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  • Arrestati mentre rubano moto a Palermo, la folla aggredisce la polizia

    Arrestati mentre rubano moto a Palermo, la folla aggredisce la polizia

    Una scena di incredibile tensione si è consumata nel cuore di Palermo, dove il tentativo di arresto di due giovani malviventi si è trasformato in un confronto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Due ragazzi di vent’anni, sorpresi a rubare una motocicletta, sono stati bloccati dalla Polizia di Stato al termine di un pericoloso inseguimento. Tuttavia, al momento di far scattare le manette, gli agenti si sono trovati di fronte a una reazione inaspettata: decine di passanti si sono frapposti, prendendo le difese dei due ladri e tentando di ostacolare l’operato delle Volanti. Un episodio che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra legalità e percezione della giustizia in alcune aree della città.

    Tutto ha avuto inizio con la segnalazione di un furto di moto. Una pattuglia delle Volanti ha intercettato i responsabili, una banda composta da quattro persone a bordo di due scooter. Ne è nato un inseguimento ad alta velocità per le vie della città, conclusosi nel modo più drammatico. Per sfuggire alla cattura, i due giovani alla guida della moto rubata si sono lanciati in una manovra azzardata, finendo per schiantarsi frontalmente contro una delle auto della Polizia che partecipava all’operazione. L’impatto, violento e inevitabile, ha posto fine alla loro fuga, ma ha dato inizio a un nuovo capitolo di caos. Mentre la coppia di ladri veniva bloccata, i loro due complici, a bordo di un altro scooter, sono riusciti a dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce.

    È stato nel momento dell’arresto che la situazione è degenerata. Un nutrito gruppo di persone presenti sul luogo si è scagliato verbalmente e fisicamente contro gli agenti, nel tentativo di impedire l’arresto dei due ventenni. In un clima di totale confusione, la folla ha cercato di creare un cordone per proteggere i malviventi, manifestando una sorprendente solidarietà nei loro confronti. Durante questi concitati momenti, due poliziotti hanno riportato delle ferite. Uno degli agenti ha avuto bisogno di cure mediche ed è stato trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso. Questo gesto di aperta ostilità verso le istituzioni ha reso l’intervento ancora più complesso e pericoloso.

    Nonostante le difficoltà e l’incredibile reazione della gente, le forze dell’ordine sono riuscite a completare l’arresto e a porre sotto sequestro la moto rubata. Il veicolo è stato successivamente recuperato e riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto così rientrare in possesso del suo bene. Nel frattempo, le indagini proseguono senza sosta per identificare e catturare i due complici che sono riusciti a fuggire durante l’inseguimento. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e assicurare tutti i responsabili alla giustizia.

  • Monreale: furto di ponteggi nel cantiere di Borgo Borzellino, titolare filma i ladri e lancia l’appello

    Monreale: furto di ponteggi nel cantiere di Borgo Borzellino, titolare filma i ladri e lancia l’appello

    MONREALE (PA) – Non un semplice cantiere, ma un simbolo di rinascita e recupero della memoria storica siciliana. Per questo motivo il furto avvenuto a Borgo Borzellino, tra i territori di Monreale, San Giuseppe Jato e San Cipirello, assume un contorno ancora più amaro. Ignoti si sono introdotti ripetutamente nell’area dei lavori, al momento fermi, asportando materiale edile e, nell’ultimo colpo, una ingente quantità di ponteggi, causando un grave danno economico.

    A denunciare l’accaduto è Giuseppe Di Carlo, la cui impresa di famiglia, la ditta Di Carlo di Ventimiglia di Sicilia, si sta occupando della complessa opera di riqualificazione. Questo intervento, finanziato dalla Regione Siciliana con 5,5 milioni di euro, mira a trasformare Borgo Borzellino da “paese fantasma” a centro polifunzionale per attività agro-culturali, didattiche ed espositive

    Un luogo carico di storia, da borgo rurale a cantiere della speranza

    Borgo Borzellino è una testimonianza unica del Novecento siciliano. Progettato negli anni ’40 come parte di un piano di colonizzazione agricola durante il periodo fascista, non fu mai completato a causa degli eventi bellici e del successivo spopolamento, diventando uno dei più noti borghi fantasma dell’isola. Il progetto di recupero attuale, iniziato nel maggio 2023, rappresenta quindi un’importante scommessa per sottrarre al degrado un pezzo di storia e restituirlo alla collettività.

