Autore: Gaetano Ferraro

  • Tragedia a Palermo: muore a 20 anni Kevin Giordano, era in coma da 15 giorni

    Tragedia a Palermo: muore a 20 anni Kevin Giordano, era in coma da 15 giorni

    PALERMO – Si sono spente tragicamente le speranze per Kevin Giordano, il giovane 20enne rimasto coinvolto in un terribile incidente stradale lo scorso 13 giugno sulla strada provinciale 69 tra Monreale e Palermo. Il ragazzo, residente nel quartiere palermitano dello Sperone, è deceduto oggi all’ospedale Civico dove era ricoverato ormai da due settimane nel reparto di Neurochirurgia in coma farmacologico.

    Condizioni disperate

    Le condizioni di Kevin erano apparse subito critiche dopo lo schianto in cui aveva perso il controllo del suo scooter Sh andando a sbattere contro il guardrail nei pressi di una curva. Nonostante vari interventi chirurgici e cure intensive, il giovane non ce l’ha fatta.

    Cordoglio in tutto il quartiere

    La notizia della morte di Kevin ha gettato nello sconforto l’intero quartiere dello Sperone dove il ragazzo era molto conosciuto e benvoluto. In queste due settimane la comunità si era stretta attorno ai familiari con preghiere e veglie nella speranza di un miracolo. La parrocchia di Maria Santissima delle Grazie di Roccella aveva anche organizzato una funzione dedicata al giovane.

    Dinamica da accertare

    Sulla dinamica dell’incidente avvenuto poche settimane fa sono ancora in corso gli accertamenti da parte della polizia municipale di Palermo. Da chiarire soprattutto un possibile coinvolgimento di un veicolo, forse un’auto, oltre allo scooter guidato dal giovane Giordano. Gli investigatori dovranno ricostruire cosa abbia determinato l’improvvisa perdita di controllo del mezzo a due ruote.

    Intanto la città di Palermo e il quartiere dello Sperone piangono Kevin, un ragazzo strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari a soli 20 anni. Una giovane vita spezzata che lascia attonita un’intera comunità. Ci stringiamo al dolore della famiglia Giordano per questa tragica perdita.

  • Tragedia sul lavoro a Canicattì: operaio 21enne muore schiacciato da un carrello elevatore

    Tragedia sul lavoro a Canicattì: operaio 21enne muore schiacciato da un carrello elevatore

    Canicattì – Un drammatico incidente sul lavoro si è verificato oggi all’interno di un’azienda edile di Canicattì, dove è morto un giovane operaio di 21 anni. Stando alle prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe stato travolto e schiacciato da un carrello elevatore. La tragedia è avvenuta probabilmente durante una manovra all’interno del cantiere.

    Lanciato l’allarme, sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri della Compagnia di Canicattì, gli operatori del 118 e una squadra di Vigili del Fuoco, ma per il 21enne non c’è stato nulla da fare. La dinamica dell’incidente è ancora poco chiara e sono in corso gli accertamenti da parte dei militari dell’Arma per ricostruire l’esatta successione dei fatti.

    L’azienda edile teatro dell’incidente è stata completamente transennata e posta sotto sequestro, come da prassi in questi casi. La scia di sangue degli incidenti sul lavoro purtroppo in Sicilia non si ferma.

  • Meteo Sicilia: l’anticiclone africano porta temperature roventi fino a 42 gradi

    Meteo Sicilia: l’anticiclone africano porta temperature roventi fino a 42 gradi

    L’anticiclone africano è tornato a farsi sentire sulla Sicilia, con temperature che nei prossimi giorni potranno raggiungere punte di 42 gradi. Secondo le previsioni meteo per la Sicilia nel weekend, si prevedono valori termici elevati, fino a 10 gradi sopra la media stagionale.

    Bollino arancione a Palermo e Catania

    In particolare, a Palermo e Catania nella giornata di sabato è previsto il bollino arancione, che indica il rischio di ondate di calore per la fascia più fragile della popolazione. Le temperature massime potrebbero arrivare a 40 gradi anche nel resto della regione.

