Categoria: Politica

  • I mafiosi potranno perdere i figli minori, approvata la legge all’Ars

    I mafiosi potranno perdere i figli minori, approvata la legge all’Ars

    Una svolta legislativa epocale per la Sicilia: la Regione ha approvato all’unanimità la legge “Liberi di scegliere”, un provvedimento che mira a offrire una via d’uscita ai minori cresciuti in contesti di criminalità organizzata. Questa norma, pur non intervenendo sul piano penale, di competenza dei tribunali per i minorenni, fornisce un cruciale strumento di sostegno sociale. L’obiettivo è consentire a mogli, compagne e, soprattutto, figli di individui legati a Cosa Nostra di affrancarsi da un ambiente criminale e da una cultura mafiosa opprimente.

    Un passo legislativo storico per la sicilia

    L’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) ha dimostrato una notevole coesione politica, approvando senza voti contrari una legge dalle profonde ricadute sociali. Il testo normativo si propone come un argine al proselitismo mafioso, offrendo ai giovani e ai loro familiari che desiderano dissociarsi dalle logiche criminali un supporto concreto da parte delle istituzioni regionali. Si tratta di un segnale forte, che riconosce la possibilità di un futuro diverso per chi nasce in contesti difficili, spezzando la catena di un destino che sembrava già scritto. L’iniziativa legislativa trae ispirazione da un protocollo d’intesa originato a Catania, frutto della visione e dell’esperienza del presidente del Tribunale per i Minorenni etneo, Roberto Di Bella.

    Il plauso bipartisan e le voci istituzionali

    L’approvazione della legge ha raccolto il consenso unanime del mondo politico. Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, ha espresso viva soddisfazione, sottolineando come “Liberi di scegliere” offra “una concreta alternativa di vita e prospettiva di riscatto”. Turano ha evidenziato l’importanza di contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, promuovendo la cultura della legalità a partire dai banchi di scuola. Un plauso è giunto anche da Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia all’Ars, il quale ha commentato: “È il segnale concreto che nessuno ha un destino segnato per sempre e che dalla mafia si può uscire”. Anche Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Grande Sicilia, ha definito l’approvazione un “atto di grande maturità e responsabilità politica”, evidenziando come la legge elevi a sistema normativo prassi virtuose già sperimentate, consolidando un modello di intervento coordinato per la protezione dei minori.

    Oltre la legge: la proposta per una giornata nazionale antiracket

    Parallelamente all’approvazione di “Liberi di scegliere”, l’Ars ha compiuto un ulteriore passo significativo, licenziando una legge voto indirizzata al Parlamento nazionale. Questa seconda iniziativa legislativa propone l’istituzione di una Giornata Nazionale Antiracket, da celebrarsi il 10 gennaio. La data scelta è altamente simbolica: commemora Libero Grassi e il giorno in cui l’imprenditore, con una coraggiosa lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia, denunciò le richieste estorsive alla sua azienda. Come sottolineato da Cracolici, questa giornata servirebbe a ricordare il coraggio di chi non ha piegato la testa alla protervia mafiosa.

    Ombre e auspici: le sfide dell’attuazione

    Nonostante l’entusiasmo generale, alcune voci hanno sollevato questioni cruciali relative alla fase attuativa. Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Ars e componente della commissione regionale Antimafia, pur lodando l’unità d’intenti, ha espresso l’auspicio che la nuova legge non subisca la stessa sorte di normative precedenti, rimaste inapplicate per la mancata emanazione dei decreti attuativi. Ha inoltre sottolineato la necessità di dotare la Regione di un numero adeguato di assistenti sociali e psicologi per supportare efficacemente i percorsi di affrancamento. Sulla stessa linea, il deputato M5S Carlo Gilistro ha posto l’accento sui rischi che corrono i giovani in contesti mafiosi e in quelli caratterizzati da deprivazione socioculturale, invocando la creazione di spazi di aggregazione sociale per contrastare fenomeni come il ritiro sociale e la dipendenza dal digitale.

    Un futuro da scrivere: la speranza di un cambiamento

    La legge “Liberi di scegliere” rappresenta, dunque, una pietra miliare. Essa istituisce una rete integrata che coinvolge Prefetture, autorità giudiziaria, forze dell’ordine, servizi sociali e istituzioni scolastiche. L’efficacia di questo strumento dipenderà dalla sua concreta implementazione e dalla capacità del sistema di offrire reali alternative. L’auspicio è che possa realmente cambiare il destino di molti giovani siciliani, offrendo loro la libertà di scegliere un percorso di vita lontano dalle logiche criminali.

