Tag: arresto

  • Quattro palermitani su Panda rubata intercettala dalla Polizia, un arresto

    Quattro palermitani su Panda rubata intercettala dalla Polizia, un arresto

    La polizia di Stato ha intercettato una Fiat Panda rubata nelle vicinanze di Piazza Scaffa, a Palermo. Il conducente, alla vista della pattuglia, ha tentato di fuggire a tutta velocità in direzione di via Brancaccio, ma gli agenti sono riusciti a intercettarlo. Durante la fuga, i quattro occupanti dell’auto sono scesi dalla vettura e tre di loro sono riusciti a scappare, mentre il quarto è stato bloccato e denunciato.

    Auto recuperata e restituita alla proprietaria

    Secondo quanto è stato ricostruito in seguito, l’auto, una Fiat Panda, era stata rubata e la proprietaria aveva già denunciato il furto. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale stavano effettuando un servizio di controllo del territorio quando hanno notato la macchina sospetta. Dopo aver attivato la sirena e i lampeggianti, si sono lanciati in un inseguimento che è durato solo pochi minuti. Il conducente, sentendosi ormai alle strette, ha deciso di fermare la marcia, dall’auto quindi sono scesi in quattro. In tre sono riusciti a fuggire, il quarto invece è stato bloccato e portato in questura per accertamenti. La Fiat Panda è stata restituita alla proprietaria.

    Indagini in corso per identificare i complici

    Intanto gli investigatori stanno analizzando le immagini riprese da alcune telecamere di videosorveglianza per cercare d’identificare gli altri tre complici. La polizia sta lavorando per risalire all’identità dei fuggitivi.

  • Quasi 200 piante in casa e allaccio all’Enel, palermitano arrestato a Brancaccio

    Quasi 200 piante in casa e allaccio all’Enel, palermitano arrestato a Brancaccio

    La polizia ha arrestato T. D. S., 30 anni, con l’accusa di produzione di sostanza stupefacente. Secondo quanto è stato ricostruito, nel pomeriggio del 27 dicembre, gli agenti del commissariato di Brancaccio, in transito per via Giafar, hanno avvertito un acre odore provenire dalle abitazioni di una palazzina, a poche centinaia di metri dal commissariato.

    A seguito degli accertamenti espletati, è stata eseguita una perquisizione domiciliare al piano primo ed è stato rinvenuto un ingente quantitativo di marijuana coltivata in modalità “indoor”. Gli accertamenti hanno consentito di giungere all’individuazione dell’utilizzatore, già noto alle forze dell’ordine, per reati della stessa specie.

    L’attività investigativa ha consentito il sequestro di 197 piante di varia altezza di sostanza stupefacente, per complessivi 96 kg circa; oltre al sequestro del materiale utile alla produzione, quali lampade alogene, filtri, condizionatori, ventilatori e concimante.

    Nel contesto delle operazioni è stato accertato un allaccio diretto alla rete elettrica pubblica in relazione al quale personale dell’E-distribuzione ha provveduto al distacco. L’uomo è stato tratto in arresto, quindi, per produzione di sostanza stupefacente e furto di energia elettrica. All’esito dell’udienza di convalida, l’arresto è stato convalidato e sono stati applicati gli arresti domiciliari.

  • Latitante deve scontare 12 anni, arrestato ad Altofonte

    Latitante deve scontare 12 anni, arrestato ad Altofonte

    Era latitante da 5 mesi e la polizia di Stato lo ha arrestato ad Altofonte. Ora deve scontare una condanna di oltre 12 anni.

    La polizia di Stato ha arrestato e portato in carcere Giuseppe Di Maria, palermitano di 48 anni. L’uomo deve scontare una pena per 12 anni e 8 mesi ma dal febbraio scorso era latitante dopo che era stato condannato con l’accusa di aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata ai delitti di estorsione, riciclaggio e ricettazione.

    Il palermitano era ai domiciliari a Ficarazzi ma di lui si erano perse le tracce grazie alla collaborazione di alcuni familiari e di persone a lui vicine. Su questi sono in corso indagini.

    Di Maria, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, si rifugiava ad Altofonte, ma da qui ogni mattina si spostava per fare il meccanico a Palermo. L’uomo è stato fermato stamane a bordo di una Fiat Punto Bianca. I poliziotti lo hanno condotto al cercere Pagliarelli.

  • Dà fuoco a ristorante “Biutiful Bistrot”, arrestato trapanese

    Dà fuoco a ristorante “Biutiful Bistrot”, arrestato trapanese

    I Carabinieri di Trapani, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura, hanno arrestato un pastore trapanese 33enne. È accusato di aver dato fuoco al ristorante “Biutiful Bistrot”.

    I Carabinieri, coordinati dalla Procura, hanno ricostruito la possibile dinamica dei fatti. Durante il sopralluogo eseguito nell’immediatezza dei fatti, i militari hanno acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza, e repertato tracce biologiche e impronte nei pressi di un magazzino adiacente al locale, dove il telone posto a copertura era stato tagliato in modo da facilitarne l’ingresso nel ristorante.

