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  • Drammatico incidente a Palermo: 500 si ribalta su una Panda, 3 feriti e donna in gravi condizioni

    Drammatico incidente a Palermo: 500 si ribalta su una Panda, 3 feriti e donna in gravi condizioni

    PALERMO – Grave incidente stradale ieri mattina all’incrocio tra via Sammartino e via Marconi, a Palermo. Coinvolte due vetture, una Fiat 500 e una Fiat Panda di vecchio modello. A seguito del violento impatto, la 500 si è ribaltata, finendo sopra la Panda.

    Passeggera in prognosi riservata

    L’incidente ha causato il ferimento di tre persone. Una donna di 54 anni, passeggera della Panda, ha riportato lesioni gravi. Immediatamente soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico di Palermo, dove si trova ricoverata in prognosi riservata.

    Conducenti feriti lievemente

    Anche i conducenti delle due auto coinvolte nell’incidente sono stati trasportati al Policlinico per accertamenti. Fortunatamente, le loro condizioni sono meno preoccupanti e hanno riportato solo lievi ferite.

    Indagini in corso da parte della polizia municipale

    Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della sezione Infortunistica della Polizia Municipale di Palermo. Gli agenti hanno effettuato i rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Le indagini sono attualmente in corso.

    Disagi alla circolazione

    L’incidente ha causato inevitabili disagi alla circolazione stradale nella zona. Il traffico è rimasto rallentato per diverse ore per consentire i soccorsi e la rimozione dei veicoli incidentati.

  • Scatta l’allerta massima a Sigonella: livello “Charlie” dopo attacco all’Iran

    Scatta l’allerta massima a Sigonella: livello “Charlie” dopo attacco all’Iran

    SIGONELLA – Le misure di sicurezza nella base militare di Sigonella, cuore pulsante delle operazioni NATO e statunitensi nel Mediterraneo, sono state elevate al livello “Charlie”. La decisione, diramata direttamente dal Comando degli Stati Uniti in Europa (USEUCOM), risponde a un’accresciuta percezione della minaccia terroristica e coinvolge diverse installazioni militari americane nel continente. Anche la base di Aviano, secondo diverse fonti, avrebbe adottato lo stesso protocollo di sicurezza.

    Sebbene non siano giunte comunicazioni ufficiali dalla Naval Air Station (NAS) di Sigonella, la parte statunitense del complesso, il silenzio operativo è prassi in queste circostanze. L’ordine discende da una valutazione centrale del comando europeo, che ha ritenuto necessario applicare un nuovo e più rigido protocollo di sicurezza.

    È fondamentale distinguere le competenze all’interno dello scalo siciliano: l’allerta riguarda specificamente il personale, gli uffici, gli hangar e i materiali sotto giurisdizione statunitense. L’intera infrastruttura dell’aeroporto “Cosimo De Palma”, inclusa la torre di controllo e la pista, resta sotto il comando e la responsabilità dell’Aeronautica Militare italiana, che ospita la NAS americana.

    Cosa significa “Livello Charlie”

    Le forze armate statunitensi adottano una scala di protezione a cinque livelli, nota come FPCON (Force Protection Condition), per calibrare la risposta a minacce terroristiche. Il livello “Charlie”, identificato dal colore arancione, è il secondo più alto e viene attivato quando “si verifica un incidente o si ricevono informazioni che indicano come probabile un’azione terroristica contro personale o strutture”. Si tratta di una condizione che non si registrava da almeno un decennio, a indicare la serietà della minaccia percepita.

    Questo stato di allerta implica un aumento significativo delle misure di sicurezza, che possono avere un impatto sulle normali operazioni quotidiane. Il personale militare è tenuto a osservare nuove e più stringenti politiche di sicurezza, sia all’interno che all’esterno del perimetro della base. Il livello precedente, “Bravo” (giallo), rappresenta la condizione standard di vigilanza per una base come Sigonella. Il gradino successivo, “Delta” (rosso), scatta solo quando un attacco è avvenuto o è considerato imminente in un’area specifica.

    Il contesto europeo: tra Olimpiadi e tensioni geopolitiche

    La decisione di USEUCOM non arriva isolata. Le agenzie di sicurezza di tutta Europa hanno lanciato da mesi avvertimenti su un possibile aumento del rischio di attentati nel 2024. I riflettori sono puntati sui grandi eventi che attirano folle internazionali, come i Campionati Europei di calcio in corso in Germania e, soprattutto, le imminenti Olimpiadi di Parigi. Proprio in Germania, a supporto delle forze di polizia locali, sono stati schierati 580 ufficiali di polizia provenienti da altri Paesi.