    La denuncia e l’appello sui social

    Esasperato dai furti continui, Giuseppe Di Carlo aveva deciso di installare una telecamera di sorveglianza. Una mossa che si è rivelata decisiva: i ladri, tornati per l’ennesima razzia, sono stati immortalati dall’occhio elettronico. Le immagini, che ora sono al vaglio dei Carabinieri della Stazione di San Cipirello a cui è stata sporta formale denuncia, sono state anche pubblicate sui social dallo stesso Di Carlo, nel tentativo di accelerare l’identificazione dei responsabili. Durante il furto i ladri hanno anche portato via la telecamera non sapendo però che le immagini venivano registrate in cloud e quindi recuperabili via internet.

    Nel video si vede un furgone, descritto come un Iveco Daily di colore scuro, forse blu, con un cassone bianco e telonato. Sulla fiancata è presente una scritta, purtroppo poco chiara, di cui si intravede solo la parte iniziale, forse “mega…”.

    “Nel mio cantiere si verificano furti continui”, dice Di Carlo nel suo appello. “Purtroppo, l’ultimo colpo è stato pesante: mi hanno rubato una grossa quantità di ponteggio. Se qualcuno ha visto qualcosa, ha sentito parlare di ponteggi rubati o riconosce il furgone, vi chiedo per favore di scrivermi in privato. Anche un piccolo dettaglio può essere utile. La vostra identità resterà assolutamente riservata”.

    L’imprenditore conclude con un appello alla condivisione, nella speranza che il post possa raggiungere qualcuno in grado di fornire informazioni decisive per “stanare questi individui” e recuperare la refurtiva, essenziale per la prosecuzione di un’opera attesa da tutta la comunità.

  • Sottomarino e nave russi avvistati nello Stretto di Sicilia: decolla aereo dell’Aeronautica

    Sottomarino e nave russi avvistati nello Stretto di Sicilia: decolla aereo dell’Aeronautica

    Un rimorchiatore della Marina russa, il “Jakob Grebelsky” (MB-119), è stato avvistato mentre attraversava lo Stretto di Sicilia in direzione est. Secondo i dati forniti da Itamilradar, la nave procede a una velocità di circa 11 nodi. L’ingresso nel Mediterraneo del rimorchiatore risale all’inizio di luglio, in concomitanza con quello del sottomarino “Novorossiysk”, appartenente alla classe Kilo. Sebbene non vi sia conferma ufficiale che le due unità navali stiano operando congiuntamente, la loro consuetudine di navigare in parallelo sin dalla partenza da San Pietroburgo suggerisce una missione comune.

    L’intervento dell’Aeronautica Militare

    Per monitorare la situazione, l’Aeronautica Militare italiana ha disposto il decollo di un aereo ATR P-72A (matricola MM62281) dalla base aerea di Sigonella. L’aeromobile ha effettuato diverse ricognizioni aeree sull’area interessata dalla navigazione del rimorchiatore russo.

    Un secondo passaggio nel Mediterraneo

    Questo rappresenta il secondo avvistamento di un sottomarino russo, scortato da un rimorchiatore, nel Mediterraneo dallo scorso dicembre, periodo in cui la Marina russa ha perso l’accesso alla sua base di supporto a Tartus. La precedente presenza di un’unità simile nelle acque del Mediterraneo era stata interpretata come una dimostrazione di forza, considerando che l’assenza di una base logistica limita considerevolmente l’autonomia e le capacità operative di un sottomarino a una tale distanza dalle acque territoriali russe. La ripetizione di questo evento solleva interrogativi sulle intenzioni della flotta russa e sull’importanza strategica di queste missioni nel Mediterraneo.

  • Torna la carta dedicata a te da 500 euro, è ufficiale: requisiti e come richiederla

    Torna la carta dedicata a te da 500 euro, è ufficiale: requisiti e come richiederla

    Carta Dedicata a Te 2025, c’è la conferma ufficiale grazie a nuovi fondi. Ecco la guida a requisiti e novità.

