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  • Opportunità per la Sicilia: piovono 500 assunzioni nei distretti socio-sanitari

    Opportunità per la Sicilia: piovono 500 assunzioni nei distretti socio-sanitari

    Un importante aiuto arriva da Roma per i distretti socio-sanitari della Sicilia: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato un piano di assunzioni che porterà all’inserimento di oltre 500 nuovi professionisti negli uffici che si occupano di welfare nell’isola. Questo rappresenta un’iniezione di risorse fondamentale per il sistema, attualmente in difficoltà.

    Il bando del Ministero del Lavoro

    Il bando di concorso, pubblicato dal Ministero guidato da Maria Elvira Calderone, prevede l’assunzione a tempo determinato (tre anni) di 3.839 unità a livello nazionale. Alla Sicilia sono destinati 509 contratti, suddivisi tra 142 amministrativi, 124 contabili, 102 psicologi e 141 educatori.

    Rinforzi cruciali per i distretti

    Queste nuove assunzioni, seppur a tempo determinato, rappresentano un’opportunità cruciale per i 55 distretti socio-sanitari siciliani, molti dei quali in difficoltà nel gestire gli obblighi amministrativi, come la rendicontazione dei fondi, essenziale per ottenere le risorse necessarie. La speranza è che le procedure di selezione si svolgano rapidamente per permettere ai distretti di tornare a operare efficacemente.

    Sindacati e Regione: appello per la collaborazione

    Maria Concetta Balistreri, segretaria generale dello Spi Cgil Sicilia, e Gaetano Agliozzo, segretario della Fp Cgil Sicilia, hanno definito il piano di assunzioni una “grande opportunità” e assicurato la vigilanza del sindacato affinché tutti i distretti possano beneficiarne. Lo Spi Cgil Sicilia ha inoltre lanciato un appello al governatore Renato Schifani affinché la Regione fornisca il supporto necessario ai distretti in questa fase. L’obiettivo è garantire servizi efficienti alla popolazione più vulnerabile, migliorando concretamente le condizioni di vita delle persone.

  • Pantelleria, caos voli: la “nuvoletta” blocca l’aeroporto

    Pantelleria, caos voli: la “nuvoletta” blocca l’aeroporto

    Un’isola sospesa, con i cieli sbarrati e centinaia di viaggiatori bloccati a terra. Pantelleria vive ore di profonda incertezza a causa di un fenomeno meteorologico tanto suggestivo quanto implacabile, che i residenti chiamano con un pizzico di ironia la “nuvoletta di Fantozzi”. Dietro il nome goliardico si cela però un’emergenza concreta che ha mandato in tilt l’operatività dello scalo aereo, cancellando una decina di voli e lasciando circa 900 passeggeri, in stragrande maggioranza turisti, ad affrontare un’attesa snervante.

    La crisi attuale, tuttavia, funge da detonatore per un problema ben più radicato e strutturale: l’inadeguatezza cronica dei collegamenti con la terraferma, una criticità che la nebbia ha solo reso più evidente.

    Tra sabato e domenica, l’aeroporto di Pantelleria è diventato il palcoscenico di un caos inaspettato. La causa è un denso banco di nebbia generato da un’elevata umidità, un evento non raro tra maggio e giugno. “Normalmente appare all’alba per poi diradarsi con il sole”, spiega il sindaco dell’isola, Fabrizio D’Ancona, descrivendo una routine meteorologica che questa volta ha infranto le regole. “In questa occasione, la nebbia sembra essersi letteralmente aggrappata alla pista, rifiutandosi di dissolversi”.

    Il risultato è stato un blocco totale delle operazioni di volo. Le compagnie aeree non hanno avuto altra scelta che annunciare la cancellazione dei collegamenti, trasformando il sogno di una vacanza nella “Perla Nera del Mediterraneo” in un’odissea per centinaia di persone.

    La macchina organizzativa si è mossa per contenere i disagi. Circa 400 dei passeggeri rimasti a terra sono stati imbarcati su una nave diretta a Trapani, una soluzione tampone per alleggerire la pressione sull’isola. Per gli altri, l’attesa è legata a un filo di speranza. “Se la foschia sparirà nelle prossime ore, si proverà a far partire le persone con voli supplementari”, ha aggiunto il sindaco D’Ancona, “altrimenti l’unica alternativa sarà attendere la prossima nave”.

