Categoria: Economia&Lavoro

  • C’è troppo caldo in Sicilia: ordinanza di Schifani: “Stop al lavoro dalle 12.30 alle 16”

    C’è troppo caldo in Sicilia: ordinanza di Schifani: “Stop al lavoro dalle 12.30 alle 16”

    Di fronte a un’estate torrida, la Regione Siciliana scende in campo per proteggere la salute dei lavoratori più esposti. Con una firma apposta oggi, il presidente Renato Schifani ha varato un’ordinanza che impone uno stop alle attività lavorative all’aperto durante le ore più calde della giornata. Il provvedimento, che ricalca l’iniziativa dello scorso anno, sarà in vigore fino al 31 agosto e rappresenta una misura di prevenzione fondamentale contro i rischi legati alle ondate di calore.

    Un provvedimento per la sicurezza: i dettagli dell’ordinanza

    L’ordinanza regionale interviene in maniera mirata sui settori produttivi considerati più a rischio. Nello specifico, il divieto di attività lavorativa è previsto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. Le categorie interessate sono quelle dell’edilizia e affini, dell’agricoltura, del florovivaismo e delle attività estrattive nelle cave. Lo stop non sarà automatico, ma scatterà in maniera dinamica, seguendo precise indicazioni scientifiche.

    Il ‘termometro’ scientifico: come funziona l’allerta

    La decisione di fermare le attività non sarà arbitraria. L’ordinanza si basa infatti sui dati forniti dal progetto “Worklimate 2.0”, una piattaforma previsionale sviluppata dall’Inail in collaborazione con il CNR. Lo stop diverrà obbligatorio nei giorni e nelle aree geografiche in cui la mappa del rischio “Lavoratore al sole e attività fisica intensa” segnali un livello di allerta “alto”. Questo strumento, accessibile online, offre una valutazione scientifica e puntuale del pericolo, consentendo un’applicazione mirata ed efficace della misura di sicurezza.

    Schifani: “Un atto di civiltà per prevenire tragedie”

    A commentare la decisione è lo stesso presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che definisce il provvedimento “un atto di civiltà e rispetto nei confronti dei lavoratori per proteggerli e prevenire tragedie annunciate”. “Abbiamo voluto riproporre anche quest’anno l’ordinanza perché non possiamo restare indifferenti davanti ai rischi estremi causati dal caldo, soprattutto per chi lavora all’aperto e senza protezioni”, ha spiegato Schifani. Il governatore ha poi sottolineato come si tratti di una “misura concreta, basata su dati scientifici, che richiede la massima collaborazione da parte delle imprese e dei datori di lavoro”, ribadendo un concetto fondamentale: “La sicurezza non può e non deve essere mai considerata un optional”.

    Le deroghe necessarie: chi può continuare a operare

    Il provvedimento, pur nella sua perentorietà, prevede delle deroghe mirate a garantire la continuità dei servizi essenziali. L’ordinanza non si applicherà infatti in caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia dell’incolumità pubblica. Anche in questi contesti, comunque, l’attenzione alla salute resta massima: le amministrazioni e i concessionari di pubblici servizi, insieme ai loro appaltatori, dovranno adottare specifiche misure organizzative e operative per tutelare il personale impiegato.

    La stagione del caldo è già iniziata: prime allerte a Palermo

    L’ordinanza arriva in un momento quanto mai opportuno. La stagione delle ondate di calore in Sicilia ha già mostrato i suoi primi segnali. La Protezione Civile regionale ha infatti emesso l’avviso n.122, valido per la giornata di oggi, 26 giugno. Per la città di Palermo, in particolare, il bollettino prevedeva per ieri un livello di rischio 1 (giallo) con una temperatura massima percepita di 33°C, innalzato per oggi a livello 2 (arancione) con una massima percepita di 35°C. Segnali inequivocabili che rendono le misure di prevenzione non solo utili, ma assolutamente necessarie.

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  • Mete richiestissime, la Regione aumenta i voli per Pantelleria e Lampedusa

    Mete richiestissime, la Regione aumenta i voli per Pantelleria e Lampedusa

    Maggiore frequenza nei collegamenti aerei con Lampedusa e Pantelleria a luglio e agosto. Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò. «Sulla base della domanda di mercato e delle crescenti richieste ricevute – spiega l’esponente del governo Schifani – abbiamo concordato con la compagnia Dat Volidisicilia, che opera i voli della continuità territoriale su queste due isole minori, un incremento di 65 tratte nei collegamenti con Palermo, Trapani e Catania nei due mesi centrali dell’estate 2025. Nelle pieghe del capitolo di spesa già utilizzato per il servizio abbiamo reperito le risorse per assicurare altre 47 tratte su Lampedusa, 20 a luglio e 27 ad agosto, e altre 18 su Pantelleria, 8 a luglio e 10 ad agosto. Anche tutti questi voli aggiuntivi saranno operati con le tariffe agevolate della continuità territoriale e consentiranno di sviluppare un traffico passeggeri di oltre 3000 viaggiatori in più rispetto agli attuali, venendo incontro alla grande domanda turistica delle isole siciliane, ma anche alle esigenze dei nostri cittadini che vi risiedono».

