Tag: Reddito di cittadinanza

  • Prendono il reddito di cittadinanza dai domiciliari, uomini e donne denunciati

    Prendono il reddito di cittadinanza dai domiciliari, uomini e donne denunciati

    Dieci persone sono state denunciate dai carabinieri con l’accusa di avere percepito, senza averne diritto, il reddito di cittadinanza. Il danno all’Erario, tra gennaio 2021 e giugno 2022, è stimato in oltre 78.000 euro. Una vicenda scoperta dai militari del comando provinciale di Catania ad Adrano.

    In particolare, quattro persone avrebbero omesso di comunicare di essere stati sottoposti a misura cautelare degli arresti domiciliari. Sei donne invece avrebbero richiesto e ottenuto il beneficio per conto dei propri coniugi, pur essendo quest’ultimi sottoposti agli arresti domiciliari. L’Inps ha revocato il beneficio e avviato le procedure di restituzione dei 78mila euro.

    Le numerose operazioni condotte in ambito provinciale dai reparti dell’Arma, anche in collaborazione con il Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Catania, hanno consentito di acquisire elementi su 639 persone (molti dei quali pregiudicati, anche per reati di mafia) che, a vario titolo, con false attestazioni, hanno indebitamente goduto delle somme di denaro pubblico destinate loro per un ammontare complessivo di circa cinque milioni di euro.

  • Troppi furbetti e truffatori, via all’iter per “abolire il Reddito di Cittadinanza”

    Troppi furbetti e truffatori, via all’iter per “abolire il Reddito di Cittadinanza”

    Troppi furbetti e pochi percettori che hanno trovato il lavoro dopo aver incassato per mesi il reddito di cittadinanza. Per questo partirà la raccolta firme per abolire il Rdc una volta per tutte. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha rilanciato la sua battaglia contro la misura di sostegno ai poveri e ha annunciato l’inizio della “raccolta ufficiale” il prossimo 15 giugno.

    La raccolta firme dal 15 giugno

    Così Renzi, dopo che aveva annunciato “un referendum abrogativo sul reddito di cittadinanza”, adesso passa alla raccolta firme per dire basta alla misura che ha avviato il governo Conte. “Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme“, annuncia Renzi.

    Renzi è tornato a demonizzare il reddito di cittadinanza secondo l’ex premier Conte. “Al peggio non c’è mai limite. Non solo non si interessano delle persone in difficoltà, ora le umiliano anche”, commenta su Facebook il leader del M5s. Che poi aggiunge: “Sono dei Robin Hood al contrario”.

    “Raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza? Ormai è gara tra i partiti per togliere agli ultimi quel poco che hanno”

    Reazioni anche all’Ars con i deputati del M5S che attaccano la presa di posizione di Renzi che vuole annullare il Reddito di Cittadinanza. “Non abbiamo mai negato che il reddito di cittadinanza vada perfezionato, ma abolirlo significherebbe togliere agli ultimi quel poco che gli è rimasto per sopravvivere. I partiti la smettano di fare i Robin Hood al contrario che tolgono ai poveri per dare ai ricchi”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Nuccio di Paola, a commento della raccolta di firme annunciata da Renzi per abolire il Rdc.

    “La raccolta firme – dice Di Paola – è l’ennesimo espediente di Renzi per testimoniare la propria esistenza in vita, negata ormai impietosamente dai numeri. Ma purtroppo ormai quasi tutti i partiti sparano sul reddito di cittadinanza, come Calenda a Palermo. La verità è che si fa una narrazione sbagliatissima di questo strumento. Per esempio non è vero che foraggi cittadini per restare a poltrire sul divano. Ad oggi il 70 per cento dei Comuni siciliani hanno attivato Progetti di utilità collettiva che utilizzano percettori di reddito”.

  • Lavoro per 120 percettori del Reddito di Cittadinanza, in busta paga 500 euro più l’assegno

    Lavoro per 120 percettori del Reddito di Cittadinanza, in busta paga 500 euro più l’assegno

    Sono circa 120 i percettori di reddito di cittadinanza che hanno trovato lavoro, tra pubblico e privato. Accade nel comprensorio di Ribera, in provincia di Agrigento. La metà di loro sono già stati impiegati in aziende private mentre altri 60 prenderanno servizio a partire dal primo maggio. Arriva quandi qualche buona notizia tra quelle che parlano solo di furbetti del Reddito di cittadinanza e lavoratori in nero che percepiscono il sussidio.

