firmeremo ufficialmente. Il comitato conosce il territorio, le esigenze più imminenti e sarà al mio fianco per portare a termine questa brillante operazione. Andiamo incontro a procedure che sconosciamo e che dobbiamo sperimentare, ma insieme ce la faremo”.

    “Il 6 luglio 2025 per San Giuseppe Jato diventerà una data storica – conclude Siviglia – con l’auspicio che al più presto possano nascere comitati civici per la fusione in un unico Comune di San Giuseppe e San Cipirello, in quanto cittadini del mondo”.

    “Quale consigliere comunale di San Giuseppe Jato, nonché consigliere metropolitano di Palermo, voglio esprimere la mia profonda soddisfazione per l’esito del referendum odierno  Lo dice il consigliere comunale di San Giuseppe Jato, nonché consigliere della città metropolitana, Liborio Maurizio Costanza sul riordino dei confini tra San Giuseppe Jato e Monreale, che ha visto una netta vittoria del “Sì”. Questo risultato storico sancisce il passaggio del territorio della Valle dello Jato, finora sotto la giurisdizione del Comune di Monreale, al Comune di San Giuseppe Jato.

    “Oggi è una giornata che rimarrà impressa nella memoria della nostra comunità, ed è il frutto travagliato di un impegno nato dall’intuizione e dalla visione coraggiosa di un gruppo di cittadini e amministratori jatini, sotto la guida dell’allora sindaco Davide Licari, del Presidente del consiglio Rosa Italiano e del presidente del Comitato civico Salvatore Bonfardeci, con l’ausilio tecnico degli architetti Raffaele Basile e Giuseppe Italiano e dell’ingegnere Giuseppe Macaluso, continuato negli anni da tanti altri jatini, da ultimo dagli attuali componenti del Comitato per la ridefinizione dei confini. A tutti loro va la nostra profonda gratitudine per il risultato di oggi. L’esito di questo referendum non è solo una questione di estensione di territori, ma un vero e proprio punto di svolta per lo sviluppo economico e sociale dell’intera Valle dello Jato. Abbiamo riaffermato la nostra identità e creato le basi per un futuro di maggiore autonomia e prosperità. Adesso per il nostro territorio si aprono nuove opportunità che ci consentiranno di pianificare in modo più coerente e integrato le politiche di sviluppo, valorizzando al meglio le risorse e le potenzialità della nostra valle”.

    “Per fare ciò e’ più che mai fondamentale uno sforzo corale, scevro da inutili personalismi. Dobbiamo lavorare insieme, con spirito di servizio e lungimiranza, per garantire una transizione amministrativa la più rapida ed efficiente possibile. È il momento di dimostrare la nostra capacità di visione e la nostra determinazione nel
    costruire un futuro migliore per tutti i cittadini della Valle Jato. Dal canto mio non posso che ribadire il mio impegno personale e istituzionale nel supportare ogni fase di questo processo, garantendo la massima trasparenza e partecipazione nell’interesse primario della comunità jatina”.

  • Il varo del nuovo traghetto Gnv Palermo-Genova: «Migliorata la mobilità da e verso l’isola»

    Il varo del nuovo traghetto Gnv Palermo-Genova: «Migliorata la mobilità da e verso l’isola»

    Battesimo ufficiale ieri nel porto di Genova per la nuova Gnv Orion. Si tratta del 26esimo traghetto della flotta del gruppo, che collegherà Palermo a Genova e viceversa. Alla cerimonia sotto la Lanterna era presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò.

    «È il segno concreto dell’impegno del Gruppo Msc – ha detto l’assessore Aricò – non solo per la crescita della propria impresa ma anche per il rafforzamento del sistema logistico e infrastrutturale del Paese e dei collegamenti con l’Isola, nell’ottica della sostenibilità e del basso impatto ambientale, per garantire una mobilità sicura e moderna. Il nuovo traghetto è infatti in grado di abbattere le emissioni di CO2 di oltre il 30% per tonnellata e può trasportare oltre 1.700 passeggeri e 3.080 metri lineari di carico, con una velocità massima di 25 nodi. Con le sue 433 cabine e i suoi ambienti spaziosi, è tra le unità ro-pax più capienti e avanzate attualmente in servizio nel Mediterraneo».