    La Legge di Bilancio 2025 sancisce la riconferma della “Carta Dedicata a Te”, la misura di sostegno una tantum destinata alle famiglie a basso reddito. Con uno stanziamento di 500 milioni di euro, identico a quello del 2024, il Governo prosegue sulla linea del supporto economico per l’acquisto di beni di prima necessità, carburanti e trasporto pubblico. L’impianto della misura, che nel 2024 ha raggiunto oltre 1,3 milioni di nuclei familiari, viene così consolidato, sebbene i dettagli operativi finali siano ancora in attesa di un apposito decreto interministeriale.

    Il Ritorno di un sostegno cruciale

    La conferma arriva direttamente dai commi 102-104 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio, che assicurano la copertura finanziaria per il prossimo anno. Il fondo da 500 milioni di euro servirà a finanziare l’erogazione di una social card, il cui importo nel 2024 si è attestato a 500 euro per famiglia. Sebbene l’importo per il 2025 debba essere ufficialmente definito dal futuro decreto, le premesse indicano una continuità con il passato.

    Il percorso istituzionale prevede ora la stesura di un decreto attuativo firmato dai ministeri competenti, che delineerà con precisione i requisiti aggiornati, l’ammontare esatto del contributo e le tempistiche di erogazione. Successivamente, l’INPS pubblicherà le circolari operative con le istruzioni di dettaglio. L’esperienza del 2024, con il decreto emanato a giugno e la distribuzione delle carte a settembre, suggerisce una possibile tempistica anche per il 2025, ma sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali per avere certezze.

    I Requisiti: chi potrà beneficiare della Carta dedicata a te nel 2025?

    In attesa delle nuove disposizioni, l’analisi dei criteri adottati nel 2024 offre una base solida per comprendere la platea dei potenziali beneficiari. È importante sottolineare che questi requisiti potrebbero subire modifiche o integrazioni nel decreto per il 2025. Lo scorso anno, i criteri di accesso erano i seguenti:

    * Composizione del nucleo: Famiglie composte da almeno tre persone.
    * Residenza: Tutti i componenti del nucleo devono essere residenti in Italia.
    * Situazione economica: ISEE Ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro.
    * Esclusioni: Il nucleo familiare non doveva essere titolare di altri sostegni al reddito alla data di entrata in vigore del decreto. Tra le misure incompatibili figuravano il Reddito di Cittadinanza, il Reddito di inclusione, la NASPI, la DIS-COLL, l’indennità di mobilità, la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e altre forme di integrazione salariale o sostegno statale.

    Nella definizione della graduatoria finale, veniva data priorità ai nuclei familiari con un numero maggiore di componenti e con figli minori a carico, specialmente se di età inferiore ai 14 anni.

    Meccanismo di erogazione

    Uno degli aspetti qualificanti della “Carta Dedicata a Te” è il suo meccanismo di assegnazione, che non richiede la presentazione di alcuna domanda da parte dei cittadini. Il processo è gestito interamente dalle istituzioni:

    1. Individuazione INPS: L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) seleziona, sulla base delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate, i nuclei familiari che possiedono i requisiti.
    2. Gestione Comunale: Gli elenchi dei potenziali beneficiari vengono trasmessi ai Comuni di residenza. Questi ultimi hanno il compito di verificare la correttezza delle anagrafiche e di consolidare le liste definitive.
    3. Comunicazione ai Beneficiari: I Comuni contattano direttamente le famiglie beneficiarie, fornendo le indicazioni per il ritiro della carta.

    La carta è una Postepay elettronica prepagata, che viene consegnata presso gli uffici postali abilitati. Viene concessa una sola carta per nucleo familiare.

    Cosa si potrà acquistare

    Il contributo è finalizzato a coprire spese essenziali e specifiche. I fondi caricati sulla carta possono essere utilizzati per:

    * Beni alimentari: Acquisto di generi alimentari di prima necessità. È esplicitamente esclusa ogni tipologia di bevanda alcolica.
    * Carburante: Rifornimento di benzina, diesel, GPL o metano per autotrazione.
    * Trasporto pubblico: Acquisto di biglietti o abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale.

    Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalle convenzioni stipulate con la grande distribuzione e gli esercizi commerciali aderenti. Presso questi punti vendita, i possessori della carta possono beneficiare di uno sconto aggiuntivo del 15% sui loro acquisti, aumentando di fatto il potere di spesa del contributo statale.