    La situazione mette a dura prova non solo la pazienza dei viaggiatori, ma anche la capacità ricettiva dell’isola, costretta a gestire un surplus di presenze in un periodo già di alta stagione.

  • Caos A19, è scontro totale Schifani-Anas: “Dirigenti rimossi”, intanto code sotto 40 gradi

    Caos A19, è scontro totale Schifani-Anas: “Dirigenti rimossi”, intanto code sotto 40 gradi

    PALERMO – La tensione sull’autostrada A19 Palermo-Catania ha raggiunto il punto di rottura. Non si tratta solo dei tre chilometri di coda registrati questa mattina nel tratto tra Bagheria e Casteldaccia, ma di un vero e proprio scontro istituzionale che vede il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, lanciare un durissimo attacco contro i vertici di Anas. Al centro della disputa, la gestione dei cantieri estivi che stanno paralizzando il principale asse viario dell’isola, una situazione definita “paradossale” e frutto di una “pianificazione sbagliata”.

    Code e disagi: la fotografia di un’autostrada al collasso

    La cronaca di questa mattina racconta di un esodo estivo trasformatosi in un calvario per migliaia di automobilisti. Le code in direzione Catania, generate dal flusso di veicoli in partenza da Palermo verso le località balneari, hanno congestionato l’arteria stradale, con rallentamenti che hanno superato i tre chilometri. La circolazione nella carreggiata opposta si mantiene fluida. Sul posto, il personale Anas è al lavoro per tentare di gestire una situazione critica, con presidi di soccorso meccanico attivati lungo la tratta Palermo-Termini Imerese, pronti a intervenire su chiamata della Sala Operativa di Palermo. Misure tampone che, tuttavia, non bastano a placare la profonda irritazione degli utenti e delle istituzioni.

    Il vertice in Prefettura e il “no” di Anas al bypass

    La crisi ha avuto un’escalation nella serata di ieri. Durante una riunione del Comitato operativo viabilità in Prefettura a Palermo, era stata condivisa da tutti i presenti, inclusa la Polizia Stradale, la soluzione di un bypass per alleggerire la pressione sui cantieri. Un’ipotesi che sembrava risolutiva ma che si è infranta poche ore dopo. Nel successivo sopralluogo tecnico, Anas ha giudicato l’opzione “non particolarmente utile”, bollando come “non fattibili” altre alternative proposte. L’unica concessione sul tavolo resta la deviazione del traffico sulla Strada Statale 113, ma solo in condizioni di emergenza estrema, ovvero con code superiori ai sette chilometri.

    L’affondo di Schifani: “Atteggiamento inaccettabile, chiederemo la rimozione del responsabile”

    La reazione del presidente Schifani è stata immediata e durissima. «È paradossale che, nonostante queste problematiche siano discusse da settimane, l’Anas non si sia minimamente premurata di verificare in maniera preventiva la possibilità di realizzare l’ipotesi del bypass», ha tuonato il governatore. Schifani ha denunciato una grave mancanza di collaborazione e ha chiesto un “cambio di passo immediato”, invocando “responsabilità, visione e capacità di adattamento”.

    Nel mirino del presidente è finita direttamente la dirigenza regionale dell’azienda: «Non è possibile pensare che i vertici regionali di Anas siano in ferie demandando a terze linee la gestione. La Regione farà sentire la propria voce in tutte le sedi, anche a livello ministeriale, avanzando la richiesta della rimozione del responsabile di Anas Sicilia». L’accusa è netta: aver dato il via a due cantieri contigui alle porte di Palermo nel pieno della stagione estiva, dimostrando una pianificazione inadeguata che ora rischia di aggravare ulteriormente la viabilità con il traffico di rientro previsto per domani. «Anas non si è nemmeno premurata di informarmi preventivamente sull’esito dei sopralluoghi», ha concluso amaramente Schifani, evidenziando una frattura che appare ormai insanabile.

  • La figlia di Totò Riina indagata per estorsione, chiesto l’arresto per la corleonese

    La figlia di Totò Riina indagata per estorsione, chiesto l’arresto per la corleonese

    Il tribunale del Riesame ha accolto l’appello della procura ritenendo fondato il pericolo di inquinamento probatorio e il pericolo di reiterazione del reato e sussistenti i gravi indizi di colpevolezza dei reati contestati agli indagati e dell’aggravante del metodo mafioso. I fatti contestati risalgono ad agosto 2024.

    Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ros diretti dalla Dda di Firenze, avrebbero inviato, riporta una nota della Procura, “pressanti e minacciose richieste di denaro che hanno sortito l’effetto voluto tanto da costringere uno dei due imprenditori a consegnare all’indagata anche una somma di denaro”. In particolare Ciavarello in quel periodo, nonostante fosse rinchiuso in un penitenziario, riusciva a inviare con un cellulare messaggi alla moglie e ai due imprenditori.

  • Tragedia nella notte a Messina: un 17enne perde la vita in un fatale scontro in centro

    Tragedia nella notte a Messina: un 17enne perde la vita in un fatale scontro in centro

    Messina si sveglia sotto il peso di una nuova, drammatica notizia che scuote la comunità. Ancora una giovane vita spezzata sull’asfalto, ancora una famiglia distrutta dal dolore. Un ragazzo di soli 17 anni ha perso la vita nella notte, vittima di un violento incidente stradale avvenuto nel cuore della città, lungo la via Garibaldi. Il silenzio delle ore notturne è stato squarciato dal frastuono di una collisione che non gli ha lasciato scampo.

    Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si è verificato intorno alle 3:30. Il giovane si trovava in sella al suo scooter e percorreva la via Garibaldi in direzione sud. Giunto all’altezza dell’incrocio con la via Cicala, per cause ancora in fase di rigoroso accertamento, il suo mezzo si è scontrato con una Smart a bordo della quale viaggiava una coppia.

    L’impatto è stato di una violenza estrema. La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata agghiacciante: entrambi i veicoli, dopo la collisione, sono stati proiettati sul marciapiede, terminando la loro corsa contro un’automobile in sosta e danneggiandola. Un groviglio di lamiere che testimonia la brutalità dello schianto.

    L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto è giunta un’ambulanza del servizio 118, con i sanitari che hanno avviato subito le manovre di rianimazione nel tentativo disperato di salvare la vita del 17enne. Una corsa contro il tempo, purtroppo vana. Le condizioni del ragazzo sono apparse da subito gravissime e il suo cuore ha cessato di battere durante il trasporto d’urgenza verso l’ospedale. Ogni sforzo per strapparlo alla morte si è rivelato inutile.

    Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della sezione Infortunistica della Polizia Municipale, coordinati dal comandante Giovanni Giardina e dal responsabile Giovanni Arizzi. I rilievi sono andati avanti per ore al fine di raccogliere ogni elemento utile a definire con esattezza la dinamica e attribuire le responsabilità.

    Come da prassi, la persona alla guida della Smart è stata accompagnata presso una struttura sanitaria per essere sottoposta agli esami di rito, volti a verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti; si attendono ora i risultati. Fondamentale per l’inchiesta sarà l’acquisizione e l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. L’incrocio è infatti monitorato sia da dispositivi comunali sia da numerosi sistemi installati da attività commerciali della zona, i cui filmati potrebbero fornire dettagli cruciali per fare piena luce sull’accaduto.

  • C’è troppo caldo in Sicilia: ordinanza di Schifani: “Stop al lavoro dalle 12.30 alle 16”

    C’è troppo caldo in Sicilia: ordinanza di Schifani: “Stop al lavoro dalle 12.30 alle 16”

    Di fronte a un’estate torrida, la Regione Siciliana scende in campo per proteggere la salute dei lavoratori più esposti. Con una firma apposta oggi, il presidente Renato Schifani ha varato un’ordinanza che impone uno stop alle attività lavorative all’aperto durante le ore più calde della giornata. Il provvedimento, che ricalca l’iniziativa dello scorso anno, sarà in vigore fino al 31 agosto e rappresenta una misura di prevenzione fondamentale contro i rischi legati alle ondate di calore.

    Un provvedimento per la sicurezza: i dettagli dell’ordinanza

    L’ordinanza regionale interviene in maniera mirata sui settori produttivi considerati più a rischio. Nello specifico, il divieto di attività lavorativa è previsto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. Le categorie interessate sono quelle dell’edilizia e affini, dell’agricoltura, del florovivaismo e delle attività estrattive nelle cave. Lo stop non sarà automatico, ma scatterà in maniera dinamica, seguendo precise indicazioni scientifiche.

