Categoria: Enogastronomia

Qui troverete informazioni e notizie sulla cucina e i prodotti tipici della nostra meravigliosa terra. La Sicilia è famosa in tutto il mondo per la sua cucina deliziosa e variegata, che spazia dai piatti di pesce fresco alle prelibatezze di carne, passando per le deliziose specialità dolciarie. I nostri prodotti sono rinomati per la loro qualità e autenticità, grazie alla presenza di materie prime di altissimo livello.

In questa sezione, vi terremo aggiornati sulle ultime tendenze enogastronomiche della Sicilia, con recensioni e approfondimenti sui migliori ristoranti dell’isola e sui produttori dei nostri cibi tipici.

Inoltre, non mancheremo di presentarvi ricette tradizionali siciliane da provare a casa vostra, magari accompagnate dai nostri vini pregiati, che vantano una lunga storia e una produzione di alta qualità. Infine, saremo lieti di fornirvi informazioni utili su dove acquistare i prodotti tipici siciliani, sia online che nei negozi fisici della vostra città. Siamo sicuri che apprezzerete la bellezza e la bontà della nostra enogastronomia, e vi invitiamo a seguirci per non perdere neanche un aggiornamento.

  • Il “Carduni Vruricatu di Pioppo” è uno spettacolo, c’è la sagra a Monreale

    Il “Carduni Vruricatu di Pioppo” è uno spettacolo, c’è la sagra a Monreale

    Monreale – Sabato 8 febbraio prende il via a Pioppo la seconda edizione della sagra del cardone “vruricatu”, la manifestazione organizzata dal Comitato Pioppo Comune con il patrocinio oneroso del Comune di Monreale e il Forum del Contratto di Fume e Costa dell’Oreto.

    All’inaugurazione della manifestazione, prevista per le ore 15, vi prenderà parte il sindaco Alberto Arcidiacono e tutti gli organizzatori. Domenica pomeriggio Piazza Manzoni si esibirà il gruppo folkloristico Trinacria Bedda di Monreale che allieterà con lo spettacolo itinerante i presenti con canti e danze tipiche per coinvolgere il pubblico. La manifestazione si concludera’ domenica alle ore 21.

    “U carduni vruricatu” di Pioppo, una delle frazioni di Monreale, è un cibo delle feste invernali, è un prodotto legato all’identità del territorio, alle sue pratiche produttive e culturali. La coltivazione ha bisogno di cure e attenzione, di tempi giusti e condizioni climatiche ottimali. La sua produzione, molto ridotta, è adesso in mano a pochi coltivatori ma nel 2022 è stato inserito nel paniere di Slow Food, l’associazione internazionale non profit impegnata a dare valore ai prodotti delle tradizioni locali.

    Sono previste due aree a parcheggio la prima presso il caseificio BioMilk SS 186 e al Ritrovo SS 186.

  • Il pane ca’ meusa di Nino u’ Ballerino incanta Rimini

    Il pane ca’ meusa di Nino u’ Ballerino incanta Rimini

    Rimini – Nino u’ Ballerino presente al Sigep 2025, L’appuntamento mondiale di riferimento per il settore Foodservice. In fiera a Rimini, dal 18 al 22 gennaio 2025. Lo chef, conosciuto per la sua maestria nel preparare il celebre pane ca’ meusa, ha saputo portare un pezzo autentico di Sicilia al centro della scena gastronomica internazionale.

    Il nome di Nino u’ Ballerino non è nuovo agli appassionati di street food, ma al Sigep 2025 lo chef ha superato ogni aspettativa. Proprio nella splendida cornice di Rimini lo chef dello street food palermitano ha chiuso importanti accordi con aziende nazionali ed internazionali per esportare la cucina di strada in Italia e nel mondo.

    “Portare la mia Palermo qui a Rimini è un onore immenso,” ha dichiarato Nino tra un assaggio e l’altro. “Vedere l’entusiasmo delle persone per il nostro cibo di strada è la dimostrazione che la tradizione ha ancora tanto da dire, anche in contesti internazionali. Abbiamo portato Palermo e il suo cibo fuori dai confini dell’isola e dell’Italia, questo è solo l’inizio per un 2025 che vi annuncio essere ricco di novità”.