    Per i residenti, le tariffe variano da un minimo di 33,02 euro (volo Trapani-Pantelleria) a un massimo di 50,79 euro (Palermo-Lampedusa). Per i non residenti, da un minimo di 43,02 euro (Pantelleria-Trapani) a un massimo di 66,83 (Palermo-Lampedusa).

  • Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Ponte sullo Stretto e non solo: in Sicilia verso 7mila assunzioni per i cantieri

    Palermo – “Oggi arriviamo al culmine di una intensa collaborazione con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, all’apice di un percorso congiunto di stimolo e di proposte progettuali a servizio delle necessità delle imprese, che ha consentito di ottenere in Sicilia significativi miglioramenti e una svolta nella dotazione di infrastrutture con quasi 60 miliardi di euro”. Lo ha annunciato Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, aprendo ieri a Palermo i lavori del convegno organizzato con Uniontrasporti nell’ambito del “Programma infrastrutture” finanziato dal Fondo di perequazione 2023-2024 di Unioncamere nazionale. “L’obiettivo – ha aggiunto Pace – non è solo quello di superare il gap col resto del Paese che dura da 50 anni, ma anche di costruire un futuro sostenibile”.
    Il futuro delle infrastrutture in Sicilia si basa anzitutto sul Ponte sullo Stretto da 13,5 miliardi che, come ha spiegato Eugenio Fedeli, responsabile Alta sorveglianza ferroviaria della società Stretto di Messina, “connetterà la mobilità della Sicilia ad una rete europea di Paesi che insieme rappresentano il 46% del Pil dell’Ue. Un’opera di alta tecnologia, strategica per la Calabria, la Sicilia, il Paese e l’Europa, che renderà sostenibile il prolungamento della linea ferroviaria ad alta velocità/capacità nazionale ed europea. Lo strumento darà continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso valorizzerà la portualità per intercettare i grandi flussi commerciali del Mediterraneo. Con il Ponte si potrà realizzare un grande sistema territoriale da Augusta a Gioia Tauro per stimolare sviluppo e capacità competitiva nei confronti dei grandi sistemi internazionali. La Commissione europea ha evidenziato l’interesse collettivo dell’opera sulla base della sua capacità di incidere sui quattro obiettivi dei corridoi Ten-T: coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti”. La riunione del Cipess che dovrà approvare il finanziamento dell’opera dovrebbe tenersi entro la prima metà di luglio.
    Ma non solo: Matteo Mucci, responsabile Sviluppo infrastrutture Sud-Ovest di Rete Ferroviaria Italiana, ha ricordato le nuove opere su cui sono in corso studi e valutazioni, fra cui il completamento del raddoppio ferroviario Palermo-Messina; e Luigi Mupo, dirigente Nuove opere Anas in Sicilia, ha riferito sulla chiusura dell’anello autostradale meridionale, con i primi due tratti che andranno in appalto, la Castelvetrano-Sciacca e la Tangenziale di Agrigento, mentre sono stati consegnati i lavori della tangenziale di Gela e stanno per essere consegnati quelli della variante della Vittoria-Comiso.
    Tutto questo sarà a servizio di una strategia generale, illustrata dall’assessore Alessandro Aricò, che ha ringraziato Giuseppe Pace e Unioncamere Sicilia per la fattiva collaborazione: la costruzione, da parte della Regione e delle tre Authority portuali, di un network integrato fra porti, interporti, aeroporti e scali cargo. Da parte sua, la rete delle Camere di commercio dell’Isola, sotto la regia di Unioncamere Sicilia e di Uniontrasporti, intende promuovere la sinergia fra i vari attori del sistema, a partire dalle società di gestione degli aeroporti, per avere maggiore forza contrattuale nei confronti degli operatori della mobilità e della logistica affinché più armatori e più compagnie trovino conveniente fare scalo in Sicilia.
    Il presente delle infrastrutture siciliane si basa, invece, su una dotazione finanziaria mai vista per l’Isola, 42,5 miliardi, finalizzata, come ha evidenziato Aricò, a “trasformare l’insularità da ostacolo per lo sviluppo dell’economia a opportunità di ruolo strategico nel Mediterraneo”.
    Infatti, si va dai 24 miliardi di investimenti di Rfi (di cui 17 già finanziati) ai 9 miliardi di nuove opere Anas (di cui diverse già in cantiere), dai 3 miliardi investiti dalle tre Adsp fino ai 6,5 miliardi dei Fondi di coesione regionali (di cui 1,3 miliardi per il Ponte e 1,1 miliardi per le strade compresi 300 milioni al Cas per migliorare la viabilità di accesso al Ponte).
    “In pochi mesi – ha aggiunto Aricò – metteremo a bando il lotto 9 della Siracusa-Gela, per il quale c’è già il progetto esecutivo: abbiamo reperito la metà dei 600 milioni necessari, ma anche lo Stato farà la propria parte”.
    Dario Lo Bosco, A.d. di Italferr, ha evidenziato il ruolo di leader di ingegneria digitale della società Fs che, assieme al Mit e alla Regione siciliana, sta realizzando una massiccia “cura del ferro” nell’Isola con oltre 17,6 miliardi di euro, connettendo ferrovie, strade, porti ed aeroporti e valorizzando anche le interconnessioni urbane. Ad esempio, la riqualificazione dell’ex stazione merci di Palermo Sampolo e la chiusura della prima fase dell’anello di Palermo con le nuove fermate Porto e Politeama consentiranno a turisti e crocieristi che sbarcano nel Capoluogo dell’Isola di raggiungere in treno le aree archeologiche e storiche come, ad esempio, Taormina, Agrigento e Trapani. Inoltre, la volontà condivisa fra il governatore Renato Schifani, il ministro Matteo Salvini e Fs di programmare la nuova stazione di Trapani Birgi per creare un unico Hub aeroportuale integrato, creerà una nuova opportunità di integrazione green del sistema della mobilità, aumentando la capacità dello scalo internazionale “Falcone Borsellino”. E la sinergia fra governo regionale, Autorità di sistema portuale, aeroporti, Italferr/Rfi e Anas ha fatto sì che, grazie a tutte le opere in corso di realizzazione che connetteranno in modalità intermodale i porti, gli aeroporti, gli interporti e i terminal cargo, la Sicilia potrà svolgere finalmente la sua funzione naturale di piattaforma logistica al centro del Mediterraneo e, attraverso il Ponte sullo Stretto, di dare un contributo rilevante e da protagonista allo sviluppo del corridoio Ten-T “Helsinki-Berlino-Palermo-La Valletta”.
