Autore: Gaetano Ferraro

  • Trovati dai Carabinieri di Misilmeri con una tonnellata di cavi di rame: denunciati 3 palermitani

    Trovati dai Carabinieri di Misilmeri con una tonnellata di cavi di rame: denunciati 3 palermitani

    I Carabinieri della Compagnia di Misilmeri hanno denunciato tre uomini – di 44, 32 e 21 anni – con l’accusa di ricettazione di materiale in rame. I militari li hanno sorpresi in un terreno nella zona di Croceverde Giardini, a Palermo, mentre erano intenti a rimuovere la guaina da cavi elettrici per ricavarne il rame.

    Sul posto sono stati trovati diversi cumuli di fili già lavorati e alcune bobine di cavi ancora integre, per un totale di circa mille chili di rame trafugato, probabilmente sottratto a impianti pubblici o privati. I tre, alla vista dei Carabinieri, hanno cercato di dileguarsi nel buio ma sono stati raggiunti e identificati in un’abitazione nelle vicinanze, quasi al confine con il quartiere Ciaculli.

    Sono in corso indagini per risalire alla provenienza del ingente quantitativo di cavi in rame sequestrato, mentre proseguono i controlli dei Carabinieri per contrastare i sempre più frequenti furti di rame nel capoluogo siciliano.

  • L’attimo di distrazione e 2 vite spezzate sulla Palermo-Sciacca: il dramma di Miriam e del piccolo Rahim

    L’attimo di distrazione e 2 vite spezzate sulla Palermo-Sciacca: il dramma di Miriam e del piccolo Rahim

    San Cipirello e San Giuseppe Jato piangono la scomparsa di Abd Rahim Gharsallah, il bimbo di 16 mesi, e di Selma El Mouakit, la cugina 20enne, vittime del tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato e domenica sulla Palermo-Sciacca. Alla guida dell’auto, una Fiat Punto bianca finita contro il guard-rail, c’era Miriam Janale, 23 anni, mamma del piccolo Rahim, tuttora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Civico di Palermo.

    Un ultimo saluto ai cari scomparsi

    Ieri sera le due comunità si sono riunite per un ultimo saluto ai loro cari, strappati troppo presto all’affetto dei propri cari. Una processione silenziosa è partita alle 18.30 da piazza Matrice e ha raggiunto via Salvato, dove si trovavano le salme del bimbo e della ragazza, riportate in un appartamento degli alloggi popolari dopo l’incidente. Qui, secondo il rito funebre islamico, i corpi sono stati lavati e avvolti in bende bianche, alla presenza di un imam e dei familiari, radunati in preghiera nella stanza accanto. Le bare, una bianca e una marrone, sono state ricoperte dal Corano prima della sepoltura.

    Cordoglio delle comunità locali

    “Quando ho saputo che le vittime erano qui, ho ritenuto doveroso portare le condoglianze di tutta la nostra comunità”, ha detto il sindaco Vito Cannella, recatosi sul posto con due vigili urbani. I familiari hanno deciso di riportare Rahim e Selma nei loro paesi d’origine per la sepoltura. Anche nella vicina San Giuseppe Jato è stato osservato un minuto di silenzio e i locali hanno rinunciato a proiettare la partita Italia-Croazia, in segno di lutto.

    Apprensione per le condizioni di Miriam

    Grande apprensione per Miriam, descritta come una mamma premurosa e attenta al suo piccolo Rahim, “tutta la sua vita”. Secondo le prime ricostruzioni, la sera dell’incidente era uscita con le amiche Chiara e Selma, le quali erano in auto con lei al momento dello schianto. Gli esami avrebbero rilevato un tasso alcolemico superiore al consentito, ma gli amici respingono l’accusa: “Non aveva bevuto troppo, era molto attenta al bimbo. Forse si è distratta un attimo e ha perso il controllo”.

    La dinamica dell’incidente

    La dinamica è ancora da chiarire, ma sembra che il pianto del piccolo Rahim possa aver contribuito alla tragica fatalità. Il bimbo sarebbe stato preso in braccio dalla cugina Selma, sul sedile anteriore, mentre Miriam era alla guida. Una parola di troppo da parte dell’amica Chiara, seduta dietro, potrebbe averla distratta un attimo, facendole girare lo sterzo verso il guard-rail. Una serata tra amiche si è trasformata in tragedia, gettando nella disperazione le comunità di San Cipirello e San Giuseppe Jato e lasciando Miriam con un dolore che difficilmente potrà lenire.