    Il piatto simbolo presentato da Nino al Sigep è stato naturalmente il pane ca’ meusa, preparato secondo la più rigorosa tradizione palermitana. Pane morbido e caldo, milza sapientemente cucinata e una spolverata di caciocavallo o limone: una ricetta semplice, ma capace di raccontare una storia secolare. Oltre al classico.

    Durante la manifestazione, Nino ha voluto lanciare un messaggio ai giovani chef: “Non abbiate paura di restare fedeli alle vostre radici. La tradizione è il cuore pulsante della cucina, e innovare significa anche valorizzare ciò che ci rende unici.”

    Il successo al Sigep 2025 segna un ulteriore capitolo nella carriera straordinaria di Nino u’ Ballerino, che continua a portare avanti con orgoglio una tradizione familiare fatta di passione e dedizione. Per lui, il cibo di strada non è solo nutrimento, ma un veicolo di cultura e identità.

    Con il suo carisma e la sua arte, Nino u’ Ballerino ha dimostrato che lo street food può conquistare anche i palati più raffinati. E al Sigep 2025, il cuore della Sicilia ha battuto più forte che mai.

  • Arancina a Santa Lucia, il giorno dei “manciatari”: la ricetta

    Arancina a Santa Lucia, il giorno dei “manciatari”: la ricetta

    L’arancina/o, scrigno di riso croccante con un cuore morbido e saporito, è molto più di una semplice pietanza: è un simbolo della cultura gastronomica siciliana. Dalle sue origini antiche, radicate nella storia dell’isola, fino alle moderne interpretazioni gourmet, l’arancina continua ad affascinare i palati di tutta Italia e oltre. In concomitanza con la festa di Santa Lucia, si celebra l’Arancino Day, un’occasione per rendere omaggio a questo cibo iconico.

    Un dibattito secolare: arancino o arancina?

    La questione del nome, “arancino” o “arancina”, è da sempre oggetto di un acceso dibattito tra le diverse province siciliane. A Catania, la forma conica, che ricorda il maestoso Etna, ha dato origine al termine “arancino”. A Palermo, invece, la forma tonda, simile a quella di un’arancia, ha portato all’adozione del termine “arancina”. La diatriba, che ha coinvolto persino l’Accademia della Crusca, ha infine sancito la correttezza di entrambe le denominazioni. Curiosamente, nel dialetto siciliano, il plurale converge in “arancini”, mettendo forse fine, almeno linguisticamente, alla storica controversia.

    Dalle origini arabe al comfort food degli emigranti

    Le radici dell’arancino affondano nell’Alto Medioevo, durante la dominazione araba in Sicilia. Testimonianze storiche, come le traduzioni del mercante Giambonino da Cremona dell’enciclopedia culinaria araba “Jazla”, confermano l’usanza di denominare le pietanze tondeggianti con il nome dei frutti, come nel caso dell’arancina palermitana. Nel corso dei secoli, l’arancino si è affermato come uno dei primi esempi di cibo da asporto, grazie alla sua panatura croccante che preserva il riso e il condimento, mantenendo la forma intatta e facilitandone il trasporto. Per gli emigranti siciliani, l’arancino ha rappresentato un vero e proprio comfort food, un sapore di casa in terre lontane.

    Un itinerario del gusto tra Catania e Palermo

    Per chi desidera assaporare l’autentico arancino siciliano, l’isola offre una vasta scelta di friggitorie storiche e locali di nuova generazione. A Catania, le pasticcerie Savia e Spinella, situate sulla via Etnea, rappresentano un punto di riferimento per gli amanti di questa prelibatezza. Per un’esperienza che unisce tradizione e innovazione, Canusciuti in Via Santa Maria della Lettera è una tappa obbligata. A Palermo, invece, il Bar Marocco di fronte alla Cattedrale, il Bar Touring in via Lincoln e il Bar Turistico in via Com.te San Giuli offrono una varietà di arancini da non perdere.

    Dalla ricetta classica alle varianti gourmet

    La ricetta tradizionale dell’arancino, con riso allo zafferano, ragù e piselli, rimane un classico intramontabile. Tuttavia, la creatività degli chef ha dato vita a numerose varianti, come quella con mortadella e pistacchio, che strizza l’occhio alle tendenze gastronomiche contemporanee.

