Categoria: Economia&Lavoro

  • Gioia per 198 lavoratori di Villa Sofia-Cervello: c’è il contratto a tempo indeterminato

    Gioia per 198 lavoratori di Villa Sofia-Cervello: c’è il contratto a tempo indeterminato

    L’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” di Palermo procede alla stabilizzazione in numero totale di 198 lavoratori tra personale del comparto socio-sanitario, sanitario, amministrativo e tecnico, e personale della dirigenza professionale tecnica e amministrativa (160 in via diretta e 38 con concorso interno riservato).

    Per il personale dell’area della dirigenza medica e sanitaria è già stato deliberato l’avviso di stabilizzazione.

    “Si tratta di un traguardo fondamentale per l’ azienda – commenta Walter Messina, commissario straordinario dell’ Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello” di Palermo – che conferma l’attenzione della direzione e la solerzia dell’azione amministrativa, oltre che per la valorizzazione delle nostre professionalità, anche per assicurare all’Ente, in linea con la dotazione organica, risorse ulteriori di personale a tempo indeterminato, ai fini del miglioramento dell’efficienza nella risposta ai bisogni assistenziali degli utenti/ pazienti”.

  • Olio extravergine siciliano, nel 2023 prezzi in aumento e qualità eccellente

    Olio extravergine siciliano, nel 2023 prezzi in aumento e qualità eccellente

    L’olio extravergine d’oliva siciliano nel 2023 costerà decisamente di più rispetto agli anni precedenti. Le prime previsioni sulla produzione di olio in Sicilia indicano un calo che va dal 15% al 40% rispetto al 2022, con forti differenze tra le diverse aree dell’isola.

    Previsioni di calo della produzione di olio in Sicilia nel 2023

    Questa drastica riduzione della produzione è dovuta principalmente alle avverse condizioni meteorologiche di quest’anno, che hanno influito negativamente sullo sviluppo delle olive. Le piogge persistenti e le basse temperature in primavera hanno causato ritardi nella fioritura e nell’impollinazione degli alberi. Già in altre regioni italiane, come il Lazio, si prevedono prezzi al dettaglio fino a 15 euro al litro per l’olio extravergine di oliva. In Sicilia le quotazioni non saranno così estreme, ma ci si aspetta comunque un rincaro consistente per i consumatori.

    Aumento dei costi per i produttori olivicoli siciliani

    Oltre al calo produttivo, a far aumentare il prezzo al dettaglio dell’olio siciliano nel 2023 saranno anche i maggiori costi di produzione, trasporto ed energia che gravano su tutta la filiera olivicola. Il costo del petrolio e del gas naturale incide notevolmente sui costi di raccolta delle olive, molitura e confezionamento. Inoltre l’olio siciliano è molto richiesto all’estero, quindi una fetta consistente della produzione verrà esportata, riducendo l’offerta per il mercato interno. La domanda mondiale di olio d’oliva di alta qualità rimane sostenuta.

    Quotazioni delle olive in crescita per gli agricoltori

    Bisognerà aspettare la fine di ottobre per avere stime più precise sulla produzione di olio in Sicilia e sui prezzi all’ingrosso. Tuttavia gli esperti sono concordi nel prevedere un aumento del prezzo al dettaglio intorno al 20-30% rispetto al 2022. Un rincaro significativo ma inferiore a quello temuto dopo la pessima annata 2021-2022, quando in Sicilia si registrò un crollo della produzione di oltre il 60%. Per il 2023 si prevede una annata media, con una produzione totale attorno alle 270.000 tonnellate, circa il 50-60% in meno rispetto al potenziale massimo della regione.

    C’è un certo ottimismo

    C’è da dire anche che nonostante i prezzi siano in aumento, gli olivicoltori siciliani guardano con ottimismo al 2023, poiché le quotazioni delle olive dovrebbero aggirarsi tra 90 e 120 euro al quintale, livelli remunerativi che non si vedevano da anni. In sintesi, a causa soprattutto delle avverse condizioni meteorologiche, nel 2023 l’olio extravergine siciliano costerà sensibilmente di più, con rincari al dettaglio fino al 30%. Tuttavia gli olivicoltori dell’isola potranno beneficiare di ottime quotazioni per le olive.

  • Aeroporto di Palermo, settembre da record: 803mila passeggeri

    Aeroporto di Palermo, settembre da record: 803mila passeggeri

    A settembre è ancora record di passeggeri e voli per l’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo. Nel mese appena trascorso i viaggiatori in transito dallo scalo aereo palermitano sono stati 833.312, +9,90% rispetto a settembre 2022 (758.259). I voli, invece, 5.710 contro 5.223 del 2022, +9,32%.

