Categoria: Economia&Lavoro

  • A Palermo si assumono 100 nuovi vigili urbani: c’è il bando, ecco come candidarsi

    A Palermo si assumono 100 nuovi vigili urbani: c’è il bando, ecco come candidarsi

    Palermo – L’amministrazione comunale di Palermo apre le porte a 100 nuovi Agenti di Polizia Municipale con un contratto a tempo pieno e indeterminato. Non un concorso pubblico da zero, ma una corsia preferenziale per chi è già risultato idoneo in altre graduatorie. Una mossa pensata per dare risposte rapide alla città e potenziare da subito il controllo del territorio.

    Così Palermo si prepara ad accogliere forze fresche nel suo Corpo di Polizia Municipale. È stata infatti ufficializzata la procedura per assumere 100 nuovi agenti che prenderanno servizio con un contratto stabile, a tempo pieno e indeterminato. La decisione, nero su bianco nella determina dirigenziale del 21 luglio 2025, fa parte di un piano più ampio di rafforzamento del personale e segue le precise indicazioni del Sindaco per garantire più sicurezza e vivibilità in città.

    La vera novità sta nel metodo scelto: si andrà a pescare da graduatorie di concorsi già esistenti.
    L’obiettivo è chiaro: dare una risposta concreta all’esigenza, ormai urgente, di rimpinguare un organico che da anni lavora sotto pressione. Queste 100 nuove unità, inquadrate nell’Area degli Istruttori, sono una risorsa cruciale per migliorare la gestione della viabilità, assicurare il rispetto delle regole e, in generale, potenziare la presenza sul territorio. L’operazione è resa possibile da una normativa nazionale (il D.L. n. 48/2025) che consente alle città metropolitane siciliane di assumere in deroga, proprio per accelerare il potenziamento dei servizi essenziali.

    Attenzione, non si tratta di un concorso pubblico tradizionale aperto a tutti. L’avviso è una “manifestazione di interesse” rivolta a una categoria ben precisa: chiunque abbia già superato un concorso per un ruolo simile (come Agente di Polizia Locale) in un’altra amministrazione pubblica italiana e risulti “idoneo” in una graduatoria ancora valida.

    Oltre a questo requisito specifico, i candidati devono possedere tutti i requisiti classici per l’impiego pubblico, come la cittadinanza italiana, il godimento dei diritti civili e politici, l’idoneità fisica al ruolo e, naturalmente, una fedina penale pulita. In pratica, il Comune cerca persone già “testate” e pronte a entrare in servizio.

    Chi è interessato deve muoversi in fretta. La domanda, compilata usando il modulo allegato all’avviso, deve essere inviata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando (avvenuta il 21 luglio 2025).

    Esiste un solo modo per farlo, pena l’esclusione: tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). La domanda, firmata e con allegata la copia di un documento d’identità, va spedita all’indirizzo:
    concorsi@cert.comune.palermo.it

    È fondamentale che l’oggetto della mail sia compilato esattamente così: “Manifestazione d’interesse per idonei di graduatorie di concorsi pubblici per l’assunzione, a tempo pieno e indeterminato, di n. 100 Agenti di Polizia Municipale”.

    L’amministrazione non prenderà in considerazione domande arrivate in altri modi. Se per errore si inviano più domande, verrà considerata valida solo l’ultima spedita.

    Una volta raccolte le candidature, gli uffici del Personale contatteranno gli enti che detengono le graduatorie per averne la disponibilità all’utilizzo. La scelta seguirà criteri logici: si darà la precedenza alle graduatorie con più idonei o a quelle più “vecchie”, sempre rispettando l’ordine di classifica.

    I candidati selezionati saranno poi chiamati a sostenere un colloquio. Non sarà una prova sulle materie del concorso, già superato, ma un incontro per valutare le motivazioni, le capacità organizzative e l’attitudine a lavorare nel contesto specifico di Palermo. Superato questo step, si procederà con la firma del contratto. Un dettaglio importante: i nuovi assunti dovranno impegnarsi a rimanere a Palermo per almeno cinque anni.

  • L’attrice de “I Soprano”, l’avvocato svizzero: chi sono le centinaia di stranieri che hanno comprato casa a a 1 euro in Sicilia

    L’attrice de “I Soprano”, l’avvocato svizzero: chi sono le centinaia di stranieri che hanno comprato casa a a 1 euro in Sicilia

    SAMBUCA DI SICILIA (AGRIGENTO) – Una festa in onore dei “New sambucesi”, centinaia di stranieri che hanno scelto Sambuca di Sicilia per il loro buen retiro. Sono infatti oltre duecento le famiglie provenienti da tutto il mondo – dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sud America al Medio Oriente, dall’Europa al Canada – che hanno acquistato casa tra i vicoli del centro storico del paese che nel 2016 ha vinto il titolo di Borgo più Bello d’Italia. Un riconoscimento che ha acceso i riflettori su questo Comune dell’agrigentino, a metà strada con la provincia di Palermo e quella di Trapani, che nel giro di pochi anni ha conosciuto un vero e proprio boom grazie anche all’iniziativa delle case a 1 euro.

