Buone notizie per chi è in cerca di un impiego in Sicilia. Tre grandi aziende come Mediaworld, Lidl e Foot Locker sono infatti alla ricerca di nuovo personale da inserire nei punti vendita presenti sull’isola. Vediamo nel dettaglio gli annunci e come candidarsi.
Mediaworld assume addetti alle vendite a Palermo, per lo store del centro commerciale Forum. Si offrono sia contratti full time che part time, rivolti in particolare a studenti, neolaureati e anche a chi è alla prima esperienza lavorativa. L’azienda cerca persone appassionate di tecnologia, con spirito di squadra, orientamento al cliente e ottime doti comunicative e relazionali. Gli interessati possono inviare il CV direttamente sul portale Mediaworld, nella sezione dedicata alle posizioni aperte. Le selezioni rimarranno attive fino alla chiusura degli annunci.
Anche Foot Locker ha posizioni aperte in Sicilia, in particolare cerca addetti vendita part time per i negozi di Palermo, Caltanissetta, Catania e provincia, Milazzo, Trapani. Si offrono contratti a tempo determinato, ci si può candidare visitando la sezione “Lavora con noi” del sito Foot Locker, nell’area dedicata alla ricerca di personale per i punti vendita.
Infine Lidl, che è sempre alla ricerca di nuove risorse per i propri store siciliani. In particolare a Palermo si cerca un Construction Manager, figura che si occupa di seguire la realizzazione e ristrutturazione dei punti vendita. Posizioni aperte anche come addetti vendita stagionali o su turni domenicali ad Augusta, Modica e in altre città dell’isola. Per candidarsi basta consultare il sito Lidl alla sezione “Lavora con noi”.
In sintesi, chi è in cerca di un’occupazione in Sicilia ha interessanti opportunità in aziende leader nel settore della grande distribuzione e dell’elettronica di consumo. I profili richiesti vanno da laureati a diplomati, da figure tecniche e manageriali ad addetti vendita anche senza esperienza. Candidarsi è semplice, basta visitare i siti delle rispettive aziende. Un ottimo momento dunque per trovare un nuovo lavoro sull’isola.
Con l’avvicinarsi della bella stagione, gli italiani iniziano a programmare le vacanze estive e una meta che sembra riscuotere grande interesse quest’anno è la Sicilia. È quanto emerge da uno studio condotto dal portale Vamonos Vacanze in collaborazione con l’istituto di ricerca IRCM, che ha analizzato le tendenze di ricerca degli italiani sui motori online e realizzato un sondaggio su un campione di 4.000 persone tra i 18 e i 65 anni.
Secondo i dati raccolti, il 56% degli intervistati ha espresso la volontà di trascorrere le vacanze estive entro i confini nazionali, con la Puglia in testa alle preferenze (13%), seguita da Sicilia (11%) e Sardegna (10%). Tra le regioni del Sud spicca quindi la Sicilia, complice il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che la rendono una delle mete più ambite del nostro Paese.
Ma sono diversi i fattori che influenzano la scelta degli italiani, non solo geografici: giocano un ruolo chiave la convenienza economica, la presenza di strutture ricettive e servizi adeguati, la vicinanza alla propria regione di residenza. Ed è significativo il dato sulle prenotazioni anticipate: sempre più vacanzieri scelgono di assicurarsi in largo anticipo alloggio e viaggio per godere di tariffe vantaggiose e partire con la tranquillità di aver già tutto organizzato.
Per la Sicilia si prospetta quindi un’estate da boom turistico, con un incremento consistente di arrivi e presenze rispetto agli anni precedenti. Occasione imperdibile per rilanciare l’economia locale, ma anche grande responsabilità per gli operatori del settore, chiamati a potenziare l’offerta turistica garantendo servizi di qualità. Le amministrazioni dovranno impegnarsi per tutelare le bellezze naturali, artistiche e culturali dell’isola, valorizzandole al meglio.