  • «La Sicilia deve diventare uno Stato indipendente da Roma», il progetto approda all’Ars

    «La Sicilia deve diventare uno Stato indipendente da Roma», il progetto approda all’Ars

    Nella ricorrenza dello Statuto Siciliano, un comitato promotore ha depositato all’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) la richiesta di autorizzazione per avviare la raccolta firme finalizzata a un referendum consultivo sull’indipendenza dell’isola. Si tratta di un evento inedito nella storia recente della regione, che apre un nuovo capitolo nel dibattito autonomista e indipendentista siciliano.

    Un’idea antica, una richiesta nuova

    La spinta indipendentista in Sicilia ha radici profonde, risalenti al secondo dopoguerra con la nascita del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS). Il MIS, con la sua ala paramilitare, l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS), attivo nel 1945, rappresentò una forza significativa nel panorama politico isolano. Proprio per mitigare queste tensioni separatiste, lo Stato italiano concesse alla Sicilia un’ampia autonomia, sancita dallo Statuto Speciale, rendendola la prima regione italiana a ottenere tale riconoscimento. La richiesta di referendum odierna, pur richiamando idealmente quelle istanze, si presenta come un’iniziativa senza precedenti, la cui ammissibilità dovrà essere vagliata dalla Corte Costituzionale.

    Le motivazioni dei promotori

    I promotori del referendum, un comitato composto da dieci membri provenienti da diverse esperienze sociali, professionali e associative, sostengono che la Sicilia sia stata “continuamente spogliata” dalle politiche regionali e nazionali. L’obiettivo, dichiarano, è restituire dignità al popolo siciliano, avviando un percorso verso l’indipendenza. Tra i promotori figurano Onofrio Carruba Toscano, presidente del Movimento dei Forconi ricostituito nel 2024, gli avvocati Renato Penna e Carmelo Santinocito, Franco Crupi, Antonella Morsello, Mirko Stefio di Mascalucia, Caterina Chiarenza, Fabrizio Romeo, Franco Cannova, Giovanni Giuseppe Montedoro, Francesco La Fata e Luigi Barletta. Molti di loro provengono dall’esperienza del movimento dei Forconi, che negli anni passati ha rappresentato un forte segnale di protesta contro le politiche economiche e sociali del governo nazionale.

    Un programma ambizioso

    Carruba Toscano, leader del comitato, ha delineato un programma ambizioso che va oltre la semplice richiesta di indipendenza. Il movimento, pur definendosi di protesta, propone una serie di iniziative, tra cui l’erogazione di uno “stipendio statale” anche per le casalinghe e i casalinghi. L’obiettivo dichiarato è rilanciare l’economia siciliana, trattenendo nell’isola il gettito fiscale derivante dai consumi, e rinegoziare gli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia, rompendo ogni “rapporto di sudditanza”. La raccolta firme, secondo Carruba Toscano, punta a superare ampiamente la soglia minima di 500.000, con l’obiettivo di raggiungere almeno due milioni di sottoscrizioni, a dimostrazione della “vera forza della Sicilia”.

  • Monreale vuole rinascere: più controlli, videosorveglianza e assunzioni di vigili

    Monreale vuole rinascere: più controlli, videosorveglianza e assunzioni di vigili

    Dopo la recente tragedia che ha scosso la comunità di Monreale, il Sindaco Alberto Arcidiacono ha illustrato le misure decise durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 7 maggio presso la Prefettura di Palermo. L’incontro, che ha visto la partecipazione di Prefetto, Vicequestore e rappresentanti di Carabinieri e Guardia di Finanza, ha affrontato la delicata situazione della città, con l’obiettivo di definire strategie concrete per il futuro.

    Controlli mirati e coordinamento con le forze dell’ordine

    Sebbene l’analisi generale non abbia evidenziato specifici fattori di rischio per Monreale, si è deciso di intensificare i controlli sul territorio, concentrandosi in particolare sulle aree di confine con Palermo, dove sarà dispiegato un maggior numero di agenti. Questa strategia coordinata mira a prevenire eventuali infiltrazioni criminali e garantire una maggiore presenza delle forze dell’ordine.

