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  • Notte di fuoco a Palermo, rissa tra parenti finisce nel sangue

    Notte di fuoco a Palermo, rissa tra parenti finisce nel sangue

    PALERMO – Sirene e urla hanno svegliato nel cuore della notte gli abitanti del quartiere Policlinico di Palermo. In via del Vespro, non lontano dall’ospedale, è scoppiata una violenta lite tra due famiglie imparentate tra loro. Stando alle prime ricostruzioni, tutto sarebbe partito da una discussione per futili motivi tra due uomini, parenti acquisiti.

    I toni si sarebbero subito accesi, le urla avrebbero richiamato altri familiari e in pochi minuti la situazione sarebbe degenerata. Dalla lite verbale si è passati rapidamente alle mani, con i due uomini che si sarebbero picchiati selvaggiamente. Uno scontro brutale a colpi di pugni, calci e perfino mazzate.

    A un certo punto sarebbe intervenuta anche la moglie di uno dei litiganti, probabilmente per dividere i contendenti, ma sarebbe stata colpita accidentalmente e sarebbe caduta procurandosi una ferita al volto. Immediatamente sono arrivate diverse chiamate al 113 da parte dei residenti, svegliati dal frastuono e allarmati da quella violenta rissa notturna.

    In pochi minuti le volanti della polizia sono arrivate sul posto, in via del Vespro, sedando la rissa e ristabilendo la calma. Gli agenti hanno identificato e ascoltato i protagonisti dello scontro, oltre ad alcuni testimoni che avrebbero assistito all’intera scena dalle finestre. Per precauzione sono stati allertati anche i sanitari del 118, anche se nessuno dei coinvolti avrebbe riportato ferite gravi.

    Le cause scatenanti della lite non sono ancora chiare. La scintilla che ha fatto esplodere la rabbia repressa sarebbe stata una futile discussione, quasi un pretesto, degenerata poi rapidamente tra le urla delle donne e il sangue degli uomini. La polizia sta raccogliendo ulteriori testimonianze per ricostruire con esattezza la dinamica e le responsabilità dell’accaduto. Non si esclude che nelle prossime ore possano scattare delle denunce incrociate tra le famiglie coinvolte, entrambe note alle forze dell’ordine.

  • Marito le dà fuoco: Anna Elisa Fontana non ce l’ha fatta

    Marito le dà fuoco: Anna Elisa Fontana non ce l’ha fatta

    Anna Elisa Fontana, la donna di 48 anni di Pantelleria data alle fiamme dal compagno palermitano Onofrio Bronzolino lo scorso sabato notte, è morta oggi all’ospedale Civico di Palermo dove era ricoverata in gravissime condizioni. Le ustioni riportate sul 90% del corpo si sono rivelate troppo estese e profonde, e dopo giorni di agonia la donna è spirata tra atroci sofferenze.

    Un epilogo tragico per una vicenda agghiacciante, che ha scosso la tranquilla comunità di Pantelleria. Secondo la ricostruzione, Bronzolino avrebbe cosparso di benzina l’abitazione in cui conviveva con Anna Elisa, dandole poi fuoco. Le fiamme lo hanno investito provocandogli ustioni non gravi, mentre per la donna non c’è stato scampo.

    Trasportata d’urgenza in elisoccorso a Palermo, Anna Elisa era stata ricoverata in condizioni disperate nel reparto Grandi Ustioni dell’ospedale Civico. Nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita, il suo corpo martoriato non ha retto allo shock e ai traumi dell’incendio.

    La notizia della morte di Anna Elisa Fontana ha gettato nello sconforto l’intera isola di Pantelleria, dove la donna era molto conosciuta e benvoluta. In queste ore strazianti, la comunità si stringe attorno ai due figli avuti dal precedente matrimonio, che in questi giorni drammatici hanno vegliato in ospedale nella speranza di un miracolo.

    Onofrio Bronzolino invece, accusato di tentato omicidio, si trova piantonato nello stesso nosocomio in attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda. Le indagini, coordinate dalla Procura di Marsala, dovranno ora riformulare l’imputazione in omicidio doloso pluriaggravato.