Il sondaggio di Vamonos Vacanze offre uno spaccato delle tendenze dei viaggi degli italiani per l’estate 2024. Con la riscoperta delle mete nazionali e del turismo di prossimità, la Sicilia sembra pronta a vivere una stagione di rilancio, rispondendo alla domanda crescente di vacanze nel nostro Paese. Starà ora agli operatori sfruttare al meglio questa opportunità.
Monreale è tra i primi comuni siciliani che hanno raccolto la sfida per la transizione digitale promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sono già partiti i progetti di digitalizzazione e semplificazione del Comune “Monreale Virtuale” che comprendono le nuove app: Visit Monreale (Turistica), App IO, PA Digitale e Smart PA. La presentazione ufficiale è prevista martedì pomeriggio alle 17 al Cine Teatro Imperia dove si terrà una conferenza che ha l’obiettivo di far conoscere a cittadini, dirigenti scolastici, forze dell’ordine, associazioni, dipendenti comunali, operatori, professionisti, rappresentanti di enti pubblici e privati i nuovi strumenti digitali di semplificazione, efficientamento e potenziamento dell’attività dell’ente. I progetti sono finanziati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per la digitalizzazione, l’innovazione e la sicurezza informatica.
Nel corso della presentazione, dopo il saluto del Sindaco Alberto Arcidiacono, del Presidente del Consiglio Comunale Marco Intravaia, dell’Assessore Fabrizio Lo Verso e del Segretario Generale Giovanni Impastato, interverranno il Dirigente della Promozione Sociale, Culturale e Territoriale Pietrantonio Bevilacqua, il Direttore Generale di De Lisa SRL Antonino Calamia, De Lisa SRL Servizi Informativi Luigi Marulli.
L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è quello di creare una maggiore interazione con i cittadini, in modo semplice e veloce, e rendere disponibili i servizi resi dal Comune sulle varie piattaforme digitali. L’app turistica “Visit Monreale”, invece, è stata ideata per migliorare il sistema dell’accoglienza turistica e offrire al visitatore la possibilità di immergersi nel patrimonio culturale e paesaggistico della città normanna, accedendo ai contenuti multimediali dell’app dedicati ai principali siti culturali, punti di interesse incontrati lungo il percorso.
Duferco annuncia lo sviluppo di un polo di produzione di idrogeno verde in Sicilia presso lo stabilimento produttivo di Giammoro a Messina Una tecnologia che contribuirà a incrementare il livello di indipendenza energetica dell’isola in un’ottica sostenibile.
Il progetto promosso da Duferco, in collaborazione con Caronte e Nippon Gases Italia, mira a sviluppare una Hydrogen Valley in grado di produrre circa 100 tonnellate all’anno di idrogeno verde, tramite un impianto fotovoltaico da 4 Mw ed un elettrolizzatore da 1 Mw
L’idrogeno verde prodotto sarà destinato ad alimentare le industrie dell’area circostante. L’operazione sarà realizzata con un investimento di 10 milioni di euro, di cui 7,5 milioni finanziati nell’ambito del bando Hydrogen Valleys del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso la Regione Siciliana.
La Hydrogen Valley in Sicilia “contribuirà al raggiungimento di uno dei principali obiettivi europei nella transizione energetica come previsto dal RePowerEU”, afferma Antonio Gozzi, presidente di Duferco. “Si tratta – aggiunge – di un progetto che supporta le imprese e il territorio e che contribuisce all’incremento dell’indotto dell’isola. La transizione energetica sarà una sfida concreta solamente se comporterà sviluppo occupazione ed economico. Altrimenti, il rischio è che rimanga una missione sempre troppo ambiziosa”.
Il Ponte sullo Stretto di Messina torna prepotentemente al centro del dibattito politico e infrastrutturale del Paese. A rilanciare con forza la necessità della grande opera è l’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, per voce della sua presidente Federica Brancaccio, oggi in visita a Palermo per incontrare il sistema regionale siciliano dell’Ance guidato da Santo Cutrone.