  • Un nuovo parcheggio multipiano a 200 metri dal “Molo trapezoidale”, via ai lavori da 5 milioni

    Un nuovo parcheggio multipiano a 200 metri dal “Molo trapezoidale”, via ai lavori da 5 milioni

    Inizieranno entro la fine del mese di luglio i lavori del parcheggio multipiano di via Patti. È stato, infatti, firmato ieri dall’ AdSP del Mare di Sicilia occidentale, e dalla Sea Port Solution S.r.l., società di progetto, i cui soci sono OSP S.r.l. (95%) ed Emmecci S.r.l. (5%), l’atto aggiuntivo della Convenzione per l’affidamento, con la formula della finanza di progetto, della “Concessione dei lavori e della gestione dei servizi di interesse generale nei porti di Palermo e Termini Imerese”. Tale atto completa il percorso avviato nel 2020 con l’affidamento a Osp srl dei servizi portuali in partenariato pubblico-privato e, successivamente, a Emmecci srl, la realizzazione e gestione, in project financing, del parcheggio multipiano all’interno dell’area portuale di Palermo. La SPS subentrerà di diritto all’originario concessionario OSP S.r.l., ed eseguirà la concessione per l’esecuzione dei lavori e per la gestione dei servizi di interesse generale nei porti di Palermo e Termini Imerese, assieme all’AdSP del Mare di Sicilia occidentale.

    Un investimento da 5 milioni per un’infrastruttura sostenibile

    Nella suddivisione dei compiti, Osp manterrà la gestione di tutti i servizi generali, mentre Emmecci si occuperà della costruzione e della gestione del parcheggio multipiano che sorgerà a 200 metri dal nuovo waterfront di Palermo e dal Molo Trapezoidale. Un investimento da oltre 5 milioni di euro — che prevede circa 18 mesi di lavori — per creare ulteriori 251 posti auto al servizio di imbarchi, banchine, bar e ristoranti. Oltre a una superficie di circa 300 metri quadri interamente ricoperta da pannelli fotovoltaici, il parcheggio multipiano sarà dotato di colonnine per la ricarica di auto e bici elettriche. “Stiamo costruendo – è il commento del presidente dell’AdSP, Pasqualino Monti – un modello di porto che dialoga con la città, che crea servizi, opportunità e valore aggiunto. È questo il senso profondo della nostra visione: trasformare i nostri scali in motori di sviluppo sostenibile e in spazi integrati nel tessuto urbano, al servizio delle persone e delle imprese”.

    La dichiarazione di Giuseppe Todaro, presidente di OSP

    Per il presidente di Osp Todaro “quello che aggiungiamo oggi, con la nascita della società di progetto Sea Port Solution è l’ultimo tassello di un percorso iniziato nel 2020, con la firma del partenariato pubblico-privato per la gestione dei servizi nei porti della Sicilia Occidentale. Il parcheggio multipiano, in particolare, rappresenterà un’importante infrastruttura al servizio del porto e della città stessa, costretta ogni giorno a fare i conti con una drammatica carenza di posti auto. Un progetto su cui puntiamo tanto e che vogliamo far diventare un modello di sviluppo e di efficienza grazie anche alla completa automatizzazione e all’integrazione di una serie di servizi che miglioreranno ulteriormente la nostra offerta nella città di Palermo”.

    Il contributo di Emmecci per la sostenibilità e la vivibilità

    Le parole di Santo Lipira, amministratore unico di Emmecci srl: “Siamo particolarmente onorati di essere parte attiva di questo progetto. Per la nostra società la gestione in project financing di un’infrastruttura realizzata è una novità che, se positiva, potremmo perseguire anche su analoghi progetti in corso di studio ed analisi. Riteniamo che la realizzazione del multiparking vada, inoltre, nella direzione già da svariati anni intrapresa da Emmecci sul fronte della sostenibilità, sia ambientale che sociale; infatti, siamo certi che l’infrastruttura risulti strategica per la città di Palermo in termini sia di miglioramento della viabilità che della relativa vivibilità”.

  • A Balestrate sorgerà un hotel di lusso, la Colonia diventa a 5 stelle

    A Balestrate sorgerà un hotel di lusso, la Colonia diventa a 5 stelle

    La Colonia Marina di Balestrate è pronta per una completa riqualificazione che la trasformerà in un albergo a cinque stelle. L’Urega di Palermo ha aggiudicato definitivamente il bando per il progetto di riqualificazione, presentato in partenariato pubblico-privato a costo zero per il Comune.

    L’aggiudicazione è andata alla Firenze Touring, proponente di un Project Financing di oltre 23 milioni di euro. Questo importante investimento permetterà la realizzazione di una struttura alberghiera di lusso, un progetto ambizioso che ora prende forma.

