Categoria: Politica

  • Reddito di povertà in Sicilia: boom di richieste, fondi a rischio esaurimento

    Reddito di povertà in Sicilia: boom di richieste, fondi a rischio esaurimento

    In Sicilia, le richieste per il reddito di povertà introdotto dal governo Schifani hanno superato le previsioni iniziali. A 23 giorni dall’apertura della piattaforma, sono state presentate circa 59.700 domande, con una previsione che potrebbe raddoppiare entro la scadenza del 15 aprile. Lo scrive il Giornale di Sicilia. Per soddisfare tutte le richieste pervenute finora, sarebbero necessari circa 156 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento di soli 30 milioni.

    Risorse insufficienti a fronte dell’elevata domanda

    Il budget stanziato da Palazzo d’Orleans, pari a 30 milioni di euro, consentirebbe di erogare il contributo a circa 11.000 famiglie, con una media di 2.500 euro a nucleo familiare. Il reddito di povertà prevede un’erogazione una tantum fino a un massimo di 5.000 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 5.000 euro. L’importo varia a seconda del reddito: 5.000 euro per redditi tra 0 e 1.500 euro, decrescendo a 3.500 e 2.500 euro per fasce di reddito superiori.

    Controlli anti-frode per garantire l’equità

    L’Irfis, l’istituto di credito che gestisce le domande, sta effettuando verifiche approfondite per individuare eventuali richieste fraudolente. Saranno incrociati i codici fiscali dei richiedenti per scovare doppie domande provenienti dallo stesso nucleo familiare. In caso di irregolarità, le richieste saranno annullate. Si stima che tra il 10% e il 20% delle domande potrebbe essere respinto.

    Nessun aumento di fondi previsto

    Nonostante l’elevato numero di domande, il governo Schifani ha confermato che non ci sarà un aumento dei fondi stanziati né un secondo bando. La misura è stata concepita come una tantum per evitare di essere assimilata al reddito di cittadinanza. L’attenzione si sposta ora su altre misure per incentivare i consumi.

    Credito al consumo: nuova misura per sostenere gli acquisti

    La giunta regionale ha approvato un bando da 30 milioni di euro per finanziare il credito al consumo, agevolando l’acquisto di beni durevoli per i cittadini con ISEE inferiore a 30.000 euro. Il contributo a fondo perduto coprirà il 70% degli interessi sui finanziamenti, per un importo compreso tra 150 e 5.000 euro. Anche in questo caso, la gestione delle domande e l’erogazione dei contributi saranno affidate all’Irfis. Il provvedimento è ora al vaglio della commissione Bilancio dell’Ars.

  • CdA Airgest, Salvatore Ombra riconfermato presidente

    CdA Airgest, Salvatore Ombra riconfermato presidente

    Si è riunita, oggi, martedì 11 marzo, in sessione ordinaria l’assemblea dei soci di Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi per nominare il nuovo consiglio di amministrazione, per il triennio 2025, 2026 e 2027, che risulta composto da Salvatore Ombra, nato a Marsala, nella qualità di presidente, dalla dottoressa Antonina Martinciglio, nata a Mazara del Vallo, nella qualità di componente del consiglio, dal dottor Paolo Torrente, nato a Mazara del Vallo, nella qualità di componente del consiglio e dal nuovo presidente del collegio sindacale Calogero Calamia.

    Per il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, è una riconferma

    Per Salvatore Ombra, 59 anni, nato a Marsala in provincia di Trapani, laureato in Economia e Commercio a Palermo, con un master in Economia alla Bocconi di Milano, è una riconferma. Era già in carica dal 16 agosto del 2019, periodo a cui è seguito il rientro a Trapani della compagnia aerea Ryanair che precedentemente aveva lasciato lo scalo, portandolo al suo minimo di passeggeri. Negli ultimi due anni, il management uscente è riuscito a riportare il traffico sopra la soglia del milione e a chiudere, per la prima volta nella storia dell’azienda, il bilancio in attivo.

    “Ringrazio il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani per il rinnovo della fiducia – ha dichiarato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – e tutto il suo governo regionale per il supporto e la vicinanza al progetto industriale e alla linea intrapresa da Airgest che ci spinge a fare sempre meglio, con numeri degni del territorio trapanese che non ha mai smesso di credere nel proprio aeroporto. Un ringraziamento sentito, infine, al consiglio uscente, con l’avvocato Alessandra Scimeca e l’avvocato Giuseppe Geraci e al presidente del collegio sindacale Gerlando Piro”.