  • Operaio morto cadendo da ponteggio, i sindacati: “Seconda vittima a Campofelice in 4 mesi”

    Operaio morto cadendo da ponteggio, i sindacati: “Seconda vittima a Campofelice in 4 mesi”

    Palermo – “E’ il secondo operaio morto a Campofelice di Roccella, da febbraio a giugno. E sono solo passati quattro mesi. Questo dimostra che le nostre denunce hanno fondatezza, sono reali, e che in alcuni territori della provincia si lavora in condizioni di anarchia, le regole non vengono rispettate. Naturalmente aspettiamo l’esito delle indagini per fare chiarezza su quanto è accaduto”.

    La denuncia del segretario generale della Fillea Cgil Palermo

    A dichiaralo è il segretario generale della Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo, alla notizia di un nuovo morto sul lavoro. L’operaio, Giovanni Terrana, di 64 anni, è morto cadendo da un ponteggio al primo piano di un’abitazione privata. Sul posto sono intervenute alcune ambulanze. La Fillea è in attesa di conoscere la dinamica esatta dell’incidente e gli esiti degli accertamenti di carabinieri e della magistratura, che ha aperto un fascicolo, mentre si fa strada l’ipotesi che l’operaio possa essere precipitato per un malore.

    La solidarietà della Fillea Cgil alla famiglia della vittima

    La Fillea Cgil Palermo esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia della vittima. “Chiediamo al prefetto Mariani di convocare subito un tavolo per dare un segnale concreto perché non possiamo continuare a raccontare tragedie che sono diventato ormai costanti – aggiunge Ceraulo – In linea con il lavoro di supporto che abbiamo fatto in questi mesi, la Fillea si metterà a disposizione delle famiglie, alle quali va la nostra solidarietà e vicinanza. Adesso come ieri c’è tanta rabbia e tanto dolore e diciamo basta”.

    I precedenti incidenti mortali nella zona

    “Già nel febbraio scorso – prosegue il segretario della Fillea – dopo l’altro incidente mortale nello stesso comune, abbiamo incontrato il sindaco di Campofelice che ci ha manifestato subito disponibilità e collaborazione per avviare un protocollo per aumentare i controlli nei cantieri. Il 6 maggio c’è stata poi la strage di Casteldaccia. Si continua a morire a Palermo sempre per il lavoro”.

  • Terrore al centro commerciale, bimbo soffoca e viene salvato da sergente dell’Aeronautica Militare

    Terrore al centro commerciale, bimbo soffoca e viene salvato da sergente dell’Aeronautica Militare

    Sabato di terrore al centro commerciale “Parco Corolla” di Milazzo, quando un bambino di soli tre anni ha rischiato di morire soffocato davanti agli occhi terrorizzati dei genitori. Quello che poteva trasformarsi in una tragedia, si è invece concluso con un lieto fine grazie al provvidenziale intervento del sergente maggiore Paolo L.P., in servizio presso la base del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare.

    Il militare, libero dal servizio, si trovava a fare la spesa al centro commerciale quando è stato allertato dalle urla disperate della madre del piccolo. Senza esitare un istante, il sergente maggiore si è precipitato sul posto e ha subito riconosciuto i sintomi del soffocamento. Con estrema lucidità e prontezza, ha eseguito in maniera impeccabile la manovra di Heimlich, una tecnica salvavita in caso di ostruzione delle vie respiratorie.

    In pochi istanti il bambino ha ricominciato a respirare, fra lo stupore e la commozione dei presenti che hanno assistito alla scena. L’incubo di una tragica fatalità si è trasformato nella gioia per una vita salvata, grazie allo straordinario sangue freddo del sergente maggiore.

    Questo ennesimo episodio di eroismo quotidiano dimostra ancora una volta l’eccellenza della formazione che viene garantita al personale del 37° Stormo. Corsi specifici su pronto intervento, primo soccorso e sicurezza vengono erogati con regolarità, fornendo quelle competenze che fanno la differenza quando si tratta di gestire emergenze e situazioni critiche.

