Tag: arresto

  • Cucinava con la luce a scrocco, arrestato negoziante in via Oreto

    Cucinava con la luce a scrocco, arrestato negoziante in via Oreto

    Un uomo di 71 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Palermo con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica. L’intervento è avvenuto durante un’ispezione in un’attività commerciale in via Oreto.

    L’esercizio commerciale era in piena attività con tutti gli apparecchi elettrici funzionanti, inclusi frigoriferi, freezer, piastre da cucina, una friggitrice, una cappa d’aspirazione e banconi refrigerati. Gli agenti hanno chiesto al titolare di mostrare il contatore dell’energia elettrica.

    Il negoziante, dirigendosi verso il retro del locale, è stato fermato dalla polizia mentre manipolava dei fili vicino al contatore. I tecnici dell’Enel, intervenuti sul posto, hanno constatato la manomissione del misuratore e la presenza di un allaccio abusivo che alimentava l’intera attività.

    L’Enel sta calcolando l’entità del danno economico subito a causa del furto di energia elettrica.

  • Orrore in Sicilia, ragazza cosparge la madre di alcol e tenta di darle fuoco

    Orrore in Sicilia, ragazza cosparge la madre di alcol e tenta di darle fuoco

    Una 33enne è stata arrestata a Messina con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, dopo aver tentato di dare fuoco alla madre. L’intervento tempestivo della Polizia, allertata dalla vittima, ha scongiurato la tragedia.

    La vicenda si è svolta nella zona nord della città lo scorso mercoledì. La madre della 33enne ha chiamato il 112 NUE, denunciando di essere stata cosparsa di alcol dalla figlia, che minacciava di incendiarla. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti prontamente, bloccando la donna che ha opposto resistenza anche nei confronti delle forze dell’ordine.

    Secondo le indagini, la madre avrebbe subito per anni violenze fisiche e psicologiche da parte della figlia. Precendenti episodi confermano un quadro di maltrattamenti continuati nel tempo.

    Dopo l’arresto in flagranza di reato, la 33enne è stata condotta nel carcere cittadino su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, dove rimane detenuta anche dopo l’udienza di convalida.

  • Orrore in Sicilia, bambino di 8 anni massacrato di botte: arrestati mamma e papà

    Orrore in Sicilia, bambino di 8 anni massacrato di botte: arrestati mamma e papà

    Un bimbo di otto anni è stato vittima di un incubo prolungato tra le mura domestiche. La Polizia di Stato di Catania, in collaborazione con quella di Modena, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della madre trentatreenne e del suo convivente quarantatreenne. L’accusa, formulata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, è di maltrattamenti pluriaggravati ai danni del minore. L’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, dispone gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per entrambi gli indagati.

    Violenze fisiche e psicologiche

    Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Catania, hanno rivelato un quadro agghiacciante di violenze fisiche e psicologiche inflitte al bambino. Il convivente, anche in presenza della madre, avrebbe ripetutamente minacciato, ingiuriato e percosso il piccolo con schiaffi, calci e pugni. Le vessazioni, umiliazioni e mortificazioni sarebbero state all’ordine del giorno, creando un clima di terrore costante per il minore.

    La madre: omissione e vessazioni

    La madre, lungi dall’essere una figura protettiva, avrebbe non solo assistito passivamente alle violenze perpetrate dal convivente, ma avrebbe anche contribuito attivamente al clima di sofferenza del figlio con vessazioni proprie. L’accusa nei suoi confronti è aggravata dall’omissione di soccorso e dalla mancata protezione del minore, obblighi giuridici disattesi in modo clamoroso.

    Trascuratezza sanitaria e intervento delle autorità

    L’orrore della situazione si estende anche alla sfera sanitaria. Dalle indagini è emerso che il bambino non era stato visitato da un pediatra negli ultimi quattro anni, segno di una grave trascuratezza da parte dei genitori. L’intervento delle autorità ha portato al collocamento del minore in una struttura protetta, grazie al supporto di un curatore speciale e alla collaborazione della Procura per i Minorenni. La coppia è stata rintracciata nella loro abitazione nel nord Italia e posta agli arresti domiciliari.

    Presunzione di innocenza e fasi processuali

    È importante ricordare che, come da impostazione accusatoria accolta dal G.I.P., la presunzione di innocenza per gli indagati è valida fino a sentenza definitiva di condanna. Le indagini sono ancora in fase preliminare e il contraddittorio tra le parti non è ancora stato instaurato davanti al giudice. Gli elementi raccolti, tuttavia, hanno portato all’emissione della misura cautelare, a tutela del minore e nell’attesa del prosieguo delle indagini.