    La ricetta dell’arancino classico

    Ecco la ricetta dell’arancino classico proposta dall’Oleificio Zucchi, per ricreare a casa il sapore autentico di questa specialità siciliana:

    Ingredienti per 12 arancini:

    Per il riso:

    * 500 g di riso Vialone Nano
    * 1 l di acqua
    * 100 g di caciocavallo grattugiato
    * 50 g di burro
    * 1 bustina di zafferano
    * Sale q.b.

    Per la farcitura:

    * 200 g di macinato misto (manzo e suino)
    * 200 g di passata di pomodoro
    * 100 g di piselli sgranati
    * 100 g di caciocavallo
    * Mezza cipolla
    * Vino rosso q.b.
    * Olio extravergine d’oliva 100% italiano q.b.
    * Sale q.b.

    Per la panatura:

    * 4 uova
    * 400 g di pangrattato
    * 200 g di farina 00

    Per friggere:

    * 1,5 l di olio Zucchi Fritto Libero!

    Preparazione:

    1. Riso: Cuocere il riso in acqua bollente salata con lo zafferano per 12-13 minuti. Mantecare con burro e caciocavallo e far raffreddare.
    2. Ripieno: Soffriggere la cipolla tritata, rosolare la carne, sfumare con vino rosso e aggiungere la passata di pomodoro. Sobbollire per 20 minuti, aggiungere i piselli e cuocere per altri 15 minuti. Regolare di sale e far raffreddare.
    3. Assemblaggio: Formare gli arancini con il riso freddo, farcendoli con il ragù e il caciocavallo a cubetti.
    4. Panatura: Passare gli arancini nella farina, nell’uovo sbattuto e nel pangrattato.
    5. Frittura: Friggere in olio caldo a 170°C fino a doratura. Scolare su carta assorbente, salare e servire caldi.

  • Trionfo DOP e IGP in Sicilia, l’olio traina l’eccellenza siciliana

    Trionfo DOP e IGP in Sicilia, l’olio traina l’eccellenza siciliana

    L’isola si conferma un punto di riferimento per le eccellenze agroalimentari italiane, con una crescita del 2,2% nel valore dei prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e a Indicazione Geografica Protetta (IGP) nel 2023. Un risultato significativo, considerando le avversità climatiche che hanno caratterizzato l’anno, tra siccità persistente, temperature elevate e peronospora. Il report pubblicato dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) fotografa un settore in salute, capace di reagire alle difficoltà e di consolidare la propria posizione sul mercato nazionale e internazionale. La Sicilia si posiziona al quarto posto in Italia per crescita, seguendo Sardegna, Abruzzo e Campania, a dimostrazione della vitalità e della resilienza del suo comparto agroalimentare.

    ## L’olio IGP siciliano: un’eccellenza che traina il settore

    Il valore complessivo generato dai marchi certificati in Sicilia ha raggiunto i 550 milioni di euro, con un incremento di circa 10 milioni rispetto all’anno precedente. Il settore alimentare ha giocato un ruolo chiave in questa crescita, registrando un aumento del 14,4%, pari a 15 milioni di euro. Tra i prodotti di punta, l’olio IGP siciliano si distingue per una performance eccezionale, con un aumento del valore del 37%, raggiungendo i 14 milioni di euro. Un successo ancora più rilevante se si considera la riduzione della produzione dovuta alla siccità, con un ammanco di quasi 100 tonnellate di olive rispetto all’anno precedente. Questo risultato conferma la qualità e l’apprezzamento per l’olio siciliano, un prodotto che rappresenta un’eccellenza del territorio.

    Ortofrutta: tra conferme e nuove sfide

    Il comparto ortofrutticolo siciliano presenta un quadro a luci e ombre. Da un lato, si registrano le ottime performance dell’Arancia Rossa di Sicilia e del Limone di Siracusa, con aumenti rispettivamente del 13% (17 milioni di euro) e del 24% (11 milioni di euro). Dall’altro, il Pomodoro di Pachino ha subito una flessione dell’1,2%, pur mantenendo la seconda posizione in Italia per la categoria ortofrutta, con un impatto economico di 61 milioni di euro. La “DOP economy” siciliana conta 18.347 operatori e si colloca all’undicesimo posto a livello nazionale. A livello provinciale, Trapani e Agrigento si confermano leader del settore, con valori rispettivamente di 249 e 106 milioni di euro, seguite da Palermo con 61 milioni.