  • Torna il sogno della Green Way Palermo-Monreale: 5,8 milioni per la pista ciclabile

    Torna il sogno della Green Way Palermo-Monreale: 5,8 milioni per la pista ciclabile

    Il progetto di conversione della linea ferroviaria dismessa Palermo-Monreale in una pista ciclabile Green Way ha ottenuto un nuovo finanziamento di 5,8 milioni di euro. Questo importante passo avanti segue l’interrogazione presentata a settembre dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Palermo e le successive pressioni esercitate per il ripristino dei fondi. L’Assessore Maurizio Carta ha dimostrato un forte impegno nel sostenere l’iniziativa, ricevendo il ringraziamento del gruppo M5S.

    Provenienza dei fondi e aree interessate

    Il finanziamento proviene dai fondi PR FESR Sicilia 2021-2027, nell’ambito dell’Area Urbana Funzionale di Palermo, ed è stato approvato dalla Giunta. La Green Way interesserà diverse zone della città, tra cui Boccadifalco, Baida, Passo di Rigano e l’area della stazione Notarbartolo, offrendo un’opportunità significativa per la riqualificazione urbana e la promozione della mobilità sostenibile.

    Prospettive future e necessità di sgombero

    Con il rifinanziamento ottenuto, si prevede un’accelerazione del progetto. Una delle priorità sarà lo sgombero delle aree comunali lungo il percorso della dismessa ferrovia, attualmente occupate abusivamente. Questo intervento è fondamentale per consentire l’avvio dei lavori e la realizzazione della Green Way.

    Un progetto di riqualificazione urbana e green

    La Green Way Palermo-Monreale rappresenta un’occasione di rigenerazione urbana e ambientale per diverse aree della città. Il percorso ciclabile, ricavato dal tracciato della vecchia ferrovia, offrirà ai cittadini e ai turisti un’alternativa sostenibile per spostarsi e scoprire il territorio. L’iniziativa contribuirà a valorizzare zone attualmente degradate e a promuovere uno stile di vita più sano e rispettoso dell’ambiente.

    Dalla stazione Notarbartolo a Monreale: un percorso di 12 chilometri

    Il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclabile di circa 12 chilometri, che collegherà la stazione Notarbartolo all’ex stazione ferroviaria di Monreale. Lungo il percorso, si potranno ammirare paesaggi suggestivi e scoprire luoghi di interesse storico e naturalistico. La Green Way diventerà un’attrattiva per gli amanti del ciclismo e del trekking, offrendo la possibilità di vivere la città in modo diverso.

    Un’opportunità per il turismo sostenibile

    La Green Way Palermo-Monreale contribuirà a promuovere il turismo sostenibile, attraendo visitatori interessati a scoprire il territorio in modo ecologico e rispettoso dell’ambiente. Il percorso ciclabile si integrerà con la rete di percorsi ciclabili esistenti, offrendo la possibilità di esplorare la città e i suoi dintorni in bicicletta.

    Un progetto a lungo atteso

    Il progetto della Green Way Palermo-Monreale è stato a lungo atteso dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste. Il rifinanziamento ottenuto rappresenta un passo decisivo verso la sua realizzazione, aprendo nuove prospettive per la mobilità sostenibile e la riqualificazione urbana. L’iniziativa contribuirà a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a rendere Palermo una città più verde e vivibile.

  • Reddito di povertà in Sicilia, boom di richieste: lo avranno 10 mila famiglie

    Reddito di povertà in Sicilia, boom di richieste: lo avranno 10 mila famiglie

    Boom di richieste per il contributo di povertà. In appena sei ore sono già oltre 1.500 le richieste presentate all’Irfis per ottenere il contributo di solidarietà, la cui piattaforma è stata avviata oggi alle 12. Al momento le istanze pervenute ammontano a circa 4,5 milioni di euro, con una media di circa 3 mila euro a famiglia. Altre 5 mila sono, invece, le domande “in bozza”, in attesa di essere inviate. Non si tratta di un click day, ma verrà stilata un’apposita graduatoria: c’è tempo fino al 15 aprile.