  • Ruba in negozio, scatta l’allarme e si arrampica al quarto piano, ma trova la sorpresa: “Carabinieri”

    Ruba in negozio, scatta l’allarme e si arrampica al quarto piano, ma trova la sorpresa: “Carabinieri”

    Un uomo di 50 anni, residente a Palermo, è stato arrestato dai Carabinieri della sezione radiomobile di Bagheria con l’accusa di tentato furto in un bar di Ficarazzi. L’uomo si sarebbe introdotto nel locale forzando una finestra, con l’intento di appropriarsi di bevande alcoliche e lattine.

    Il piano del 50enne è stato però interrotto dall’intervento tempestivo della proprietaria del bar, allertata dal sistema di sicurezza installato nell’esercizio commerciale. Accortosi dell’arrivo delle forze dell’ordine, il ladro ha tentato una fuga disperata, arrampicandosi lungo il tubo del gas dell’edificio fino a raggiungere il balcone di un appartamento al quarto piano.

    I Carabinieri, già presenti sul posto, lo hanno atteso al varco, bloccandolo e procedendo all’arresto. All’interno del bar, abbandonato durante la fuga, è stato ritrovato uno zaino appartenente all’uomo, contenente la refurtiva, che è stata successivamente restituita alla proprietaria del locale.

    Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Termini Imerese ha convalidato l’arresto del 50enne, confermando la ricostruzione dei fatti operata dai Carabinieri. L’uomo dovrà ora rispondere dell’accusa di tentato furto.

  • Dramma in Sicilia, figlio uccide la madre con 15 coltellate

    Dramma in Sicilia, figlio uccide la madre con 15 coltellate

    Un giovane di 26 anni, Giosuè Fogliani, è stato arrestato a Messina con l’accusa di aver ucciso la madre, Caterina Pappalardo, di 62 anni. Il tragico evento si è consumato nell’abitazione della donna in via Cesare Battisti. Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una violenta lite familiare.

    Sul luogo del delitto gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Messina, diretti da Vittorio La Torre, insieme ai Carabinieri del Comando Provinciale e alla Polizia Scientifica. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e raccogliere le prove necessarie per far luce sulla vicenda.

    Sembrerebbe che la vittima sia stata colpita con oltre quindici coltellate. Al momento dell’arresto, il giovane era ancora in possesso dell’arma. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio.

    Secondo alcune indiscrezioni, il giovane avrebbe utilizzato dello spray al peperoncino per immobilizzare la madre prima di aggredirla. Il corpo della vittima è stato ritrovato in una pozza di sangue nel corridoio dell’appartamento. Si tratta di informazioni ancora da verificare e che saranno oggetto di ulteriori accertamenti da parte degli inquirenti.

  • Rinchiude la ex in una stanza e la stupra, arrestato 46enne

    Rinchiude la ex in una stanza e la stupra, arrestato 46enne

    Un uomo di 46 anni, residente nella provincia di Catania, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti ai danni della sua ex compagna. L’uomo, a quanto pare, non accettava la conclusione della loro relazione.

    Un incontro finito male

    La vittima si era recata a casa dell’ex compagno per un chiarimento, ma la situazione è degenerata. L’uomo l’avrebbe rinchiusa in una stanza, sottoponendola per ore a violenze fisiche e costringendola a rapporti sessuali.

    La richiesta d’aiuto e la denuncia

    Riuscendo a recuperare il suo cellulare, la donna ha allertato un’amica che è prontamente intervenuta. Grazie al supporto dell’amica, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare l’accaduto alla polizia.

    I sccorsi e gli accertamenti medici

    Gli agenti hanno immediatamente avviato le indagini e richiesto l’intervento del 118. La donna è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato escoriazioni, abrasioni ed ecchimosi su diverse parti del corpo.

    Dalle indagini è emerso che l’uomo era già stato denunciato in passato per maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex moglie. Inoltre, era già stato destinatario di un ammonimento del questore per stalking ai danni della stessa.

    L’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Catania. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

  • Palermo, scoperto deposito di armi al Villaggio e un laboratorio per modificarle a Ciaculli, arrestato un uomo

    Palermo, scoperto deposito di armi al Villaggio e un laboratorio per modificarle a Ciaculli, arrestato un uomo

    I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei controlli svolti quotidianamente nell’area metropolitana per la prevenzione e repressione dei traffici illeciti, hanno tratto in arresto un soggetto in flagranza di reato e sequestrato 14 armi da fuoco, oltre 1.400 proiettili, silenziatori, caricatori e materiale per la lavorazione e la modifica di armi di ogni tipo.