    L’anticiclone sub-tropicale causa l’impennata delle temperature

    La causa di questa nuova impennata delle temperature è l’anticiclone sub-tropicale, che garantirà giornate soleggiate ma molto calde in tutto il Meridione. L’apice di questa ondata di caldo è atteso per il weekend, quando in Sicilia diverse località potrebbero superare i 40 gradi.

    Città più calde: Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani

    Tra le città più calde, oltre a Palermo e Catania, ci saranno Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani, con punte di 42 gradi. Valori elevati sono previsti anche nel resto del Sud Italia, con picchi di 40 gradi in Puglia.

    Precauzioni consigliate dal Ministero della Salute

    Per affrontare al meglio questa ondata di calore, il Ministero della Salute raccomanda alcune precauzioni soprattutto per anziani, bambini e soggetti a rischio: evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, idratarsi frequentemente con acqua fresca, preferire cibi leggeri, fare attenzione all’uso corretto di ventilatori e condizionatori.

    Situazione diversa al Centro-Nord, ancora effetti del maltempo

    La situazione appare ben diversa al Centro-Nord, dove nell’ultima settimana si sono registrati forti temporali che hanno causato allagamenti e frane, con purtroppo anche una vittima in Val d’Aveto. Mentre le regioni meridionali bruciano per il caldo africano, al Settentrione si contano ancora i danni del maltempo dei giorni scorsi.

    Allerta meteo in attenuazione in Emilia Romagna, ma permane rischio frane

    In Emilia Romagna si sta lentamente attenuando l’allerta meteo per le piene dei fiumi Secchia e Po, ma non si escludono ancora locali criticità idrauliche. Nelle zone alpine e appenniniche permane il rischio di frane a causa delle abbondanti precipitazioni che hanno indebolito il territorio.

    Quadro meteorologico a due facce sull’Italia

    In sintesi, il quadro meteorologico sull’Italia appare a due facce: gran caldo afoso con picchi di 42 gradi in Sicilia per l’anticiclone africano, mentre al Centro-Nord permangono gli effetti della recente ondata di maltempo con temporali e nubifragi. Una situazione destinata probabilmente a proseguire anche nei prossimi giorni.

  • Il dramma, bimbo di 10 anni precipita in un pozzo e muore: cosa sappiamo

    Il dramma, bimbo di 10 anni precipita in un pozzo e muore: cosa sappiamo

    Un vero e proprio dramma oggi a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. Un bambino di 10 anni è morto dopo essere precipitato in un pozzo artesiano profondo 15 metri.

    Gita finita in tragedia

    Il piccolo si trovava insieme al fratello in gita con un gruppo di bimbi disabili del Grest organizzato dalla Fondazione Anffas “Palazzolo Acreide Doniamo Sorrisi”. Secondo una prima ricostruzione, il bimbo sarebbe salito sulla lamiera che copriva l’apertura del pozzo, che avrebbe ceduto facendolo cadere per 15 metri fino in fondo, in un’acqua dove il piccolo è poi annegato.

    Attività di integrazione

    I bambini disabili erano impegnati in questi giorni in diverse attività di integrazione con altri bimbi normodotati e volontari dell’associazione, come la coltivazione degli orti e laboratori di cucina. Oggi era prevista una gita finita purtroppo in tragedia.

    Tentativo di salvataggio

    Vedendo il bimbo precipitare, un’educatrice 54enne che lavora per l’associazione avrebbe cercato coraggiosamente di soccorrerlo, forse calandosi ella stessa nel pozzo, ma perdendo l’equilibrio. La donna è stata poi salvata dai vigili del fuoco, intervenuti sul luogo insieme a un’ambulanza. Purtroppo per il piccolo non c’è stato invece nulla da fare nonostante i soccorsi.

