Tag: Misilmeri

  • A Misilmeri c’è un paperone, chi ha vinto 6 milioni con un Gratta e Vinci

    A Misilmeri c’è un paperone, chi ha vinto 6 milioni con un Gratta e Vinci

    A Misilmeri, in provincia di Palermo, da un paio di giorni, l’attenzione è catalizzata da un evento straordinario. La domanda che serpeggia insistente tra gli abitanti è una sola: “Chi è il fortunato?”. Un misterioso giocatore, infatti, ha trasformato un semplice biglietto da 25 euro del Gratta e Vinci in una somma da capogiro: ben 6 milioni di euro, il premio massimo offerto dal “Vinci Super Gold”.

    Il biglietto vincente è stato acquistato nel pomeriggio di lunedì presso il bar Capriccio, situato in viale Europa. Tra le numerose opzioni di gioco disponibili, il destino ha voluto che proprio quel tagliando si rivelasse quello capace di cambiare radicalmente una vita. Il vincitore, però, ha scelto di rimanere nell’anonimato. Contrariamente a quanto accade di solito, non ha grattato il biglietto sul posto, preferendo portarlo con sé. La notizia della vincita è stata confermata dal titolare stesso del bar, Rosario Militello.

    “Sono contento di questa vincita,” ha dichiarato Rosario Militello. “Il biglietto è stato venduto ieri (lunedì, ndr) da mio figlio. Ci ha mandato un messaggio, in forma anonima, dicendo che si farà sentire più in là con un regalo. Ci ha mandato la foto del biglietto vincente.” Il signor Militello ha aggiunto con soddisfazione che questa vincita porterà sicuramente un incremento di lavoro per la sua attività, dato che la notizia ha già scatenato una corsa all’acquisto di Gratta e Vinci nel suo bar, nella speranza di replicare l’incredibile colpo di fortuna.

    La notizia della vincita milionaria si è rapidamente diffusa in tutta la Sicilia, diventando virale sui social network. Molti cittadini esprimono la speranza che il premio sia andato a una persona “che ne ha bisogno”.

  • Operazione antimafia a Misilmeri, i NOMI degli arrestati

    Operazione antimafia a Misilmeri, i NOMI degli arrestati

    Quattro persone, di età compresa tra i 40 e i 62 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri di Misilmeri con l’accusa di associazione mafiosa, tentata estorsione, violenza privata, favoreggiamento e illecita concorrenza. L’operazione segue l’operazione “Fenice” di ottobre 2022, che aveva inferto un duro colpo ai vertici della famiglia mafiosa locale. Due degli arrestati sono stati condotti in carcere, mentre gli altri due sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

    Le indagini e le accuse

    Secondo le ricostruzioni degli inquirenti del Comando Provinciale dell’Arma, due dei quattro indagati apparterrebbero a Cosa Nostra. Le indagini hanno rivelato numerosi tentativi di estorsione ai danni di imprenditori locali. Alcuni degli indagati si sarebbero anche resi responsabili di atti di violenza privata e concorrenza sleale nei confronti di un venditore ambulante, con l’obiettivo di condizionarne l’attività economica e affermare il proprio controllo criminale sul territorio.

    Armi e controllo del territorio

    Dalle indagini è emerso che l’organizzazione mafiosa avrebbe avuto accesso ad armi da fuoco, utilizzate per imporre il proprio dominio nell’area di riferimento e commettere reati contro la persona. Tra i destinatari della misura cautelare figura un quarantenne palermitano indagato per favoreggiamento personale. L’uomo avrebbe agito da intermediario, consentendo al capo del mandamento di Misilmeri-Belmonte di impartire direttive e organizzare incontri riservati per discutere questioni associative ed eludere le indagini dei Carabinieri.