    Stipendio e Reddito di cittadinanza

    Ora per 120 lavoratori arriva un contratto di lavoro oltre al beneficio mensile del Reddito di Cittadinanza. Oltre al sussidio statale erogato dal Ministero, infatti, questi lavoratori, percepiranno anche 500 euro per lavorare in bar, ristoranti, ditte locali, artigiani ma non soltanto. Anche lo stesso comune di Ribera usufruirà delle prestazioni dei lavoratori. Cinque di loro, infatti, sono stati assunti dalla ditta che si occupa della manutenzione del verde comunale.

    Arriva però un’altra critica al reddito

    “Lo strumento del reddito di cittadinanza non sembra esser davvero servito agli scopi di consentire il deceleramento dei processi di esclusione e di emarginazione sociale e favorire la competitività del lavoro”. lo dice Meritocrazia Italia secondo cui, “introdurre un sussidio sganciato dal lavoro salariato ha addirittura portato a effetti inversi rispetto a quelli desiderati, ossia a una diminuzione dell’offerta di lavoro, specie con riferimento agli impieghi meno qualificanti”.

    I costi, insomma, superano i benefici

    “Certamente – si legge nella nota di Metritocrazia – il primo limite è stato dato dal mancato adeguamento funzionale dei Centri per l’impiego, oggi in affanno anche per carenza di organico, passaggio necessario fin dall’adozione della misura di sostegno eppure ampiamente sottovalutato. Si aggiunge l’esposizione a fenomeni elusivi (sono tantissimi i percettori che contestualmente svolgono attività lavorativa in nero).

    Le proposte per migliorare il reddito di cittadinanza

    Meritocrazia Italia ha già avanzato le proprie proposte per il ripensamento del sistema degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, da mutare in sistema di ‘reddito di inserimento’ in funzione di recupero di una concreta politica e attività di avviamento al lavoro e con previsione di durata non superiore ai 18 mesi.  “Occorre, però, puntare anzitutto sull’efficientamento dei Centri per l’Impiego. Si potrebbe pensare, in questo senso, di sfruttare le competenze delle frammentate agenzie di lavoro interinale, mettendo a disposizione dei Centri per l’Impiego i loro corposi database (ove, da oltre 20 anni, confluiscono offerte di lavoro di tutto il territorio nazionale), con adeguati accordi negoziali. Sarebbe sufficiente costruire uno sharepoint condiviso di dati, coniugando il sistema dei Centri dell’impiego entrato a regime con quello dei privati, anche semplicemente per le sole offerte. Dopo una prima fase di sperimentazione, si dovrebbero far confluire i dati in un unico database centrale. L’abbinamento tra domanda e offerta di lavoro sarebbe di molto agevolata se convogliato in catalizzatori (prima sharepoint e poi in un single entry point) gestiti a livello unitario-nazionale, settore per settore”.

  • Scoperti 49 furbetti del Reddito di cittadinanza, la truffa ha fruttato 350 mila euro

    Scoperti 49 furbetti del Reddito di cittadinanza, la truffa ha fruttato 350 mila euro

    In 49 furbetti del Reddito di cittadinanza in Sicilia finiscono nella rete dei Carabinieri. Con dichiarazioni false intascavano il reddito di cittadinanza. Nell’ambito delle attività di controllo dell’Arma dei Carabinieri sulle purtroppo frequenti indebite fruizioni del “reddito di cittadinanza”, la Stazione di Calatabiano, nel catanese, ha denunciato 49 persone. L’accusa è di false attestazioni finalizzate alla percezione indebita del reddito di cittadinanza.

    Le verifiche con l’Inps

    La verifica svolta con il supporto dell’Inps è stata incentrata sulla disamina di una grande mole documentale, da quest’ultimi a tal fine prodotta, che è stata riscontrata per accertarne la veridicità. Sono state esaminate le posizioni di oltre 400 percettori che, nei casi in questione, hanno evidenziato omissioni o più o meno volute “imprecisioni” anagrafiche dello stesso beneficiario o di componenti del proprio nucleo familiare nelle attestazioni prodotte a corredo della richiesta, per ottenere così l’alterazione dell’indicatore “ISEE” tale da poter consentire la concessione del reddito di cittadinanza o la sua fruizione con una somma di denaro maggiorata.

    I trucchi per prendere il reddito di cittadinanza

    Dagli indebiti beneficiari risulta essere stata attestata la falsa residenza nel comune di Calatabiano mentre, in dieci dei casi di percettori provenienti da uno stato estero, è stata invece falsamente dichiarata la permanenza da almeno un decennio nel territorio nazionale italiano. Singolare, inoltre, la “dimenticanza” da parte di un beneficiario dell’annotazione di sofferti provvedimenti cautelari, trovandosi egli stesso infatti agli arresti domiciliari per reati in materia di droga oppure, analogamente, della detenzione in carcere sofferta da un figlio che, in uno dei casi, aveva agevolato la commissione di reati a beneficio di un’organizzazione criminale di tipo mafioso.