    La preparazione e l’addestramento del sergente maggiore Paolo L.P. gli hanno consentito di agire in maniera fulminea e risolutiva per salvare una giovane vita. Le sue capacità e la sua professionalità rispecchiano appieno la vocazione delle forze armate italiane, sempre pronte a garantire sicurezza e protezione ai cittadini in ogni circostanza.

    L’Aeronautica e il 37° Stormo non possono che congratularsi con il protagonista di questa storia a lieto fine, esempio virtuoso di come la cultura della prevenzione e della tutela della salute non debba rimanere confinata in ambito strettamente militare, ma possa e debba costituire un patrimonio condiviso a beneficio dell’intera collettività.

  • Spiagge da sogno ma nessuna eccellenza, la Sicilia resta senza 5 Vele di Legambiente

    Spiagge da sogno ma nessuna eccellenza, la Sicilia resta senza 5 Vele di Legambiente

    La Sicilia è da sempre famosa per le sue splendide coste e il suo mare cristallino, meta ambita di turisti da tutto il mondo. Ma quali sono le località che possono fregiarsi del titolo di “mare più bello” dell’isola? A rispondere è l’annuale guida sulle coste italiane redatta da Legambiente e Touring Club Italiano, basata su un’approfondita analisi della qualità ambientale dei litorali.

    PURTROPPO NESSUN COMUNE SICILIANO RAGGIUNGE LE AMBITE “CINQUE VELE”

    Nell’edizione 2024 della guida, le Cinque Vele, massimo riconoscimento assegnato alle località balneari virtuose, sventolano su 21 comuni italiani. Per la prima volta nessuno di questi è siciliano: l’isola resta esclusa dalle vette della classifica, pur mantenendo diverse “Vele” di buon livello.

    Un declassamento significativo è quello di Pantelleria, che scende da Cinque a Tre Vele a causa di alcune scelte controverse dal punto di vista ambientale e di un eccesso di cementificazione. Anche Salina perde una vela, passando da Cinque a Quattro. Segnali che indicano la necessità per le amministrazioni locali di politiche più attente alla sostenibilità.

    LE LOCALITÀ PREMIATE IN SICILIA CON 4 E 3 VELE

    Non mancano comunque le menzioni per le coste siciliane. Nella categoria delle Quattro Vele troviamo Santa Marina Salina, splendido borgo affacciato sul mare cristallino fra le isole Eolie, premiato per il suo equilibrio fra natura, bellezze paesaggistiche e innovazione sostenibile. Stesso riconoscimento per San Vito lo Capo, perla della costa trapanese, con la sua rinomata spiaggia e le falesie a picco sul mare.

    Scendendo di un gradino, Tre Vele sventolano su altre prestigiose località di mare come Ustica, dal fondale trasparente popolato da flora e fauna marine; Pantelleria, nonostante il citato declassamento; Favignana, regina delle Egadi; Lampedusa, cuore del Mediterraneo. Tutte accomunate dalle bellezze naturali ma anche da una visione volta alla tutela ambientale.

    LE LOCALITÀ MINORI COMUNQUE DI GRANDE FASCINO

    Anche scendendo nelle categorie inferiori troviamo luoghi di grande bellezza. Le Due Vele sventolano per esempio sulla costiera di Taormina, gioiello del turismo internazionale; sul golfo di Noto, altro patrimonio dell’umanità; sul litorale della Valle dei Templi di Agrigento.

    E anche le località con una sola vela nascondono tesori come Cefalù, il golfo di Castellammare del Golfo, le sabbie dorate della costa trapanese. Insomma, il mare più bello è una questione di sfumature, e il patrimonio naturale siciliano regala emozioni uniche, anche se c’è ancora da lavorare per tutelarlo al meglio.

    LA SFIDA: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

    In definitiva, la guida di Legambiente e Touring Club ci consegna una fotografia certamente positiva delle coste siciliane, ma con alcune ombre che dimostrano come non si possa dare per scontato questo paradiso naturale. Le amministrazioni locali sono chiamate a sfide impegnative, puntando su innovazione e sostenibilità per un turismo che non intacchi l’ambiente ma promuova bellezze, cultura e tipicità dell’isola. È questa la ricetta per riportare le Cinque Vele in Sicilia.