    Però, così tanti investimenti in infrastrutture hanno messo in luce un forte fabbisogno di personale necessario per i cantieri. Filippo Palazzo, commissario straordinario di alcune opere finanziate dal “Pnrr”, ha segnalato che “nei cantieri ferroviari stanno lavorando oltre 2mila persone, molti sono siciliani che lavoravano fuori e sono tornati per impegnarsi qui. Ma per le opere ferroviarie finanziate dal ‘Pnrr’ ci sarà bisogno fino a 7mila unità in più: si tratta di ingegneri, gruisti, elettricisti, tecnici specializzati”.
    Una prima soluzione è arrivata da Dario Lo Bosco, che ha ricordato il ruolo della Academy creata da Rfi, che mette le proprie competenze a servizio delle istituzioni, degli enti locali e delle associazioni di imprese, e che, fra l’altro, è in grado di curare la formazione del personale tecnico delle P.a., soprattutto nelle nuove tecnologie Bim 4D e 5D sviluppate dalla società.
    La Sicilia, dunque, si sta preparando a diventare l’hub strategico commerciale del Mediterraneo. Ad esempio, Fs Logistix sta investendo in Sicilia una parte dei 2 miliardi previsti dal suo Piano Strategico: “Oggi – ha commentato Silvio Damagini, A.d. di Mercitalia Rail – in Sicilia siamo presenti attraverso i servizi di Mercitalia Rail, Mercitalia Intermodal, Mercitalia Shunting & Terminal e Bluferries. Siamo l’unica società di trasporto merci su ferro che arriva in Sicilia con i suoi servizi intermodali e convenzionali, servendo le filiere general cargo (legname, acqua, edilizia, alimentari, laminati etc.) e siderurgia. Attraverso le nostre società copriamo tutta la catena del valore, puntando in maniera concreta e determinata su una logistica sempre più integrata ferro-gomma-mare. Proprio per ottimizzare questa sinergia e in un’ottica di maggiore sviluppo dei traffici a vantaggio dell’economia del territorio, nel 2023 Bluferries è entrata a far parte della famiglia Fs Logistix”.
    I porti sono l’altra anima del futuro infrastrutturale siciliano. Da Augusta hub dell’eolico offshore “che darà lavoro a decine di migliaia di persone”, ha stimato Francesco Di Sarcina, presidente dell’Adsp della Sicilia orientale; a Milazzo che “con la riconversione dell’acciaieria Duferco aumenterà i propri traffici grazie al pontile di Giammoro da poco sperimentato e ai 90 milioni di investimenti annunciati oggi dalla Raffineria”, ha sottolineato Francesco “Ciccio” Rizzo, commissario dell’Adsp dello Stretto; fino ai “180 milioni che investiamo a Termini Imerese dopo la realizzazione del terminal container”, ha evidenziato Luca Lupi, segretario generale dell’Adsp della Sicilia occidentale, “che fanno seguito agli ingenti interventi conclusi o avviati a Gela, Licata, Sciacca, Porto Empedocle, Trapani e, infine, Palermo, dove abbiamo consegnato i lavori del bacino di carenaggio”.
    Un movimento che attira investimenti privati, come “i 20 milioni che abbiamo speso ad Augusta – ha dichiarato Pietro Coniglio, A.d. di Isla – per acquistare importanti attrezzature logistiche e agli altri 10 milioni che investiremo a seguire, perché crediamo molto non solo nello sviluppo del terminal container, ma soprattutto nel settore dell’eolico offshore, per il quale crediamo che l’asse Augusta-Taranto sarà l’hub a servizio del mercato mediterraneo. Per questo partecipiamo all’associazione Aero, di cui da poco fa parte anche l’Adsp della Sicilia orientale”.
    Infrastrutture vuole dire anche sicurezza, che si ottiene puntando sulla qualità e sull’organizzazione, secondo Roberto Mercadante, responsabile del Tavolo tecnico Infrastrutture di Unioncamere Sicilia. Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti, ha fatto il punto sull’aggiornamento del Libro bianco delle priorità infrastrutturali della Sicilia. Alessandro Albanese, presidente della Camera di commercio Palermo Enna, ha lanciato l’idea di una “Authority regionale del trasporto aereo, per fare sì che le società aeroportuali insieme, con 25 milioni di passeggeri, possano cambiare i rapporti di forza nei confronti delle compagnie riguardo a collegamenti e contrattazioni”. Nicolò La Barbera, presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Palermo, ritiene “fondamentale che le imprese giochino bene la carta dei Contratti di sviluppo gestiti dal Mimit e degli altri bandi in arrivo, che sommano 15 miliardi, investendo in innovazione e digitale per fermare la fuga dei giovani e attrarre investitori”. Ivo Blandina, presidente di Uniontrasporti, nel concludere ha apprezzato “la sinergia fra Regione e Adsp” e, nel confermare che “proseguirà l’aggiornamento del Libro bianco sulle priorità infrastrutturali”, ha auspicato che “per la realizzazione delle infrastrutture possano essere ridotti i tempi delle autorizzazioni”.