  • Il tumore è più forte, la piccola Carola muore a 5 anni

    Il tumore è più forte, la piccola Carola muore a 5 anni

    Una nazione intera si stringe attorno alla famiglia di Carola Muscarnera, la bambina di soli cinque anni la cui giovane vita si è spenta dopo una coraggiosa battaglia contro una rara forma di tumore cerebrale. Originaria di Sciacca, in Sicilia, ma trasferitasi da un anno a Cuneo con i genitori, Carola è diventata il simbolo di una lotta combattuta con un sorriso disarmante e sostenuta da un’ondata di solidarietà senza precedenti. Il suo percorso, seguito da migliaia di persone attraverso il gruppo social “Uniti per Carola”, si è concluso, lasciando un’eredità di amore e un monito sulla forza di una comunità.

    Una battaglia affrontata con il sorriso

    La diagnosi era arrivata nel 2021, come un fulmine a ciel sereno. Da quel momento, la vita di Carola e della sua famiglia, composta dal papà Antonino, dalla mamma Eleonora e da una sorellina più piccola, è stata stravolta. Un percorso fatto di viaggi della speranza, interventi chirurgici complessi, cicli di chemioterapia e radioterapia. La famiglia aveva lasciato la propria terra, Sciacca, per trasferirsi in provincia di Cuneo, più vicino ai centri di cura specializzati. Nonostante le paure e le incertezze quotidiane, era la stessa Carola a infondere coraggio. “Il sorriso e la forza di Carola restano per noi una fonte inesauribile di speranza e ispirazione”, avevano scritto i genitori. “La sua resilienza ci ricorda quanto sia importante lottare, anche di fronte alle avversità più difficili”. La speranza si era riaccesa con la prospettiva di una cura sperimentale e di un delicato intervento chirurgico da eseguirsi in Francia, un traguardo per cui l’intera comunità si era mobilitata.

    L’abbraccio di un’intera nazione

    Di fronte a una diagnosi così spietata, la reazione è stata immediata e travolgente. Attorno a Carola si è stretta non solo la comunità di Sciacca, ma un’intera rete di solidarietà che ha attraversato l’Italia. Il gruppo social “Uniti per Carola” è diventato il cuore pulsante di una gara di generosità, raccogliendo i fondi necessari a sostenere le ingenti spese mediche e logistiche. Associazioni, amici, colleghi di lavoro e semplici cittadini hanno contribuito, mossi dalla storia di quella bambina che amava Spiderman e la musica. Un affetto tangibile che ha permesso alla famiglia di non sentirsi mai sola. “Il vostro affetto, il vostro sostegno economico, i messaggi, le condivisione, ci hanno dato forza nei momenti più duri”, hanno scritto i genitori in un messaggio colmo di gratitudine. Grazie a questi aiuti è stato possibile affrontare viaggi all’estero, acquistare farmaci e attrezzature, ma soprattutto, regalare a Carola momenti di gioia, “piccoli sogni realizzati, regali pensati solo per lei, giornate in cui il sorriso riusciva a vincere sul dolore”.

    Il sogno di Annalisa e l’ultimo saluto

    Tra i desideri della piccola Carola c’era quello di incontrare la sua cantante preferita, Annalisa. Un sogno che, in parte, si è avverato quando, in occasione del concerto di Radio Italia a Palermo, l’artista le ha inviato un videomessaggio personale. Un piccolo gesto che ha significato il mondo. “Carola è felice, grazie a tutti voi”, aveva scritto la madre, condividendo la gioia della sua bambina. Purtroppo, la malattia ha avuto un’accelerazione improvvisa e inaspettata. “Ha corso più veloce di tutti noi”, hanno comunicato i genitori, annunciando l’impossibilità di procedere con l’intervento in Francia. La notte più lunga è arrivata poco dopo, portando via Carola. “È volata in cielo diventando un angioletto che ci guiderà da lassù. Ci manchi in ogni respiro, amore nostro”. I funerali, celebrati a Cuneo, hanno visto la partecipazione di centinaia di persone, l’ultimo, commosso saluto a una bambina che, con la sua forza, è entrata nel cuore di tutti, lasciando un segno indelebile.

