Tag: omicidio

  • Terribile fratricidio in Sicilia, uomo litiga col fratello e lo uccide

    Terribile fratricidio in Sicilia, uomo litiga col fratello e lo uccide

    Una tragedia, una lite che si trasforma in un bagno di sangue. Ha sparato al fratello uccidendolo. Un uomo di 50 anni, Rosario Vitale, è stato arrestato dai carabinieri a San Gregorio di Catania, paese della ‘cintura’ metropolitana del capoluogo etneo, dopo che stamane, al culmine di una lite, ha ucciso a colpi di pistola il fratello Davide, 44 anni.

    La ricostruzione del fratricidio

    L’omicidio, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe avvenuto all’esterno dell’abitazione del 50 enne, un cuoco, dove durante la notte si sarebbe presentata la vittima – un nullafacente, pregiudicato e tossicodipendente in passato già sottoposto a Tso – minacciando il fratello con un coltello per via di conflitti di natura familiare che si protraevano da anni.

    Dalla lite ai colpi di pistola

    Ne sarebbe quindi scaturita una violenta lite, alla presenza anche del nipote 20 enne (figlio di Rosario Vitale), al culmine della quale l’arrestato avrebbe esploso 3 o 4 colpi di arma da fuoco all’indirizzo del fratello, che è stato raggiunto da due proiettili, nella testa e nel torace. Successivamente, per motivi ancora da appurare, l’omicida avrebbe spostato il cadavere all’interno del cortile dell’abitazione, decidendo successivamente di costituirsi e venendo immediatamente bloccato sul posto dai militari dell’Arma.

  • Palermitano ammazzato per l’affitto non pagato, la ricostruzione dei carabinieri

    Palermitano ammazzato per l’affitto non pagato, la ricostruzione dei carabinieri

    Nelle prime ore di oggi, una segnalazione al 118 ha riferito della presenza di un uomo privo di coscienza in via Mulino 32 nel quartiere di Boccadifalco. I Carabinieri della Compagnia di Palermo San Lorenzo, giunti sul posto, hanno rinvenuto il corpo privo di vita di Aleandro Guadagna di anni 31, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, ucciso con colpi d’arma da fuoco.

    I carabinieri e la ricostruzione dell’omicidio di Boccadifalco

    Tempestivamente i Carabinieri hanno ricostruito la scena del crimine e il quadro indiziario, anche grazie alle testimonianze di alcune persone informate sui fatti, a carico del presunto assassino, allontanatosi dal luogo del delitto subito dopo i fatti. I carabinieri sono andati nell’abitazione dell’uomo senza trovarlo. Qui hanno accertato che il presunto omicida era uscito presto da casa lasciando una lettera nella quale spiegava quali fossero le sue intenzioni. Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno rinvenuto l’autovettura dell’uomo nei pressi della sua abitazione, con all’interno un fucile da caccia.

    L’omicidio dopo una lite per un affitto non pagato

    Da quanto sin ora emerso il gesto sarebbe maturato a seguito di lunghi dissidi tra l’indagato, padrone di casa, e la vittima, riguardanti i pagamenti dell’affitto dell’abitazione nei cui pressi è avvenuto l’omicidio. Diramate le ricerche, per le quali sono stati mobilitati i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, il presunto assassino è stato rintracciato, da solo, presso un centro commerciale della zona, dove pare essersi recato a piedi. Una volta raggiunto dai militari, l’indagato si è consegnato senza opporre nessuna resistenza.

    Un arresto, ecco chi è

    Si tratta di un pensionato 77 enne del luogo, fino ad oggi sconosciuto alla giustizia, detentore di armi da fuoco. Sono tutt’ora in corso le indagini per stabilire l’esatta ricostruzione dei fatti e accertare le responsabilità, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palermo. “È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, pur gravemente, e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza”, dice una nota dei carabinieri.

  • La lite per l’affitto, prende la pistola e lo uccide, Palermo sotto shock: arrestato

    La lite per l’affitto, prende la pistola e lo uccide, Palermo sotto shock: arrestato

    Stamattina a Palermo, nel quartiere Boccadifalco, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco il 32enne Aleandro Guadagna. Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe avvenuto al termine di una lite per motivi economici legati ad affitti non pagati. Il presunto assassino, il proprietario di casa della vittima, è stato fermato dai carabinieri dopo alcune ore di ricerche.