  • Lutto a Carini: è morto Ciccio Randazzo, attore, regista e intellettuale innamorato della Sicilia

    Lutto a Carini: è morto Ciccio Randazzo, attore, regista e intellettuale innamorato della Sicilia

    Carini piange la scomparsa di Francesco Randazzo, per tutti semplicemente “Ciccio”, persona illustre e figura di riferimento per intere generazioni di carinesi. Nato 79 anni fa, Randazzo si è spento oggi dopo una lunga malattia.

    Un uomo dai molteplici talenti

    Attore, regista, scrittore, intellettuale, Randazzo è stato un autentico galantuomo d’altri tempi, un uomo dai molteplici talenti e interessi che ha dedicato gran parte della sua vita a promuovere la cultura e la storia della sua amata città di Carini. Dopo essersi formato a Roma, sua città d’adozione per un certo periodo, fonda negli anni ’80 il “Teatro Stabile Città di Carini” e successivamente la “Me-Ra Films“, due realtà che ancora operano sul territorio e che hanno l’obiettivo di diffondere e preservare la cultura locale.

    Una figura di spicco nel panorama culturale

    Ma Randazzo è noto ai più per la sua straordinaria versatilità: attore brillante, regista sensibile, narratore coinvolgente, ha calcato per decenni le scene interpretando spettacoli teatrali e film, dirigendo opere sacre come la Via Crucis, scrivendo numerosi libri sulla storia di Carini. La sua innata passione per questa città emergeva in ogni sua creazione artistica, tanto da essere considerato una delle figure di maggior spicco del panorama culturale locale. “Oggi per Carini è una tristissima giornata – commenta il Sindaco -. Perdiamo un amico e un artista a 360 gradi. L’attore, regista, profondo conoscitore della storia del nostro territorio e autore di diversi libri sul nostro comune, amministratore del Teatro stabile di Carini, fondatore dell’agenzia di formazione artistica MeRa film e socio fondatore della sede locale di Archeoclub d’Italia, Ciccio Randazzo ci ha lasciato”.

    L’addio commosso di Carini

    “Alla moglie e ai tre figli di Randazzo vanno le più sentite condoglianze dell’Amministrazione e dell’intera comunità di Carini, oggi in lutto per la perdita di un suo illustre figlio che tanto amore ha dimostrato per la sua città. Il suo impegno, la sua creatività e la sua profonda cultura mancheranno molto a questa terra da lui tanto decantata e celebrata. Addio Ciccio, Carini non ti dimenticherà”.

  • Il piccolo Abd Rahim e la zia Selma morti sulla “Strada maledetta”, la mamma è in coma al Civico

    Il piccolo Abd Rahim e la zia Selma morti sulla “Strada maledetta”, la mamma è in coma al Civico

    Una notte di divertimento a Palermo si è trasformata in tragedia per una famiglia di San Giuseppe Jato. Nell’incidente avvenuto intorno alle 4 del mattino sulla statale Palermo-Sciacca all’altezza dello svincolo per Giacalone, hanno perso la vita il piccolo Abd Rahim Gharsalla, di soli 16 mesi, e la zia Selma El Mouakit, 20enne.

    Le due vittime viaggiavano a bordo di una Fiat Punto guidata da Miriam Janale, 23 anni, madre del bimbo. Con loro c’era anche C.I., 21 anni, unica passeggera a non riportare ferite gravi. Le tre ragazze, dopo aver trascorso la serata a Palermo, stavano facendo rientro a casa portandosi dietro il piccolo Abd Rahim.

    Per cause ancora da accertare, intorno alle 4 del mattino, la Punto è finita contro il guardrail in un violento impatto. Abd Rahim e la zia Selma, che viaggiavano sui sedili anteriori, sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. Quando i soccorsi sono arrivati, era già troppo tardi. Miriam Janale è stata trasportata in gravi condizioni al Civico di Palermo dove è stata posta in coma farmacologico per un’emorragia cerebrale. Anche Chiara I. è stata ricoverata ma non sarebbe in pericolo di vita.