    Videosorveglianza: un occhio vigile sulla città

    Il sistema di videosorveglianza comunale ha dimostrato la sua efficacia nelle indagini, fornendo immagini cruciali per la ricostruzione dei fatti. L’ampliamento del sistema, finanziato dal bando “Città Sicure”, consentirà una copertura ancora più capillare, aumentando il livello di sicurezza percepita dai cittadini e fornendo un prezioso supporto alle attività investigative.

    Investimenti nel futuro: assunzioni di vigili urbani

    L’amministrazione comunale ha annunciato l’avvio delle procedure per il concorso pubblico per vigili urbani, con la pubblicazione del bando prevista entro fine maggio. Questo investimento a lungo termine mira a rafforzare il corpo di polizia municipale, garantendo una maggiore presenza sul territorio e una risposta più tempestiva alle esigenze dei cittadini.

    Un impegno corale per la serenità di Monreale

    Il Sindaco Arcidiacono ha sottolineato l’importanza di un impegno condiviso da parte di tutta la comunità per ristabilire la serenità dopo la tragedia. Collaborazione, partecipazione e senso di responsabilità sono gli elementi chiave per costruire un futuro più sicuro per Monreale.

  • Strage di Monreale, la lettera a Mattarella e Meloni accusa il silenzio dello Stato

    Strage di Monreale, la lettera a Mattarella e Meloni accusa il silenzio dello Stato

    Il deputato regionale Ismaele La Vardera ha incontrato i familiari di Massimo Pirozzo, una delle giovani vittime della strage di Monreale del 27 aprile 2025. L’incontro, avvenuto in Parlamento e documentato dallo stesso La Vardera sui social, è stato richiesto dal fratello della vittima, Marco Pirozzo, che ha consegnato al deputato una lettera toccante indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

    La sorella di Massimo e la sua fidanzata, testimone oculare dell’omicidio, hanno condiviso con La Vardera il loro straziante racconto. La fidanzata, in particolare, ha descritto gli ultimi istanti di vita di Massimo, momenti che hanno profondamente scosso il deputato. I familiari, giovani come La Vardera, hanno rivolto un appello disperato: “Non lasciateci soli”. Il deputato si è impegnato a fare tutto ciò che rientra nelle sue prerogative per sostenerli e ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione al presidente della Regione per l’impiego dell’esercito nei luoghi della movida come deterrente.

    La lettera di Marco Pirozzo, diffusa da La Vardera, è un documento di grande impatto emotivo che va oltre il dolore personale e si trasforma in un atto d’accusa contro il silenzio delle istituzioni e la normalizzazione della violenza. Pirozzo descrive la sua difficile decisione di lasciare la Sicilia cinque anni prima per mancanza di opportunità, lasciando il fratello Massimo a prendersi cura dei genitori. La tragedia ha infranto questa fragile stabilità familiare, lasciando un vuoto incolmabile. L’amarezza di Pirozzo è acuita dall’assenza di vicinanza da parte delle autorità statali, un silenzio che percepisce come indifferenza.

    Pirozzo critica duramente le dichiarazioni dell’avvocato dell’imputato Calvaruso, che ha tentato di minimizzare l’intenzionalità dell’atto violento, descrivendo Palermo come una città dove la diffusione di armi clandestine è una realtà “normale”. Questa “normalizzazione” della violenza è, per Pirozzo, il sintomo di una guerra silenziosa che si combatte quotidianamente nelle strade italiane, una guerra ignorata dalle istituzioni più preoccupate di conflitti lontani.

    L’appello di Pirozzo si rivolge in particolare al Presidente Mattarella, anch’egli siciliano e vittima indiretta della violenza mafiosa, nella speranza che la sua esperienza personale possa renderlo più sensibile al dramma della famiglia. La richiesta è chiara: giustizia per le vittime e un intervento concreto dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini. La Vardera, facendosi portavoce di questo appello, ha espresso cordoglio anche alle famiglie delle altre vittime della strage, Salvo Turdo e Andrea Miceli, sottolineando l’urgenza di un’azione politica decisa per contrastare la violenza dilagante.