    Il ‘termometro’ scientifico: come funziona l’allerta

    La decisione di fermare le attività non sarà arbitraria. L’ordinanza si basa infatti sui dati forniti dal progetto “Worklimate 2.0”, una piattaforma previsionale sviluppata dall’Inail in collaborazione con il CNR. Lo stop diverrà obbligatorio nei giorni e nelle aree geografiche in cui la mappa del rischio “Lavoratore al sole e attività fisica intensa” segnali un livello di allerta “alto”. Questo strumento, accessibile online, offre una valutazione scientifica e puntuale del pericolo, consentendo un’applicazione mirata ed efficace della misura di sicurezza.

    Schifani: “Un atto di civiltà per prevenire tragedie”

    A commentare la decisione è lo stesso presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che definisce il provvedimento “un atto di civiltà e rispetto nei confronti dei lavoratori per proteggerli e prevenire tragedie annunciate”. “Abbiamo voluto riproporre anche quest’anno l’ordinanza perché non possiamo restare indifferenti davanti ai rischi estremi causati dal caldo, soprattutto per chi lavora all’aperto e senza protezioni”, ha spiegato Schifani. Il governatore ha poi sottolineato come si tratti di una “misura concreta, basata su dati scientifici, che richiede la massima collaborazione da parte delle imprese e dei datori di lavoro”, ribadendo un concetto fondamentale: “La sicurezza non può e non deve essere mai considerata un optional”.

    Le deroghe necessarie: chi può continuare a operare

    Il provvedimento, pur nella sua perentorietà, prevede delle deroghe mirate a garantire la continuità dei servizi essenziali. L’ordinanza non si applicherà infatti in caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia dell’incolumità pubblica. Anche in questi contesti, comunque, l’attenzione alla salute resta massima: le amministrazioni e i concessionari di pubblici servizi, insieme ai loro appaltatori, dovranno adottare specifiche misure organizzative e operative per tutelare il personale impiegato.

    La stagione del caldo è già iniziata: prime allerte a Palermo

    L’ordinanza arriva in un momento quanto mai opportuno. La stagione delle ondate di calore in Sicilia ha già mostrato i suoi primi segnali. La Protezione Civile regionale ha infatti emesso l’avviso n.122, valido per la giornata di oggi, 26 giugno. Per la città di Palermo, in particolare, il bollettino prevedeva per ieri un livello di rischio 1 (giallo) con una temperatura massima percepita di 33°C, innalzato per oggi a livello 2 (arancione) con una massima percepita di 35°C. Segnali inequivocabili che rendono le misure di prevenzione non solo utili, ma assolutamente necessarie.

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  • Finti rider consegnano droga in tutta Palermo, otto arresti

    Finti rider consegnano droga in tutta Palermo, otto arresti

    Palermo – Un’ampia operazione antidroga, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha portato al fermo di otto persone accusate di gestire una fiorente attività di spaccio di cocaina e hashish nei quartieri di Ballarò e Vucciria. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Palermo, si basa su gravi indizi di colpevolezza raccolti dal Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, supportati dal concreto rischio di fuga di alcuni indagati e dalla reiterazione dei reati.

    Oltre cento finanzieri impegnati nelle perquisizioni

    Oltre cento finanzieri sono stati impiegati nell’operazione, che ha visto l’esecuzione di 17 perquisizioni tra Palermo e Villabate. Le perquisizioni hanno riguardato non solo gli otto arrestati, ora in carcere, ma anche diversi altri individui collegati all’organizzazione, la cui posizione è attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

    Smantellata organizzazione criminale gerarchica

    L’indagine ha smantellato un’organizzazione criminale strutturata gerarchicamente, con ruoli e compiti ben definiti per ciascun membro. Al vertice, due figure chiave, con il benestare del mandamento mafioso di riferimento, gestivano l’approvvigionamento di cocaina e hashish da canali consolidati, trattando direttamente prezzo, quantità e qualità delle sostanze.

    “Centrale operativa” gestita da affiliati ai domiciliari

    L’organizzazione si avvaleva anche della collaborazione di alcuni affiliati già sottoposti a misure cautelari. Questi, pur agli arresti domiciliari, gestivano una sorta di “centrale operativa”, ricevendo le ordinazioni telefoniche e smistandole ai pusher di strada, fungendo da intermediari e coordinando le consegne.