    Indagini in corso

    Sul posto si sono recati anche i carabinieri e la polizia. Dall’aeroporto di Catania Fontanarossa si è levato in volo un elicottero dei vigili del fuoco Drago 148 per coordinare i soccorsi. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto successo e l’area intorno al pozzo è stata posta sotto sequestro. Gli inquirenti dovranno accertare in particolare se il pozzo fosse adeguatamente segnalato e messo in sicurezza per evitare incidenti.

    Dolore e sgomento nella comunità

    Dolore e sgomento tra i compagni di Grest del bimbo, i volontari dell’associazione, i familiari della vittima e dell’intera comunità di Palazzolo Acreide, sconvolta da quanto accaduto. Le prossime ore serviranno a far luce sulla dinamica esatta dell’incidente costato la vita a un bimbo di appena 10 anni.

  • Tragedia a Palazzolo Acreide: bambino di 10 anni muore cadendo in un pozzo

    Tragedia a Palazzolo Acreide: bambino di 10 anni muore cadendo in un pozzo

    PALAZZOLO ACREIDE – Un dramma si è consumato oggi pomeriggio nelle campagne di Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. Un bambino di appena 10 anni ha perso la vita dopo essere caduto in un pozzo profondo 7 metri insieme ad una donna, rimasta illesa.

    Tragedia durante un campo estivo

    I fatti sono accaduti in una zona di campagna dove era in corso un campo estivo. Dopo la richiesta disperata di aiuto, sul posto si sono precipitati i Vigili del Fuoco che hanno messo in atto un delicato intervento di recupero con il Nucleo Speleo Alpino Fluviale.

    Vani i tentativi di soccorso

    Purtroppo, quando il corpo del piccolo è stato riportato alla luce, era ormai troppo tardi e i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

  • Il piccolo Domenico di 8 anni muore schiacciato da un tavolo di ferro

    Il piccolo Domenico di 8 anni muore schiacciato da un tavolo di ferro

    Un bambino di 8 anni, Domenico Gallucci, ha perso la vita in un tragico incidente domestico. Il piccolo si trovava nel cortile della sua abitazione, intento a giocare. Il dramma nella serata di ieri a Montemarano, in provincia di Avellino, in contrada Macchia del Monte.

    Tavolo in ferro si stacca dalla parete, travolgendo il bambino

    Improvvisamente, intorno alle ore 20, un pesante tavolo in ferro al quale il bambino si era arrampicato, si è staccato dal fissaggio alla parete, travolgendolo con il suo peso.

    Inutili i tentativi di soccorso, Domenico muore sul colpo

    I disperati tentativi di soccorso dei genitori e dei sanitari del 118, prontamente allertati, sono stati vani. Domenico è morto sul colpo, schiacciato dalla pesante struttura metallica. Sotto choc i genitori, una coppia del posto, che si apprestavano ad accompagnare l’unico figlio alla festa patronale di una vicina frazione.

    Indagini in corso, ma l’incidente sembra autonomo

    Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri che hanno effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. La salma del piccolo è stata trasferita all’obitorio dell’Ospedale Moscati di Avellino. Dai primi riscontri l’incidente sarebbe stato autonomo e non sono emersi elementi riconducibili a responsabilità di terzi. La Procura ha dunque rilasciato la salma per lo svolgimento dei funerali, fissati per domani mattina presso la chiesa madre del paese.

    Comunità di Montemarano e Irpinia in lutto per la tragedia

    Una tragedia che ha scosso la comunità di Montemarano e l’intera Irpinia, stretta nel dolore per la morte del piccolo Domenico.

  • Notte di terrore, donna violentata dal vicino di casa

    Notte di terrore, donna violentata dal vicino di casa

    Continuano le indagini della polizia a Trapani su un episodio che avrebbe dell’incredibile. Nella notte tra martedì e mercoledì, una donna di 49 anni sarebbe stata vittima di violenza sessuale da parte del vicino di casa, un uomo di 59 anni, all’interno del condominio in cui entrambi risiedono in via Salemi.

    A lanciare l’allarme è stata la figlia della presunta vittima al suo rientro a casa: la giovane avrebbe trovato la madre in evidente stato di shock, tanto da richiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine.

