Tag: carabinieri

  • Badante della madre ruba gioielli, figlia mette telecamere e la fa arrestare

    Badante della madre ruba gioielli, figlia mette telecamere e la fa arrestare

    I Carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno arrestato una 56enne per furto in abitazione. La donna avrebbe asportato gioielli dall’abitazione dove svolgeva l’attività di collaboratrice domestica. A scoprire il furto la figlia della donna accudita, che si sarebbe accorta del furto grazie alle immagini delle telecamere installate in casa.

    Con l’intervento tempestivo dei Carabinieri veniva eseguita una perquisizione personale che permetteva di rinvenire all’interno delle tasche dei pantaloni i monili in oro poco prima asportati. Da ulteriori accertamenti sarebbe emerso che sin dallo scorso mese di aprile la 56enne si sarebbe resa responsabile di altri furti di gioielli e monili per un valore di circa 20 mila euro, alcuni dei quali rinvenuti nella sua abitazione.

    La donna, a seguito dell’udienza di convalida, è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. due volte a settimana.

     

  • Minicicciolo scatena l’inferno, 2 bambini salvati dalle fiamme a San Cipirello: il ‘grazie” del sindaco ai Carabinieri

    Minicicciolo scatena l’inferno, 2 bambini salvati dalle fiamme a San Cipirello: il ‘grazie” del sindaco ai Carabinieri

    Momenti di terrore a San Cipirello, dove un incendio causato da un petardo ha messo a repentaglio la vita di due bambini di 5 e 7 anni. L’episodio si è verificato intorno a mezzogiorno del 2 gennaio in un edificio in ristrutturazione di proprietà della famiglia, situato in Via Rizzo. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Compagnia di Monreale, i due fratellini stavano giocando con dei piccoli petardi, detti miniciccioli, vicino ad alcuni vecchi materassi accatastati al piano terra dell’edificio disabitato. Le scintille dei petardi avrebbero innescato l’incendio dei materassi, producendo un denso fumo acre che ha rapidamente invaso i locali.

    L’intervento eroico dei Carabinieri

    All’arrivo dei Carabinieri delle Stazioni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, i due bambini si erano rifugiati al secondo piano dell’edificio, chiedendo aiuto dalla finestra. I genitori, con l’aiuto di alcuni vicini, stavano cercando di spegnere le fiamme al piano terra. Con grande coraggio e senso del dovere, due Carabinieri si sono introdotti nell’edificio avvolto dal fumo, proteggendosi naso e bocca con delle pezze bagnate. Attraversando la densa coltre di fumo, hanno raggiunto i due bambini al secondo piano e li hanno portati in salvo in braccio.

    Il Sindaco ringrazia i soccorritori

    Il Sindaco di San Cipirello, Vito Cannella, ha espresso la sua profonda gratitudine ai Carabinieri per il loro intervento tempestivo e risolutivo. “È doveroso ringraziare la Compagnia Carabinieri di Monreale, la Stazione Carabinieri di San Cipirello e San Giuseppe Jato per il loro intervento immediato e professionale”, ha dichiarato il Sindaco. “Hanno agito con coraggio e senso del dovere, salvando i due bambini e domando le fiamme, proteggendo l’abitazione e portando alto l’onore del loro ruolo. A loro va il nostro più sentito GRAZIE”.

    Un invito alla riflessione sull’uso dei petardi

    L’incidente, fortunatamente conclusosi senza gravi conseguenze fisiche per i bambini, ha scosso San Cipirello. Il Sindaco Cannella ha invitato la cittadinanza, i genitori e i giovani a una seria riflessione sull’uso dei petardi e dei giochi pirotecnici. “Questo episodio, che per fortuna si è risolto nel migliore dei modi, poteva avere conseguenze ben più gravi”, ha sottolineato il Sindaco. “Invito tutti a riflettere attentamente sui rischi connessi all’uso dei petardi, soprattutto da parte dei minori”. I due bambini, dopo essere stati visitati dai sanitari del 118, sono stati riaffidati ai genitori, visibilmente scossi ma sollevati per il lieto fine. L’incendio è stato poi completamente domato dai Vigili del Fuoco.

  • Anziani derubati a Palermo: scatta l’arresto che smaschera la truffa

    Anziani derubati a Palermo: scatta l’arresto che smaschera la truffa

    Un uomo di 34 anni, residente a Pomigliano D’Arco (Napoli), è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Palermo Crispi con l’accusa di aver commesso quattro truffe aggravate nel capoluogo siciliano tra settembre e dicembre 2023. Le vittime, tre donne e un uomo, sono state ingannate con la tecnica del finto carabiniere.