    Schifani: Obiettivo 10 mila famiglie aiutate

    «Un grande successo – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fortemente voluto l’inserimento della misura nella Legge di stabilità, con una stanziamento di 30 milioni di euro – visto che in poche ore sono stati oltre 10 mila gli accessi alla piattaforma digitale gestita dalla nostra finanziaria, senza nessun problema. Dai primi dati, pensiamo di potere andare incontro alle richieste di 10 mila famiglie siciliane che vivono in condizioni di difficoltà economiche, garantendo loro un sostegno immediato per affrontare le spese essenziali. Vogliamo fornire un aiuto tangibile alle persone più vulnerabili, affinché nessuno si senta abbandonato in un momento così delicato».

    Successo anche per l’abbattimento interessi sui mutui imprese

    Procede a gonfie vele, a pochi giorni dalla chiusura, anche l’altra misura gestita dall’Irfis sull’abbattimento degli interessi sui mutui per le medie e piccole imprese siciliane per la quale il governo regionale ha stanziato 45 milioni di euro. Hanno già presentato richiesta 5.700 aziende per un ammontare di 46,5 milioni di euro. C’è tempo fino al 4 marzo. Nei successivi 30 giorni avverrà l’istruttoria e in altri 30 l’erogazione delle risorse.

    Iniezione di liquidità per famiglie e imprese siciliane

    «Anche in questo caso – aggiunge Schifani – l’iniziativa messa in campo dal mio governo ha avuto un ottimo successo. Per fare crescere il Pil stiamo sostenendo gli investimenti e i consumi. In meno di un anno, tra contributo di solidarietà, mutui alle famiglie e alle imprese e credito al consumo faremo un’iniezione di liquidità di circa 140 milioni di euro».

  • Medici di base: “Nessun allarme a San Giuseppe Jato e San Cipirello”

    Medici di base: “Nessun allarme a San Giuseppe Jato e San Cipirello”

    “Non è vero che mancano i medici di base a San Giuseppe Jato e a San Cipirello. La notizia del contrario è falsa e priva di fondamento. La capienza tra la popolazione e i medici di base non è stata ancora superata”. Così il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, riguardo alle notizie di stampa sulla carenza di medici di base nei due centri del Palermitano.

    Noi sindaci siamo le autorità sanitarie locali e per questo vogliamo tranquillizzare i cittadini preoccupati di vedersi negato un diritto fondamentale, qual è quello dell’assistenza sanitaria”.

    “Siamo in contatto con il direttore del distretto sanitario di Partinico, che ci ha confermato che nessun paziente rimarrà scoperto”.

  • Sicilia, stop a cellulari ai bambini sotto i 5 anni: ora è legge

    Sicilia, stop a cellulari ai bambini sotto i 5 anni: ora è legge

    L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato a larghissima maggioranza una legge che vieta l’uso di cellulari, tablet e altri dispositivi digitali ai bambini di età inferiore ai cinque anni. La norma, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, introduce anche restrizioni per l’utilizzo di questi dispositivi da parte dei bambini più grandi, prevedendo la supervisione di un adulto.

    Divieto totale sotto i cinque anni, supervisione obbligatoria dopo

    Il provvedimento, approvato con 47 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti, stabilisce un divieto assoluto per l’utilizzo di “dispositivi funzionanti tramite onde a radiofrequenza e videogame” per i bambini sotto i cinque anni. Dai sei anni in su, l’uso di questi dispositivi è consentito, ma sempre sotto la supervisione di un adulto. Il divieto si estende anche agli studenti delle scuole medie e superiori durante le ore di lezione.

    Sanzioni e campagne di sensibilizzazione

    La legge prevede sanzioni amministrative che vanno dai 150 ai 500 euro per chi viola le disposizioni. Inoltre, la norma impegna la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri della Salute e dell’Istruzione a promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte a genitori e insegnanti sui potenziali rischi derivanti da un uso eccessivo o improprio dei dispositivi digitali.

    Un segnale forte per la tutela della salute dei minori

    Il primo firmatario della legge, il deputato pediatra Carlo Gilistro del M5S, ha sottolineato l’importanza del provvedimento come un “disperato grido di allarme” rivolto ai genitori che spesso utilizzano i dispositivi digitali come “babysitter” per i propri figli, esponendoli a rischi per la salute.