    Droga consegnata con finti rider in tutta Palermo

    Particolarmente ingegnoso il sistema di consegna, una sorta di “drug delivery”: i pusher, dotati di motorini o biciclette elettriche forniti dall’organizzazione, si fingevano rider di una nota piattaforma di consegne a domicilio, indossando gli zaini distintivi e consegnando la droga in tutta la città, fino a Mondello. Per minimizzare i rischi, trasportavano piccole quantità di droga per volta, effettuando numerosi viaggi e sfruttando diverse basi logistiche sparse per la città.

    Arrestato esponente di spicco della mafia nigeriana

    Tra gli arrestati, figura anche un esponente di spicco della mafia nigeriana, già noto alle forze dell’ordine e arrestato nel gennaio 2024 per tentata fuga con un passaporto falso.

    Denaro nascosto da persone incensurate

    L’organizzazione si serviva inoltre di persone incensurate per custodire la droga e il denaro, occultato in mazzette da 1.000 euro sigillate sottovuoto.

    Spaccio organizzato su tre turni con ingenti profitti

    L’attività di spaccio, organizzata su tre turni per coprire l’intera giornata, generava ingenti profitti. La domanda era talmente elevata che gli addetti alla “centrale operativa” lavoravano fino a 20 ore al giorno per gestire circa 100 cessioni quotidiane, con un guadagno stimato di oltre 3.000 euro al giorno. Durante il periodo dell’indagine, il volume d’affari dello spaccio di cocaina e hashish ha superato i 700.000 euro.

  • Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Palermo – “Oggi arriviamo al culmine di una intensa collaborazione con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, all’apice di un percorso congiunto di stimolo e di proposte progettuali a servizio delle necessità delle imprese, che ha consentito di ottenere in Sicilia significativi miglioramenti e una svolta nella dotazione di infrastrutture con quasi 60 miliardi di euro”. Lo ha annunciato Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, aprendo ieri a Palermo i lavori del convegno organizzato con Uniontrasporti nell’ambito del “Programma infrastrutture” finanziato dal Fondo di perequazione 2023-2024 di Unioncamere nazionale. “L’obiettivo – ha aggiunto Pace – non è solo quello di superare il gap col resto del Paese che dura da 50 anni, ma anche di costruire un futuro sostenibile”.
    Il futuro delle infrastrutture in Sicilia si basa anzitutto sul Ponte sullo Stretto da 13,5 miliardi che, come ha spiegato Eugenio Fedeli, responsabile Alta sorveglianza ferroviaria della società Stretto di Messina, “connetterà la mobilità della Sicilia ad una rete europea di Paesi che insieme rappresentano il 46% del Pil dell’Ue. Un’opera di alta tecnologia, strategica per la Calabria, la Sicilia, il Paese e l’Europa, che renderà sostenibile il prolungamento della linea ferroviaria ad alta velocità/capacità nazionale ed europea. Lo strumento darà continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso valorizzerà la portualità per intercettare i grandi flussi commerciali del Mediterraneo. Con il Ponte si potrà realizzare un grande sistema territoriale da Augusta a Gioia Tauro per stimolare sviluppo e capacità competitiva nei confronti dei grandi sistemi internazionali. La Commissione europea ha evidenziato l’interesse collettivo dell’opera sulla base della sua capacità di incidere sui quattro obiettivi dei corridoi Ten-T: coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti”. La riunione del Cipess che dovrà approvare il finanziamento dell’opera dovrebbe tenersi entro la prima metà di luglio.
    Ma non solo: Matteo Mucci, responsabile Sviluppo infrastrutture Sud-Ovest di Rete Ferroviaria Italiana, ha ricordato le nuove opere su cui sono in corso studi e valutazioni, fra cui il completamento del raddoppio ferroviario Palermo-Messina; e Luigi Mupo, dirigente Nuove opere Anas in Sicilia, ha riferito sulla chiusura dell’anello autostradale meridionale, con i primi due tratti che andranno in appalto, la Castelvetrano-Sciacca e la Tangenziale di Agrigento, mentre sono stati consegnati i lavori della tangenziale di Gela e stanno per essere consegnati quelli della variante della Vittoria-Comiso.
    Tutto questo sarà a servizio di una strategia generale, illustrata dall’assessore Alessandro Aricò, che ha ringraziato Giuseppe Pace e Unioncamere Sicilia per la fattiva collaborazione: la costruzione, da parte della Regione e delle tre Authority portuali, di un network integrato fra porti, interporti, aeroporti e scali cargo. Da parte sua, la rete delle Camere di commercio dell’Isola, sotto la regia di Unioncamere Sicilia e di Uniontrasporti, intende promuovere la sinergia fra i vari attori del sistema, a partire dalle società di gestione degli aeroporti, per avere maggiore forza contrattuale nei confronti degli operatori della mobilità e della logistica affinché più armatori e più compagnie trovino conveniente fare scalo in Sicilia.
    Il presente delle infrastrutture siciliane si basa, invece, su una dotazione finanziaria mai vista per l’Isola, 42,5 miliardi, finalizzata, come ha evidenziato Aricò, a “trasformare l’insularità da ostacolo per lo sviluppo dell’economia a opportunità di ruolo strategico nel Mediterraneo”.
    Infatti, si va dai 24 miliardi di investimenti di Rfi (di cui 17 già finanziati) ai 9 miliardi di nuove opere Anas (di cui diverse già in cantiere), dai 3 miliardi investiti dalle tre Adsp fino ai 6,5 miliardi dei Fondi di coesione regionali (di cui 1,3 miliardi per il Ponte e 1,1 miliardi per le strade compresi 300 milioni al Cas per migliorare la viabilità di accesso al Ponte).
    “In pochi mesi – ha aggiunto Aricò – metteremo a bando il lotto 9 della Siracusa-Gela, per il quale c’è già il progetto esecutivo: abbiamo reperito la metà dei 600 milioni necessari, ma anche lo Stato farà la propria parte”.
    Dario Lo Bosco, A.d. di Italferr, ha evidenziato il ruolo di leader di ingegneria digitale della società Fs che, assieme al Mit e alla Regione siciliana, sta realizzando una massiccia “cura del ferro” nell’Isola con oltre 17,6 miliardi di euro, connettendo ferrovie, strade, porti ed aeroporti e valorizzando anche le interconnessioni urbane. Ad esempio, la riqualificazione dell’ex stazione merci di Palermo Sampolo e la chiusura della prima fase dell’anello di Palermo con le nuove fermate Porto e Politeama consentiranno a turisti e crocieristi che sbarcano nel Capoluogo dell’Isola di raggiungere in treno le aree archeologiche e storiche come, ad esempio, Taormina, Agrigento e Trapani. Inoltre, la volontà condivisa fra il governatore Renato Schifani, il ministro Matteo Salvini e Fs di programmare la nuova stazione di Trapani Birgi per creare un unico Hub aeroportuale integrato, creerà una nuova opportunità di integrazione green del sistema della mobilità, aumentando la capacità dello scalo internazionale “Falcone Borsellino”. E la sinergia fra governo regionale, Autorità di sistema portuale, aeroporti, Italferr/Rfi e Anas ha fatto sì che, grazie a tutte le opere in corso di realizzazione che connetteranno in modalità intermodale i porti, gli aeroporti, gli interporti e i terminal cargo, la Sicilia potrà svolgere finalmente la sua funzione naturale di piattaforma logistica al centro del Mediterraneo e, attraverso il Ponte sullo Stretto, di dare un contributo rilevante e da protagonista allo sviluppo del corridoio Ten-T “Helsinki-Berlino-Palermo-La Valletta”.