    Nei prossimi mesi, il Comune di Balestrate stipulerà il contratto con la Firenze Touring. A quel punto, l’azienda si occuperà della progettazione esecutiva e, successivamente, darà inizio ai lavori di costruzione del nuovo albergo a cinque stelle sul lungomare di Balestrate.

  • Carini, 12,5 milioni per la zona industriale: “Risultato storico per rilanciare l’economia”

    Carini, 12,5 milioni per la zona industriale: “Risultato storico per rilanciare l’economia”

    Un cantiere da 12,5 milioni di euro per ridisegnare il futuro dell’area industriale più importante della provincia di Palermo. Hanno preso ufficialmente il via i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza delle strade dell’agglomerato di Carini, un intervento strategico atteso da anni e destinato a incidere profondamente sul tessuto produttivo locale.

    Il primo lotto di opere, finanziato con 8 milioni di euro provenienti da fondi Zes, è stato avviato ieri con una cerimonia che ha riunito istituzioni e mondo imprenditoriale. Il progetto, gestito dall’Irsap (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive), prevede il rifacimento del manto stradale, la creazione di due rotatorie, la manutenzione dei viadotti e il potenziamento dell’illuminazione. La conclusione dei lavori è fissata per maggio 2026.

    «Un risultato a mio avviso storico», ha commentato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, presente all’avvio del cantiere. «Non è stato semplice, ma siamo riusciti a sbloccare un’opera fondamentale per dare decoro e servizi a chi opera qui e a chi vuole investire. Questi interventi porteranno PIL, ricchezza e occupazione».

    L’investimento complessivo è ancora più ampio. «Abbiamo spacchettato il progetto», ha spiegato Tamajo. «A questi 8 milioni si aggiungono altri 4,5 milioni di fondi Fsc. È parte di una strategia più vasta da 100 milioni per tutte le aree industriali siciliane, perché la nostra terra deve essere attrattiva».

    Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Carini, Giovì Monteleone, che ha parlato di «un gioco di squadra per superare gli intoppi burocratici. Questa zona è un polmone economico che meritava i servizi adeguati e finalmente diventa protagonista dello sviluppo del territorio».

    L’iniziativa riflette l’impegno del governo regionale, come rimarcato dal presidente Schifani, nel coltivare una «proficua collaborazione con gli enti locali per raggiungere risultati concreti». Il percorso non si ferma: sono già stati stanziati altri 4,3 milioni di fondi Fsc per una seconda gara d’appalto, con l’obiettivo di completare la riqualificazione e rendere l’area un polo competitivo e moderno.

  • Caos A19, è scontro totale Schifani-Anas: “Dirigenti rimossi”, intanto code sotto 40 gradi

    Caos A19, è scontro totale Schifani-Anas: “Dirigenti rimossi”, intanto code sotto 40 gradi

    PALERMO – La tensione sull’autostrada A19 Palermo-Catania ha raggiunto il punto di rottura. Non si tratta solo dei tre chilometri di coda registrati questa mattina nel tratto tra Bagheria e Casteldaccia, ma di un vero e proprio scontro istituzionale che vede il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, lanciare un durissimo attacco contro i vertici di Anas. Al centro della disputa, la gestione dei cantieri estivi che stanno paralizzando il principale asse viario dell’isola, una situazione definita “paradossale” e frutto di una “pianificazione sbagliata”.

    Code e disagi: la fotografia di un’autostrada al collasso

    La cronaca di questa mattina racconta di un esodo estivo trasformatosi in un calvario per migliaia di automobilisti. Le code in direzione Catania, generate dal flusso di veicoli in partenza da Palermo verso le località balneari, hanno congestionato l’arteria stradale, con rallentamenti che hanno superato i tre chilometri. La circolazione nella carreggiata opposta si mantiene fluida. Sul posto, il personale Anas è al lavoro per tentare di gestire una situazione critica, con presidi di soccorso meccanico attivati lungo la tratta Palermo-Termini Imerese, pronti a intervenire su chiamata della Sala Operativa di Palermo. Misure tampone che, tuttavia, non bastano a placare la profonda irritazione degli utenti e delle istituzioni.