    L’uso eccessivo di dispositivi digitali: un problema diffuso

    Studi recenti indicano che in Italia il 30% dei genitori utilizza lo smartphone per calmare i figli già durante il primo anno di vita e che 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. Secondo Gilistro, se i genitori fossero consapevoli dei pericoli, eviterebbero di dare questi dispositivi ai bambini piccoli.

    I rischi per la salute psicofisica dei bambini

    L’uso eccessivo di dispositivi digitali in tenera età può comportare diversi rischi per la salute psicofisica dei bambini, tra cui ansia, crisi di panico, scoppi di rabbia, svenimenti, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, ritardo nello sviluppo del linguaggio, tachicardia e difficoltà nelle relazioni sociali. Inoltre, può contribuire al fenomeno del cyberbullismo, con conseguenze che possono arrivare fino al ritiro sociale (hikikomori) e, nei casi più gravi, al suicidio.

    Un appello alla responsabilità

    Gilistro ha ribadito che i dispositivi digitali non vanno demonizzati, ma utilizzati correttamente e all’età giusta. L’obiettivo della legge è proteggere la salute dei bambini, sensibilizzando i genitori sull’importanza di un uso responsabile della tecnologia.

    Speranza per un’estensione nazionale della legge

    Il deputato Gilistro ha espresso la speranza che la legge siciliana possa diventare un modello per una normativa nazionale, auspicando che il Parlamento italiano raccolga il “segnale fortissimo” lanciato dall’Ars e si muova nella stessa direzione. Ha inoltre ricordato l’annuncio del Ministro dell’Istruzione Valditara sul divieto di utilizzo degli smartphone a scuola, interpretandolo come un segnale positivo in questo senso.

    Un ringraziamento trasversale

    Infine, Gilistro ha ringraziato i colleghi deputati di tutti gli schieramenti politici per aver sostenuto la legge, dimostrando che la tutela della salute dei bambini è un tema che supera le divisioni partitiche. Ha concluso affermando di aver voluto rispettare il suo giuramento di Ippocrate anche in ambito politico.

  • La Sicilia alla Bit di Milano: «Presenze in crescita, stranieri in aumento di oltre l’11%»

    La Sicilia alla Bit di Milano: «Presenze in crescita, stranieri in aumento di oltre l’11%»

    «Le iniziative messe in campo dal mio governo nel turismo stanno dando risultati tangibili. Il 2024 ha confermato la crescita del settore in Sicilia con oltre 21,5 milioni di presenze e un incremento del 4,2 % rispetto all’anno precedente. Particolarmente significativo è stato l’aumento degli stranieri, che segnano un +11,1% ben al di sopra del +3,7% registrato a livello nazionale. Ancora più rilevante il dato dei primi mesi dell’anno: tra gennaio e marzo è stato raggiunto il +22,9%. Fin dal nostro insediamento abbiamo puntato in maniera convinta sulla destagionalizzazione, anche attraverso il progetto “Sicilia d’inverno”». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani nel corso della conferenza stampa di questa mattina nello stand della Sicilia allestito alla Borsa internazionale del turismo (Bit), a Milano. Con l’assessore al Turismo Elvira Amata il governatore ha presentato i dati sulle presenze turistiche del 2024 e le iniziative per promuovere l’Isola come meta turistica tutto l’anno.

    «Anche il turismo esperienziale e sostenibile – ha aggiunto Schifani – rappresenta un pilastro della nostra visione, con investimenti per valorizzare borghi, percorsi naturalistici e strutture ricettive in un’ottica green e inclusiva. Stiamo lavorando anche alla delocalizzazione dell’offerta, affinché i benefici del turismo si estendano a tutto il territorio, comprese aree meno conosciute ma di straordinario valore. Con l’obiettivo di sostenere questa crescita, la Regione ha stanziato 135 milioni di euro per il miglioramento degli standard ricettivi, la ristrutturazione delle strutture alberghiere e la realizzazione di nuove realtà turistiche, sempre nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Abbiamo inoltre predisposto un disegno di legge di riordino delle strutture ricettive, che consentirà di regolamentare e modernizzare il settore, rendendolo ancora più competitivo».

