Tag: Monreale

  • Palermo ha sete e l’acqua viene sprecata: una “fontana” alla Rocca

    Palermo ha sete e l’acqua viene sprecata: una “fontana” alla Rocca

    A Palermo, in un momento di grave siccità, si è rotta una tubatura dell’acqua in corso Calatafimi, tra Palermo e Monreale. Da una profonda crepa nell’asfalto sgorga un potente getto d’acqua alto diversi metri, creando disagi al traffico e sprecando ingenti quantità della preziosa risorsa idrica.

    Città assetata mentre acqua viene sprecata

    L’episodio avviene mentre Palermo e la Sicilia intera affrontano una crisi idrica senza precedenti. L’ente gestore Amap è stato costretto ad abbassare la pressione dell’acqua nelle tubature per far fronte alla scarsità di risorse negli invasi. Un danno che sperpera acqua preziosa, mentre i siciliani sono assetati e sperano nella pioggia per dissetare città e campagne.

    Serviranno piogge abbondanti per risolvere la crisi

    Per risolvere questa crisi serviranno piogge abbondanti attese con ansia per dicembre. Nel frattempo, episodi come questo tubo rotto che spreca grandi quantità d’acqua appaiono ancor più gravi, simboli di infrastrutture fatiscenti che peggiorano una situazione già critica. Urgono interventi rapidi per riparare questi guasti ed evitare inutili sprechi della risorsa più preziosa.

  • Terribile lutto a Monreale, muore una ragazza di 25 anni

    Terribile lutto a Monreale, muore una ragazza di 25 anni

    Monreale è in lutto per la prematura scomparsa di Silvia Casamento, ragazza di 25 anni residente in città. Silvia, che aveva frequentato il liceo artistico Basile D’Aleo, è deceduta per cause ancora da accertare, forse a causa di un malore improvviso.

    Commozione nella comunità

    La notizia ha sconvolto l’intera comunità monrealese, in particolare i suoi ex compagni di scuola e insegnanti. I funerali si terranno domani nella Chiesa di Santa Teresa a Monreale alle ore 10. La ragazza in passato aveva partecipato al Corteo Storico in onore di Guglielmo II.

    Il ricordo commosso di un professore

    Queste le parole di un suo ex professore: “Ieri sera mi arriva una brutta notizia: una mia ex alunna del serale di Monreale è morta. 25 anni! Rimango pietrificato. Conosco Silvia nel 2022 al quinto anno del liceo artistico. Una ragazza seria, silenziosa, attenta, curiosa, di una preparazione e un’attenzione verso la scuola incredibile. Accanto a lei nel banco il papà, un uomo saggio, che ama tanto la storia. Anche lui studente al serale con la propria figlia! Si è iscritto per stimolare la figlia a diplomarsi. Sacrifica il suo riposo serale dopo una giornata di lavoro perché vuole che la figlia si diplomi! Ci riesce, la vede diplomare in modo eccellente e alla fine anche lui si diploma con un voto eccellente… sudato per amore!

    Una storia di amore e dedizione

    È la storia di un papà e di una figlia che guardano lontano! Quell’anno partecipo come commissario agli esami di Stato come docente di storia e filosofia. Non c’è bisogno neppure di fare domande: la loro vita, il loro amore, la loro preparazione parlano da soli! Oggi Roberto piange questa figlia che è venuta a mancare all’improvviso! E io non riuscirei neppure ad esprimermi, non saprei come consolarlo… prego solo per loro, per il loro amore, per quello che mi hanno insegnato! Porterò per sempre scolpito nel mio cuore il volto di Silvia, della gioia del papà nel giorno del loro diploma! Io credo fermamente che quel sorriso Silvia lo porta in paradiso nella speranza che possa consolare i suoi! L’amore di un papà e di sua figlia che non dimenticherò mai!”.

  • Truffa di Monreale da 2,4 milioni sul Reddito di Cittadinanza, marito e moglie ne prendevano 2

    Truffa di Monreale da 2,4 milioni sul Reddito di Cittadinanza, marito e moglie ne prendevano 2

    Si sono conclusi con gli arresti domiciliari i procedimenti giudiziari a carico di Antonino Giannetto, 50 anni, titolare del CAF Fenapi fiscalità e previdenza di Monreale, e della sua collaboratrice Laura Tusa, 49 anni. I due sono accusati di essere i principali artefici di una truffa da oltre 2 milioni di euro ai danni dello Stato, attraverso l’ottenimento fraudolento del Reddito di Cittadinanza per 341 persone che non ne avevano diritto.