    Quella della povera Anna Elisa è l’ennesima vittima di femminicidio, l’ennesimo orrore in una spirale di violenza contro le donne che sembra inarrestabile. La sua morte riaccende i riflettori su un dramma sociale che non può più essere ignorato.

  • Matteo Messina Denaro è morto: ora all’inferno

    Matteo Messina Denaro è morto: ora all’inferno

    È morto Mattia Messina Denaro. Dopo le porte del carcere ora per lui sì aprono le porte dell’inferno. Tante, tantissime le vittime di mafia causate direttamente o indirettamente dalle sue decisioni. Per la Sicilia una liberazione ulteriore dopo la morte di Provenzano e Riina.

    Con la morte di Matteo Messina Denaro, avvenuta oggi dopo un lungo calvario dovuto ad un tumore al colon, si chiude definitivamente un’era per Cosa Nostra. Il boss mafioso, catturato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza, è spirato nell’ospedale dell’Aquila dove era ricoverato nel reparto detenuti.

    Messina Denaro, 62 anni, era considerato il capo assoluto di Cosa Nostra dopo l’arresto di Totò Riina. Aveva ordinato personalmente decine di omicidi e aveva preso parte alle decisioni più cruente prese dall’organizzazione mafiosa siciliana negli ultimi decenni. Killer spietato, era diventato il simbolo di quella mafia stragista che negli anni ’90 aveva insanguinato l’Italia con attentati dinamitardi.

    Dopo l’arresto, le sue condizioni di salute erano apparse subito gravissime. Ricoverato nell’ospedale dell’Aquila, era stato assistito da specialisti della terapia del dolore visto che ormai non c’era più nulla da fare per debellare il cancro. Nei giorni scorsi gli era stata sospesa anche l’alimentazione artificiale, su sua espressa richiesta, per evitare l’accanimento terapeutico.

    Nelle ultime ore le condizioni del boss sono precipitate, con un forte sanguinamento, collasso e occlusione intestinale divenuta cronica. I medici non hanno potuto far altro che accompagnarlo alla morte. Si chiude così definitivamente i conti con il male assoluto rappresentato da Messina Denaro. Un male che non potrà più nuocere dopo una vita spesa a seminare terrore e morte. Ora, finalmente, è all’inferno.

  • Meteo Sicilia, nubifragio a Palermo e provincia: strade allagate e danni

    Meteo Sicilia, nubifragio a Palermo e provincia: strade allagate e danni

    Un forte temporale si è abbattuto nelle ultime ore su Palermo e provincia, causando diversi disagi e allagamenti in città. La pioggia battente è arrivata a poche ore dai roghi che hanno devastato vaste aree del capoluogo siciliano, complice l’allerta meteo gialla diramata dalla Protezione Civile Regionale.

    In diverse zone di Palermo si sono formati veri e propri “laghi” che hanno reso difficoltosa la circolazione stradale. Problemi segnalati in via Libertà, con acqua accumulatasi ai lati della carreggiata. Disagi anche in via Re Ruggero, zona Indipendenza, dove le piogge hanno causato rallentamenti al traffico. Allagata anche l’area di via Filippo Brunelleschi a Cruillas.

    Non si registrano al momento danni a persone o cose, ma la bomba d’acqua ha fatto saltare numerosi tombini in diverse strade della città. Segnalati allagamenti in via Ernesto Basile, via Ugo La Malfa, via Messina Marine, via Francesco Crispi e piazza Indipendenza.

    Anche la provincia di Palermo è stata colpita dal temporale. A Bagheria si è allagato il sottopasso di viale Bagnera, con intervento della polizia municipale. Stesse scene nell’area di Passo di Rigano, in particolare in via Evangelista di Blasi: “È una situazione vergognosa, ogni anno si verificano questi fenomeni alluvionali ma non si è mai pronti” ha dichiarato il presidente della V Circoscrizione Andrea Aiello.