    Estrapolati i filmati della telecamera installata nel vano cucina, è stato ripreso un uomo che, a volto scoperto, appiccava il fuoco, dandosi successivamente alla fuga. Sviluppati tutti gli elementi raccolti, gli inquirenti hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione del presunto autore dell’azione delittuosa rinvenendo indumenti compatibili con quelli indossati dall’autore dell’incendio.

    Le risultanze degli inquirenti venivano vagliate dall’Autorità Giudiziaria che emetteva un provvedimento cautelare. Rintracciato dai Carabinieri nell’agro trapanese, al termine delle formalità di rito, il 33enne è stato tradotto presso il carcere “Pietro Cerulli” di Trapani.

  • Carabinieri trovano oltre 10 chili di droga, arrestato 30enne allo Sperone di Palermo

    Carabinieri trovano oltre 10 chili di droga, arrestato 30enne allo Sperone di Palermo

    Blitz dei Carabinieri in una casa del quartiere Sperone di Palermo. Trovati oltre 10 chili di stupefacenti e un 30enne, Antonino Russo, va in carcere.

    Nel dettaglio, i Carabinieri della Compagnia di Palermo Piazza Verdi hanno tratto in arresto un 30enne palermitano, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari hanno perquisito l’abitazione, in cui sono stati rinvenuti oltre 10 chili tra hashish, già confezionato in panetti, e marijuana. Il 30enne, su disposizione del Pubblico Ministero, è stato condotto in carcere, fino alla convalida dell’arresto da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, che ha confermato la misura cauterale,.

    Le sostanze stupefacenti rinvenute, che avrebbero fruttato profitti illeciti per oltre 60.000 euro nella vendita al dettaglio, sono state sequestrate e saranno analizzate dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale per le verifiche di rito.

  • Da Corleone a Palermo, arrestato con il crack in tasca dalla polizia

    Da Corleone a Palermo, arrestato con il crack in tasca dalla polizia

    Da Corleone a Palermo per la droga. Così la polizia di Stato ha fermato un giovane di 29 anni che era arrivato da Corleone per acquistare nel Capoluogo, nel quartiere Sperone, dosi di crack.

    La polizia ha bloccato il giovane in via passaggio De Felice Giuffrida, una delle basi di spaccio nel quartiere palermitano. Era seguito da diversi minuti dalle gazzelle visto che il suo passaggio non era sfuggito agli agenti del commissariato Brancaccio che controllano quelle zone.

    Nel corso della perquisizione sono state trovate in tasca venti dosi di crack. Il gip del tribunale ha disposto per l’indagato, incensurato, l’obbligo di dimora a Corleone e lo ha rimesso in libertà. Nel gennaio scorso, restando sempre in passaggio De Felice Giuffrida, sono arrivate nove condanne di primo grado dopo appena un anno dall’ultimo blitz. In quell’occasione gli investigatori erano riusciti a ricostruire i ruoli di alcune presunte bande che gestivano lo spaccio nella “via dell’hashish e della marijuana” e nella “via del crack e della coca”.

  • Finti vaccini a Palermo, di nuovo arrestata l’infermiera novax dell’hub di Palermo

    Finti vaccini a Palermo, di nuovo arrestata l’infermiera novax dell’hub di Palermo

    A gennaio Giorgia Camarda, 58 anni, infermiera dell’ospedale Civico di Palermo, in servizio all’Hub della Fiera del Mediterraneo era finita ai domiciliari. Oggi scatta un nuovo fermo per lei.

    È stata arrestata stamattina a Palermo dalla polizia l’infermiera dell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo, che si sarebbe resa responsabile di quarantasette episodi di falso ideologico e peculato. La donna, era già stata arrestata nel mese di gennaio, in esecuzione di ordinanza applicativa dei domiciliari, poiché avrebbe beneficiato di falsa vaccinazione contro il Covid-19 e praticato false inoculazioni vaccinali nei confronti di due soggetti. Oggi, su delega della Procura, è scattato il nuovo arresto, in applicazione di un’ordinanza emessa dal gip di Palermo che prevede per la signora i domiciliari.

    L’indagine della Digos della questura di Palermo aveva già condotto nello scorso mese di dicembre al fermo di 3 indagati per corruzione, peculato e falso. Nello sviluppo dell’attività di indagine, corroborata da videoriprese le cui immagini sono state anche oggetto di perizia medico-legale, è emerso che in altre due giornate in cui l’infermiera aveva lavorato presso l’hub Fiera del Mediterraneo, la stessa avrebbe praticato, per verosimili convinzioni personali e ideologiche, false vaccinazioni contro il Covid-19 nei confronti di quarantasette utenti. Le immagini riprendono verosimilmente l’infermiera nell’atto di sversare sulla garza il contenuto della fiala, senza iniettare alcunché.

     

    Dagli esiti delle indagini, caratterizzate da intercettazioni telefoniche e dagli interrogatori di alcuni degli utenti, si è, in realtà, rilevato che tutti i soggetti che sarebbero stati sottoposti a finta vaccinazione da parte dell’infermiera sembrerebbero, allo stato, completamente ignari della mancata inoculazione e convinti di essere protetti dal rischio dell’infezione da Covid 19.