    Le indagini e il sistema fraudolento

    Le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Monreale in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro, e coordinate dalla Procura, hanno portato alla luce il sistema messo in piedi da Giannetto e Tusa tra il 2021 e il 2022. I due, secondo l’accusa, avrebbero prodotto falsi documenti e attestazioni, poi allegati alle pratiche per l’ottenimento del sussidio, per garantire l’esito positivo a chi si rivolgeva al loro CAF, dietro pagamento di circa 200 euro. Il denaro veniva riscosso in contanti o tramite carte di credito.

    Minacce e recupero pagamenti

    Per recuperare i pagamenti arretrati, Giannetto e Tusa avrebbero anche minacciato i “clienti” di sospendere l’erogazione del Reddito. Le intercettazioni telefoniche e l’analisi della documentazione hanno permesso di scoprire le centinaia di percettori del sussidio privi dei requisiti, che grazie alle manovre illecite sono riusciti ad intascare diverse migliaia di euro.

    Il percorso giudiziario

    La Procura aveva chiesto gli arresti in carcere per i due già lo scorso gennaio, ma il GIP aveva respinto la richiesta anche perché nel frattempo il Reddito di Cittadinanza è stato abolito dal governo. Dopo vari ricorsi, il Tribunale del Riesame ha comunque disposto i domiciliari sia per Giannetto che per Tusa, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza.

    I dettagli della frode

    Nelle carte dell’inchiesta si legge che Giannetto avrebbe prodotto soprattutto “false attestazioni di residenza e convivenza, falsi contratti di affitto“, mentre un gruppo di procacciatori era incaricato di trovare potenziali percettori da mettere in contatto con il CAF. Una coppia di conviventi, ad esempio, era riuscita ad ottenere due Redditi di Cittadinanza dichiarando di vivere in nuclei familiari separati.

    Le conseguenze per i responsabili

    Oltre agli arresti domiciliari, per Giannetto e Tusa difesi dall’avvocato Pietro Capizzi, è stato disposto anche il sequestro del Centro Assistenza Fiscale di via Nicolosi a Monreale, mentre procedono le indagini sui 341 percettori del sussidio che ora rischiano pesanti conseguenze.

  • Avrebbe trafugato preziosi dal Museo diocesano di Monreale, condannato custode di Misilmeri

    Avrebbe trafugato preziosi dal Museo diocesano di Monreale, condannato custode di Misilmeri

    L’ex custode del museo diocesano di Monreale, G. C. di Misilmeri, è stato condannato in primo grado a un anno e 8 mesi di reclusione con l’accusa di aver trafugato preziosi oggetti sacri per un valore stimato di oltre mezzo milione di euro.

    Come si legge sul Giornale di Sicilia, l’uomo, 63 anni, originario di Misilmeri, deteneva dal 1997 le chiavi del deposito museale diocesano, un vero e proprio scrigno contenente tesori risalenti dal XII al XX secolo. Un incarico di grande responsabilità rinnovato per 5 volte dagli ultimi arcivescovi, che riponevano totale fiducia nell’uomo. Secondo la ricostruzione emersa nel processo celebrato presso il Tribunale di Palermo, l’ex custode avrebbe approfittato del suo ruolo per sottrarre dal museo almeno due corone d’oro di proprietà della confraternita del Santissimo Rosario di Monreale, oltre a numerosi ex voto, croci, pettorali ed altri oggetti sacri.

    Il furto sarebbe avvenuto nel 2016, ma è stato scoperto solo nel settembre 2019, quando durante una notte bianca l’organizzatore Guglielmo Li Manni ha notato delle incongruenze tra gli oggetti esposti nel museo e quelli originali, che conosceva bene. In particolare le corone d’oro sembravano essere copie, seppur fedeli. Insospettito, Li Manni ha avvisato l’arciprete Don Nicola Gaglio, che ha convocato l’argentiere di fiducia Benedetto Gelardi per un esame degli oggetti.

    L’esperto ha confermato i sospetti, indicando proprio nel custode la persona che gli aveva commissionato le copie dietro compenso di 10.000 euro. Il custode avrebbe giustificato la richiesta con la necessità di sostituire temporaneamente gli originali per ragioni di manutenzione. Una versione smontata dal giudice, che l’ha definita “fantasiosa e mendace”.

    Nonostante la sua proclamata innocenza, l’uomo è stato ritenuto colpevole e condannato anche al risarcimento dei danni nei confronti dell’Arcidiocesi di Monreale e di Don Gaglio, parti civili nel processo difese dall’avvocato Nicola Nocera. Il legale dell’imputato ha già preannunciato ricorso in Appello.

  • Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci diventa cittadino onorario a Monreale

    Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci diventa cittadino onorario a Monreale

    Il celebre giornalista e conduttore televisivo Sigfrido Ranucci riceverà la cittadinanza onoraria dal comune di Monreale, in provincia di Palermo. La cerimonia di conferimento dell’onorificenza si svolgerà sabato 6 luglio alle ore 17, come annunciato dal sindaco Alberto Arcidiacono.

    Il riconoscimento al coraggio e alla dedizione di Ranucci

    “Sono un appassionato spettatore di Report, il programma di inchieste giornalistiche condotto da Ranucci su Rai 3″ – ha dichiarato il primo cittadino al Gds – “Apprezzo il coraggio e la dedizione con cui Ranucci e la sua squadra portano alla luce fatti e vicende che alcuni vorrebbero rimanessero nascosti”. La proposta di conferire la cittadinanza onoraria al giornalista era stata avanzata e approvata all’unanimità dalla precedente giunta comunale di Monreale. Tuttavia, a causa della tempistica a ridosso delle elezioni amministrative dell’8-9 giugno, non è stato possibile deliberare ufficialmente. Ora, con la nuova maggioranza e la nuova giunta recentemente insediata, si procederà a formalizzare la scelta. “Non penso che nessuno della nuova amministrazione si discosterà da questa decisione” – ha precisato il sindaco Arcidiacono – “Altrimenti dovrebbe solo imbarazzarsi”.

    Presentazione del libro “La Scelta” di Ranucci

    La cerimonia di sabato 6 luglio rappresenterà quindi l’occasione per suggellare questo importante riconoscimento al lavoro svolto da Sigfrido Ranucci e dalla sua squadra con il programma Report, baluardo del giornalismo investigativo in Italia. Ma non è tutto. Sempre sabato 6 luglio, alle ore 18 in Piazza Guglielmo II, Ranucci presenterà anche il suo ultimo libro “La Scelta” edito da Bompiani. L’incontro, organizzato dal Comune e dalla Consulta Giovanile di Monreale, vedrà la partecipazione dell’autore e del giornalista Salvatore Cusimano. A seguire, firmacopie a cura della Libreria Mille Mondi di Palermo.

    Un profilo di tenacia e coraggio emerso dalle inchieste

    Attraverso questo libro autobiografico, che ripercorre alcune delle inchieste più significative realizzate dal giornalista, emerge il profilo di un uomo tenace e coraggioso, che continua ostinatamente a porsi domande scomode e a porle al potere, nonostante le difficoltà.

    Una carriera costellata di riconoscimenti

    La carriera di Sigfrido Ranucci è costellata da riconoscimenti e premi per il suo impegno nel giornalismo d’inchiesta. In Rai dal 1990, è stato inviato per il Tg3 e Rai News 24, realizzando approfondite inchieste su temi delicati come traffico di rifiuti, mafia, violazione dei diritti umani. È stato l’ultimo a intervistare Paolo Borsellino e ha seguito da inviato l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Dal 2017 conduce con successo Report, programma Rai ereditato dalla giornalista Milena Gabanelli che sotto la sua guida continua a mietere consensi di pubblico e critica.

    La cittadinanza onoraria che Monreale gli conferirà il 6 luglio è quindi un giusto riconoscimento ad una carriera dedicata alla ricerca della verità e all’informazione libera e coraggiosa. Un modello professionale che – a giudicare dalle parole del sindaco Arcidiacono – la città apprezza e intende premiare.

  • Lo ha omaggiato anche il New York Times, riconoscimento allo chef siciliano Basile

    Lo ha omaggiato anche il New York Times, riconoscimento allo chef siciliano Basile

    Grande entusiasmo oggi a Monreale per l’assegnazione di un importante riconoscimento allo chef Domenico Basile, concittadino che ha portato in alto il nome della città nel mondo della gastronomia internazionale. In una cerimonia presso la Sala Rossa del Comune, il sindaco Alberto Arcidiacono ha voluto premiare Basile per gli straordinari successi ottenuti nella sua brillante carriera. Una carriera costellata di esperienze uniche e appassionanti, che hanno portato Basile ai vertici della cucina mondiale.

    Originario proprio di Monreale, Domenico Basile ha mosso i primi passi studiando e lavorando al fianco di grandi maestri, che gli hanno trasmesso la passione per l’alta cucina italiana. Dopo aver affinato le sue doti e maturato una solida esperienza, Basile ha iniziato a girare il mondo, lavorando in prestigiosi ristoranti a Parigi, alle Maldive e a Mosca.

    Ma gli exploit più entusiasmanti della sua carriera sono arrivati dopo il trasferimento a New York, dove Basile si è affermato come uno degli chef più innovativi e apprezzati della Grande Mela. Lo scorso anno ha coronato il sogno di una vita, inaugurando il suo primo ristorante personale, il Doba Restaurant and Terrace. Un indirizzo diventato subito di culto per gli amanti del buon cibo, definito dal New York Times “uno speakeasy dove vivere un’esperienza di bellezza e di gusto”.

    Oggi finalmente Basile è tornato nella sua amata Monreale. “Siamo orgogliosi di lui e del successo raggiunto con talento e dedizione” ha dichiarato il sindaco Arcidiacono, tra gli applausi dei concittadini accorsi per celebrare il prestigioso riconoscimento. Una giornata di festa per Monreale, che omaggia un suo illustre figlio capace di portare in alto il nome della città nel firmamento della gastronomia mondiale.

  • Lutto a Monreale, è morto don Pietro Scalia: una vita spesa per la Chiesa e i giovani

    Lutto a Monreale, è morto don Pietro Scalia: una vita spesa per la Chiesa e i giovani

    Monreale – La diocesi di Monreale è in lutto per la scomparsa, all’età di 65 anni, di don Pietro Scalia. Il sacerdote è deceduto ieri, domenica 3 dicembre, dopo essere stato ricoverato d’urgenza in ospedale per il complicarsi delle sue condizioni di salute.

    L’annuncio della morte di don Scalia è stato dato dall’arcidiocesi di Monreale tramite la pagina Facebook diocesana. “Nella prima domenica di Avvento, l’invito a vegliare per essere pronti ad accogliere il Signore che viene si è compiuto pienamente per il nostro carissimo don Pietro Scalia: ora ha incontrato “faccia a faccia” il Signore della vita che da sempre ha atteso, servito e desiderato” si legge nel comunicato.

    Una vita spesa al servizio della Chiesa di Monreale

    Don Pietro Scalia era originario di Partinico, città dove era nato nel 1952. Venne ordinato sacerdote il 27 giugno 1981 dall’allora vescovo di Monreale, monsignor Salvatore Cassisa. Ha ricoperto diversi incarichi di rilievo all’interno della diocesi di Monreale. Era delegato episcopale per la vita consacrata e presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Inoltre, per molti anni è stato docente di religione presso il liceo classico Emanuele Basile di Monreale, dove ha formato intere generazioni di studenti che oggi lo piangono come un maestro e un educatore.

    Numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla diocesi di Monreale da parte di fedeli, confratelli sacerdoti e autorità civili del territorio, a testimonianza dell’impegno profuso da don Scalia a servizio della Chiesa locale. “La sua morte improvvisa rattrista tutti noi. Raccomandiamo all’amore misericordioso del Padre questo nostro fratello sacerdote fedele, zelante e generoso” ha detto l’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi.

    I funerali di don Pietro Scalia saranno celebrati domani, martedì 5 dicembre, nella chiesa madre di Partinico, sua città natale. La salma del sacerdote è stata trasferita oggi pomeriggio nella chiesa del Rosariello di Partinico, dove i fedeli potranno portare il loro saluto. Alle 19 si terrà una celebrazione di preghiera in suffragio dell’anima del compianto sacerdote. La scomparsa di don Scalia priva la diocesi di Monreale di un punto di riferimento spirituale e pastorale, un sacerdote stimato per le sue qualità umane e spirituali oltre che per il suo impegno nella formazione delle nuove generazioni e nella testimonianza quotidiana del Vangelo.

  • Monreale ricorda Piero Giaccone, il Carabiniere eroe ucciso dalla mafia 36 anni fa

    Monreale ricorda Piero Giaccone, il Carabiniere eroe ucciso dalla mafia 36 anni fa

    Oggi Monreale ricorda con commozione il sacrificio di Piero Giaccone, il giovane carabiniere barbaramente ucciso in un agguato mafioso il 17 novembre 1986. A 36 anni dal brutale omicidio, la cittadina alle porte di Palermo non dimentica il suo figlio, servitore dello Stato caduto per mano della criminalità organizzata.

    Nel cimitero di Monreale, davanti alla tomba di Giaccone, si è tenuta stamattina una toccante cerimonia commemorativa, alla presenza dei familiari, delle autorità civili e militari e di tanti monrealesi che hanno voluto stringersi idealmente attorno a questo eroico servitore dello Stato. Particolarmente commosso il fratello Giuseppe, che in tutti questi anni ha tenacemente conservato vivo il ricordo di Piero e del suo esemplare coraggio, lottando affinché il suo sacrificio non venisse dimenticato. Con gli occhi lucidi di lacrime, Giuseppe Giaccone ha deposto dei fiori sulla tomba del fratello, accanto alla vedova Pinuccia Salamone, anche lei visibilmente provata.

    L’Arma dei Carabinieri ha reso omaggio al valoroso militare con la deposizione di una corona e con un picchetto d’onore schierato per l’occasione. Erano presenti il comandante provinciale generale Luciano Magrini, il comandante del Gruppo tenente colonnello Giulio Modesti, il comandante della Compagnia capitano Niko Giaquinto e il comandante della Stazione di Monreale marescialllo Antonio La Rocca. Per il Comune di Monreale, particolarmente legato alla memoria di Giaccone, hanno partecipato alla commemorazione il sindaco Alberto Arcidiacono, l’assessore Giuseppe Di Verde e il comandante della Polizia Municipale Luigi Marulli.

    Piero Giaccone pagò con la vita la sua integerrima fedeltà ai valori di legalità e giustizia: benché in congedo dall’Arma, non esitò a denunciare le prepotenze di alcuni esponenti mafiosi locali. Un coraggio che gli è costato l’imboscata mortale organizzata dalla cosca.

    Il suo sacrificio però non è stato vano: nel 2006 gli è stata conferita la medaglia d’oro al merito civile alla memoria, mentre nel corso degli anni sono state dedicate a Piero Giaccone la villa comunale di Monreale e una scuola materna cittadina, perché il suo esempio di dedizione allo Stato possa ispirare le nuove generazioni.
    Oggi Monreale lo piange come un figlio, ma allo stesso tempo lo ricorda con orgoglio: Piero Giaccone incarnò fino all’estremo sacrificio quello spirito di servizio alle istituzioni democratiche che anima i tanti servitori dello Stato caduti per mano mafiosa. Il suo coraggio e il suo senso del dovere resteranno per sempre un faro di legalità per la sua terra.

  • La festa dello lo street food siciliano a Monreale: 3 giorni di cibo e musica

    La festa dello lo street food siciliano a Monreale: 3 giorni di cibo e musica

    Torna a Monreale, in provincia di Palermo, dall’8 al 10 settembre, la nuova edizione di Ciavuru Feast: tre giorni dedicati al cibo da strada con degustazioni di prodotti tipici del territorio, musica e intrattenimento musicale dal vivo. Al centro della manifestazione, ovviamente, c’è lo street food siciliano.

    L’organizzazione è a cura dell’Associazione culturale Altroquanto con Presidente Angela Vona e Direttore tecnico Vincenzo Montanelli e l’Agenzia Pubblicitaria Turtle Designer Digital Led di Cuccia Ester, con il patrocinio del Comune di Monreale.

    Focus sullo street food siciliano

    L’area food viene allestita tra corso Pietro Novelli, via Roma e piazzetta Vaglica. Si comincia venerdì 8 settembre, con l’apertura degli stand alle 18.00 e il via ufficiale al percorso gastronomico delle eccellenze territoriali. Tra i vari stand allestiti, troviamo il panino con la porchetta di “Gionny Bar”, il cannolo artigianale di Piana degli Albanesi, i cornetti dolci e salati di “Swee – Cornetti Store Monreale”, gli sweaffle – degli speciali waffle con impasto salato farciti in stile sandwich, lo Sfincione Bianco e la Focaccia di Bagheria dell’Antica Focacceria dal 1856. E poi arancine, panelle, crocchè, cuoppi di pesce fritto, cassatelle, pasta con le sarde, caponata di melanzane. Presente il re dello Street food della frutta di Monreale Ernesto Adimino. Tra le altre bontà, BonaDolci con Coppo fritto di pesce fresco e prodotti tipici della gastronomia napoletana dolce e salata (babba, pastiera , sfogliatella) ma anche Braciolettiamo con l’originale coppo fritto e le sue braciole messinesi special. Il tutto innaffiato dalle migliori birre artigianali siciliane. Ci sarà l’unico stand esclusivo La birra del Genio che punta sulla totale artigianalità dell’intero processo produttivo. Presenti anche il Panificio Massaro di Monreale, premiato “Miglior Sfincione Identitario”, Giovan Battista Massaro oltre alla versione dello sfincione rosso, presentata anche la variante “Campagnola”; I Ragazzi del Rebus Café con AperiCoppo di salumi&Formaggi e Provola Impiccata che creando un’atmosfera fuori dal tempo rapisce con il suo gusto irresistibile; Fuochi e Cuochi con Gastronomia tipica siciliana da street food dei Fratelli Fabrizio e Roberto Sardisco.

    Musica e intrattenimento dal vivo

    Oltre al cibo, l’evento prevede musica e intrattenimento dal vivo tutte le sere: si comincia venerdì 8 settembre con la live music di Graniti & Riera e si prosegue sabato 9 con gli EPV Cover – Italian classic rock tribute band e domenica 10 settembre con i Disco Five e la loro musica dance anni ’70 e ’80.

    Obiettivo: valorizzare il territorio

    L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Un’occasione imperdibile per gustare i migliori piatti della tradizione siciliana rivisitati in chiave street food, il tutto all’insegna del divertimento e della buona musica dal vivo.
    Ciavuru Food Feast rappresenta un evento di grande richiamo per il Comune di Monreale, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio. Tre giorni da non perdere per tutti gli amanti dello street food siciliano e della sua caratteristica convivialità.

  • Animalista aggredito a catenate a Monreale: voleva liberare cucciolo tenuto al sole con corda corta

    Animalista aggredito a catenate a Monreale: voleva liberare cucciolo tenuto al sole con corda corta

    Momenti di apprensione nel pomeriggio di ieri, 23 agosto, a Monreale per un attivista animalista che è stato vittima di un’aggressione da parte di un proprietario di un cane. Per Piero Faraci, attivista dell’associazione Humanitas, che si occupa di proteggere e mettere in salvo gli animali del territorio, è stato necessario ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale Ingrassia di Palermo in seguito ad alcuni colpi di catene ricevuti.

    Proprietario aggredisce con una catena l’attivista

    Faraci si era recato presso una casa del centro storico di Monreale per constatare le condizioni di un piccolo cane che sarebbe stato legato tutto il giorno sotto il sole a una ringhiera, tramite una corda corta solo un metro. Così l’animalista ha fotografato la scena e ha chiesto al proprietario dell’animale di mettere al cane almeno un laccio un po’ più lungo in modo da dare la possibilità al povero cucciolo di potersi mettere all’ombra e fare almeno qualche passo. Alla domanda di Faraci però ne sarebbe nata un’aggressione. Uno dei proprietari sarebbe spuntato con una catena e avrebbe iniziato a colpire il volontario. Solo l’arrivo di un familiare dell’esagitato ha evitato il peggio.

    Animalista in ospedale, arrivano i Carabinieri

    Intanto i residenti della zona, dopo aver assistito alla scena, hanno allertato i Carabinieri che sono prontamente giunti sul luogo dell’aggressione, riportando la calma. Sul posto è anche giunta un’ambulanza del 118 che ha condotto Faraci al pronto soccorso per alcune ferite e contusioni agli arti. Un episodio di violenza inaudita a Monreale, nei confronti di una animalista che voleva solo persuadere il padrone del cane a dare la possibilità al povero cucciolo di condurre una vita più dignitosa.