    I danni maggiori riguardano ancora una volta il patrimonio arboreo cittadino. In via Castellana un albero è crollato ieri, oggi un altro esemplare è caduto in via Filippo Corazza, quartiere Oreto-Stazione. Il tronco ha occupato l’intera carreggiata, bloccando il traffico nella zona.

    La pioggia battente che si è abbattuta su Palermo era attesa dopo i roghi dei giorni scorsi, che hanno distrutto ettari di vegetazione sulle colline circostanti il capoluogo siciliano. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare gli incendi, supportati anche da un canadair e due elicotteri. Le operazioni di spegnimento sono state rese complicate dal forte vento e dall’orografia impervia. In fumo ettari di macchia mediterranea, con gravi danni all’ambiente e al paesaggio.

    La pioggia di queste ore ha portato sollievo dopo la difficile emergenza incendi, ma allo stesso tempo ha evidenziato ancora una volta la fragilità del territorio siciliano, con strade che si allagano e alberi che cadono ad ogni temporale.

  • Dramma a Pantelleria, uomo dà fuoco alla moglie: gravissima al Civico di Palermo

    Dramma a Pantelleria, uomo dà fuoco alla moglie: gravissima al Civico di Palermo

    Drammatica vicenda di violenza domestica nella notte a Pantelleria, dove un uomo, in preda ad un raptus, ha cosparso la moglie 48enne di liquido infiammabile per poi darle fuoco. Il tremendo episodio si è consumato nell’abitazione della coppia.

    La donna, raggiunta dalle fiamme, ha riportato ustioni sul 70% del corpo ed è stata trasportata d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo, dove si trova ricoverata in gravissime condizioni. La prognosi è riservata.

    L’uomo, rimasto ustionato al volto per via del ritorno di fiamma, rischia ora di perdere la vista. È piantonato in ospedale dai carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Non sono ancora chiari i motivi che avrebbero spinto l’uomo, residente a Pantelleria, a compiere un simile insano gesto ai danni della moglie.

  • Maria David morta per salvare i suoi cavalli dalle fiamme: “Basta vittime innocenti”

    Maria David morta per salvare i suoi cavalli dalle fiamme: “Basta vittime innocenti”

    Una vera e propria tragedia si è consumata ieri a Cefalù, in provincia di Palermo, dove Maria David, 42enne del posto, è morta travolta dalle fiamme di un vasto incendio mentre tentava coraggiosamente di mettere in salvo i suoi amati cavalli.

    La donna, che gestiva un maneggio in contrada Mazzaforno, si era recata sul posto insieme al padre 90enne e al fratello nel disperato tentativo di liberare gli animali intrappolati da un incendio divampato nel pomeriggio. Purtroppo il fumo e la scarsa visibilità hanno impedito a Maria di orientarsi, finendo per essere circondata dal fuoco.

    Quando i soccorritori sono riusciti a raggiungerla per lei era ormai troppo tardi: il suo corpo semi-carbonizzato è stato rinvenuto in una cunetta. Una morte orribile che lascia attonita l’intera comunità di Cefalù e non solo.

    “Non doveva finire così” scrivono gli amici sui social network, ricordando Maria come una donna solare, gentile e sempre pronta ad aiutare gli altri. “Avrebbe fatto di tutto per i suoi cavalli” dicono. E infatti li ha difesi fino all’estremo sacrificio, perdendo la vita per salvare le creature che tanto amava.

    Un gesto eroico ma che ha il sapore di una tragedia annunciata, l’ennesima in una Sicilia ormai martoriata dagli incendi divampati in questa torrida estate. Sono decine i focolai appiccati deliberatamente da criminali senza scrupoli, mentre le istituzioni faticano a far fronte all’emergenza.

    “La prevenzione è la via maestra” scrive su Facebook l’ex Iena Ismaele La Vardera. Serve un potenziamento dei mezzi di prevenzione e spegnimento, oltre a pene più severe per i piromani. Ma siamo sempre lì, a rincorrere le fiamme anziché anticiparle. E a piangere vittime innocenti come Maria David, che lascia un vuoto incolmabile tra i suoi cari e in tutta Cefalù.