    La media di passeggeri per volo è stata di 146 contro 131 di settembre 2022.
    Da gennaio a settembre di quest’anno, inoltre, i viaggiatori dal Falcone Borsellino sono stati 6.316.841, +13.99% sullo stesso periodo del 2022 (5.541.435). Ciò significa che in nove mesi l’aeroporto di Palermo ha fatto volare 775 mila passeggeri in più.

    I voli sono cresciuti del 5,16% (43.393 del 2023 contro 41.263 del 2022), con una media passeggeri per volo di 146 contro 134 del 2022. “I buoni dati di traffico ci danno ormai prossimo e raggiungibile l’obiettivo degli 8 milioni di passeggeri nel 2023, che significa chiudere l’anno con un incremento di poco meno di un milione di viaggiatori – dice natale Chieppa, direttore generale di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo – Un altro risultato record – conclude il manager – che ha un maggior peso se consideriamo il grande recupero anche dei dati di qualità e gradimento espressi dai passeggeri nell’indagine sulla soddisfazione dei clienti, dati raccolti in un report e trasmessi, lo scorso 20 settembre, ad Enac”.
    In evidenza la buona performance del traffico internazionale, che ha inciso per il 34% sul totale dei transiti di settembre e del 30,67% sull’anno.

    “La spinta che viene dal traffico aereo deve rendere più urgente e necessario l’adeguamento di tutti i servizi in termini di qualità ed efficienza – dice Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap – L’aeroporto dà il proprio contributo ed è impegnato a fare ancora meglio. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno lavorato con grande impegno e professionalità”.

  • A volte ritornano: riapre lo storico Babyluna a Palermo

    A volte ritornano: riapre lo storico Babyluna a Palermo

    Aveva chiuso nei primi giorni di aprile 2022, dopo 44 anni di onorata attività. Adesso, dopo poco più di un anno da quelle saracinesche abbassate, il mitico bar “Babyluna”, punto di riferimento per intere generazioni di palermitani, riapre i battenti.

    Il Babyluna rinnovato riapre a Palermo

    Sotto la guida dei nuovi proprietari Gioacchino e Nina Ciresi, che hanno totalmente ristrutturato il tutto trasformandolo in un moderno lounge bar, la struttura da oggi è aperta, con un evento a porte chiuse, una sorta di inaugurazione, e poi con l’ingresso al pubblico previsto dalle 23. Da domani, 1 ottobre, il locale sarà poi aperto 24 ore su 24, con 15 dipendenti a servizio.

    Le cause della chiusura nel 2021

    Le porte del Babyluna, si erano chiuse circa un anno fa quando i vecchi proprietari si arresero dopo i disagi causati dai lavori sul ponte Corleone, a pochissimi metri dal locale, che di fatto non permettevano più il transito con l’auto nella piazzola dove ha sede il locale. Un disagio enorme che aveva fatto alzare bandiera bianca. I lavori, adesso, ci sono ancora, ma si sono spostati e dunque la piazzola è tornata usufruibile per tutti quei giovani che la utilizzavano come punto di incontro per la serata o come stop and go per consumare qualcosa e ripartire.

    Da simbolo di Palermo a locale 24 ore su 24

    A prenderlo in gestione subentrando alla famiglia Fiore e rilevando anche l’insegna, sono stati i fratelli Nina e Gioacchino Ciresi, già noti al mondo della ristorazione palermitana. Ora la struttura, dopo mesi di ristrutturazione, è completamente rinnovata. Un moderno lounge bar con una sala aperta dal mattino alla sera, 24 ore su 24, che offrirà non solo colazioni, ma anche aperitivi, pranzi veloci e cene, ma anche pasticceria e gastronomia, in continuità con il passato.

    Un investimento coraggioso

    Il Babyluna era stato aperto per la prima volta nel 1978 e per ben 44 anni è stato un punto di riferimento imprescindibile per chi passava di lì per una gita fuori porta o semplicemente per trascorrere una serata in compagnia. La sua chiusura fu una vera tegola per i palermitani, che con nostalgia dovettero salutare un pezzo di storia della loro città. “Ci vediamo al Babyluna” era una frase storica che tutti i palermitani hanno pronunciato almeno una volta nella vita.

