Tag: arresto

  • “Chi ci talii” e lo accoltella, tentato omicidio in un locale a Palermo: un arresto

    “Chi ci talii” e lo accoltella, tentato omicidio in un locale a Palermo: un arresto

    I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Palermo Piazza Verdi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 20enne palermitano, accusato di tentato omicidio. I fatti risalgono alla notte di sabato 21 settembre, in un locale del centro di Palermo. Una lite, scaturita da uno sguardo di troppo, è degenerata in un’aggressione. Il 20enne avrebbe estratto un coltello e colpito la vittima, un 21enne anch’egli palermitano, con almeno 9 fendenti.

    Vittima ricoverata in prognosi riservata

    La vittima, trasportata all’Ospedale Villa Sofia da un amico, è stata ricoverata in prognosi riservata.

    Indagini e arresto

    Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di individuare il locale, che è stato posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti. Il 20enne è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale “Lorusso Pagliarelli” di Palermo.

  • Padre spara all’ex della figlia che l’ha messa incinta: due arresti nel Palermitano

    Padre spara all’ex della figlia che l’ha messa incinta: due arresti nel Palermitano

    A Villabate, un uomo di 50 anni ha sparato sei colpi di pistola verso l’abitazione dell’ex fidanzato della figlia, rimasta incinta. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito nell’incidente avvenuto a gennaio.

    L’arresto per tentato omicidio

    I Carabinieri della compagnia di Misilmeri, coordinati dalla procura, hanno arrestato il padre e il fratello 23enne della giovane. L’accusa è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal GIP di Palermo.

    La dinamica dell’aggressione

    L’uomo si è presentato a casa dell’ex fidanzato 20enne della figlia e ha invitato il padre del ragazzo a scendere in strada per un chiarimento. Al rifiuto di quest’ultimo, l’uomo ha sparato sei colpi di pistola, quattro dei quali hanno raggiunto l’abitazione senza colpire nessuno.

  • Imprenditore ucciso dalla mafia, due killer arrestati

    Imprenditore ucciso dalla mafia, due killer arrestati

    I Carabinieri della Compagnia di Bagheria, coadiuvati dai militari del Reparto Territoriale di Termini Imerese e della Compagnia di Vercelli, a seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura Generale di Palermo, hanno arrestato due uomini, di 61 e 37 anni, già noti alle forze dell’ordine, ritenuti i responsabili dell’omicidio dell’imprenditore Vincenzo Urso, avvenuto ad Altavilla Milicia alle prime ore del 25 ottobre 2009.

    I militari, dopo anni di serrate indagini, erano riusciti a ricostruire l’esatta dinamica dell’efferato delitto, individuando il movente ed i mandanti dell’omicidio dell’imprenditore, ucciso perché la sua impresa di movimento terra faceva concorrenza a quella della famiglia mafiosa locale, poi smantellata con le operazioni “Argo” e “Reset”, nell’ambito delle quali sono stati arrestati, rispettivamente, il reggente della famiglia di Altavilla Milicia, Francesco Lombardo ed il figlio Andrea.

    Le risultanze investigative raccolte, suffragate anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno permesso di dare ulteriori certezze alle indagini dei Carabinieri che, con nuovi elementi a disposizione, sono riusciti ad individuare nei due arrestati, un pregiudicato di origini napoletane e un giovane di Termini Imerese, i killer dell’imprenditore, a quali sono bastati 20.000 euro per “mettersi a disposizione”.

    Dopo la sentenza della Suprema Corte i Carabinieri hanno proceduto alla cattura dei due, che dovranno ora scontare, rispettivamente, la pena dell’ergastolo e di 21 anni di reclusione.