    “Giustizia per una morte assurda” è il grido che si alza dai social network. Perché simili tragedie non possono più ripetersi.

    I Carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire le cause del rogo. L’ipotesi è che dietro possa nascondersi l’azione dolosa di qualche piromane. Si cercano testimoni, elementi utili. Ma nulla potrà restituire Maria ai suoi cari, né lenire un dolore così grande.

    Cefalù piange la sua figlia coraggiosa, che non ha esitato a rischiare la vita per portare in salvo i suoi amati cavalli. Il suo gesto altruistico deve essere d’esempio per tutti, la sua memoria onorata costruendo una Sicilia più sicura e protetta dagli incendi. Basta lacrime, basta vittime innocenti.

  • Dramma a Trappeto, uomo fugge da incendio ma si accascia e muore per lo spavento

    Dramma a Trappeto, uomo fugge da incendio ma si accascia e muore per lo spavento

    Tragedia a Trappeto, in provincia di Palermo, dove un uomo è morto a causa di un violento incendio divampato nella notte in località Settepani.

    Secondo una prima ricostruzione, le fiamme si sarebbero sviluppate rapidamente nell’area circostante la casa costringendo all’evacuazione i residenti della zona. Proprio durante l’evacuazione l’uomo, preso dal panico alla vista del rogo che stava avvolgendo la sua casa, sarebbe stato colto da malore accasciandosi improvvisamente a terra.

    Inutili i successivi soccorsi da parte del 118, giunto prontamente sul posto. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, il cui corpo è stato ritrovato riverso poco distante dall’abitazione.

    Sulle cause esatte del decesso e della dinamica dell’incidente indagano ora i carabinieri della Compagnia di Partinico, intervenuti insieme al medico legale per gli accertamenti del caso.

  • Inferno di fuoco e scirocco a Palermo e provincia: danni e paura

    Inferno di fuoco e scirocco a Palermo e provincia: danni e paura

    Palermo brucia. Un vero e proprio inferno di fuoco sta devastando il capoluogo e la provincia in queste ore, con diversi incendi divampati in contemporanea che stanno mettendo a dura prova l’intero sistema di soccorso. Un incubo senza fine, che riporta alla mente i terribili roghi dello scorso luglio quando Palermo fu avvolta da una nube tossica per giorni. Ma stavolta se possibile è anche peggio.

    Decine gli interventi dei vigili del fuoco, con squadre arrivate anche da altre province per cercare di domare le altissime lingue di fuoco alimentate dal caldo e dallo scirocco. Canadair in volo per tutto il giorno nel disperato tentativo di arginare i roghi. Ma il fronte sembra interminabile e i nuovi focolai continuano a nascere ovunque.

    Tra le zone più colpite, la circonvallazione di Palermo. Qui il fuoco ha avvolto auto e strutture, mandando in tilt il traffico. “C’è l’inferno” dicono dalla sala operativa dei pompieri. A Bonagia diversi incendi con auto andate a fuoco sul ponte, mentre all’altezza della rotonda di via Oreto un capannone è stato distrutto dalle fiamme. Una densa nube nera copre la città.

    Anche la discarica di Bellolampo è stata colpita dalle fiamme, un altro duro colpo in un momento già critico per la raccolta dei rifiuti. Bruciano anche la zona dell’Albergheria e vaste aree verdi e di campagna intorno al capoluogo, da Partinico a Misilmeri, da Altofonte a Santa Cristina Gela.

    La situazione è critica anche nella zona di Cefalù, Gratteri, Lascari dove gli incendi lambiscono le abitazioni e hanno portato all’evacuazione precauzionale di diverse famiglie. Il fronte del fuoco corre da Messina fino a Gibilrossa, minacciando centri come Sant’Agata di Militello, Tusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Villagrazia di Carini, Termini Imerese.

