Tag: guerra Ucraina

  • Kiev sotto assedio, ieri 137 morti e 300 feriti e sale il bilancio

    Kiev sotto assedio, ieri 137 morti e 300 feriti e sale il bilancio

    Sono 137 gli ucraini morti nel primo giorno di guerra. Lo ha confermato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky in un video pubblicato sul sito web della presidenza, aggiungendo che altri 316 ucraini sono rimasti feriti nei combattimenti. Ma già oggi il numero è salito visto che la Russia è a pochi km da Kiev e ha già colpito obiettivi civili.

    L’Ucraina si attende un attacco con i carri armati da parte delle truppe russe su Kiev già nella giornata di oggi, venerdì, secondo quanto riferito da Anton Herashchenko, alto funzionario del ministero dell’Interno ucraino.

    Il presidente ucraino Zelensky ha specificato che le forze armate russe in Ucraina stanno colpendo anche obiettivi civili, e ha detto che «i russi dovranno prima o poi comunicare con l’Ucraina per mettere fine al conflitto». Quella di oggi sarà «la giornata più dura».

    Nel corso della notte ci sono stati diversi morti e feriti nella notte. I Russi hanno attaccato alcuni posti di frontiera.

    L’allarme antiaereo è suonato a Leopoli.
    Altre tre esplosioni sono state udite nitidamente all’alba nelle zone periferiche di Kiev. «Terribili bombardamenti missilistici su Kiev. L’ultima volta che la nostra capitale aveva visto una cosa del genere era stato nel 1941, quando era stata aggredita dalla Germania nazista»: lo ha scritto stamane Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri dell’Ucraina. Bombardato anche l’ aeroporto di Velyka Omelyana.

    Intanto le forze russe «hanno già perso circa 800 uomini», secondo il ministero della Difesa ucraino.

    «Siamo stati lasciati soli a combattere contro l’Armata rossa. Chi è pronto a combattere con noi? Io non vedo nessuno», ha detto il presidente ucraino Zelensky nel video diffuso nella notte dalla presidenza dell’Ucraina. «Chi è pronto a dare all’Ucraina la garanzia di un’adesione alla Nato? Tutti hanno paura. Si devono adottare immediatamente forti sanzioni economiche e finanziarie contro l’aggressore per privarlo dei mezzi per continuare l’attacco».

    Dopo l’appello del presidente ucraino di ieri tanti i cittadini ucraini che si sono presentati alle caserme per arruolarsi.

  • “Putin nazifascista”, Palermo s’illumina di arcobaleno

    “Putin nazifascista”, Palermo s’illumina di arcobaleno

    Palermo dice no alla guerra e all’aggressione da parte della Russia che colpisce il cuore dell’Europa. Partiti politici, sindacati, associazioni, l’amministrazione comunale e cittadini si sono dati appuntamento questa sera in piazza Verdi a Palermo davanti ad un teatro illuminato con i colori della pace per “condannare ogni forma di violenza e per esprimere vicinanza alle vittime della guerra esplosa alle porte dell’Europa con i bombardamenti sull’Ucraina”.

    “Con Putin – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – si sta riproponendo la violenza nazifascista che ha seminato terrore e morte nel mondo intero. Palermo condanna la violenza e afferma il diritto alla pace attraverso l’arte con la forza della musica grazie al coro di Voci bianche e al coro Arcobaleno del Teatro Massimo”.

    Tanti i cartelli contro la guerra, contro Putin e per la pace nel mondo. I bambini e le bambine del coro di voci bianche e del coro Arcobaleno della Fondazione, diretti dal maestro Salvatore Punturo, hanno cantato l’Ave Verum di Mozart e Imagine di John Lennon sulla scalinata del Teatro. “Palermo si conferma città dei diritti, unita a sostegno del popolo ucraino e della comunità ucraina in città”.

    E’ un momento terribile per il nostro popolo e per l’Europa interna – dicono alcuni manifestanti dell’Ucraina che si trovano nel capoluogo siciliano – Siamo qui a testimoniare la nostra paura per quanto sta avvenendo nel nostro paese. Chiediamo a tutti di mettere in campo ogni azione per bloccare Putin e il suo disegno che potrebbe provocare una guerra vasta e terribile”.

  • Primi morti in Ucraina, cittadini chiamati alle armi

    Primi morti in Ucraina, cittadini chiamati alle armi

    “Più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi”. Lo rende noto la presidenza ucraina dopo l’invasione dell’esercito russo in Ucraina. Intanto la Nato inizia a mobilitarsi. Come apprende l’Ansa da fonti dell’Alleanza Atlantica, i leader dei Paesi aderenti alla Nato si riuniranno domani in videoconferenza per fare il punto della situazione sull’attacco della Russia all’Ucraina.

    E l’Ucraina chiama i cittadini alle armi. Tutti coloro che sono pronti e sanno come utilizzare le armi possono unirsi alle Forze di difesa territoriale delle Forze armate ucraine nella loro regione: lo ha scritto oggi su Facebook il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, sottolineando che il Paese “sta passando alla modalità di difesa completa”. Lo riporta Interfax.

    “La Russia ci ha attaccato a tradimento questa mattina, come ha fatto la Germania nazista negli anni della seconda guerra mondiale. Ad oggi, i nostri paesi si trovano su lati diversi della storia mondiale.
    La Russia ha intrapreso la strada del male, ma l’Ucraina si sta difendendo e non rinuncerà alla sua libertà, qualunque cosa pensi Mosca”. Lo ha twittato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino ha inoltre annunciato che Kiev ha rotto le relazioni diplomatiche con la Russia e nel corso di un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron ha “chiesto interventi multipli per sostenere l’Ucraina”.