    L’allarme lanciato dai familiari

    Ad allertare i soccorsi, stamattina, sono stati i familiari di Guadagna. In via Mulino 32 sono giunti i sanitari del 118 che hanno trovato il 32enne riverso in una pozza di sangue e non hanno potuto far altro che accertarne la morte e i carabinieri i carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale che hanno transennato la zona e avviato le indagini. Diversi i colpi d’arma da fuoco sparati verso la vittima.

    La fuga e il fermo del presunto omicida

    Gli investigatori che indagano sul delitto hanno cercato l’omicida che era fuggito dopo avere sparato contro il 32enne. Dalle prime indagini sembrerebbe che quella di stamani fosse stata solo l’ultima di tante liti avvenute nell’ultimo periodo.I carabinieri si sono messi subito sulle tracce dell’assassino, si sono subito recati nell’abitazione dell’uomo, non lo hanno trovato ma i familiari hanno raccontato che il presunto omicida avrebbe lasciato questa mattina, una lettera spiegando che stava andando a sistemare la questione degli affitti non pagati. Poi, il tragico epilogo.

    Le precedenti denunce

    La vittima, Aleandro Guadagna, era nota alle forze dell’ordine. Fece parte di un commando formato da tre persone che il 23 luglio del 2015 aggredì e rapinò in casa un non vedente, residente nella zona di Cruillas. Guadagna, allora 25enne e già gravato da precedenti di polizia per rapina, venne arrestato dopo due anni dal fatto.

  • Drammatico ritrovamento in Sicilia, trovato corpo carbonizzato di un 16enne

    Drammatico ritrovamento in Sicilia, trovato corpo carbonizzato di un 16enne

    Nella zona del Messinese è stato ritrovato un corpo carbonizzato. Il ritrovamento è avvenuto ieri sera, 16 febbraio, a Merì, in piazza Italia ’90, ad opera dei Carabinieri. Il cadavere si trovava sul bordo della strada ed era completamente carbonizzato e irriconoscibile. Sii tratterebbe di un ragazzo di 16 anni.

    Stanno indagando i carabinieri che da un primo esame sul corpo non hanno trovato segni di armi da fuoco o da taglio. Si sta procedendo con gli esami del Dna e i rilievi del Ris di Messina. I militari hanno avviato le indagini a tutto campo. La zona isolata e senza la presenza di telecamera non favorisce le indagini e al momento non si esclude nessuna pista.

    Nella giornata di ieri un cadavere senza testa era stato trovato nel mare al largo di Lampedusa. Con molta probabilità si tratta di una delle tante vittime di un naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia che il mare ha restituito dopo giorni.

  • Carmelina Marino e Santa Castorina uccise da Salvatore La Motta, lui si è suicidato: terrore a Riposto

    Carmelina Marino e Santa Castorina uccise da Salvatore La Motta, lui si è suicidato: terrore a Riposto

    Momenti di terrore e follia a Riposto, piccolo comune siciliano in provincia di Catania dove Salvatore La Motta, di 63 anni, avrebbe ucciso Carmelina Marino, 48 anni, e Santa Castorina 50 anni, per poi togliersi la vita nei pressi di una caserma.

    Veri e propri momenti di terrore sono stati vissuti questa mattina nel piccolo centro alle falde dell’Etna, dove questa mattina era stata trovata una donna morta all’interno della propria auto. Si trattava di Carmelina Marino di 48 anni. L’auto era nei pressi del lungomare Pantano. All’inizio si era pensato a un malore che aveva portato al decesso la donna salvo poi scoprire le ferite che presentava al capo da cui usciva del sangue; un fatto che ha lasciato pensare a un omicidio eseguito a colpi di arma da fuoco.

    Qualche istante dopo in via Roma, sempre a Riposto, è stata trovata una donna in gravissime condizioni che poi è morta. Si trattava di Santa Castorina di 50 anni, anche lei raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco. Sono scattate subito le indagini dei Carabinieri del comando provinciale di Catania che si sono messi sulle tracce del killer. Poi l’ennesimo colpo di scena: Salvatore La Motta 63 anni è stato trovato senza vita vicino a una caserma dei Carabinieri.