    La rinascita con i fratelli Ciresi

    Ora il ritorno dello storico locale porta il sorriso sul volto dei palermitani, che non avrebbero mai voluto veder chiudere un’istituzione così importante e simbolica della loro città. Anche per i nuovi gestori si tratta di una sfida impegnativa ma stimolante: far rinascere un bar che per la città di Palermo non è stato solo un’attività commerciale ma una vera e propria “istituzione”.

    I fratelli Ciresi confidano nella rinascita di questo luogo grazie anche ai 15 dipendenti assunti, che con passione e dedizione si stanno impegnando nei lavori di ammodernamento della struttura. L’obiettivo è farla tornare quella di un tempo, quando era frequentatissima da lavoratori e viaggiatori che si ritrovavano lì prima di mettersi in viaggio.

    Anche la scelta di puntare su un’apertura 24 ore su 24 sembra andare in questa direzione: far tornare il Babyluna ad essere un punto di riferimento, un luogo simbolo della città, pronto ad accogliere i palermitani a qualsiasi ora. Insomma, un pezzo di storia che finalmente torna a splendere.

    Uno slancio di fiducia in un’area, quella del Ponte Corleone, che presto verrà sicuramente riqualificata e rilanciata. Un investimento coraggioso ma significativo, che ridarà ai palermitani un luogo della memoria collettiva.

    Insomma, il mitico Babyluna è tornato e Palermo ritrova un altro pezzo della sua anima. Un simbolo che si riaccende e che permetterà ai palermitani di tornare a pronunciare quella frase storica: “Ci vediamo al Babyluna!”.

  • Festa per la pizzeria palermitana che conquista i Tre Spicchi del Gambero Rosso

    Festa per la pizzeria palermitana che conquista i Tre Spicchi del Gambero Rosso

    Non c’è due senza tre, o meglio, non c’è due senza nove per “La Braciera”, la celebre pizzeria palermitana che si è aggiudicata per la nona volta consecutiva il massimo riconoscimento dei Tre Spicchi della celebre guida del Gambero Rosso. Un traguardo eccezionale quello tagliato dalla famiglia Cottone, ormai un punto di riferimento nel panorama della pizza italiana.

    Sin dalla sua apertura nel 1988, “La Braciera” si è contraddistinta per la qualità delle materie prime e l’eccellenza in cucina, ricercate costantemente dagli chef attraverso passione, dedizione e studio. Anno dopo anno l’alto livello è stato confermato dai riconoscimenti più prestigiosi del settore, come i Tre Spicchi appunto, ma anche i piazzamenti ai vertici delle classifiche di settore, l’ultima delle quali quella della Top 50 Pizza poche settimane fa.

    Merito di un approccio che Antonio Cottone definisce “di squadra”, basato sul lavoro corale di tutto lo staff e sulla ricerca costante dell’innovazione senza mai tradire le proprie origini. I clienti sanno di poter trovare sempre qualità, materie prime eccellenti e un’accoglienza calorosa tra le mura di “La Braciera”.

    Il nono Tre Spicchi consecutivo è stato accolto con gioia ed emozione dai fratelli Cottone, consapevoli di aver gettato negli anni solide basi per consolidare un primato siciliano senza pari. L’alzarsi costante del livello in tutta l’isola è visto positivamente: la concorrenza stimola a fare sempre meglio, al servizio finale dei clienti e della promozione del territorio.

    Con il successo senza fine de “La Braciera”, Palermo può dunque vantare un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, modello per tante realtà in crescita che contribuiscono a esportare nel mondo il valore della pizza siciliana.

  • La magia della Valle dei Templi ha attratto un milione di visitatori

    La magia della Valle dei Templi ha attratto un milione di visitatori

    La Valle dei Templi di Agrigento si conferma una delle mete archeologiche più amate in Italia. Dopo due anni difficili a causa della pandemia, nel 2022 l’area sta registrando numeri da record, con la concreta possibilità di raggiungere e superare il traguardo di 1 milione di ingressi.

    Già nel 2019 la Valle aveva sfiorato questo obiettivo, e ora i dati del 2022 fanno ben sperare. Nonostante un luglio complicato per via della chiusura dell’aeroporto di Catania, il sito sta vivendo una stagione memorabile. Ad agosto si sono registrati 185mila ingressi, contro i 166mila del 2021. Bene anche giugno con 103mila accessi, rispetto ai 78mila dell’anno precedente. E settembre sembra proseguire la striscia positiva, con una media di 4.500 visitatori al giorno.