    Gli investigatori stanno attualmente cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e fare luce su un episodio che presenta ancora contorni poco chiari. La presunta vittima è stata ascoltata dagli inquirenti per raccogliere la sua testimonianza; parallelamente sono in corso accertamenti anche sul presunto aggressore, le cui responsabilità devono essere ancora confermate. Le indagini proseguono serrate per arrivare quanto prima all’accertamento della verità.

  • Nuovo angiografo all’avanguardia per la Cardiologia del Cervello di Palermo: passo avanti nella cura dei pazienti

    Nuovo angiografo all’avanguardia per la Cardiologia del Cervello di Palermo: passo avanti nella cura dei pazienti

    PALERMO – Acquisito nuovo angiografo per il reparto di Cardiologia con Emodinamica del presidio ospedaliero “Cervello” di Palermo. Il sistema è dotato di tecnologia all’avanguardia. “Questo angiografo di ultima generazione – spiega l’Ing. Vincenzo Nicastri direttore UOC Servizio Tecnico dell’AOOR Villa Sofia Cervello di Palermo – grazie ai suoi avanzati algoritmi di acquisizione tridimensionale e alla riduzione della dose radiogena, è in grado di supportare al meglio gli operatori in sala angiografica supportando le procedure di cardiologia interventistica più complesse e garantendo, al contempo, oltre che la massima sicurezza dei pazienti, alta precisione diagnostica e interventistica. La possibilità di aggiornare ulteriormente il sistema in futuro permetterà di adeguarsi costantemente ed in tempo reale all’evoluzione della tecnologia medica”.

    Impegno continuo per migliorare la qualità delle cure

    “L’acquisizione di questo nuovo angiografo – sottolinea Roberto Colletti direttore generale dell’AOOR Villa Sofia Cervello di Palermo – rappresenta un passo fondamentale del nostro impegno, continuo, per migliorare la qualità delle cure offerte ai pazienti. Ciò manifesta, ancora una volta, la nostra capacità di cogliere tutte le opportunità di ammodernamento del parco tecnologico offerte dal PNRR, che permettono di migliorare l’assistenza delle aziende ospedaliere grazie all’implementazione di grandi apparecchiature altamente tecnologiche e, altresì, di sostituire quelle obsolete”.

  • Dramma siccità in Sicilia: è scomparso il Lago di Pergusa

    Dramma siccità in Sicilia: è scomparso il Lago di Pergusa

    Con il solstizio d’estate è avvenuto ciò che Legambiente Sicilia aveva purtroppo predetto già mesi fa: il Lago di Pergusa è scomparso, al suo posto rimane solo una chiazza nerastra di fango umido che si sta essiccando al sole. La gravissima crisi climatica che attanaglia la Sicilia, con la siccità che sta mettendo in ginocchio interi settori, ha di certo avuto un ruolo determinante ma, come denuncia Legambiente, altrettanto determinante è stata la “disattenzione e l’inerzia degli Enti”.

    La gestione della Riserva Naturale del Lago di Pergusa

    Il lago è di proprietà della Regione Siciliana e la Riserva Naturale del Lago di Pergusa è gestita da quella che era la Provincia Regionale di Enna. Nonostante l’importanza naturalistica del sito, spesso la riserva si è trovata senza fondi a disposizione per la gestione e la tutela. Già nel 2023 Legambiente aveva ottenuto la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare l’emergenza ma, nonostante le rassicurazioni e le visite dell’Assessore Regionale al Territorio Elena Pagana, nulla di concreto è stato fatto.

    Le responsabilità del Governo Regionale

    Per Legambiente la colpa maggiore è del Governo Regionale di Renato Schifani, totalmente assente. L’Assessore Pagana in particolare avrebbe difeso la gestione dell’Autodromo di Pergusa, che per Legambiente è in totale contrasto con le esigenze di tutela dell’area. Giuseppe Maria Amato, esperto di Legambiente, ricorda come da anni si chiedesse “il ripristino del sistema di monitoraggio ambientale e la pulizia dei canali che portano l’acqua al lago” senza ottenere risultati, mentre se il tavolo tecnico fosse rimasto attivo oggi si avrebbero almeno dati precisi sullo stato della falda.