    Sulla dinamica dell’incidente indagano i Carabinieri di Monreale, che stanno effettuando tutti gli accertamenti del caso. Sembra che un fattore determinante possa essere stato l’alto tasso alcolemico riscontrato nel sangue della conducente Miriam. La strada è rimasta chiusa al traffico per tutta la mattina per consentire i rilievi.

    La notizia della tragedia si è rapidamente diffusa a San Giuseppe Jato, gettando nello sconforto l’intera comunità. Abd Rahim e Selma erano molto conosciuti e benvoluti. La famiglia di Selma, di origini marocchine, vive da oltre 40 anni in paese dove i nonni hanno sempre lavorato come collaboratori domestici e venditori ambulanti, perfettamente integrati.

    Selma si era diplomata lo scorso anno all’Istituto Alberghiero di Partinico. Il dirigente scolastico e gli ex compagni la ricordano come una ragazza solare, piena di vita e con tanti sogni per il futuro. Dopo la maturità aveva iniziato a lavorare saltuariamente per contribuire al bilancio familiare.

    Anche Miriam Janale era molto conosciuta in paese per la sua vivacità e intraprendenza. Venditrice online di prodotti di bellezza, il piccolo Abd Rahim era sempre al suo fianco, coccolato e viziato. In queste ore amici e parenti pregano che Miriam possa farcela e si interrogano su chi avrà il doloroso compito di comunicarle dell’immane tragedia.

    Nel frattempo le salme del piccolo e della zia sono state riconsegnate alle famiglie per le rituali abluzioni della tradizione islamica prima della sepoltura in Marocco.

  • Misteriosa luce nei cieli di Sicilia e Sud Italia: è un UFO o parte di una stazione spaziale?

    Misteriosa luce nei cieli di Sicilia e Sud Italia: è un UFO o parte di una stazione spaziale?

    Domenica 23 giugno, intorno alle 21, si è verificato un insolito avvistamento nei cieli della Sicilia e di altre regioni del Sud e Centro Italia. Numerose persone hanno notato nel cielo una strana luce che si muoveva velocemente ed hanno iniziato a scattare foto e fare video con i loro smartphone.

    La prima segnalazione è arrivata da Bolognetta, in provincia di Palermo, dove poco dopo le 21 è stata scattata una foto che mostra chiaramente la misteriosa luce. Pochi minuti dopo, un’altra immagine è stata catturata a Canicattini Bagni, nel siracusano. Nel giro di poco tempo sono arrivate alla nostra redazione numerose altre segnalazioni di avvistamenti nel catanese, nell’entroterra siciliano e non solo.

    La luce, di forma circolare e colore biancastro, è stata vista da moltissime persone mentre solcava i cieli a velocità sostenuta. In molti si sono domandati se potesse trattarsi di un UFO, dato che non è chiara la natura dell’oggetto luminoso. L’avvistamento ha naturalmente scatenato molte ipotesi e congetture sui social network, dove sono stati pubblicati foto e video dell’insolito fenomeno.

    Secondo alcuni esperti, la misteriosa luce potrebbe far parte di un razzo o di una stazione spaziale rientrata nell’atmosfera terrestre. In particolare, potrebbe trattarsi del razzo SpaceX Falcon 9, utilizzato come vettore dei satelliti Starlink, di proprietà della compagnia aerospaziale di Elon Musk. Parte di questo razzo o il carico di satelliti Starlink potrebbe essere rientrato nell’atmosfera dando origine alla luce misteriosa.

    Il rientro di satelliti e razzi genera spesso effetti luminosi visibili a centinaia di chilometri di distanza. Il contatto con l’atmosfera terrestre fa surriscaldare i frammenti che, una volta raffreddatisi, potrebbero cadere anche sulla terraferma sotto forma di piccoli detriti. Per averne conferma sarà necessaria un’analisi accurata di eventuali frammenti ritrovati al suolo.

    Al momento comunque si tratta solo di ipotesi e non c’è ancora una spiegazione definitiva sulla natura dell’insolita luce avvistata da migliaia di cittadini in Sicilia e in tutto il Sud. Non è escluso che ulteriori approfondimenti possano svelare trattarsi di un semplice bolide o meteora, anche se le caratteristiche e la durata del fenomeno sembrano escluderlo.