  • Coltiva 250 piante: “erba” per 1 milione di euro sequestrata a Partinico

    Coltiva 250 piante: “erba” per 1 milione di euro sequestrata a Partinico

    I Carabinieri della compagnia di Partinico, supportati dal 9º Nucleo Elicotteri di Palermo, hanno eseguito un’operazione che ha portato all’arresto di un uomo di 53 anni. L’accusa è di coltivazione illegale di cannabis. L’operazione si è svolta in un’area impervia in contrada Pacino.

    Piantagione nascosta

    Le piante di cannabis, circa 250 arbusti, erano state abilmente nascoste tra la fitta vegetazione in prossimità di un corso d’acqua. L’uomo, sorpreso sul posto durante il blitz, è stato immediatamente arrestato. Le piante, pronte per essere tagliate, sono state sequestrate.

    Valore stimato: 1.000.000

    Si stima che la cannabis sequestrata avrebbe potuto fruttare sul mercato del dettaglio fino a un milione di euro. Le piante sono state campionate ed inviate al laboratorio di analisi sostanze stupefacenti del reparto operativo di Palermo per le analisi di rito.

    Il Gip ha convalidato l’arresto dell’uomo di 53 anni. L’uomo resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  • Monreale, coltivatore di cannabis arrestato, la metteva nelle vaschette del gelato

    Monreale, coltivatore di cannabis arrestato, la metteva nelle vaschette del gelato

    Un uomo di 47 anni, residente a Monreale e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Monreale con l’accusa di coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti. L’operazione, frutto di un’intensa attività di indagine, si inserisce nel più ampio contesto della lotta al traffico di droga portata avanti quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri.

    I sospetti dei militari della locale Stazione sono nati dall’osservazione di uno strano andirivieni dall’abitazione dell’uomo. Per giorni, i Carabinieri hanno monitorato i movimenti del 47enne, raccogliendo informazioni e indizi che hanno portato alla richiesta di un mandato di perquisizione domiciliare.

    La perquisizione, effettuata con il prezioso supporto del Nucleo Cinofili di Palermo – Villagrazia, ha visto protagonista il cane antidroga “Ron”. Il fiuto infallibile del pastore tedesco ha fiutato la presenza di circa 160 grammi di infiorescenze di cannabis in essiccazione, abilmente nascoste dal presunto spacciatore all’interno di un armadio, in alcune vaschette del gelato. Insieme alla droga, sono stati rinvenuti anche materiale per il confezionamento e la pesatura, a conferma dell’attività illecita.

    L’attività di ricerca, estesa a tutte le pertinenze dell’abitazione, ha portato a una scoperta sorprendente: in un terreno adiacente alla casa, il 47enne aveva allestito una vera e propria serra artigianale. Lontano da occhi indiscreti, l’uomo aveva creato l’habitat ideale per la coltivazione di 6 piante di cannabis, alte circa 190 centimetri e pronte per essere raccolte e lavorate. All’interno della serra, i Carabinieri hanno sequestrato anche fertilizzanti e prodotti agricoli utilizzati per la coltivazione.

    Secondo le stime degli inquirenti, le piante sequestrate avrebbero potuto fruttare alcune migliaia di euro dalla vendita al dettaglio della sostanza stupefacente. La serra, insieme a tutta l’attrezzatura, è stata posta sotto sequestro, mentre lo stupefacente è stato inviato al Laboratorio di Analisi per le Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale di Palermo per le analisi di rito. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo ha convalidato l’arresto dell’uomo.

  • Mafia, fugge dalla Sicilia e si rifugia ad Hammamet: arrestato

    Mafia, fugge dalla Sicilia e si rifugia ad Hammamet: arrestato

    Nella giornata di lunedì 5 agosto è stato tratto in arresto, ad Hammamet (Tunisia), Angelo Salvatore Stracuzzi destinatario, in Italia, di misura cautelare personale in carcere, in ordine ai reati di trasferimento fraudolento di valori, nonché di turbata libertà degli incanti ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo (G.I.C.O.), sotto la direzione della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, attraverso il canale di cooperazione internazionale INTERPOL.