    Indagini mirate e pedinamenti

    In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, impegnati quotidianamente nel servizio di vigilanza, soprattutto nei quartieri a maggior rischio criminale della città, sempre attenti ad analizzare e valutare le informazioni acquisite nell’ambito di attività di controllo del territorio, avevano avuto notizia di un soggetto in grado di reperire, assemblare o modificare qualunque tipo di arma da fuoco mettendole successivamente a disposizione della criminalità organizzata e comune.

    Allarme sociale e massima attenzione

    Alla luce anche dei recenti episodi di utilizzo di armi a Palermo che hanno visto protagoniste anche persone di giovanissima età nelle zone della movida cittadina e al conseguente allarme sociale venutosi a creare, l’attenzione sull’uomo è stata massima sin da subito e, pertanto, una volta individuato, veniva sottoposto a pedinamento per diversi giorni al fine di tracciarne i movimenti e soprattutto le frequentazioni.

    Movimenti sospetti e frequentazioni criminali

    Lo stesso veniva notato più volte intrattenersi in luoghi appartati con soggetti vicini ad ambienti criminali cittadini e quasi sempre prima o dopo gli incontri si recava in un garage sotterraneo nel quartiere Villaggio Santa Rosalia, locale non riconducibile direttamente a lui ma del quale aveva la disponibilità e al cui interno a volte si intratteneva anche per qualche ora.

    Perquisizioni e scoperta del laboratorio

    Alla luce di quanto emerso e del ricostruito profilo criminale del soggetto, con precedenti specifici in detenzione illecita di armi, le fiamme gialle hanno eseguito due perquisizioni locali, la prima nella sua residenza, una villa circondata da un grande terreno a Ciaculli, prima periferia di Palermo, dotata di telecamere a circuito chiuso su ogni lato e con arredi di particolare pregio. Qui è stato portato alla luce un vero e proprio laboratorio con banchi da lavoro, macchinari e ogni tipo di strumento necessario per modificare e assemblare armi e addirittura per incapsulare proiettili. Nel laboratorio è stata rinvenuta una pistola semiautomatica in corso di lavorazione, cartucce e alcune canne di pistola e fucile.

    Scoperta dell’arsenale

    Nel corso della seconda perquisizione, effettuata nel garage individuato dai servizi di pedinamento nel quartiere “Villaggio Santa Rosalia, è stato scoperto un vero e proprio arsenale di armi e proiettili occultati in una intercapedine ricavata nel contro-soffitto con assi di legno avvitate che coprivano tutto il tetto.

    Dettagli del sequestro

    Rimosse le assi di legno dai finanzieri, sono state rinvenute pistole, proiettili, silenziatori, caricatori.

    Elenco del materiale sequestrato

    Nel complesso sono stati scoperti e sequestrati: 14 armi da fuoco tra revolver e pistole semiautomatiche, 1431 tra cartucce, bossoli e proiettili, 8 caricatori, 4 silenziatori, 40 inneschi, buste di polvere da sparo nonché una grande quantità di parti di pistole tra castelli per revolver, tamburi, impugnature, canne e materiale vario per la fabbricazione di cartucce.

    Importanza del sequestro

    Si tratta di uno dei più importanti sequestri di armi effettuati a Palermo negli ultimi anni.

    Arresto e convalida

    L’uomo è stato quindi tratto in arresto e condotto presso il carcere Pagliarelli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne ha convalidato sia l’arresto che il sequestro delle armi e di tutto il materiale rinvenuto.

    Indagini balistiche in corso

    Gli esami balistici stabiliranno se le armi sono state utilizzate in episodi delittuosi occorsi in città nel tempo o piuttosto tenute a disposizione di organizzazioni criminali per commettere ulteriori reati.

  • Palermo, commando immobilizza uomo e depreda la villa, la polizia arresta tutti a Pagliarelli

    Palermo, commando immobilizza uomo e depreda la villa, la polizia arresta tutti a Pagliarelli

    Un imprenditore del settore logistica è stato vittima di una rapina nella sua villa in zona Pagliarelli, Palermo. Ieri pomeriggio, intorno alle 15:00, tre individui hanno fatto irruzione nell’abitazione, minacciando il proprietario, presumibilmente con un’arma da fuoco. I malviventi lo hanno immobilizzato e costretto a consegnare gioielli, pistole e fucili legalmente detenuti, custoditi all’interno di una cassaforte.

    Inseguimento e arresto

    L’azione criminosa si è svolta in pochi minuti. Non appena i rapinatori si sono dati alla fuga, l’imprenditore ha prontamente allertato le forze dell’ordine. L’intervento tempestivo delle volanti ha permesso di intercettare e arrestare due dei tre banditi a breve distanza dalla villa, recuperando l’intera refurtiva. Il terzo complice, inizialmente riuscito a dileguarsi, è stato successivamente individuato e catturato grazie all’ausilio di un elicottero della polizia. L’uomo si era nascosto in un deposito di camion Brt, nei pressi della casa d’aste Trionfante in viale Regione Siciliana.