    I nomi degli arrestati

    Il Gip Walter Turturici ha disposto la custodia cautelare in carcere per Melchiorre Badagliacco, detto Antonino, 52 anni, nato a Palermo, e Salvatore Baiamonte, 53 anni. Giuseppe Gigliotta, detto Giusto, 61 anni, di Misilmeri, e Giuseppe Carmicino, detto Fabio, 40 anni, nato a Palermo, sono stati invece posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

  • Estorsioni a Misilmeri, piovono condanne

    Estorsioni a Misilmeri, piovono condanne

    La Corte d’Appello di Palermo ha emesso la sentenza nel processo contro il clan Sciarabba, accusato di estorsione ai danni di imprenditori locali. Cosimo Sciarabba, figlio del boss Salvatore, è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di reclusione. Alessandro Ravesi, suo stretto collaboratore, ha ricevuto una pena più severa, pari a 17 anni. Salvatore Baiamonte è stato condannato a 10 anni e 4 mesi. Un quarto imputato, Benedetto Badalamenti, è deceduto nel corso del procedimento giudiziario.

    Imprenditori coraggiosi e l’azione di Addiopizzo

    Le accuse a carico degli imputati si fondavano su richieste di pizzo rivolte a diversi imprenditori del territorio. Alcuni di questi, supportati dall’associazione antiracket Addiopizzo, hanno trovato il coraggio di denunciare le estorsioni, costituendosi parte civile nel processo. Questa collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine si è rivelata fondamentale per l’esito dell’inchiesta.

    Un’indagine multiforme: dalle denunce alle intercettazioni

    L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri e del Comando Provinciale, ha potuto contare su una solida base probatoria. Alle denunce delle vittime si sono aggiunte le tradizionali tecniche investigative: perquisizioni, sequestri, analisi dei tabulati telefonici e delle celle di posizione, intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché l’esame delle immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza presenti nella zona. Cruciale si è rivelato anche il contributo delle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.

    Il video dell’estorsione: una prova schiacciante

    Un elemento di particolare rilievo nell’impianto accusatorio è rappresentato da una registrazione video effettuata con un telefono cellulare da uno degli imprenditori taglieggiati. L’uomo, dopo essere stato avvicinato per la richiesta della cosiddetta “messa a posto”, è riuscito a filmare alcuni momenti della trattativa estorsiva, documentando la richiesta esplicita di denaro. Questo filmato ha costituito una prova inconfutabile per l’accusa.

    L’impianto GPL di Portella di Mare: il centro dell’inchiesta

    L’episodio centrale dell’indagine ruota attorno alla richiesta di denaro rivolta a un’impresa impegnata nella realizzazione di un impianto di distribuzione GPL a Portella di Mare, frazione di Misilmeri. Gli investigatori hanno notato la presenza nel cantiere di un nuovo escavatore, acquistato per 140.000 euro, un dettaglio che potrebbe aver attirato l’attenzione del clan.

    Dalla foto al colpevole: l’intuizione degli investigatori

    I Carabinieri sono riusciti a identificare l’emissario del clan grazie a una fotografia scattata di nascosto con un cellulare. Dall’immagine del motorino utilizzato dall’uomo, gli inquirenti sono risaliti alla targa del veicolo e, tramite la Motorizzazione Civile, al proprietario dell’Honda SH 300. Il confronto dei dati anagrafici con il profilo Facebook del sospettato ha permesso di confermare la sua identità, incastrando non solo lui, ma anche i vertici dell’organizzazione criminale. Le registrazioni dell’incontro in cui veniva chiesto il pizzo, effettuate dall’imprenditore con il proprio cellulare, hanno completato il quadro probatorio.

  • Incidente a Misilmeri, feriti e traffico in tilt

    Incidente a Misilmeri, feriti e traffico in tilt

    Un sinistro incidente si è verificato intorno a mezzogiorno in località Piano Stoppa a Misilmeri. Le possibili cause sono al vaglio delle autorità e si ipotizza un eccesso di velocità o una mancata precedenza.

    Due persone hanno riportato lievi ferite e sono state soccorse da un’ambulanza del 118 e trasportate in ospedale.

    A causa dell’incidente, il traffico nella zona interessata risulta congestionato. Si raccomanda agli automobilisti di optare per strade alternative.