    Angelo Salvatore Stracuzzi, in passato, è stato già colpito da sequestro di prevenzione patrimoniale e dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, perché ritenuto contiguo a Cosa Nostra agrigentina. In tale contesto, in particolare, era emerso un ruolo attivo dello stesso in seno ad una realtà imprenditoriale organica all’articolazione mafiosa di Licata. Il provvedimento cautelare cui ora è stata data esecuzione era stato emesso dal Tribunale di Palermo in relazione ad alcuni episodi di estorsione ai danni di imprenditori dell’agrigentino, finalizzati ad accaparrarsi fabbricati e terreni oggetto di aste giudiziarie.

    Da tempo, il ricercato aveva fatto perdere le sue tracce sul territorio nazionale.La cattura è avvenuta ad opera della Brigade Criminelle della Polizia tunisina, nel quadro di un’azione sviluppata in costante raccordo con il menzionato Nucleo PEF, all’esito di più giorni di intensa attività in Italia e nel Paese estero.

  • Palermitano 21enne del Villaggio aveva un arsenale in casa con armi da guerra: arrestato

    Palermitano 21enne del Villaggio aveva un arsenale in casa con armi da guerra: arrestato

    La Guardia di finanza ha arrestato un palermitano in flagranza di reato e sequestrato 4 armi da fuoco, tra cui una mitragliatrice, e droga. In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, impegnati quotidianamente nel servizio di vigilanza del territorio, durante un pattugliamento nel noto quartiere “Villaggio Santa Rosalia” – interessato spesso dallo svolgimento di attività antidroga da parte dei militari – hanno notato un uomo allontanarsi frettolosamente alla vista dell’auto di servizio e hanno deciso di sottoporlo a controllo.

    Giovane trovato in possesso di dosi di hashish e cocaina

    L’uomo, un ventunenne palermitano è stato trovato in possesso di alcune dosi di hashish. Viste le circostanze, i finanzieri hanno deciso di effettuare una perquisizione presso la sua abitazione dove sono stati trovati ulteriori involucri di cocaina e crack per oltre 23 grammi.

    Scoperto un deposito di armi pronte all’uso

    Nell’abitazione, oltre alla sostanza stupefacente, è stato scoperto un vero e proprio deposito di armi pronte all’uso: una pistola mitragliatrice di fabbricazione americana Sites Spectre M4 calibro 9 Parabellum, classificata anche arma da guerra, una pistola semiautomatica Colt calibro 45 e due revolver Smith & Wesson calibro 32 e 38, il tutto dotato delle relative cartucce, 250 in tutto, e 5 caricatori.

    Indagini in corso sulla provenienza delle armi

    Dai primi accertamenti eseguiti sulle armi emergeva come una delle pistole fosse stata oggetto di furto circa un anno fa in un’abitazione della città, ai danni di un palermitano che la deteneva regolarmente. Inoltre, su due revolver erano state abrase le matricole identificative al fine di renderne meno agevole l’identificazione e, quindi, la provenienza.

    Arresto convalidato, indagini in corso

    L’uomo è stato quindi arrestato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha convalidato sia l’arresto sia il sequestro delle armi e della sostanza stupefacente. Attualmente detenuto presso il carcere Pagliarelli, il responsabile dovrà rispondere di possesso di un’arma da guerra e più armi comuni da sparo e di detenzione a fini di spaccio di cocaina, crack e hashish. Le indagini proseguono per comprendere se le armi, probabilmente oggetto di più furti, fossero detenute per la successiva vendita o piuttosto tenute a disposizione di organizzazioni criminali per commettere ulteriori reati.

  • Sopresi a rubare grondaie di rame, due arresti nel Palermitano

    Sopresi a rubare grondaie di rame, due arresti nel Palermitano

    I Carabinieri della Compagnia di Carini hanno arrestato due uomini, di 40 e 28 anni, già noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di furto aggravato. I militari su segnalazione della centrale operativa, sono intervenuti presso un’abitazione dove, hanno colto in flagranza di reato gli indagati, trovati in possesso di 10 metri di tubature in rame.