    Però, così tanti investimenti in infrastrutture hanno messo in luce un forte fabbisogno di personale necessario per i cantieri. Filippo Palazzo, commissario straordinario di alcune opere finanziate dal “Pnrr”, ha segnalato che “nei cantieri ferroviari stanno lavorando oltre 2mila persone, molti sono siciliani che lavoravano fuori e sono tornati per impegnarsi qui. Ma per le opere ferroviarie finanziate dal ‘Pnrr’ ci sarà bisogno fino a 7mila unità in più: si tratta di ingegneri, gruisti, elettricisti, tecnici specializzati”.
    Una prima soluzione è arrivata da Dario Lo Bosco, che ha ricordato il ruolo della Academy creata da Rfi, che mette le proprie competenze a servizio delle istituzioni, degli enti locali e delle associazioni di imprese, e che, fra l’altro, è in grado di curare la formazione del personale tecnico delle P.a., soprattutto nelle nuove tecnologie Bim 4D e 5D sviluppate dalla società.
    La Sicilia, dunque, si sta preparando a diventare l’hub strategico commerciale del Mediterraneo. Ad esempio, Fs Logistix sta investendo in Sicilia una parte dei 2 miliardi previsti dal suo Piano Strategico: “Oggi – ha commentato Silvio Damagini, A.d. di Mercitalia Rail – in Sicilia siamo presenti attraverso i servizi di Mercitalia Rail, Mercitalia Intermodal, Mercitalia Shunting & Terminal e Bluferries. Siamo l’unica società di trasporto merci su ferro che arriva in Sicilia con i suoi servizi intermodali e convenzionali, servendo le filiere general cargo (legname, acqua, edilizia, alimentari, laminati etc.) e siderurgia. Attraverso le nostre società copriamo tutta la catena del valore, puntando in maniera concreta e determinata su una logistica sempre più integrata ferro-gomma-mare. Proprio per ottimizzare questa sinergia e in un’ottica di maggiore sviluppo dei traffici a vantaggio dell’economia del territorio, nel 2023 Bluferries è entrata a far parte della famiglia Fs Logistix”.
    I porti sono l’altra anima del futuro infrastrutturale siciliano. Da Augusta hub dell’eolico offshore “che darà lavoro a decine di migliaia di persone”, ha stimato Francesco Di Sarcina, presidente dell’Adsp della Sicilia orientale; a Milazzo che “con la riconversione dell’acciaieria Duferco aumenterà i propri traffici grazie al pontile di Giammoro da poco sperimentato e ai 90 milioni di investimenti annunciati oggi dalla Raffineria”, ha sottolineato Francesco “Ciccio” Rizzo, commissario dell’Adsp dello Stretto; fino ai “180 milioni che investiamo a Termini Imerese dopo la realizzazione del terminal container”, ha evidenziato Luca Lupi, segretario generale dell’Adsp della Sicilia occidentale, “che fanno seguito agli ingenti interventi conclusi o avviati a Gela, Licata, Sciacca, Porto Empedocle, Trapani e, infine, Palermo, dove abbiamo consegnato i lavori del bacino di carenaggio”.
    Un movimento che attira investimenti privati, come “i 20 milioni che abbiamo speso ad Augusta – ha dichiarato Pietro Coniglio, A.d. di Isla – per acquistare importanti attrezzature logistiche e agli altri 10 milioni che investiremo a seguire, perché crediamo molto non solo nello sviluppo del terminal container, ma soprattutto nel settore dell’eolico offshore, per il quale crediamo che l’asse Augusta-Taranto sarà l’hub a servizio del mercato mediterraneo. Per questo partecipiamo all’associazione Aero, di cui da poco fa parte anche l’Adsp della Sicilia orientale”.
    Infrastrutture vuole dire anche sicurezza, che si ottiene puntando sulla qualità e sull’organizzazione, secondo Roberto Mercadante, responsabile del Tavolo tecnico Infrastrutture di Unioncamere Sicilia. Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, ha fatto il punto sull’aggiornamento del Libro bianco delle priorità infrastrutturali della Sicilia. Alessandro Albanese, presidente della Camera di commercio Palermo Enna, ha lanciato l’idea di una “Authority regionale del trasporto aereo, per fare sì che le società aeroportuali insieme, con 25 milioni di passeggeri, possano cambiare i rapporti di forza nei confronti delle compagnie riguardo a collegamenti e contrattazioni”. Nicolò La Barbera, presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Palermo, ritiene “fondamentale che le imprese giochino bene la carta dei Contratti di sviluppo gestiti dal Mimit e degli altri bandi in arrivo, che sommano 15 miliardi, investendo in innovazione e digitale per fermare la fuga dei giovani e attrarre investitori”. Ivo Blandina, presidente di Uniontrasporti, nel concludere ha apprezzato “la sinergia fra Regione e Adsp” e, nel confermare che “proseguirà l’aggiornamento del Libro bianco sulle priorità infrastrutturali”, ha auspicato che “per la realizzazione delle infrastrutture possano essere ridotti i tempi delle autorizzazioni”.