    Un vero e proprio assedio, con i vigili del fuoco impegnati su più fronti in una lotta impari. Canadair e mezzi di terra stanno dando il massimo, ma ogni nuovo focolaio che nasce rischia di vanificare gli sforzi e creare nuovi pericoli. Una situazione che mette a dura prova la resistenza di soccorritori e cittadini.

    L’inferno di fuoco sembra non dare tregua, avvolgendo tutto nel suo abbraccio mortale, dalla vegetazione alle auto, dagli edifici alla vita delle persone. Un nemico imprevedibile contro cui non resta che lottare e resistere, nella speranza che le fiamme si plachino al più presto, prima di distruggere ogni cosa.

  • Monreale, Carabinieri eroi salvano uomo colto da malore improvviso

    Monreale, Carabinieri eroi salvano uomo colto da malore improvviso

    Un gesto eroico quello di due Carabinieri della Stazione di Pioppo che, durante un servizio di pattuglia a Monreale, hanno salvato la vita di un uomo di 60 anni colto da un improvviso malore.

    I fatti sono avvenuti nel piccolo centro abitato vicino Monreale quando i militari si sono imbattuti in un uomo riverso privo di sensi sul marciapiede. Compresa immediatamente la gravità della situazione, uno dei Carabinieri ha allertato il 118 e avvisato la Centrale Operativa della Compagnia di Monreale, mentre l’altro ha prestato i primi soccorsi all’uomo che versava in condizioni critiche: non riusciva né a muoversi né a parlare e più volte ha perso i sensi tra le braccia del militare.

    I due Carabinieri, con grande tempestività e spirito di iniziativa, hanno intuito che non c’era tempo da perdere e hanno accompagnato l’uomo al più vicino Pronto Soccorso dell’Ospedale “Ingrassia” di Palermo a sirene spiegate. Una corsa disperata durante la quale i militari non hanno mai abbandonato il 60enne, monitorandone costantemente le condizioni. Giunti al nosocomio, l’uomo è stato immediatamente preso in cura dai sanitari che lo hanno ricoverato in codice rosso.

    Superato il momento critico e scongiurato il pericolo di vita, la prima richiesta dell’uomo è stata quella di incontrare i suoi soccorritori per ringraziarli. Un incontro commovente durante il quale il 60enne, non ancora del tutto ristabilito ma salvo grazie al pronto intervento dei Carabinieri, ha rivolto loro un sorriso riconoscente.

    Il Comandante della Compagnia di Monreale ha voluto sottolineare il coraggio e l’altruismo dimostrato dai suoi uomini in una situazione di emergenza, capaci di mettere a rischio la propria vita per salvarne un’altra. Un elogio all’Arma che ogni giorno è presente sul territorio per vigilare sulla sicurezza dei cittadini e, all’occorrenza, non esita a prestare soccorso a chi si trova in difficoltà.

    L’episodio dimostra ancora una volta la prontezza operativa e la preparazione professionale dei Carabinieri, sempre in prima linea per la tutela e la salvaguardia delle persone. Un plauso va a questi due militari che, grazie alla loro tempestività, umanità e spirito di sacrificio, hanno strappato una vita innocente dalle grinfie della morte.

  • Palermo, drammatico schianto in viale Regione: due feriti gravi

    Palermo, drammatico schianto in viale Regione: due feriti gravi

    Palermo – Due persone sono rimaste gravemente ferite in un tragico incidente stradale avvenuto sulla Circonvallazione di Palermo, all’innesto con l’autostrada A19 Palermo-Catania.

    Il drammatico incidente stradale  si è verificato all’altezza dello svincolo per l’ingresso in autostrada A19 Palermo-Catania nei pressi della rotonda di via Oreto. Il bilancio è di due feriti gravi.

    Secondo una prima ricostruzione, due persone a bordo di un’auto sono rimaste ferite dopo che, per cause ancora da accertare, il mezzo ha perso il controllo e si è ribaltato più volte finendo la sua corsa nella scarpata laterale.

    Per i due occupanti, di cui ancora non si conoscono le generalità, è stato necessario il trasferimento in ospedale. Il traffico è rimasto paralizzato.