  • Orgoglio siciliano: la croce pettorale di Papa Leone e il confezionamento interno di un artigiano di Misilmeri

    Orgoglio siciliano: la croce pettorale di Papa Leone e il confezionamento interno di un artigiano di Misilmeri

    Misilmeri si trova al centro di una storia di fede e artigianato che raggiunge il cuore del Vaticano. Antonino Cottone, artista misilmerese, ha curato il confezionamento interno della croce pettorale indossata da Papa Leone XIV al momento della sua elezione, un simbolo di profonda importanza religiosa e storica.

    Le reliquie agostiniane: un legame spirituale tra Misilmeri e il Vaticano

    La croce, commissionata dal Postulatore Generale P. Josef Sciberras per l’allora Vescovo, ora Cardinale, Robert Prevost, custodisce al suo interno preziose reliquie legate all’Ordine Agostiniano, di cui il Papa fa parte. Frammenti di Sant’Agostino, Santa Monica e altri beati dell’Ordine sono racchiusi in questo prezioso manufatto, impreziosito da una doppia croce in stoffa moiret e delicate decorazioni a Paperoles. Questo crea un legame spirituale tangibile che unisce la piccola comunità siciliana alla figura del Pontefice. Cottone ha dichiarato: “La croce mi è stata portata dalla Postulazione agostiniana e io mi sono occupato del confezionamento interno e dell’inserimento delle reliquie”.

    La croce pettorale: un simbolo di fede e autorità attraverso i secoli

    Realizzata in oro per il Papa, la croce pettorale rappresenta ben più di un semplice ornamento. È un’insegna episcopale che simboleggia la fede e l’autorità pastorale di chi la indossa. La sua storia è antica, ma la sua adozione ufficiale da parte dei vescovi risale al Concilio di Trento, sancita poi nelle rubriche del messale di Pio V nel 1570. Un simbolo che attraversa i secoli, portando con sé il peso della tradizione e la forza della fede.

    Misilmeri orgogliosa del suo artigiano: Antonino Cottone ambasciatore di talento e fede

    L’intera comunità di Misilmeri, guidata dal Sindaco Rosario Rizzolo e dall’Amministrazione Comunale, esprime orgoglio e ammirazione per il prestigioso lavoro di Antonino Cottone. La realizzazione di un oggetto di così alta importanza religiosa, destinato al Santo Padre, rappresenta un onore per l’artigiano e per l’intera comunità misilmerese, che vede nel talento di Cottone un esempio di eccellenza e devozione.

  • L’urlo di Misilmeri: Sara Campanella, una fiaccola contro il femminicidio

    L’urlo di Misilmeri: Sara Campanella, una fiaccola contro il femminicidio

    Centinaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata a Portella di Mare, frazione di Misilmeri, per ricordare Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria vittima di femminicidio lo scorso 31 marzo a Messina. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, ha riunito familiari, amici, membri della comunità locale e rappresentanti dell’associazione contro la violenza di genere Le Onde Onlus.

    Durante il corteo, canti, poesie e momenti di riflessione hanno sottolineato l’importanza di combattere la violenza sulle donne. Molti giovani indossavano magliette con la frase “Mi amo troppo per stare con chiunque”, un motto coniato dalla stessa Sara che oggi assume un significato ancora più profondo. Il sindaco Rosario Rizzolo ha ricordato Sara come una giovane brillante con un futuro promettente, tragicamente interrotto da un atto inaccettabile. “Il femminicidio di Sara – ha dichiarato – come quello di tutte le altre donne vittime di violenza, non può e non deve essere dimenticato”.

    Noto si unisce al dolore e alla protesta con un corteo simbolico

    Anche Noto, città coinvolta nella tragedia, si prepara a commemorare Sara e a manifestare contro la violenza di genere con un corteo previsto per oggi alle 18:30. L’iniziativa prevede due cortei separati, uno composto da soli uomini e l’altro da sole donne, che partiranno da punti opposti della città per poi convergere in Piazza Municipio. Questo abbraccio simbolico rappresenta l’unità della comunità contro la violenza sulle donne. La manifestazione si concluderà con un intervento di Serena Cosentino, cugina di Sara, che porterà la testimonianza del profondo dolore della famiglia Campanella. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un cambiamento culturale che metta fine alla violenza di genere.