  • Tragedia a Vienna, è morta Aurora Maniscalco, hostess palermitana caduta dal terzo piano

    Tragedia a Vienna, è morta Aurora Maniscalco, hostess palermitana caduta dal terzo piano

    Vienna – È deceduta in ospedale Aurora Maniscalco, l’hostess di 24 anni originaria di Palermo, dopo essere precipitata dal terzo piano di un palazzo nella capitale austriaca. La caduta è avvenuta nella notte tra sabato e domenica e la giovane, ricoverata in condizioni critiche per le gravissime ferite, si è spenta nel pomeriggio di lunedì.

    Sulla vicenda la polizia austriaca ha aperto un’indagine. I contorni della tragedia sono ancora avvolti nel mistero e gli investigatori nutrono forti dubbi che possa essersi trattato di un incidente. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa, inclusa quella di una possibile aggressione.

    Aurora Maniscalco, che da tre anni si era trasferita a Vienna per lavoro prestando servizio per la compagnia aerea Lauda Air, al momento del fatto si trovava in compagnia del fidanzato. L’uomo, un 27enne anche lui di Palermo e assistente di volo, è stato ascoltato dalle autorità per ricostruire la dinamica degli eventi.

    I genitori della ragazza, appresa la drammatica notizia, hanno raggiunto immediatamente la capitale austriaca. La famiglia è stata accolta e sta ricevendo supporto dai funzionari dell’ambasciata italiana.

  • Minorenne spara in faccia alla fidanzata 18enne, lei perde un occhio

    Minorenne spara in faccia alla fidanzata 18enne, lei perde un occhio

    Non un proiettile vagante ma una drammatica vicenda che vede una diciottenne ferita gravemente al volto nel quartiere Nesima di Catania che ora assume contorni nuovi e inquietanti. Non sarebbe stata una pallottola vagante a colpirla mentre era affacciata al balcone, ma un colpo esploso dall’interno dell’abitazione che condivideva con il suo convivente. A sparare, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato proprio quest’ultimo, un ragazzo minorenne.

    La svolta è stata ufficializzata da una nota del procuratore del Tribunale per i Minori, Carla Santocono, che ha gettato una luce diversa su un episodio che aveva scosso la comunità. La ragazza, trasportata d’urgenza in ospedale, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico che, purtroppo, non è riuscito a salvare la funzionalità del nervo ottico dell’occhio sinistro.

    Inizialmente, sia la vittima che il fidanzato avevano raccontato agli inquirenti una storia di terrore casuale: un colpo arrivato dalla strada, un proiettile vagante che l’aveva raggiunta al balcone della loro casa in via Santo Cantone. Una versione che però non ha retto alla prova dei fatti e alle pressioni degli investigatori. Messa alle strette dalle incongruenze e dai rilievi effettuati dai Carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa e della Sezione Investigazioni Scientifiche, la coppia ha ceduto.

    “Diversamente dalle versioni fornite nell’immediatezza”, si legge nel comunicato della Procura, “entrambi i protagonisti della vicenda riferivano agli investigatori che il colpo veniva esploso accidentalmente dal minorenne mentre maneggiava una arma giocattolo modificata, raggiungendo al volto la fidanzata”. L’analisi delle tracce ematiche e il ritrovamento dell’ogiva, estratta durante l’operazione chirurgica, hanno confermato che lo sparo è avvenuto dentro le mura domestiche.

    Il focus delle indagini si sposta ora sulla ricerca dell’arma, una pistola giocattolo resa capace di offendere. Questo dettaglio apre scenari preoccupanti e solleva interrogativi sulla facilità con cui un’arma del genere possa essere modificata e finire nelle mani di un minore. La legge italiana, infatti, considera la trasformazione di una pistola a salve in un’arma da sparo funzionante come la creazione di un’arma clandestina, un reato grave. I Carabinieri sono attivamente impegnati nel recuperare la pistola per completare il quadro investigativo, mentre le dichiarazioni dei due giovani restano al vaglio per verificarne la piena attendibilità.

    L’abitazione in cui si è consumata la tragedia, peraltro, è risultata essere occupata abusivamente dalla giovane coppia, che vi si era trasferita da poco.

    Il profilo del minorenne aggiunge un ulteriore strato di complessità alla vicenda. Il ragazzo, secondo quanto comunicato dalla Procura, è già noto agli uffici giudiziari. Proviene da un “contesto socio-familiare disagiato” ed era già stato affidato al servizio sociale di Catania. Per lui era stato predisposto un “progetto educativo” nell’ambito di un procedimento civile avviato per la decadenza della responsabilità genitoriale. Questo drammatico evento si inserisce dunque in una storia personale di fragilità e difficoltà, un contesto che spesso si intreccia con la cronaca nera di quartieri complessi come Nesima.