Categoria: In primo piano

  • Sara Campanella diventerà dottoressa di Infermieristica alla memoria

    Sara Campanella diventerà dottoressa di Infermieristica alla memoria

    L’Università di Messina ha deciso di conferire la laurea alla memoria a Sara Campanella, la 22enne studentessa di Medicina tragicamente uccisa il 31 marzo. La rettrice, Giovanna Spatari, ha promosso questa iniziativa per onorare il percorso accademico e la passione di Sara, i cui sogni di specializzazione in oncologia sono stati interrotti.

    Un gesto simbolico che segue l’esempio di Lorena Quaranta

    Questo gesto simbolico ricalca quanto fatto dall’ateneo per Lorena Quaranta, anche lei studentessa di Medicina, uccisa il 31 marzo di cinque anni prima. A Lorena, l’Università ha conferito la laurea alla memoria e ha intitolato il cortile del Rettorato.

    Fiaccolata in memoria di Sara

    Oggi pomeriggio, dal Rettorato partirà una fiaccolata in memoria di Sara, promossa dall’Università. Studenti, rappresentanti istituzionali e familiari parteciperanno al corteo per ricordare la giovane vittima.

  • “Sara non ride più, è fredda”, lo straziante messaggio della mamma di Sara Campanella

    “Sara non ride più, è fredda”, lo straziante messaggio della mamma di Sara Campanella

    Maria Concetta Zaccaria, madre di Sara Campanella, studentessa uccisa da un collega universitario, esprime il suo profondo dolore sui social media, descrivendo un mondo ormai privo di luce e colore dopo la tragica perdita della figlia.

    Un Futuro spezzato e la ricerca di giustizia

    La signora Zaccaria ricorda i sogni e le aspirazioni di Sara, che desiderava laurearsi in oncologia e specializzarsi in anatomia patologica. Un futuro promettente tragicamente interrotto.

    L’inconsapevolezza della persecuzione e l’appello a denunciare

    La madre rivela di non essere a conoscenza delle persecuzioni subite dalla figlia, che credeva di poter gestire la situazione da sola. Un appello accorato a denunciare sempre ogni forma di violenza e stalking.

    Sara non parla più, non ride più, è fredda…non c’è più colore, non c’è più il “nostro sole”, non c’è più la brezza del mare che tu amavi tanto, non c’è più aria…
    C’è solo buio e abisso
    E tu sei la mia cometa✨️e girando per l’universo te ne vai…
    Noi non sapevamo che era perseguitata…lei pensava coraggiosa di gestire il “suo NO!”…perché non era niente per lei, non stavano insieme, lei voleva solo che la lasciasse stare, voleva vivere e sognare e laurearsi.
    Voleva chiedere la tesi di laurea in oncologia, una ricerca sperimentale mi diceva, per poi specializzarsi e poi fare anatomia patologica per fare le autopsie.
    E invece adesso l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita!!!
    Bsogna SEMPRE parlare per denunciare!!!
    Aiutatemi a dare voce a Sara❤️
    Grazie a tutti❤️

  • “Sono con il malato che mi segue”: le ultime parole di Sara

    “Sono con il malato che mi segue”: le ultime parole di Sara

    Sara Campanella, studentessa universitaria messinese, è stata uccisa ieri da un compagno di università, Stefano Argentino. L’uomo era ossessionato da Sara e la terrorizzava con le sue attenzioni moleste, come emerge dal provvedimento di fermo.

    Le Insistenze e la Paura di Sara

    Sara aveva confidato più volte alle amiche la sua paura e il disagio che le provocavano le insistenze di Argentino, il quale continuava a chiederle di uscire e approfondire la loro relazione nonostante i ripetuti rifiuti. Il provvedimento riporta che Argentino “importunava la vittima con cadenza regolare”.

    Prove Vocali delle Molestie

    A ulteriore conferma delle molestie subite, Sara aveva inviato alle amiche diversi messaggi vocali di Argentino, definiti dagli inquirenti “prova di un’autentica strategia molesta”. In un’occasione, un’amica era addirittura dovuta intervenire in università per allontanare Argentino, che si lamentava del fatto che Sara non gli sorridesse più come prima.

    L’Ultimo Messaggio e la Tragedia

    Il giorno dell’omicidio, dopo le lezioni, Argentino ha chiesto alle amiche di Sara dove fosse. Saputo che era rimasta indietro, è andato a cercarla. Poco dopo, una delle amiche ha ricevuto un messaggio vocale da Sara, un’inquietante richiesta d’aiuto: “Dove siete che sono con il malato che mi segue?”. Queste sono state le sue ultime parole.