“Il Ponte sullo Stretto favorirà quelle aree economiche del Paese troppo lontane dai centri nevralgici. Siamo favorevoli come costruttori, anche perché è una grande opera di ingegneria. Bisognerebbe, però, dare più valore anche a tutte le infrastrutture complementari, sia quelle direttamente connesse al Ponte, sia quelle necessarie a far sì che il Ponte possa sviluppare l’economia del Mezzogiorno” ha dichiarato Brancaccio.
L’impatto economico e occupazionale dell’opera
Il progetto del Ponte sullo Stretto
La presidente dell’Ance ha sottolineato come il Ponte avrà sicuramente un forte impatto occupazionale durante gli anni di costruzione, ma sarà cruciale l’impatto una volta completata l’opera, per generare un reale ritorno sull’ingente investimento. Da qui l’appello a programmare fin da subito tutte le infrastrutture di collegamento al Ponte per massimizzarne i benefici.
Il PNRR come opportunità di crescita
In quest’ottica, Brancaccio ha posto l’accento sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che deve essere “una grande opportunità per il Paese”. Non solo realizzando le opere infrastrutturali, ma anche e soprattutto completando le riforme necessarie a far camminare da solo e far crescere l’Italia dopo il 2026. “Il PNRR deve essere una palestra – ha dichiarato – usiamolo per fare tutte le opere, anche quelle minori nei comuni, ma anche le riforme, per far sì che l’Italia, che ha camminato troppo piano, possa correre”.
Criticità e proposte per il Mezzogiorno
Per Brancaccio il PNRR da solo non può colmare il divario infrastrutturale tra Nord e Sud del paese. Serve recuperare i decenni in cui gli investimenti promessi al Meridione non sono stati onorati. L’Ance chiede che le amministrazioni locali spendano tutti i fondi europei e nazionali disponibili, obiettivo spesso mancato soprattutto al Sud. E per il 2023 lancia una battaglia per escludere i cofinanziamenti nazionali ai programmi UE dal Patto di Stabilità, così da poter attivare più progetti senza sforamenti.
Le battaglie in Europa
Guardando all’Europa, Brancaccio ha annunciato che a maggio 2024 il nuovo presidente della Federazione Europea dei Costruttori Edili sarà l’italiano Pietro Petrucco, attuale vicepresidente Ance. Una nomina importante per portare avanti alcune battaglie, a partire dalla creazione di un Fondo Europeo per l’Ambiente che aiuti a sostenere i costi della transizione ecologica. Costi che, secondo Brancaccio, non possono ricadere solo sui cittadini, soprattutto in un paese come l’Italia dove il patrimonio immobiliare è particolarmente vetusto e frammentato.
La rigenerazione urbana in Sicilia
A proposito del Superbonus 110%, la presidente Ance ha denunciato come molte imprese, dopo la chiusura della misura, abbiano ancora ingenti crediti fiscali accumulati che non riescono a monetizzare, con il rischio di fallimenti e contenziosi con i condomini per il blocco dei cantieri.
Sicurezza ed equità nei cantieri
All’Europa, Brancaccio chiede anche l’attuazione di politiche fiscali e del lavoro comuni, per rafforzare la competitività delle imprese europee contro la concorrenza globale. E joint-venture fra costruttori UE per presentarsi uniti sui mercati extra-europei.
Analizzando la situazione siciliana, la presidente Ance ha invitato la Regione e i Comuni del Sud a investire al massimo, oltre i fondi PNRR, sulla rigenerazione urbana senza consumo di suolo. Un volano per migliorare la qualità della vita e creare occupazione in un settore trasversale come l’edilizia.
Sul tema della sicurezza nei cantieri, Brancaccio ha ribadito la necessità di un approccio equilibrato, rafforzando gli organici degli ispettorati per svolgere prima di tutto un’azione di prevenzione e supporto alle imprese, e sanzionando solo successivamente le gravi irregolarità.
La crisi dei materiali da costruzione
Infine un appello per risolvere il problema del caro-materiali che ha messo in crisi la sostenibilità economica di molti cantieri pubblici e privati. Nel pubblico sono stati stanziati ristori parziali ma con pagamenti in ritardo. Nel privato mancano del tutto interventi di sostegno, da attuare anche facendo leva su norme del Codice Civile che consentono di sospendere i lavori se troppo onerosi.