    «Lavoriamo anche per attrarre ancora di più il turismo internazionale. Gli scali di Palermo e Catania possono contare su collegamenti diretti con New York che prima non c’erano e le offerte business messe in campo dalle compagnie permetteranno di attrarre il turismo d’élite. Voglio ringraziare l’assessore Amata per l’impegno che sta dimostrando e sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti in questo settore che rappresenta uno dei principali motori dell’economia dell’Isola, alimentando intorno a sé un importante indotto occupazionale che contribuisce a quella crescita economica della regione che tutti gli osservatori internazionali riconoscono» ha concluso Schifani.

  • 100 assunzioni in Amat ma over 30 esclusi: scoppia la protesta

    100 assunzioni in Amat ma over 30 esclusi: scoppia la protesta

    Palermo, bufera sul bando Amat: Figuccia chiede revisione dei criteri per l’assunzione di 100 autisti

    Scoppia la polemica sul bando di concorso indetto da Amat, l’azienda di trasporto pubblico di Palermo, per l’assunzione di 100 autisti. La consigliera comunale e presidente della III Commissione, Sabrina Figuccia (Lega), ha pubblicamente espresso le sue perplessità riguardo ai requisiti richiesti, chiedendo una revisione dei criteri di selezione.

    Le critiche al bando

    Secondo Figuccia, il bando, pubblicato il 31 gennaio, discrimina intere fasce di lavoratori, in particolare gli over 30 e i giovani senza patente D o DE. “In un momento di grave crisi economica e occupazionale – ha dichiarato Figuccia – è fondamentale che le istituzioni promuovano politiche del lavoro inclusive, senza escludere a priori potenziali candidati validi”.

    La richiesta di inclusività

    La capogruppo della Lega in Consiglio comunale sottolinea l’importanza di valorizzare l’esperienza e la professionalità di chi ha superato i 30 anni, così come l’entusiasmo dei giovani che, pur non possedendo ancora la costosa patente D o DE, potrebbero conseguirla durante il percorso di apprendistato. “L’amministrazione – prosegue Figuccia – ha il dovere di garantire pari opportunità, aprendo le porte a tutti coloro che possono contribuire al miglioramento del servizio di trasporto pubblico”.

    La proposta di modifica

    Figuccia propone quindi di inserire nel bando una clausola specifica che permetta la candidatura anche a chi non possiede ancora la patente D o DE, prevedendo la possibilità di conseguirla durante i tre anni di apprendistato professionalizzante full-time previsti dal contratto. Questa soluzione, secondo la consigliera, consentirebbe di ampliare la platea dei candidati, rispondendo in modo più efficace alla crescente domanda di autisti.

    L’incontro con Amat

    Per discutere le sue proposte e valutarne la fattibilità tecnica, Figuccia, insieme alla commissione da lei presieduta, ha richiesto un incontro con il presidente e i dirigenti di Amat. L’obiettivo è trovare una soluzione che concili le esigenze dell’azienda con quelle dei lavoratori, garantendo un processo di selezione più equo e inclusivo.

    Il bando Amat in breve

    Ricordiamo che Amat cerca 100 autisti con contratto di apprendistato professionalizzante della durata di tre anni a tempo pieno. I requisiti minimi per partecipare alla selezione, pena l’esclusione, sono: età compresa tra 21 e 30 anni non compiuti; cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o di uno Stato extra UE qualora ricorrano le condizioni previste dall’art. 38 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n.165, modificato dall’art. 7 della legge comunitaria 6 agosto 2013, n. 97. I candidati hanno tempo trenta giorni dalla pubblicazione del bando, avvenuta il 31 gennaio, per presentare la domanda.

  • Paradosso Sicilia, i comuni che riciclano di più aumentano la Tari

    Paradosso Sicilia, i comuni che riciclano di più aumentano la Tari

    La Sicilia, bella e dannata, rinomata per la sua bellezza e le sue contraddizioni, si trova di fronte a un’altra anomalia: i comuni siciliani che si distinguono per l’alta percentuale di raccolta differenziata si ritrovano a dover affrontare costi di smaltimento rifiuti elevati, equiparabili a quelli dei comuni meno virtuosi. Una situazione paradossale che è stata denunciata da Paolo Amenta, presidente dell’ANCI Sicilia, durante un intervento a Talk Sicilia, dove ha discusso la complessa gestione dei rifiuti nella regione, segnata dalla prevista realizzazione di due termovalorizzatori.

