Tag: Reddito di cittadinanza

  • Lavorano in pizzeria col Reddito di cittadinanza, 2 furbetti nel Palermitano

    Lavorano in pizzeria col Reddito di cittadinanza, 2 furbetti nel Palermitano

    La Guardia di Bagheria ha scoperto tre lavoratori in nero, di cui due percettori del reddito di cittadinanza. L’ispezione arriva nell’ambito dell’intensificazione dei controlli disposti dal Comando Provinciale della Guardia di Palermo.

    In particolare, le Fiamme Gialle durante un controllo presso una nota pizzeria di Villafrati hanno riscontrato la presenza di tre lavoratori impiegati con mansione di camerieri e aiuto-pizzaioli.

    Alla richiesta di esibire le comunicazioni obbligatorie per l’assunzione dei lavoratori da parte del datore di lavoro, nessuna documentazione veniva esibita. A seguito degli approfondimenti, è stato rilevato che due dei lavoratori individuati erano anche percettori del Reddito di Cittadinanza.

    Pertanto, al datore di lavoro è stata contestata la condotta che prevede una sanzione amministrativa da 3.600 a 21.600 euro, maggiorata del 20 per cento per aver impiegato “in nero” personale già percettore di reddito di cittadinanza.

    I due lavoratori percettori del Reddito di Cittadinanza sono stati segnalati al competente Ufficio INPS per le sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio.

  • Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta nel Palermitano, arrestati due imprenditori col Reddito di cittadinanza

    Bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio. Con queste accuse due imprenditori di Termini Imerese sono finiti uno in carcere e l’altro ai domiciliari. Entrambi prendevano il Reddito di cittadinanza.

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese.

    Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato una società di trasporti operante nel territorio nazionale del valore di oltre 700.000 euro con sede legale e base operativa nella zona industriale di Termini Imerese.

    L’indagine parte dal fallimento – dichiarato nel marzo del 2021 – di una società nel settore dei trasporti su strada.

    I Finanzieri, grazie a intercettazioni e accertamenti contabili, documentali e finanziari, hanno ricostruito come i due avrebbero svuotato l’impresa in fallimento con conseguenti danni per l’Erario e i fornitori. I due avrebbero creato una nuova società intestata a prestanome, denunciati a piede libero – avente coincidente sede operativa e attività svolta, che rappresenta la continuazione aziendale della precedente impresa.

    La società sequestrata è ora affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

  • Dal Superbonus alla truffa per 440 milioni, 78 indagati anche in Sicilia

    Dal Superbonus alla truffa per 440 milioni, 78 indagati anche in Sicilia

    Anche in Sicilia l’operazione free credit che mette in luce una maxi frode per 440 milioni di euro di falsi crediti locazioni, sismabonus e bonus facciate. In tutto sono indagate 78 persone ed eseguite 35 misure cautelari. I proventi venivano reinvestiti in criptovalute e metalli preziosi. Arresti anche in Sicilia LEGGI: FURBETTI DEL SUPERBONUS NEL MIRINO DELLA PROCURA.

    Arresti e perquisizioni anche in Sicilia

    La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi frode sugli aiuti Covid19 in tutta Italia per un valore complessivo di 440 milioni. Un sistema basato sui fondi stanziati dal Governo per risollevare l’economia. Fondi stanziati dallo Stato per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà a causa della pandemia e finiti invece in modo illecito nelle mani di professionisti, imprenditori e commercialisti che non ne avevano diritto.

    Ben 440 milioni di crediti contestati

    In tutto sono 78 le persone indagate e 35 le misure cautelari emesse dal gip. Ammonta a 440 milioni l’importo complessivo dei fondi illecitamente percepiti. La truffa consisteva nella creazione e la commercializzazione di falsi crediti d’imposta.

    Otto sono le persone finite in carcere e altre 4 ai domiciliari mentre nei confronti di 20 imprenditori è stata disposta l’interdizione all’esercizio d’impresa. Per 3 commercialisti l’interdizione all’esercizio della professione.

    Secondo le indagini della Guardia di Finanza, facevano parte di un’associazione con base a Rimini ma con ramificazioni in tutta Italia responsabile di aver creato e commercializzato per un importo di 440 milioni i falsi crediti d’imposta.

    Anche mafiosi e percettori del reddito di cittadinanza

    L’esecuzione delle misure è scattata oltre che in Emilia Romagna anche in Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto. I finanzieri di Rimini assieme agli altri reparti territoriali, allo Scico e al Nucleo speciale frodi tecnologiche hanno eseguito anche un’ottantina di perquisizioni e sequestrato i falsi crediti d’imposta, beni e società per il reato d’indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. Tra gli indagati, 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza mentre altri tre avevano precedenti per associazione di stampo mafioso.