  • Crisi Ucraina-Russia, al Municipio di Palermo spunta la bandiera della Pace

    Crisi Ucraina-Russia, al Municipio di Palermo spunta la bandiera della Pace

    Sul balcone di Palazzo delle Aquile, in altre sedi comunali e a Palazzo Comitini, è stata esposta la bandiera della pace. L’iniziativa, fortemente voluta dal sindaco Leoluca Orlando, d’intesa con la Consulta della pace, è un invito al dialogo contro ogni violenza e contro la guerra che in
    queste ore minaccia il territorio ucraino e la comunità internazionale ed esprime, inoltre, la condanna per il grave attacco militare da parte della Russia.

    Già nei giorni scorsi il sindaco Leoluca Orlando aveva inviato una lettera di sostegno al primo cittadino di Mariupol, città che si trova vicino al confine russo sulla linea del fronte della crisi Ucraina-Russia.

    “Da Palermo parte un forte richiamo al valore della pace, del dialogo tra i popoli, contro ogni forma di conflitto e di violenza. Un’iniziativa che condanna l’aggressione militare da parte della Russia che costituisce un attacco gravissimo al cuore di tutta l’Europa. In questo momento di grande tensione e preoccupazione esprimo la mia vicinanza e solidarietà a tutti gli ucraini che vivono in città”, ha detto il sindaco Orlando.

  • Guerra in Ucraina, Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa

    Guerra in Ucraina, Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa

    Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per le 16.30 di oggi il Consiglio Supremo di Difesa. La scelta è stata fatta subito dopo i primi attacchi sferrati dalla Russia nei confronti dell’Ucraina.

    Il Consiglio supremo di Difesa è l’organo preposto all’esame dei problemi generali politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale. Come è noto, è presieduto dal capo dello Stato ed è composto dal presidente del Consiglio dei ministri, dai ministri per gli Affari esteri, dell’Interno, dell’Economia, della Difesa e dello Sviluppo economico e dal capo di stato maggiore della Difesa.

    Intanto questa mattina la riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, convocata dal premier Mario Draghia Palazzo Chigi. Nella sede del governo sono arrivati il sottosegretario con delega alla sicurezza della Repubblica Franco Gabrielli e la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza Elisabetta Belloni. Prendono parte alla riunione anche alcuni ministri della Repubblica tra cui il titolare della Difesa Lorenzo Guerini, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della Giustizia Marta Cartabia, dell’Economia Daniele Franco.

  • Venti di guerra in Ucraina, la Russia bombarda e dalla Sicilia parte drone Usa

    Venti di guerra in Ucraina, la Russia bombarda e dalla Sicilia parte drone Usa

    La guerra in Ucraina è scoppiata come avevano previsto gli Usa. Questa notte lo “zar” Putin ha ordinato l’invasione di Kiev e l’escalation militare in varie zone della nazione che adesso è sotto scacco delle forze russe. Tutte le premesse per lo scoppio di una guerra di carattere mondiale anche se, al momento, Usa e forze Nato parlano di sanzioni da applicare alla Russia.

    Cosa sta accadendo in Ucraina

    A Mosca erano le 6 del mattino e Putin ha annunciato in tv l’attacco all’Ucraina. Subito sono state avvertite esplosioni nelle città ucraine a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e nella capitale Kiev, dove i russi avrebbero tentato di prendere il controllo dell’aeroporto. Almeno sette persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi in Ucraina. Testimoni oculari riferiscono che a Kiev si stanno formando “lunghe file ai benzinai” e il traffico nelle strade, specie in periferia, “è intenso”. Le immagini che arrivano da Kiev mostrano tutto il dramma che stanno vivendo gli ucraini. Lunghe colonne di macchine, di fatto ferme, tutte in fila nel tentativo di uscire dalla città e cercare un rifugio sicuro temendo l’arrivo dell’esercito russo.

    Cosa fa l’Italia

    Alle 10 è stata convocata a Palazzo Chigi una riunione del Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato questa mattina su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov. L’Ambasciatore Sequi – fa sapere la Farnesina – ha espresso al diplomatico russo la ferma condanna del Governo italiano per la gravissima, ingiustificata e non provocata aggressione di Mosca ai danni dell’Ucraina, che costituisce una chiara e netta violazione del diritto internazionale.

    E dalla Sicilia parte un drone Usa

    Sui cieli dell’Ucraina un drone americano. Il velivolo è partito dalla base americana di Sigonella, in Sicilia. Si tratta di un Global Hawk, un drone militare da ricognizione. E’ partito da Sigonella, vicino Catania e ha raggiunto lo scenario di guerra in Ucraina. Dalle immagini si vede che il velivolo ha acceso il suo “risponditore radar” – e quindi è stato intercettato anche da tutti i radar civili – una volta giunto sul mare di fronte a Catania. Qui è salito in quota (a 17mila metri). Poi si è diretto verso l’Ucraina: una volta sul territorio ucraino ha fatto una missione di sorveglianza.

    La Sicilia al centro del conflitto

    La Sicilia ospita diverse basi e strumentazioni che potrebbero tornare utili nelle more del conflitto. Da Sigonella, all’aeroporto di Birgi, al Muos di Ragusa. Al momento la base militare di Sigonella ha visto solo l’impiego dei droni ma adesso che la guerra è cominciata con l’attacco della Russia non si può escludere che venga utilizzata anche per il decollo di caccia militari essendo una base strategica al centro del Mediterraneo. L’aeroporto di Sigonella è sede del 41º Stormo AntiSom, l’11º Reparto manutenzione velivoli ed il 61º Gruppo Volo. «In passato – dice il sindaco di Lentini Lo Faro – abbiamo già vissuto momenti del genere. Situazioni che hanno coinvolto anche il nostro territorio. Certo, non siamo indifferenti per come si stanno evolvendo le cose nella guerra in Ucraina».