    I carabinieri hanno trovato l’assassino che si sarebbe ucciso con la stessa arma utilizzata per togliere la vita alle due vittime. Con una delle donne l’uomo avrebbe avuto una relazione; forse anche con l’altra, come stanno cercando di verificare gli investigatori, impegnati a ricostruire dinamica e movente.

  • La mafia di Mezzomonreale voleva ammazzare un architetto

    La mafia di Mezzomonreale voleva ammazzare un architetto

    «Io gli scippo la testa! Anzi, una volta l’ho salutato pure, perché io lo devo ammazzare vero non per scherzo! Ci vorrebbe non salutarlo pure perché io lo devo ammazzare vero, non per scherzo non gliel’ho detto mai». Queste le parole intercettate dai Carabinieri e pronunciate da Gioacchino Badagliacca, uno degli arrestati dai carabinieri nel blitz antimafia eseguito nel quartiere di Palermo Rocca-Mezzomonreale.

    Gli investigatori hanno scoperto un progetto di omicidio pianificato da alcuni dei membri della famiglia contro un architetto. Le conversazioni sono state captate in tempo reale durante una riunione mafiosa che si è svolta a settembre in una città della provincia di Caltanissetta.

    Secondo il provvedimento del gip Lirio Conti, il rancore contro l’architetto era nutrito da Gioacchino Badagliacca già dall’anno 2020, a causa di alcuni errori nella gestione della pratica amministrativa relativa alla regolarizzazione di un edificio di proprietà di Badagliacca e nella disponibilità del figlio, tanto che era stato notificato l’ordine di demolizione. Durante la riunione, il capofamiglia Pietro Badagliacca ha sancito un vero e proprio patto di sangue con il nipote Gioacchino, promettendo di uccidere l’architetto prima di morire.

    Gli arrestati finiti in carcere sono Pietro, Gioacchino e Angelo Badagliacca, Marco Zappulla e Pasquale Saitta. Ai domiciliari sono andati Michele Saitta e Antonino Anello.

  • Ucciso e seppellito dalla moglie e dell’amante migliore amico di lui, arrestati

    Ucciso e seppellito dalla moglie e dell’amante migliore amico di lui, arrestati

    Nella mattinata odierna i Carabinieri del Reparto Territoriale di Termini Imerese hanno arrestato una donna trentaseienne di Termini Imerese e un uomo cinquantasettenne palermitano, operaio, coniugato, in quanto a loro carico sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di omicidio e soppressione del cadavere di  Carlo Domenico La Duca, agricoltore, già residente a Termini Imerese. L’arresto arriva in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Palermo.

    Le indagini coordinate dalla procura di Palermo

    Dalle complesse attività investigative coordinate dalla Procura di Palermo, condotte attraverso intercettazioni, analisi dei tabulati, analisi immagini dei sistemi di videosorveglianza, assunzione d’informazioni e acquisizioni informatiche e documentali, è emerso che i due arrestati, rispettivamente moglie e migliore amico della vittima, tra di loro legati da una relazione sentimentale di natura clandestina, dopo avere pianificato l’omicidio, hanno attirato la vittima a Palermo nel terreno di proprietà del cinquantasettenne, e qui lo hanno ucciso. Poi hanno portato l’auto  a circa 12 km di distanza dal luogo del fatto al fine di depistare le indagini.

    Demoliti gli alibi di moglie e amante

    Le acquisizioni investigative hanno anche permesso di demolire gli alibi che i due avevano creato nel corso del tempo per tentare di allontanare da sé l’attenzione degli inquirenti.

    Omicidio pianificato nel dettaglio

    I due arrestati, che alla data dell’omicidio già intrattenevano da diversi anni una relazione sentimentale clandestina, hanno pianificato nei minimi dettagli l’omicidio, l’occultamento del cadavere e i depistaggi utilizzando, tra l’altro, utenze segrete e negando da sempre qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