  • Comune siciliano cerca muratore ma non si presenta nessuno

    Comune siciliano cerca muratore ma non si presenta nessuno

    AAA cercasi muratore. E’ l’appello disperato del sindaco di Montedoro, comune con poco più di mille abitanti in provincia di Caltanissetta. C’è un cantiere, finanziato dalla Regione siciliana per dare lavoro ai disoccupati, che non riesce a partire perché l’amministrazione non trova un muratore. E così il progetto, pensato proprio per creare occupazione e dare un segnale a un territorio in difficoltà, resta fermo ai blocchi di partenza. L’amministrazione comunale ha cercato con diversi avvisi pubblici di reperire almeno un muratore per avviare i lavori, ma nessuno si è fatto avanti. Nessuna candidatura, nessun contatto.

    E intanto le risorse, già stanziate, rischiano di tornare indietro. “È un fatto che ha dell’incredibile – spiega il sindaco di Montedoro Renzo Bufalino – Abbiamo messo in campo un’iniziativa per offrire lavoro a chi non ne ha, e ci troviamo nell’assurda situazione di non trovare chi materialmente possa iniziare. Un solo muratore ci permetterebbe di aprire il cantiere e coinvolgere altri disoccupati, ma non c’è. Siamo spiazzati”.

    Un paradosso che colpisce al cuore un’isola storicamente segnata dalla mancanza di lavoro, dove ogni anno centinaia di giovani e lavoratori emigrano in cerca di un futuro. “In questo scenario, vedere un’opportunità concreta sfumare per mancanza di manodopera specializzata è uno schiaffo alla logica e una fotografia impietosa della crisi in atto”, aggiunge il sindaco.

    Le cause? Sono tante: dallo spopolamento delle aree interne all’emigrazione dei lavoratori, dalla mancanza di formazione professionale alla fuga dai mestieri manuali. Il risultato, però, resta drammatico: un’occasione persa per un paese che ha fame di riscatto e che oggi si scopre, ancora una volta, prigioniero delle proprie contraddizioni

  • Volare da Palermo e Palma di Maiorca e viceversa, decollano i voli EasyJet

    Volare da Palermo e Palma di Maiorca e viceversa, decollano i voli EasyJet

    La compagna EasyJet inaugura oggi il nuovo collegamento diretto tra Palermo e Palma di Maiorca, rafforzando ulteriormente il proprio network internazionale dalla Sicilia. La nuova rotta, operativa due volte a settimana – il lunedì e il venerdì – offre ai viaggiatori la possibilità di raggiungere una delle isole più suggestive del Mediterraneo, celebre per le sue spiagge dorate, i panorami naturali e la vivace atmosfera delle Baleari.

    A questa novità si affiancano altri importanti sviluppi per la presenza dieasyJet all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino: ad inizio mese è stato inaugurato il collegamento diretto con Lisbona, attivo ogni martedì e venerdì, mentre dal 26 giugno prenderà il via la nuova rotta per Bristol, disponibile due volte a settimana, il giovedì e la domenica. «Siamo orgogliosi di inaugurare oggi il nuovo collegamento tra Palermo e Palma di Maiorca, una delle destinazioni più amate dai viaggiatori europei e italiani. Con le nuove rotte verso Lisbona e Bristol, ampliamo ulteriormente la rete di destinazioni raggiungibili da Palermo, offrendo ancora più possibilità di viaggio ai passeggeri siciliani e attraendo turisti internazionali che scelgono la Sicilia come meta per le loro vacanze. Il nostro obiettivo è continuare a rendere la Sicilia sempre più accessibile e connessa con l’Europa, rispondendo alle esigenze di una clientela sempre più internazionale», ha dichiarato Lorenzo Lagorio, Country Manager di easyJet Italia.

    Con le tre nuove rotte in partenza a giugno, sale a 15 il numero totale dei collegamenti nazionali e internazionali operati da easyJet verso 7Paesi europei. “EasyJet arricchisce l’offerta del Falcone Borsellino per la stagione estiva 2025. L’introduzione di tre nuovi collegamenti particolarmente attesi dai viaggiatori – dice Salvatore Burrafato, presidente di Gesap, società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo – è un segnale che conferma l’interesse della compagnia per la Sicilia, e in particolare per il territorio palermitano, che potrà beneficiare di un incremento del turismo incoming, con ricadute positive sull’intera filiera economica legata al settore turistico”.

  • Master Terna per la Transizione Energetica, via alla quarta edizione

    Master Terna per la Transizione Energetica, via alla quarta edizione

    Terna ha presentato, presso l’Aula Giuseppe Capitò dell’Università degli Studi di Palermo, la quarta edizione del Master di II Livello “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, nell’ambito del progetto Tyrrhenian Lab, in collaborazione con gli Atenei di Cagliari, Palermo e Salerno.

    I risultati positivi ottenuti nelle edizioni precedenti, sia per l’elevato numero di candidature ricevute sia per l’efficacia del programma nel restituire, attraverso un percorso altamente formativo, le professionalità richieste dalla transizione energetica, hanno portato alla conferma di ulteriori due edizioni del Master fino al 2027. Un segnale concreto dell’impatto positivo del Tyrrhenian Lab, che ribadisce anche il ruolo strategico del Sud Italia per l’azienda, considerato un territorio ad alto potenziale per lo sviluppo infrastrutturale e la valorizzazione delle competenze.

    Per gli studenti e le studentesse in possesso di laurea magistrale in materie tecnico-scientifiche e informatiche sarà dunque possibile, entro il 1° settembre, presentare domanda di ammissione al Master, che inizierà nel mese di novembre e sarà composto di undici moduli per un totale di 60 crediti formativi.

    Il corso, finanziato da Terna, prevede percorsi personalizzati in base alle precedenti esperienze accademiche dei partecipanti, laboratori di programmazione e attività pratiche sul campo.

    Una volta terminato il Master, finalizzato alla formazione di nuove figure con competenze manageriali, ingegneristiche, informatiche e statistiche, i 19 studenti selezionati riceveranno da Terna una lettera di impegno all’assunzione con contratto a tempo indeterminato e saranno assunti nelle sedi territoriali aziendali operando in qualità di esperti su tecnologiche digitali a supporto della gestione del sistema elettrico e per l’abilitazione della transizione energetica.

    Il progetto Tyrrhenian Lab ha l’obiettivo di istituire un centro di formazione di eccellenza distribuito nelle sedi delle città in cui approderanno i cavi del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino di Terna che unirà la Campania, la Sicilia e la Sardegna, per un totale di circa 970 km di collegamento e 3,7 miliardi di euro di investimenti, favorendo l’integrazione dei flussi di energia proveniente da fonti rinnovabili.

  • Sicilia Express, la Regione investe 2,8 milioni: più treni per studenti e lavoratori fuori sede

    Sicilia Express, la Regione investe 2,8 milioni: più treni per studenti e lavoratori fuori sede

    PALERMO – Si chiude l’era del viaggio singolo e si apre quella di una programmazione strutturata. Il “Sicilia Express”, il servizio ferroviario speciale che ha permesso a migliaia di studenti e lavoratori di rientrare nell’Isola durante le festività, cambia pelle e si rafforza. La Regione Siciliana ha messo sul tavolo un investimento da 2,8 milioni di euro per garantire viaggi a costi calmierati, trasformando un’iniziativa sporadica in una solida alternativa al caro-voli.

    Una nuova strategia per i rientri in Sicilia con il Sicilia Express

    L’architettura dell’operazione è stata definita nel dettaglio dall’assessore regionale ai Trasporti, Alessandro Aricò. Abbandonata la logica della gara singola per ogni treno speciale, la Regione adotterà un modello più agile e potente: un accordo quadro. La direttiva, già firmata, confluirà in un bando di gara europeo che vedrà la luce entro la fine del mese.

    Il meccanismo è pensato per garantire flessibilità e rapidità di intervento. “Formalmente, con chi si aggiudicherà il bando sigleremo un accordo quadro supportato da un fondo da 2,8 milioni”, ha spiegato l’assessore Aricò. “Questo budget coprirà la spesa per circa 40.000 km di percorrenza, con un costo medio stimato di 70 euro al chilometro. Di conseguenza, ogni volta che le condizioni di mercato lo richiederanno, potremo attivare un treno speciale attingendo direttamente a questo pacchetto, senza la necessità di avviare una nuova procedura di gara”. Questa mossa strategica consentirà al governo regionale di rispondere in modo quasi istantaneo ai picchi di domanda e alle impennate dei prezzi dei biglietti aerei.

    Partenze, destinazioni e costi per i passeggeri

    Il cuore del progetto resta l’accessibilità per i viaggiatori. I passeggeri potranno contare su tariffe fisse e contenute: il prezzo per un posto a sedere (poltrona) non supererà i 29,90 euro, mentre per la cuccetta il tetto massimo è fissato a 35 euro. Una cifra simbolica se paragonata ai costi che si registrano nei periodi di alta stagione.

    Le stazioni di partenza consolidate di Milano e Torino verranno confermate, ma l’ambizione è di allargare il raggio d’azione. L’assessore Aricò ha manifestato l’intenzione di includere importanti snodi ferroviari del Nord-Est, un bacino strategico per molti siciliani fuori sede. Nei piani futuri figurano anche partenze da Roma e, potenzialmente, da Bologna, per coprire in modo più capillare il territorio nazionale.

    Un calendario flessibile contro il caro-voli

    La vera innovazione del piano risiede nella sua natura dinamica. Ad eccezione delle certezze di Ferragosto e del periodo natalizio, il calendario dei treni speciali non sarà predeterminato. La Regione deciderà di volta in volta quando attivare una corsa, monitorando due fattori chiave: le previsioni di flusso dei viaggiatori e, soprattutto, l’andamento dei costi dei biglietti aerei.

    Questo approccio “su misura” permetterà di intervenire in momenti critici. È plausibile, ad esempio, che dopo la tratta di Ferragosto, un altro Sicilia Express venga programmato a ridosso del ponte dei Morti, un altro periodo in cui, storicamente, i prezzi dei voli per la Sicilia raggiungono picchi insostenibili. Il treno diventa così uno strumento di calmierazione del mercato e una garanzia del diritto alla mobilità.

    I prossimi passi: il bando europeo

    L’iter è ormai avviato. Con la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, si aprirà la competizione per aggiudicarsi un appalto che non riguarda più un singolo vettore, come accaduto in passato con Treni Turistici Italiani, ma la gestione di un intero pacchetto di servizi. L’obiettivo è avere il primo nuovo treno sui binari in tempo per l’esodo estivo di Ferragosto. L’iniziativa, inaugurata con successo lo scorso Natale, si struttura e diventa un pilastro della politica dei trasporti regionali, con un impegno finanziario che ne sottolinea la crescente importanza strategica.

  • La Sicilia è il posto preferito dagli stranieri per comprare casa in Italia

    La Sicilia è il posto preferito dagli stranieri per comprare casa in Italia

    La Sicilia sembra essere la regione preferita dagli stranieri che vogliono acquistare casa in Italia. Le ragioni sono tante e hanno a che vedere tutte con una qualità della vita percepita come migliore sull’Isola che nel resto d’Italia e nel proprio paese d’origine. Le compravendite estere hanno, però, dinamiche sui generis che rendono sempre consigliabile rivolgersi a un’agenzia immobiliare di Palermo se si dispone di un immobile e lo si vuole mettere in vendita sul mercato internazionale.

    Siracusa e Palermo tra le città siciliane con più compravendite internazionali

    Secondo dei dati di settore nel 2024, ultimo anno per cui si hanno a disposizione dati integrali, sono aumentate di oltre il 18% le richieste da parte di cittadini stranieri per acquistare casa in Sicilia. Questa percentuale fa dell’Isola, come accennato in apertura, la zona d’Italia più interessata dai flussi immobiliari internazionali, seguita a breve distanza – e con numeri simili – dalla sola Emilia Romagna.

    Siracusa è la città siciliana con più domanda da parte di – potenziali – clienti esteri: da sola copre oltre un quinto delle richieste totali. Al secondo posto tra le città siciliane in cui gli stranieri più cercano casa c’è Palermo, con poco più di un quinto del totale delle richieste. Seguono Catania e Trapani, meno in voga tra le persone che dall’estero vogliono stabilirsi o per lo meno avere un “buon ritiro” in Italia. La vera sorpresa, però, è quella di Ragusa che lo scorso anno ha visto impennare di quasi l’80% le richieste immobiliari da parte di compratori stranieri, forse attirati in zona dai prezzi mediamente bassi degli immobili e dalla tranquillità di un luogo ancora lontano dalle classiche rotte turistiche.

    A Ragusa, cioè, gli stranieri immaginano di poter vivere ancora come una volta, godendo dei ritmi lenti, della buona cucina e della cordialità per antonomasia degli isolani. Vale lo stesso anche per Palermo e le altre città siciliane dove c’è più richiesta di case in vendita da parte degli stranieri che, non a caso, citano una dimensione “più umana” della quotidianità tra le ragioni principali che li spingono a valutare un trasferimento in Sicilia. Più in generale la migliore qualità della vita è, nel 70% dei casi, il motivo per cui gli stranieri cercano casa in Sicilia per andarci a vivere o anche solo per avere un punto di appoggio durante le vacanze.

    Chi compra casa in Sicilia e che immobili cerca

    Il profilo demografico dello straniero che compra casa in Sicilia è ben definito: over 56, ha un titolo di studio medio-alto e spesso è pensionato o desideroso comunque di cambiare vita. Nella maggior parte dei casi (quasi il 40%) si tratta di persone che provengono dagli Stati Uniti. Più a distanza seguono le richieste di compravendite immobiliari in Sicilia da parte di tedeschi (11%) e inglesi (9%).

    Il tipo di immobile più richiesto è il bilocale o trilocale già ristrutturato e, quindi, immediatamente abitabile. I budget, anche in virtù di questo, si aggirano intorno ai 200 mila euro (in calo di quasi il 9% rispetto al 2023). Tra i timori principali manifestati dagli stranieri che vogliono acquistare casa in Italia ci sono i tempi eccessivamente lunghi e gli intoppi burocratici, cosa che li spinge spesso a rivolgersi a intermediari e che rende consigliabile di conseguenza affidare il proprio immobile in vendita a un’agenzia immobiliare se si vogliono intercettare gli investitori stranieri.

  • Maxi-assunzioni alla Regione Siciliana, esercito di 1.400 nuovi ingressi

    Maxi-assunzioni alla Regione Siciliana, esercito di 1.400 nuovi ingressi

    La macchina della pubblica amministrazione siciliana si prepara a una massiccia iniezione di personale: quasi 1.400 lavoratori sono attesi nei prossimi tre anni per ringiovanire e rafforzare un organico indebolito da anni di blocco del turn-over e pensionamenti. Un’operazione sbloccata dal governo regionale, che riceve però un’importante e critica osservazione da parte della Corte dei Conti. I magistrati contabili mettono in guardia: i profili professionali sono stati individuati con criteri “forfettari”, che non rispecchiano le reali necessità funzionali della Regione. Un innesto di personale che, nei fatti, potrebbe non rivelarsi efficace quanto sperato. Lo scrive Repubblica.

    Il via libera della Giunta, un atto “bis” dopo i rilievi dei magistrati

    Il percorso per arrivare a questo sblocco è stato tutt’altro che lineare. La Giunta regionale ha approvato ieri il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao), il documento programmatico che definisce il fabbisogno di personale. Si tratta, in realtà, di una seconda approvazione. Una prima versione del piano era già stata varata lo scorso 31 gennaio, per poi essere trasmessa alla Corte dei Conti per il necessario controllo di legittimità.

    In quella sede, i magistrati non hanno mancato di sollevare rilievi sostanziali. Al termine di un approfondito contraddittorio con gli uffici regionali, ad aprile è arrivato un “visto parziale”. La Regione è stata chiamata a correggere il tiro, in particolare sulla quantificazione del personale da destinare al Corpo Forestale. L’errore, ammesso dalla stessa amministrazione, risiedeva nel calcolo del costo annuale per singolo contratto, che aveva portato a una stima errata delle capacità assunzionali.

    La Corte non ha richiesto una semplice correzione, ma “un rinnovato esercizio delle competenze proprie dell’organo deliberante”, imponendo di fatto una nuova delibera di giunta. La discrepanza non era di poco conto: a fronte dei 288 agenti forestali previsti dalla Regione, i calcoli della magistratura contabile indicavano un tetto massimo di 267. Dopo un lavoro di rettifica da parte del dipartimento del Corpo Forestale, il numero definitivo è sceso ulteriormente a 255. Sistemata questa criticità, il piano può ora procedere, in attesa di un ultimo, probabile passaggio formale alla Corte e dell’approvazione del rendiconto entro l’estate.