Palermo – Sta per partire la stagione estiva dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo, con un’offerta di voli ampliata rispetto agli scorsi anni. Saranno infatti 90 le destinazioni raggiungibili dallo scalo palermitano nel periodo compreso tra giugno e settembre: 26 interne all’Italia e 64 internazionali, distribuite in 26 Paesi.
A operare su Palermo saranno 35 compagnie aeree, con un incremento del 13% delle frequenze dei voli rispetto all’estate 2023. Le novità principali sono l’apertura del collegamento diretto con New York, operato da Neos Air a partire dal 9 giugno con due voli settimanali, e l’incremento delle frequenze per la tratta Palermo-Istanbul di Turkish Airlines, che passa da 4 a 6 voli alla settimana.
Confermato tutto il network di voli di Ryanair, primo vettore dello scalo, con 41 rotte complessive e 5 aeromobili basati a Punta Raisi. La compagnia low cost irlandese aggiunge anche il nuovo collegamento con Poznan, in Polonia, e aumenta le frequenze su oltre 15 rotte già attive come Barcellona, Londra, Parigi e Vienna.
Novità anche da parte di Volotea, con l’apertura del volo per Brest, e di easyJet che raddoppia la frequenza sulla tratta Palermo-Porto.
Un’offerta ampia che segna la ripresa del trasporto aereo dopo le restrizioni dovute alla pandemia. Nel 2023 l’aeroporto palermitano ha totalizzato 8 milioni di passeggeri, con una crescita del 13,8% sul 2022 che lo colloca al 9° posto tra gli scali nazionali. L’incremento maggiore si registra sui voli internazionali, con il old out delle destinazioni turistiche.
Tra i principali mercati per Palermo spiccano Francia e Germania, con un aumento di oltre il 25% dei collegamenti rispetto allo scorso anno. 14 le rotte per la Francia, da Parigi alle mete vacanziere come Marsiglia, Nizza e Lourdes. 10 quelle per la Germania, da Berlino a Monaco di Baviera e Francoforte.
Bene anche il traffico da e per Gran Bretagna e Irlanda (+18%), con i voli su Londra, Edimburgo e Dublino, e quello verso Spagna e Portogallo, con i collegamenti per Barcellona, Madrid e Porto. Infine, si registra un vero boom delle destinazioni dell’Est Europa come Polonia, Romania e Repubblica Ceca (+67%).
ERG, gruppo leader nella produzione di energia rinnovabile in Italia, ha annunciato di aver completato la costruzione e avviato l’energizzazione del nuovo parco eolico di Roccapalumba, in provincia di Palermo. Il parco, composto da 13 turbine eoliche Vestas per una capacità totale di 47 MW, produrrà circa 100 GWh di elettricità all’anno, che sarà fornita interamente a Google tramite un accordo ventennale di fornitura energetica (PPA).
L’energia prodotta sarà usata da Google
Si tratta di un progetto totalmente sviluppato e realizzato internamente da ERG, con l’obiettivo di incrementare la propria produzione da fonti rinnovabili in Italia. L’energia pulita prodotta dalle pale eoliche del parco siciliano, evitando l’emissione in atmosfera di circa 47mila tonnellate di CO2 all’anno, sarà utilizzata da Google per alimentare i suoi data center e le sedi presenti nel nostro paese.
“L’avvio di Roccapalumba dà ulteriore impulso alla crescita del nostro portafoglio rinnovabile attraverso un impianto greenfield in Italia” ha commentato Paolo Merli, Amministratore Delegato di ERG. “I ricavi relativi all’intera produzione saranno securizzati grazie al contratto ventennale con Google, fondamentale in un contesto di forte volatilità dei prezzi dell’energia”.