    Indagini in corso

    I tre arrestati sono stati condotti presso gli uffici della polizia scientifica per l’identificazione e la fotosegnalazione. La Procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e rapina aggravata in concorso. Uno dei tre individui si è dichiarato senza fissa dimora. Gli inquirenti stanno raccogliendo la testimonianza dell’imprenditore e analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

    Possibile pedinamento

    Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, si considera la possibilità che l’imprenditore sia stato avvicinato e costretto ad accompagnare i banditi all’interno della sua abitazione. Questa versione suggerirebbe un precedente pedinamento e controllo dei movimenti dell’uomo nei giorni antecedenti la rapina. Al momento, le autorità mantengono il massimo riserbo sulle indagini in corso.

  • Costringe le figlie minori a subire atti sessuali: papà orco ai domiciliari

    Costringe le figlie minori a subire atti sessuali: papà orco ai domiciliari

    Un uomo è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni delle sue due figlie minorenni, entrambe sotto i 14 anni. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Patti, su richiesta della Procura.

    Indagini dei Carabinieri a seguito della denuncia della madre

    L’arresto è il risultato di un’indagine condotta dai Carabinieri di Sant’Agata di Militello e Naso, coordinata dalla Procura di Patti. L’indagine è partita dalla denuncia presentata dalla madre delle ragazze, ex convivente dell’uomo, nell’ottobre 2024.

    Abusi perpetrati dal 2021

    Le indagini, condotte attraverso intercettazioni e altri accertamenti, avrebbero documentato gli abusi subiti dalle due sorelle a partire dal 2021. L’uomo avrebbe costretto le figlie a subire atti sessuali.

    “Mi manca vostra madre”: il tentativo di manipolazione dell’uomo

    Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe tentato di manipolare le figlie lamentandosi della mancanza della loro madre, mentre contemporaneamente le palpeggiava.

  • L’erede del “Papa” Gaetano Savoca arrestato: colpo alla mafia di Ciaculli

    L’erede del “Papa” Gaetano Savoca arrestato: colpo alla mafia di Ciaculli

    Gaetano Savoca, 57 anni, presunto capo del mandamento mafioso di Ciaculli, è stato arrestato questa mattina. Savoca, già condannato tre volte per associazione mafiosa, era tornato in libertà da poco tempo. L’operazione, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, e condotta dalla Squadra Mobile e dalla SISCO, fa seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP. L’accusa è di associazione mafiosa con funzioni di direzione e coordinamento delle famiglie del mandamento.

    L’eredità del “Papa” Michele Greco

    Savoca avrebbe preso le redini della cosca un tempo guidata da Michele Greco, il “Papa” di Cosa Nostra, e successivamente dal nipote Leandro Greco, arrestato nell’operazione “Cupola 2.0” del 2019. Gli inquirenti ritengono che Savoca abbia gestito gli affari della cosca, organizzando incontri riservati con altri affiliati per coordinare estorsioni e traffico di droga. Si presume inoltre che Savoca abbia avuto un ruolo nella gestione di assunzioni presso una cooperativa operante nei cantieri ferroviari.

    Le indagini e il legame con l’omicidio Romano

    L’arresto di Savoca si inserisce in un contesto investigativo più ampio, scaturito dall’omicidio di Gianfranco Romano, avvenuto lo scorso 26 febbraio, e dal tentato omicidio di Alessio Caruso. Romano, uomo d’onore in ascesa all’interno della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, e Caruso, suo braccio destro, sarebbero stati vittime di un regolamento di conti interno alla mafia. Due persone sono già state fermate in relazione a questi episodi. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti procuratori Francesca Mazzoco e Francesca Dessì, hanno permesso di ricostruire la rete di contatti e le attività illecite di Savoca, mettendo in luce il suo ruolo di vertice all’interno del mandamento di Ciaculli. Savoca, figlio di Pino Savoca, altro storico capomafia, vanta una lunga carriera criminale e legami familiari con altri esponenti di spicco di Cosa Nostra, tra cui Andrea Adamo e Benedetto Lo Verde. Nonostante un periodo di sorveglianza speciale trascorso a Cesenatico nel 2011, Savoca avrebbe continuato a dirigere gli affari della cosca al suo ritorno a Palermo.

    Un’operazione che colpisce il cuore di Cosa Nostra

    L’arresto di Gaetano Savoca rappresenta un duro colpo per Cosa Nostra, privandola di una figura chiave nella gestione del potere mafioso nel territorio di Ciaculli. L’operazione dimostra l’impegno costante delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata.