Categoria: Economia&Lavoro

  • L’importanza dell’illuminazione di emergenza: sicurezza e sostenibilità

    L’importanza dell’illuminazione di emergenza: sicurezza e sostenibilità

    L’illuminazione di emergenza è progettata per garantire la sicurezza delle persone in caso di blackout o situazioni di emergenza nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici. Questo sistema fornisce luce sufficiente per guidare le persone verso le uscite di emergenza e ridurre il panico in situazioni critiche.

    L’illuminazione di emergenza è una componente fondamentale dei piani di sicurezza nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici, è quindi fondamentale conoscere tutte le tecnologie disponibili e il modo migliore di utilizzarle.

    Illuminazione di emergenza: perché è fondamentale

    L’illuminazione di emergenza deve essere presente tutti gli edifici aperti al pubblico (uffici, scuole, codomini, alberghi e ristoranti) per dare la possibilità agli occupanti di lasciare l’edificio in scurezza in mancanza di elettricità. Inoltre, grazie alla luce emessa dalle lampade di emergenza, è possibile individuare le indicazioni per le uscite d’emergenza più vicine.

    Le luci di emergenza assolvono a questo importante compito dal momento che sono in grado di emettere luce anche quando salta la corrente in quanto sono indipendenti dalla rete elettrica e funzionano grazie a delle batterie o a un generatore.

    Data la loro importanza è fondamentale posizionare le luci di emergenza in punti chiave come corridoi, uscite e scale per assicurare una copertura efficace e che la batteria abbia una durata sufficiente per coprire il tempo necessario ad evacuare un edificio in sicurezza.

    Inoltre, l’installazione di luci di emergenza, oltre ad essere importante, è anche obbligatoria e gli standard da rispettare per sono quelli riportati nella norma UNI EN 1838.

    La norma dà indicazioni, ad esempio, sull’indice di resa cromatica che devono avere i dispositivi dell’illuminazione di emergenza (almeno 40Ra) e le modalità e la frequenza con cui effettuare gli interventi di manutenzione per assicurare che le luci di emergenza siano sempre operative al bisogno.

    Qual è la differenza tra illuminazione di emergenza e illuminazione di sicurezza? 

    Si sente spesso parlare di illuminazione di sicurezza e di illuminazione di emergenza come due espressioni interscambiabili ma non è proprio così. Infatti, l’illuminazione di sicurezza è un sottoinsieme dell’illuminazione di emergenza, che comprende anche l‘illuminazione antipanico e la segnaletica di sicurezza. 

    Tutti i tipi di illuminazione di emergenza

    Premesso che l’obiettivo dei dispositivi per l’illuminazione d’emergenza hanno tutti lo stesso fine, ossia quello di evitare il panico e condurre le persone fuori da un edificio in caso di mancanza di corrente elettrica, esistono diverse tipologie di prodotto che assolvono a questo scopo:

    • Pittogrammi: indicazioni luminose che forniscono istruzioni sulla posizione dell’uscita di emergenza più vicina;
    • Illuminazione antipanico: indica il percorso sicuro verso l’uscita di emergenza ed è obbligatoria in stanze di 60m2 o più.

    Il colore della luce usata nei pittogrammi è generalmente verde, colore che rende gli apparecchi di segnalazione di fuga chiaramente identificabili anche da lontano.

    Lampade di emergenza LED: perché sceglierle

    Optare per luci di emergenza a LED ha moltissimi vantaggi sia di natura economica che di sostenibilità grazie all’alta efficienza energetica che riduce il consumo di elettricità e, di conseguenza, anche l’impatto ambientale.

    Nel dettaglio, i motivi per i quali è consigliabile scegliere la tecnologia a LED per l’illuminazione di emergenza sono:

    • Le lampade a led sono apparecchi duraturi e affidabili, due caratteristiche che permettono di abbattere i costi di sostituzione e manutenzione;
    • La stabilità della luce: la luce a LED è completamente priva di sfarfallii, caratteristica fondamentale in un contesto di possibile panico;
    • Gli apparecchi a LED non contengono mercurio. Di conseguenza, in caso di rottura e in fase di smaltimento non risultano dannosi per l’ambiente e per la salute dell’uomo;
    • I LED sono costituiti di materiali 100% riciclabili;
    • I LED assicurano una resa cromatica di gran lunga superiore a quanto suggerito dalla norma UNI EN 138.

    Lampadadiretta per l’illuminazione di sicurezza sostenibile

    Se stai cercando dei dispositivi per integrare l’illuminazione di sicurezza nel luogo di lavoro, rivolgiti a Lampadadiretta: un’azienda con un’esperienza di oltre 30 anni nel campo dei prodotti per l’illuminazione oltre ad essere un punto di riferimento in Europa per la vendita online di questi ultimi.

    Tutti i prodotti venduti da Lampadadiretta sono di altissima qualità e provenienti dalle case produttrici più affidabili come Philips, Osram, Noxion e tanti altri. Inoltre, tutti i prodotti che acquisterai da Lampadadiretta oltre ad essere convenienti sono anche sostenibili.

  • Il vino siciliano 2023 sarà di qualità eccellente: finita la vendemmia 2023

    Il vino siciliano 2023 sarà di qualità eccellente: finita la vendemmia 2023

    Si concludono i “cento giorni” della vendemmia siciliana e le considerazioni finali del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia sono nel complesso positive: “ci aspettiamo un’elevata qualità delle uve – dice il Presidente del Consorzio Antonio Rallo – resa possibile anche grazie alla gestione attenta e oculata dei vigneti da parte dei viticoltori siciliani durante quest’annata così complessa dal punto di vista climatico”.

    Pur confermando il dato previsionale relativo al calo produttivo di oltre il 40% dovuto agli eccessi climatici di fine primavera e inizio estate e all’attacco senza precedenti della peronospera, i viticoltori siciliani presagiscono un’ottima qualità dei vini. Una menzione speciale sembrano meritarla le uve a bacca nera, dato che gli acini, restando di piccole dimensioni, garantiscono maggiore intensità e concentrazione aromatica.

    La vendemmia “più lunga d’Italia”, che ha visto il suo inizio a fine luglio a partire dalla costa occidentale dell’isola fino a spostarsi gradualmente verso sud est per poi concludersi a ottobre inoltrato sui rilievi più alti, è avvenuta in modo regolare anche favorita da un inizio autunno positivo dal punto di vista climatico.

    “Sicuramente i nostri viticoltori – continua il Presidente Rallo – si sono trovati a fare i conti con un’annata sfidante dove abbiamo dovuto affrontare molte delle variabili che la natura può manifestare: tuttavia l’esperienza e la perizia dei produttori della Doc Sicilia ha permesso ancora una volta di portare a casa un risultato di assoluta qualità”. A un autunno piovoso e un inverno con minori precipitazioni, è seguita infatti una fredda primavera, con alcuni eventi piovosi anche estremi e quindi un’estate molto secca e arida. Per fronteggiare le difficoltà di questa vendemmia 2023, si sono rivelate fondamentali le riserve idriche accumulate durante le precipitazioni primaverili. “Tuttavia l’attacco della peronospera – sottolinea Rallo – si è maggiormente concentrato sui grappoli, così che si è rilevata una minore produzione ma una migliore maturazione delle uve, proprio grazie alla quantità delle foglie”.

  • Oltre 20mila candidati per 46 posti nel Corpo forestale siciliano: via agli scritti

    Oltre 20mila candidati per 46 posti nel Corpo forestale siciliano: via agli scritti

    «In bocca al lupo ai tantissimi giovani che oggi aspirano a diventare agenti del Corpo forestale della Regione Siciliana». È l’augurio del governatore Renato Schifani ai circa 20 mila candidati chiamati da questa mattina a sostenere le prove scritte del concorso pubblico per l’assunzione di 46 unità a tempo pieno e indeterminato, categoria B. «Dopo tanti anni – prosegue Schifani -, questa selezione è il primo passo per aumentare il numero di uomini e donne in forze al Corpo, oggi decisamente sottodimensionato rispetto alla pianta organica e alle esigenze legate alle molteplici attività da svolgere sul territorio per la salvaguardia dell’ambiente, dei cittadini e delle imprese. Andremo avanti in questa direzione anche grazie alla revisione dell’accordo con lo Stato che ci consentirà di procedere a ulteriori nuove assunzioni».

    «Oggi la Sicilia volta pagina – afferma l’assessore al Territorio e all’ambiente, Elena Pagana – avviando quel processo di rigenerazione del Corpo forestale che una visione miope di qualche anno fa aveva drasticamente interrotto, innescando conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Il mio pensiero – prosegue l’assessore – va alle ragazze e ai ragazzi, non solo siciliani, che hanno raggiunto Catania e Siracusa per sottoporsi alle prove. A tutti in bocca al lupo anche da parte mia, nella consapevolezza di averli al più presto accanto a noi per fronteggiare le tante emergenze che vedono il Corpo Forestale in prima linea».

    Sono circa 20 mila gli aspiranti agenti forestali ammessi alle selezioni (1348 gli esclusi). Le prove scritte, che andranno avanti sino a venerdì 27 ottobre, prevedono due sessioni giornaliere e consistono nella risoluzione di un test di 60 quesiti a risposta multipla. I residenti in altre regioni italiane o in Paesi esteri, nelle province di Agrigento, Catania e Messina, sostengono la prova al centro Fiere Bicocca di Catania (via Passo del Fico), mentre chi risiede nelle province di Palermo, Trapani, Siracusa, Enna, Caltanissetta e Ragusa è chiamato a sostenere la selezione al Centro Fiera del Sud di Siracusa (viale Epipoli, 250).

  • La comodità dello SPID, opportunità e sicurezza a portata di click

    La comodità dello SPID, opportunità e sicurezza a portata di click

    Semplice, veloce, sicura. L’identità digitale è una delle innovazioni più importanti degli ultimi tempi, uno dei fiori all’occhiello della rivoluzione tecnologica. Ad oggi sono oltre 30 milioni le persone, in Italia, che hanno attivato lo SPID, acronimo che indica proprio il Sistema Pubblico di Identità Digitale, con statistiche molto importanti anche per quanto riguarda la nostra regione.

    A Catania, lo scorso anno, venne registrato un vero e proprio record di attivazioni con oltre 8.000 identità verificate dal Comune, che è stato tra le prime 30 pubbliche amministrazioni autorizzate come RAO, ovvero Registration Authority Officer, soggetti incaricato alla verifica dell’identità personale. Sono soprattutto utenti di fascia di età compresa tra i 50 e i 70 coloro che fanno richiesta, dal momento che gli utenti più giovani, spesso nativi digitali, possiedono le conoscenze per attivarlo in maniera autonoma, rivolgendosi direttamente ai diversi providers di autenticazione.

    Ma cosa si può fare con lo SPID? Perché è uno strumento così utile? Basti pensare a tutto quello che è inerente ai servizi dell’Inps o dell’Inail, ai servizi fiscali e tributari dell’Agenzia delle Entrate, al Portale Servizi Lavoro o alle prestazioni delle Pubbliche Amministrazioni Locali e Regionali, ormai accessibili solo ed esclusivamente tramite SPID. Con l’identità digitale si possono richiedere diversi bonus disponibili, si può accedere all’APP IO, si può richiedere e attivare la firma digitale, si possono sottoscrivere le leggi di iniziativa popolare e tanto altro ancora.

    Si può, ad esempio, navigare e usare internet in maniera più sicura. Lo dimostra l’esempio dei casinò online che stanno sperimentando l’utilizzo dell’autenticazione a doppio fattore e dello SPID tra i sistemi di registrazione ormai da qualche anno. I vantaggi per l’utente vanno dalla comodità di ricordare solo una password alla sicurezza di utilizzare piattaforme crittografate e sicure, mentre le piattaforme utilizzare lo SPID come formula di registrazione permette di sconfiggere definitivamente la piaga del gioco minorile e le possibili truffe di account falsi, creati solo per accedere ai bonus o addirittura per riciclare denaro.

    Uno strumento di semplificazione e di sicurezza, che consentirà di avere sempre a portata di mano le chiavi di accesso ai nostri portali principali. Il tutto in maniera sicura e trasparente. Un passo in avanti importante per la digitalizzazione del nostro paese.

  • Un siciliano tra i 100 top manager Italia eletti da Forbes, scopri chi è

    Un siciliano tra i 100 top manager Italia eletti da Forbes, scopri chi è

    C’è anche un imprenditore siciliano tra i top 100 manager del mondo secondo la prestigiosa rivista Forbes. Si tratta di Nino Marino, CEO di Pistì, nella classifica 2023.

    Un nuovo riconoscimento per il talento Made in Sicily

    Un nuovo importante riconoscimento è arrivato per il talento Made in Sicily. L’imprenditore siciliano Nino Marino, CEO dell’azienda dolciaria Pistì con sede a Bronte in provincia di Catania, è stato inserito nella prestigiosa classifica dei 100 top manager italiani selezionati da Forbes Italia per il 2023. Si tratta di una grande soddisfazione per Marino, che commenta con orgoglio: “Abbiamo cominciato a credere in questo sogno 23 anni fa e oggi, a distanza di tempo, è una grande emozione essere tra i 100 manager dell’anno scelti da Forbes. Voglio condividere questo traguardo con tutti i collaboratori, i dipendenti e la mia famiglia che mi è sempre rimasta accanto”.

    La classifica di Forbes seleziona i leader del futuro

    La classifica di Forbes seleziona ogni anno i professionisti che, con una leadership innovativa, digitale e attenta alla sostenibilità, stanno guidando le loro aziende verso il futuro. In elenco ci sono nomi di spicco, che hanno fondato società di successo, sono ai vertici di multinazionali o hanno alle spalle carriere internazionali.

    La crescita di Pistì: da laboratorio artigianale a azienda di successo

    Marino nel 2001 ha fondato Pistì insieme al socio Vincenzo Longhitano, con l’idea di creare un laboratorio artigianale per la produzione di dolci tipici della tradizione siciliana, ma in chiave moderna e creativa per intercettare le richieste delle nuove generazioni. Oggi l’azienda, che ha investito in uno stabilimento produttivo di 400 mq a Bronte, è diventata una delle realtà dolciarie di riferimento in Italia. Pistì ha una distribuzione in 51 Paesi nel mondo, 250 dipendenti e un fatturato di oltre 80 milioni di euro. Il team è composto per il 90% da donne sotto i 40 anni, a conferma dell’attenzione alla diversity e alle opportunità per le giovani professioniste di crescere in un contesto stimolante.

    “Da una piccola realtà, oggi Pistì è diventata una delle aziende dolciarie top player in Italia” commenta Marino. “Serve non smettere mai di sognare in grande”. L’inserimento nella classifica di Forbes conferma la visione imprenditoriale e manageriale di successo del CEO siciliano. Un modello positivo e un esempio di come il talento e l’intraprendenza del Made in Sicily possano arrivare ai vertici anche in contesti molto competitivi, come dimostra il prestigioso riconoscimento ricevuto da Marino insieme alle migliori eccellenze manageriali italiane.

  • Palermo come Dubai, via al Marina Yachting: ormeggi per megayacht e boutique

    Palermo come Dubai, via al Marina Yachting: ormeggi per megayacht e boutique

    È stato inaugurato oggi a Palermo il nuovo Marina Yachting, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di un’imponente opera di riqualificazione urbana e riconnessione tra la città e il suo porto, che punta a trasformare il capoluogo siciliano in una meta turistica e crocieristica internazionale.

    Inaugurato a Palermo il nuovo waterfront del Marina Yachting

    L’area interessata dai lavori è vastissima: oltre 40 mila metri quadrati dell’antico Molo Trapezoidale, che da luogo degradato e abbandonato è stato completamente rigenerato e dotato di servizi all’avanguardia. Sono stati demoliti 30 mila metri cubi di strutture fatiscenti e abbandonate, comprese due enormi gru industriali alte 54 metri. Al loro posto sono sorti edifici ultramoderni come un centro congressi, un teatro panoramico, parcheggi, 14 ormeggi per megayacht e soprattutto un esclusivo complesso commerciale e ricreativo affacciato direttamente sul mare.

    Una “cittadella del gusto” con il meglio dell’enogastronomia e del lifestyle siciliano

    “Abbiamo lavorato per cancellare lo stereotipo per cui Sciascia diceva che ‘Palermo ha voltato le spalle al mare’” ha dichiarato soddisfatto Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Palermo. E in effetti il risultato sembra proprio all’altezza delle aspettative: il lungomare della Cala si estende ora fino al Castello a Mare, inserito nel patrimonio Unesco, in un percorso pedonale panoramico che collega il porto commerciale con il cuore antico della città.

    L’obiettivo è trasformare Palermo in meta turistica competitiva nel Mediterraneo

    Ma la vera novità sta nella creazione di una sorta di “cittadella del gusto e del lifestyle” made in Sicily, una Barceloneta in versione siciliana. All’interno del Marina Yachting hanno infatti aperto diversi spazi espositivi e di ristorazione gestiti dalle più rinomate aziende dell’isola. C’è il Gambero Rosso con la sua accademia di corsi sulla cucina e i vini locali, la gelateria Cappadonia con gusti a base di agrumi siciliani, la catena di rosticcerie Passami ù Coppu con le sue rivisitazioni gourmet dello street food.

    E poi boutique di moda come Giglio, caffetterie, birrifici artigianali e pasticcerie storiche di Palermo. Il tutto in un contesto architettonico ultramoderno, con vista sul mare e sui lussuosi yacht ormeggiati alla marina. Un luogo finalmente all’altezza del blasone e della tradizione culinaria di Palermo, pronta a competere con le mete turistiche più rinomate.

    “Vogliamo che il porto non sia più percepito dai cittadini come una zona off limits, ma diventi uno spazio urbano vivo, popolato da residenti e turisti” spiega Monti. Del resto già nel primo anno di attività si prevedono oltre 2 milioni di visitatori, tra crocieristi e diportisti. Ma anche i palermitani riscopriranno il piacere della passeggiata sul mare, trashopping di qualità, degustazioni gourmet e iniziative culturali.

    Un segnale importante per una città che da troppi anni si è ripiegata su se stessa voltando le spalle al suo straordinario waterfront. Ora invece Palermo può ambire seriamente a diventare una meta turistica competitiva nel Mediterraneo, sulla scia di Dubai e Barcellona. Certo, la strada è ancora lunga, ma il Porto di Palermo sembra aver imboccato la rotta giusta per diventare finalmente uno dei fiori all’occhiello della città.

  • L’hair stylist palermitano Francesco Arancio in finale al prestigioso International Visionary Award di Londra

    L’hair stylist palermitano Francesco Arancio in finale al prestigioso International Visionary Award di Londra

    Grande emozione per Francesco Arancio, talentuoso hair stylist palermitano, che è stato selezionato tra migliaia di colleghi in tutto il mondo per partecipare alla finale del celebre International Visionary Award, il più importante premio internazionale riservato ai parrucchieri più innovativi e creativi del panorama mondiale.

    La finale si terrà domenica 15 ottobre presso la spettacolare venue dell’Icc Capital Suite nell’Excel di Londra, in occasione del 41esimo anniversario dell’Alternative Hair Show. Arancio, fondatore e direttore artistico dell’esclusivo Academy Salon di Palermo che porta il suo nome, sarà l’unico rappresentante siciliano tra i cinque hair stylist italiani che si contenderanno l’ambito riconoscimento sul celebre palcoscenico londinese.

    Per l’occasione, Arancio presenterà dal vivo la sua creazione nella categoria “Cut&Colour”, ispirata al tema del “Tapestry”, l’arazzo. L’hair stylist palermitano curerà nei minimi dettagli l’intero look della modella, dall’hair style all’outfit, passando per make up e accessori. I capelli, in particolare, saranno plasmati da Arancio con la preziosa collaborazione di parte del suo fidato team dell’Academy Salon, Sabrina Randazzo e Giovanni Galeota.

    L’abito indossato dalla modella sarà una speciale creazione dello stilista palermitano Davorin Cordone, mentre il trucco sarà affidato alla sapiente maestria di Maria Luisa Daidone. Un gioco di squadra tutto siciliano per stupire la giuria internazionale con arte, fantasia e maestria made in Sicily. “Sono molto orgoglioso di rappresentare l’Italia e la Sicilia in una competizione di così grande prestigio – dichiara emozionato Arancio – quando ho ricevuto la comunicazione che ero stato selezionato per la finale è stata una gioia immensa e anche una grande responsabilità”.

    L’hair stylist palermitano lavora da mesi alla preparazione di questo evento che rappresenta il coronamento di una brillante carriera internazionale. Francesco Arancio, infatti, da oltre vent’anni gira il mondo come coach e talento creativo, tenendo spettacolari show che mostrano l’arte del taglio e dello styling dei capelli. “Portare la moda e l’estro italiano all’estero è per me motivo di orgoglio ma anche una bellissima sfida. Ce la metterò tutta per stupire il pubblico londinese” dichiara ancora Arancio. I proventi dell’International Visionary Award saranno interamente devoluti alla ricerca contro la leucemia infantile. Un motivo in più per augurare buona fortuna al nostro campione siciliano.

  • Dal genio di due fratelli siciliani nasce la lapide elettronica che fa rivivere i nostri cari

    Dal genio di due fratelli siciliani nasce la lapide elettronica che fa rivivere i nostri cari

    Immaginate di poter scoprire la storia di una persona che avete sempre conosciuto superficialmente e che – di colpo – ritrovate in un cimitero. Qualche ricordo, certo, una data per la nascita e una per la morte, la foto scelta con cura dalla famiglia e i fiori dei cari ancora in vita. Un ricordo però non è una vita intera e le storie individuali di ognuno di noi cosa sono se non la storia di tutta l’umanità messa assieme?

    L’idea dei fratelli Noto

    L’idea di far conoscere la vita di chi a miglior vita è passato da poco arriva da Partinico ed è opera dei fratelli Gino e Giuseppe Noto, imprenditori nel settore della lavorazione del marmo e da anni, praticamente da sempre, impegnati nell’indotto dei servizi funebri con la conosciutissima Noto Marmi Partinico.

    Come funziona la lapide elettronica

    Tutto ciò è possibile tramite un piccolo codice QR, apposto sulla lapide del defunto. Codice che, una volta scansionato, aprirà una pagina con la storia di quella persona, un album fotografico e la possibilità, per i visitatori, di lasciare un ricordo.

    Un progetto innovativo

    A spiegare il progetto è Gino Noto: “Da anni avevamo in mente di realizzare qualcosa che desse un servizio dinamico ai nostri clienti. Realizzare una lapide è qualcosa di definitivo, del resto il nostro lavoro costituisce la parte finale di un processo molto doloroso per le famiglie, da qui l’idea di continuare a tenere in vita il ricordo delle persone a noi care attraverso un rapporto di interazione con la lapide stessa”.

    Verso il futuro dell’arte funeraria

    Un colpo di genio made in Partinico, che fa di Gino e Giuseppe Noto due imprenditori virtuosi e con lo sguardo proteso al futuro. Ridare voce a chi è andato via per sempre è segno di profonda sensibilità, portarlo a fare avvalendosi di un’azienda che vanta più di 50 anni di esperienza conduce ad una strada sicura, scevra da qualsiasi fallimento. L’idea della Noto Funeral Memories, lapidi che raccontano storie di uomini e di donne, siamo certi che andrà assai lontano e costituisce un salto importante nell’ambito dell’arte funeraria che si apre – oggi e con maggior vigore – alle nuove tecnologie, rendendo immortale il passaggio di chi ci ha preceduto su questa terra.

  • A Palermo sarà costruito il traghetto classe A per Lampedusa e Pantelleria

    A Palermo sarà costruito il traghetto classe A per Lampedusa e Pantelleria

    Un nuovo traghetto, di totale proprietà della Regione Siciliana e interamente “made in Sicily”, svolgerà il servizio di collegamento con Lampedusa e Pantelleria. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, hanno firmato oggi a Palazzo d’Orleans, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, il contratto per la costruzione di un nuovo traghetto (ropax classe A), per un importo a base d’asta di quasi 120 milioni di euro.

    La nuova unità sarà interamente realizzata nel cantiere navale di Palermo, sarà consegnata nel 2026 e servirà le tratte tra la Sicilia e le isole di Lampedusa e Pantelleria. Il traghetto avrà una lunghezza di circa 140 metri e circa 14.500 tonnellate di stazza lorda. Potrà raggiungere i 19 nodi di velocità massima e una capacità di 1.000 persone e 200 automobili a bordo. Dato da sottolineare, l’unità si distinguerà per le tecnologie di propulsione installate. Sarà dotato di un motore dual fuel, ovvero alimentato a diesel e gas naturale liquefatto, il combustibile marino più pulito attualmente disponibile su larga scala, che abbatte significativamente le emissioni di ossido di azoto e di zolfo. Disporrà inoltre di un impianto fotovoltaico che, grazie all’accumulo di energia in un gruppo batterie, garantirà la permanenza in porto a emissioni zero per circa quattro ore.

    «La firma di questo contratto – ha detto il presidente Schifani – rappresenta una svolta per i collegamenti con le isole minori della Sicilia. La nostra è la prima Regione in Italia a mettere in campo i fondi che il ministero dei Trasporti ha destinato ai collegamenti via mare ed è la prima a essere totalmente proprietaria di un traghetto. Miglioreremo gli standard qualitativi e di sicurezza dei trasporti navali per Lampedusa e Pantelleria, con una nave moderna e che garantisce grande attenzione anche al rispetto dell’ambiente. Diamo una risposta concreta ai residenti e a quanti devono raggiungere le isole per motivi di lavoro o per turismo. Esprimo particolare soddisfazione, inoltre, per il fatto che la nuova unità sarà interamente realizzata nei cantieri di Palermo. È la conferma della grande qualità professionale delle maestranze dello stabilimento palermitano che ho avuto modo di constatare personalmente, un patrimonio che è giusto valorizzare in un settore strategico quale quello della cantieristica navale».

    Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: «L’aggiudicazione di questo ordine rappresenta un test importante per Fincantieri. In un comparto industriale che nel tempo si è trasferito in cantieri asiatici, abbiamo l’opportunità di riportare in Italia la produzione di traghetti, riabilitare le nostre competenze storiche nel settore e dimostrare la capacità di essere competitivi garantendo al contempo i più alti standard produttivi, con benefici in termini di operatività e sostenibilità che arriveranno fino all’utente finale. Punto di forza del nostro progetto sono, ancora una volta, le tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, che intercettano le esigenze della transizione energetica, destinate a delineare il settore del trasporto marittimo di domani».

    «Siamo riusciti, con il presidente Schifani, a ottenere – ha dichiarato l’assessore Aricò – che Fincantieri realizzasse per intero la nave nel cantiere di Palermo: una nave “Made in Sicily” al 100%, che consentirà alla Regione di dotarsi di un ulteriore mezzo di trasporto per le isole siciliane, oltre a rilanciare il settore della cantieristica navale siciliana. La nave sarà dotata di stabilizzatori simili a quelli delle piattaforme petrolifere che consentiranno di attraccare anche in caso di condizioni meteo proibitive. La firma di oggi completa il lavoro avviato dal mio predecessore Marco Falcone e attuato da questo governo. È un risultato straordinario: la Sicilia è la prima Regione in Italia ad aver commissionato una nave, finanziata ai sensi della legge 208/2015 che istituisce un fondo finalizzato all’acquisto diretto per il miglioramento del trasporto pubblico. La Regione avrà la possibilità, come previsto dal bando, di esercitare l’opzione per la realizzazione di una seconda imbarcazione».

  • In Sicilia ci sono due città tra le più economiche d’Italia

    In Sicilia ci sono due città tra le più economiche d’Italia

    La Sicilia è una regione ricca di fascino e bellezza, con paesaggi mozzafiato e città dalla storia millenaria. Ma oltre al sole e al mare cristallino, l’isola offre anche un ottimo rapporto qualità-prezzo per chi desidera trasferirsi in una nuova città.

    Secondo una recente classifica, infatti, due città siciliane rientrano tra le più economiche d’Italia: Caltanissetta e Palermo. Entrambe garantiscono un costo della vita contenuto, pur offrendo tutti i servizi e le comodità di una grande città.

    Caltanissetta, la regina del risparmio

    Caltanissetta, la più economica

    Caltanissetta è il capoluogo di provincia omonimo situato nel cuore della Sicilia. Con i suoi 63.000 abitanti, è una città a misura d’uomo, ricca di monumenti storici e chiese antiche. Il centro storico, dominato dall’imponente cattedrale di Santa Maria La Nova, conserva tutto il fascino delle città medievali.

    Ma ciò che rende Caltanissetta particolarmente appetibile sono i prezzi della casa: sia per quanto riguarda gli affitti che gli acquisti, i costi sono fra i più contenuti d’Italia. Il prezzo medio per l’acquisto di un appartamento è di soli 724 euro al metro quadro, mentre per un affitto bastano appena 4,9 euro al mese per metro quadro.

    Grazie a questi costi davvero convenienti, Caltanissetta è la città ideale per chi vuole trasferirsi al Sud senza spendere troppo. Inoltre, è un ottimo punto di partenza per esplorare le bellezze naturali della Sicilia centrale, tra riserve naturali, laghi e siti archeologici.

    Palermo, bellezza e risparmio

    Anche il capoluogo siciliano, Palermo, offre un ottimo rapporto qualità-prezzo. Con i suoi 670.000 abitanti, Palermo è una vivace città cosmopolita, custode di tesori artistici e architettonici. Il centro storico pullula di chiese sfarzose, palazzi nobiliari e mercati tradizionali, testimonianze delle diverse dominazioni che si sono avvicendate nei secoli.

    Palermo, charme a basso costo

    Nonostante le innegabili bellezze e la fama internazionale, Palermo resta una città dove si può vivere senza spendere un patrimonio. Il prezzo medio di acquisto di un appartamento è di circa 1.550 euro al metro quadro, mentre per un affitto bastano in media 8 euro al mese per metro quadro.

    Grazie alla vivacità culturale, all’ottima cucina e al clima mite tutto l’anno, Palermo è quindi una meta ideale per chi desidera trasferirsi in una grande città vivace, senza rinunciare al risparmio. Inoltre, la posizione strategica consente di raggiungere facilmente le località balneari e le bellezze paesaggistiche di tutta l’isola.

    In sintesi, Caltanissetta e Palermo sono due valide alternative per chi cerca una nuova città dove vivere al Sud, coniugando costo della vita contenuto, servizi e qualità della vita. Un mix perfetto per chi vuole trasferirsi senza spendere un patrimonio.