    Gli stranieri che hanno ripopolato il borgo si sono dati appuntamento ieri sera al Don Giovanni Hotel per un’iniziativa dedicata appunto ai nuovi sambucesi, alcuni dei quali hanno preso addirittura la residenza in paese decidendo di lavorare in smart working. C’è l’operatore finanziario iraniano che lavora a Washington che ha comprato anche un uliveto per produrre olio biologico e la sua collega di Chicago con origini siciliane che ha deciso di tornare nelle terra dei suoi avi, c’è l’attrice italo americana Lorraine Bracco, che ha lavorato con Martin Scorsese, ed è stata protagonista della serie televisiva I Soprano, che ha fatto della sua casa a 1 euro un format televisivo trasmesso da Discovery channel, e ancora la famiglia svedese che ha appena acquistato un rudere da ristrutturare, anche in questo caso con una troupe televisiva al seguito per raccontare questa esperienza nel canale nazionale Stv, o ancora l’avvocato svizzero in pensione con la passione per la botanica che ha bonificato e piantumato a sue spese un giardino pubblico o la famiglia polacca che si è trasferita nella casa natale dello scrittore Emanuele Navarro della Miraglia, esponente del verismo siciliano. E ancora l’attivista che da Bruxelles ha deciso di aprire la prima sede del IPHR, un’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani, proprio a Sambuca.

    Ognuno di loro ha segnato su una enorme carta geografica il paese di provenienza e su una mappa del paese la casa acquistata. Gli organizzatori della serata hanno anche regalato una t-shirt con l’immagine stilizzata di Sambuca realizzata dall’architetto milanese Piero Russi, anche lui tra i nuovi abitanti del Borgo.

    “È stata un’iniziativa che ha voluto mettere in connessione tra di loro e con il tutto il paese i ‘new sambucesi’ – spiega l’imprenditore alberghiero Giorgio Maggio, promotore dell’iniziativa insieme al padre Giovanni -. In questi anni Sambuca è cambiata, oggi in paese si respira un clima internazionale, si parlano tante lingue, sono presenti tante religioni. E in un momento difficile come quello attuale, con le guerre che insanguinano diverse zone dal pianeta, vogliamo lanciare un messaggio di pace e di dialogo tra tutti i popoli proprio a partire da quanto sta avvenendo nel nostro borgo”.

  • Bonus di 500 euro per le famiglie siciliane, ecco a chi spetta

    Bonus di 500 euro per le famiglie siciliane, ecco a chi spetta

    Oltre 110 mila famiglie siciliane riceveranno un contributo fino a un massimo di 500 euro per coprire il vuoto dell’assegno di inclusione. Il bonus servirà a non lasciare scoperti i nuclei familiari che a giugno, dopo 18 mesi, ha subito l’interruzione del beneficio statale che ha sostituito il Reddito di cittadinanza. Il bonus è stato previsto da un emendamento del governo al DL Ilva, all’esame del Senato, che formalizza la misura già annunciata dalla ministra del Lavoro Marina Calderone.

    Sull’isola il bonus da 500 euro, come detto, dovrebbe riguardare una schiera di circa 110 mila famiglie. La Sicilia è tra le regioni riceverà più bonus dopo la Campania. Il bonus spetta a tutti i beneficiari dell’assegno di inclusione entrati nel sistema a partire da gennaio 2024, purché abbiano completato le 18 mensilità e siano soggetti alla sospensione di legge. Si tratta in gran parte di famiglie con minori, disabili, over 60 o persone prese in carico dai servizi sociali. Il 68% dei beneficiari vive al Sud, con picchi in Campania (182 mila famiglie) e Sicilia (156 mila). Un’esclusione improvvisa dal sostegno avrebbe significato un vuoto sociale importante proprio nelle regioni più fragili.

    “In via eccezionale per l’anno 2025, al fine di rafforzare le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, ai nuclei familiari interessati dalla sospensione di un mese del beneficio economico dell’Assegno di inclusione dopo un periodo di fruizione non superiore a diciotto mesi, è riconosciuto un contributo straordinario aggiuntivo dell’Assegno di inclusione”, si legge nel testo presentato dopo la decisione sul tema del Consiglio dei ministri di fine giugno.

