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  • Scossa di terremoto di magnitudo 3.1 al largo di Palermo

    Scossa di terremoto di magnitudo 3.1 al largo di Palermo

    Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata nel Mar Tirreno Meridionale. L’evento ha interessato il tratto di mare situato di fronte alla costa palermitana, in prossimità dell’isola di Ustica, in Sicilia.

    Secondo i rilievi della Sala Sismica di Roma dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il terremoto è avvenuto nella giornata di oggi, 8 giugno 2025, alle ore 13:50:38 italiane. L’ipocentro del sisma è stato localizzato a una profondità di 29 chilometri sotto il livello del mare.

    La localizzazione esatta dell’epicentro è stata fissata alle seguenti coordinate geografiche: latitudine 38.7095 e longitudine 12.9727. Queste informazioni sono state diffuse e confermate dall’ente preposto al monitoraggio dei fenomeni sismici sul territorio nazionale.

  • Corleone, corsa contro le fiamme per salvare il grano: agricoltore si lancia dal trattore

    Corleone, corsa contro le fiamme per salvare il grano: agricoltore si lancia dal trattore

    Nel cuore dell’inferno di fuoco che ha aggredito le campagne siciliane, tra Roccamena, Camporeale e Corleone, si è consumato un dramma nel dramma, fortunatamente senza conseguenze fatali. Un agricoltore, tra i tanti corsi in aiuto con il proprio trattore per arginare l’avanzata del rogo, è scampato alla morte. L’uomo si trovava alla guida del suo mezzo agricolo su un terreno scosceso, nel tentativo coraggioso di creare una fascia tagliafuoco. Improvvisamente, ha perso il controllo del veicolo. L’ipotesi più accreditata è che il calore intenso delle fiamme abbia sciolto o danneggiato i tubi dell’impianto frenante. Trovandosi senza freni in un punto impervio e confuso dalla situazione critica, ha compiuto l’unico gesto possibile per salvarsi: si è lanciato dal trattore. Il mezzo, ormai senza guida, è capitolato rovinosamente tra le colline, distruggendosi nell’impatto.

    Il contesto di questa vicenda è un vasto incendio divampato ieri nelle aree rurali tra i comuni di Corleone e Camporeale. Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, si sono sviluppate in prossimità della Strada Statale 624 Palermo-Sciacca, dirigendosi minacciosamente verso il territorio di Roccamena. Il rogo ha causato danni significativi, aggredendo diverse colture di grano pronte per il raccolto e distruggendo interi campi di fieno. L’incendio ha lambito anche la vegetazione circostante il lago Garcia, mettendo a rischio un’area di notevole interesse naturalistico.

    La risposta all’emergenza è stata immediata e ha visto una straordinaria collaborazione sul campo. Squadre dei vigili del fuoco e del corpo forestale sono intervenute tempestivamente per fronteggiare l’incendio. A loro si sono uniti numerosi contadini e agricoltori della zona, che non hanno esitato a impiegare i propri trattori come mezzi di fortuna per creare barriere e limitare la diffusione del fuoco. È stato proprio grazie a questo sforzo congiunto che si è riusciti a domare il rogo, riuscendo a contenere i danni e a salvare buona parte dei raccolti e della vegetazione che altrimenti sarebbero andati perduti.

  • La uccide e si lancia nel vuoto, Francesco e Mary erano una coppia “felice”

    La uccide e si lancia nel vuoto, Francesco e Mary erano una coppia “felice”

    Una quiete apparente, quella di una normale mattinata, è stata squarciata da un dramma familiare che ha lasciato la comunità di Castelvetrano attonita e in silenzio. In una palazzina di via IV Aprile, si è consumato un omicidio-suicidio che ha posto fine alle vite di Francesco Campagna, 55 anni, e di sua moglie, Mary Bonanno, 50 anni. Un gesto estremo i cui contorni rimangono avvolti in un fitto mistero, celato dietro l’immagine pubblica di un’unione solida e felice, celebrata per oltre trent’anni.

