Autore: Gaetano Ferraro

  • Notte di inferno in pieno inverno in Sicilia, in fiamme l’Oasi del Simeto

    Notte di inferno in pieno inverno in Sicilia, in fiamme l’Oasi del Simeto

    I Vigili del Fuoco stanno intervenendo per un vasto incendio sviluppatosi all’Oasi del Simeto a Catania.

    Diverse squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catania e dei Distaccamenti provinciali sono impegnate per domare un vasto incendio nella zona Sud della città, nell’Oasi del Simeto, a ridosso del villaggio “Ippocampo di Mare”.

    Le fiamme divampate per cause ancora da accertare, sospinte dal vento, hanno coinvolto una vasta area di macchia mediterranea e canneto a ridosso di diverse abitazioni. Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno provvedendo allo spegnimento ed stanno circoscrivendo l’incendio per proteggere le abitazioni e i residenti.

  • Assolto dall’accusa di maltrattamenti, militare di Misilmeri vince ricorso al Tar e può rientrare in servizio

    Assolto dall’accusa di maltrattamenti, militare di Misilmeri vince ricorso al Tar e può rientrare in servizio

    In un processo durato ben sette anni, un militare di 37 anni di Misilmeri era stato assolto dalle accuse di maltrattamenti e lesioni mosse dalla sua ex moglie. La sentenza, emessa dal tribunale di Termini Imerese, ha messo fine a un calvario che aveva costretto l’uomo a rinunciare alla sua carriera nell’Esercito dopo 10 anni di onorato servizio. Ora per l’uomo si riaprono le porte dell’esercito.

    Con una sentenza del Tar del Lazio, i giudici hanno accolto il ricorso presentato dall’uomo, militare dell’Esercito Italiano, annullando il giudizio di non idoneità emesso nei suoi confronti dal Ministero della Difesa. Il militare, che vanta una lunga carriera nelle forze armate, era stato escluso dagli organici a seguito di un procedimento penale, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della ex moglie, conclusosi poi con una piena assoluzione.

    La vicenda processuale del militare

    L’uomo aveva prestato servizio per diversi anni nell’Esercito Italiano, dapprima come volontario e successivamente vincendo un concorso per volontario in servizio permanente. A causa di una denuncia sporta nei suoi confronti dall’ex moglie, era stato coinvolto in un procedimento penale protrattosi per 7 anni anni. Nonostante avesse vinto il concorso per l’immissione in servizio permanente, era stato escluso dallo stesso e posto in congedo illimitato in attesa degli esiti processuali.

    Il Tribunale di Termini Imerese lo ha assolto con formula piena da tutte le accuse perché “il fatto non sussiste”. Una volta ottenuta l’assoluzione definitiva, il militare ha quindi presentato domanda di riammissione in servizio.

    La visita medica e il giudizio di inidoneità

    Sottoposto a visita di idoneità psicofisica presso il Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito, però gli è stato contestato un giudizio di non idoneità, in particolare per la presenza di ipoacusia bilaterale. Oltre a questa imperfezione, nel verbale venivano indicati anche la presenza di alcuni tatuaggi e cicatrici, nonché carie dentali. Tali ulteriori annotazioni non sarebbero state però determinati ai fini del giudizio di in idoneità. Ritenendo ingiusto e infondato il verdetto di inidoneità, il militare ha quindi presentato ricorso al TAR del Lazio per ottenere l’annullamento del provvedimento impugnato.

    I motivi del ricorso

    Nel ricorso l’interessato, difeso dal legale Michela Scafetta, ha dedotto diversi vizi di legittimità, tra cui: eccesso di potere per incongruità ed erronea valutazione dei fatti; carenza di istruttoria ed errore di accertamento; disparità di trattamento; contraddittorietà ed illogicità del giudizio. A sostegno delle proprie tesi, ha depositato certificati medici attestanti una capacità uditiva rientrante nei limiti della norma. Ha inoltre sostenuto che, trattandosi di militare già in servizio da molti anni, il giudizio di idoneità avrebbe dovuto tenere conto della sua esperienza professionale acquisita.

    La decisione del TAR e le motivazioni addotte

    Il TAR del Lazio, dopo aver disposto una verificazione sanitaria affidata ad un collegio medico terzo, ha accolto il ricorso presentato dal militare, accompagnato dal medico legale dott. Carlo Maria Oddo, annullando il giudizio di non idoneità e ordinando all’Amministrazione un riesame motivato del caso.

    Nella sentenza i giudici amministrativi hanno rilevato che, trattandosi di un militare già in servizio da tempo, i requisiti di idoneità psicofisica vanno valutati in modo più elastico, tenendo conto delle condizioni concrete e delle possibilità di impiego effettivo.

    Inoltre, hanno richiamato una specifica disposizione ministeriale secondo cui per il personale militare già in servizio gli accertamenti sanitari costituiscono solo un parametro di orientamento, dovendosi comunque considerare il grado, l’età e l’esperienza del soggetto.

    Per tali motivi il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo illegittimo il rigetto aprioristico opposto dall’Amministrazione, e ha disposto un riesame della situazione sanitaria del ricorrente che tenga nel dovuto conto i rilievi espressi nella sentenza

  • Drammatico incidente, tir fuori controllo sulla A19: ferito il conducente

    Drammatico incidente, tir fuori controllo sulla A19: ferito il conducente

    Un grave incidente stradale ha coinvolto un mezzo pesante sulla A19 Catania-Palermo, nei pressi dello svincolo di Enna, in direzione Catania, intorno alle ore 10:00 di questa mattina. Il conducente del Tir, dopo aver perso il controllo del mezzo, si è schiantato contro il guard-rail, rimanendo intrappolato nella cabina. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Enna è stato cruciale per la sua liberazione.

    Dinamica del sinistro e intervento dei soccorritori

    Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Polizia Stradale di Enna, il conducente avrebbe effettuato una brusca frenata, perdendo il controllo del Tir e andando a impattare violentemente contro il guard-rail. L’impatto ha causato ingenti danni sia al veicolo che alla barriera di protezione autostradale. I Vigili del Fuoco hanno dovuto operare con cautela, vista la complessità della situazione e il rischio di ulteriori crolli della struttura del mezzo pesante.

    Elisoccorso e chiusura temporanea dell’autostrada

    Data la gravità dell’incidente, si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso. Per permettere l’atterraggio del velivolo e l’intervento del personale medico, la Polizia Stradale ha disposto la chiusura temporanea del tratto autostradale interessato. Il conducente, dopo essere stato stabilizzato sul posto, è stato elitrasportato in ospedale. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sulle sue condizioni di salute, ma il ricorso all’elisoccorso ne evidenzia la serietà.

    Ripristino della circolazione e lunghe code

    A seguito delle operazioni di soccorso e rimozione del mezzo incidentato, il tratto autostradale è stato riaperto al traffico. L’incidente, tuttavia, ha provocato notevoli disagi alla circolazione, con lunghe code e rallentamenti che si sono protratti per diverse ore. Il traffico è gradualmente tornato alla normalità nel corso della mattinata.

  • Notte di furti con spaccata in serie a Palermo: e la denuncia arriva a Striscia la Notizia

    Notte di furti con spaccata in serie a Palermo: e la denuncia arriva a Striscia la Notizia

    Una nuova ondata di furti con spaccata ha colpito il centro storico di Palermo. I ladri han presodi mira diversi esercizi commerciali. L’allarme è stato lanciato anche ieri da Striscia la Notizia, con un servizio di Stefania Petyx che ha denunciato la preoccupante escalation di questi episodi. La Petyx è tornata a parlare degli ormai tristemente noti “furti con spaccata” che sono in continuo aumento. Non c’è stata pace per i commercianti neanche durante le festività natalizie appena trascorse. Negozianti vessati e residenti non ne possono più e in alcuni casi si organizzano in comitati spontanei per chiedere l’intervento delle istituzioni.

    Raid in un negozio di articoli per animali

    È stanotte altre spaccate. In via Ammiraglio Rizzo, i ladri hanno preso di mira “Cucciolo Mania”, un negozio di articoli per animali. Dopo aver divelto la saracinesca e sfondato la porta d’ingresso, si sono impossessati di circa quaranta euro dal registratore di cassa e di alcuni prodotti per la cura degli animali. L’arrivo dei Carabinieri, allertati dall’allarme, ha permesso di constatare l’entità dei danni e del furto. Sono in corso le indagini per identificare i responsabili.

    Minimarket svaligiato in via Principe di Scordia

    Un secondo colpo è stato messo a segno in un minimarket di via Principe di Scordia, nella zona di Borgo Vecchio. Il titolare, di nazionalità srilankese, ha trovato la saracinesca manomessa e la vetrata sfondata all’apertura del negozio. Anche in questo caso, i malviventi hanno rubato diversi prodotti prima di darsi alla fuga. Le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, sperando di identificare i colpevoli.

    Spaccata in un negozio di articoli da viaggio in via Torino

    Un negozio di articoli da viaggio in via Torino è stato anch’esso preso di mira dai ladri, che hanno spaccato la vetrina e messo a soqquadro il locale. La scoperta è stata fatta dagli agenti di polizia durante un pattugliamento, che hanno notato la saracinesca divelta e i cocci di vetro sulla strada. Un biglietto lasciato sul posto invitava i proprietari a sporgere denuncia al commissariato Oreto, dopo aver effettuato l’inventario dei danni e dei beni rubati. L’attività si trova a pochi metri dal Gran Cafè Torino, già vittima di cinque furti negli ultimi mesi.

    L’esasperazione dei commercianti

    La situazione sta creando grande preoccupazione e esasperazione tra i commercianti del centro storico, che lamentano la continua escalation di furti e violenze. Alcuni, come i titolari del Gran Cafè Torino, hanno affisso cartelli ironici per scoraggiare i ladri, sottolineando l’inutilità delle spaccate data l’assenza di denaro in cassa. L’episodio di via Torino segue di pochi giorni un altro furto avvenuto in una tabaccheria di via Fanara, nella zona di Boccadifalco, dove due individui hanno scassinato l’ingresso e rubato soldi e sigarette.

  • Tragedia sul lavoro: caduta fatale per imprenditore edile siciliano

    Tragedia sul lavoro: caduta fatale per imprenditore edile siciliano

    Mercoledì 8 gennaio, un tragico incidente sul lavoro ha scosso la comunità di Trescore Cremasco, in provincia di Cremona. Carmelo Longhitano, 51 anni, imprenditore edile originario di Bronte e titolare dell’azienda Edil Cm di Longhitano (Brescia), ha perso la vita dopo una caduta dal tetto di un capannone.

    Cedimento del tetto causa la caduta fatale

    L’incidente si è verificato intorno alle 14:30 presso l’autocarrozzeria Nichetti e Pertusi, situata in viale Risorgimento. Longhitano stava eseguendo lavori di manutenzione sulla copertura quando uno dei pannelli ha ceduto, facendolo precipitare da un’altezza di circa cinque metri.

    Inutili i soccorsi

    Immediato l’intervento dei soccorsi del 118, con un’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa. Purtroppo, le gravi lesioni riportate nella caduta si sono rivelate fatali per l’imprenditore.

    Indagini in corso

    Le autorità competenti hanno avviato un’indagine per accertare la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro. Il capannone dell’autocarrozzeria è stato posto sotto sequestro per consentire i necessari accertamenti.

  • Assunzioni in Sicilia, posti all’IRSAP di Palermo per Istruttori Amministrativi

    Assunzioni in Sicilia, posti all’IRSAP di Palermo per Istruttori Amministrativi

    L’IRSAP, l’Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Siciliana, ha pubblicato un bando per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di 3 Istruttori Amministrativi, categoria C, da inserire presso la sede legale dell’ente a Palermo. Si tratta di una buona opportunità per laureati con voglia di intraprendere una carriera nella Pubblica Amministrazione siciliana.

    I requisiti per partecipare sono: cittadinanza italiana o europea, godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne penali, possesso di laurea triennale in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia o titoli equipollenti. È richiesta anche un’età compresa tra 18 e 67 anni. Le domande di partecipazione potranno essere inoltrate esclusivamente online, tramite il Portale InPA, entro il 15 marzo 2023. Previsto il pagamento di 10 euro come contributo spese.

    La selezione avverrà per titoli ed esami. La valutazione dei titoli terrà conto del voto di laurea e di eventuali master o altri titoli formativi pertinenti. Gli esami consisteranno in una prova scritta con quiz a risposta multipla su diritto amministrativo, ordinamento regionale, trasparenza e anticorruzione; una seconda prova scritta per redigere un atto o provvedimento amministrativo; infine un colloquio orale su materie del bando e conoscenza inglese e informatica.

    I candidati idonei saranno inseriti in graduatoria e i primi 3 classificati verranno assunti a tempo indeterminato con inquadramento in Categoria C e profilo di Istruttore Amministrativo. Tra i compiti ci saranno attività di front office, gestione documentale, supporto agli uffici amministrativi. Previsto periodo di prova di 6 mesi.

    Il bando integrale con tutti i dettagli su prove, materie e modalità di candidatura è disponibile nella sezione concorsi del sito IRSAP o su InPa.

  • Sicilia Express: ritorno a Pasqua per il treno anti-caro voli

    Sicilia Express: ritorno a Pasqua per il treno anti-caro voli

    La Regione Siciliana ha annunciato il ritorno del “Sicilia Express” per le festività pasquali, dopo il successo riscosso dall’iniziativa natalizia. Il treno a prezzi calmierati, pensato per contrastare i costi elevati dei voli, consentirà nuovamente ai siciliani residenti nel Nord Italia di tornare a casa a prezzi accessibili.

    Un’iniziativa vincente

    Il governatore Renato Schifani ha definito “vincente” l’idea del Sicilia Express, sulla base del positivo riscontro ottenuto durante il viaggio di ritorno del 5 gennaio, che ha trasportato gli emigrati siciliani da Palermo e Siracusa verso le città del Nord. Il treno, completo di cuccette, vagone ristorante e intrattenimento a bordo, ha trasportato 540 passeggeri, registrando il tutto esaurito.

    Prezzi agevolati e comfort a bordo

    Forte di questo successo, la Regione ha deciso di riproporre l’iniziativa per Pasqua, mantenendo tariffe e modalità simili a quelle natalizie. I biglietti avranno un costo a partire da 30 euro, offrendo una valida alternativa ai voli, spesso proibitivi durante i periodi di alta stagione. Il Sicilia Express punta a garantire un viaggio confortevole, grazie alla presenza di cuccette, un vagone ristorante e servizi di intrattenimento.

    Un aiuto concreto per i siciliani fuori sede

    L’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha confermato l’impegno della Regione nel rendere il Sicilia Express un servizio continuativo, utile a facilitare gli spostamenti dei siciliani che desiderano tornare nell’isola durante i periodi di maggiore congestione del traffico, come le festività. L’obiettivo è offrire un’opzione di trasporto accessibile e comoda, in risposta alle difficoltà riscontrate da molti siciliani nel raggiungere la propria terra d’origine a causa dei costi elevati dei voli. Ricordiamo che fino al 6 gennaio, i siciliani che hanno optato per il trasporto aereo hanno potuto beneficiare di uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto, una percentuale maggiore rispetto all’attuale 25%.

  • Valle del Belice, la terra trema ancora: nuovo terremoto

    Valle del Belice, la terra trema ancora: nuovo terremoto

    Nella Valle del Belice è stata registrata una nuova scossa di terremoto. Dopo qualche giorno di pausa dello sciame sismico che ha interessato l’area durante le festività natalizie, la terra ha ripreso a tremare anche se il terremoto è stato di bassa intensità.

    Dettagli del sisma a Montevago

    Il nuovo sisma ha interessato ancora una volta il territorio di Montevago, in provincia di Agrigento. L’evento sismico, registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha avuto una magnitudo di 1.9 ML, con una profondità di 13,3 km. La scossa si è verificata di notte, alle 22:47 del 6 gennaio 2025.

    Preoccupazione tra i residenti

    La scossa di terremoto di ieri nel Belice rientra in una serie di eventi sismici che stanno interessando l’area negli ultimi giorni, creando un clima di preoccupazione tra i residenti. A Natale, infatti, la valle del Belice è stata interessata da una sequenza di scosse di lieve e moderata entità. Il susseguirsi di questi episodi sismici ha riportato alla memoria gli eventi tragici del terremoto del 1968, che distrusse gran parte dei centri abitati della zona, come Montevago, Gibellina e Santa Margherita di Belice.

    Monitoraggio INGV

    L’INGV continua a monitorare con attenzione l’attività sismica nella zona. Secondo gli esperti, la valle del Belice è un’area a moderata sismicità, e i terremoti registrati negli ultimi giorni sono compatibili con il comportamento geologico della regione.

  • Svolta sull’omicidio di Piersanti Mattarella, svelati i nomi dei killer dopo 43 anni

    Svolta sull’omicidio di Piersanti Mattarella, svelati i nomi dei killer dopo 43 anni

    Quarantatré anni dopo l’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana e fratello dell’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, le indagini subiscono una svolta decisiva. Due nuovi individui legati alla mafia sono stati indagati con l’accusa di essere i sicari materiali dell’esponente della Democrazia Cristiana, assassinato il 6 gennaio 1980 a Palermo. Come riportato dall’edizione di oggi di Repubblica, gli indagati sarebbero i killer che avrebbero ucciso Mattarella.

    Il contesto politico e le prime indagini

    Piersanti Mattarella, allievo di Aldo Moro, rappresentava una figura politica impegnata nel rinnovamento della Sicilia, lontana dagli stereotipi del notabile siciliano. Questo impegno gli costò la vita. Le sentenze passate in giudicato hanno condannato solo i mandanti, i vertici della Commissione di Cosa Nostra che deliberarono l’omicidio. Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, esponenti del terrorismo nero, furono inizialmente sospettati di essere gli esecutori materiali, ipotesi formulata dal giudice Giovanni Falcone, ma vennero poi definitivamente prosciolti. Nonostante ciò, Falcone ribadì sempre la matrice mafiosa del delitto, sottolineando la presenza di depistaggi e false informazioni nelle indagini. Il giudice ipotizzò anche la presenza di “mandanti esterni” oltre ai mafiosi.

    Il territorio del delitto e i possibili esecutori

    L’agguato avvenne nel territorio controllato dal boss mafioso Francesco Madonia, noto per i suoi legami con apparati istituzionali deviati. I testimoni non riconobbero mai nelle foto segnaletiche i sicari appartenenti alla “batteria della morte” di Madonia, come Prestifilippo, Lucchese, Inzerillo o Marino Mannoia.

    La dinamica dell’omicidio

    La mattina del 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella fu attaccato davanti alla sua abitazione nel centro di Palermo. Un giovane killer, appostato nei pressi del garage, esplose quattro colpi contro Mattarella, che era al volante della sua auto con la moglie Irma Chiazzese a fianco. L’arma, una Colt Cobra calibro 38 special, si inceppò. Il killer si fece quindi consegnare un revolver Smith & Wesson da un complice a bordo di una Fiat 127 e sparò altri quattro colpi, uccidendo Mattarella e ferendo la moglie. La Colt Cobra calibro 38 era la stessa arma utilizzata da Gilberto Cavallini per l’omicidio del magistrato Mario Amato a Roma, avvenuto il 23 giugno 1980. Questo elemento suggeriva un possibile collegamento tra i due delitti.

    I testimoni e il possibile coinvolgimento dei neofascisti

    Cinque testimoni descrissero il killer come un giovane di circa 25 anni, alto circa 1,70 m, corporatura robusta, capelli castani e occhiali da sole a specchio. La vedova di Mattarella contribuì alla realizzazione dell’identikit e riconobbe in Valerio Fioravanti, leader dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), una forte somiglianza con l’assassino, pur non avendo la certezza assoluta. Successivamente, la signora Chiazzese ricordò un particolare: l’andatura “ballonzolante” del killer. L’ipotesi di un’alleanza tra neofascisti e mafiosi per l’omicidio di un politico della DC aprì nuovi scenari investigativi.

    Nuove rivelazioni e il ruolo di Nino Madonia

    Alla fine degli anni ’90, il collaboratore di giustizia Francesco Di Carlo indicò Antonino “Nino” Madonia, figlio di Francesco, come l’esecutore materiale dell’omicidio. Di Carlo sottolineò la somiglianza fisica tra Nino Madonia e Valerio Fioravanti. Nino Madonia, figura di spicco all’interno di Cosa Nostra, era noto per i suoi legami con gli apparati deviati dei servizi segreti, ereditati dal padre, soprannominato “Ciccio Bomba” per il suo coinvolgimento in attentati dinamitardi. La famiglia Madonia era considerata il braccio armato della corrente più oscura dello Stato, eseguendo gli ordini dei servizi deviati. Il loro coinvolgimento in eventi come il fallito golpe Borghese e la strage di via D’Amelio rafforza l’ipotesi di una connessione con l’omicidio Mattarella.

    Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le nuove indagini

    Francesco Marino Mannoia inquadrò subito il delitto Mattarella in un contesto politico-mafioso, mentre Tommaso Buscetta affermò che l’intera Commissione di Cosa Nostra era d’accordo sull’omicidio, ma nessuno voleva esporsi per primo. Giovanni Falcone, nel 1990, dichiarò che l’omicidio “presuppone un coacervo di convergenze di interessi di grandi dimensioni”. Le nuove indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Marzia Sabella, hanno raccolto nuove rivelazioni e riscontri, mantenuti sotto stretto riserbo, che rafforzano il quadro accusatorio nei confronti dei due nuovi indagati. Questi elementi potrebbero portare a un nuovo processo per l’omicidio Mattarella, a 45 anni di distanza dalla tragedia.

  • Sconti invernali, da oggi i saldi ma i siciliani sono senza soldi: atteso flop

    Sconti invernali, da oggi i saldi ma i siciliani sono senza soldi: atteso flop

    I saldi invernali sono iniziati, portando con sé la tradizionale aspettativa di acquisti a prezzi scontati, sia per sé stessi che per eventuali regali post-festivi. Tuttavia, quest’anno l’entusiasmo è smorzato da un contesto economico difficile, caratterizzato da un aumento del costo della vita e da una generale incertezza. Secondo l’Istat, si prevede un calo degli acquisti rispetto all’anno precedente, a causa del deterioramento delle aspettative economiche, sia a livello generale che personale. Questa situazione spinge i consumatori a risparmiare e a limitare le spese non essenziali.

    Il caro-vita morde, le tredicesime assorbite da spese essenziali

    L’inflazione, che a novembre si è attestata all’1,3%, con un aumento del 2,3% per i prezzi del carrello della spesa e del 2,8% per i beni alimentari, pesa sulle tasche degli italiani. Lillo Vizzini, dello sportello Federconsumatori, sottolinea come l’aumento dei prezzi al dettaglio di alimentari e bevande analcoliche sia più del doppio rispetto al tasso medio di inflazione. Questo ha inciso anche sulle spese natalizie, limitando la disponibilità economica per i saldi. Gran parte delle tredicesime, infatti, è stata destinata a coprire spese essenziali come prestiti, mutui, bollette, tasse e assicurazioni, lasciando poco spazio allo shopping. A questo si aggiunge la preoccupazione per i possibili rincari energetici previsti per il 2025.

    Black Friday e prudenza frenano la spesa

    Un ulteriore fattore che potrebbe influenzare negativamente i saldi invernali è il Black Friday di fine novembre. Molti consumatori hanno approfittato degli sconti offerti in quell’occasione per anticipare gli acquisti natalizi, riducendo ulteriormente la propensione alla spesa durante i saldi. Inoltre, le difficoltà economiche che attanagliano numerose famiglie impongono un atteggiamento prudente nei consumi, soprattutto in vista dei possibili rincari previsti per il prossimo anno.

    Previsioni di spesa e raccomandazioni per i consumatori

    Secondo le stime di Federconsumatori, la spesa media a famiglia per i saldi invernali nel capoluogo e in provincia si aggirerà intorno ai 175 euro. Si prevede un coinvolgimento di circa 91.000 famiglie nel capoluogo, per una spesa complessiva di 15,9 milioni di euro, mentre nell’intera provincia le famiglie coinvolte saranno circa 172.440, con un giro d’affari di 30,1 milioni di euro. Federconsumatori ricorda ai consumatori l’importanza di verificare il prezzo originale dei prodotti prima dell’inizio dei saldi, magari fotografandolo, per accertarsi della reale convenienza dell’offerta ed evitare eventuali raggiri. I negozianti sono obbligati a indicare sia la percentuale di sconto che il vecchio prezzo. Le sanzioni per chi non rispetta questa norma possono variare da 5.000 a 10 milioni di euro.