    L’importo è “non superiore a euro 500” e sarà erogato “con la prima mensilità di rinnovo dell’Assegno di inclusione e comunque entro e non oltre il mese di dicembre”. I nuclei familiari interessati dal contributo straordinario sull’Assegno di inclusione sono calcolati in 533 mila e sono coloro che potrebbero raggiungere la diciottesima mensilità entro ottobre 2025. Tuttavia, sulla base delle evidenze sul reddito di cittadinanza si stima che circa il 5% non procederà alla domanda di rinnovo dell’Adi. Il numero potrebbe quindi scendere a 506 mila, si legge nella relazione tecnica all’emendamento. Applicando a questi 506 mila l’importo dell’ultima mensilità percepita, con limite superiore pari a 500 euro, come previsto dalla norma, pari in media a 462 euro, l’onere complessivo stimato per l’anno 2025 è di 234 milioni di euro, viene specificato.

    Il problema era emerso a fine giugno: circa 360 mila famiglie, questo era il calcolo che si faceva, avrebbero perso il sussidio proprio nel cuore dell’estate, per effetto dello stop obbligato di un mese previsto dopo il primo ciclo di 18 mensilità. La misura, introdotta nel gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza, prevede infatti una durata di un anno e mezzo, una sospensione di un mese e la possibilità di rinnovo per altri 12 mesi. Ma nel frattempo si resta scoperti. L’Inps aveva avviato l’invio di sms informativi (“Hai percepito le 18 mensilità di Adi. Puoi ripresentare domanda dal prossimo mese”), mentre il governo correva ai ripari con una norma ponte, ora concretizzata

  • A Monreale 1677 candidati per il concorso per 7 posti da vigile urbano

    A Monreale 1677 candidati per il concorso per 7 posti da vigile urbano

    Una risposta straordinaria al bando di concorso indetto dal Comune di Monreale: sono 1677 le candidature ufficialmente pervenute per la selezione pubblica che porterà all’assunzione a tempo indeterminato di 7 nuovi Istruttori di Vigilanza. L’altissimo numero di domande per i posti disponibili, da inquadrare nell’Area degli Istruttori, evidenzia non solo l’attrattività del bando ma anche la forte richiesta di stabilità lavorativa nel territorio.

    L’Amministrazione Comunale ha manifestato grande apprezzamento per la massiccia partecipazione. Il sindaco Alberto Arcidiacono ha commentato l’esito, affermando che i nuovi agenti avranno il compito di potenziare il corpo della Polizia Municipale. Questo innesto di personale, secondo il primo cittadino, è finalizzato a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e a migliorare la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza monrealese.

    Conclusa la fase di raccolta delle istanze, l’iter del concorso procederà ora con la valutazione delle domande presentate. Successivamente, verranno organizzate le prove di selezione.L’Amministrazione Comunale invita tutti i candidati a monitorare con attenzione i canali ufficiali per ogni futura comunicazione. In particolare, si raccomanda di consultare periodicamente il sito istituzionale dell’ente, all’indirizzo www.comune.monreale.pa.it, per non perdere gli aggiornamenti cruciali relativi al calendario delle prove e agli esiti del concorso.

  • La studentessa Adriana Grippi di San Cipirello si aggiudica importante borsa di studio Amazon

    La studentessa Adriana Grippi di San Cipirello si aggiudica importante borsa di studio Amazon

    È Adriana Grippi, studentessa del corso di Laurea in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Palermo, la vincitrice della settima edizione di “Amazon Women in Innovation”, la borsa di studio promossa e finanziata da Amazon per aiutare le giovani studentesse di discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) a inserirsi nel settore dell’economia digitale, dell’innovazione e della tecnologia.

    La giovane meritevole – insieme alle vincitrici degli altri sei Atenei italiani coinvolti nell’iniziativa di Amazon – usufruirà di un finanziamento di €6.000 per l’anno accademico 2024/25, con possibilità di rinnovo nei successivi due anni, insieme all’opportunità di disporre di una mentor Amazon, una manager dell’azienda con cui confrontarsi per sviluppare competenze utili per il proprio futuro percorso professionale: dalle tecniche per creare un curriculum efficace, ai consigli per affrontare un colloquio di lavoro.
    Chi è la vincitrice di “Amazon Women in Innovation” per l’Università degli Studi di Palermo
    Adriana Grippi, 19 anni, è originaria di San Cipirello, in provincia di Palermo, e frequenta il primo anno del corso di laurea in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Palermo. Dopo il diploma al liceo classico, ha scelto di intraprendere un percorso universitario nell’ambito STEM, spinta dal suo interesse per la matematica. La decisione di iscriversi a Ingegneria Informatica è arrivata negli ultimi giorni utili per l’immatricolazione, nonostante non avesse precedenti esperienze in informatica o programmazione. I primi mesi sono stati impegnativi, anche a causa delle differenze di preparazione rispetto ad altri studenti, ma con costanza è riuscita a colmare le lacune iniziali. Tra i suoi interessi accademici rientrano l’intelligenza artificiale e la cybersecurity.