  • Totò Schillaci eroe dei Mondiali 90, una sala dell’Assessorato allo Sport in suo onore

    Totò Schillaci eroe dei Mondiali 90, una sala dell’Assessorato allo Sport in suo onore

    Una sala riunioni dell’assessorato regionale dello Sport intitolata all’”eroe” dei mondiali di calcio di “Italia ’90” Totò Schillaci, scomparso lo scorso 18 dicembre.

    La cerimonia di intitolazione al calciatore palermitano si è tenuta questa mattina, nella sede di via Notarbartolo 9 a Palermo, alla presenza del presidente della Regione, Renato Schifani, dell’assessore Elvira Amata, del presidente del Comitato Regionale Sicilia Figc-Lnd, Sandro Morgana, del dirigente generale del dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Maria Concetta Antinoro, e della moglie del calciatore, Barbara Lombardo.

    «Ricordando oggi il leggendario Totò Schillaci – ha detto Schifani – recepiamo e amplifichiamo il messaggio che ci ha lasciato: esultare, ma con i piedi per terra, esultare senza dimenticare quello che abbiamo e da dove veniamo, esultare senza dimenticare quanto dobbiamo fare per i giovani della nostra terra. Proprio come ha fatto lui. L’intitolazione di una sala non è soltanto un modo per ricordare, ma è anche un chiaro segnale della volontà di mantenere vivo l’esempio di una persona nella vita e nel lavoro di ogni giorno».

    «Partito da un quartiere periferico di Palermo, Schillaci – ha aggiunto l’assessore Amata – ha scalato le vette del calcio mondiale senza mai dimenticare le proprie origini. Si è impegnato fino alla fine per aiutare i ragazzi a realizzare i propri sogni attraverso lo sport. Un esempio che ci è d’ispirazione anche nella nostra azione di potenziamento delle misure regionali rivolte ai giovani siciliani».

  • Aumentano i costi dell’acqua nei comuni del palermitano, stangata per i cittadini

    Aumentano i costi dell’acqua nei comuni del palermitano, stangata per i cittadini

    Stangata in vista per i cittadini per il pagamento del canone idrico punto è appena è stato deciso un aumento di circa il 7% delle tariffe riguardanti la gestione degli acquedotti nei comuni della provincia di Palermo afferenti alla Amap. Una decisione quasi obbligata visti gli aumenti della gestione dell’acquedotto, dell’energia elettrica e in previsione di alcuni investimenti.

    L’Assemblea Territoriale Idrica di Palermo, presieduta dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, assieme ai Sindaci della Città Metropolitana di Palermo, ha approvato la nuova articolazione tariffaria proposta di concerto dalla Segreteria Tecnica Amministrativa dell’ATI con l’AMAP, Gestore Unico dell’ATO Idrico di Palermo. Tale passaggio, in continuità con quanto fatto in questi anni da AMAP, costituisce un momento fondamentale e sottolinea la condivisione dell’obiettivo di incrementare l’efficienza della gestione, adeguare le infrastrutture ai fabbisogni dei cittadini, proseguendo nell’incremento degli investimenti per realizzare un sistema in linea con le richieste attuali e future.
    La proposta tariffaria, elaborata secondo il sistema definito dall’Ente di regolazione nazionale ARERA, mira a garantire un’equa distribuzione dei costi e un servizio efficiente su tutto il territorio gestito.
    Le dinamiche legate agli impegni per le varie linee di finanziamento pubblico (oltre 151 M€ già assegnati), in particolare quelle del PNRR, hanno reso urgente la disponibilità di significative risorse per avviare le attività connesse agli appalti degli interventi finanziati.
    L’emergenza idrica di questo periodo ha, peraltro, imposto un atto di alta responsabilità mirato all’approvazione di un Piano degli Investimenti che mira, più del passato, a superare criticità infrastrutturali storiche che altrimenti non verrebbero mai superate, compromettendo il miglioramento nei servizi. È il passaggio preliminare a tutto ciò era proprio l’approvazione del nuovo piano tariffario.
    “Da oggi – dice il sindaco Lagalla- Amap dovrà muoversi nell’unica direzione tracciata dal Piano industriale che parla di investimenti nel territorio per migliorare le infrastrutture e ottimizzare la qualità del servizio. Un’azione che sappiamo essere già programmata, ma che oggi l’emergenza idrica rende di immediata attuazione. Si tratta di investimenti che mirano anche a dire basta a perdite consistenti di risorsa idrica dalle reti”.