    Sono in corso di esecuzione i decreti di sequestro preventivo delle certificazioni verdi Covid-19 connesse alle false vaccinazioni. L’attività investigativa si è avvalsa del contributo della struttura del Commissario per l’Emergenza Covid-19 per la città Metropolitana di Palermo. «Giova precisare – conclude la polizia nel suo comunicato, accompagnata dal video che qui riproponiamo – che l’odierna destinataria della misura restrittiva, è, allo stato, indiziata in merito al reato contestato e che la sua posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza».

  • Beccata a Palermo la presunta ladra di cellulari dei negozi, capelli rossi e tatuaggio

    Beccata a Palermo la presunta ladra di cellulari dei negozi, capelli rossi e tatuaggio

    La polizia di Stato ha fermato la presunta ladra di cellulari che avrebbe eseguito diversi colpi a Palermo, all’interno di numerosi esercizi commerciali. Capelli rossi, un tatuaggio i segni indistinguibili che hanno portato al fermo della donna da parte degli agenti.

    Numerose denunce di negozianti palermitani

    La presunta responsabile dei vari furti è stata bloccata nella giornata di ieri, 7 marzo.  La donna era diventata un incubo per i commercianti del capoluogo. Diversi i colpi che avrebbe eseguito, tutti con lo stesso modo di agire. Gli agenti della Squadra mobile, come riporta il Giornale di Sicilia, l’hanno fermata dopo le denunce che si sono aggiunte a quelle già presentate nei commissariati di polizia nei giorni scorsi.

    Capelli rossi e un tatuaggio

    Le denunce parlavano di una donna con i capelli rossi e tatuaggio su una mano. La presunta responsabile dei colpi è stata anche ripresa da alcune immagini di videosorveglianza. La donna si fingeva cliente, guardava gli oggetti esposti e puntava alla cassa o ai magazzini degli esercizi commerciali dove sono lasciati spesso incustoditi i telefonini e le borse dei titolari o delle dipendenti.

    L’ultimo colpo in un negozio di scarpe

    L’ultima denuncia è stata quella della titolare del negozio di scarpe Cannizzaro di via Montepellegrino, che si è presentata al commissariato di polizia Libertà per raccontare l’ennesimo furto subito da un commerciante nel capoluogo. Stavolta con la stessa tecnica sono scomparsi un tablet e un bancomat poi utilizzato per piccoli acquisti in due tabaccherie, una rivendita di fiori e un panificio. Ad accorgersi del furto la commessa del negozio quando le è arrivato un messaggio sullo smartphone che le segnalava l’utilizzo del suo bancomat. La borsa era nel magazzino per terra e non c’era più il portafoglio.

    Tradita dalla videosorveglianza

    Dalle immagini del sistema di videosorveglianza sono risaliti alla donna, entrata intorno alle 11 e dopo aver girato per il negozio fingendosi una cliente. Si era piazzata accanto al magazzino. Approfittando del  momento opportuno si è intrufolata nella stanza, prendere portafogli e tablet e allontanarsi come se niente fosse. Altri furti sono avvenuti nell’enoteca Butticè, nella caffetteria Rosaelia nel palazzo Sant’Elia in via Maqueda, nel negozio di abbigliamento Signorile in via Oreto, nella caffetteria Vera Coffice break in via generale Magliocco, nella pasticceria di Giovanni Cappello, al Pizza Lab in via Pantelleria e al Cantavespri. Nelle scorse settimane però tanti altri sono stati i negozi presi di mira dalla donna.

  • Terrore nelle farmacie di Palermo, in carcere presunto rapinatore seriale (VIDEO)

    Terrore nelle farmacie di Palermo, in carcere presunto rapinatore seriale (VIDEO)

    PALERMO – La Polizia di Stato ferma e porta in carcere un palermitano accusato di essere un autore “seriale” di rapine ai danni di farmacie.

    Le indagini della Squadra Mobile del Commissariato Libertà, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, è stata sviluppata successivamente alla commissione di rapine e attraverso la raccolta e l’analisi dei filmati registrati da innumerevoli impianti di videosorveglianza ubicati nel perimetro dei luoghi teatro delle rapine.

    I riscontri acquisiti dalle immagini sono stati suffragati dai puntuali riconoscimenti effettuati dalle vittime così da ricostruire un quadro indiziario solido a carico dell’indagato che, al momento, è solo sospettato di essere autore di sei rapine commesse nell’arco temporale tra il 9.12.2021 e il 1.02.2022, mentre gli aspetti configuranti la sua responsabilità saranno definiti nelle sedi processuali.

    In proposito l’autore dei reati, parzialmente travisato e armato di punteruolo, faceva ingresso all’interno delle farmacie e, dopo avere minacciato il farmacista presente al banco, riusciva a impossessarsi di quanto contenuto all’interno del registratore di cassa. Il bottino complessivo risulta pari a circa 3.500,00 euro. Il fermo è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Palermo che ha emesso a carico del malvivente misura cautelare in carcere.