  • Incidente a Misilmeri sulla SS121: Dacia Duster finisce fuori strada

    Incidente a Misilmeri sulla SS121: Dacia Duster finisce fuori strada

    Incidente stradale oggi pomeriggio intorno alle 13:30 sulla Strada Statale 121, nei pressi dello svincolo per Misilmeri. Una Dacia Duster, guidata da un uomo, si è scontrata con un’Alfa Mito, terminando la sua corsa in un terrapieno adiacente alla carreggiata.

    A bordo della Dacia Duster, il conducente e una passeggera sono rimasti intrappolati tra le lamiere deformate del veicolo. I Vigili del Fuoco, intervenuti con la squadra 21 del distaccamento di Villafrati, hanno operato per liberare i due feriti, affidandoli poi alle cure del personale sanitario del 118 presente sul luogo.

    Il conducente dell’Alfa Mito, coinvolto nell’incidente, è rimasto illeso. La Polizia Municipale di Misilmeri è intervenuta per effettuare i rilievi del caso e ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

  • Misilmeri, “La scuola media intitola a Sara Campanella”

    Misilmeri, “La scuola media intitola a Sara Campanella”

    Un’onda di commozione e il desiderio di un ricordo perpetuo avvolgono la comunità di Misilmeri. Il collegio d’istituto della scuola secondaria di primo grado di Portella di Mare, frazione del comune, ha proposto all’unanimità di intitolare il plesso scolastico a Sara Campanella, la giovane studentessa universitaria vittima di femminicidio. La proposta, fortemente sostenuta dal dirigente scolastico Salvatore Mazzamuto, ha trovato immediato appoggio nel sindaco Rosario Rizzolo, profondamente legato alla famiglia di Sara, originaria e residente proprio a Misilmeri.

    La scelta della scuola media di Portella di Mare non è casuale. Sara Campanella ha frequentato proprio quell’istituto, situato a breve distanza dall’abitazione dei suoi familiari. Intitolare il plesso alla sua memoria significherebbe non solo commemorare la sua giovane vita tragicamente interrotta, ma anche creare un luogo simbolico, un monito costante contro la violenza di genere. La presenza del nome di Sara all’ingresso della scuola, giorno dopo giorno, rappresenterebbe un richiamo alla memoria collettiva, un invito a riflettere sulla piaga del femminicidio e sull’importanza di contrastarlo con ogni mezzo.

    L’iniziativa del collegio d’istituto e l’adesione del sindaco Rizzolo rappresentano il primo passo di un percorso che richiede il superamento di diversi passaggi burocratici. L’Amministrazione Comunale di Misilmeri si è già attivata per sollecitare gli uffici competenti, dimostrando la volontà di portare a compimento l’iter nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è quello di rendere concreta la proposta e trasformare la scuola media di Portella di Mare in un luogo dedicato al ricordo di Sara Campanella, un simbolo di speranza e di impegno nella lotta contro la violenza sulle donne.

  • Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Il funerale di Sara Campanella a Misilmeri, “Anche il cielo piange per Sara”

    Oggi il giorno del funerale. Da ieri un’ondata di dolore, commozione e rabbia ha travolto Misilmeri, in provincia di Palermo, per l’ultimo saluto a Sara Campanella, la studentessa di 22 anni tragicamente uccisa a Messina. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla chiesa delle Anime Sante, in piazza Comitato, per rendere omaggio alla giovane, la cui vita è stata spezzata da un gesto di violenza insensata. Un fiume di persone ha sfilato davanti alla bara bianca, mentre transenne e forze dell’ordine regolavano il flusso della folla silenziosa e attonita.

    “Sara, Figlia di Tutti Noi”: Un Grido Contro la Violenza

    Su un lenzuolo bianco, affisso in cima a una palazzina, campeggia la frase “Mi amo troppo per stare con chiunque. Sara, figlia di tutti noi”, un motto che risuona come un grido di dolore e un monito contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Applausi, lacrime e il grido “Sara vive” hanno accompagnato l’arrivo del carro funebre, accolto da una folla composta da amici, familiari e semplici cittadini, uniti nel dolore e nella solidarietà alla famiglia Campanella.