    Scoperte truffe per 1.500.000 di euro

    Nella loro globalità le singole fruizioni delle somme di denaro, al momento della verifica da parte dei Carabinieri, hanno causato un danno all’erario di circa 350.000 euro.  Le operazioni dei carabinieri in ambito provinciale, anche in collaborazione con il Nucleo ispettorato del lavoro di Catania, hanno consentito negli ultimi 12 mesi di denunciare oltre 200 persone che, con false attestazioni, hanno indebitamente beneficiato delle somme di denaro pubblico loro destinate per un ammontare complessivo di circa 1.500.000 di euro.

  • Operaio in nero col Reddito di cittadinanza lavora in villetta abusiva, maxi stangata

    Operaio in nero col Reddito di cittadinanza lavora in villetta abusiva, maxi stangata

    Fanno costruire un a casa abusiva ad un operaio in nero che prende il reddito di Cittadinanza. Così La Guardia di Finanza ha denunciato i due proprietari di una villetta in costruzione e il muratore beccato a lavorarci. L’immobile è stato posto sotto sequestro.

    Sono stati i finanzieri di Rosolini, nel Siracusano, a fare la scoperta presso un immobile in costruzione realizzato in assenza delle previste autorizzazioni. L’operaio che vi lavorava ha indebitamente percepito il Reddito di cittadinanza.

    Le Fiamme Gialle, notata la presenza dell’operaio intento a lavorare in una proprietà nel comune di Rosolini, hanno controllato il cantiere edile al fine di verificare la regolarità delle autorizzazioni necessarie per la costruzione dell’immobile. I lavori in corso e la struttura di oltre 90 mq, realizzata su un battuto di cemento di circa 200 mq, erano stati avviati e realizzata senza aver ottenuto la prevista “autorizzazione a costruire”.

    L’operaio, impiegato “in nero” nel cantiere è percettore del reddito di cittadinanza e a offrire a quest’ultimo un’occupazione sono stati i proprietari dell’immobile al quale sono stati mossi rilievi di natura amministrativa che prevedono la procedura d’irrogazione della maxi-sanzione.

    L’Inps ora avvierà la procedura di revoca del beneficio e di restituzione delle somme indebitamente percepite, oltre 4.000 euro. I Finanzieri infine hanno denunciato alla procura sia l’operaio. Al termine delle attività, anche i due proprietari dell’immobile sono stati segnalati alla locale Procura.

  • Blitz nelle aziende, scoperti lavoratori in nero e con il reddito di cittadinanza

    Blitz nelle aziende, scoperti lavoratori in nero e con il reddito di cittadinanza

    La Guardia di Finanza ha scoperto 6 lavoratori in nero di cui 1 risultato percettore del reddito di cittadinanza.

    Il contrasto al lavoro nero

    L’operazione è stata eseguita dai Finanzieri di Trapani nell’ambito dell’intensificazione delle attività di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare ed alla connessa evasione fiscale e contributiva.

    Le Fiamme Gialle hanno eseguito accessi nei confronti di 4 diverse attività imprenditoriali, procedendo al controllo delle autorizzazioni e della regolarità delle posizioni lavorative del personale impiegato. I controlli hanno riguardato una pizzeria da asporto, un benzinaio, un autolavaggio e un negozio di riparazioni meccaniche.

    Sei lavoratori senza contratto

    Nel corso delle ispezioni, effettuate nella città di Trapani, Paceco e Valderice, sono stati identificati in totale 15 lavoratori impegnati in attività lavorativa, di cui 6 sono risultati totalmente “in nero”.

    Un lavoratore con il reddito di cittadinanza

    Gli accertamenti hanno permesso di rilevare che un lavoratore di una pizzeria, oltre lavorare in nero, percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza. Per quest’ultimo è scattata la segnalazione all’INPS per la sospensione immediata di tale beneficio nonché la denuncia alla locale Procura della Repubblica.

    Multe per 50 mila euro alle aziende

    Nei confronti delle imprese coinvolte, i finanzieri hanno irrogato sanzioni nel minimo per circa 50mila euro oltre al recupero della contribuzione previdenziale ed assicurativa evasa, con relativa regolarizzazione e ricostruzione del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti.