    L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno di ieri. I telefoni della coppia squillavano a vuoto, un silenzio anomalo che ha messo in allarme le figlie e i parenti. Preoccupati, hanno allertato i Carabinieri della compagnia locale. Una volta giunti sul posto, i militari si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante. La saracinesca del garage era aperta, un accesso che ha permesso loro di entrare nell’abitazione. All’interno, il corpo senza vita di Mary Bonanno, riversa a terra. Accanto a lei, una pesante chiave inglese, ritenuta dagli inquirenti l’arma del delitto.

    Poco dopo, la seconda, tragica scoperta: il corpo di Francesco Campagna giaceva sull’asfalto, dopo un volo di circa dieci metri dal terzo piano dello stabile. Un suicidio che ha seguito di poco l’omicidio della moglie. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, Paolo Bianchi, procedono a ritmo serrato per ricostruire l’esatta dinamica e, soprattutto, per comprendere cosa possa aver armato la mano dell’uomo.

    Francesco Campagna era un infermiere stimato, in servizio presso il reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Villa Sofia di Palermo. Mary Bonanno, invece, dedicava la sua vita ai più fragili, lavorando come assistente alla comunicazione per l’infanzia all’istituto “Giuseppe Di Matteo”. Due vite professionalmente realizzate, tre figlie, due nipotine. Eppure, dietro questa facciata di normalità, qualcosa si era incrinato.

    Il comandante dei Carabinieri di Castelvetrano, Giovanni Mantovani, ha confermato che “non risultano denunce o querele pregresse da parte di uno dei coniugi o segnalazioni su possibili dissidi”. Un dato che si scontra con le testimonianze raccolte nell’ambiente di lavoro dell’uomo. Alcuni colleghi di Villa Sofia, sconvolti, hanno raccontato che da circa due anni Francesco parlava di difficoltà. “Lamentava problemi economici che pesavano sul bilancio familiare e la gelosia della moglie per via del suo carattere vivace”, riferiscono. Queste confidenze, mai sfociate in richieste d’aiuto ufficiali, potrebbero rappresentare la chiave di lettura di una furia omicida tanto improvvisa quanto devastante. Gli inquirenti, al momento, non confermano alcuna ipotesi, mantenendo il massimo riserbo.

    Chi li conosceva li descrive come inseparabili, “buoni e generosi”. Rosy Costa, cugina della vittima, è distrutta dal dolore. “Erano una coppia splendida”, racconta tra le lacrime. “La gioia per le figlie e poi la felicità incontenibile per l’arrivo dei nipotini. Non riesco a capire perché”. I profili social della coppia restituiscono l’immagine di un amore vivo, fatto di sorrisi, viaggi e momenti condivisi. Spicca, con agghiacciante ironia, un post pubblicato da Francesco nel 2016: uno scatto con la moglie, accompagnato da una grafica contro la violenza sulle donne.

    Un dettaglio emerso nelle ultime ore aggiunge un ulteriore tassello al puzzle: pare che da qualche giorno l’uomo si fosse temporaneamente allontanato da casa, trasferendosi in un’abitazione di famiglia vicino Marinella di Selinunte. Un allontanamento che potrebbe essere il preludio della tragedia. Ieri mattina, il suo ritorno nella casa di via IV Aprile, dove ha incrociato la moglie prima che lei uscisse per andare al lavoro. Lì, si è consumato l’epilogo. Le salme si trovano ora presso l’obitorio del cimitero di Castelvetrano, a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti autoptici. La comunità, intanto, si interroga su come un amore così lungo possa essersi trasformato in un abisso di violenza, lasciando dietro di sé solo dolore e domande senza risposta.

  • Omicidio in Sicilia, uomo ucciso a colpi di pistola

    Omicidio in Sicilia, uomo ucciso a colpi di pistola

    Un uomo di 42 anni, Angelo Pirri, di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), è stato trovato morto nella cunetta di una strada adiacente alla via Nazionale che costeggia la A20, in località Giammoro, una frazione di Pace del Mela, nel Messinese. L’uomo sarebbe stato ucciso con colpi di pistola.

    La procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta per omicidio. Indagano i carabinieri.