    Il Dolore Inconsolabile di una Famiglia e di una Comunità

    Gli occhi gonfi di lacrime, la madre di Sara stringeva la mano del marito, Alessandro, mentre amici e parenti si avvicinavano alla bara, accarezzandola e baciando la foto della giovane. Accanto alla foto, una maglietta bianca con la scritta “No alla violenza”, un simbolo silenzioso ma potente contro la brutalità che ha strappato Sara alla vita. Il sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, ha proclamato il lutto cittadino, unendosi al dolore della famiglia e dell’intera comunità. Anche il sindaco metropolitano di Palermo, Roberto Lagalla, ha proclamato il lutto cittadino per tutti i comuni della città metropolitana.

    Un Appello alla Giustizia e al Cambiamento

    “Sara è figlia di tutti”, ha affermato il vicesindaco di Misilmeri, Agostino Cocchiara, esprimendo lo sgomento e la necessità di un profondo cambiamento nella società. Tra la folla, amici e conoscenti ricordavano Sara con affetto e dolore, sottolineando la sua gentilezza e la sua bellezza d’animo. Simone, un amico intimo del fratello Claudio, ha portato un mazzo di fiori, “i preferiti di Sara”, per un ultimo saluto. Maria Rita Sacco, insegnante che conosceva la famiglia Campanella, ha chiesto giustizia, non vendetta, e un impegno costante affinché tragedie come questa non si ripetano.

    “Sara Poteva Essere Ognuna di Noi”: La Paura e la Speranza delle Giovani

    Molte ragazze presenti hanno espresso la loro paura e la loro angoscia, identificandosi con Sara e chiedendo un futuro in cui le donne possano sentirsi libere e sicure. “Sara poteva essere ognuna di noi”, ha detto una giovane, sottolineando l’importanza di chiedere aiuto e di non sottovalutare i segnali di pericolo. L’appello è rivolto anche alle famiglie e alle istituzioni, affinché educhino i giovani al rispetto e al rifiuto della violenza. Federica Badami, segretaria provinciale della Cisl, ha sottolineato l’importanza di una rete di supporto tra scuola, famiglie e istituzioni per educare gli uomini al rispetto del “no” di una donna. Il silenzio assordante che avvolge Misilmeri testimonia la profondità del dolore e la necessità di un cambiamento radicale per costruire una società più giusta e sicura per tutte le donne.

  • Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    Sara, ora solo lacrime e silenzio: la bara bianca e lo strazio

    I familiari di Sara Campanella si sono riuniti in preghiera all’interno della camera ardente nella chiesa Anime Sante di Misilmeri. Scene strazianti a cui mai avrebbero pensato di assistere. Quella figlia tanto buona e gentile d’animo non c’è più. Ora il corpo senza vita della figlia tanto amata e di cui andavano fieri è dentro quella bara, senza un perché, senza una spiegazione. Un lutto che dovrà essere elaborato per anni, una figlia la cui vita è stata spezzata in modo crudele e ingiusto.

    La via principale e la piazza di Misilmeri sono state sgomberate dalle auto per fare spazio al corteo. In molti avevano già raggiunto la chiesa, in piazza Comitato, portando fiori e foto della giovane.

    Sara Campanella

    “Sara è figlia di tutti – ha detto il vicesindaco di Misilmeri Agostino Cocchiara – come padre sono scosso da questa triste storia. Qualcosa deve cambiare, non si può andare avanti così”.Silenzio e lacrime hanno accolto l’arrivo della salma di Sara Campanella, la giovane universitaria uccisa dal collega Alessandro Argentino. Il feretro si è fermato in piazza e i familiari si sono stretti in lacrime.

    “Un angelo, era un angelo”, hanno detto nel silenzio della piazza. Il corteo è arrivato nella chiesa delle Anime Sante in piazza a Misilmeri. Solo il rintocco delle campane ha interrotto il silenzio. Poi un urlo si è levato nella piazza. “Sara vive”, e un applauso di tanti in attesa di dare l’ultimo saluto. Nella bara bianca la foto di Sara e un scritta “No Violenza”.

    A Misilmeri stanno arrivando tante persone. Da tanti comuni vicini stanno accorrendo per mostrare vicinanza alla famiglia.