    L’attività di servizio condotta scaturisce da una complessa analisi di contesto sviluppata dai finanzieri su tutto il territorio di competenza che ha evidenziato, nello specifico settore del lavoro nero ed irregolare, alert di rischio su alcune categorie economiche, successivamente messi a sistema con le informazioni agli atti del Reparto.

    I predetti controlli si inquadrano nel contesto dell’impegno operativo profuso dalla Guardia di Finanza nella sistematica repressione del lavoro sommerso in ogni settore economico, con il duplice scopo di tutelare i molti onesti imprenditori che operano nella legalità e contrastare invece, con decisione, coloro che traggono indebiti vantaggi finanziari e competitivi dal disonesto sfruttamento della manodopera irregolare.

    L’attività ispettiva condotta dalla Fiamme Gialle trapanesi per il contrasto al lavoro irregolare continuerà nelle prossime settimane, anche in altri settori economici, a salvaguardia dei diritti dei lavoratori ed a tutela dei cittadini onesti.

  • Reddito di cittadinanza, tirocini retribuiti per 34 percettori del Corleonese

    Reddito di cittadinanza, tirocini retribuiti per 34 percettori del Corleonese

    Dopo i Progetti Utili alla Collettività avviati ad ottobre 2001, prendono il via i Tirocini d’Inclusione Sociale (TIS) per i percettori del reddito di cittadinanza. Coinvolgeranno i percettori del Distretto socio sanitario D40. Saranno 12 a Corleone, 6 a Bisacquino, 3 a Campofiorito, 6 a Chiusa Sclafani, 3 a Contessa Entellina, 3 a Giuliana e 1 a Roccamena.

    I partecipanti percepiranno un’indennità mensile e saranno impegnati per 20 ore settimanali nelle attività lavorative delle aziende che hanno dato la propria disponibilità. Il tirocinio durerà 4 mesi. La fase iniziale d’inserimento prevede un percorso di orientamento e di formazione.

    I TIS sono stati interamente finanziati con avviso 3/2016. Tutti i partecipanti, dei singoli comuni, riceveranno i DPI e saranno coperti da assicurazione INAIL e RCT.

    I Tirocini d’Inclusione Sociale sono dei progetti che garantiranno, a tutti i beneficiari, la possibilità di avere una adeguata formazione che possa immetterli nel mondo del lavoro. Inoltre, i tirocinanti avranno anche la possibilità di ricevere, successivamente, la proposta di un contratto con inserimento in azienda, a discrezione delle stesse. I TIS sono un valido strumento per agevolare l’inclusione sociale, l’autonomia e la riabilitazione delle persone prese in carico dai servizi sociali.

    I tirocini d’inclusione sono, quindi, una risorsa per i beneficiari perché consentiranno loro di formarsi al fine d’intraprendere un percorso lavorativo che possa portarli a una crescita personale e professionale. “Un ringraziamento a tutta l’Area dei Servizi Sociali, guidata dal Dott. Giuseppe Laganà e al responsabile della programmazione sociale, il Dott. Gero Barbasso, per il suo costante impegno, alle assistenti sociali del PON inclusione e alla Dott.ssa Patrizia Di Miceli”- ha dichiarato il vice sindaco e assessore per le Politiche Sociali di Corleone, Maria Clara Crapisi.

  • Lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza e disoccupati, 100 milioni in Sicilia

    Lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza e disoccupati, 100 milioni in Sicilia

    In Sicilia parte il progetto GOL che vuole dare lavoro a chi prende il Reddito di Cittadinanza e l’assegno Naspi. Per questo la Regione ha già stanziato 100 milioni di euro che provengono dal Pnrr. A tanto ammontano le risorse a disposizione della Regione Siciliana per l’avvio del programma Garanzia occupabilità lavoratori nell’Isola. Si tratta di quasi l’11 per cento dell’anticipo da 880 milioni su scala nazionale dei complessivi 4,6 miliardi stanziati dal Pnrr per un intero quinquennio. Ora sarà Anpal ad approvare il piano definitivo.

    «Grazie alla trattativa condotta con l’esecutivo nazionale – sottolinea l’assessore Scavone – il governo Musumeci è riuscito a fare tenere in considerazione la diversa condizione d’industrializzazione dei singoli territori regionali e ottenere un finanziamento più consistente, in cui includere anche le risorse per misure quali il reddito di cittadinanza e gli indici di disoccupazione. Crediamo molto in questa misura del Piano nazionale di ripresa e resilienza – continua l’assessore – tanto da avere predisposto il Piano attuativo in anticipo rispetto alla scadenza dei 60 giorni dalla pubblicazione del decreto interministeriale del 27 dicembre 2021».

    Il programma “Gol” in Sicilia è finalizzato innanzitutto al reinserimento occupazionale, all’aggiornamento e alla riqualificazione dei lavoratori. A Beneficiarne i percettori del Reddito di cittadinanza soprattutto. Ma anche i percettori dell’assegno Naspi. Nel 2022, coinvolgerà 64.680 soggetti. Tra questi, 17.248 sono destinatari di percorsi di formazione. Per 6.468, in particolare, è previsto un rafforzamento delle competenze digitali.

    Nell’ambito delle politiche del lavoro, l’assessorato regionale ha già adottato un piano per le nuove competenze, il rafforzamento del sistema duale e il potenziamento dei centri per l’impiego. Questi ultimi rappresentano un punto di snodo del programma “Gol”.

  • Reddito di cittadinanza e furbetti siciliani, scoperti in 11 dai Carabinieri

    Reddito di cittadinanza e furbetti siciliani, scoperti in 11 dai Carabinieri

    Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano hanno effettuato una serie di verifiche al fine di accertare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la percezione del reddito di cittadinanza.

    Avvalendosi della fondamentale collaborazione dei colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, i militari dell’Arma, hanno riscontrato una serie d’irregolarità appurando che ben 11 persone starebbero percependo indebitamente il beneficio erogato dallo Stato.

    In particolare, le verifiche hanno consentito di rintracciare 5 donne e 6 uomini. Tutti sono stati denunciati dai Carabinieri in quanto presunti responsabili di aver richiesto e percepito indebitamente il “reddito di cittadinanza”. Hanno omesso di comunicare la sussistenza di preesistenti cause impeditive quali, ad esempio, misure cautelari in atto e stati detentivi.

    I sostegni economici indebitamente percepiti ammonterebbero a circa 80.000 euro. Le indagini degli inquirenti proseguono al fine di raccogliere ulteriori riscontri investigativi.

  • Reddito di cittadinanza, se non fai questa comunicazione rischi di perderlo

    Reddito di cittadinanza, se non fai questa comunicazione rischi di perderlo

    C’è una comunicazione da fare subito, pena la perdita del Reddito di Cittadinanza. La misura dello stato che aiuta le famiglie senza reddito fa molto parlare di sé in questi giorni. Se da un lato sono ancora troppe le persone furbette che prendono il rdc senza averne diritto, chi è onesto rischi di perderlo. Ma c’è un modo per non perderlo.

    Il dettaglio che molti sottovalutano

    C’è un dettaglio che è importante sapere per non rischiare di perdere il sussidio statale e lo stop al pagamento del reddito di cittadinanza. In particolare chi non farà attenzione a una comunicazione possibilmente lo perderà.

    Tra i fortunati ci soni pure coloro che prenderanno la doppia ricarica del reddito di cittadinanza grazie all’assegno unico. Ma c’è da fare attenzione visto che il Reddito di cittadinanza è un sostegno che aiuta molte famiglie italiane e rischiare di non riceverlo potrebbe essere catastrofico per chi lo prende.

    In particolare in questo periodo pesantemente segnato dalla pandemia, le condizioni economiche generali del nostro Paese sono abbastanza complesse. Sono veramente numerosi gli italiani che hanno perso il lavoro o che sono stati costretti a subire le ripercussioni legate alle restrizioni causate dal Covid. L’obiettivo sarebbe consentire alle persone attualmente disoccupate di trovare un lavoro. Ma rischiare di perdere il reddito di cittadinanza per5un cavillo è davvero possibile.

    Ecco chi rischia di perdere l’assegno

    Come tutte le forme di sostegno al reddito, anche per il Reddito di cittadinanza, è necessario rispettare un iter ben preciso per poterlo ottenere che è scandito da scadenza prestabilite. Nel caso in cui questo non venga rispettato si palesa il serio rischio di poter perdere il beneficio. L’INPS, pochi giorni fa, infatti, ha fatto sapere, attraverso apposita nota, che deve essere inviata la comunicazione di variazione della condizione occupazionale. Per questo motivo il termine scatta a partire da gennaio 2022 che va a sostituire il precedente termine di 30 giorni per effettuare la suddetta comunicazione.

    La comunicazione da fare subito

    Ma allora qual è la comunicazione da fare prima possibile? Sono tanti i percettori che rischiano? Ecco cosa serve fare. Sarà necessario che i percettori del Reddito di cittadinanza effettuino questa comunicazione nel più breve tempo possibile. Solo così si eviterà il concreto rischio di perdere l’importante supporto economico sul quale oggi molte famiglie italiane possono contare.