    Il futuro del settore: tra ottimismo e preoccupazione

    Nonostante i dati positivi del 2023, la siccità che ha colpito duramente l’isola getta un’ombra di preoccupazione sul futuro del settore agroalimentare siciliano. Gli agricoltori, pur consapevoli dei risultati raggiunti, guardano con apprensione alle prossime stagioni. Vito Amantia, agrumicoltore della Piana di Catania, prevede un raccolto di Arance Rosse IGP 2024-2025 inferiore alle aspettative a causa delle dimensioni ridotte dei frutti, conseguenza diretta della scarsità d’acqua. Questa situazione potrebbe comportare perdite economiche significative per le aziende agricole. Anche il settore dell’Uva da Tavola IGP di Canicattì si prepara ad affrontare difficoltà a causa della riduzione del raccolto, stimata intorno al 35%. In controtendenza, il settore dell’olio extravergine IGP si mostra più ottimista, confidando nella fidelizzazione del proprio target di riferimento, principalmente l’alta ristorazione, e nella capacità di resistere alle fluttuazioni del mercato. Il futuro del settore agroalimentare siciliano dipenderà dalla capacità di adattamento alle nuove sfide climatiche e dalla capacità di investire in innovazione e sostenibilità.

  • Monreale celebra l’essenza siciliana con il “Murriali Food Feast”

    Monreale celebra l’essenza siciliana con il “Murriali Food Feast”

    Venerdì 29 novembre, alle ore 17:00, il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, insieme alle autorità e agli organizzatori, inaugurerà la prima edizione del “Murriali Food Feast – Edizione Essenza Siciliana”. L’evento, che si svolgerà in Piazza Guglielmo II, ospiterà il Villaggio Gastronomico “Il Baglio” fino alla sera di sabato 30.

    Un viaggio tra i sapori e le tradizioni della Sicilia

    La manifestazione, promossa dall’agenzia di pubblicità e comunicazione Afficom di Sergio Rinaldi e Paolo Vittorino, con il patrocinio del Comune di Monreale, si propone di valorizzare i prodotti agricoli e agroalimentari tipici della Sicilia, con particolare attenzione alle eccellenze del territorio monrealese. La suggestiva cornice del Duomo e del Chiostro dei Benedetti offrirà ai visitatori un’esperienza immersiva nella cultura enogastronomica locale.

    Un’occasione per promuovere il territorio e le sue eccellenze

    L’obiettivo principale dell’evento, come sottolineato dall’assessore Salvo Giangreco, è quello di promuovere la conoscenza e l’apprezzamento dei prodotti tipici, stimolando l’economia locale e incentivando il turismo enogastronomico. “Murriali Food Feast” rappresenta un’opportunità unica per scoprire le ricchezze del territorio e le sue tradizioni attraverso i sapori autentici.

    “Al Baglio”: una vetrina di prelibatezze siciliane

    Il Villaggio Gastronomico “Al Baglio”, allestito con una serie di gazebi in Piazza Guglielmo II, ospiterà numerosi produttori locali. I visitatori potranno degustare una vasta gamma di prodotti tipici, tra cui il tradizionale pane cunzato, formaggi e salumi locali accompagnati da miele e confetture, vini delle cantine del territorio, caponate, sfincione rosso di Monreale, birra artigianale, biscotti tradizionali e i colorati dolci di Martorana a base di pasta di mandorle.

    Un’esperienza immersiva nella cultura siciliana

    Oltre alla degustazione di prodotti tipici, “Murriali Food Feast” offrirà ai visitatori l’opportunità di interagire direttamente con i produttori, ascoltando storie e aneddoti legati ai metodi di produzione e alle tradizioni culinarie locali. L’atmosfera festosa sarà arricchita da spettacoli e musica tradizionale siciliana, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.