  • Tragedia in Sicilia, turista belga trovato morto dopo giorni: è precipitato con la moto in un dirupo

    Tragedia in Sicilia, turista belga trovato morto dopo giorni: è precipitato con la moto in un dirupo

    Il cadavere di Frederic Heyden, turista belga di 49 anni, è stato rinvenuto ieri sera intorno alle 22 in una scarpata nelle zone rurali di Sutera, provincia di Caltanissetta. L’uomo risultava disperso dal primo luglio scorso. Secondo le prime ricostruzioni, ancora in fase di verifica, la vittima sarebbe caduta in un burrone insieme alla sua motocicletta Royal Enfield, rimanendo invisibile per diversi giorni a causa della posizione impervia del luogo.

    Le dinamiche dell’incidente

    Le autorità stanno ancora cercando di determinare se il decesso sia avvenuto immediatamente dopo la caduta o se Heyden sia sopravvissuto inizialmente all’incidente. Data l’inaccessibilità della zona, l’uomo potrebbe non essere riuscito a lanciare richieste di soccorso, perdendo successivamente la vita a causa dei traumi subiti. Sul luogo dell’incidente sono giunti i carabinieri e i team di emergenza.

    L’operazione di ricerca

    Le indagini per rintracciare il turista belga erano iniziate martedì, quando un’amica italo-belga residente a Montedoro aveva allertato le forze dell’ordine. La donna aveva ospitato Heyden nei giorni precedenti la scomparsa, periodo durante il quale l’uomo utilizzava la sua moto per esplorazioni turistiche nei dintorni.

    Il coordinamento delle autorità

    La Prefettura di Caltanissetta aveva mobilitato un’unità di crisi specifica per gestire le operazioni di ricerca. Le squadre operative avevano condotto perlustrazione sia via terra che aerea tramite elicotteri, ma fino al momento del ritrovamento non erano emerse tracce significative del disperso.

    Le false piste

    Dopo la divulgazione delle fotografie del 49enne attraverso media e piattaforme social, erano pervenute diverse testimonianze di presunti avvistamenti, incluso uno a Catania, che si sono rivelate infondate. Le ricerche si erano allargate dall’area di Montedoro a tutti i comuni del Vallone, fino al drammatico epilogo di ieri sera. I vigili del fuoco di Mussomeli e i carabinieri della locale Tenenza hanno gestito le operazioni sul sito del ritrovamento. Heyden avrebbe festeggiato il suo cinquantesimo compleanno il 21 luglio prossimo.

  • Alla Regione Siciliana al via due concorsi per 79 funzionari

    Alla Regione Siciliana al via due concorsi per 79 funzionari

    Entra nel vivo il progetto di potenziamento e ammodernamento dell’amministrazione regionale voluto dal governo Schifani: 79 funzionari direttivi entreranno nell’organico a tempo pieno e indeterminato. L’assessorato della Funzione pubblica, guidato da Andrea Messina, ha pubblicato i decreti di approvazione di due concorsi per la categoria D1, dando attuazione al Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) 2024 nell’ottica della strategia di rinnovamento generazionale.

    Nel dettaglio, si tratta di 63 posizioni destinate al profilo di Funzionario economico-finanziario (codice Ecofi) e di 16 riservate a quello di Funzionario di controllo di gestione (codice Coge), figure che andranno a rafforzare gli uffici e i dipartimenti che hanno sede a Palermo.

    «Queste assunzioni rappresentano un risultato concreto dell’accordo raggiunto con il governo nazionale nel 2023 per lo sblocco del turnover – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – Un accordo reso possibile grazie a un rigoroso piano di risanamento dei conti pubblici che, tuttavia, non ha mai compromesso il nostro sostegno all’economia e alle imprese siciliane. Finalmente possiamo procedere con il rinnovamento dell’apparato amministrativo che la Sicilia attendeva da tempo. Si tratta di un investimento strategico sul capitale umano che permetterà alla nostra amministrazione di affrontare con maggiore efficacia le sfide del futuro. Il mio governo mantiene così l’impegno assunto con i siciliani: modernizzare la macchina regionale e renderla più efficiente al servizio del territorio».