    L’Amministratore unico di Amap, Giovanni Sciortino, sottolinea come “le parole del sindaco Lagalla rappresentino uno stimolo a fare dell’Amap un punto di riferimento tra le società di servizi del territorio, in un momento storico in cui bisogna sapere gestire le difficoltà del presente e progettare il futuro. È doveroso ringraziare i sindaci del territorio che hanno dimostrato di avere una visione proiettata nel futuro, una prova di grande maturità a tutto vantaggio delle comunità da loro amministrate”.
    La proposta tariffaria approvata rappresenta, di fatto, il primo atto del Piano Industriale con il quale sono state poste le basi per l’attuazione degli impegni gestionali imposti da Arera e affidati ad AMAP. A causa dello stato diffusamente precario, le infrastrutture presenti nel territorio gestito necessitano di ingenti investimenti sostenibili soltanto con l’apporto di finanziamento pubblico, ad integrazione delle risorse di Amap provenienti dalla tariffa.

    Al fine di gravare al minino sull’utenza, è stata effettuata una modulazione dell’adeguamento dei corrispettivi nel primo biennio (2024 – 2025), con un incremento di circa il 7%/anno, pur avendo l’Amap subìto un repentino aumento dei costi dell’energia e dovendo registrare un considerevole incremento del volume degli investimenti anche in previsione, entro il 2026, dell’ampliamento sino a 60 Comuni da gestire rispetto agli attuali 48.
    L’articolazione tariffaria approvata si colloca, in termini di spesa annua che di tariffa unitaria, al di sotto sia della media nazionale (-9%), che di quella applicata nel Sud Italia (-10%), ed è decisamente inferiore di quella applicata nel centro Italia (-30%), con un incremento medio del 5,97 %/anno, inferiore a quello già registrato mediamente in Italia nel precedente periodo (6,25 %/anno).
    L’ATI Palermo e le strutture di controllo a ciò preposte vigileranno sull’operato di AMAP per garantire la piena attuazione del Piano degli Investimenti ed il conseguente miglioramento dei servizi. AMAP, dal canto suo, continuerà nell’impegno sino ad ora profuso nell’aumentare efficienza e competitività sul mercato, anche al fine di garantire la massima partecipazione ai bandi per l’assegnazione di nuovi fondi pubblici mirati alla realizzazione di ulteriori infrastrutture.

  • Tram a Palermo: via libera al progetto definitivo, la città si prepara a cambiare volto

    Tram a Palermo: via libera al progetto definitivo, la città si prepara a cambiare volto

    Palermo fa un importante passo avanti verso una mobilità più sostenibile e una città più connessa. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il progetto definitivo per l’espansione della rete tranviaria, sbloccando così l’iter per il completamento di un’opera attesa da tempo. Come dice Mobilita Palermo, questo via libera consentirà di utilizzare i fondi già stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pari a 730 milioni di euro, di cui 504 milioni già disponibili.

    L’assessore alla Mobilità Sostenibile, Maurizio Carta, ha presentato la proposta, frutto di un lavoro sinergico con la II Commissione consiliare urbanistica e mobilità. Il progetto prevede quattro nuove tratte che andranno a collegare aree strategiche della città:

    Tratta D: estensione della linea 3 da Stazione Orléans a Bonagia (9,375 km).
    Tratta E: prolungamento della linea 1 da Viale Croce Rossa a Mondello (20,835 km).
    Tratta F: estensione della linea 1 da via Duca della Verdura alla Stazione Centrale (9,380 km).
    Tratta G: prolungamento della linea 1 fino a Sferracavallo (5,520 km).

    Priorità dell’amministrazione è il collegamento del centro con lo ZEN (tratta E) e il tratto tra Bonagia e la Stazione Centrale (tratta D). Quest’ultimo prevede anche la costruzione di un quarto ponte sul fiume Oreto, infrastruttura strategica non solo per la mobilità, ma anche per la sicurezza in caso di emergenza.

    Il progetto, però, non si limita alla sola realizzazione dei binari. Prevede anche la creazione di marciapiedi più ampi, piste ciclabili e nuove aree verdi, trasformando la rete tranviaria in un volano di rigenerazione urbana. L’obiettivo, come dichiarato dall’assessore Carta, è migliorare la qualità dello spazio pubblico, l’accessibilità dei quartieri e ridurre la dipendenza dall’auto privata. “Il tram non è solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento per migliorare la città”, ha affermato.

    Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito al progetto: tecnici, dirigenti, consiglieri e uffici, tra cui l’ingegnere Marco Ciralli, il dirigente Roberto Biondo e l’architetto Alessandro Augello, responsabile unico del procedimento. Anche il sindaco Roberto Lagalla ha ribadito l’impegno dell’amministrazione per il completamento della rete, fondamentale per offrire ai cittadini una valida alternativa all’automobile. Il Comune continuerà a collaborare con Regione e Ministeri per reperire ulteriori finanziamenti e rispettare la cronologia dei lavori.

    Nonostante l’entusiasmo per l’approvazione del progetto, resta l’incognita dell’avvio dei lavori del primo lotto, posticipato da settimane. C’è il rischio concreto che l’azienda appaltatrice, a fronte dei continui ritardi, chieda spiegazioni agli uffici comunali. Un silenzio preoccupante da parte degli uffici e degli assessori, pronti invece a elogiare altre iniziative.

  • Finanza siciliana in miglioramento, Standard & Poor’s innalza il rating a BBB+

    Finanza siciliana in miglioramento, Standard & Poor’s innalza il rating a BBB+

    «Standard & Poor’s ha comunicato l’innalzamento del rating della Regione Siciliana da BBB da BBB+, con outlook stabile. È un risultato straordinario, ma soprattutto un fatto storico: abbiamo preso la Sicilia con rating BBB- e in meno di un anno, due balzi in avanti. Questo dimostra che il percorso di risanamento e rilancio avviato dal mio governo è serio, credibile e già riconosciuto a livello internazionale».

    Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commenta il nuovo miglioramento del merito creditizio attribuito alla Regione dall’agenzia americana, che arriva a pochi mesi dal precedente passaggio da BBB- a BBB, avvenuto nel luglio 2024.

    S&P Global Ratings ha riconosciuto i progressi dell’economia regionale e l’efficacia delle politiche adottate, che hanno saputo valorizzare l’autonomia speciale della Sicilia, incrementare le entrate fiscali e ottenere maggiori trasferimenti statali. Fondamentale anche il contenimento della spesa corrente e l’incremento degli investimenti pubblici.

    «Il nuovo rating – aggiunge Schifani – certifica che la Sicilia è oggi una Regione più solida, affidabile e credibile. Abbiamo ridotto il disavanzo, consolidato i conti e posto le basi per uno sviluppo duraturo. Un ringraziamento particolare va al ragioniere generale Ignazio Tozzo, che in questi anni con grande competenza ha accompagnato questo percorso virtuoso».

    L’agenzia ha, inoltre, evidenziato i miglioramenti nella governance contabile, la maggiore tempestività nell’approvazione dei documenti finanziari e l’elevata liquidità disponibile.

    «Tutti elementi – conclude il presidente – che rafforzano la posizione della Regione sul mercato e agli occhi degli investitori. Le prospettive dell’economia siciliana sono oggi più che mai stabili, e i suoi fondamentali pronti a crescere ancora, grazie a una politica fiscale responsabile e a una gestione del debito attenta e rigorosa».

  • Elezioni province, la lista di tutti i candidati di Palermo

    Elezioni province, la lista di tutti i candidati di Palermo

    Aperta ufficialmente la corsa alle elezioni provinciali di Palermo. Da questa mattina, presso gli uffici di Palazzo Comitini, è possibile depositare le liste dei candidati che si contenderanno i 18 seggi del Consiglio Provinciale il prossimo 27 aprile. Diverse le strategie adottate dalle formazioni politiche, con alcune che hanno presentato liste complete e altre che hanno optato per un numero più ristretto di candidati. Otto le liste in corsa, come anticipato da ilSicilia.it, con Forza Italia che si prenderà ancora qualche ora di riflessione e depositerà la propria lista domani.