    La storia anche su Chi l’ha visto

    Un piccolo imprenditore agricolo. Prima, l’8 dicembre 2018, scomparvero i quattro cani dell’uomo. A gennaio poi sparì Carlo. La scomparsa venne denunciata dai familiari e se ne occupò anche la trasmissione Chi l’ha visto di Rai3. Quel 31 gennaio Carlo uscì da casa ma non tornò più. La madre dell’uomo ha sperato fino alla fine che il figlio tornasse e non smise di fare appelli. Carlo, secondo quanto venne raccontato durante l trasmissione, doveva andare a Cinisi dove abitava la fidanzata, la nuova compagna. “Mi disse che si doveva incontrare con un amico a Ciaculli”, raccontò la donna. “Mi aveva che aveva un altro appuntamento con un amico”, raccontò a sua volta l’amico. “Si tratta di un incontro di lavoro importante per rilanciare la campagna”, disse l’amico che doveva incontrare Carlo a Ciaculli, che come raccontò, non lo incontrò. Poi la macchina di Carlo, una Golf grigia, venne ritrovata in via Minutilla, nella periferia di Palermo. Era posteggiata e chiusa a chiave. “Carlo non conosceva quella zona”, raccontò la fidanzata a chi l’ha visto. Tanti i dubbi irrisolti, tante le piste seguite dagli investigatori che però non si completavano. Anche la ex moglie, oggi finita in arresto, venne intervistata dai microfoni di Chi l’ha visto. “Non so cosa pensare, non so se lui a Cinisi poteva avere altri tipi di amicizie, se si è infilato in qualche giro”, Queste le sue parole.

     

     

  • Omicidio in Sicilia, killer uccide imprenditore a Palma di Montechiaro

    Omicidio in Sicilia, killer uccide imprenditore a Palma di Montechiaro

    Un uomo ammazzato in strada in un agguato sulla pubblica via e in pieno giorno, un nuovo caso di omicidio in Sicilia. Siamo nel centro di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, e un uomo viene freddato da alcuni colpi di pistola.

    Si tratta di un imprenditore 65enne, Lillo Saito, titolare di un’azienda che produce gelati. L’uomo è stato ucciso con almeno tre colpi di arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata da un killer. La vittima era in auto davanti Palazzo Ducale.

    Sul luogo dell’omicidio i Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, i militari della Compagnia di Licata. I carabinieri hanno fermato il presunto killer mentre era in fuga da Palma di Montechiaro.

  • Influencer siciliano ucciso dal compagno della madre, il web piange Luca Itvai

    Influencer siciliano ucciso dal compagno della madre, il web piange Luca Itvai

    Luca Pisciotto, alias “Luca Itvai”, giovane influencer e tiktoker siciliano, è morto. È stato ucciso dal compagno della madre. Un efferato omicidio avvenuto in Belgio ieri pomeriggio.

    L’omicidio Luca Pisciotto, 22 anni, è avvenuto a Liegi. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, sarebbe intervenuto per difendere la madre dalle violenze dell’ex compagno che lo avrebbe colpito con una coltellata alla gola.

    Luca era intervenuto per difendere proprio la mamma che stava per essere strangolata dall’uomo. Quest’ultimo, dopo una breve colluttazione, ha estratto il coltello e colpito a morte il ragazzo per poi darsi alla fuga. In serata si è poi costituito alla polizia. La madre di Luca ha riportato solo lievi ferite grazie all’intervento del figlio, per cui invece non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo è morto subito dopo la coltellata e inutile è stato ogni tentativo dei soccorritori di strapparlo alla morte.

    Il ragazzo era siciliano, di Agrigento. Il giovane era nato e cresciuto nella città dei Templi prima di trasferirsi in Belgio. Sul web era molto conosciuto su Tik Tok con il nickname “Luca Itvai”, con oltre 1,6 milioni di follower.

  • Omicidio a Raffadali, ucciso dal padre un giovane di 24 anni

    Omicidio a Raffadali, ucciso dal padre un giovane di 24 anni

    Omicidio a Raffadali. È stato ucciso in pieno centro città un ragazzo di 24 anni. Gabriele Rampello il nome della vittima raggiunta da alcuni colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata.

    L’uomo sarebbe stato freddato sotto le telecamere di sicurezza e i Carabinieri avrebbero già fermato il responsabile dell’omicidio. Si tratterebbe del padre della vittia. L’uomo un poliziotto. Sarebbe stato fermato mentre stava per prendere un autobus di linea. Sembra che avesse dentro uno zainetto, più armi.

    Sul luogo del delitto oltre ai militari dell’arma, il magistrato di turno e il medico legale Alberto Alongi.