    Il meccanismo di selezione prevede lo svolgimento di una prova scritta articolata in 60 domande a risposta multipla, per la quale i candidati disporranno di 70 minuti e potranno conseguire un punteggio massimo di 30 punti. L’esame verterà su un ampio spettro di discipline: contabilità ed economia pubbliche, diritto amministrativo, ordinamento finanziario delle Regioni, sistema tributario territoriale e normativa sul pubblico impiego con l’aggiunta di competenze linguistiche in inglese a livello B1 e informatiche di livello “utente avanzato”.

    «Con questi concorsi – commenta l’assessore Andrea Messina – il governo regionale conferma il suo impegno concreto per la modernizzazione della macchina amministrativa e il rilancio dell’occupazione qualificata in Sicilia. Dopo anni di stasi, abbiamo sbloccato la stagione dei concorsi per rendere la Pubblica amministrazione più giovane, qualificata, efficiente e al passo con le sfide del tempo. È un risultato importante di cui siamo orgogliosi. E non ci fermiamo qui: nei giorni scorsi abbiamo dato luogo allo scorrimento di graduatoria per altri 22 posti di istruttore categoria C-Iac dei Centri per l’impiego e di 14 posti per la categoria Oml. E in autunno sono previste nuove selezioni per altri profili professionali, sempre nell’ottica di rinnovare e rafforzare la struttura regionale».

    I due bandi saranno pubblicati a breve sul portale Inpa (www.inpa.gov.it). Le domande di partecipazione potranno essere inviate esclusivamente online autenticandosi con Spid, Cie, Cne o Eidas.

  • Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Porsche, villa e lusso sfrenato: sequestrati i beni dello stuntman siciliano che dichiarava zero redditi

    Una vita da nababbo ma per il fisco era nullatenente. È la storia di un siciliano arrivato fino alle vette di Hollywood come stuntman di tanti film importanti ma che poi si è dato a operazioni finanziarie che gli hanno permesso di accumulare cifre stratosferiche. La Guardia di Finanza parla di 60 milioni di euro.

    La Guardia di Finanza di Siracusa, in particolare, con il coordinamento della Procura, ha portato alla luce un sofisticato sistema di evasione fiscale internazionale. Al centro delle indagini figura l’uomo, siracusano, dal profilo singolare: uno stuntman, già noto per aver partecipato a produzioni cinematografiche hollywoodiane tra cui Batman Begins, Mission Impossible, Gangs of New York, Ocean’s Twelve, che negli ultimi anni operava all’estero come agente finanziario. Una figura insospettabile che ha suscitato l’interesse investigativo poiché formalmente privo di redditi dichiarati, ma con un elevatissimo tenore di vita.

    Infatti, benché senza alcun impiego in Italia, disponeva di un patrimonio personale di rilevantissima entità: immobili di valore, vetture di lusso, partecipazioni societarie e una residenza esclusiva a Siracusa, comprensiva di piscina e arredi costosissimi. Nonostante tale ricchezza, l’uomo non avrebbe mai presentato la dichiarazione dei redditi, né in Italia né all’estero, risultando completamente sconosciuto all’erario.

    Il suo stile di vita era finanziato tramite fondi depositati su conti correnti esteri, ai quali erano collegate carte di credito utilizzate in Italia per le spese quotidiane e, soprattutto, per l’acquisto di beni di eccezionale pregio. Durante la verifica fiscale, l’analisi dei dispositivi informatici in uso all’indagato ha permesso di rinvenire un’ingente mole di informazioni: corrispondenza elettronica con i clienti, nonché migliaia di file, tra cui numerosi contratti di intermediazione finanziaria redatti in lingua inglese.

    Per ricostruire in modo dettagliato l’origine e l’entità dei redditi occultati, si è rivelato fondamentale l’intervento di militari specializzati in informatica forense, disciplina che consente di analizzare dati digitali ingegnosamente nascosti su tablet e cellulari che diventano poi prove determinanti in ambito giudiziario. La traduzione e l’analisi dei documenti hanno fatto emergere l’esistenza di un sistema abilmente organizzato, incentrato su una società formalmente registrata a Londra e intestata allo stesso indagato. Tale società operava come intermediario tra imprese con sede in Paesi stranieri, spesso caratterizzate da un elevato rischio di insolvenza e per questo escluse dai normali circuiti creditizi.

    Temendo di non ricevere quanto dovuto ovvero di non disporre della merce venduta da tali imprese, i relativi clienti si avvalevano della mediazione della società londinese, che garantiva il buon esito delle operazioni commerciali, assicurando sia l’incasso sia la regolare conclusione della transazione. La società londinese, a sua volta, per fornire le dovute garanzie si rivolgeva a istituti di credito siti in diversi Paesi, presentando falsi estratti conto che attestavano la disponibilità di somme elevate. In questo modo l’indagato, facendo anche leva sulla sua notorietà, induceva le banche a credere di avere fondi sufficienti, convincendole ad anticipare il pagamento della merce al cliente.

    Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che la società londinese, priva di una sede operativa, di fatto era un’entità di comodo, costituita con la sola finalità di celare l’identità del reale beneficiario delle provvigioni: l’agente finanziario e stuntman siciliano. A fronte di tali evidenze, l’analisi approfondita delle movimentazioni bancarie ha permesso di accertare che, nell’arco di un decennio, il soggetto ha percepito redditi – prevalentemente riconducibili a provvigioni – per un ammontare complessivo superiore a 60 milioni di euro, omettendone sistematicamente la dichiarazione all’Amministrazione finanziaria e sottraendosi, conseguentemente, al versamento di imposte per circa 26 milioni di euro.

    Per eludere i controlli delle autorità fiscali straniere e non destare alcun sospetto, i flussi di denaro (estero su estero) venivano “mascherati”. I soggetti pagatori ricevevano istruzioni precise per indicare nelle causali dei bonifici la dicitura “prestito personale”, così da far apparire le somme come trasferimenti tra soggetti privati e non come corrispettivi per servizi professionali. Ciò rendeva molto più difficile ricondurre i versamenti a un’attività economica reale.

    La Procura ha contestato all’indagato il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, procedendo, altresì, all’acquisizione della documentazione bancaria anche estera mediante l’attivazione di rogatorie internazionali indirizzate a Paesi extra-UE, con l’obiettivo di ricostruire l’ammontare complessivo dei redditi ovunque prodotti e delle movimentazioni finanziarie a lui riferibili.

    A tutela – seppur parziale e in fase iniziale – del credito vantato dall’Erario e su disposizione del Tribunale di Siracusa, le Fiamme Gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo avente a oggetto l’intero compendio patrimoniale dell’indagato presente sul territorio nazionale, comprendente una villa con piscina, una Porsche Taycan di circa 200.000 euro e disponibilità finanziarie su conti correnti. Il valore complessivo dei beni sequestrati risulta al momento superiore a 1,5 milioni di euro.

  • Dramma a Palermo: scuolabus si ribalta, bambini terrorizzati e 4 feriti

    Dramma a Palermo: scuolabus si ribalta, bambini terrorizzati e 4 feriti

    Palermo – Uno scuolabus che trasportava un gruppo di bambini si è ribaltato in via Ruffo di Calabria a Palermo. Secondo le prime ricostruzioni, il guasto ai freni avrebbe causato la perdita di controllo del mezzo, che si è poi adagiato su un muro per evitare di uscire di strada, cappottandosi.

    A bordo del veicolo si trovavano 21 persone, tra bambini di età compresa tra i 2 e i 17 anni, educatori e l’autista 48enne. I piccoli, scossi e in lacrime, sono stati subito soccorsi e assistiti dal personale medico del 118.

    Il bilancio dell’incidente conta al momento quattro feriti: due bambini, un’educatrice e l’autista. Tutti sono stati trasportati in ospedale per accertamenti. Una bambina ha riportato un trauma cranico ed è stata trasferita all’ospedale Di Cristina, mentre un’altra, rimasta incastrata, è stata liberata senza gravi conseguenze.

    Le indagini della polizia municipale hanno rivelato che il pullmino, risultato sprovvisto di assicurazione (scaduta a marzo 2025) e revisione (scaduta a marzo 2018), era di ritorno da una gita estiva. Sull’asfalto è stata rinvenuta una pinza dei freni. Sull’autista sono in corso esami tossicologici e alcolemici. I vigili del fuoco, dopo aver estratto i feriti, hanno liberato la strada con l’ausilio di una gru.