    Il vertice in Prefettura e il “no” di Anas al bypass

    La crisi ha avuto un’escalation nella serata di ieri. Durante una riunione del Comitato operativo viabilità in Prefettura a Palermo, era stata condivisa da tutti i presenti, inclusa la Polizia Stradale, la soluzione di un bypass per alleggerire la pressione sui cantieri. Un’ipotesi che sembrava risolutiva ma che si è infranta poche ore dopo. Nel successivo sopralluogo tecnico, Anas ha giudicato l’opzione “non particolarmente utile”, bollando come “non fattibili” altre alternative proposte. L’unica concessione sul tavolo resta la deviazione del traffico sulla Strada Statale 113, ma solo in condizioni di emergenza estrema, ovvero con code superiori ai sette chilometri.

    L’affondo di Schifani: “Atteggiamento inaccettabile, chiederemo la rimozione del responsabile”

    La reazione del presidente Schifani è stata immediata e durissima. «È paradossale che, nonostante queste problematiche siano discusse da settimane, l’Anas non si sia minimamente premurata di verificare in maniera preventiva la possibilità di realizzare l’ipotesi del bypass», ha tuonato il governatore. Schifani ha denunciato una grave mancanza di collaborazione e ha chiesto un “cambio di passo immediato”, invocando “responsabilità, visione e capacità di adattamento”.

    Nel mirino del presidente è finita direttamente la dirigenza regionale dell’azienda: «Non è possibile pensare che i vertici regionali di Anas siano in ferie demandando a terze linee la gestione. La Regione farà sentire la propria voce in tutte le sedi, anche a livello ministeriale, avanzando la richiesta della rimozione del responsabile di Anas Sicilia». L’accusa è netta: aver dato il via a due cantieri contigui alle porte di Palermo nel pieno della stagione estiva, dimostrando una pianificazione inadeguata che ora rischia di aggravare ulteriormente la viabilità con il traffico di rientro previsto per domani. «Anas non si è nemmeno premurata di informarmi preventivamente sull’esito dei sopralluoghi», ha concluso amaramente Schifani, evidenziando una frattura che appare ormai insanabile.

  • Droni, telecamere e termocamere per beccare i piromani, la Sicilia rafforza la lotta agli incendi

    Droni, telecamere e termocamere per beccare i piromani, la Sicilia rafforza la lotta agli incendi

    Inaugurata stamattina dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, la nuova Sala operativa unica regionale nella sede di Sicilia Digitale, in via ammiraglio Paolo Thaon de Revel, a Palermo. Obiettivo della struttura è potenziare il sistema di controllo e monitoraggio antincendio in Sicilia, riunendo le unità dei dipartimenti della Protezione civile e del suo volontariato, del Corpo forestale e, nel periodo antincendio, anche del Corpo dei Vigili del fuoco.

    L’istituzione del centro operativo risponde alla volontà della giunta Schifani di ottimizzare il coordinamento delle forze in campo e di garantire interventi antincendio più rapidi ed efficaci. Al suo interno ospiterà personale del Corpo forestale e della Protezione civile che, durante il periodo della campagna antincendio, sarà affiancato da due unità dei vigili del fuoco. «La prevenzione e il contrasto ai roghi – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – richiedono uno sforzo corale. Per questo abbiamo potenziato la collaborazione con tutte le forze in campo e istituito la sala operativa unificata per gestire le emergenze. Un unico centro di controllo dotato di sistemi all’avanguardia per il monitoraggio del territorio. Un primo passo, ma sostanziale verso la control room. In questo modo potremo assicurare interventi più rapidi e un migliore utilizzo delle risorse regionali, compreso il personale, attraverso un coordinamento più efficiente delle squadre operative. La salvaguardia del nostro patrimonio ambientale – conclude Schifani – è una priorità assoluta del mio governo che ha destinato ingenti risorse e competenze specializzate per fronteggiare al meglio l’emergenza incendi».

    Nel corso dell’inaugurazione è stata rinnovata la convenzione con i vigili del fuoco per la campagna antincendio boschiva 2025 che prevede il rafforzamento delle squadre e degli strumenti per la lotta ai roghi. A firmare la convenzione per la Regione, il presidente Schifani, l’assessore al Territorio e ambiente, Giusi Savarino, il capo della Protezione civile, Salvo Cocina, il comandante del Corpo forestale, Dorotea Di Trapani. Per il ministero dell’Interno, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e per il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il direttore regionale, Agatino Carrolo.

    «Quest’anno – spiega l’assessore Savarino – sono state incrementate le squadre antincendio a Pantelleria, a tutela del Parco nazionale, e ad Agrigento, in considerazione del maggiore afflusso di turisti per l’anno della Capitale della cultura italiana. Abbiamo ampliato la convenzione con i vigili del fuoco e quella con i carabinieri così da avere un controllo più capillare del territorio. In particolare i militari dell’Arma potranno usare potenti droni in grado di operare anche in condizioni di forte scirocco per attività di monitoraggio e per individuare eventuali piromani e, in questa direzione, sarà fatto anche un ampio uso di telecamere e termocamere. Inoltre confidiamo nei cittadini affinché segnalino al numero di emergenza 1515 ogni principio di incendio e chi appicca il fuoco – conclude Savarino – e stiamo sollecitando Comuni, Province e Anas a rispettare e far rispettare le ordinanze per la pulizia delle sterpaglie ai privati proprietari dei terreni».

    Nel dettaglio, il piano operativo 2025 della campagna per contrastare i roghi prevede un potenziamento delle unità antincendio boschivo (Aib) nel periodo compreso fra il 24 giugno e il 13 settembre, attraverso l’impiego di 17 squadre nei comandi dei vigili del fuoco, ciascuna composta da 5 unità, per una forza lavoro di 105 persone. Le postazioni sono così distribuite: due ad Agrigento e una, rispettivamente, a Cammarata, a Caltanissetta, a Catania e Ragalna, a Enna e Piazza Armerina, una a Messina e Santo Stefano di Camastra, a Palermo e Montemaggiore Belsito, a Ragusa, Siracusa, Trapani, una a Custonaci e aggiunta una postazione anche nell’isola di Favignana. Nel mese di agosto tre squadre, distribuite tra Pantelleria, Vulcano e Ustica, saranno operative 24 ore su 24. Sul territorio opereranno nove Dos, direttori operazioni di spegnimento, insieme a nove accompagnatori, con turnazioni su base regionale e comprensoriale, in modo da garantire una copertura totale e continua. I costi della campagna, a carico della Regione Siciliana, sono complessivamente di circa 3 milioni di euro.

    Nella regione, durante la campagna antincendio boschivo sono al lavoro 217 postazioni del Corpo forestale costituite da squadre di operai, in funzione 24 ore su 24; 619 punti acqua, 194 torrette di avvistamento incendi e 10 elicotteri della flotta regionale, oltre al personale del Corpo.

  • La provinciale 37 chiusa dal 2021 per frana, la regione ora aggiudica i lavori

    La provinciale 37 chiusa dal 2021 per frana, la regione ora aggiudica i lavori

    Aggiudicati i lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa sovrastante la Strada provinciale 37, che collega la città di Palermo all’abitato di Gibilrossa e a Belmonte Mezzagno. Il tracciato, essenziale per il collegamento della zona con il capoluogo, non è transitabile dal novembre del 2021, dopo la caduta di massi sulla galleria. I lavori potranno partire a breve. Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno definito le procedure di gara e comunicato la graduatoria definitiva. A effettuare l’intervento, grazie a un ribasso del 35,8 per cento e per un importo di 4,3 milioni di euro, sarà un’associazione temporanea di imprese coordinata dalla Ms Costruzioni srl di Roma.

    «Si gettano le basi per un ripristino della viabilità in questo versante – commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al vertice della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico – e per chiudere una vicenda che ha creato molti disagi all’utenza. Abbiamo assolto al nostro compito che è quello di garantire le condizioni di sicurezza e di salvaguardia della pubblica incolumità. La Struttura commissariale ha svolto un ruolo decisivo di coordinamento tra gli enti coinvolti, oltre a quello relativo all’individuazione delle risorse e alla valutazione delle migliori soluzioni tecniche».

    L’area in questione si caratterizza per la presenza di un costone roccioso dell’altezza media di 110 metri che cinge la Sp 37 per un tratto della lunghezza di 370 metri. Il tracciato, per circa 300 metri, si sviluppa all’interno di una galleria in cemento armato sorretta, sul lato di monte da un muro e, su quello di valle, da pilastri a sezione circolare. La classificazione di rischio e di pericolo su questo sito è tra le più elevate, P4 e R3. Tra le misure tecniche che verranno adottate, l’applicazione di pannelli in funi di acciaio ad alta resistenza e una serie di ancoraggi alla sommità di ciascun panello. Prevista la stabilizzazione dei blocchi in equilibrio instabile dopo una procedura di ispezione diretta sul fronte roccioso eseguita da rocciatori specializzati.