    Merito anche della mostra su Leonardo Da Vinci ospitata nella splendida cornice di Villa Aurea, che ha attirato numerosi siciliani. Ma sono soprattutto i turisti stranieri a trainare il boom di presenze, grazie al ritorno dei viaggi organizzati in bus. Un netto cambio di rotta dopo le difficoltà legate al Covid. Tanti visitatori significano però anche una gestione più complessa in termini di servizi e viabilità. Come spiega il direttore del Parco Archeologico, Roberto Sciarratta, serve un impegno coordinato con le istituzioni locali per migliorare accessibilità e percorsi, soprattutto durante l’alta stagione.

    L’obiettivo è fare in modo che un flusso così elevato di persone non impatti sulla fruibilità del sito e sulla qualità dell’esperienza offerta. La Valle dei Templi merita di essere vissuta con la giusta calma e meraviglia. I risultati di quest’anno confermano come il patrimonio culturale e paesaggistico siciliano sia una calamita formidabile per il turismo internazionale. E come Agrigento, con i suoi tesori archeologici, sia una tappa imprescindibile per chi visita l’Italia. Un successo che premia gli sforzi fatti per valorizzare al meglio questo sito unico al mondo.

  • E’ un paradiso terrestre: intera isola della Sicilia in vendita per 10 milioni

    E’ un paradiso terrestre: intera isola della Sicilia in vendita per 10 milioni

    Un pezzo di Sicilia è in vendita. Si tratta dell’isola di Capo Passero, situata nella punta sud-orientale della regione, che gli eredi del barone Bruno di Belmonte hanno messo sul mercato per la cifra di 10 milioni di euro. Un vero e proprio angolo di paradiso, con 1300 metri di lunghezza e 500 di larghezza, che custodisce secoli di storia e una natura incontaminata.

    Un angolo di paradiso con storia millenaria

    Sull’isola sorgono i ruderi di una tonnara che fu attiva fino al 1969 e che i greci usavano già 3000 anni fa per la mattanza del tonno. Oggi è una suggestiva testimonianza del legame indissolubile tra queste terre e il mare. Ma non solo: Capo Passero ospita anche una fortezza borbonica e un faro ancora funzionante, che guida le imbarcazioni in questo tratto insidioso del Mediterraneo.

    Testimonianza del legame con il mare, un luogo ricco di fascino e leggende

    Un luogo ricco di fascino, protagonista di leggende e racconti popolari. Si narra che il nome derivi da quello di un marinaio greco, Passaro, che venne sepolto sull’isola. O forse dal fatto che i migratori vi facessero una sosta prima di riprendere il volo verso l’Africa. Sta di fatto che Capo Passero è una terra magica, che ora aspetta di scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

    Responsabilità di preservare il patrimonio

    Chi acquisterà l’isola avrà una grande responsabilità: preservare il suo immenso patrimonio storico-culturale. Già nel 2017 un progetto per realizzarvi un resort di lusso era stato bloccato da Legambiente e dalla Regione Siciliana. Ora il sindaco di Portopalo, di cui l’isola fa parte, auspica che ogni futuro intervento salvaguardi gli edifici storici e l’habitat naturale.

    Chi acquisterà l’isola?

    Del resto, le potenzialità turistiche di Capo Passero sono enormi anche senza stravolgerne l’anima. Con un’attenta opera di valorizzazione, potrebbe diventare una meta ambita dagli amanti della natura, del mare, della buona cucina e della storia. Un consolidato flusso turistico porterebbe ricchezza all’economia locale, creando posti di lavoro. Insomma, chi investirà 10 milioni per questo angolo incontaminato della Sicilia potrebbe rivelarsi un illuminato mecenate o uno speculatore senza scrupoli. La speranza è che prevalga la prima opzione, nel rispetto della collettività. L’isola di Capo Passero merita di essere amata, non solo posseduta.

  • Olio d’eccellenza siciliano: Evo Sicily è tra i cinque migliori d’Italia

    Olio d’eccellenza siciliano: Evo Sicily è tra i cinque migliori d’Italia

    L’olio extravergine d’oliva siciliano continua a distinguersi per qualità e prestigio, come dimostra il recente riconoscimento ottenuto da Carmen Bonfante, titolare dell’azienda Evo Sicily situata nella Valle del Belice, in provincia di Trapani. La produttrice siciliana è stata premiata tra le migliori cinque oleifici d’Italia al Galà dell’Olio 2022, manifestazione che celebra le eccellenze olivicole italiane.

    Il progetto di Carmen Bonfante

    Un successo che inorgoglisce la Sicilia e conferma come l’isola sia una delle zone di maggior pregio per la produzione dell’oro verde. Merito di un territorio vocato, di cultivar autoctone di pregio come la Nocellara del Belice e di aziende attente alla qualità e alla sostenibilità. Proprio i valori dell’etica e della tutela ambientale sono centrali nel progetto di Carmen Bonfante, la cui azienda Evo Sicily è certificata “Friend of the Earth“.

    Da appassionata di olio a imprenditrice di successo

    La storia di Carmen è emblematica: da semplice appassionata di olio e della propria terra, decide di trasformare la passione in lavoro dando vita nel 2019 all’oleificio Evo Sicily. Oggi coltiva oltre 1000 ulivi con un’età tra i 60 e i 70 anni nelle campagne tra Selinunte e Menfi, da cui nasce il suo olio di punta Embrace, estratto a freddo da olive Nocellara del Belice raccolte rigorosamente a mano. Oltre a Embrace, l’azienda produce altri oli come Evosì e la limited edition Secret Evo, blend di antiche varietà siciliane. Tutti certificati IGP Sicilia e frutto di una filiera 100% controllata, dal campo al flacone. Un connubio perfetto tra territorio, cultivar autoctone, know-how produttivo e innovazione.

    Il premio per l’olio siciliano

    Il Premio Foglia d’Oro ottenuto al Galà dell’Olio coronamento di un sogno per Carmen Bonfante, come lei stessa racconta: “Essere tra i migliori d’Italia è motivo di grande emozione. Dedico questo riconoscimento a tutte le donne, ai loro sogni e alle loro ambizioni”. Un successo di cui andare fieri per la Sicilia intera, che vede riconosciute le proprie eccellenze olivicole.

  • Come la tecnologia moderna sta influenzando l’industria dell’olio d’oliva siciliano

    Come la tecnologia moderna sta influenzando l’industria dell’olio d’oliva siciliano

    La Sicilia, con la sua ricca storia di tradizioni agricole, ha sempre avuto un legame profondo e ininterrotto con l’olio d’oliva. Dalle antiche tecniche manuali alle più avanzate innovazioni tecnologiche, quest’industria ha vissuto una metamorfosi notevole, dimostrando la sua capacità di evolversi pur rimanendo fedele alle sue radici. Uno specifico sviluppo tecnologico, in particolare, sta ridefinendo il concetto stesso di coltivazione e produzione dell’olio: i droni. Ma andiamo con ordine. La combinazione di queste innovazioni e della tradizione secolare del paese promette un futuro prospero per l’industria dell’olio d’oliva siciliano.

    Innovazioni tecnologiche nella coltivazione delle olive

    La tecnologia moderna ha portato una ventata di aria fresca nelle tradizionali tecniche di coltivazione dell’olivo. Dispositivi IoT, droni e tecniche di agricoltura di precisione ora permettono un’irrigazione efficiente, una lotta contro i parassiti mirata e un monitoraggio accurato della salute degli alberi. Un esempio di successo è proprio quello di un’azienda agricola siciliana che, grazie all’adozione di questi progressi, ha visto un incremento notevole della produttività e della qualità delle olive raccolte. Questo è un segno della capacità dell’industria siciliana di adattarsi e prosperare nell’era moderna.

    Progressi nella raccolta delle olive

    Le tecnologie non hanno rivoluzionato solo la fase di coltivazione, ma anche quella della raccolta. Macchine scuotitrici, potatori elettrici e altre attrezzature automatizzate stanno trasformando il modo in cui le olive vengono raccolte in Sicilia. Queste innovazioni non solo hanno ridotto i costi di manodopera ma, riducendo gli sprechi, garantiscono un prodotto di migliore qualità. Ciò rappresenta un grande passo avanti nella modernizzazione dell’industria dell’olio d’oliva nell’isola.

    Elaborazione tecnologica e controllo qualità

    Dalla fase di frantumazione a quella di estrazione, la tecnologia ha giocato un ruolo cruciale nel migliorare la qualità dell’olio prodotto. Equipaggiamenti all’avanguardia e sistemi di controllo qualità assicurano che il prodotto sia sempre conforme agli standard internazionali.