Il PPA (Power Purchase Agreement) firmato con il colosso americano consentirà infatti ad ERG di stabilizzare i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia, riducendo l’esposizione alle fluttuazioni del mercato elettrico. Si tratta di un accordo di grande rilevanza, che conferma la leadership di ERG nel mercato dei PPA in Italia.
“Dopo i recenti accordi in Sicilia, il contratto con Google ci permette di valorizzare al meglio questo importante progetto greenfield” ha aggiunto l’AD Merli. Un’intesa win-win, vantaggiosa sia per l’azienda che può contare su ricavi certi per 20 anni, sia per Google che otterrà energia 100% rinnovabile per alimentare le sue attività in Italia, coerentemente con i suoi obiettivi di sostenibilità.
L’entrata in esercizio del parco eolico di Roccapalumba conferma l’impegno di ERG nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile in Italia, contribuendo agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e transizione energetica. Al tempo stesso, l’accordo con Google dimostra come le grandi aziende siano sempre più attente ad approvvigionarsi di elettricità green, garantendo una domanda stabile per gli investimenti nelle rinnovabili.
Nuovi controlli del Corpo forestale della Regione Siciliana sul grano destinato alla commercializzazione e al consumo in Sicilia. Gli agenti del Nucleo operativo regionale agroalimentare Sicilia (Noras), in tre diversi interventi congiunti con il Servizio fitosanitario dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, nel mese di febbraio hanno prelevato campioni dai carichi di grano giunti a bordo di navi attraccate nel porto di Pozzallo, nel Ragusano, per sottoporli ad analisi di laboratorio. I controlli sono stati disposti dagli assessorati regionali dell’Agricoltura e del Territorio e ambiente.
Il primo e il 23 febbraio scorsi sono stati effettuati dei prelievi da un carico di tremila tonnellate di grano tenero croato; ieri, 26 febbraio, altri prelievi hanno riguardato campioni di un carico di 27 mila tonnellate di grano duro e di tremila tonnellate di grano tenero originari dello stato canadese del Quebec. Stamattina tutti i campioni prelevati sono stati consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo per essere esaminati. Entro una settimana si conosceranno gli esiti delle analisi multiresiduali per verificare l’eventuale presenza di glifosato, pesticidi, erbicidi, metalli pesanti e tossine in quantitativi superiori ai limiti di legge.
«Voglio ringraziare gli uomini del Corpo forestale che hanno prelevato campioni di grano proveniente dall’estero. La Regione – dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino – c’è e vigila con attenzione sulla qualità di questo grano per tutelare i nostri produttori dalla concorrenza sleale e la salute dei consumatori messa a repentaglio da prodotti di scarsa qualità».
«Si tratta di una questione delicata che ha risvolti sanitari oltre che economici. Per questo – sottolinea l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Elena Pagana – il mio assessorato, di concerto con l’assessorato dell’Agricoltura, ha predisposto questi controlli che abbiamo intenzione di ripetere con regolarità. Ringrazio il personale del Noras del Corpo forestale per l’attento lavoro svolto. Useremo tutti mezzi che abbiamo a disposizione per difendere la nostra agricoltura dalla concorrenza sleale e per proteggere i siciliani da prodotti che potrebbero essere insalubri perché coltivati in Paesi dove ci sono scarsi controlli fitosanitari. Il governo della Regione manterrà una vigilanza costante affinché la Sicilia non subisca una colonizzazione selvaggia in materia di cibo che danneggia la nostra salute e la nostra economia».
Lo scorso anno sono stati otto i controlli effettuati dal Noras sui carichi di grano estero giunti in Sicilia. Le analisi dei campioni svolte da laboratori accreditati dall’Ispettorato centrale tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) del ministero dell’Agricoltura hanno verificato la loro conformità ai valori di legge
L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, si è detto fiducioso sulla possibilità di dare il via ai primi lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina entro l’estate. Parlando davanti alla platea della scuola politica della Lega, Ciucci ha affermato che, una volta ottenuti gli ultimi via libera finanziari e ambientali, si potrà segnare un “punto di non ritorno” oltre il quale, anche con un cambio di governo, l’opera non potrà essere bloccata.