    Il procuratore capo di Barcellona, Giuseppe Verzera, che coordina l’inchiesta, ha effettuato un sopralluogo dove è stato scoperto il cadavere.
    Gli investigatori ipotizzano che la vittima abbia cercato di sfuggire a chi, armato, lo stava minacciando, lanciandosi a piedi nella stradina sterrata dove è stato raggiunto e ucciso

  • Dramma in Sicilia, uomo uccide la moglie e si impicca

    Dramma in Sicilia, uomo uccide la moglie e si impicca

    Omicidio-suicidio a Castelvetrano dove un uomo e una donna sono stati trovati morti in un’abitazione Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un omicidio-suicidio. L’uomo si è impiccato dopo aver ucciso la donna che è stata trovata morta nelle scale dell’abitazione.

    Le vittime somo marito e moglie. Sul posto in via Quattro Aprile nel centro del paese si sono recati i carabinieri. La donna è stata trovata morta nella palazzina di due piani dove abitava col marito. I carabinieri hanno trovato la saracinesca del garage aperta e sono entrati dopo aver ricevuto l’allarme forse da alcuni parenti della coppia.

  • Palermo, professore fa sesso con alunna 16enne: arrestato

    Palermo, professore fa sesso con alunna 16enne: arrestato

    Un insegnante di cinquant’anni si trova attualmente sotto processo presso il Tribunale di Palermo con l’accusa di aver intrattenuto rapporti sessuali con una studentessa minorenne. La vicenda, riportata da Live Sicilia, venuta alla luce dopo l’arresto del docente avvenuto alcuni mesi fa, riguarda una ragazza di sedici anni che frequentava l’istituto superiore pubblico dove l’uomo prestava servizio.

    La scoperta della famiglia nell’estate 2024

    I fatti risalgono all’agosto 2024, periodo successivo alla conclusione dell’anno scolastico. La giovane, descritta come un’allieva modello con ottimi risultati accademici, aveva iniziato a mentire ai genitori sulle sue uscite. La madre, insospettita dalle incongruenze nei racconti della figlia che affermava di trascorrere tempo con un’amica, ha iniziato a indagare. Quando la ragazza ha ammesso di frequentare un ragazzo senza fornire dettagli, i sospetti si sono intensificati.

    Il telefono cellulare rivela la verità

    Il momento decisivo è arrivato quando i genitori hanno controllato il cellulare della figlia. Componendo l’ultimo numero in memoria, hanno udito una voce maschile che ha interrotto bruscamente la chiamata. Messa di fronte all’ultimatum di rivelare l’identità della persona o vedere i genitori rivolgersi alle forze dell’ordine, la sedicenne ha ceduto confessando la natura della relazione. Nel dispositivo sono stati rinvenuti screenshot di conversazioni e immagini di nudo della minore.

    I dettagli della relazione proibita

    Durante la confessione, la studentessa ha rivelato di essersi recata presso l’abitazione del docente circa dieci volte. La relazione sarebbe nata dall’ammirazione per il metodo didattico dell’insegnante, evolvendosi gradualmente fino agli incontri privati e ai rapporti intimi. Gli investigatori hanno inoltre recuperato corrispondenza amorosa e doni che testimoniano la natura del legame.

    Le accuse e la difesa in tribunale

    Il pubblico ministero Maria Rosaria Perricone sostiene che l’imputato abbia abusato del proprio ruolo per manipolare la minore e soddisfare i propri desideri. La strategia difensiva dell’accusato punta invece a ribaltare la dinamica, sostenendo che sarebbe stata l’allieva a cercare un rapporto che andasse oltre i confini professionali e che lui avrebbe inizialmente resistito alle avances. Il procedimento si svolge presso la quinta sezione del Tribunale palermitano sotto la presidenza del giudice Vittorio Alcamo, con la giovane e i suoi genitori costituiti parte civile.

  • Il figlio si droga e la mamma denuncia tutti: 3 fermi tra San Giuseppe Jato e San Cipirello

    Il figlio si droga e la mamma denuncia tutti: 3 fermi tra San Giuseppe Jato e San Cipirello

    I Carabinieri della Stazione di Santa Cristina Gela hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di tre persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza e la permanenza in casa in orario notturno per i tre indagati: un 32enne e una 29enne di San Cipirello e un 28enne di San Giuseppe Jato.