    Il modus operandi

    Il truffatore contattava telefonicamente le vittime, presentandosi come un carabiniere o un avvocato, e comunicava loro che un familiare era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per evitare l’arresto del parente, sosteneva il sedicente carabiniere, era necessario pagare una cospicua cauzione. Poco dopo la telefonata, un complice si presentava a casa della vittima, qualificandosi come incaricato del tribunale per la riscossione della cauzione. Il complice si faceva consegnare denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.

    Il bottino e le indagini

    Il valore complessivo della refurtiva accumulata nelle quattro truffe ammonta a circa 9.000 euro in contanti e 32.000 euro in preziosi. Le indagini, condotte dai Carabinieri, si sono avvalse di sistemi di videosorveglianza e testimonianze, raccogliendo prove a carico del 34enne. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal GIP di Palermo ed eseguita dai Carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco.

    Un prcedente

    Questo arresto segue un altro episodio simile avvenuto il 31 ottobre 2024, quando i Carabinieri della stazione di Resuttana Colli hanno arrestato in flagranza di reato un 26enne in via Ferdinando Palasciano. Il giovane, anche lui coinvolto in una truffa con la tecnica del finto carabiniere, è stato trovato in possesso di gioielli per un valore di 20.000 euro.

    Raccomandazioni dell’Arma dei Carabinieri

    L’Arma dei Carabinieri ribadisce l’importanza di diffidare da chiunque richieda denaro o oggetti di valore a nome delle forze dell’ordine. Né i Carabinieri né altre forze di polizia contattano i cittadini per richiedere cauzioni o pagamenti di alcun tipo. In caso di dubbi su telefonate sospette, si raccomanda di chiudere immediatamente la comunicazione e contattare il numero di emergenza 112 o la stazione dei Carabinieri più vicina. La denuncia immediata è fondamentale per consentire alle forze dell’ordine di intervenire e identificare i responsabili di questi reati.

  • Imprenditore disperato si cosparge di benzina e tenta di darsi fuoco

    Imprenditore disperato si cosparge di benzina e tenta di darsi fuoco

    Momenti di grande tensione hanno scosso la tranquilla mattinata di Sant’Alessio Siculo. Un imprenditore catanese di 77 anni, testimone di giustizia dopo aver denunciato il racket in passato, ha minacciato di darsi fuoco in segno di protesta. L’uomo, lamentando l’assenza di sussidi economici, chiedeva di poter parlare con i magistrati per esporre la sua difficile situazione e ottenere aiuto.

    La minaccia

    Intorno alle 8 del mattino, l’imprenditore si è diretto verso il lungomare con due taniche da cinque litri piene di benzina. Giunto nella piazzetta belvedere, di fronte all’ufficio turistico, ha aperto una delle taniche riversandosela addosso. Con un accendino in mano, minacciava di innescare le fiamme.

    L’intervento dei Carabinieri

    Immediato l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Taormina. I militari hanno cercato di instaurare un dialogo con l’uomo per convincerlo a desistere. L’imprenditore, però, li ha intimato di non avvicinarsi, pena l’estremo gesto.

    Momenti concitati e salvataggio

    In un clima di grande tensione, i Carabinieri hanno valutato attentamente la situazione, cercando il momento giusto per intervenire. Approfittando di un attimo di distrazione dell’uomo, i due militari si sono lanciati su di lui, bloccandolo a terra e impedendogli di appiccare il fuoco. L’intervento provvidenziale ha scongiurato la tragedia. Un abbraccio tra l’imprenditore e i carabinieri ha suggellato il lieto fine.

    Soccorsi e sicurezza

    Sul lungomare sono successivamente giunte altre due pattuglie dei Carabinieri, provenienti dalle Stazioni di Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva. L’imprenditore è stato affidato al personale del 118 e trasportato all’ospedale di Taormina per le cure del caso. La Polizia locale ha provveduto a chiudere al transito il lungomare, mentre i Vigili del Fuoco di Letojanni sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area.

  • Misilmeri, succhiava carburante dai camion parcheggiati, scatta l’arresto a Villabate

    Misilmeri, succhiava carburante dai camion parcheggiati, scatta l’arresto a Villabate

    I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri hanno eseguito un servizio di controllo notturno a Villabate, finalizzato alla prevenzione dei reati contro il patrimonio. Durante l’operazione, un uomo di 42 anni è stato colto in flagranza di reato mentre tentava di rubare gasolio da alcuni autocarri parcheggiati in un’autorimessa aziendale. L’uomo utilizzava tubi di plastica e un cacciavite per forzare i serbatoi dei veicoli. L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Palermo, che ha disposto per l’uomo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

    Tre giovani denunciati per tentata violazione di domicilio

    Nella stessa notte, i Carabinieri hanno denunciato tre giovani, di cui due minorenni, per tentata violazione di domicilio e ricettazione. I tre, con il volto coperto, sono stati sorpresi mentre tentavano di forzare il cancello di un’abitazione a Villabate utilizzando una tenaglia. I ragazzi si sono serviti di uno scooter rubato per raggiungere il luogo del tentato furto. Il mezzo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.

    Denunce per ricettazione e possesso di droga

    Durante il servizio di controllo, un 22enne è stato denunciato per ricettazione dopo essere stato sorpreso alla guida di uno scooter rubato a Palermo nei giorni precedenti. Inoltre, un 28enne è stato denunciato per possesso di un bisturi e di circa due grammi di droga, tra crack e hashish. Infine, altre quattro persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di hashish e cocaina.

    one

  • Traffico illecito di rifiuti, 16 indagati e sequestri tra Alcamo, Borgetto, San Giuseppe Jato, Partinico e Bagheria

    Traffico illecito di rifiuti, 16 indagati e sequestri tra Alcamo, Borgetto, San Giuseppe Jato, Partinico e Bagheria

    Un’operazione congiunta dei Carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo e della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 16 individui e 6 persone giuridiche coinvolte in un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.

    L’epicentro dell’operazione ad Alcamo, ma con ramificazioni in tutta la provincia

    L’operazione, condotta principalmente ad Alcamo, ha interessato diverse località della provincia di Palermo, tra cui Borgetto, San Giuseppe Jato, Partinico, Bagheria e il capoluogo stesso. L’indagine, avviata nel febbraio 2019 dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Palermo e conclusa nel dicembre 2020, ha rivelato l’esistenza di un’organizzazione criminale specializzata nella raccolta, trasporto, gestione, recupero e smaltimento illecito di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi.

    Tipologie di rifiuti e modalità illecite di gestione

    Tra i rifiuti gestiti illegalmente dall’organizzazione figuravano parti meccaniche di autoveicoli, batterie al piombo, rottami ferrosi, metalli non ferrosi, imballaggi metallici, apparecchiature elettriche ed elettroniche. Questi materiali, provenienti sia da privati cittadini che da aziende non autorizzate alla raccolta e al trasporto, e sprovvisti dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti (F.I.R.), venivano conferiti presso gli impianti sequestrati. All’interno degli impianti, i rifiuti venivano miscelati senza alcun trattamento e successivamente rivenduti come rifiuti ferrosi non pericolosi, generando profitti illeciti.

    Quantità di rifiuti e profitti illeciti generati dall’organizzazione

    Nel periodo oggetto di indagine, si stima che l’organizzazione abbia gestito illegalmente oltre 3.000 tonnellate di rifiuti, ricavando un profitto illecito di oltre 300.000 euro. Le indagini, supportate da attività tecniche, hanno portato al sequestro di due aziende coinvolte nel traffico illecito, affidate a un amministratore giudiziario nominato dall’Autorità Giudiziaria. Inoltre, sono stati sequestrati 16 autocarri utilizzati per il trasporto dei rifiuti e somme di denaro per un equivalente di 153.000 euro.

    Durante l’esecuzione, all’interno di una delle aziende oggetto di sequestro, sono stati rinvenuti 300 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi che non avrebbero potuto fare ingresso all’interno dell’azienda in quanto non autorizzata al trattamento degli stessi. Tra i rifiuti erano riconoscibili autoveicoli non bonificati, completi di plastiche, vetri, apparecchiature elettroniche, nonché residui di olii esausti, morchie e vernici già in parte convogliate all’interno dei canali di scolo delle acque di prima pioggia, con evidente pregiudizio all’ambiente.

  • “Hanno arrestato suo figlio, servono soldi e gioielli”, nonna palermitana truffata

    “Hanno arrestato suo figlio, servono soldi e gioielli”, nonna palermitana truffata

    I Carabinieri della Stazione di Resuttana Colli, hanno arrestato un 26enne, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, per truffa aggravata. Nei pressi di via Ferdinando Palasciano, i militari hanno notato l’indagato entrare all’interno di un condominio con un atteggiamento sospetto, per poi osservarlo uscire velocemente dopo pochi minuti. I Carabinieri pertanto hanno deciso di fermare l’uomo che, perquisito, è stato trovato in possesso di un sacchetto di velluto al cui interno sono stati rinvenuti dei gioielli per un valore di 20.000 euro.

    L’immediato intervento dei militari e le verifiche eseguite dagli stessi hanno permesso di delineare quanto si era verificato solo qualche istante prima. In particolare, un’anziana, residente nello stabile dal quale era stato visto uscire il 26enne, era stata raggirata attraverso l’ormai consueto escamotage dell’incidente stradale grave provocato dal figlio. Alla donna, raggiunta telefonicamente da un falso dipendente del Tribunale di Palermo, era stata prospettata la necessità del pagamento di una cauzione per il rilascio del figlio trattenuto in caserma.

    Poche disposizioni ricevute al telefono e l’anziana, in preda ad un forte stato d’ansia, aveva atteso l’arrivo di una persona, in questo caso il 26enne, che si era presentato a casa sua per la riscossione del cospicuo bottino. L’attività d’indagine dei Carabinieri ha pertanto permesso di far luce su quanto avvenuto in danno all’anziana donna, bloccando tempestivamente l’indagato e restituendo alla malcapitata i suoi gioielli. L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

  • “Chi ci talii” e lo accoltella, tentato omicidio in un locale a Palermo: un arresto

    “Chi ci talii” e lo accoltella, tentato omicidio in un locale a Palermo: un arresto

    I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Palermo Piazza Verdi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 20enne palermitano, accusato di tentato omicidio. I fatti risalgono alla notte di sabato 21 settembre, in un locale del centro di Palermo. Una lite, scaturita da uno sguardo di troppo, è degenerata in un’aggressione. Il 20enne avrebbe estratto un coltello e colpito la vittima, un 21enne anch’egli palermitano, con almeno 9 fendenti.

    Vittima ricoverata in prognosi riservata

    La vittima, trasportata all’Ospedale Villa Sofia da un amico, è stata ricoverata in prognosi riservata.

    Indagini e arresto

    Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di individuare il locale, che è stato posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti. Il 20enne è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale “Lorusso Pagliarelli” di Palermo.

  • Colpo grosso al distributore IP: ladri spariscono con la cassa

    Colpo grosso al distributore IP: ladri spariscono con la cassa

    Nella notte, malviventi hanno preso di mira il distributore di benzina IP situato in via Trabucco a Palermo, nei pressi dell’ospedale Cervello. Per evitare di essere identificati, i ladri hanno oscurato le telecamere di videosorveglianza dell’impianto.

    Furto della cassa

    Dopo aver disattivato i sistemi di sorveglianza, i malviventi si sono introdotti nel gabbiotto del distributore e hanno asportato la cassa. L’ammontare del bottino è ancora in fase di quantificazione.

    Indagini in corso

    I carabinieri sono attualmente impegnati nelle indagini e stanno analizzando le immagini provenienti da altri impianti di videosorveglianza della zona, nella speranza di identificare i responsabili del furto.

  • Scoperti 16 lavoratori in nero a Borgo Parrini: scatta la sospensione per i ristoranti

    Scoperti 16 lavoratori in nero a Borgo Parrini: scatta la sospensione per i ristoranti

    I Carabinieri del gruppo tutela lavoro di Palermo, insieme ai militari della stazione di Partinico, hanno effettuato blitz a sorpresa in tutti i ristoranti del noto Borgo Parrini.

    Oltre la metà dei lavoratori in nero

    Durante l’operazione, i militari hanno controllato la posizione di 30 lavoratori, scoprendo che ben 16 di loro erano impiegati “in nero“, senza un regolare contratto di lavoro.

    Mancanza di formazione e videosorveglianza illegale

    Oltre al lavoro nero, i Carabinieri hanno riscontrato diverse irregolarità nei ristoranti, tra cui l’omessa formazione del personale dipendente, la mancata sorveglianza sanitaria e, in un caso, l’utilizzo di un sistema di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni.

    Sospensione dell’attività imprenditoriale

    A causa delle gravi violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale per tutti i ristoranti controllati.

    Sanzioni per 75mila euro

    Le attività commerciali potranno riaprire solo dopo aver regolarizzato la posizione dei lavoratori in nero, pagato le sanzioni amministrative, che ammontano a circa 75mila euro, e ottemperato a tutte le normative vigenti in materia di lavoro e sicurezza.