  • Non corrispondeva il suo amore, Stefano Argentino così avrebbe ucciso Sara Campanella

    Non corrispondeva il suo amore, Stefano Argentino così avrebbe ucciso Sara Campanella

    Ha un nome l’autore dell’omicidio di Sara Campanella, la giovane ventiduenne sgozzata ieri in strada a Messina a due passi dallo stadio, davanti a decine di persone. Nella notte i carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito il decreto di fermo dell’indagato emesso dalla Procura.

    Il ragazzo sospettato dell’omicidio di Sara Campanella e fermato dai carabinieri del comando provinciale di Messina è Stefano Argentino, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane. E’ stato rintracciato, con il supporto dei carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, in un’abitazione del suo paese. Il sospettato è stato preso dai militari dopo una vera e propria caccia all’uomo.

    Dagli accertamenti, il giovane era innamorato della ragazza senza essere corrisposto. Da una prima ricostruzione dei fatti, l’indagato per l’omicidio dell’universitaria avrebbe seguito la giovane studentessa nei pressi del Policlinico, per poi percorrere insieme a lei un breve tratto di strada; arrivati nei pressi del distributore di benzina, verosimilmente dopo una discussione, l’avrebbe accoltellata per poi allontanarsi velocemente.

    Antonio D’Amato, Procuratore capo, ha parlato a Messina martedì mattina in conferenza stampa per raccontare i dettagli della vicenda. «Chiesta la convalida dell’arresto di Stefano Argentino per reato di omicidio pluriaggravato». Per fermare il presunto omicida, è stato fondamentale «l’aiuto dei colleghi di Sara», oltre alle immagini degli impianti di video sorveglianza. La vittima «aveva parlato con i compagni di corso del presunto assassino e delle sue attenzioni che andavano avanti da due anni, senza mai però eccedere in molestie». Lei non aveva mai presentato denuncia. «Sembra emergere una sottovalutazione della vittima», dicono gli inquirenti.

  • Femminicidio di Sara Campanella, arrestato il presunto assassino della studentessa di Misilmeri

    Femminicidio di Sara Campanella, arrestato il presunto assassino della studentessa di Misilmeri

    È stato fermato il presunto assassino di Sara Campanella, la studentessa ventiduenne assassinata ieri a Messina a coltellate. Non si tratta dell’ex con cui la ragazza di Misilmeri, in provincia di Palermo, aveva avuto una relazione.

    Il fermo emesso dalla Procura di Messina

    Nella notte i carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito il decreto di fermo emesso dalla Procura. Sarebbe un collega universitario della ragazza.

    I particolari saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà al Palazzo di Giustizia di Messina alle ore 11:00.

  • Misilmeri piange Sara Campanella,  uccisa a Messina: “Era brillante e solare”

    Misilmeri piange Sara Campanella, uccisa a Messina: “Era brillante e solare”

    E’stata uccisa con una coltellata al collo che gli ha reciso la giugulare Sara Campanella, studentessa universitaria 22 anni di Misilmeri. Sara Campenalla frequentava il terzo anno della facoltà di Tecniche di laboratorio Biomedico nell’ateneo messinese e quindi faceva anche la tirocinante proprio nell’ospedale dove è stata portata in fin di vita. Dopo la notizia dell’omicidio, tanti studenti e colleghi della vittima sono andati al pronto soccorso disperati.

    Il Sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo: “Abbiamo atteso prima di scrivere perché siamo increduli ed attoniti. Qualche ora fa è stata diffusa dagli organi di stampa la notizia che la nostra giovane concittadina Sara Campanella è stata uccisa a Messina dove studiava scienze infermieristiche. Sara aveva solo 22 anni, era una giovane brillante, studiosa, determinata e solare, morta a causa di femminicidio. Un gesto violento e brutale l’ha portata via. Le Forze dell’Ordine non hanno ancora rintracciato l’omicida”.

    “L’intera cittadina è sconvolta – continua il sindaco – , non ci sono parole e vogliamo far sentire tutto il nostro affetto e sostegno alla famiglia di Sara, alla sua mamma – insegnante per tanti anni della Scuola Traina plesso Portella di Mare e da quest’anno dell’ICS Guastella Landolina. Siamo comunità e non faremo mancare la nostra vicinanza alla famiglia di Sara, ai suoi amici, a quanti le vogliono bene e stanno soffrendo per un dolore lacerante ed insopportabile. Misilmeri ed i Misilmeresi condannano questo vile gesto, questa atroce violenza nei confronti di una giovane donna e confermando la totale fiducia nelle Forze dell’Ordine, siamo certi che presto consegneranno l’omicida alla giustizia”.