    L’integrazione della tecnologia nell’industria dell’olio d’oliva siciliano è un esempio di come l’innovazione possa dare nuova vita alle tradizioni consolidate. Questo non si limita all’agricoltura, ma si estende a vari settori, compreso il mondo dell’intrattenimento online. Ad esempio, la tecnologia avanzata ha reso possibile per aziende come Unibet offrire ai propri utenti un’esperienza di gioco più coinvolgente, permettendo di scommettere su Unibet con una maggiore interattività e personalizzazione. Allo stesso modo, la fusione tra tecnologia e tradizione sta giocando un ruolo cruciale nel portare avanti l’eredità dell’olio d’oliva, potenziando la qualità e l’efficienza della sua produzione, e garantendo allo stesso tempo la prosperità nel futuro.

    Prospettive future per l’industria dell’olio d’oliva siciliano

    Le ricerche in corso e le nuove tecnologie promettono di portare ulteriori miglioramenti nell’industria. Quest’ultima, infatti, sta aumentando i suoi sforzi per essere sempre più sostenibile ed ecocompatibile, sia in termini di produzione che di imballaggio. Tali sviluppi potrebbero avere un impatto significativo sul mercato globale dell’olio d’oliva e sulla posizione che ha in esso la Sicilia. Con queste nuove opportunità in vista, l’industria siciliana è pronta ad affrontare le sfide future con rinnovato slancio.

    La rivoluzione tecnologica che sta vivendo l’industria dell’olio d’oliva siciliano non è solo un segno dei tempi, ma una testimonianza della capacità della regione di adattarsi e prosperare. Mentre l’isola continua a produrre olio d’oliva di alta qualità, queste innovazioni tecnologiche potrebbero avere ripercussioni non solo sull’industria stessa, ma anche sull’economia regionale e sul patrimonio culturale.

  • La siciliana Maria Varsellona per il Financial Times è tra i 20 avvocati più innovativi del mondo

    La siciliana Maria Varsellona per il Financial Times è tra i 20 avvocati più innovativi del mondo

    Orgoglio siciliano con la bagherese Maria Varsellona, nominata dal Financial Times tra i 20 avvocati più innovativi del mondo nel campo delle grandi organizzazioni industriali. Un importante riconoscimento internazionale per la professionista siciliana, attualmente Chief Legal Officer e Company Secretary di Unilever, colosso anglo-olandese di beni di largo consumo.

    In passato Varsellona ha ricoperto il ruolo di General Counsel in ABB, multinazionale svizzero-svedese leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione. Prima ancora, è stata vicepresidente esecutivo e chief legal officer di Nokia Technologies, nonché presidente di Nokia Technologies.

    Nel corso della sua brillante carriera, l’avvocato originario di Bagheria ha inoltre assunto posizioni legali senior in realtà internazionali del calibro di Tetra Pack, Sidel, GE Oil & Gas e Hertz Europe. Si è laureata presso l’Università di Palermo, sua città natale, dove ha vissuto fino a dopo la laurea e dove ancora oggi mantiene la seconda residenza, nonostante gli impegni la portino in giro per il mondo. Proprio l’amministrazione comunale di Bagheria si è detta molto orgogliosa che una sua illustre concittadina abbia ricevuto un riconoscimento tanto prestigioso da parte del principale quotidiano economico-finanziario a livello globale.

    Secondo quanto evidenziato dal Financial Times, Varsellona sta guidando la trasformazione del team legale del gruppo Unilever, in linea con la recente ristrutturazione aziendale in cinque gruppi di business. Ogni divisione, che spazia dalla bellezza al benessere fino al gelato, ha ora il proprio consulente legale dedicato. L’avvocato siciliano sta inoltre supervisionando la creazione di tre “centrali elettriche legali” a Città del Messico, Bangalore e Barcellona, hub che serviranno le varie filiali locali di Unilever. Una visione innovativa che pone la Varsellona all’avanguardia nell’evoluzione della funzione legale all’interno delle grandi aziende, come evidenziato dal Financial Times.

    “Siamo particolarmente orgogliosi che una professionista di così grande levatura sia cittadina bagherese – ha dichiarato il Sindaco Filippo Maria Tripoli – una donna determinata che con passione e sacrificio inorgoglisce la nostra città”. Una menzione speciale da parte di una autorevole testata come il Financial Times testimonia ancora una volta la qualità e il talento dei professionisti siciliani, capaci di eccellere ai massimi livelli anche all’estero. E Maria Varsellona ne è l’emblema, con una carriera che fa brillare la Trinacria nel mondo.