Ciucci ha sottolineato l’importanza di avere una copertura finanziaria complessiva per l’opera, e non spezzettata anno per anno, e di un progetto che include già i collegamenti stradali e ferroviari. Parole accolte con favore dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che da sempre sostiene la realizzazione del Ponte.
Nonostante l’ottimismo, sull’opera continua però la polemica politica. Nei giorni scorsi le opposizioni hanno presentato un esposto alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati. Salvini ha definito il Ponte “un’opera pubblica con un unicum: è indagata ancor prima di cominciare”. Anche il deputato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, tra gli autori dell’esposto, ha criticato le parole di Ciucci, lamentando di non aver ricevuto risposta alle sue ripetute richieste di una copia della relazione sul progetto.
Ciucci ha replicato di operare “in massima trasparenza” e che il progetto definitivo, approvato a febbraio, verrà trasmesso a tutti gli enti competenti per le necessarie valutazioni e sarà pubblico. Ma le rassicurazioni non hanno convinto le opposizioni, che continuano a sollevare dubbi sull’opera. La telenovela del Ponte sullo Stretto sembra dunque destinata a proseguire, nonostante la volontà del governo di accelerare. I prossimi mesi diranno se davvero si potrà arrivare all’apertura del cantiere già in estate.
Marsala in festa per un suo illustre concittadino: Pietro Russo, classe 1985, è il nuovo Master of Wine italiano. L’enologo marsalese, che lavora per l’azienda Donnafugata, è infatti il primo professionista del vino della nostra penisola ad aver ottenuto questo ambito titolo, considerato il massimo riconoscimento internazionale nel settore enologico.
Salgono così a tre i Master of Wine italiani: insieme a Russo, solo Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi possono vantare questa qualifica, che nel mondo è appannaggio di circa 400 persone. Diventare Master of Wine è infatti un percorso di studi durissimo e costoso, che abbraccia le diverse anime del vino a 360 gradi. L’esame finale si compone di una prova teorica, una pratica e la presentazione di un elaborato di ricerca approfondito su un argomento legato al mondo del vino e che può spaziare dalle scienze alle arti.
Proprio la tesi ha permesso a Pietro Russo di coronare il suo sogno: il titolo “Comparative analysis of different tartaric stabilisation techniques, including the impact of new ingredient labelling rules, for Grillo and Nero d’Avola wines from Sicily” dimostra la profonda conoscenza del suo territorio d’origine, la Sicilia, analizzando le tecniche di stabilizzazione tartarica e il loro impatto sulla produzione di due grandi vitigni autoctoni come Grillo e Nero d’Avola, anche alla luce delle nuove norme europee sull’etichettatura degli ingredienti.
Una vita dedicata al vino, quella di Russo. Dopo la laurea in Viticoltura ed Enologia a Conegliano Veneto e la specialistica ad Asti, esperienze di studio e lavoro lo hanno portato in giro per il mondo, dalla Francia alla Spagna, dalla Nuova Zelanda al Piemonte fino ai suoi amati vigneti siciliani. L’esperienza accumulata nelle più importanti cantine internazionali gli ha permesso di apprendere le diverse tecniche di vinificazione praticate nel mondo.
Dal 2010 Russo è tornato a lavorare nella sua isola natale, presso la rinomata Donnafugata, portando expertise e innovazione. Insieme agli altri due Master of Wine italiani, ha curato il capitolo dedicato all’Italia della prestigiosa “New Sotheby’s Wine Encyclopedia” ed è giudice in concorsi enologici internazionali.
Il conferimento del titolo MW a Pietro Russo riempie di orgoglio la città di Marsala, patria di vini pregiati ma che ha perso, purtroppo, il corso di laurea in Enologia dell’Università degli Studi di Palermo. La storia di Russo dimostra come la Sicilia possieda un grande potenziale enologico e sia in grado di sfornare professionisti di altissimo livello, nonostante le difficoltà. Il suo esempio sarà certamente fonte di ispirazione per i giovani che vorranno seguire le sue orme nel mondo del vino.