    “Mai si vorrebbero dare notizie di questo tipo perché fatti così non dovrebbero mai accadere, mai. Non ci fermeremo e continueremo a lottare anche per Sara, basta basta basta violenza basta basta basta violenza contro le donne”.

    Secondo una prima ricostruzione, Campanella sarebbe uscita dal nosocomio alla fine del suo tirocinio quotidiano e si sarebbe incamminata su viale Gazzi per raggiungere la fermata dei bus. L’assassino l’avrebbe seguita su un’auto, si sarebbe fermato e sarebbe sceso. Una volta raggiunta, l’avrebbe accoltellata sul marciapiede sul quale si affacciano alcune abitazioni. Un passante che ha assistito alla scena richiamato anche dalle urla della giovane avrebbe cercato d’inseguire l’assassino che però è riuscito a fuggire. La ragazza avrebbe fatto un paio di passi prima di accasciarsi a terra nei pressi di un’aiuola, in un lago di sangue. I carabinieri hanno interdetto la zona dell’omicidio per fare i rilievi.

  • Femminicidio in Sicilia, Sara Campanella colpita alle spalle e uccisa

    Femminicidio in Sicilia, Sara Campanella colpita alle spalle e uccisa

    Tragedia a Messina. Una studentessa universitaria palermitana di 21 anni, Sara Campanella, è stata assassinata a coltellate questo pomeriggio intorno alle 17:30 nei pressi del Policlinico universitario. L’aggressione è avvenuta all’esterno della struttura, in prossimità dello stadio “Giovanni Celeste”, area solitamente frequentata dagli studenti in attesa dei mezzi pubblici.

    Testimoni oculari riferiscono di un individuo di media statura, con jeans e giubbotto nero, che avrebbe importunato la giovane prima di aggredirla. Dopo averla colpita ripetutamente alla gola con un’arma da taglio, recidendole la giugulare, l’aggressore si è dato alla fuga, dileguandosi nelle strade limitrofe, una zona caratterizzata dalla presenza di baracche e quartieri popolari.

    Immediatamente soccorsa e trasportata in codice rosso al vicino pronto soccorso del Policlinico, le condizioni di Sara sono apparse fin da subito disperate. Nonostante i tentativi dei medici di arginare l’emorragia e sottoporla a un intervento chirurgico d’urgenza, la giovane è deceduta poco dopo il ricovero.

    Le forze dell’ordine, intervenute sul posto, hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio e dare un nome all’assassino. Mentre la comunità messinese è sotto shock per la brutalità dell’accaduto, è scattata una serrata caccia all’uomo in tutta la zona sud della città. I carabinieri, presenti in forze sul luogo del delitto, mantengono il massimo riserbo sulle indagini in corso.

  • Messina, giovane ragazza palermitana accoltellata e uccisa in strada

    Messina, giovane ragazza palermitana accoltellata e uccisa in strada

    Una giovane tirocinante infermiera di 22 anni è morta dopo esser stata accoltellata a Messina. L’aggressione sarebbe avvenuta in viale Gazzi, di fronte all’ingresso dello stadio «G. Celeste».

    Secondo le prime ricostruzioni, la donna, di Palermo, sarebbe stata colpita con una coltellata al collo da un giovane che è poi fuggito. Subito soccorsa, la ventenne è stata trasferita al Policlinico in gravi condizioni ma a nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvarle la vita.

    Alcuni testimoni hanno sentito le urla della giovane che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stata ferita da un coetaneo. Un testimone avrebbe cercato di inseguire il responsabile che si è dileguato tra le vie circostanti. La ventiduenne avrebbe fatto pochi passi prima di accasciarsi a terra.

  • Omicidio a Partinico: due fratelli fermati per la morte di Gioacchino Vaccaro

    Omicidio a Partinico: due fratelli fermati per la morte di Gioacchino Vaccaro

    Leonardo e Antonino Failla, di 43 e 30 anni, sono stati fermati dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri di Palermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale. I due fratelli sono sospettati di essere i responsabili del pestaggio di Gioacchino Vaccaro, un fruttivendolo di 45 anni, avvenuto ieri sera a Partinico, in Largo Avallone, durante una violenta lite.