  • A Palermo ce l’hanno lungo 30 metri, è record

    A Palermo ce l’hanno lungo 30 metri, è record

    Un cannolo da record è stato preparato in piazza Verdi a Palermo: a certificare la misura definitiva con tanto di metro a nastro è stato il sindaco Roberto Lagalla.

    Dimensioni del Cannolo

    Il dolce misura 30 metri di lunghezza e 25 centimetri di diametro: per la sua realizzazione, ieri, sono state coinvolte diverse attività del quartiere Capo come la fabbrica Arena per la ricotta e la fabbrica Foresta per la scorza.

    Obiettivo dell’Iniziativa

    “L’intento finale non è quello di battere il guinness dei primati – dice Francesca Vitrano, presidente della Proloco Seralcadi – bensì è quello promuovere le bellezze del mercato del Capo, le sue attività storiche, vogliamo che la gente torni al Capo a fare la spesa ad apprezzare le chiese e le nostre bellezze artistiche”.

    Importanza del Mercato del Capo

    “Il mercato del Capo rappresenta un tessuto produttivo molto importante per la città, – dice Ottavio Zacco, presidente della commissione attività produttive del Comune di Palermo – anche noi insieme alla proloco Caput Seralcadi lo sosteniamo e promuoviamo in questo percorso di rilancio, speriamo di organizzare sempre più attività per il Capo in modo da renderlo sempre più attrattivo per i turisti ma soprattutto per i residenti“.

  • La pasta fatta in Sicilia tra le migliori del mondo e punta al riconoscimento DOP

    La pasta fatta in Sicilia tra le migliori del mondo e punta al riconoscimento DOP

    La Sicilia era il Granaio d’Italia. Oggi produce grani ottimi e talvolta anche di nicchia che consentono una produzione di pasta d’eccellenza. Ora l’isola ha avviato il percorso per ottenere la Denominazione di Origine Protetta (DOP) per la pasta prodotta sull’isola utilizzando grano duro locale. Lo dice il Sole24Ore. L’iniziativa, promossa da un comitato che fa capo al Consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore, coinvolge 43 aziende, tra cui una ventina di pastifici, di cui due industriali. L’annuncio è stato dato durante Macarìa, il Festival della pasta che si è svolto a Terrasini, in provincia di Palermo. L’obiettivo è valorizzare l’intera filiera produttiva, a partire dalla coltivazione del grano duro.

    Valorizzare la filiera siciliana della pasta

    Giuseppe Biundo, imprenditore e organizzatore del Festival, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per l’economia siciliana. Dall’agricoltura alla ristorazione, la filiera della pasta rappresenta un’opportunità di crescita, grazie alla storia, alla tradizione e al saper fare del territorio. Questi elementi, uniti alla promozione del territorio stesso, possono sostenere la nascita di nuove imprese e iniziative.

    La Sicilia rivendica il primato della pasta

    Giuseppe Russo, ricercatore del Consorzio Ballatore, ha rivendicato il primato siciliano nell’invenzione della pasta, sottolineando la responsabilità di valorizzare questo prodotto identitario. Negli ultimi 25 anni, il Consorzio Ballatore e altre istituzioni di ricerca, come l’Università di Palermo, hanno lavorato per migliorare la qualità dei grani antichi siciliani, considerati tra i migliori al mondo dal punto di vista sanitario. Il clima secco e soleggiato dell’isola previene la formazione di muffe, garantendo un prodotto sano e sicuro.

    L’iter per il riconoscimento DOP

    L’Assessorato regionale all’Agricoltura, che ha già sostenuto pubblicamente il progetto lo scorso anno, invierà a breve il dossier al Ministero dell’Agricoltura, dopo le necessarie verifiche. Il Ministero, a sua volta, lo trasmetterà all’Unione Europea per l’approvazione finale. Questo processo tiene conto della situazione attuale della produzione di grano duro in Sicilia. Nel quinquennio 2019-2023, la superficie coltivata a grano duro si è estesa per circa 267 mila ettari, con una produzione di 732.695 tonnellate di granella, pari al 18,7% della produzione nazionale.

    L’evoluzione della produzione di grano in Sicilia

    Giuseppe Russo ha spiegato che negli ultimi 25 anni la superficie coltivata a grano duro in Sicilia si è ridotta, passando dai 345.000 ettari medi annui del quinquennio 2007-2011 ai 267.441 ettari del quinquennio 2019-2023. Questa riduzione, in linea con il trend nazionale, è stata compensata dall’aumento delle rese, con una diminuzione della produzione complessiva di circa il 4% nello stesso periodo.

    Il settore dei pastifici in Sicilia

    In Sicilia si registra una crescita dei pastifici artigianali, mentre quelli industriali sono rimasti solo quattro. Nonostante ciò, il settore continua a crescere. L’iniziativa per il riconoscimento DOP si affianca alla recente creazione del Distretto produttivo dei cereali, che comprende 65 aziende, 461 addetti e un fatturato complessivo di circa 170 milioni di euro. Il decreto di istituzione del Distretto, firmato dall’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, risale a novembre 2023.

  • E’ il re del Pani câ mèusa, prestigioso premio allo chef palermitano Nino U’ Ballerino

    E’ il re del Pani câ mèusa, prestigioso premio allo chef palermitano Nino U’ Ballerino

    Lo chef palermitano Nino U’ Ballerino ha ricevuto il prestigioso premio “Spoleto Arte” durante una cerimonia tenutasi nella città umbra. Il riconoscimento celebra la carriera di U’ Ballerino, divenuto negli ultimi anni un’icona dello street food palermitano.

    Un’icona dello street food palermitano

    La premiazione si è svolta in concomitanza con l’inaugurazione del Premio Spoleto, evento culturale di rilievo curato da Salvo Nugnes, scrittore e reporter televisivo. La cerimonia ha avuto luogo domenica 13 ottobre presso la storica Chiesa della Misericordia, situata nel centro di Spoleto.

    Specialità siciliane per un evento prestigioso

    Per l’occasione, lo chef ha offerto un rinfresco a base di specialità siciliane, deliziando le personalità del mondo dello spettacolo e della cultura presenti all’evento. Il Premio Spoleto, infatti, richiama artisti provenienti da tutto il mondo, creando un’atmosfera di scambio e confronto internazionale.

    Un evento che unisce arte, cultura e gastronomia

    “Sono lieto di partecipare nuovamente a un evento organizzato dall’amico Salvo, che si impegna a rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico vasto, promuovendo la conoscenza degli artisti contemporanei”, ha dichiarato U’ Ballerino. La manifestazione non si limita alla pittura, ma abbraccia diverse forme d’arte, tra cui fotografia, scultura e poesia, valorizzando la libertà espressiva e il talento dei partecipanti, italiani e stranieri.

    Un parterre de rois per il Premio Spoleto

    Come ogni anno, il Premio Spoleto ha visto la partecipazione di illustri personalità del panorama culturale e artistico italiano. Tra gli ospiti, Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale degli Italiani, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il direttore del Tgcom 24 Paolo Liguori, la scrittrice e giornalista Silvana Giacobini, già direttore di “Chi”, il regista Giancarlo Scarchilli, l’attore e conduttore Pippo Franco, il soprano Katia Ricciarelli, il giornalista e conduttore Massimo Giletti e molti altri. Il Premio Spoleto si conferma così un punto d’incontro tra talento, storia e cultura, offrendo a ogni opera d’arte l’opportunità di risplendere.

  • La migliore Parmigiana di Melanzane è in Sicilia: è top 5 mondiale

    La migliore Parmigiana di Melanzane è in Sicilia: è top 5 mondiale

    La Parmigiana di Melanzane alla siciliana nella classifica mondiale dei migliori piatti. Così la Sicilia conquista un altro prestigioso riconoscimento culinario internazionale grazie alla sua Parmigiana di Melanzane, classificatasi tra le prime cinque migliori pietanze a base di verdure al mondo secondo TasteAtlas. E nonostante le origini di questo piatto siano contese da diverse regioni italiane, tra cui Campania ed Emilia Romagna, è la versione siciliana ad aver ottenuto questo importante riconoscimento.