    Le indagini, condotte dai militari della Stazione di Santa Cristina Gela con il supporto dei colleghi di Piana degli Albanesi tra settembre e novembre 2024, hanno preso il via dalla segnalazione della madre di un assuntore abituale di hashish la quale, preoccupata per il figlio, aveva deciso di rivolgersi ai Carabinieri di Santa Cristina Gela per chiedere il loro aiuto. I militari, raccolte le preliminari informazioni, hanno subito avviato le indagini che hanno in breve tempo fatto emergere il ruolo dei tre indagati nello spaccio di hashish nei comuni di Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi.

    Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 32enne e la 29enne, compagni nella vita, si erano divisi i compiti: la donna si sarebbe occupata del confezionamento dello stupefacente, mentre l’uomo avrebbe provveduto allo spaccio, principalmente nella zona di Piana degli Albanesi; il terzo indagato, il 28enne di San Giuseppe Jato, avrebbe invece confezionato e smerciato la droga in autonomia nella propria area di residenza.

    I due uomini, entrambi già noti alle forze dell’ordine, in base agli esiti delle indagini si sarebbero recati insieme a Palermo per reperire lo stupefacente, adottando alcune precise cautele per tentare di allontanare eventuali sospetti sul loro conto: in particolare, per eludere le eventuali verifiche delle forze dell’ordine, dopo aver fatto rifornimento, i due erano soliti rientrare a San Giuseppe Jato dove il 28enne, all’insaputa dei suoi genitori, avrebbe utilizzato la loro abitazione come nascondiglio della droga, evitando così di custodirla presso il suo appartamento o quello dell’amico, già oggetto in passato di perquisizioni antidroga.

    Analogamente, la 29enne, per evitare sospetti su di sé e sul compagno, avrebbe provveduto al confezionamento delle dosi presso l’abitazione della propria zia 70enne di Piana degli Albanesi naturalmente, ignara del ruolo che la propria casa stava avendo in quell’attività illecita.

    Il 32enne, inoltre, avrebbe adottato un metodo ben strutturato per le consegne, incontrando i clienti in un parcheggio cittadino e raccogliendo gli ordini in base a quali poi la compagna preparava le dosi. La donna, dopo aver confezionato lo stupefacente nell’abitazione della zia, scendeva in strada per consegnarlo al compagno, il quale tornava al parcheggio per concludere la cessione.

    A riscontro dell’indagine, i militari della Stazione di Santa Cristina Gela hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso un’abitazione in uso al 28enne di San Giuseppe Jato, trovandolo in possesso di sostanza stupefacente e di altro materiale utile alle investigazioni. In tale circostanza, l’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato.

    Nel corso delle indagini, sono stati segnalati amministrativamente alla Prefettura di Palermo, cinque persone quali assuntrici di sostanze stupefacenti. L’azione dell’Arma continua senza sosta tanto nel contrasto allo spaccio di stupefacenti, quanto alla prevenzione, con particolare riguardo alla tutela delle fasce più giovani e vulnerabili della popolazione.

  • Volo Ryanair per Roma rientra in aeroporto per atterraggio d’emergenza

    Volo Ryanair per Roma rientra in aeroporto per atterraggio d’emergenza

    Momenti di apprensione per il volo FR1171 della Ryanair, partito da Catania alle 19.30 e diretto a Roma. L’aereo dopo il decollo è stato costretto a rientrare all’aeroporto Fontanarossa per un atterraggio d’emergenza.

    Secondo le prime informazioni, il rientro a Fontanarossa sarebbe stato necessario a causa di un malfunzionamento di un flap, termine con il quale vengono indicate le appendici del bordo d’uscita dell’ala.

    Tutta la procedura si è svolta senza problemi e, come previsto, sono stati allertati in fase preliminare i mezzi di soccorso. Ancora non è chiaro se i passeggeri a bordo verranno imbarcati su un altro aereo o se la loro partenza sarà rimandata a domani.

  • Operazione antimafia a Palermo, i nomi dei fermati

    Operazione antimafia a Palermo, i nomi dei fermati

    I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip, su richiesta della Dda diretta da Maurizio de Lucia, a carico di 29 persone.

    Per 16 sono scattati gli arresti e per 13 l’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsioni, esercizio abusivo del gioco d’azzardo, reati contro la persona e il patrimonio e in materia di armi, tutti aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose. Le indagini sono state condotte dal nucleo investigativo di Palermo tra il 2023 e il 2025 sul mandamento mafioso di Porta Nuova, storicamente uno dei più potenti e pericolosi della città. Gli indagati non erano stati inclusi nei provvedimenti dello scorso 11 febbraio nell’operazione “Grande Inverno”, che aveva portato in carcere 181 persone.