    Fratelli d’Italia punta su una squadra di sedici

    Sedici i nomi presentati da Fratelli d’Italia, tra cui spiccano diversi amministratori locali: Filippo Barbaria (Cefalà Diana), Angelo Conti (sindaco di Valledolmo), Vanessa Costantino (Partinico), Giuseppe Crivello (Santa Flavia), Rosaria Cucinella (San Cipirello), Mariano Guzzo (Casteldaccia), Francesco Martorana (ex sindaco di Ficarazzi), Rosolino Meli (Campofelice di Fitalia), Giusy Nicolosi (San Mauro Castelverde), Giuseppe Palmeri (sindaco di Roccamena), Giuseppe Rizzo (Lercara Friddi), Adriana Rizzuto (Camporeale), Angela Sapienza (Terrasini), Debora Spica (Caccamo), Pietro Vallone (Campofiorito) e Valeria Zito (Chiusa Sclafani).

    La Democrazia Cristiana schiera diciotto candidati

    La Democrazia Cristiana, guidata da Totò Cuffaro, presenta una lista completa di diciotto candidati. Tra questi: Pietro D’Agostino (San Giuseppe Jato), Nicola Figlia (Mezzojuso), Irene Filippone (Scillato), Maria Cristina Foti (Ciminna), Maria Grazia Lo Cascio (Bagheria), Luciano Marino (sindaco di Lercara Friddi), Silvia Tirrito (Lercara Friddi), Giuseppe Tuzzolino (Lercara Friddi), Stefania Vara (Cerda), Domenico Vazzano (Blufi), Teresa Colletti (Corleone), Giuseppina Cottone (Villabate), Rossella Puccio (Isola delle Femmine), Giuseppe Tripoli (Bagheria), Giacomo Polo Ferrara (Alia) e Giuseppe Gargagliano (Lercara Friddi).

    Anche la Lega presenta una lista completa

    Anche la Lega si presenta con una lista completa di diciotto candidati. In lista, a sorpresa, il capogruppo del Carroccio a Palermo Alessandro Anello. Completano la lista: Giuseppe Calì (Godrano), Rosaria Cusimano (Torretta), Giovanni Di Giacinto (sindaco di Casteldaccia), Giuseppina Di Stefano (Santa Cristina Gela), Giusta Gippetto (Bolognetta), Marisa Guarrera (Alimena), Francesco Gurrado (Bagheria), Franco Guttilla (Casteldaccia), Antonino Intravaia (Torretta), Tiziana Mazzola (Lascari), Salvatore Re (Godrano), Fabio Sciascia (Termini Imerese), Giuseppe Scrivano (sindaco di Alimena), Linda Siragusa (Caccamo), Stefania Tarantino (Santa Flavia) e Marzia Francesca Tardiolo (Cefalà Diana).

    Lavoriamo per Palermo con quattordici candidati

    Quattordici i candidati schierati dal sindaco Roberto Lagalla per la lista “Lavoriamo per Palermo”. Tra questi: Antonino Abbate (Palermo), Andrea Albano (Trappeto), Adriana Acquaro (Partinico), Anna Maria Caruso (Contessa Entellina), Dario Chinnici (Palermo), Antonio Cicchirillo (Contessa Entellina), Alfonso Colletti (Contessa Entellina), Tiziana Conte (Campofiorito), Arianna Fiorenza (Terrasini), Gianpaolo Fiscelli (Villabate), Gianvito Gaglio (Cinisi), Ilenia Maggio (Geraci Siculo), Elsa Spataro (Marineo) e Leonardo Spera (sindaco di Contessa Entellina).

    Noi Moderati presenta dieci candidati

    Dieci i candidati presentati da Noi Moderati, tra cui il vicepresidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mancuso. Completano la lista: Salvatore Canzoneri (Bisacquino), Vincenzo Lo Cascio (Ficarazzi), Teresa Marchese (Chiusa Sclafani), Annalisa Marfia (Altofonte), Federica Salerno (Belmonte), Matteo Scianna (Bagheria), Maria Rosaria Spera (Belmonte) e Francesco Terrasi (Trabia).

    Il PD sceglie dodici candidati per la sfida

    Il Partito Democratico presenta una lista di dodici candidati, tra cui: Marcello Catanzaro (Isnello), Liborio Maurizio Costanza (San Giuseppe Jato), Armando Luciano Galeandro (Bagheria), Angela Genchi (Pollina), Rosario Lapunzina (vicesindaco di Cefalù), Francesca Librizzi (Petralia Soprana), Marina Maltese (Cinisi), Maurizio Milone (sindaco di Belmonte Mezzagno), Giovì Monteleone (sindaco di Carini), Patrizia Ortaggio (Piana degli Albanesi), Caterina Provenza (Lascari) e Maria Luisa Vaccaro (San Giuseppe Jato).