    Un esercito di 1.400 nuovi ingressi: i numeri del piano triennale

    Il piano assunzionale si articola su un triennio e mira a coprire diverse aree dell’amministrazione. Delle quasi 1.400 unità, circa 260 saranno dirigenti, mentre la parte più cospicua sarà composta da funzionari e istruttori. A questi si aggiungono 200 posti destinati a rimpinguare l’organico dei Centri per l’Impiego.

    • La distribuzione temporale prevede:
      2025: 152 dirigenti e 288 funzionari/istruttori.
    • 2026: 32 dirigenti e 308 funzionari/istruttori.
    • 2027: 79 dirigenti e 294 funzionari/istruttori.

    Un contingente numericamente importante, pensato per risollevare le sorti di uffici spesso in affanno per la carenza di personale.

    Il nodo cruciale: “Assunzioni senza un’analisi dei reali fabbisogni”

    È sul metodo, più che sui numeri, che si concentrano i dubbi più pesanti della Corte dei Conti. La critica fondamentale riguarda il modo in cui è stato determinato il fabbisogno. Le assunzioni sono state pianificate partendo dalle richieste avanzate dai singoli dipartimenti, che nel complesso avevano segnalato una necessità di oltre 5.400 lavoratori.

    Di fronte a questa cifra, ritenuta “esorbitante” dalla stessa amministrazione, la Regione ha applicato una “percentuale lineare di abbattimento”. Un approccio che la Corte definisce un “modus procedendi che poggia su un criterio meramente empirico e approssimativo”. In sostanza, si è proceduto con un taglio generalizzato senza entrare nel merito delle singole richieste per valutarne l’effettiva coerenza e necessità.

    Secondo i magistrati, è mancato “un meditato processo di analisi, reingegnerizzazione e costruzione di profili professionali adeguati”. La Regione non avrebbe condotto un’analisi puntuale per capire quali professionalità servano davvero per affrontare le sfide future. La conclusione della Sezione di controllo è netta: “La rilevazione del fabbisogno di personale effettuata dalla Regione siciliana non rispecchia un’oculata ricognizione delle effettive esigenze organizzative e funzionali”. Nonostante questo monito, il piano assunzioni ha avuto il via libera. L’efficacia reale di questo maxi-reclutamento andrà verificata sul campo.

  • Alla siciliana Paola Garifi il Premio Energie per Roma 2025 per la comunicazione etica

    Alla siciliana Paola Garifi il Premio Energie per Roma 2025 per la comunicazione etica

    La comunicazione come leva etica, come costruzione di ponti, come atto di responsabilità verso la comunità. È questo il messaggio che accompagna il conferimento del Premio Energie per Roma 2025 a Paola Garifi, presidente di Eprcomunicazione Spa, associata UNA – società quotata in Borsa e certificata B Corp – da anni impegnata in progetti che promuovono sviluppo sostenibile, cultura della partecipazione e coesione sociale.

    Giunto alla terza edizione, il Premio, promosso dal Centro Europeo di Studi Culturali, è stato ideato da Fabio Pompei e dal Consigliere di Roma Capitale Alessandro Alongi per valorizzare chi, con concretezza e visione, contribuisce a rendere Roma una città più equa, moderna e solidale.

    Garifi, originaria di Agrigento, è stata premiata nella categoria “Imprenditore”, a testimonianza del valore strategico che l’impresa responsabile può avere nel generare cultura, coesione e crescita sostenibile.

    “Roma è una città meravigliosa, complessa, piena di energie silenziose che ogni giorno provano a fare la differenza – ha dichiarato Paola Garifi –. Nel mio lavoro cerco di farlo anch’io, con spirito di servizio e con una visione chiara: la comunicazione, se autentica e valoriale, può essere un motore di sviluppo. Perché ascolta, accoglie, crea legami. Tra persone, istituzioni e territori. Se ben usata, la parola può diventare un vero motore di sviluppo, generare fiducia, costruire ponti e attivare processi di coesione e crescita condivisa.
    E, forse, è proprio questa la parte più bella: mentre proviamo a generare valore fuori di noi, qualcosa cambia anche dentro. Perché ogni legame che costruiamo, ogni progetto che lascia tracce nella comunità, ci trasforma. Ci rende più consapevoli, più responsabili. Più umani.”

    La Commissione del Premio ha così motivato l’assegnazione del riconoscimento:

    “Per la capacità di coniugare innovazione, visione strategica e impegno etico, contribuendo con le proprie attività imprenditoriali a creare opportunità di sviluppo economico e sociale per il territorio di Roma. La dedizione e il talento dimostrati rappresentano un esempio di eccellenza, stimolo e ispirazione per l’intera comunità.”

    La cerimonia si è tenuta presso Spazio Europa, sede della Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, alla presenza del Consigliere On. Fabrizio Santori e dell’Ambasciatore dell’Ecuador in Italia, S.E. Esteban Moscoso Bohman.