    Il quadro è ulteriormente complicato dalle tensioni geopolitiche globali, che vedono le installazioni militari statunitensi come potenziali obiettivi sensibili.

    Sigonella, “Hub del Mediterraneo”

    Soprannominata “Hub of the Med”, la base di Sigonella riveste un’importanza strategica insostituibile per gli Stati Uniti e la NATO. La sua posizione geografica la rende una piattaforma logistica e operativa cruciale al centro del Mediterraneo. La NAS ospita circa 5.000 militari delle diverse forze armate statunitensi, impegnati in missioni di vitale importanza.

    Dalla pista siciliana decollano quasi quotidianamente i droni da sorveglianza ad alta quota RQ-4 Global Hawk, fondamentali per il monitoraggio del Mar Nero e della Crimea, missioni intensificatesi drasticamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Aerei e personale della NAS sono inoltre costantemente impegnati nel pattugliamento del traffico aereo e navale nel Mediterraneo orientale.

    Oltre alla componente statunitense, la base ospita il 41° Stormo Antisom e l’11° Reparto Manutenzione Velivoli dell’Aeronautica Militare Italiana, a testimonianza della profonda integrazione tra le forze alleate. La sua funzione di snodo logistico è emersa con chiarezza anche durante la crisi umanitaria seguita all’evacuazione dall’Afghanistan nel 2021, quando la base accolse migliaia di profughi.

    L’innalzamento del livello di allerta a “Charlie” è, dunque, un segnale tangibile di come le tensioni globali si riflettano direttamente sulla sicurezza di presidi fondamentali per l’architettura di difesa occidentale.

  • Venti di guerra USA-Iran, allerta massima a Sigonella e Niscemi, la Sicilia avamposto strategico

    Venti di guerra USA-Iran, allerta massima a Sigonella e Niscemi, la Sicilia avamposto strategico

    Nella notte, l’equilibrio precario del Medio Oriente è andato in frantumi. Un’operazione militare americana, ordinata direttamente dal Presidente Trump, ha colpito tre dei più sensibili siti nucleari iraniani: Fordow, Natanz ed Esfahan. L’attacco, fulmineo e inatteso nei tempi, rappresenta un’escalation drammatica, una mossa che molti analisti internazionali ritenevano una minaccia da campagna elettorale più che una reale opzione strategica, visti gli incalcolabili rischi di un conflitto allargato.

    Il Presidente degli Stati Uniti ha invece rotto gli indugi, agendo senza attendere la scadenza dell’ultimatum di due settimane che lui stesso aveva imposto a Teheran. Una decisione che spiazza le diplomazie e proietta la regione verso uno scenario di guerra aperta. La reazione del governo islamico, affidata a una nota secca e minacciosa, non lascia spazio a interpretazioni: “Ora inizia la guerra”.

    Sigonella, sentinella sul Mediterraneo

    Le onde d’urto dell’attacco raggiungono immediatamente il Mediterraneo, e in particolare la Sicilia. La Naval Air Station di Sigonella, nel catanese, è entrata in stato di massima allerta. Da sempre considerata la “portaerei inaffondabile” degli Stati Uniti nel cuore del *Mare Nostrum*, la base assume un ruolo predefinito e cruciale in ogni crisi che coinvolge il Medio Oriente e il Nord Africa.

    L’Italia, pur non essendo parte belligerante nel conflitto, si trova geograficamente proiettata in prima linea. Il teatro delle operazioni si apre al di là del Canale di Sicilia, rendendo la base un assetto tanto strategico quanto esposto.

    L’attività nella base era già febbrile nei giorni precedenti al blitz. Secondo le analisi di ItaMilRadar, sito specializzato nel monitoraggio dei voli militari, un velivolo-spia Boeing P-8 “Poseidon” della US Navy, decollato proprio da Sigonella, ha condotto missioni anomale il 13, 15 e 16 giugno. L’aereo ha pattugliato per ore lo spazio aereo a ridosso di Israele, Libano e Striscia di Gaza. Il dato più rilevante, sottolineato da ItaMilRadar, è la natura della missione: “Una sorveglianza estremamente insolita”, con l’aereo che “ha volato a bassa quota, scendendo a tratti sotto i 240 metri”. Un profilo di volo che suggerisce una possibile ricerca di assetti sottomarini, forse in preparazione a un blocco navale o per mappare le difese costiere.

    L’ombra dei droni e della sorveglianza globale

    Al di là delle contingenze, l’identità moderna di Sigonella è quella di un hub tecnologico per la sorveglianza e l’intelligence. Dalla sua pista decollano quotidianamente droni a lungo raggio e aerei spia d’alta quota che possono monitorare vaste aree, dal Sahel al Caucaso, passando per il cuore del Medio Oriente.

    La base ospita un arsenale di velivoli ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance): dai pattugliatori marittimi P-3 Orion e i più moderni P-8 Poseidon, ai droni per la sorveglianza strategica ad alta quota come il Global Hawk. A questi si aggiungono i velivoli “Male” (Medium Altitude Long Endurance) come i Reaper, che possono essere impiegati sia per la sorveglianza che per attacchi di precisione, essendo pilotati a migliaia di chilometri di distanza. Sigonella non è solo una base aerea, ma un centro nevralgico del sistema di sorveglianza NATO e uno dei principali centri di comando e controllo per i piloti di droni armati.

    Un passato di conflitti e il fattore MUOS

    La storia di Sigonella è intrecciata con i conflitti che hanno segnato la regione. Fu un pilastro logistico e operativo durante la Guerra del Golfo nel 1991 contro l’Iraq di Saddam Hussein, un conflitto a cui l’Italia partecipò attivamente con i propri caccia. Più di recente, nel marzo 2016, la base ha fornito supporto essenziale alle forze internazionali dell’operazione “Odissey Dawn” durante la crisi libica, ospitando F-16 danesi e velivoli di altre nazioni alleate.

    Oggi, il livello di rischio per il territorio siciliano è amplificato da un’altra installazione strategica: il MUOS (Mobile User Objective System) di Niscemi. Parte di una rete globale composta da soli tre terminali terrestri nel mondo, il MUOS è un sofisticatissimo sistema di comunicazioni satellitari. La sua funzione ufficiale è gestire le comunicazioni militari, ma la sua capacità di raccogliere dati e governare satelliti lo rende di fatto uno snodo primario della sorveglianza globale americana. La presenza combinata di Sigonella e del MUOS trasforma la Sicilia da semplice retrovia a potenziale bersaglio strategico in caso di rappresaglia.

  • Incidente mortale nel Palermitano: operaio folgorato in area industriale

    Incidente mortale nel Palermitano: operaio folgorato in area industriale

    Un operaio di sessant’anni, Giovanni Sanfilippo, ha perso la vita ieri pomeriggio a Ficarazzi, nell’area industriale di via Mercè. L’uomo, residente a Palermo, è stato rinvenuto senza vita nei pressi di una cabina di media tensione situata all’interno dell’area della ditta immobiliare Giulio Cesare, sede di diverse imprese di trasporto.

    Dalle prime ricostruzioni, sembra che Sanfilippo, impegnato in lavori di muratura per conto terzi, sia stato colpito da una violenta scarica elettrica. I tecnici dell’Enel, intervenuti sul posto, hanno immediatamente disattivato l’impianto. I Carabinieri della Compagnia di Bagheria, coordinati dal Maggiore Pietro Calabrò, stanno conducendo le indagini per accertare la dinamica dell’incidente.

    Sul luogo della tragedia sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno constatato il decesso dell’operaio. Presenti anche i Vigili del Fuoco e i tecnici dello Spresal dell’Asp. La cabina elettrica è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria. La salma di Sanfilippo, che lascia la moglie e tre figli, è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale in attesa dell’esame autoptico, disposto dalla Procura di Termini Imerese, titolare dell’inchiesta.

    Questo tragico evento riporta alla mente altri recenti incidenti mortali sul lavoro. Sono ancora in corso le indagini sulla morte di Samuel Scacciaferro, il ventiseienne di Caccamo deceduto a Menfi, in provincia di Agrigento, a causa di una folgorazione in un impianto fotovoltaico. Il giovane, assunto con contratto a tempo determinato da novembre come operaio di manovra, pare stesse maneggiando dei cavi elettrici senza indossare i dispositivi di protezione individuale previsti, come guanti isolanti e casco. La Procura di Sciacca sta indagando per verificare se fossero state rispettate le norme di sicurezza e se il ragazzo avesse ricevuto adeguata formazione. La magistratura ha acquisito la documentazione relativa all’impianto fotovoltaico, di proprietà della Energy Time di Campobasso. Il sindaco di Caccamo ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino non appena sarà stabilita la data dei funerali.

    Si è inoltre svolto ieri pomeriggio a Cammarata l’ultimo saluto a Elio Reina, l’operaio sessantacinquenne vittima di un incidente in una cava di Castronovo di Sicilia, dove è rimasto schiacciato da un mezzo meccanico.

    ‘Siamo stanchi ed esasperati, due lavoratori nel giro di due giorni hanno perso la vita svolgendo il proprio dovere, non possiamo più sopportare questa scia di sangue che nei nostri territori di Palermo e Trapani sta aumentando vertiginosamente” . Ad affermarlo sono Federica Badami segretaria generale Cisl Palermo Trapani e il segretario generale Filca Cisl Francesco Danese, dopo aver appreso della morte dell’ennesimo lavoratore, un operaio di 60 anni rimasto folgorato a Ficarazzi , dopo l’incidente che era costato la vita ieri ad un lavoratore in una cava a Castronovo di Sicilia. “Siamo stanchi di ribadirlo, serve massima attenzione per la sicurezza in un settore come quello edile tartassato da questi episodi. Serve il rispetto di tutte le regole, maggiore formazione, e investimenti nella sicurezza. Oggi assistiamo all’ennesima sconfitta del mondo del lavoro tutto, e non possiamo piangere vittime ogni giorno. Siamo vicini alle famiglie” . Proprio oggi la Filca aveva lanciato la proposta, condivisa dalla Cisl, di “estendere alle famiglie di vittime sul lavoro il sostegno previsto per le vittime di mafia e di femminicidi”.

  • Spaccate e cavalli di ritorno a Palermo e provincia, 7 arresti

    Spaccate e cavalli di ritorno a Palermo e provincia, 7 arresti

    Sette persone sono state colpite da misure cautelari a seguito di un’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, coordinata dalla Procura di Termini Imerese. L’operazione ha portato all’arresto di cinque giovani, mentre altri due sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le accuse a vario titolo includono furto aggravato, ricettazione, tentata estorsione e danneggiamento, commessi tra febbraio e marzo 2025 nella provincia di Palermo.

    Dei sette destinatari delle misure cautelari, uno risulta attualmente irreperibile. Gli altri sei, tutti gravitanti nell’area di Borgo Nuovo a Palermo, sono stati individuati e assicurati alla giustizia.

    L’indagine, supportata da intercettazioni, analisi dattiloscopiche, filmati di videosorveglianza, perquisizioni e sequestri, ha rivelato il coinvolgimento degli indagati in numerosi furti ai danni di esercizi commerciali, sia a Palermo che in provincia. La tecnica utilizzata era quella della “spaccata”, con l’impiego di veicoli rubati per sfondare le vetrine e accedere ai locali.

    Tra gli episodi contestati, emerge anche un caso di tentata estorsione con il metodo del “cavallo di ritorno”. N.N., uno degli indagati, avrebbe rubato un veicolo per poi chiedere un riscatto al proprietario in cambio della sua restituzione.

  • Trabia, bimbo di 7 anni investito: condizioni critiche. Comunità in preghiera

    Trabia, bimbo di 7 anni investito: condizioni critiche. Comunità in preghiera

    TRABIA – Ore di angoscia e speranza a Trabia, dove un’intera comunità si stringe attorno alla famiglia di un bambino di sette anni rimasto vittima di un grave incidente. Le sue condizioni restano critiche. Il piccolo è ricoverato nel reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo, dove è mantenuto in coma farmacologico dalla giornata di mercoledì. La prognosi rimane riservata, mentre un intero paese, e non solo, attende con il fiato sospeso un segnale positivo.

    L’incidente si è verificato nel pomeriggio di mercoledì in via Panturro, nella parte alta del paese, nei pressi di una nota farmacia. Il bambino è stato travolto da un furgoncino che trasportava prodotti da forno. I momenti successivi all’impatto sono stati drammatici per i familiari e i residenti che hanno assistito alla scena. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese. Qui, l’equipe medica del pronto soccorso è riuscita a stabilizzarlo, un passaggio cruciale data la serietà del trauma.

    Vista la criticità del quadro clinico, intorno alle 15:00 è stato disposto il trasferimento d’urgenza a Palermo. Un’ambulanza, con a bordo un medico rianimatore, ha trasportato il bambino all’ospedale Di Cristina, struttura specializzata nelle cure pediatriche. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento e accertare eventuali responsabilità.

    La notizia ha scosso profondamente non solo la comunità di Trabia ma anche quella vicina di Termini Imerese, dove la famiglia del bambino è molto conosciuta. Sui social network si moltiplicano i messaggi di speranza e le preghiere. Toccante il messaggio diffuso dallo zio del piccolo, che ha condiviso una foto con parole cariche di affetto e incoraggiamento: “Benny mio lo zio ti aspetta tanto. Fammi vedere che sei veramente forte… Dai vita mia, adesso sei tu più forte dello zio”.

    Anche il sindaco di Trabia, Francesco Bondi, ha espresso la vicinanza di tutta l’amministrazione comunale: «La comunità è addolorata per quanto successo al bambino. Siamo vicini alla famiglia per sostenerla in questo momento drammatico. Faremo sentire la nostra vicinanza». Il primo cittadino ha poi rivolto un pensiero direttamente al piccolo: «Auguriamo di potersi riprendere presto e continuare a giocare e a gioire della vita. Un bambino così piccolo ha il diritto di vivere in maniera serena».

    Un residente del luogo ha commentato la tragedia, sottolineando l’importanza della tempestività dei soccorsi: «È terribile quanto successo al bambino, ma grazie ai soccorsi immediati e all’intervento dei medici è stato strappato alla morte. La nostra speranza è poterlo rivedere correre e ridere come sempre».

  • Tragedia sul lavoro, operaio 65enne muore schiacciato da un mezzo meccanico in una cava

    Tragedia sul lavoro, operaio 65enne muore schiacciato da un mezzo meccanico in una cava

    Un tragico incidente sul lavoro ha causato la morte di Elio Reina, 65 anni, originario di Cammarata. L’uomo è deceduto a Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo, dopo essere rimasto schiacciato da un mezzo meccanico all’interno di una cava.

    L’incidente è avvenuto nella giornata di ieri in una cava di proprietà di un piccolo imprenditore di San Giovanni Gemini. Nonostante il rapido intervento dei soccorsi, per Reina non c’è stato nulla da fare: l’uomo è morto sul colpo. I carabinieri sono intervenuti sul luogo dell’incidente per effettuare i rilievi del caso.

    La salma di Elio Reina è stata restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali. L’operaio lascia la moglie e due figli. L’ultimo saluto è previsto per domani alle 15:30 nella chiesa madre di Cammarata.

  • Omicidio ad Avola, 48enne freddato in un agguato. È caccia ai killer

    Omicidio ad Avola, 48enne freddato in un agguato. È caccia ai killer

    Una scia di sangue torna a macchiare le strade della provincia di Siracusa. Paolo Zuppardo, 48 anni, è deceduto nella notte all’ospedale “Di Maria” di Avola, poche ore dopo essere caduto vittima di un brutale agguato nel cuore della città. L’esecuzione, avvenuta in viale Piersanti Mattarella, ha i contorni di un regolamento di conti e ha gettato un’ombra sinistra sulla comunità locale. Le indagini dei Carabinieri sono scattate immediatamente per dare un volto e un nome ai responsabili.

    L’agguato in una strada affollata

    Erano le ultime ore della serata di ieri quando la quiete di viale Mattarella, una delle arterie principali di Avola, è stata squarciata dalla violenza. Secondo le prime ricostruzioni, ancora frammentarie, Paolo Zuppardo è stato avvicinato da uno o più aggressori. Non è ancora chiaro se sia stato raggiunto da colpi di arma da fuoco o colpito con violenza, ma l’intento omicida è apparso subito evidente.

    Zuppardo, resosi conto del pericolo mortale, ha tentato una fuga disperata. Ne è nato un breve ma concitato inseguimento, consumatosi sotto gli occhi attoniti di decine di passanti e residenti che in quel momento affollavano la zona. Scene di panico e terrore, con persone che cercavano riparo mentre la vittima designata lottava per la propria vita. Una dinamica spietata, che non ha lasciato scampo al 48enne e che suggerisce una pianificazione meticolosa da parte del commando.

    Una corsa disperata e la morte in ospedale

    L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono confluite le pattuglie dei Carabinieri della compagnia di Noto e un’ambulanza del 118. I sanitari hanno trovato Zuppardo a terra, in condizioni gravissime. Dopo le prime cure sul posto, è partita la corsa contro il tempo verso il pronto soccorso dell’ospedale “Di Maria”.

    Nonostante gli sforzi dei medici, che hanno tentato in ogni modo di salvargli la vita, il quadro clinico era ormai irrimediabilmente compromesso. Le lesioni riportate nell’agguato si sono rivelate fatali e, nel corso della nottata, il cuore di Paolo Zuppardo ha cessato di battere. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che con ogni probabilità disporrà l’esame autoptico per chiarire con esattezza le cause del decesso e la natura delle ferite.

    Chi era Paolo Zuppardo: l’ombra dell’operazione “Eclipse”

    Il nome di Paolo Zuppardo non era sconosciuto agli archivi delle forze dell’ordine. Anni fa, il suo nome era emerso nell’ambito della vasta operazione antimafia e antidroga denominata “Eclipse”, condotta dai Carabinieri. In quel contesto, Zuppardo era stato indagato con accuse pesanti: associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

    Questo precedente rappresenta la pista investigativa principale. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Siracusa, stanno scavando nel passato della vittima per capire se l’omicidio possa essere maturato negli ambienti della criminalità organizzata locale. Un regolamento di conti per uno sgarro, un debito non saldato o una vecchia ruggine legata ai traffici illeciti sono le ipotesi più accreditate.

    Indagini a tappeto: caccia all’uomo

    Le indagini proseguono senza sosta. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siracusa e della Compagnia di Noto stanno lavorando su più fronti. Si passano al setaccio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, presenti lungo viale Mattarella e nelle vie di fuga limitrofe, nella speranza di trovare un fotogramma utile a identificare i killer o il veicolo da loro utilizzato.

    Parallelamente, si scava nella vita recente di Zuppardo, analizzando contatti, frequentazioni e possibili tensioni. L’appello è rivolto anche ai numerosi testimoni che hanno assistito alla scena: la loro collaborazione potrebbe rivelarsi cruciale per dare una svolta alle indagini e assicurare i responsabili alla giustizia

  • Dramma a Termini Imerese: bambino investito, in coma

    Dramma a Termini Imerese: bambino investito, in coma

    Un bambino di sette anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato investito da un furgone a Termini Imerese. Soccorso dal 118, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Cimino.

    Trasferimento d’urgenza al Di Cristina di Palermo

    Dopo essere stato stabilizzato dai medici del Cimino, il piccolo paziente è stato trasferito in ambulanza, con la scorta della Polizia Stradale e accompagnato da un medico rianimatore, al reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo.

    Prognosi riservata per il bambino in coma farmacologico

    Il bambino è attualmente in coma farmacologico e la prognosi è riservata.

     

  • Follia all’incrocio a Palermo, suona il clacson a motociclista e rompono il naso a vigile del fuoco

    Follia all’incrocio a Palermo, suona il clacson a motociclista e rompono il naso a vigile del fuoco

    Prima la mancata precedenza che spettava al mezzo dei Vigili del fuoco che stava facendo rientro al distaccamento di Brancaccio in via Pecoraino, poi l’aggressione a pugni e testate al vigile coordinatore che si trovava alla guida. È l’episodio di violenza contro una squadra dei vigili del fuoco nel quartiere periferico di Palermo, avvenuta questa notte, poco dopo l’una, e durante il quale il vigile aggredito ha riportato la rottura del setto nasale.<

    La dinamica dei fatti e la condanna del sindacato

    A raccontare l’episodio è il segretario generale Fns Cisl Palermo Trapani Vincenzo Impellizzeri. “È una violenza assurda inaudita e immotivata nei confronti di chi lavora con sacrificio per salvaguardare i cittadini in situazioni di emergenza e di rischio, bisogna fare di più per tutelare gli uomini del comando dei Vigili del fuoco”. Tutto nel giro di pochi minuti, prima l’uomo a bordo insieme ad una donna su una Honda, inveisce contro il mezzo dei Vigili che era riuscito ad evitare l’incidente stradale per via della mancata precedenza, poi le offese i pugni e la testata contro il vigile del fuoco “colpevole” di aver suonato il clacson per fermare la moto all’incrocio, e tutto nonostante i tentativi degli altri componenti della squadra di placare l’ira dell’uomo. A fermare l’aggressore è stato poi l’arrivo delle volanti di polizia che lo hanno identificato e denunciato.

    Solidarietà al collega ferito e l’appello contro il degrado

    “Siamo vicini al collega ferito che adesso attende un intervento chirurgico al setto nasale, il sindacato farà di tutto per potenziare la sicurezza di questi lavoratori”. La segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami conclude, “abbiamo tutti un debito di riconoscenza nei confronti dei vigili del fuoco, quello che è accaduto stanotte a Palermo è purtroppo segno di quanto il degrado sociale e la violenza cittadina prevalgano contro ogni logica di buon senso e di rispetto anche nei confronti di chi ci tutela ogni giorno con il proprio lavoro. Bisogna fermare questa deriva”.