    Vittima deceduta dopo il ricovero in ospedale

    Dopo la lite, Vaccaro si è recato in ospedale per ricevere cure mediche, ma ha avuto un malore ed è deceduto. Le cause del decesso sono ancora da accertare, ma si ipotizza un’emorragia interna provocata dalle percosse subite. La Procura di Palermo ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima.

    Indagini in corso per ricostruire la dinamica

    La dinamica dell’aggressione è ancora oggetto di indagine. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi che hanno portato alla morte di Vaccaro, molto conosciuto a Partinico per la sua attività di fruttivendolo in Largo Avallone. La polizia sta analizzando le possibili registrazioni di videosorveglianza della zona per raccogliere ulteriori elementi utili all’indagine.

  • Gioacchino Vaccaro, un padre che ha pagato con la vita la difesa del figlio

    Gioacchino Vaccaro, un padre che ha pagato con la vita la difesa del figlio

    Un’ondata di sgomento e incredulità ha travolto Partinico dopo la brutale aggressione che ha strappato alla vita Gioacchino Vaccaro, un uomo di 46 anni, intervenuto in difesa del figlio diciassettenne. La tragedia, avvenuta nel pomeriggio di ieri in Largo Avellone, ha lasciato la comunità attonita e profondamente addolorata. Il Sindaco Pietro Rao, con parole cariche di dolore e indignazione, ha condannato fermamente l’accaduto, esprimendo la propria vicinanza alla famiglia della vittima. “La vita di ogni individuo ha un valore inestimabile,” ha dichiarato Rao, “eppure oggi ci troviamo a piangere la morte di una persona perbene, un uomo di 46 anni, strappato via per futili motivi. Nessuna giustificazione può spiegare un atto così crudele, nessuna parola può colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza.”

    Intanto la procura di Palermo ha disposto l’autopsia sul corpo di Gioacchino Vaccaro, 45 anni, l’uomo, morto all’ospedale di Partinico qualche ora dopo il suo arrivo in seguito ad una violenta aggressione subita da due fratelli di 43 e 30 anni che poi in serata si sono costituiti ai carabinieri.

    La ricostruzione dell’aggressione: un diverbio degenerato in violenza

    Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell’ordine, la tragedia sarebbe scaturita da un banale diverbio. Il figlio di Vaccaro, in compagnia della madre, si trovava in Largo Avellone quando avrebbe rimproverato due giovani a bordo di un’auto per la loro condotta di guida pericolosa, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passanti. I due, infastiditi dal rimprovero, avrebbero fermato l’auto e aggredito il ragazzo. Gioacchino Vaccaro, testimone della scena, è intervenuto prontamente per difendere il figlio, ma si è trovato a sua volta vittima della furia dei due aggressori. La madre del ragazzo, terrorizzata, ha immediatamente allertato i soccorsi.

    La corsa in ospedale e il tragico epilogo

    Padre e figlio, entrambi feriti, sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Civico di Partinico. Mentre il diciassettenne, fortunatamente, ha riportato solo lievi ferite alla testa, le condizioni di Gioacchino Vaccaro sono apparse subito gravi. Nonostante gli sforzi dei medici, l’uomo non è riuscito a sopravvivere alle lesioni riportate, spirando in serata. La notizia del decesso ha gettato nello sconforto l’intera comunità, che si è stretta attorno alla famiglia colpita da questo improvviso e immenso dolore.

    Le indagini e l’appello del Sindaco

    Le forze dell’ordine, intervenute sul luogo dell’aggressione, hanno avviato immediatamente le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili. Secondo alcune indiscrezioni, i due aggressori si sarebbero costituiti ai Carabinieri in serata. Il Sindaco Rao, oltre a esprimere il proprio cordoglio, ha lanciato un accorato appello alla comunità, invitando tutti a riflettere sul valore della vita e sulla necessità di contrastare ogni forma di violenza. “No alla banalizzazione della violenza,” ha affermato con fermezza. “Ogni vita è unica, un intreccio di esperienze, sogni, speranze, relazioni. Non possiamo permettere che la violenza venga banalizzata o giustificata, anche quando la causa appare insignificante. Dietro ogni tragedia c’è una storia che merita rispetto, un dolore che non può essere dimenticato. Oggi più che mai, dobbiamo riflettere sul valore della vita, sulla necessità di promuovere il dialogo, il rispetto e la comprensione reciproca. Non possiamo più tollerare che la violenza diventi la risposta a ciò che non comprendiamo o non accettiamo. La vita di ogni persona deve essere protetta, rispettata e, soprattutto, celebrata.”