    “Ricordo che il coordinatore del corso ci ha parlato subito di questa opportunità e mi ha colpito che su 140 studenti fossimo solo 15 ragazze. Ho deciso di candidarmi, senza troppe aspettative, e ricevere la notizia della vittoria è stata una grande soddisfazione. Vorrei utilizzare il contributo per investire nella mia formazione: una laurea magistrale fuori regione o all’estero, corsi di approfondimento, o anche l’acquisto di strumenti utili per lo studio”, ha dichiarato Adriana. “Alle ragazze che vogliono intraprendere questo percorso consiglio di non farsi scoraggiare dalla scarsa presenza femminile: anche io avevo dei timori, ma mi sono trovata bene con i miei colleghi. È importante superare gli stereotipi e garantire pari opportunità anche nel mondo del lavoro. Penso che oggi il vero ostacolo sia legato a una percezione errata della produttività femminile, specialmente in relazione alla maternità o alla gestione dei tempi”.

    “Con Amazon Women in Innovation vogliamo sostenere il talento femminile nelle discipline STEM, contribuendo concretamente a ridurre il divario di genere nella tecnologia e nell’innovazione. Crediamo che fornire opportunità concrete e strumenti pratici, come borse di studio e mentorship, sia fondamentale per guidare le nuove generazioni verso un futuro professionale in cui le loro competenze, idee e passioni possano fiorire”, ha detto Rita Malavasi, Responsabile Relazioni Istituzionali di Amazon.it. “È particolarmente gratificante vedere le nostre laureate non solo avere successo professionale, ma diventare loro stesse promotrici, ispirando la prossima generazione di leader tecnologiche in Italia”.

    “Amazon Women in Innovation”: dal 2018 a oggi
    Dal 2018, allo scopo di supportare e incentivare le giovani studentesse universitarie appassionate di materie scientifiche, Amazon assegna la borsa di studio “Amazon Women in Innovation”. Il progetto si inserisce nel programma Amazon nella Comunità come supporto alla crescita delle nuove generazioni nel mondo digitale, e oggi coinvolge sette Atenei italiani: assieme all’Università degli Studi di Palermo, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Politecnico di Torino. Con le premiazioni annunciate oggi, dall’anno del suo lancio, l’iniziativa ha premiato finora 33 giovani meritevoli attraverso l’erogazione di altrettante borse di studio e di un percorso di mentorship con una manager di Amazon: incontri dedicati a sviluppare le competenze del futuro.

  • Dipendenti della Lidl in sciopero venerdì, l’annuncio dei sindacati

    Dipendenti della Lidl in sciopero venerdì, l’annuncio dei sindacati

    Dopo un altro nulla di fatto sul fronte delle trattative per contratto integrativo aziendale i sindacati annunciano per venerdi una giornata di sciopero del personale di Lidl Italia con la conferma dello stato di agitazione. È quanto fanno sapere i sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisi e Uiltucs dopo il confronto con la direzione di Lidi Italia al tavolo convocato la scorsa settimana, era il 10 luglio, che si è concluso con esito negativo, «Ricordiamo che la proposta avanzata da Lidl Italia alle segreterie nazionali si legge nella nota firmata da Filcams, Fisascat e Uiltucs non risponde alle aspettative e al mandato che le organizzazioni sindacali hanno ricevuto dalle lavoratrici e dai lavoratori né sulla parte economica né sulla parte riguardante l’organizzazione del lavoros.

    Insomma una proposta inadeguata che ha fatto scattare lo sciopero venerdi 18 luglio per ribadire la necessità di trovare una soluzione adeguata al negoziato per il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia, ormai in corso da più di due anni, al fine di migliorare le proposte dell’impresa, ad oggi non soddisfacenti.

    Lo sciopero nazionale interesserà tutti i lavoratori della filiera Lidi, incluso quello occupato nel magazzini, nella rete di vendita e negli uffici, e si svolgerà sull’intera giornata lavorativa. Permangono, nell’ambito dello stato di agitazione, anche il blocco dei supplementari e degli straordinari.

    Massimiliano Silvestri, Presidente Lidl Italia: “Da sempre ci impegniamo per garantire condizioni economiche di miglior favore a tutte le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori e, già a partire dal 2009, Lidl Italia è l’unica realtà del settore discount – e una delle poche nella GDO italiana – ad essersi dotata volontariamente di un Contratto Integrativo Aziendale. In occasione delle trattative per il rinnovo, ancora una volta, abbiamo confermato il nostro impegno proponendo un pacchetto di misure significativamente migliorativo per uno sforzo economico complessivo pari a 20 milioni di euro aggiuntivi, corrispondente ad un aumento superiore al 50% rispetto al contratto in essere. Parte dell’attenzione costantemente dedicata ai dipendenti, si evince anche dal fatto che Lidl Italia retribuisce il lavoro al minuto e prevede importi di superminimo in busta paga superiori a quelli del settore, oltre a riconoscere una maggiorazione domenicale del 135%, rispetto a quella prevista dal CCNL che è pari al 30%. In aggiunta, parallelamente alla proposta economica, ci siamo impegnati per proseguire sulla strada già intrapresa di istituire le 25 ore settimanali come monte ore minimo contrattuale, rispetto alle 18/20 ore previste dal CCNL di settore; prevedere il passaggio da 5° a 4° livello per i collaboratori impiegati nei centri logistici ed, infine, introdurre la sperimentazione per migliorare la pianificazione degli orari settimanali e delle domeniche.
    Restiamo convinti della validità della nostra proposta, costruita in base al fondamentale criterio della sostenibilità economica di lungo periodo, e auspichiamo che le organizzazioni sindacali ne comprendano a fondo il valore.”

  • In Sicilia via ai contributi a fondo perduto per realizzare alberghi, bed and breakfast, ostelli, campeggi, villaggi turistici

    In Sicilia via ai contributi a fondo perduto per realizzare alberghi, bed and breakfast, ostelli, campeggi, villaggi turistici

    Si è aperta oggi (martedì 15 luglio) alle ore 12 la piattaforma telematica dell’Irfis per la presentazione delle domande relative al bando promosso dalla Regione Siciliana per il potenziamento dell’offerta ricettiva. L’iniziativa, finanziata per complessivi 135 milioni di euro con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese alberghiere ed extralberghiere operanti in Sicilia: alberghi, bed and breakfast, ostelli, campeggi, villaggi turistici, case vacanze, rifugi e strutture aggregate, comprese reti d’impresa e cooperative.

    I contributi a fondo perduto sono destinati a progetti di ristrutturazione, ampliamento, riattivazione o realizzazione di nuove attività turistiche attraverso il recupero o la riconversione di immobili esistenti. Le domande potranno essere presentate fino alle ore 17 del 15 ottobre 2025.

    «Come avevo anticipato – dichiara il presidente della Regione Renato Schifani – siamo riusciti a pubblicare questo bando in tempi record, a conferma della determinazione e dell’efficienza della nostra azione. Si tratta di uno strumento strategico per rafforzare e rendere ancora più competitiva l’offerta turistica siciliana. I dati continuano a premiarci: la Sicilia si conferma tra le mete preferite nel panorama internazionale, attirando un numero crescente di visitatori, anche di fascia medio-alta. È dunque il momento giusto per accelerare gli investimenti sull’accoglienza e sulla qualità dei servizi turistici dell’Isola».

    Le agevolazioni vanno da 50 mila a 3,5 milioni di euro, con procedura valutativa a graduatoria. Sono previsti due distinti regimi di aiuto, “de minimis” e “in esenzione”, ognuno con soglie e condizioni specifiche. Gli interventi dovranno rispettare i limiti di cubatura previsti dalle normative edilizie vigenti e non sarà ammesso consumo di nuovo suolo. Le imprese selezionate avranno 24 mesi di tempo per completare i lavori.

    Le istanze possono presentate esclusivamente sulla piattaforma incentivisicilia.irfis.it accendo con Spid o Cns.

  • Dazi USA, allarme rosso per la Sicilia: piovono disdette di olio e vino

    Dazi USA, allarme rosso per la Sicilia: piovono disdette di olio e vino

    Una spada di Damocle pende sull’economia siciliana. La minaccia di nuovi dazi al 30% da parte degli Stati Uniti, storico partner commerciale dell’isola, ha già innescato una reazione a catena che rischia di trasformarsi in una crisi sistemica. Le prime avvisaglie sono concrete e allarmanti: una pioggia di disdette sta colpendo gli ordini di prodotti agroalimentari, con l’olio extravergine d’oliva in prima linea. Per la Sicilia, che guarda al mercato americano come a uno sbocco fondamentale, si profila uno scenario da -50% sulle vendite, un colpo durissimo per un tessuto produttivo già messo alla prova da sfide strutturali.

    Un’ipoteca da un miliardo: i conti della crisi annunciata

    Le stime economiche dipingono un quadro a tinte fosche. Secondo le proiezioni del centro studi della CGIA di Mestre, il danno potenziale per l’export siciliano potrebbe raggiungere la cifra vertiginosa di un miliardo di euro. Questa analisi, che proietta su scala regionale gli effetti di una contrazione nazionale stimata tra i 30 e i 35 miliardi, posiziona l’Isola tra le regioni che pagherebbero il prezzo più alto del protezionismo americano. La perdita diretta, calcolata in mezzo miliardo di euro, verrebbe raddoppiata dall’indotto e dalle ricadute indirette. Un crollo che andrebbe a vanificare le performance eccezionali del 2023, quando il valore delle esportazioni siciliane verso gli States aveva superato 1,26 miliardi di euro, un traguardo che sembrava poter essere replicato anche quest’anno.

    Olio extravergine: l’oro verde siciliano sotto scacco

    Il settore olivicolo è l’epicentro del terremoto. “Se il presidente Trump concretizzerà la minaccia dei dazi al 30%, le nostre aziende subiranno una batosta durissima”, afferma senza mezzi termini Mario Terrasi, presidente di Oleum Sicilia, organizzazione legata a Coldiretti. I numeri parlano chiaro: il 50% dell’export di extravergine siciliano è diretto proprio verso gli Stati Uniti. “Oltreoceano movimentiamo più olio noi che la Puglia”, precisa Terrasi per sottolineare la portata del legame commerciale.
    L’impatto sul prezzo finale sarebbe inevitabile: una bottiglia venduta oggi a 9 euro all’importatore, con un dazio del 30% schizzerebbe a 11 euro. Sullo scaffale dei supermercati americani, il prezzo medio di 25 dollari potrebbe facilmente superare i 28. Il vero nodo, però, è a monte: l’importatore sarà disposto ad assorbire un simile aumento dei costi? I segnali attuali suggeriscono di no. Gli ordini per il mese di agosto sono in stallo, bloccati dall’incertezza. Si teme inoltre che i dazi possano entrare in vigore con la merce già in viaggio, costringendo gli acquirenti a pagare la differenza allo sbarco. “L’orizzonte è nero”, conclude Terrasi, “non solo per le nostre aziende, ma per lo stesso consumatore americano, che vedrà l’inflazione salire alle stelle”.

    Anche il vino trema: timori di speculazione e crollo degli ordini

    Le preoccupazioni non si limitano all’olio. Il settore vitivinicolo, altro fiore all’occhiello del Made in Sicily, guarda alla situazione con estrema apprensione. Graziano Scardino, presidente della Cia Sicilia, ricorda che il vino rappresenta una fetta consistente dei 200 milioni di euro generati annualmente dall’export agroalimentare verso gli USA. Più che un calo della domanda finale, Scardino teme “il dilagare di speculazioni degli importatori a danno delle aziende dell’Isola”. Il ragionamento è sottile: un consumatore americano abituato a pagare 30 dollari per un vino siciliano di pregio potrebbe non essere scoraggiato da un aumento di 9 dollari. È l’importatore che, forte della nuova leva tariffaria, potrebbe chiedere sconti drastici ai produttori, minacciando di interrompere gli acquisti. In questo modo, il costo dei dazi verrebbe scaricato interamente sulle imprese siciliane.
    Un allarme condiviso da Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, che ricorda come il Nord America sia “il secondo mercato d’esportazione per l’82,6% delle nostre imprese”. Perdere anche solo una frazione di questo mercato, che secondo dati Svimez vale 50 milioni di euro l’anno solo per il vino, sarebbe un danno difficilmente recuperabile.

     Un’economia fragile di fronte alla tempesta: il peso dell’insularità

    La minaccia dei dazi si abbatte su un sistema già vulnerabile. Il coordinamento delle Partite Iva siciliane evidenzia come le imprese locali combattano quotidianamente contro svantaggi strutturali. “La Sicilia subisce la concorrenza sleale di merci provenienti da Paesi con regole ambientali e del lavoro meno stringenti”, denunciano dal coordinamento. A questo si aggiunge il fardello dell’insularità, che si traduce in maggiori costi di produzione, trasporto ed energia. Come sottolinea Maria Francesca Briganti, “l’aspetto che deve allarmare è il continuo aumento dell’inflazione, i costi dell’insularità che discriminano le PMI e il progressivo impoverimento dei siciliani”. La sfida per l’agroalimentare siciliano è duplice: resistere alla tempesta globale e, allo stesso tempo, trasformare i propri svantaggi strutturali in un’opportunità di competitività unica.

  • Terna punta sulla Sicilia hub elettrico del Mediterraneo: investimenti per 3,5 miliardi

    Terna punta sulla Sicilia hub elettrico del Mediterraneo: investimenti per 3,5 miliardi

    Il Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale 2025-2034 è stato al centro dell’incontro svoltosi oggi a Palermo tra Terna e la Regione Siciliana. L’iniziativa ha rappresentato un primo importante momento di confronto istituzionale con il neoassessore regionale all’Energia Francesco Colianni, focalizzato sugli interventi strategici previsti per il territorio siciliano. Terna ha illustrato i contenuti del Piano per la Sicilia, che prevede investimenti per circa 3,5 miliardi di euro nel prossimo decennio: il valore più alto tra tutte le regioni italiane, a conferma della centralità dell’isola nello sviluppo del sistema elettrico del Paese.

    Tra i principali contenuti discussi si distingue la Programmazione Territoriale Efficiente, un modello innovativo che consente di gestire in modo coordinato e sostenibile le crescenti richieste di connessione, favorendo uno sviluppo sinergico e ottimizzato delle infrastrutture. Accanto a questo approccio, il Piano prevede la realizzazione di opere strategiche destinate a incrementare la sicurezza del sistema e la capacità di trasporto all’interno della Regione, a vantaggio dell’integrazione delle fonti rinnovabili e della riduzione delle congestioni di rete.

    In particolare, secondo gli obiettivi del Burden Sharing al 2030, rispetto alla capacità installata da fonte rinnovabile del 2021, in Sicilia sarà necessario un incremento di circa 10,48 GW. Secondo i dati di Terna, al 30 giugno 2025 risultano circa 81 GW richieste di connessione sulla rete di alta tensione per impianti rinnovabili, a cui si aggiungono ulteriori richieste per circa 53 GW relative a sistemi di accumulo.

    Tra le opere più rilevanti del Piano decennale spicca il Tyrrhenian Link che prevede la realizzazione di due linee elettriche sottomarine in corrente continua a 500 kV, per un totale di 970 km di cavo e una capacità di trasporto di 1.000 MW per ciascuna tratta. L’infrastruttura si compone di due rami: il ramo est, che si estende per circa 490 km e collega la Sicilia alla Campania e il ramo ovest, lungo circa 480 km, che unisce la Sicilia alla Sardegna. Nel maggio 2025 si è conclusa la posa del cavo sottomarino della tratta est, un’infrastruttura record che, per la prima volta in Italia, ha visto l’installazione di un cavo in corrente continua (HVDC) a 2.150 metri di profondità. In poco più di due mesi sono stati posati 490 km di elettrodotto, suddivisi in due fasi: la prima, di 260 km, terminata a marzo; la seconda, di 230 km, avviata ad aprile e completata dopo circa un mese.

    La transizione energetica è una sfida complessa che richiede competenze tecniche di elevata specializzazione. Per rispondere a questa esigenza, Terna ha avviato, nelle regioni interessate dal Tyrrhenian Link, un Master di II livello in “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, promosso nell’ambito del Tyrrhenian Lab e realizzato in collaborazione con le Università di Palermo, Cagliari e Salerno. Grazie agli ottimi risultati conseguiti nelle prime tre edizioni – sia per qualità della formazione sia per l’impatto occupazionale – il Master è stato prorogato fino al 2027. In Sicilia, negli ultimi anni, circa 60 studenti e studentesse hanno partecipato al percorso e sono stati successivamente assunti nelle sedi territoriali di Terna. Con l’avvio della quarta edizione, presentata lo scorso giugno, il numero complessivo dei giovani professionisti impiegati sul territorio siciliano raggiungerà quota 80.

    Un altro progetto di rilievo, inserito nel Piano Mattei per l’Africa, è Elmed, la prima interconnessione elettrica in corrente continua tra Europa e Africa. L’opera prevede un cavo sottomarino di circa 200 km tra Italia e Tunisia, realizzato congiuntamente da Terna e STEG, il gestore tunisino della rete elettrica, che favorirà l’integrazione delle energie rinnovabili e rafforzerà la sicurezza e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico.

    Il sistema elettrico siciliano è oggi basato principalmente su tre linee di trasmissione a 380 kV — Chiaramonte Gulfi–Priolo, Paternò–Chiaramonte Gulfi e Paternò–Sorgente — e su un anello a 220 kV che svolge una doppia funzione: trasmettere l’energia e alimentare la rete di distribuzione. In questo scenario, il Piano propone una strategia di lungo periodo per potenziare la resilienza della rete e garantire un esercizio sempre più sicuro e affidabile.

    Tra le opere pianificate due nuovi elettrodotti a 380 kV: Chiaramonte Gulfi – Ciminna e Caracoli – Ciminna. Queste infrastrutture sono pensate per potenziare il collegamento tra la Sicilia orientale e quella occidentale e mitigare le congestioni lungo l’asse est-ovest. In particolare, il progetto Chiaramonte Gulfi – Ciminna, lungo 172 km, sarà la prima interconnessione ad altissima tensione nella parte occidentale dell’isola e incrementerà gli scambi di energia tra le diverse aree della Regione. La linea Caracoli – Ciminna, invece, collegherà la nuova dorsale interna al Tyrrhenian Link, aumentando la sicurezza dell’alimentazione elettrica nella Sicilia occidentale. A supporto di questi interventi, è previsto anche il potenziamento della rete a 220 kV con la realizzazione dell’elettrodotto Partinico – Fulgatore, che contribuirà ulteriormente alla stabilità del sistema e all’integrazione della crescente produzione rinnovabile.

    Inoltre, in fase di realizzazione figura il progetto Paternò-Pantano-Priolo, lungo 63 km, che attraverserà le province di Catania e Siracusa, potenziando la capacità di generazione della regione e migliorando l’efficienza della rete elettrica della Sicilia Orientale. L’intervento consentirà la dismissione di 155 km di linee e circa 400 i sostegni restituendo al territorio oltre 300 ettari di terreno liberati.

    Di prossima cantierizzazione è anche il collegamento Messina Riviera – Messina Nord, che contribuirà a ridurre il rischio di interruzioni di alimentazione causate da eventi climatici estremi e ad aumentare la sicurezza della rete. Si tratta di un elettrodotto in cavo interrato a 150 kV lungo circa 10 km, che collegherà la Cabina Primaria “Messina Nord” con la Cabina Primaria “Messina Riviera”.

    Di particolare importanza anche il collegamento Bolano-Annunziata, l’elettrodotto sottomarino in corrente alternata da 380 kV che unirà la Sicilia alla Calabria. Autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a fine 2024, l’intervento aumenterà fino a 2.000 MW la capacità di interconnessione tra l’isola e il continente, contribuendo all’integrazione delle rinnovabili e al rafforzamento della rete nel Sud Italia.

    Con circa 330 dipendenti, Terna gestisce in Sicilia oltre 4.500 km di linee ad alta e altissima tensione e 81 stazioni elettriche.

  • Viale Regione, via libera al sovrappasso di via Perpignano: opera da 5 milioni

    Viale Regione, via libera al sovrappasso di via Perpignano: opera da 5 milioni

    La Giunta Comunale ha approvato il progetto di fattibilità per una nuova infrastruttura pedonale sulla Circonvallazione di Palermo. L’obiettivo è sanare una delle fratture urbane più sentite della città, garantendo un attraversamento sicuro in un’arteria ad alta percorrenza.

    Un intervento strategico per la Circonvallazione

    Palermo si prepara a dotarsi di un nuovo sovrappasso pedonale. La Giunta comunale ha dato il suo assenso al progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di una struttura in viale Regione Siciliana, all’altezza di via Perpignano. L’opera rappresenta un intervento cruciale per ricucire il tessuto urbano diviso dalla circonvallazione, un’arteria che da decenni costituisce una barriera fisica e un pericolo costante per i pedoni. Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 5,3 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC).

    Dettagli del progetto e iter amministrativo

    Inizialmente, questo intervento era parte di un pacchetto più ampio che prevedeva sette nuove strutture lungo l’asse di viale Regione, nel tratto compreso fra via Oreto e via Belgio. Inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2024-26, il sovrappasso di via Perpignano è stato successivamente stralciato per diventare un progetto autonomo nel nuovo piano 2025-27. Dei 5,3 milioni di euro stanziati, 3 milioni saranno destinati ai lavori di costruzione veri e propri, mentre la quota rimanente coprirà oneri accessori, spese di progettazione e imposte. I fondi, reperiti dalle risorse del FSC, sono già vincolati al progetto, garantendone la copertura finanziaria.

    L’emergenza attraversamenti: tra degrado e inefficienza

    La necessità di questa nuova opera emerge con forza analizzando lo stato attuale degli attraversamenti sulla Circonvallazione. Muovendosi dalla periferia est verso il centro, i pedoni si trovano di fronte a una serie di sottopassi in condizioni di totale abbandono. Quelli di Borgo Ulivia, del ponte Corleone e di via Altafonte sono di fatto intransitabili: invasi da rifiuti, soffocati dalla vegetazione spontanea e privi di un sistema di illuminazione funzionante, rappresentano più un rischio che una soluzione. Anche il sottopasso della IV Circoscrizione versa in condizioni di profondo degrado.

    Accessibilità a macchia di leopardo: i limiti dei sovrappassi esistenti

    Se la situazione dei sottopassi è critica, quella dei sovrappassi moderni non è esente da problemi. Le tre strutture esistenti, localizzate in via Nave, presso il parcheggio Emiri e in prossimità di piazzale Einstein, sebbene esteticamente moderne, mostrano limiti funzionali significativi. Il caso più emblematico è quello di via Nave, dove l’ascensore sul lato monte è fuori servizio da anni. Questa inefficienza impedisce di fatto l’utilizzo della struttura a persone con disabilità motorie o a chiunque abbia difficoltà di deambulazione, tradendo il principio di accessibilità universale che dovrebbe guidare ogni opera pubblica. Il nuovo sovrappasso di via Perpignano dovrà quindi non solo aggiungere un punto di attraversamento, ma anche rappresentare un modello di efficienza e inclusività.