  • Dramma della Palermo-Sciacca, morti bimbo e ragazza: San Giuseppe Jato sconvolta

    Dramma della Palermo-Sciacca, morti bimbo e ragazza: San Giuseppe Jato sconvolta

    San Giuseppe Jato dopo la notizie del terribile incidente di questa notte è un paese in lutto”. Il sindaco Giuseppe Siviglia è scosso dalla notizia della morte di un bimbo di 18 mesi e di una ragazza di vent’anni residenti in in paese, in un incidente stradale sulla Palermo – Sciacca che ha causato anche il ferimento di altre due giovani.

    Una famiglia ben integrata nella comunità

    “Quella delle ragazze è una famiglia di origini marocchine ben integrata. I nonni sono arrivati in paese 40 anni fa. La nonna delle ragazze finite in ospedale ha sempre fatto la collaboratrice domestica. Una persona per bene come il nonno che lavora nei mercatini. Sono tutti molto conosciuti in paese e rispettati – aggiunge il sindaco – Sono ben voluti da tutti e hanno legato con la gente del paese. Stiamo cercando di capire cosa sia successo. Da dove stavano tornando. E’ davvero un momento triste per il nostro paese”

    I dettagli dell’incidente

    Un bimbo e una ragazza di 20 anni sono morti a causa di un incidente stradale avvenuto all’alba di questa mattina lungo la strada a scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Un’altra giovane è in gravi condizioni. La donna alla guida, secondo i carabinieri, aveva un tasso alcolemico superiore alla norma. Le persone erano a bordo di una Fiat Punto.

    Le vittime e i feriti

    Le vittime sono Selma El Mouakit, 20 anni, e il piccolo di 16 mesi Abd Rahim Gharsallah. Sulla vettura c’erano anche Miriam Janale, di 23 anni, e Chiara Irmana, di 21 anni. Entrambe sono state ricoverate in ospedale, una in prognosi riservata. Le ragazze avevano passato la notte a Palermo e stavano tornando verso Partinico.

  • L’inferno sulla Palermo-Sciacca, bimbo di 16 mesi e ragazza morti: “Chi guidava aveva bevuto”

    L’inferno sulla Palermo-Sciacca, bimbo di 16 mesi e ragazza morti: “Chi guidava aveva bevuto”

    Emergono nuovi dettagli sul terribile incidente stradale che si è verificato questa mattina intorno alle 5:30 sulla strada statale 640 Palermo-Sciacca, all’altezza di Giacalone nel territorio di Monreale. A perdere la vita sono stati un bambino di appena 16 mesi, Abd Rahim Gharsallah, e una ragazza di 20 anni, Selma El Mouakit. Ferite in modo grave anche due ragazze di 21 e 23 anni che si trovavano a bordo della stessa auto, Miriam Janale e Chiara Irmana.

    Lo scontro fatale

    Secondo le ricostruzioni, le quattro giovani viaggiavano a bordo della Fiat Punto guidata da una donna di origini marocchine residente a San Giuseppe Jato. La vettura, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrata frontalmente con un’altra auto. L’impatto è stato violentissimo e purtroppo per il piccolo Abd e per Selma non c’è stato nulla da fare. Miriam versa in gravi condizioni ed è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Civico di Palermo.

    Il ritorno dalla serata

    Le quattro ragazze erano di ritorno da una serata trascorsa a Palermo e stavano facendo rientro alle loro abitazioni. La conducente dell’auto, stando ai primi riscontri, aveva un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. Lievemente feriti l’autista dell’altra vettura.

    I soccorsi e i rilievi

    Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi allertati da automobilisti di passaggio che hanno assistito alla terribile scena. I sanitari del 118 purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bambino e della ventenne. I carabinieri hanno eseguito i rilievi per determinare l’esatta dinamica dell’incidente. La strada è stata chiusa temporaneamente in entrambi i sensi di marcia per agevolare le operazioni di soccorso e messa in sicurezza.

    Il dolore delle comunità

    La tragedia ha sconvolto le comunità di San Giuseppe Jato e Partinico, luoghi di residenza delle giovani vittime e delle due ragazze ferite. Abd e la madre si stavano recando al porto di Palermo per accogliere un familiare in arrivo dal Marocco. Un viaggio che si è trasformato in tragedia a causa dell’incidente. Familiari e amici sono accorsi sul luogo dello schianto appena appresa la notizia.