    Le origini siciliane del nome

    L’etimologia del termine “parmigiana” sembra ricondurre proprio alla Sicilia. Alcuni studiosi sostengono che derivi dalla parola siciliana “parmiciana”, che descrive i listelli di legno di una persiana, disposti in modo simile agli strati di melanzane nel piatto. Un’altra teoria suggerisce una derivazione da “petronciana”, termine di origine persiana usato per indicare la melanzana al suo arrivo in Europa, prima di evolvere in “mela insana”. Addirittura, Pellegrino Artusi, alla fine dell’Ottocento, utilizzava ancora il termine “petronciana”. Esiste anche l’ipotesi, seppur non documentata, che la parmigiana siciliana originale fosse simile alla moussaka turca, con melanzane fritte e condite con pecorino e altre spezie.

    La ricetta tradizionale e le sue varianti

    Diffusa in tutto il Mezzogiorno d’Italia, la parmigiana di melanzane prevede strati di melanzane fritte o grigliate, intervallati da salsa di pomodoro, basilico fresco e diversi tipi di formaggio, come mozzarella, pecorino siciliano, scamorza o caciocavallo. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, garantendo un risultato sempre delizioso. La maestria siciliana nella preparazione di questo piatto è indiscutibile, e il quinto posto nella classifica di TasteAtlas dei 100 migliori piatti di verdure al mondo ne è la conferma.

    Un piatto italiano di fama internazionale

    La Parmigiana di Melanzane, con la sua ricca storia e le sue varianti regionali, si conferma un piatto iconico della cucina italiana. Il riconoscimento ottenuto dalla versione siciliana sottolinea l’importanza della tradizione culinaria dell’isola e la sua capacità di conquistare i palati di tutto il mondo. Questo successo contribuisce a rafforzare la reputazione della Sicilia come destinazione gastronomica di eccellenza.

  • Boom di visualizzazioni per il cibo siciliano su Wikipedia, l’isola a portata di click

    Boom di visualizzazioni per il cibo siciliano su Wikipedia, l’isola a portata di click

    Valorizzare la cultura e le tradizioni gastronomiche della Sicilia che rendono la cucina dell’isola tra le più apprezzate al mondo. Con questo obiettivo nasce Wiki Loves Sicilia 2024, la nuova iniziativa lanciata da Wikimedia Italia e Regione Sicilia nell’ambito del riconoscimento della Sicilia come “Regione europea della gastronomia” nel 2025.

    Wiki Loves Sicilia 2024

    Concepita come iniziativa itinerante tra varie località dell’Isola, Wiki Loves Sicilia prevede una serie di editathon, laboratori ed eventi a tema. Lo scopo sarà raccogliere informazioni preziose riguardanti il patrimonio agriculturale, ittico e forestale della Sicilia, nonché delle pratiche tradizionali riguardante questi temi, e aggiungere voci dedicate su Wikipedia – e altri progetti fratelli – attraverso maratone di scrittura.

    “Le tradizioni e i riti appartenenti all’agroalimentare sono parte integrante del patrimonio immateriale delle comunità del nostro Paese e della Sicilia in particolare. Il cibo, in particolare, è il mezzo fondamentale per conoscere il DNA del territorio di cui facciamo parte. – dichiara Alessio Melandri, Presidente di Wikimedia Italia – Attraverso i progetti di Wikimedia Italia, raccogliamo e digitalizziamo questo patrimonio, consegnando alle prossime generazioni non solo la sua possibilità di accesso, sempre e ovunque, ma anche la possibilità di migliorarlo. Siamo riconoscenti alla Regione Sicilia per aver capito l’importanza di questa iniziativa e averla voluta sostenere.”

    Tappe dell’iniziativa Wiki Loves Sicilia

    La prima tappa dell’iniziativa si terrà a Catania, presso la Biblioteca Vincenzo Bellini, dall’11 al 13 ottobre. Wiki Loves Sicilia proseguirà poi a Caltanissetta il 26 e 27 ottobre, a Ragusa dal 22 al 24 novembre e a Palermo il 14 e 15 dicembre. Il programma completo dell’evento è disponibile alla pagina dedicata su Wikipedia.

    Progetto di coinvolgimento a lungo termine

    L’iniziativa è solo l’inizio di un più ampio progetto di coinvolgimento dei volontari wikimediani e delle istituzioni culturali siciliane, che vedrà ampliare il perimetro di intervento nel corso del 2025.