    L’importanza del Lago di Pergusa per la biodiversità

    Ma Pergusa non è solo un lago, è uno scrigno di biodiversità di importanza internazionale. Ospita ogni anno centinaia di specie di uccelli migratori, è un sito fondamentale per flora e fauna endemiche ed è un luogo ricreativo irrinunciabile per gli abitanti dell’Ennese. La sua scomparsa segna una gravissima perdita per il territorio ed è l’emblema del sempre più urgente problema della gestione delle risorse idriche in Sicilia.

    L’appello di Legambiente per salvare il lago

    Legambiente non getta la spugna e chiede con forza la riconvocazione del tavolo tecnico, con l’obiettivo di avviare progetti di ricostituzione ambientale previsti dalla nuova legge europea “Restoration Law”. Ma serve l’impegno della Regione Siciliana e del Presidente Schifani, finora colpevolmente disinteressati al destino del lago. Un tempo scrigno di biodiversità, il Lago di Pergusa rischia ora di diventare emblema dell’incuria e delle occasioni perdute da parte di chi avrebbe dovuto tutelarlo. Sta alla politica siciliana dimostrare di saper invertire la rotta per salvare ciò che ancora si può del suo prezioso patrimonio ambientale.

  • Dramma in Sicilia, lo accusa di non essere un buon padre e il vicino di casa lo uccide

    Dramma in Sicilia, lo accusa di non essere un buon padre e il vicino di casa lo uccide

    Un uomo di 41 anni, Antonio Raciti, è stato ucciso dal suo vicino di casa, Giampiero Blanco di 48 anni, a seguito di una lite fuori controllo. I fatti a Mascali, in provincia di Catania, dove, nella mattinata di oggi, i due uomini hanno iniziato a discutere animatamente per presunti commenti che la vittima avrebbe rivolto alla figlia 22enne dell’assassino, studentessa fuori sede.

    In particolare, stando alle prime ricostruzioni, Raciti avrebbe accusato Blanco di non essere un buon padre a causa delle frequentazioni della ragazza. Un’accusa che aveva già provocato tra i due un primo diverbio nella giornata di ieri. Oggi la discussione è però tristemente degenerata quando, in preda ad un raptus, il 48enne ha afferrato un paio di forbici di medie dimensioni che aveva con sé e ha colpito ripetutamente l’operaio 41enne al torace e al collo.

    I fendenti gli hanno provocato una vasta emorragia e, nonostante l’immediato intervento dei sanitari che lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale di Giarre, l’uomo è deceduto poche ore dopo per le ferite riportate alla trachea e alla carotide, nonostante i disperati tentativi di salvarlo con più interventi chirurgici. I medici stavano ancora tentando di fermare una massiccia emorragia all’arteria carotidea, quando Raciti è spirato intorno alle ore 17:00.

    Nel frattempo sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Mascali, supportati dai colleghi della Sezione Operativa della Compagnia di Giarre e del Reparto Operativo provinciale, oltre che dagli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche dell’Arma. Sono stati loro a rintracciare poco dopo Blanco nella sua abitazione, dove si trovava con addosso una maglietta sporca di sangue. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti denunce riguardanti porto abusivo d’armi e ricettazione, non ha opposto resistenza e ha consegnato ai militari il marsupio con all’interno le forbici utilizzate per il delitto, su cui erano presenti evidenti tracce ematiche.

    La Procura di Catania ha quindi disposto l’arresto per omicidio del 48enne, trasferito nel carcere cittadino in regime di isolamento, nonché l’autopsia sul corpo della vittima, eseguita in queste ore presso l’obitorio del Policlinico. Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’ennesima tragedia frutto di una lite degenerata che lascia sgomenta la comunità di Mascali e non solo.