    Costi alle stelle per lo smaltimento all’estero

    L’entrata in funzione dei termovalorizzatori richiederà tempo, lasciando i comuni siciliani alle prese con gravi difficoltà finanziarie. Una delle cause principali è rappresentata dai costi esorbitanti per il trasferimento dei rifiuti all’estero. La discarica di Lentini, la più grande del Mezzogiorno, ha raggiunto la saturazione, riversando sulle amministrazioni comunali un onere finanziario insostenibile. Secondo i dati forniti dall’ANCI Sicilia, il prezzo medio per lo smaltimento dei rifiuti è di 380 euro a tonnellata, un valore tre volte superiore alla media nazionale.

    Risorse regionali a termine e futuro incerto

    La Regione Siciliana ha stanziato risorse per far fronte all’emergenza rifiuti, ma solo per gli anni 2022 e 2023. Paolo Amenta ha sottolineato che “per i prossimi anni non sono previsti contributi regionali”. L’ANCI Sicilia sta cercando di sensibilizzare le istituzioni sul fatto che questi costi aggiuntivi si ripercuoteranno inevitabilmente sui piani economici e finanziari dei comuni e, di conseguenza, sulle tariffe che i cittadini dovranno pagare.

    Il paradosso delle amministrazioni virtuose

    Il presidente dell’ANCI Sicilia, che guida il comune di Canicattini Bagni, nel Siracusano, ha evidenziato un paradosso tutto siciliano: le amministrazioni comunali che hanno raggiunto alte percentuali di raccolta differenziata saranno costrette ad aumentare le imposte sui rifiuti, rendendo difficile la comunicazione con i cittadini. Spiegare ai residenti che, nonostante l’impegno nella differenziazione dei rifiuti, la tariffa è destinata ad aumentare, è una sfida ardua per i sindaci.

    Studio ANCI: costi triplicati in Sicilia

    “Come ANCI, abbiamo commissionato uno studio che rivela come il costo della gestione dei rifiuti in Sicilia sia tre volte superiore rispetto alle altre regioni italiane”, ha affermato Amenta. Pur riconoscendo l’importanza del piano regionale e dei termovalorizzatori, il presidente dell’ANCI Sicilia ha avvertito che saranno necessari ancora cinque o sei anni di sovrattassa sui rifiuti. A complicare ulteriormente la situazione, quest’anno è stato aumentato l’IVA sul conferimento in discarica, passando dal 10% al 22%.

    Differenziare Non Basta: L’Anomalia Siciliana

    Amenta ha sottolineato l’assurdità della situazione: “Non è accettabile che un sindaco debba spiegare ai propri cittadini di aver raggiunto un’ottima percentuale di raccolta differenziata, magari pari all’80%, e poi annunciare l’aumento della tariffa”. Questa contraddizione è stata definita dall’ANCI Sicilia come “l’anomalia della gestione dei rifiuti in Sicilia”, un problema che non richiede ulteriori approfondimenti per essere compreso.

    Palermo e Catania: le spine nel fianco della differenziata

    Se le discariche sono sature, come nel caso di Lentini, e i rifiuti devono essere trasferiti altrove a spese dei contribuenti, è evidente che la raccolta differenziata non è ancora ottimale in tutta la regione. Amenta ha fornito un dato significativo: su 391 comuni siciliani, 303 hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Tuttavia, il problema persiste nelle grandi città, in particolare a Palermo e Catania. Messina sta compiendo progressi, superando il 50%, ma la media regionale si attesta al 55%.

    Piattaforme di riciclo: chiave per il futuro

    Una delle principali criticità del sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia è la mancanza di impianti per il riciclo. Amenta ha auspicato che il piano regionale investa massicciamente nella differenziata, dando priorità alla costruzione di piattaforme di valorizzazione del riciclo dei rifiuti, in grado di trasformare gli scarti in prodotti riutilizzabili.

    L’Esempio virtuoso della Toscana

    Amenta ha citato l’esempio della Toscana, una regione che, con una percentuale di raccolta differenziata vicina al 60% e una popolazione di 5 milioni di abitanti, riesce a far rientrare nei bilanci dei comuni 200 milioni di euro grazie a un sistema organizzato di piattaforme e commercializzazione dei rifiuti. Questo si traduce in una riduzione della tariffa per i cittadini. Per questo motivo, il presidente dell’ANCI Sicilia ha auspicato che il piano regionale consideri prioritaria la costruzione di impianti di prossimità.