    Il gip di Palermo Filippo Serio ha disposto gli arresti in carcere nell’operazione antimafia a Palermo per Giuseppe Auteri, 50 anni, Giuseppe Campisi, 28 anni, Antonino Cangelosi, 21 anni, Cristian D’India, 24 anni, Bilel El Ghana, 22 anni, Cherki El Ghana, 41 anni, Angelo Fernandez,19 anni, Armando Lo Presti, 24 anni, Calogero Lo Presti, 73 anni, Tommaso Lo Presti, 61 anni, Filippo Maniscalco, 22 anni, Leonardo Marino, 36 anni, Vincenzo Selvaggio, 35 anni, Bernardo Valenti, 35 anni, Francesco Zappulla, 36 anni. Obbligo di dimora e presentazione alla pg per Alessandro Adamo, 33 anni, Antonino Composto, 50 anni, Giuseppe Corradengo, 33 anni, Benedetto Di Cara, 35 anni, Umberto Di Cara, 40 anni, Gioacchino Di Maggio, 43 anni, Lidia Lo Monte, 35 anni, Agata Lo Presti, 34 anni, Giovanni Lo Presti, 53 anni, Giovan Battista Marino 51 anni, Agata Ruvolo, 70 anni, Daiana Verdone, 36 anni, Vanessa Verdone, 36 anni.

  • Impressionante flusso piroclastico sull’Etna dopo il crollo del cratere

    Impressionante flusso piroclastico sull’Etna dopo il crollo del cratere

    Il vulcano più imponente d’Europa si è risvegliato con forza nella notte del 2 giugno, generando un’intensa attività esplosiva caratterizzata da una colonna eruttiva di dimensioni chilometriche e imponenti flussi piroclastici. L’evento ha avuto inizio con un’improvvisa alterazione dei parametri registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, seguita da fenomeni stromboliani presso il Cratere di Sud-Est intorno alle 3:50. Il tremore vulcanico ha mostrato un incremento progressivo, raggiungendo livelli elevati con prospettive di ulteriore intensificazione.

    Evoluzione dell’attività eruttiva nelle ore successive

    L’evento eruttivo è continuato durante la mattinata del lunedì, manifestandosi attraverso esplosioni stromboliane di crescente potenza, classificate come particolarmente intense e praticamente ininterrotte. Il fenomeno ha generato un trabocco lavico dalla parte meridionale del Cratere di Sud-Est, originando una colata di dimensioni contenute diretta verso la Valle del Bove. I sistemi di monitoraggio hanno registrato valori estremamente elevati del tremore vulcanico, con epicentro localizzato nell’area del Cratere di Sud-Est.

    Esplosione laterale e flusso piroclastico: il culmine dell’evento

    L’aspetto più drammatico dell’eruzione è stato rappresentato da una significativa esplosione laterale, documentata attraverso numerose testimonianze fotografiche provenienti dall’intera provincia etnea e perfino dalla Calabria. Il fenomeno più rilevante è stato un imponente flusso piroclastico, originato verosimilmente dal cedimento di una porzione del versante settentrionale del cratere. Le riprese hanno immortalato la rapida discesa del materiale incandescente lungo i fianchi del vulcano.

    Analisi scientifica e monitoraggio continuo dell’INGV

    Gli esperti dell’Osservatorio Etneo hanno fornito un’interpretazione preliminare del fenomeno, attribuendo il flusso piroclastico al cedimento di accumuli vulcanoclastici formatisi rapidamente sul bordo craterico in condizioni di equilibrio precario. Alle 11:24, i sistemi di videosorveglianza hanno documentato il flusso piroclastico generato dal crollo di materiale dal versante settentrionale del Cratere di Sud-Est. Secondo le prime valutazioni, il materiale incandescente non avrebbe superato i limiti della Valle del Leone. Simultaneamente, l’attività esplosiva si è trasformata in fontana di lava, mentre i parametri infrasonici hanno registrato valori significativi concentrati presso il Cratere di Sud-Est.