    I due infatti, avrebbero asportato le condutture dalle grondaie condominiali poco prima di essere sorpresi dai Carabinieri; quanto rinvenuto è stato riconsegnato ai legittimi proprietari. Gli arresti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

    I Carabinieri della Stazione di Capaci hanno denunciato in stato di libertà due palermitani, un 33enne ed un 27enne, già noti alle forze dell’ordine, per furto aggravato, minaccia e deturpamento di cose altrui. Gli indagati sarebbero ritenuti responsabili di essersi introdotti, lo scorso 5 febbraio, all’interno di un cantiere edile, dal quale avrebbero rubato diversi attrezzi da lavoro per poi imbrattare la parete di un prefabbricato utilizzato come deposito materiali.

    L’immediata attività d’indagine condotta dai militari e l’incrocio dei dati emersi dalle analisi delle immagini dell’impianto di video sorveglianza del cantiere, ha consentito di risalire all’identità della coppia di presunti ladri e di deferirli all’Autorità Giudiziaria.

  • Si godeva una vacanza a Pantelleria: latitante internazionale palermitano arrestato

    Si godeva una vacanza a Pantelleria: latitante internazionale palermitano arrestato

    Un noto ricercato internazionale, accusato di evasione fiscale, è stato arrestato dai Carabinieri nella splendida isola di Pantelleria, dove aveva deciso di trascorrere una breve vacanza. L’uomo, un trentenne palermitano, aveva prenotato in un albergo della zona, ma le sue intenzioni di passare inosservato sono state frustrate grazie alla collaborazione del Servizio per la cooperazione Internazionale di Polizia che ha segnalato la sua possibile presenza sull’isola.

    Come è stato individuato il fuggitivo sull’isola?

    Il mandato di cattura internazionale era stato emesso dalla Corte Distrettuale di Tirana, in Albania, il 2 giugno 2021 e l’uomo era stato dichiarato latitante dal governo albanese. Le autorità italiane hanno rintracciato il fuggitivo e proceduto all’arresto con l’accusa di aver evaso il fisco e di dover scontare cinque anni di reclusione.

    L’uomo si trovava ancora nell’albergo quando è stato raggiunto dai Carabinieri, che gli hanno notificato il provvedimento di cattura internazionale e lo hanno tradotto presso il carcere Pietro Cerulli di Trapani a disposizione della Corte d’Appello di Palermo per le valutazioni del caso.

  • Palpeggia ragazza di 24 anni su autobus, arrestato palermitano

    Palpeggia ragazza di 24 anni su autobus, arrestato palermitano

    Un palermitano protagonista di un episodio di violenza sessuale su un autobus di linea a Bologna. L’aggressore, un uomo di 37 anni, senza fissa dimora e originario della provincia di Palermo, è stato arrestato dopo aver molestato sessualmente una giovane passeggera sulla strada per Arcoveggio/Giardini. L’autista dell’autobus ha agito prontamente e ha chiamato il 112.

    Durante il tragitto, l’uomo si era seduto accanto alla ragazza e aveva iniziato a molestarla. Nonostante la ragazza cercasse di divincolarsi e scappare, l’uomo non ha desistito e ha continuato a molestarla. La 24enne, presa dal panico, ha cercato con forza di alzarsi e di divincolarsi. Il molestatore non ha però desistito e ha continuato i palpeggiamenti anche dopo che la ragazza si era alzata. Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere di video sorveglianza dell’autobus.

    Fortunatamente l’autista è intervenuto tempestivamente: ha bloccato immediatamente le porte dell’autobus e telefonato alla centrale operativa del 112. Così i militari sono così intervenuti subito: l’uomo è stato bloccato e, su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, portato in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.