  • La Sicilia avrà meno spiagge libere, via alla corsa all’oro dei privati

    La Sicilia avrà meno spiagge libere, via alla corsa all’oro dei privati

    La Regione Sicilia si prepara ad assegnare nuove concessioni balneari per un terzo del suo litorale attualmente libero. Si tratta di un’operazione che potrebbe generare un giro d’affari di centinaia di milioni di euro e che coinvolge 54 comuni dell’isola, dalle rinomate località turistiche come San Vito Lo Capo e Menfi, fino alle incantevoli Isole Eolie. L’assessore al Territorio, Giusi Savarino, come si legge sul Giornale di Sicilia, prevede che le nuove concessioni possano essere assegnate già all’inizio della prossima estate, aprendo la strada a nuovi investimenti e opportunità di sviluppo lungo le coste siciliane.

    La risposta della Regione alla direttiva europea sulle concessioni

    Questa iniziativa rappresenta il primo passo di un piano a lungo termine che si concluderà nel 2027 e che nasce in risposta a una delicata questione sorta quattro anni fa. Durante la precedente legislatura, era stata approvata una proroga trentennale delle concessioni balneari esistenti. Tuttavia, questa decisione è stata bloccata a livello nazionale a seguito di una direttiva europea che obbliga l’Italia a mettere a bando tutte le concessioni entro la fine del 2027. Gli attuali titolari manterranno le loro concessioni per altri due anni e mezzo, ma per tutti gli altri tratti di costa si aprirà la competizione.

    Un’opportunità per valorizzare il 33% di costa libera

    Un’analisi condotta dalla Regione ha rivelato che le concessioni attuali coprono solo il 17% del litorale siciliano. Considerando che la legge impone di lasciare libero il 50% della costa, l’assessore Savarino ha individuato un 33% di litorale disponibile per nuove concessioni. Per accelerare il processo, la Regione ha implementato misure specifiche nella Finanziaria, semplificando la realizzazione e l’approvazione dei Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) da parte dei comuni.

    Procedure e tempistiche per l’assegnazione delle concessioni

    I primi 31 comuni che hanno completato o stanno per completare l’approvazione dei PUDM potranno bandire le nuove concessioni per periodi che vanno dai 5 ai 20 anni. Tra questi comuni figurano località di grande pregio turistico come Cefalù, Balestrieri, Leni, Malfa, Menfi, Modica, Pollina, San Vito Lo Capo e Santa Flavia. Altri 23 comuni, attualmente in fase di pre-adozione dei piani, potranno assegnare concessioni per una durata massima di 6 anni, tra cui Capaci, Carini, Trappeto, Messina, Milazzo, Patti, Santo Stefano di Camastra, Noto, Ragusa e Trapani. L’assessore Savarino firmerà a breve il decreto con le linee guida per la pubblicazione dei bandi, dando ufficialmente il via alle aste.

    Oltre le nuove concessioni: il futuro delle concessioni brevi

    Oltre alle nuove concessioni a lungo termine, la Regione deve anche gestire le circa 900 concessioni brevi, della durata di 90 giorni, assegnate la scorsa stagione e ora scadute. I comuni che pubblicheranno i bandi per le concessioni a lungo termine potranno decidere se includere anche questi tratti di costa o rinnovare le concessioni brevi.

    La delicata questione degli attuali gestori e le richieste di chiarimento

    La situazione è complessa anche per la necessità di gestire la posizione degli attuali gestori, che dovranno cedere le loro concessioni nel 2027. Questa categoria, tradizionalmente vicina al partito di Fratelli d’Italia, di cui fa parte l’assessore Savarino, attende le decisioni del governo nazionale. Gli attuali gestori potranno partecipare alle nuove gare, anche per tratti di spiaggia vicini a quelli attualmente gestiti. Nel frattempo, le associazioni di categoria hanno chiesto all’assessore Savarino di rallentare il processo e di chiarire alcuni aspetti cruciali, come la gestione delle domande di nuove concessioni o ampliamento presentate negli anni precedenti e mai esaminate, e la questione politica degli attuali gestori.