    L’Alternativa si presenta con dieci candidati

    L’Alternativa, lista nata dall’unione di M5S, AVS, Controcorrente e alcuni gruppi civici, presenta dieci candidati. Tra questi: Giulia Argiroffi (Palermo), Antonella Campisi (Giuliana), Annunziata Cangelosi (Castelbuono), Francesco Paolo D’Angelo (Termini Imerese), Fosca Giambanco (Carini), Fabio Giambrone (ex vicesindaco di Palermo), Giuseppe Miceli (Palermo), Antonino Randazzo (Palermo), Enrica Renda (Ustica) e Raffaele Sellaro (Petralia Soprana).

    Forza Italia: attesa per la lista

    Ancora da ufficializzare la lista di Forza Italia, che verrà depositata domani. Tra i papabili candidati, secondo le indiscrezioni, i consiglieri comunali di Palermo Pasquale Terrani, Catia Meli e Gianluca Inzerillo. Meno probabile la candidatura del sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono.

  • Un polo scientifico all’avanguardia all’Addaura di Palermo: megaprogetto da 10 milioni di euro

    Un polo scientifico all’avanguardia all’Addaura di Palermo: megaprogetto da 10 milioni di euro

    È partito l’iter che porterà all’aggiudicazione dei lavori per completare il recupero del complesso dell’ex istituto Roosevelt, all’Addaura di Palermo. La Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico, infatti, ha pubblicato il bando per il secondo stralcio dell’intervento che ha un importo di gara di 10 milioni di euro, con una scadenza per la presentazione delle domande fissata al prossimo 15 maggio. L’area, di oltre 95 mila metri quadrati, è un bene del demanio regionale e in passato è appartenuta ai Padri vocazionisti.

    «Un luogo dalle grandi potenzialità per lunghi anni in stato di abbandono e di degrado – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al vertice della struttura – che, grazie alla sinergia con Arpa e a un lavoro di squadra tra i vari uffici e gli enti di ricerca, viene restituito alla città con l’obiettivo di creare un polo scientifico di alto livello al centro del Mediterraneo. Il recupero dell’area, infatti, ha una valenza molteplice perché coniuga diversi aspetti: dalla messa in sicurezza di un intero versante del litorale alla riqualificazione ambientale, dalla razionalizzazione degli spazi alla promozione della ricerca d’eccellenza».

    Il bando pubblicato dagli uffici di piazza Ignazio Florio, diretti da Sergio Tumminello, riguarda il secondo intervento. Il primo è stato avviato da un’associazione temporanea di imprese coordinata dalla Co.San di Palermo a dicembre dello scorso anno, per un importo di 12 milioni di euro. Il progetto dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, diretta da Vincenzo Infantino, riguarda la riqualificazione dell’ex istituto Roosevelt e la realizzazione di un polo scientifico: il “Centro di eccellenza per la sostenibilità ambientale, la salute dell’uomo e la biodiversità”. Gli interventi sono finanziati con fondi Poc e Pnc assegnati ad Arpa Sicilia attraverso l’assessorato del Territorio e dell’ambiente.

    «Continua, con questi ulteriori lavori, il nostro impegno per fare di Arpa Sicilia un centro di eccellenza di calibro nazionale – spiega l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino – Compiamo oggi un passo avanti nella creazione di un hub dinamico orientato alla ricerca e all’alta formazione in un contesto unico al mondo, sito Natura 2000. Il progetto permetterà di mettere in rete strumenti professionali, dati ambientali e competenze innovative: si tratta di un elemento imprescindibile per tutelare l’ambiente, individuare soluzioni per combattere gli effetti del climate change e, soprattutto, per tutelare la nostra salute, in linea con la strategia per lo sviluppo sostenibile per la quale siamo stati premiati dalla Commissione Ue».

    La realizzazione del Centro, unitamente alla riqualificazione dell’intera area, apporterà una ricaduta di crescita e sviluppo al territorio siciliano con un nuovo sistema di innovazione in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e con gli indirizzi della Strategia europea per l’ambiente e con la Programmazione 2021-2027.